L’energia dell’idrogeno dall’acqua di mare, grazie al Sole

Con l’aiuto di elettrodi anti-corrosione

Il pro­totipo del dis­pos­i­ti­vo che per­me­tte di ottenere com­bustibile a idrogeno dall’acqua di mare (fonte: H. Dai, Yun Kuang, Michael Ken­ney)

Una nuo­va ricetta per ottenere idrogeno come com­bustibile che prevede pochi e sem­pli­ci ingre­di­en­ti: acqua di mare, ener­gia solare e par­ti­co­lari elet­tro­di anti-cor­ro­sione. L’hanno ottenu­ta ricer­ca­tori dell’Università di Stan­ford, risol­ven­do final­mente il prob­le­ma degli attuali meto­di che uti­liz­zano acqua dis­til­la­ta, una risor­sa cos­tosa e dif­fi­cile da pro­durre in gran­di quan­tità. Lo stu­dio, pub­bli­ca­to sul­la riv­ista dell’Accademia Nazionale delle Scien­ze degli Sta­ti Uni­ti (Pnas), dimostra una nuo­va tec­ni­ca per sep­a­rare idrogeno e ossigeno nell’acqua mari­na.

L’idrogeno è una fonte di ener­gia molto inter­es­sante per­ché emette solo acqua e zero anidride car­bon­i­ca. Tut­tavia, “per fornire abbas­tan­za ener­gia ad auto­mo­bili e cit­tà ci vor­rebbe così tan­to idrogeno che non è con­cepi­bile l’uso di acqua dis­til­la­ta”, osser­va Hongjie Dai, uno degli autori del­lo stu­dio. Per questo moti­vo, i ricer­ca­tori gui­dati da Yun Kuang han­no real­iz­za­to degli elet­tro­di rivesti­ti da una sostan­za, chia­ma­ta sol­furo di nichel, che resp­inge il cloro con­tenu­to nell’acqua di mare e impedisce in questo modo la cor­ro­sione. “Gli elet­tro­di nor­mali soprav­vivono solo 12 ore nell’acqua mari­na”, spie­ga Michael Ken­ney, uno dei ricer­ca­tori. “Con questo rives­ti­men­to invece pos­sono lavo­rare per più di 1000 ore”.

I ricer­ca­tori han­no anche prog­et­ta­to un dis­pos­i­ti­vo ali­men­ta­to dall’energia solare che ha prodot­to idrogeno e ossigeno gra­zie all’acqua prel­e­va­ta dal­la Baia di San Fran­cis­co, eguaglian­do le prestazioni di quel­li che usano acqua dis­til­la­ta. In futuro, la tec­nolo­gia potrà trovare appli­cazione anche al di fuori del­la pro­duzione di ener­gia, ad esem­pio in attrez­za­ture che gen­er­a­no ossigeno res­pirabile per sub e sot­tomari­ni.

(ANSA)

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Napoli, ucciso da un batterio-killer al cuore: muore giovane padre di 2 bimbi

Lutto nella comunità di Maddaloni, in provincia di Caserta: Gianluca Pellegrino si è spento a causa di un batterio che lo ha colpito al cuore.

Giuseppe Cubello

Con­trib­u­tor
Batterio-killer lo colpisce al cuore: ​muore negoziante, padre di due bimbi - Il Mattino.
Bat­te­rio-killer lo colpisce al cuore: ​muore negoziante, padre di due bim­bi — Il Mat­ti­no.

L’ennesima trage­dia riguardante la morte di una gio­vane per­sona si è ver­i­fi­ca­ta nei giorni scor­si a Napoli. Il dram­ma ha col­pi­to la provin­cia di Caser­ta, esat­ta­mente il Comune di Mad­daloni, affran­to dal dolore per la perdi­ta del gio­vane Gian­lu­ca Pel­le­gri­no. L’uomo ave­va appe­na 34 anni ed era padre di due bam­bi­ni, ma purtrop­po si è dovu­to arren­dere ad un bat­te­rio-killer con­trat­to al cuore che non gli ha las­ci­a­to scam­po.

