Resort a fuoco e le persone si lanciano dalla finestra: le immagini choc

Resort a fuoco e le persone si lanciano dalla finestra: le immagini chocDue mor­ti e 22 fer­i­ti, di cui quat­tro in gravi con­dizioni: è questo il bilan­cio del grande e spaven­toso incen­dio divam­pa­to ques­ta mat­ti­na all’alba in un popo­lare resort di mon­tagna a Courchev­el, sul­la alpi france­si. Il rogo ha inter­es­sato i tre piani dell’edificio che ospi­ta i cir­ca 60 lavo­ra­tori sta­gion­ali imp­ie­gati nel­la strut­tura, come ripor­ta il Tele­graph. Le cause dell’incidente non sono state rese note. La local­ità sci­is­ti­ca è nota anche ai duchi di Cham­bridge William e Kate.

Dai video posta­ti sui social media si vedono cir­ca una set­tan­ti­na di pom­pieri impeg­nati a soc­cor­rere le per­sone intrap­po­late dalle fiamme. In uno dei fil­mati si vede anche una per­sona che si but­ta da una fines­tra per fug­gire all’incendio. Video incorporato

Due mor­ti e 22 fer­i­ti, di cui quat­tro in gravi con­dizioni: è questo il bilan­cio del grande e spaven­toso incen­dio divam­pa­to ques­ta mat­ti­na all’alba in un popo­lare resort di mon­tagna a Courchev­el, sul­la alpi france­si. Il rogo ha inter­es­sato i tre piani dell’edificio che ospi­ta i cir­ca 60 lavo­ra­tori sta­gion­ali imp­ie­gati nel­la strut­tura, come ripor­ta il Tele­graph. Le cause dell’incidente non sono state rese note. La local­ità sci­is­ti­ca è nota anche ai duchi di Cham­bridge William e Kate.

Dai video posta­ti sui social media si vedono cir­ca una set­tan­ti­na di pom­pieri impeg­nati a soc­cor­rere le per­sone intrap­po­late dalle fiamme. In uno dei fil­mati si vede anche una per­sona che si but­ta da una fines­tra per fug­gire all’incendio.

Video incorporato

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🚨 Au moins 2 morts et 22 blessés, dont 4 graves, dans l’incendie d’un bati­ment abri­tant des tra­vailleurs saison­niers à . L’origine du sin­istre reste incon­nue.1    

Dopo aver doma­to le fiamme, le autorità han­no provve­du­to all’identificazione delle vit­time. La mag­gior parte potrebbe essere di orig­ine brasil­iana ed essere sta­ta assun­ta per la sta­gione. Non solo ustioni, ma anche ferite dovute alla cadu­ta. Le immag­i­ni di per­sone che si lan­ciano dal­la fines­tra han­no fat­to il giro del mon­do e soll­e­va­to la polem­i­ca sulle con­dizioni di vita dei lavo­ra­tori tem­po­ranei.

L’incendio è inizia­to all’ultimo piano dell’edificio, che ha un negozio Chanel al piano ter­ra. «Si può pre­sumere che sia divam­pa­to a causa di neg­li­gen­za. Nel caso delle per­sone grave­mente ferite, è impos­si­bile speci­fi­care se le loro ferite sono state provo­cate da una cadu­ta»,han­no dichiara­to le forze dell’ordine al canale tele­vi­si­vo francese BFM. /www.leggo.it/esteri/news/resort_fuoco_alpi_francia-4244181.html

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Cina, rallenta il Pil: +6,6%. Diminuisce la crescita economica

