Lo strano suicidio di Laura Pignataro

Un suicidio che svela come la Germania sia ora la padrona del parlamento europeo

di Ludovi­co Polas­tri

Lo strano suicidio di Laura Pignataro C’è più di un sospet­to sul­la morte per sui­cidio del­la fun­zionar­ia ital­iana Lau­ra Pig­nataro avvenu­ta il 17 dicem­bre lan­cian­dosi nel vuo­to dal quin­to piano di un palaz­zo di Brux­elles. Per la polizia bel­ga l’estremo gesto sarebbe da ricon­durre al suo mat­ri­mo­nio ormai con­clu­so con il mar­i­to Michael Nolin. Da qualche giorno la fun­zionar­ia non si sen­ti­va bene e sem­bra­va molto agi­ta­ta. Figlia di un giurista ital­iano, don­na com­bat­ti­va for­matasi in Italia, Sta­ti Uni­ti, Fran­cia e Spagna, face­va parte dell’esclusivo grup­po di alti fun­zionari del­la Com­mis­sione Euro­pea e si inter­es­sa­va degli aspet­ti giuridi­ci delle nomine all’interno del­la com­mis­sione UE e forse qui si nasconde qualche seg­re­to che non sarà mai dato saper­si fino in fon­do. Tut­tavia qual­cosa di cer­to è mer­so.

Ques­ta morte ha fat­to emerg­ere una inqui­etante ver­ità: il pres­i­dente del­la com­mis­sione Junck­er non con­ta più nul­la ed è sta­to sos­ti­tu­ito dal tedesco Mar­tin Sel­mayr. La com­mis­sione euro­pea è, di fat­to, gov­er­na­ta dal­la Ger­ma­nia. La sua pro­mozione è sta­ta ille­gale, pro­gram­ma­ta in gran seg­re­to da una cer­chia ristret­tis­si­ma di alti ver­ti­ci del­la Com­mis­sione euro­pea, tra cui il pres­i­dente. Nom­i­na­to dap­pri­ma “aggiun­to” in un con­cor­so con molte ombre, scalzò il seg­re­tario gen­erale in car­i­ca, Alexan­der Ital­ian­er, che “pal­li­do e tre­mante”, annun­ciò a sor­pre­sa e in modo del tut­to irrituale le pro­prie dimis­sioni. A quel pun­to la stra­da era lib­era per la “pro­mozione” da “aggiun­to” a seg­re­tario gen­erale.

Era da tem­po che questo per­son­ag­gio ave­va di fat­to pre­so il coman­do del­la com­mis­sione euro­pea manipolan­do e forzan­do le regole e le pro­ce­dure in modo evi­dente per imporre le sue deci­sioni ai com­mis­sari. Junck­er sape­va e las­ci­a­va fare, ormai des­ti­tu­ito. Sel­mayr, tedesco di fer­ro, è sta­to il pro­tag­o­nista nel 2015 con­tro l’Italia in occa­sione degli sbarchi dei migranti accu­san­do­ci di non aver rac­colto le impronte dig­i­tali e chiaren­do che tut­ti i migranti sareb­bero dovu­ti restare sul suo­lo ital­iano. L’allora gov­er­no del PD chinò, ovvi­a­mente, la tes­ta.

La nom­i­na ille­gale di Sel­mayr darà il via al Sel­mayr­gate. Emi­ly O’Reilly, incar­i­ca­to di svol­gere le indagi­ni sul­la nom­i­na, chiede di avere acces­so a tutte le mail interne rel­a­tive alla nom­i­na di Sel­mayr. Il Seg­re­tario gen­erale avrebbe respin­to la richi­es­ta, ma la Pig­nataro avrebbe deciso di alla fine di fornire tut­to il mate­ri­ale all’irlandese O’Reilly: “non pos­so più con­tin­uare a men­tire”, avrebbe con­fida­to la don­na.

Quat­tro giorni dopo la fun­zionar­ia sale all’ultimo piano dell’edificio e com­pie l’estremo gesto.

http://www.affaritaliani.it/cronache/lo-strano-suicidio-di-laura-pignataro-594501.html?refresh_ce

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Soffocata in casa, fermato il compagno. Il dramma di Roberta, 14 anni fa la figlioletta precipitò dal balcone

Soffocata in casa, fermato il compagno. Il dramma di Roberta, 14 anni fa la figlioletta precipitò dal balcone

È sta­ta sof­fo­ca­ta in casa fino a morire: è mor­ta così Rober­ta Pri­ore, 53 anni, trova­ta sen­za vita ieri pomerig­gio nel­la sua casa in via Pirane­si 19 a Milano. Nel­la notte un uomo, Pietro Car­lo Artisi di 48 anni, il suo com­pag­no, è sta­to fer­ma­to dal­la polizia per l’omicidio: era sta­to bloc­ca­to sulle scale, all’uscita del palaz­zo, dagli agen­ti accor­si su richi­es­ta del­la figlia del­la vit­ti­ma, che non ave­va sue notizie da due giorni.