Sec­on­do quan­to si apprende dal quo­tid­i­ano “Il Mat­ti­no”, infat­ti, l’infezione sarebbe sta­ta con­trat­ta in segui­to ad una influen­za mal cura­ta e, dopo aver lot­ta­to con­tro la sua malat­tia per cir­ca un mese, il trentaquat­trenne si è spen­to su un let­to d’ospedale a Napoli. La sua scom­parsa ha provo­ca­to un gran­dis­si­mo dolore nel­la moglie e nei suoi due bam­bi­ni, ma anche in tut­ti col­oro i quali lo conosce­vano.

Tragedia a Napoli: è morto un giovane a causa di un batterio, lascia due bambini

Stan­do a quan­to ripor­ta­to dal quo­tid­i­ano partenopeo, è bas­ta­to appe­na un mese per portare il gio­vane defin­i­ti­va­mente via dall’affetto dei suoi cari, nonos­tante avesse com­bat­tuto come un leone per­ché ave­va il deside­rio di tornare ad essere quel­lo di sem­pre. Cir­ca qualche set­ti­mana fa, infat­ti, il trentaquat­trenne era sta­to sot­to­pos­to anche ad un’operazione chirur­gi­ca nel ten­ta­ti­vo di rius­cire ad elim­inare il bat­te­rio che ave­va con­trat­to al cuore.

I medici sper­a­vano che l’intervento potesse essere d’aiuto per il miglio­ra­men­to del suo sta­to di salute ma, purtrop­po, alla fine si è riv­e­la­to tut­to inutile e non è servi­to a sal­var­gli la vita.

Gian­lu­ca Pel­le­gri­no era sposato con una gio­vane ragaz­za napo­le­tana e per ques­ta ragione si era trasfer­i­to in cit­tà, dove si occu­pa­va del­la ges­tione di un tabacchi­no. L’uomo era un grande appas­sion­a­to di cal­cio e in par­ti­co­lare del Napoli, e la sua scom­parsa ha provo­ca­to un grande dispi­acere in tut­ta la comu­nità di Mad­daloni, dove è cresci­u­to.

Ricordato da tutti per la disponibilità e per il suo sorriso

In segui­to alla trag­i­ca scom­parsa, sono giun­ti numerosi mes­sag­gi sui social net­work da parte di ami­ci e conoscen­ti del­lo sfor­tu­na­to caser­tano. In molti, infat­ti, han­no volu­to man­i­festare il pro­prio cor­doglio e la pro­pria vic­i­nan­za al trentaquat­trenne e alla sua famiglia. Il gio­vane Gian­lu­ca in queste ore è sta­to ricorda­to per il suo incon­fondibile sor­riso e per la grande disponi­bil­ità nei con­fron­ti di tut­ti. C’è tan­to scon­cer­to tra col­oro che lo conosce­vano, poiché non riescono a capac­i­tar­si all’idea che si pos­sa morire per un bat­te­rio influen­za­le.

https://it.blastingpop.com/napoli/2019/03/napoli-ucciso-da-un-batterio-killer-al-cuore-muore-giovane-padre-di-2-bimbi-002875273.html?sbdht=_hnYamF7PsCbDpbcRG0tDVeKjiLv81fX0LB3Db0vGlgXKN10uprX95FzZu4Yzekb00_&fbclid=IwAR2yBOUE_MoKBDhdgNQ9EWC2utbptKkc1HOZWiWQP9aK5Sj4JGXjGl0fGBY

Bassolino71

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Trovato l’interruttore della rigenerazione

E’ un gene presenta anche nell’uomo

Il seg­re­to del­la rigen­er­azione è anche nel Dna umano (fonte: Erik Schep­ers, Flickr)