Con la guerra dazi con gli Usa, indice 2018 a minimi da 1990 © ANSA

L’economia cinese fre­na anco­ra nel quar­to trimestre nel mez­zo del­lo scon­tro com­mer­ciale con gli Sta­ti Uni­ti, seg­nan­do una cresci­ta con­giun­tu­rale dell’1,5% e una annuale del 6,4%, in lin­ea con le attese degli anal­isti. Nell’intero 2018, sec­on­do i dati dell’Ufficio nazionale di sta­tis­ti­ca, il Pil si è attes­ta­to a +6,6%, con­tro il +6,8% del 2017 e del +6,7% in 2017  men­tre i dati sul­la pro­duzione indus­tri­ale e sulle ven­dite al det­taglio di dicem­bre han­no infu­so ottimis­mo. Gli investi­tori aspet­tano novità dal prossi­mo giro di col­lo­qui tra Usa e Cina a fine mese anche se, sec­on­do Bloomberg, non si sareb­bero per ora fat­ti gran­di pro­gres­si sul tema chi­ave del­la pro­tezione del­la pro­pri­età intel­let­tuale.

La guer­ra dei dazi e com­mer­ciale con gli Usa cos­ta alla Cina nel 2018 un Pil in aumen­to del 6,6%, in fre­na­ta del­lo 0,2% sul 2017 e ai liv­el­li più bassi dal 1990, dagli effet­ti legati ai tur­bolen­ze di piaz­za Tien­an­men. Sul­lo scor­so anno, oltre che lo scon­tro con gli Sta­ti Uni­ti, han­no pesato la riduzione del deb­ito da parte dei gov­erni region­ali e delle com­pag­nie.

La pro­duzione indus­tri­ale in Cina sale del 5,7% ann­uo a dicem­bre, acceleran­do il pas­so rispet­to al 5,4% di novem­bre e al 5,3% atte­so dai mer­cati. Con­sideran­do l’intero 2018, in base ai dati dif­fusi dall’Ufficio nazionale di sta­tis­ti­ca, la cresci­ta è invece del 6,2%.

Le ven­dite al det­taglio in Cina sal­go­no dell’8,2% ann­uo a dicem­bre, in lin­ea con le attese degli anal­isti e poco più dell’8,1% di novem­bre che è sta­to il pas­so men­sile più lento da mag­gio 2003. Per l’intero 2018, sec­on­do i dati dell’Ufficio nazionale di sta­tis­ti­ca, la cresci­ta si attes­ta al 9% in scia soprat­tut­to alla spin­ta pos­i­ti­va del pri­mi quat­tro mesi dell’anno che ha aiu­ta­to a com­pen­sare parzial­mente il suc­ces­si­vo ral­len­ta­men­to.

Gli inves­ti­men­ti fis­si in Cina han­no seg­na­to nel 2018 un aumen­to del 5,9%, con­fer­man­do anche a dicem­bre il pas­so dei pri­mi 11 mesi, ma scivolan­do poco sot­to il 6% atte­so dai mer­cati. Il set­tore pri­va­to, sec­on­do l’Ufficio nazionale di sta­tis­ti­ca, mantiene anche a dicem­bre il rit­mo di gen­naio-novem­bre (pari all’8,7%), men­tre quel­lo pub­bli­co scivola dal 2,3% all’1,9%.

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Torna l’incubo del terrorismo in Irlanda. Bomba davanti al tribunale di Londonderry

Un’autobomba è esplosa saba­to sera  alle 20,15 a Bish­op Street, davan­ti al tri­bunale di Lon­don­der­ry, nell’Irlanda del Nord. Sec­on­do quan­to riferisce l’Irish Time, la polizia ha rice­vu­to un avver­ti­men­to mezz’ora pri­ma dell’esplosione e ha fat­to in tem­po a evac­uare la zona. Gli agen­ti han­no anche posta­to su twit­ter le immag­i­ni del vei­co­lo in fiamme subito dopo l’esplosione, spie­gan­do che non ci sono sta­ti fer­i­ti. Han­no però aggiun­to che c’è un’altra auto sospet­ta e che devono evac­uare la zona, invi­tan­do i res­i­den­ti a preparar­si per andare via.