LA FIGLIA MORTA A 4 ANNI Rober­ta alle spalle ave­va una sto­ria dram­mat­i­ca: 14 anni fa la sec­on­da figlia Costan­za morì a 4 anni dopo essere pre­cip­i­ta­ta dal bal­cone. La tata sal­vadoreg­na che era con lei, rac­con­ta il Cor­riere del­la Sera, era sce­sa per gettare la spaz­zatu­ra, e la bim­ba si era sporta trop­po per vedere dove fos­se fini­ta: cadu­ta sul mar­ci­apiede, morì mezz’ora dopo all’ospedale Fatebene­fratel­li.

LA SEPARAZIONE E LA DROGA Quel dram­ma seg­nò la 53enne: poco più di un anno dopo Rober­ta e il mar­i­to decis­ero di avere un altro figlio, che nacque però con un grave prob­le­ma di salute. Le dif­fi­coltà aumen­tarono e la don­na e il mar­i­to si sep­a­rarono, con i figli che rimasero col padre: da lì la 53enne sarebbe poi fini­ta in un vor­tice di alcol, far­ma­ci e dro­ga, fino alla trage­dia di ieri, per mano di quell’uomo a cui era lega­ta da qualche mese, e dopo una lite prob­a­bil­mente con­seguente ad un abu­so di cocaina.

COSA È ACCADUTO Il dram­ma è avvenu­to al quin­to piano del civi­co 19 di via Pirane­si, una stra­da res­i­den­ziale che per­corre in par­al­le­lo la più traf­fi­ca­ta viale Cor­si­ca, arte­ria prin­ci­pale del­la zona est di Milano. Un lunghissi­mo ret­ti­li­neo che col­le­ga il cen­tro all’aeroporto di Linate. Il cada­v­ere di Rober­ta è nell’appartamento cen­trale del pianerot­to­lo, dis­te­sa a ter­ra, con un cus­ci­no accan­to alla tes­ta che las­cia ipo­tiz­zare una morte per sof­fo­ca­men­to avvenu­ta al ter­mine di una col­lut­tazione. In casa non c’è nes­sun altro.

Quan­do la figlia mag­giore chia­ma per sapere come sta non riceve alcu­na rispos­ta e, poiché sono diver­si giorni che non la sente, decide di andare a suonare alla por­ta. Il silen­zio pro­l­un­ga­to la pre­oc­cu­pa, chia­ma il 118 e poi i vig­ili del fuo­co, gli uni­ci in gra­do di aprir­la. Sono qua­si le 16 quan­do forzano l’ingresso, una vol­ta den­tro trovano subito il cor­po cir­conda­to da uno stra­no dis­or­dine. Nel­la conci­tazione del momen­to i para­medici non si accor­gono di un prin­ci­pio d’incendio che sta crescen­do ma i pom­pieri lo bloc­cano sul nascere pri­ma che pos­sa creare prob­le­mi.

I SOSPETTI DEI VICINI «Nei giorni scor­si è venu­ta la polizia nel palaz­zo, era­no cir­ca le 3, sen­ti­va­mo urla di aiu­to provenire dal suo appar­ta­men­to — ha rac­con­ta­to all’ANSA un con­domi­no — Sem­bra che il com­pag­no o qual­cuno che conosce­va bene la stesse pic­chi­an­do. Del resto non era nep­pure la pri­ma vol­ta che arriva­va la polizia, cre­do ci siano sta­ti almeno due inter­ven­ti in pas­sato». Per questo moti­vo i sospet­ti degli inves­ti­ga­tori del­la Squadra mobile si sono subito con­cen­trati sul com­pag­no del­la Pri­ore, di cui pochi nel palaz­zo riescono a fornire un pro­fi­lo pre­ciso. «Ricor­do che mi rim­prover­a­va spes­so per­ché las­ci­a­vo il por­tone aper­to — ricor­da un altro inquili­no — Teme­va che entrassero sconosciu­ti».

«L’ultima vol­ta che sono venu­ti i poliziot­ti — ha con­tin­u­a­to lo stes­so con­domi­no — han­no ten­ta­to di ras­si­cu­rare la figlia del­la Pri­ore in lacrime dicen­dole: ‘Non si pre­oc­cu­pi, abbi­amo sal­va­to sua madre già due volte’». Oggi, però nes­suno ha sen­ti­to urla o almeno non ha fat­to in tem­po a chia­mare il cen­trali­no delle forze dell’ordine. Diverse per­sone sono state accom­pa­g­nate in ques­tu­ra per essere ascoltate sui rap­por­ti con la don­na ma, sec­on­do indis­crezioni, tra loro ci sarebbe quel­lo che è ritenu­to l’assassino. Sarebbe un omi­cidio pas­sion­ale, la pista del­la rap­ina fini­ta male è sta­ta scar­ta­ta nonos­tante il dis­or­dine dell’appartamento.