Scop­er­to il ‘super inter­rut­tore’ geneti­co che accende la rigen­er­azione dell’organismo: si chia­ma Egr (Ear­ly Growth Response) ed è un gene capace di accen­dere e speg­nere a cas­ca­ta molti altri geni coin­volti nel­la rispos­ta mol­e­co­lare al dan­neg­gia­men­to dei tes­su­ti. Trova­to nel Dna del pic­co­lo ‘verme pan­tera’ delle Bermu­da (can­dida­to a diventare un nuo­vo mod­el­lo per gli stu­di di med­i­c­i­na rigen­er­a­ti­va), questo inter­rut­tore è pre­sente anche nell’uomo: il suo effet­to però è lim­i­ta­to, prob­a­bil­mente per­ché accende un cir­cuito geneti­co diver­so. A indi­car­lo è uno stu­dio dell’Università di Har­vard pub­bli­ca­to sul­la riv­ista Sci­ence.

Lavo­ran­do sul verme piat­to Hof­ste­nia miamia, capace di rigener­are ogni parte del suo organ­is­mo, i ricer­ca­tori coor­di­nati dal­la biolo­ga Man­si Sri­vas­ta­va sono rius­ci­ti a ricostru­ire il ruo­lo del gene Egr. “Riducen­do l’attività del gene — spie­ga l’esperta — abbi­amo scop­er­to che sen­za Egr non accade nul­la, gli ani­mali non si rigen­er­a­no. Tut­ti i geni a valle non si accen­dono, così anche gli altri inter­rut­tori non fun­zio­nano, ed è come se tut­ta la casa diven­tasse buia”.

La ragione per cui il gene è sta­to chiam­a­to Egr “è per­ché la sua sequen­za è sim­i­le a quel­la di un gene già stu­di­a­to negli umani e in altri ani­mali”, pros­egue Sri­vas­ta­va. “Se pren­di­amo delle cel­lule umane colti­vate in provet­ta e le sot­to­poni­amo a stress, che sia mec­ca­ni­co o provo­ca­to da tos­sine, anche loro esprimer­an­no subito il gene Egr. Ma allo­ra, se le cel­lule umane pos­sono accen­dere Egr quan­do ven­gono dan­neg­giate, per­ché non riescono a rigener­are?”.

La rispos­ta è che “se Egr è l’interruttore, le sue con­nes­sioni potreb­bero essere diverse” nei ver­mi rispet­to agli umani. “Quel­lo che vogliamo fare — con­clude la ricer­ca­trice — è capire quali sono queste con­nes­sioni e appli­car­le anche ad altri ani­mali, inclusi i ver­te­brati che pos­sono rigener­ar­si solo in parte”.

(ANSA)

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Troppe lacune su via Fani”, parla l’esperto balistico

Troppe lacune su via Fani, parla l'esperto balistico

(Fotogram­ma)

di Francesco Sai­ta

 

Una sce­na del crim­ine che pre­sen­ta anco­ra trop­pi lati oscuri. A via Fani tra i ter­ror­isti “c’era chi spar­a­va ai bal­coni del pri­mo piano, per errore, non aven­do alcu­na capac­ità, e chi invece, in 90 sec­on­di, ha por­ta­to a ter­mine un’azione prati­ca­mente per­fet­ta, sen­za neanche fare un graf­fio a Moro, al cen­tro del­la spara­to­ria”. Così all’AdnKronos il per­i­to bal­is­ti­co Paride Min­ervi­ni, con­sulente del­la Com­mis­sione Moro nel­la scor­sa leg­is­latu­ra. Che chiede di pot­er anco­ra lavo­rare sull’omicidio politi­co più impor­tante del dopoguer­ra ital­iano: “Qui c’è il ris­chio che qual­cuno si pren­da qualche altro ergas­to­lo”.

Per l’esperto, già al lavoro su casi come quel­lo di Cali­pari in Iraq e di Ilar­ia Alpi in Soma­lia, siamo di fronte a troppe “lacune” su via Fani. “Anche Leonar­di — sot­to­lin­ea Min­ervi­ni — che era super prepara­to, non è rius­ci­to a sparare neanche un colpo, aven­do un revolver tra le gambe, l’agente Iozzi­no riesce a usare la sua pis­to­la, per­ché è l’ultimo, ma viene poi ucciso”.