Tor­na l’incubo del ter­ror­is­mo. «La ten­sione è già alta per la man­can­za di un gov­er­no e la pau­ra del ritorno di un con­fine dif­fi­cile a causa del­la Brex­it. Questo por­ta tut­ti i seg­ni dis­tin­tivi di un bom­bar­da­men­to repub­bli­cano dis­si­dente», spie­gano molti tes­ti­moni a Skynews. Gli attac­chi con auto­bom­ba sono sta­ti respon­s­abili di alcune delle peg­giori atroc­ità avvenute durante i trent’anni di dis­or­di­ni, che sono fini­ti con gli accor­di di pace del 1998 del Ven­erdì San­to.   STEFANIA CAMPITELLI

 

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Luigi Di Maio: sanzioni contro la Francia per la colonizzazione dell’Africa

Luigi Di MaioIl vice pre­mier e min­istro del Lavoro ital­iano ha sostenu­to che l’attuale crisi migra­to­ria in Europa sia dovu­ta al fat­to che alcu­ni Pae­si non se ne van­no dall’Africa.Luigi Di Maio ha dichiara­to che il Movi­men­to Cinque Stelle pro­por­rà pro­ce­dure sanzion­a­to­rie con­tro i Pae­si che non las­ciano l’Africa con­ser­van­do una pre­sen­za colo­niale. Sec­on­do il vice pre­mier, in ques­ta cat­e­go­ria rien­tra la Fran­cia, ripor­ta l’Ansa.Luigi di Maio“Nelle prossime set­ti­mane i dep­u­tati del Movi­men­to Cinque Stelle pren­der­an­no l’iniziativa per spin­gere il gov­er­no ital­iano, così come le isti­tuzioni diplo­matiche europee ed inter­nazion­ali ad avviare la pro­ce­du­ra sanzion­a­to­ria con­tro quei Pae­si che non las­ciano l’Africa e con­tin­u­ano a col­o­niz­zarla, per­chè quel­lo che avviene nel Mediter­ra­neo (flus­so migra­to­rio e naufra­gi delle navi con i migranti — ndr) è dovu­to alle azioni di alcu­ni Pae­si che poi cer­cano di dar­ci lezioni”, ha det­to Di Maio.“Ci sono decine di Pae­si africani in cui la Fran­cia stam­pa la sua mon­e­ta, il fran­co colo­niale, e finanzia il suo deb­ito estero sfrut­tan­do questi Pae­si”, ha continuato.Nello scor­so fine set­ti­mana nel Mediter­ra­neo più di 170 migranti sono rimasti uccisi in un naufra­gio. Solo in tre sono sta­ti sal­vati. Attual­mente si trovano in mare aper­to 100 migranti in atte­sa di assis­ten­za. Per coor­dinare l’operazione di sal­vatag­gio la guardia costiera libi­ca ha invi­a­to una nave mer­can­tile nel­la zona, riferisce Rai News 24.it.sputniknews.com/italia/201901217136565-Macron-M5S-Francia-Africa-colonialismo

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Morti 4 soldati siriani durante raid dell’aviazione israeliana a Damasc

Caccia israeliano (foto d'archivio)

I bom­bar­da­men­ti israeliani in Siria han­no provo­ca­to vit­time, han­no rifer­i­to i mil­i­tari rus­si.

Quat­tro sol­dati siri­ani sono rimasti uccisi ed altri quat­tro mil­i­tari sono sta­ti fer­i­ti. L’aeroporto inter­nazionale di Dam­as­co è rimas­to parzial­mente dan­neg­gia­to.

La scor­sa notte le forze israeliane han­no bom­barda­to la Siria in tre direzioni: ovest, sud-ovest e sud.

La con­traerea siri­ana è sta­ta mes­sa in fun­zione ed ha dis­trut­to più di 30 mis­sili da crociera e bombe telegui­date.