https://www.leggo.it/italia/milano/donna_morta_soffocata_casa_fermato_compagno-4373955.html

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Roma, donna trovata morta in casa con il nastro adesivo su bocca e naso

Roma, donna trovata morta in casa con il nastro adesivo su bocca e naso

Rena­ta Rosa Bal­duc­ci è sta­ta trova­ta a ter­ra in casa a Roma, ormai sen­za vita, con il nas­tro ade­si­vo a coprir­gli naso e boc­ca. A fare la scop­er­ta è sta­ta la nipote che era anda­ta a cer­car­la. Gial­lo a Mon­te­sacro, dove pochi minu­ti pri­ma delle 14 i san­i­tari del 118 inter­venu­ti su seg­nalazione di un sui­cidio in una abitazione al civi­co 81 di via Car­lo Loren­zi­ni, han­no chiam­a­to la polizia che ha trova­to il cada­v­ere di una don­na di 70 anni. Sul pos­to la volante del com­mis­sari­a­to Fidene e gli uomi­ni del­la Sci­en­tifi­ca per i rilievi. Al momen­to non si esclude nul­la.

Sarà l’autopsia ad accertare le cause del­la morte di Rena­ta Rosa Bal­duc­ci. La don­na, che vive­va sola in casa e sof­fri­va di depres­sione, non rispon­de­va al tele­fono da ore. Per questo la nipote è anda­ta a cer­car­la, sco­pren­dola sen­za vita. Ai san­i­tari del 118 inter­venu­ti sul pos­to non è rimas­to che chia­mare la polizia arriva­ta con due volan­ti insieme ai col­leghi del­la Sci­en­tifi­ca. Pur ipo­tiz­zan­do in un pri­mo momen­to il sui­cidio, ogni pista res­ta aper­ta pro­prio in con­sid­er­azione del­lo scotch che la vit­ti­ma ave­va a tap­pare naso e boc­ca. La salma è ora a dis­po­sizione dell’autorità giudiziaria.

https://www.leggo.it/italia/roma/roma_donna_morta_nastro_adesivo_bocca_oggi-4372031.html

 

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Si schianta con la moto contro un suv, 22enne muore a Velletri

Si schianta con la moto contro un suv, 22enne muore a Velletri

di Erman­no Amedei

Era in sel­la alla sua Hon­da Hor­net quan­do si è schi­anta­to con­tro un’Audi. Ha per­so così la vita, a qualche migli­aio di metri da casa, D. P. 22 enne di Vel­letri.
La trage­dia si è con­suma­ta poco dopo le 20 di ieri sera qua­do il gio­vane sta­va facen­do ritorno da Vel­letri alla sua abitazione. L’impatto con il suv che usci­va da una stra­da pri­va­ta è sta­to vio­len­tis­si­mo ed il cor­po del gio­vane è sta­to scaglia­to ad alcu­ni metri di dis­tan­za sull’asfalto.
Imme­di­a­to il soc­cor­so degli oper­a­tori del 118 e dei cara­binieri di Vel­letri ma per il ragaz­zo, non c’è sta­to nul­la da fare. Per per­me­t­tere i rilievi è sta­to nec­es­sario chi­ud­ere la stra­da per diverse ore.

https://www.leggo.it/italia/cronache/velletri_incidente_morto_22_anni-4373986.html

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FACEVO L’OPERAIO, GUADAGNAVO 800 MILA LIRE, NON RIUSCIVO A PAGARE NEANCHE LE BOLLETTE” — DARIO VERGASSOLA A RADIO2:

L’INCONTRO CHE MI HA CAMBIATO LA VITA? COSTANZO. OGGI E’ DIFFICILE FARE SATIRA, I POLITICI SONO PEGGIO DELLE PARODIE. PRENDI TONINELLI SULLAUTO ELETTRICA. PER REALIZZARLA SAREBBERO SERVITI TRE AUTORI, LUI INVECE L’HA FATTA DAVVERO. SALVINI? UNA VOLTA GLI HO FATTO UNINTERVISTA, HA VOLUTO CHE GLI FIRMASSI I FOGLI E…”

Da I Lunati­ci Radio2 https://www.raiplayradio.it/programmi/ilunatici

dario vergassolaDARIO VERGASSOLA

Dario Ver­gas­so­la è inter­venu­to ai micro­foni di Rai Radio2 nel cor­so del for­mat “I Lunati­ci”, con­dot­to da Rober­to Ardui­ni e Andrea Di Cian­cio, in diret­ta ogni notte dall’1.30 alle 6.00 del mat­ti­no.