Pro­prio il poliziot­to — spie­ga l’ex parà — l’unico che reagisce, riesce a ferire uno del com­man­do, che però anco­ra non sap­pi­amo chi sia. Per saper­lo sarebbe bas­ta­to fare un lavoro nelle carceri, sulle cartelle cliniche, ma non è sta­to fat­to”. “Chi lo uccide?”, si doman­da il bal­is­ti­co. Ricor­dan­do come: “Pare ovvio che nel suo set­tore di fuo­co c’è qual­cuno che lui ferisce, men­tre, invece, a sparar­gli mor­tal­mente deve essere sta­to qual­cuno del ‘can­cel­let­to alto’, non del grup­po di fuo­co prin­ci­pale”.

Brigatisti che, sec­on­do quan­to emer­so, potreb­bero essere Alessio Casimir­ri e Alvaro Loja­cono, il pri­mo attual­mente in Nicaragua, l’altro cit­tadi­no svizze­ro. “Ad oggi — accusa il bal­is­ti­co che è sta­to incar­i­ca­to anche del­la per­izia del caso di Fred­dy Paci­ni, impren­di­tore che ha spara­to a un mol­da­vo nel­la sua offic­i­na — non si sa bene che fine han­no fat­to i proi­et­tili di via Fani”. “E anche il fat­to che le per­izie chi­este dal­la Com­mis­sione Moro siano state affi­date a più sogget­ti non aiu­ta”, aggiun­gen­do come “non ci han­no fat­to lavo­rare come si pote­va”.

Fate­ci andare avan­ti, per­ché qui qual­cuno si prende qualche altro ergas­to­lo”, con­clude l’ex parà, che riv­ela di occu­par­si ora di via Mon­tal­ci­ni e via Cae­tani, per capire come è vera­mente sta­to ucciso Aldo Moro, a dis­tan­za di 41 anni.

https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/03/16/troppe-lacune-via-fani-parla-esperto-balistico_Uzvm75pRMCQYBHaTt9tXoK.html?refresh_ce

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Salvatore muore a 24 anni: «Precipitato dal quinto piano». Era in vacanza in Polonia

Salvatore muore a 24 anni: «Precipitato dal quinto piano». Era in vacanza in Polonia

Trage­dia in vacan­za in Polo­nia, dove un ital­iano è mor­to a 24 anni. Sal­va­tore Cipol­let­ti, questo il nome del­la vit­ti­ma, era orig­i­nario di Pon­sac­co (Pisa): è dece­du­to nei giorni scor­si in Polo­nia, dove si trova­va appun­to in vacan­za con alcu­ni ami­ci. Sal­va­tore è pre­cip­i­ta­to per cir­costanze anco­ra non chiarite dal quin­to piano di un appar­ta­men­to pre­so in affit­to a Varsavia, in cui era dal 7 mar­zo insieme a due ami­ci prove­ni­en­ti anche loro dal­la Valdera: la trage­dia è avvenu­ta il 9 mar­zo ma la notizia è sta­ta dif­fusa oggi dal­la stam­pa locale del pisano.

La polizia di Varsavia inda­ga sull’episodio: sec­on­do quan­to appre­so il gio­vane sarebbe pre­cip­i­ta­to dal quin­to piano del palaz­zo durante una ser­a­ta trascor­sa insieme ai due ami­ci ital­iani e ad altri due gio­vani polac­chi. Anco­ra non chiare le cir­costanze del­la cadu­ta, con le autorità polac­che che indagano a 360 gra­di e non escludono alcu­na ipote­si, dall’incidente alla cadu­ta dopo un mal­ore per even­tuale abu­so di sostanze stu­pe­facen­ti, fino all’omicidio.