Israele fa sapere che l’attacco è una rispos­ta al ten­ta­ti­vo dei grup­pi ira­ni­ani di bom­bar­dare le Alture del Golan dal ter­ri­to­rio siri­ano.

Quel­lo del­la scor­sa notte è sta­to il più grande raid israeliano con­tro obi­et­tivi ira­ni­ani in Siria dal mag­gio dell’anno scor­so.

Da Tel Aviv han­no garan­ti­to che avreb­bero con­tin­u­a­to a con­trastare la pre­sen­za ostile delle forze ira­ni­ane pres­so i con­fi­ni set­ten­tri­on­ali ed han­no avver­ti­to di con­sid­er­are Dam­as­co respon­s­abile di tut­to quel­lo che accade in Siria.

La Siria ed Israele han­no una dis­pu­ta ter­ri­to­ri­ale annosa sul­la sovran­ità delle Alture del Golan. Tel Aviv ha ripetu­ta­mente con­dot­to bom­bar­da­men­ti in ​​Siria, moti­van­do­lo con la volon­tà di impedire che armi mod­erne finis­cano nelle mani dei nemi­ci. In pri­mo luo­go la ques­tione riguar­da il movi­men­to libanese sci­ita di Hezbol­lah, che nel­la regione com­bat­te dal­la parte delle forze del pres­i­dente siri­ano Bashar Assad e delle unità ira­ni­ane pre­sen­ti in Siria.  sputniknews.com/mondo/201901217136367

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Territori islamici e territori cristiani La folle idea che si fa strada in Francia

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Non è un mis­tero che la Fran­cia abbia un prob­le­ma di con­viven­za con l’islam più rad­i­cale. E a dimostrar­lo non sono soltan­to gli atten­tati del­lo Sta­to islam­i­co, ma tut­ta una serie di affil­i­azioni, di gente che li sostiene anche solo dal mon­do di inter­net, e dal­la pre­sen­za di migli­a­ia di per­sone poten­zial­mente arruo­la­bili tra le fila del ter­ror­is­mo. Li chia­mano sim­pa­tiz­zan­ti: ma quel­lo che è del tut­to evi­dente è che rap­p­re­sen­tano un prob­le­ma di ordine pub­bli­co che la Fran­cia non sa come gestire né risol­vere.

Ma c’è un altro sin­to­mo di questo prob­le­ma di con­viven­za sem­pre più evi­dente fra islamis­mo e soci­età francese: la nuo­va fron­tiera del­la nar­ra­ti­va d’Oltralpe che, in molti casi, descrive un mon­do distopi­co fat­to di scon­tri etni­ci, divi­sioni fra clas­si, scon­tri interni al Paese. Come rac­con­ta La Ver­ità, “i suc­ces­si di ven­di­ta di sag­gi sco­mo­di come Des­tin français, dell’intellettuale ebreo Eric Zem­mour o l’uscita del nuo­vo roman­zo di Michel Houlle­becq, Séro­to­nine” dan­no l’idea di come in Fran­cia molte per­sone siano effet­ti­va­mente pre­oc­cu­pate dal­la con­viven­za all’interno del­la popo­lazione.

E in molti iniziano a paventare l’ipotesi di una par­tizione del Paese in aree laiche e cris­tiane e in altre di matrice musul­mana. Un’idea che potrebbe apparire assur­da, ma che inizia inesora­bil­mente a far­si stra­da in molti seg­men­ti del­la popo­lazione. A tal pun­to che anche uno come François Hol­lande, non cer­to un uomo di destra rad­i­cale, disse che la par­tizione in aree si sta­va già pro­ducen­do, pur se ha cer­ca­to di evi­tar­la in tut­ti i modi. Un’idea pen­sa­ta recen­te­mente anche dal­lo scrit­tore Chris­t­ian de Molin­er nel libro La guerre de France, “che al segui­to di Guéril­la di Lau­rent Ober­tone, mette in sce­na una futur­is­ti­ca e per ora roman­za­ta guer­ra intesti­na. Che sta­vol­ta scop­pierebbe tra gli iden­ti­tari france­si e gli islam­i­ci più fanati­ci e vio­len­ti”, spie­ga sem­pre La Ver­ità. E rilan­cia anco­ra una vol­ta l’idea del sep­a­ratismo etni­co nel Paese.