Ver­gas­so­la è tor­na­to a par­lare dei suoi esor­di: “Face­vo l’operaio, mi alza­vo la mat­ti­na alle sette meno un quar­to. Mia madre mi disse è pieno di sce­mi in tele­vi­sione, vac­ci anche tu. Face­vo le bat­tute anche a scuo­la, mi è sem­pre piaci­u­to rid­ere. I miei lava­vano le scale, era­no poveri, mio padre ha fat­to una vita ter­ri­bile, io face­vo il manovale all’arsenale mil­itare di La Spezia, lo stipen­dio era il più bas­so nel­la scala delle robe statali, era infe­ri­ore alle 800.000 lire, con due figli vera­mente poco.

SERENA DANDINI E DARIO VERGASSOLASERENA DANDINI E DARIO VERGASSOLA

Non rius­ci­vo a pagare bol­lette, era imbaraz­zante. Ho mol­la­to per andare a fare un altro lavoro, nel­lo spet­ta­co­lo. Per for­tu­na è anda­ta bene. L’incontro che mi ha cam­bi­a­to la vita? Mau­r­izio Costan­zo. Vin­si il fes­ti­val di San Sce­mo a Tori­no, era con­sue­tu­dine che da Costan­zo chia­massero i vinci­tori di San Sce­mo.

Il giorno dopo la mia pre­sen­za al Costan­zo Show mi cam­biò la vita. Tut­ti mi salu­ta­vano, tut­ti mi conosce­vano. Anche se anco­ra con­tin­u­a­vo a fare l’operaio. Ci sono tor­na­to dopo 25 anni da Costan­zo, lui come sem­pre è sta­to gen­tile. Poi a un cer­to pun­to mi ha det­to ‘aho fai Mario’…Mi è sem­bra­to di essere uno anda­to in coma che si è risveg­lia­to dopo 30 anni. E’ sta­ta un po’ stram­ba come cosa”.

DARIO VERGASSOLADARIO VERGASSOLA

Sul­lo sta­to di salute di sati­ra e comic­ità in Italia: “Croz­za, che è uno dei più bravi, quan­do fa Razzi, non capis­ci mai quale sia il vero. Ci sono politi­ci o ex politi­ci tal­mente stram­bi che sem­bra­no peg­gio del­la loro par­o­dia. Toninel­li ad esem­pio. Fa la pun­ta­ta sull’auto elet­tri­ca, a fine pun­ta­ta dice mia moglie ha appe­na com­pra­to il Suv a Diesel. Diven­ta dif­fi­cile pigliar­li per il culo quan­do poi il giorno dopo aprono la boc­ca e fan­no peg­gio del­la par­o­dia.

DARIO VERGASSOLADARIO VERGASSOLA

Per la cosa di Toninel­li ci sareb­bero volu­ti tre autori. Lui invece la fa davvero. C’è sta­to un momen­to in cui se parlavi di Berlus­coni arriva­va una sor­ta di cen­sura, non tan­to da lui. Io sono sta­to tra quel­li nom­i­nati quan­do face­vo ‘Par­la con me’ insieme alla Dan­di­ni. Ma non è tan­to il potente di turno a pre­oc­cu­par­si, quan­to la ple­to­ra di scagnozzi che sono più real­isti del Re e quin­di ti met­tono dei freni. Una vol­ta ho fat­to un’intervista a Salvi­ni, ha volu­to che gli fir­mas­si i fogli e si li è por­tati via con le domande. Non è il potente che si arrab­bia, sono i pre­to­ri­ani che han­no pau­ra e cer­cano di fil­trar­ti”.

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Meningite, morta ragazza di 19 anni a Reggio Emilia: era ricoverata da sabato

Meningite, morta ragazza di 19 anni: era ricoverata da sabato

Un’altra vit­ti­ma del­la menin­gite in Italia. Una ragaz­za di 19 anni è mor­ta all’ospedale San­ta Maria Nuo­va di Reg­gio Emil­ia, dove era ricov­er­a­ta da saba­to in con­dizioni gravis­sime per le con­seguen­ze di sep­si da meningo­coc­co. Ne dà notizia la direzione dell’azienda Usl Irccs reg­giana Per pre­venire la dif­fu­sione del­la malat­tia, il servizio di Igiene pub­bli­ca e la direzione san­i­taria Ausl sono inter­venu­ti «tem­pes­ti­va­mente» e già da ieri han­no pre­dis­pos­to le mis­ure di pro­fi­las­si ai con­tat­ti stret­ti. La direzione azien­dale esprime «le più sen­tite con­doglianze ai famil­iari e agli ami­ci del­la ragaz­za così pre­mat­u­ra­mente scom­parsa».

https://www.leggo.it/italia/meningite_ragazza_morta_reggio_emilia-4354290.html

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Vicenza, bimbo di 16 mesi morto per meningite fulminante