La salma di Cipol­let­ti non è sta­ta anco­ra resti­tui­ta alla famiglia: i par­en­ti del ragaz­zo sono tut­to­ra in Polo­nia e sono assis­ti­ti dall’ambasciata ital­iana. Il cor­po di Sal­va­tore tornerà in Italia insieme ai par­en­ti solo nei prossi­mi giorni quan­do le autorità polac­che avran­no ter­mi­na­to gli accer­ta­men­ti sci­en­tifi­ci sul cor­po del ven­ti­quat­trenne.

https://www.leggo.it/italia/cronache/salvatore_cipolletti_morto_polonia_vacanza_oggi-4371731.html

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Operaio di 25 anni muore schiacciato da una lastra

Operaio di 25 anni muore schiacciato da una lastra

BUDOIA  — Inci­dente mor­tale sul lavoro ques­ta mat­ti­na in Friuli: la trage­dia alla “I. M.” di Budoia dove un operaio è rimas­to ucciso in cir­costanze anco­ra da chiarire.

La vit­ti­ma è un gio­vane di 25 anni, Juri­ca Pin­tar, che risiede nel­la zona e pare stesse operan­do nelle strut­ture dell’azienda, la I.M. di via Cial del Zuc, nel­la zona indus­tri­ale. La dit­ta è di pro­pri­età dell’imprenditore Flavio Di Mar­con.

Il 25enne — di orig­i­ni croate e che vive­va a Polceni­go (Pn)  — sarebbe rimas­to schi­ac­cia­to da una las­tra di acciaio. Inda­ga anche lo Spisal.

https://www.leggo.it/italia/cronache/incidente_lavoro_mortale_budoia-4370096.html

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Morto Umberto Ranieri, l’artista gay picchiato a Roma

Non ce l’ha fat­ta Umber­to Ranieri. E’ mor­to l’artista 53enne di orig­i­ni abruzze­si col­pi­to domeni­ca sera con un vio­len­to pug­no al volto a Largo Pren­este, alla per­ife­ria di Roma. L’uomo era sta­to trasporta­to in ospedale in gravis­sime con­dizioni. Sul­la vicen­da indagano i cara­binieri per risalire al respon­s­abile. A quan­to ricostru­ito fino­ra, l’artista sta­va par­lan­do con alcu­ni gio­vani e uno di questi, improvvisa­mente, lo ha col­pi­to con un vio­len­to pug­no in pieno volto facen­do­lo cadere sull’asfalto dove ha sbat­tuto vio­len­te­mente la tes­ta.

Lot­ta­va tra la vita e la morte Umber­to Ranieri, era in coma irre­versibile. A quan­to ricostru­ito fino­ra, l’ artista sta­va par­lan­do con alcu­ni gio­vani e uno di questi, improvvisa­mente, lo ha col­pi­to con un vio­len­to pug­no in pieno volto facen­do­lo cadere sull’asfalto dove ha sbat­tuto vio­len­te­mente la tes­ta.

https://www.leggo.it/italia/roma/morto_umberto_ranieri_artista_gay_picchiato_roma-4374105.html

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Maxi incidente tra due auto sulla Bifernina, quattro morti e un ferito: le vittime sono due donne e due uomini

Maxi incidente tra due auto, quattro morti e un ferito: le vittime sono due donne e due uomini

di Simone Pieri­ni

Schi­anto choc sul­la Bifer­n­i­na. Quat­tro per­sone, due uomi­ni e due donne, sono morte e una è rimas­ta feri­ta in un inci­dente stradale avvenu­to in Molise, sul­la stra­da statale 647 Fon­do Valle del Bifer­no nel ter­ri­to­rio di Mon­tagano, in provin­cia di Cam­pobas­so. Le cinque per­sone era­no a bor­do di due auto che si sono scon­trate. Nell’impatto uno dei veicoli si è incen­di­a­to. Sul pos­to Vig­ili del Fuo­co, ambu­lanze del 118, forze dell’ordine. Il traf­fi­co è bloc­ca­to per i soc­cor­si e il recu­pero dei mezzi.