Si trat­ta di ipote­si astrat­te? Sicu­ra­mente (almeno per ora). Ma quel­lo che appare inter­es­sante è che esiste una parte del­la cul­tura francese che, estranea agli ambi­en­ti delle élite ma apprez­za­ta dal­la popo­lazione, teoriz­za idee che all’apparenza pos­sono sem­brare irre­al­iz­z­abili ma che indi­cano che qual­cosa sta cam­bian­do nel­la percezione del popo­lo e dell’intellighenzia. Tan­to che anche alcu­ni blog­ger influ­en­ti e vici­ni al movi­men­to dei gilet gial­li com­in­ciano a par­lare del­la pos­si­bil­ità di una Fran­cia divisa al suo inter­no fra aree islamiche e aree cris­tiane o, molto più prob­a­bil­mente, laiche.

Ma per la Fran­cia, queste ipote­si sareb­bero in ogni caso una scon­fit­ta. Lo sono per le destre, che da sem­pre fan­no del­lo Sta­to e dell’unità nazionale un pilas­tro del­la pro­pria cul­tura polit­i­ca e che con­trastano l’idea che pos­sa esistere un Paese divi­so. La Fran­cia unisce: non divide. E il fat­to che pos­sano sorg­ere ghet­ti etni­ca­mente, cul­tural­mente e anche legal­mente a parte rispet­to al resto del Paese, viene vis­to con orrore da chi invece crede che Pari­gi rap­p­re­sen­ti tut­ti, Ma è vista con ter­rore anche dal­la stes­sa sin­is­tra, che pur apprez­zan­do la Fran­cia mul­ti­cul­tur­ale, non vuole che il Paese si trasfor­mi in un cos­mo di sta­tus sociali diver­si: l’uguaglianza dei france­si pas­sa anche da questo.

In ogni caso, quel­lo che sta avve­nen­do in Fran­cia è sot­to gli occhi di tut­ti. Gli ingres­si nel Paese super­a­no i 200mila all’anno. I cit­ta­di­ni nat­u­ral­iz­za­ti sono tan­tis­si­mi e lo Sta­to arran­ca di fronte all’evidente flus­so di per­sone che non viene più inte­gra­to dal Paese e dal­la cul­tura locale, ma che vivono ai mar­gi­ni del­la soci­età e con leg­gi e cos­tu­mi total­mente pro­pri. Migli­a­ia di moschee, legali e ille­gali, sor­gono ovunque sul ter­ri­to­rio francese. E imam prove­ni­en­ti dai Pae­si ara­bi e finanziati dall’estero cre­ano proselitismo.http://www.occhidellaguerra.it/islam-cristiani-francia-territori/

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Trans, gay e bisex più a rischio di autolesionismo: ecco perché

Le mino­ranze ses­su­ali (tans, gay, bisex) sono più a ris­chio di com­met­tere un atto peri­coloso per la pro­pria vita? Sì, almeno leggen­do le con­clu­sioni di uno stu­dio pub­bli­ca­to sul­la riv­ista «Jama Pedi­atrics» e come tale focal­iz­za­to sug­li ado­les­cen­ti. I ricer­ca­tori dell’Università di Milano Bic­oc­ca han­no real­iz­za­to una metanal­isi — ovvero una revi­sione degli stu­di già pre­sen­ti in let­ter­atu­ra, 35 in questo caso — per giun­gere alla con­clu­sione che mette nero su bian­co una ten­den­za che soci­olo­gi, psi­colo­gi e psichi­a­tri ave­vano reg­is­tra­to già da qualche anno.