Bambino di 16 mesi muore per meningite fulminante

di Luca Poz­za

Il bim­bo col­pi­to da menin­gite ful­mi­nante non ce l’ha fat­ta, il pic­co­lo di Bolzano Vicenti­no (Vicen­za) è mor­to ieri sera in ospedale. Ric­cardi­no ave­va solo 16 mesi. La for­ma di menin­gite ful­mi­nante che lo ha ucciso nel giro di 48 ore, sec­on­do quan­to emer­so, è par­ti­ta da un’infezione all’orecchio. Ric­cardi­no era sta­to vac­ci­na­to, purtrop­po il vac­ci­no con­tro lo prneu­mo­coc­co — per quan­to sia l’unica arma di dife­sa con­tro la malat­tia — copre solo l’88 per cen­to dei cepp­pi di menin­gite. Il bim­bo di 16 mesi era ricov­er­a­to da mer­coledì nel repar­to di ter­apia inten­si­va pedi­atri­ca all’ospedale San Bor­to­lo di Vicen­za.

La malat­tia si era man­i­fes­ta­ta in bre­vis­si­mo tem­po nei giorni scor­si, con feb­bre sem­pre più alta e sta­to comatoso. Sec­on­do quan­to si è appre­so il bam­bi­no è arriva­to nel noso­comio beri­co in con­dizioni dis­per­ate, al pun­to che non è mai usci­to dal coma: è sta­to subito intu­ba­to ma la sof­feren­za ence­fa­lit­i­ca non è mai cala­ta. Nonos­tante tut­ti gli sforzi pos­si­bili da parte di medici e san­i­tari oggi pomerig­gio il quadro clin­i­co si è ulte­ri­or­mente aggra­va­to e in ser­a­ta la sua vita era appe­sa ad un filo, fino alla dichiarazione di morte cere­brale.

La for­ma di menin­gite ful­mi­nante, sec­on­do quan­to emer­so, è par­ti­ta da un’infezione all’orecchio: si trat­ta nel­lo speci­fi­co di pneu­mo­coc­co, provo­ca­ta da un bat­te­rio che è nor­mal­mente pre­sente nelle vie aeree del­la mag­gior parte degli esseri umani e che, sal­vo rari casi, non dà con­seguen­ze gravi. A dif­feren­za del­la menin­gite provo­ca­ta da virus non risul­ta esser­ci un peri­co­lo di con­ta­gio per gli altri bim­bi che fre­quen­ta­vano lo stes­so asi­lo nido del bim­bo ricov­er­a­to, la strut­tura “Il mel­o­gra­no”, gesti­ta dal­la par­roc­chia di San­ta Maria a Bolzano Vicenti­no. Sec­on­do quan­to dichiara­to dall’Ulss beri­ca nes­suna neces­sità dunque atti­vare la pro­fi­las­si di pro­tezione per le per­sone, famil­iari com­p­rese, che gli sono sta­ti vici­ni nei giorni scor­si.

https://www.leggo.it/italia/vicenza_bambino_morto_meningite-4365518.html

Kissinger71

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Meningite, morta a Varese una ragazza di 24 anni: attivate le procedure di profilassi per familiari, parenti e amici

Meningite, morta una ragazza di 24 anni: attivate le procedure di profilassi per familiari, parenti e amici

Anco­ra una gio­vane vita strap­pa­ta da una sospet­ta menin­gite: una ragaz­za di 24 anni è mor­ta all’ospedale di Saron­no (Varese), dove era sta­ta ricov­er­a­ta oggi per sospet­ta menin­gite. A quan­to è emer­so, le sue con­dizioni sareb­bero peg­gio­rate con il pas­sare delle ore e il ten­ta­ti­vo dei medici è risul­ta­to suf­fi­ciente a sal­var­le la vita.

Per quan­to riguar­da il caso del­la 24enne mor­ta all’ospedale di Saron­no per menin­gite «sot­to­li­neo che non c’è nes­sun allarme». Lo ha det­to l’assessore al Wel­fare Giulio Gallera, aggiun­gen­do che «le Ats Insub­ria e Milano Cit­tà Met­ro­pol­i­tana han­no atti­va­to in tem­po reale le pro­ce­dure di pro­fi­las­si che han­no coin­volto i famil­iari e i par­en­ti del­la ragaz­za, gli ami­ci più stret­ti, i dipen­den­ti dell’ASST Valle Olona e delle squadre dell’emergenza urgen­za coin­volti, i vici­ni di casa, i col­leghi di lavoro e le per­sone che han­no fre­quen­ta­to la gio­vane negli ulti­mi giorni».