Nonos­tante i soc­cor­si non c’è sta­to nul­la da fare per due donne e due uomi­ni. Lo schi­anto è avvenu­to tra due auto di pic­co­la cilin­dra­ta all’altezza del km 31, e una delle due mac­chine ha avu­to un prin­ci­pio di incen­dio. Sul pos­to il per­son­ale dei vig­ili del fuo­co ha provve­du­to a dis­in­cas­trare una quin­ta per­sona, una don­na poi trasporta­ta all’ospedale Car­darel­li di Cam­pobas­so.

https://www.leggo.it/italia/cronache/maxi_incidente_auto-4374310.html

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USA, poliziotta lascia morire figlia in auto mentre ha un rapporto: rischia 20 anni

Cassie Hope Barker, una poliziotta di 29 anni, adesso rischia il carcere dopo quanto accaduto nel 2016: ora a processo.

Giuseppe Cubello

Con­trib­u­tor
Lascia la figlia in auto quattro ore per fare l'amore: la bimba muore asfissiata sotto al sole - Teleclubitalia
Las­cia la figlia in auto quat­tro ore per fare l’amore: la bim­ba muore asfis­si­a­ta sot­to al sole — Tele­clu­bitalia
Una vicen­da tan­to grave quan­to incresciosa quel­la che si è ver­i­fi­ca­ta negli Sta­ti Uni­ti d’America cir­ca tre anni fa e che oggi potrebbe arrivare final­mente ad un epi­l­o­go finale. Cassie Hope Bark­er, una poliziot­ta di 29 anni, ha deciso di appar­tar­si con il suo supe­ri­ore per avere un rap­por­to inti­mo las­cian­do la sua bam­bi­na di appe­na tre anni all’interno dell’automobile di servizio, parcheg­gia­ta sot­to al sole, di fronte all’abitazione dell’uomo. Sec­on­do quan­to riferisce tra gli altri il sito Fanpage.it, purtrop­po, dopo aver fat­to i pro­pri como­di, al momen­to del ritorno alla macchi­na, cir­ca quat­tro ore dopo, si è accor­ta che la bam­bi­na non res­pi­ra­va più.

Per la pic­co­la non c’era più nul­la da fare dopo che la vet­tura era diven­ta­ta prati­ca­mente un involu­cro bol­lente che chiara­mente non le ha las­ci­a­to scam­po. L’omicidio col­poso si è ver­i­fi­ca­to nell’ormai lon­tano 2016, ma soltan­to pochi giorni fa la don­na ha trova­to il cor­ag­gio di con­fes­sare.

Orrore in USA: lascia sua figlia in macchina per fare l’amore col suo superiore, la piccola muore

Non ha esi­ta­to a las­cia­re la sua figli­o­let­ta di appe­na tre anni, dunque, pur di avere un rap­por­to inti­mo col suo supe­ri­ore, sen­za pen­sare a quelle che sareb­bero potute essere le con­seguen­ze.

A ren­dere ancor più assur­do l’episodio c’è il fat­to che, a com­piere questo gesto, sia sta­ta pro­prio una agente di polizia, quel­la che nor­mal­mente dovrebbe avere una capac­ità mag­giore di com­pren­dere gli even­tu­ali peri­coli. Come già det­to, Cassie Hope Bark­er ha deciso di ammet­tere quan­to accadu­to, di aver las­ci­a­to la sua bim­ba in macchi­na e di aver­la trova­ta cada­v­ere anco­ra lega­ta al suo seg­gi­oli­no, dove era sta­ta mes­sa cir­ca quat­tro ore pri­ma.

Rischia fino a 20 anni di carcere

Sec­on­do quan­to si è appre­so durante l’udienza effet­tua­ta dal tri­bunale del­la Con­tea di Har­ri­son, nel momen­to in cui la don­na ha fat­to ritorno alla macchi­na, la bam­bi­na era già esanime e di con­seguen­za neanche i soc­cor­si giun­ti sul pos­to han­no potu­to fare qual­cosa per sal­var­la.