«Ricor­dan­do che la menin­gite non viene trasmes­sa per sem­plice con­tat­to diret­to o tramite la pre­sen­za nel­la stes­sa stan­za, sot­to­li­neo che non c’è nes­sun allarme», ha chiar­i­to. L’assessore ha poi volu­to esprimere «a nome mio e di Regione Lom­bar­dia le con­doglianze alla famiglia del­la gio­vane

https://www.leggo.it/italia/cronache/meningite_morta_saronno_varese-4372453.html

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NICOLETTA INDELICATO È STATA TORTURATA DALLA COPPIA DI FIDANZATI CARMELO BONETTA E MARGARETA BUFFA

È STATO UN MASSACRO: NICOLETTA INDELICATO È STATA TORTURATA DALLA COPPIA DI FIDANZATI CARMELO BONETTA E MARGARETA BUFFA, CHE POI HANNO PROVATO A BRUCIARE IL CORPO E L’HANNO SEPPELLITA (VIDEO) — TUTTO SAREBBE PARTITO DA LITI IN CHAT: LE DUE RAGAZZE AVEVANO IN COMUNE L’ORIGINE RUMENA E L’ESSERE STATE ADOTTATE — I DUE, TORCHIATI DAI CARABINIERI, DOPO AVER DATO VERSIONI CONFUSE HANNO CONFESSATO E PORTATO I MILITARI NEL LUOGO IN CUI AVEVANO NASCOSTO IL CORPO

Davide Fal­cioni per www.fanpage.it

nicoletta indelicato nico­let­ta indel­i­ca­to

Nico­let­ta Indel­i­ca­to, la ven­ticinquenne scom­parsa da Marsala nel­la notte tra saba­to e domeni­ca, è sta­ta trova­ta mor­ta ieri sera nelle cam­pagne di con­tra­da Sant’Onofrio: i cara­binieri non han­no dub­bi che si sia trat­ta­to di omi­cidio ed han­no trat­to in arresto due per­sone: si trat­ta di Carme­lo Bonet­ta, di 34anni e Mar­gare­ta Buf­fa, di 29 anni.

 Sono entram­bi di Marsala e sono accusati di omi­cidio e sop­pres­sione di cada­v­ere. Han­no con­fes­sato il delit­to e sono sta­ti loro a portare i mil­i­tari nel luo­go in cui era sta­to abban­do­na­to il cor­po car­boniz­za­to di Nico­let­ta: la cop­pia conosce­va la vit­ti­ma e, benché il movente sia anco­ra sconosci­u­to, si ritiene che l’omicidio pos­sa essere sta­to orig­i­na­to da qualche dis­sidio per futili motivi. Gli inves­ti­ga­tori sono rius­ci­ti a risalire ai pre­sun­ti autori del delit­to gra­zie alle tes­ti­mo­ni­an­za di un barista che ha det­to di avere vis­to la gio­vane scom­parsa in com­pag­nia dei due fidan­za­ti.

nicoletta indelicato nico­let­ta indel­i­ca­to

I gen­i­tori, che ave­vano denun­ci­a­to la scom­parsa del­la ragaz­za domeni­ca, non ave­vano mai cre­du­to all’ipotesi di un allon­tana­men­to volon­tario e i loro tim­o­ri sono sta­ti con­fer­mati. Pro­prio ieri Dami­ano Indel­i­ca­to e Anna Rita Angi­leri, rispet­ti­va­mente papà e mam­ma di Nico­let­ta, ave­vano lan­ci­a­to un appel­lo affinché si facessero tut­ti gli sforzi nec­es­sari per ritrovare la figlia. I due han­no spie­ga­to che Nico­let­ta è usci­ta all’improvviso a mez­zan­otte e un quar­to di domeni­ca, sal­vo non rien­trare nep­pure dopo molte ore e non rispon­dere alle tele­fonate dei gen­i­tori, che han­no sper­a­to – pur rite­nen­do­lo decisa­mente improb­a­bile – che quel­lo del­la ragaz­za fos­se sta­to un allon­tana­men­to volon­tario.

Nico­let­ta Indel­i­ca­to si era lau­re­a­ta in scien­ze del­la for­mazione e, dopo aver lavo­ra­to per tre mesi in un cen­tro di accoglien­za, nelle ultime set­ti­mane sta­va parte­ci­pan­do a un cor­so per dis­abili a Marsala. Il padre e la madre, che han­no adot­ta­to sia lei che suo fratel­lo, sono molto conosciu­ti a Marsala.

Dami­ano è inseg­nante di matem­at­i­ca alle scuole medie men­tre la madre, Anna Rita, è pro­fes­sores­sa alle supe­ri­ori, isti­tu­to tec­ni­co nau­ti­co di Tra­pani. La famiglia è inoltre pro­pri­etaria di un’azienda vitivini­co­la; Cris­t­ian, fratel­lo di Nico­let­ta, stu­dia ad Udine Viti­coltura ed Enolo­gia. Ieri sera è arriva­to a Marsala e ha com­in­ci­a­to le ricerche, anche lui è molto allar­ma­to. Poche ore dopo è sta­to ritrova­to il cor­po del­la sorel­la.

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Ecco le prime immag­i­ni di Con­tra­da Sant’Onofrio, dove la povera Nico­let­ta è sta­ta mas­sacra­ta e uccisa. Il suo cor­po poi è sta­to bru­ci­a­to e nascos­to.

Nes­suno avrebbe mai potu­to immag­inare che Nico­let­ta Indel­i­ca­to, la ragaz­za rume­na adot­ta­ta vent’anni fa da un pro­fes­sore di scien­ze e scom­parsa domeni­ca a Marsala, sarebbe sta­ta uccisa da un’altra gio­vane rume­na, Mar­gare­ta Buf­fa, pure lei adot­ta­ta in Sicil­ia e trasfor­matasi in assas­si­na, tra­vol­ta da un odio pro­fon­do insieme con il fidan­za­to Carme­lo Bonet­ta, suo com­plice nell’orrendo delit­to scop­er­to dai cara­binieri.

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Un orrore infini­to con­suma­to nel­la cam­pagna di con­tra­da Sant’Onofrio, in un ter­reno abban­do­na­to dove il cor­po di Nico­let­ta, 25 anni, è sta­to trova­to bru­ci­a­to. Forse dopo tan­ti colpi di bas­tone, per­ché nei resti del rogo sono state trovate pozze di sangue e sec­on­do un’ipotesi degli inquiren­ti la gio­vane potrebbe essere sta­ta anco­ra viva quan­do è sta­ta data alle fiamme.

Una ragaz­za uccisa come in una sto­ri­ac­cia di mafia. Con due gio­vani nei pan­ni dei killer. Da una parte, Bonet­ta, 34 anni, l’uomo che in questo caso avrebbe dife­so l’onore mes­so a repen­taglio dalle pre­sunte dicerie ali­men­tate dal­la povera Nico­let­ta. Dall’altra, la sua con­ter­ranea Mar­gare­ta, 29 anni, adesso in caser­ma da mart­edì notte, da quan­do avrebbe con­fes­sato il mas­sacro rac­con­tan­do, come un’impossibile gius­ti­fi­cazione, di essere sta­ta aggred­i­ta ver­bal­mente da Nico­let­ta, di essere sta­ta defini­ta “una zoc­co­la”. Almeno questo trapela dalle prime ver­sioni che dovran­no essere val­u­tate in Procu­ra, a Marsala, dove il cap­i­tano dei cara­binieri Mar­co Cir­il­lo por­ta i risul­tati di un’indagine sfo­ci­a­ta in due strin­gen­ti inter­roga­tori.

I cara­binieri han­no infor­ma­to all’alba i gen­i­tori adot­tivi. Il padre, Dami­ano Indel­i­ca­to, inseg­nante all’istituto com­pren­si­vo Lui­gi Stur­zo, ave­va lan­ci­a­to un dis­per­a­to appel­lo lunedì anche a nome del­la moglie, Anna Rita Angi­leri: «Aiu­tate­mi a trovare nos­tra figlia, sti­amo malis­si­mo».

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E forse qual­cuno ha offer­to una trac­cia, si è fat­to vivo nel palaz­zo all’angolo fra cor­so Gram­sci e via Pas­casi­no, un edi­fi­ciodove vive l’intera famiglia, anche il fratel­lo di Indel­i­ca­to, Vito, un far­ma­cista, entram­bi figli di facoltosi pos­si­den­ti. In questo con­testo ha vis­su­to Nico­let­ta fre­quen­tan­do però anche ragazze come Mar­gare­ta con cui ha spes­so lit­i­ga­to fino alle liti con­su­mate sui social,  dove sono state trovate trac­ce utili all’inchiesta. Ma quan­do la cop­pia è sta­ta fer­ma­ta forse nem­meno i cara­binieri avreb­bero pen­sato a un delit­to di tale fero­cia.

11,00 — E’ sta­to un mas­sacro. Non ci sono altre parole per definire come è sta­ta uccisa Nico­let­ta. Il cor­po è sta­to trova­to ques­ta notte, in Con­tra­da Sant’Onofrio. Sec­on­do le prime per­izie, è sta­ta uccisa a cal­ci e pug­ni, poi è sta­ta pre­sa a coltel­late: ben sei. Il cor­po è sta­to parzial­mente bru­ci­a­to, il cada­v­ere sot­ter­ra­to in cam­pagna. La gio­vane, inoltre, pre­sen­ta sul volto tume­fat­to anche seg­ni di bru­cia­ture di sigarette.

Prende sem­pre più piede, intan­to, il movente del­la gelosia, che ha spin­to Mar­gare­ta Buf­fa e Carme­lo Bonet­ta a piani­fi­care il macabro omi­cidio, avvenu­to dopo una ser­a­ta che la cop­pia ave­va pas­sato con l’amica pres­so Area 14, a Castel­ve­tra­no, per una ser­a­ta di bal­li caraibi­ci.