In più, cir­ca un mese pri­ma del­la trage­dia, pare che un pas­sante avesse aller­ta­to la polizia dopo aver trova­to la stes­sa bam­bi­na anco­ra in macchi­na men­tre la venti­novenne era entra­ta in un negozio. Con­tro di lei, però, in quel caso non era­no state mosse accuse for­mali. Prob­a­bil­mente sarebbe sta­to utile far­lo vis­to come sono andate dopo le cose. Adesso comunque la don­na è sta­ta licen­zi­a­ta assieme al suo supe­ri­ore e rischia fino a 20 anni di reclu­sione.

  • https://www.fanpage.it/poliziotta-lascia-morire-la-figlia-di-3-anni-nella-volante-al-sole-per-fare-sesso-col-superiore/
  • https://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/bambina_dimenticata_auto_muore-4372191.html

https://it.blastingpop.com/cronaca/2019/03/usa-poliziotta-lascia-morire-figlia-in-auto-mentre-ha-un-rapporto-rischia-20-anni-002875237.html?sbdht=_2-la-X-F8_tMjAiuVjWW1hbNslIK2FAf1IOWpWMnwneu4IVXJW3Sl9NsWinG5O360_&fbclid=IwAR1sxjnIpXPYwR6H3iigpUhhrSqy9t8FDZB0hKD16wcbcXzHydNNEjOjdC8

Bush71

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Il grande economista Alan Krueger si è tolto la vita

19 Mar­zo, 2019

Il grande economista Alan Krueger si è tolto la vita

È mor­to a 58 anni Alan Krueger, ex con­sigliere eco­nom­i­co del­la Casa Bian­ca con Barack Oba­ma. Sec­on­do quan­to ha affer­ma­to la famiglia si è sui­cida­to. Econ­o­mista, docente all’università di Prince­ton, Krueger era sta­to scel­to da Oba­ma soprat­tut­to per essere uno dei mas­si­mi esper­ti di mer­ca­to del lavoro negli Sta­ti Uni­ti.

Com­mosso il ricor­do di Oba­ma: “Alan era una per­sona pro­fon­da, un grande conosc­i­tore di polit­i­ca eco­nom­i­ca che vede­va non come un insieme di teorie astrat­te ma come un modo per aiutare la gente a vivere una vita migliore”. Com­mosso anche il ricor­do dell’ex pres­i­dente del­la Fed Ben Bernanke: “Alan ha dimostra­to come l’economia può essere usa­ta per illu­minare tut­ti i dif­fer­en­ti aspet­ti del­la vita di tut­ti i giorni”.

Una bril­lan­tis­si­ma car­ri­era quel­la di Krueger (tra i tan­ti riconosci­men­ti l’IZA Prize for Labour, una specie di pre­mio Nobel per gli econ­o­misti del lavoro), che ha mes­so a dis­po­sizione del suo paese. Maci­na­va dati e anal­isi. Rius­ci­va in poche parole a sin­te­tiz­zare una grande mole di infor­mazioni. Con Barack Oba­ma dove­va appli­care la rego­la delle quat­tro slide e dei dieci minu­ti sug­li argo­men­ti più spin­osi.

Il suo lavoro più conosci­u­to è uno stu­dio con David Card sug­li effet­ti di un aumen­to del salario min­i­mo in New Jer­sey. È sta­to mes­so in dis­cus­sione per anni da molti econ­o­misti per­ché ave­va dimostra­to una cor­re­lazione pos­i­ti­va tra salario min­i­mo e occu­pazione. Abbas­tan­za con­tro-intu­iti­vo da spin­gere molti a criti­care questo stu­dio sen­za mai rius­cir­ci davvero. Per­ché? Sem­plice, era un esem­pio di meto­do sci­en­tifi­co. Ma Krueger non era solo scien­za. Ave­va grande sen­si­bil­ità. Forse in ques­ta sen­si­bil­ità c’è la ragione di un gesto che le per­sone a lui vici­no non riescono a com­pren­dere.

https://www.quotedbusiness.com/thm-7-life/paese-6-stati-uniti/art-2326-il-grande-economista-alan-krueger-si-e-tolto-la-vita?fbclid=IwAR0C_jMjiPTZu6jWMouXEHxKUQrmoZ9iJBxoc17wiaMqItXImbR05WehmK0

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