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10,44 — Un’amicizia nata sui social, quel­la tra Nico­let­ta e Mar­gare­ta. Un’amicizia fini­ta nel più tragi­co dei modi, dato che oggi Mar­gare­ta Buf­fa è accusa­ta dell’omicidio dell’amica. Un omi­cidio ter­ri­bile. Ma chi è “Mar­gare­ta”? La redazione di Tp24.it è in gra­do di dare qualche ele­men­to. Ha 29 anni e anche lei, come Nico­let­ta, è sta­ta adot­ta­ta dal­la Roma­nia. Abi­ta in Via Sale­mi, vici­no la zona in cui ques­ta notte è sta­to ritrova­to il cada­v­ere car­boniz­za­to del­la povera Nico­let­ta. Vic­i­na ad un ex con­is­gliere comu­nale di Marsala, fa la seg­re­taria in un uffi­cio in Via del Fante. Rac­con­tano gli ami­ci che Mar­gare­ta vive da sola, dopo la morte del­la mam­ma per un tumore, e con li padre, Gia­co­mo Buf­fa, che con­vive con una nuo­va com­pagna.

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Mar­gare­ta Buf­fa conosce nel­la scuo­la di bal­lo di Enzo Sanchez, a Marsala, Carme­lo Bonet­ta. La conoscen­za risale a pochi mesi fa. Bonet­ta adesso è sta­to arresta­to con l’accusa di essere suo com­plice.

E Nico­let­ta Indel­i­ca­to. Le due ragazze si conoscono sui social. Han­no infat­ti un des­ti­no comune: entrambe sono state adot­tate. Ed è questo che le fa diventare amiche anche nel­la vita vera. Un’amicizia però tur­bo­len­ta, per via di certe fre­quen­tazioni e abi­tu­di­ni di Mar­gare­ta, che infas­tidis­cono Nico­let­ta, gio­vane, invece, di buona famiglia e che mal vede­va certe abi­tu­di­ni del­la sua ami­ca.

Il resto, purtrop­po, appar­tiene alla cronaca nera di questi giorni. Si dice che Mar­gare­ta fos­se spes­so alla ricer­ca di sol­di in presti­to, così come è da capire il ruo­lo di Bonet­ta in ques­ta vicen­da.

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10,17 —  Si definisce nel suo pro­fi­lo Face­book un “uomo che ama i val­ori del­la famiglia” Carme­lo Bonet­ta l’uomo accusato dell’omicidio di Nico­let­ta Indel­i­ca­to, la gio­vane di Marsala il cui cor­po è sta­to ritrova­to ques­ta mat­ti­na. Mae­stro di bal­li caraibi­ci, Bonet­ta, sec­on­do fonti di Tp24.it è reo con­fes­so dell’omicidio di Nico­let­ta.

La con­fes­sione è avvenu­ta nel cor­so di un inter­roga­to­rio. Con Bonet­ta, 35 anni, è sta­ta arresta­ta Mar­gare­ta Buf­fa, di 29 anni. Il cor­po è sta­to ritrova­to car­boniz­za­to nelle cam­pagne di con­tra­da Sant’Onofrio.

Nel cor­so delle indagi­ni i pm han­no inter­roga­to Mar­gare­ta Buf­fa che ha ricostru­ito la sua relazione sen­ti­men­tale con Bonet­ta e i rap­por­ti con l’amica.

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http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/stato-massacro-nicoletta-indelicato-stata-torturata-198790.htm

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Erika Stefani, morto il padre del ministro in Algeria: incidente in un rally motociclistico

Morto il padre del ministro Erika Stefani: incidente in un rally motociclistico

Trage­dia in Alge­ria: il padre di Eri­ka Ste­fanimin­istro degli Affari Region­ali e delle Autonomie del Gov­er­no Con­te, è mor­to improvvisa­mente oggi in una com­pe­tizione moto­ci­clis­ti­ca. Gio­van­ni Ste­fani, di Trissi­no (Vicen­za), dove ha una macel­le­ria, las­cia la figlia, un figlio e la moglie.

Un amore pro­fon­do fra padre e figlia. Dif­fi­cile descri­vere l’amore tra padre e figlia, ma quan­do Eri­ka Ste­fani venne nom­i­na­ta min­istro nel 2018 dif­fi­cile fu per il padre, a cui era molto lega­ta, nascon­dere l’orgoglio. Inter­cetta­to dal­la tv dietro al ban­cone del­la sua macel­le­ria, papà Gio­van­ni ave­va con­fida­to: «Quan­do è par­ti­ta, vent’anni fa con la Lega, le ho det­to: se vai bene, puoi andare anche a Roma. Però arrivare min­istro, neanche nei più lon­tani sog­ni…».

https://www.leggo.it/italia/cronache/erika_stefani_morto_padre_algeria-4372113.html

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