Trans­gen­der più a ris­chio

Il sui­cidio è la sec­on­da causa di morte tra gli ado­les­cen­ti, a liv­el­lo mon­di­ale. Nonos­tante fos­se già nota ques­ta ten­den­za da parte delle mino­ranze ses­su­ali, per la pri­ma vol­ta è sta­ta com­pi­u­ta una più pre­cisa val­u­tazione dell’entità del fenom­e­no negli ado­les­cen­ti «Lgbt».

Dall’analisi, con­dot­ta su qua­si 2,5 mil­ioni di ado­les­cen­ti (12–20 anni) di ambo i ses­si, gli stu­diosi sono giun­ti a reg­is­trare un ris­chio sui­ci­dario supe­ri­ore fino a tre volte rispet­to a quel­lo ril­e­va­to tra coetanei eteroses­su­ali. La val­u­tazione del ris­chio di ten­ta­to sui­cidio è sta­ta anal­iz­za­ta anche all’interno di ogni grup­po di mino­ran­za ses­suale. I dati dimostra­no che gli ado­les­cen­ti trans­gen­der (in totale in Italia sono cinquan­tami­la, con­sideran­do pure gli adul­ti) sem­bra­no i più afflit­ti dal fenom­e­no, segui­ti dai bises­su­ali e dagli omoses­su­ali.

Un mes­sag­gio per chi si occu­pa di san­ità e istruzione

I fat­tori di ris­chio più noti per sui­cidio sono: ten­ta­tivi di sui­cidio prece­den­ti, una sto­ria di malat­tia psichi­atri­ca, spe­cial­mente depres­sione, psi­cosi, alcu­ni dis­tur­bi di per­son­al­ità. E anco­ra: essere vit­time di bullis­mo, abu­so e trau­ma infan­tile. «Tra questi — spie­ga Ester di Gia­co­mo, psichi­a­tra e dot­toran­da in neu­ro­scien­ze dell’Università di Milano-Bic­oc­ca, pri­ma fir­ma del­la pub­bli­cazione — la ses­su­al­ità e le prob­lem­atiche legate sono state inda­gate, in par­ti­co­lare, in relazione ad abu­so e iden­tità di genere. Quest’ultima fa parte dell’«io» e con­tribuisce al pieno svilup­po di un essere umano adul­to. Anche se le sue radi­ci affon­dano nell’infanzia, l’orientamento di genere si esprime pien­amente durante l’adolescenza, soprat­tut­to a causa dell’inizio del deside­rio ses­suale».

I teenag­er omoses­su­ali, bises­su­ali e trans­gen­der sono gen­eral­mente a più alto ris­chio di iso­la­men­to, espo­sizione alla vio­len­za, e stig­ma­tiz­zazione, sia autoin­flit­ta che inflit­ta da pari o famil­iari. «Dati tali risul­tati — chiosa Mas­si­mo Cleri­ci, diret­tore del­la scuo­la di spe­cial­iz­zazione in psichi­a­tria — una mag­giore con­sapev­olez­za ad opera dell’opinione pub­bli­ca e un adegua­to sosteg­no cen­tra­to su sforzi di inclu­sione dovreb­bero essere obi­et­tivi dei piani prog­et­tuali nelle aree del­la pub­bli­ca istruzione e del­la san­ità».

In Italia quat­tro­mi­la mor­ti per sui­cidio ogni anno

Sec­on­do i dati Istat più recen­ti in Italia si reg­is­tra­no ogni anno cir­ca quat­tro­mi­la mor­ti per sui­cidio. Di questi, nel 2015, 344 ave­vano meno di 30 anni di cui 13 meno di 15 anni. I gio­vani dece­du­ti per sui­cidio rap­p­re­sen­tano quin­di il dieci per cen­to di tutte le mor­ti per tale causa. Anche se i casi di mor­tal­ità per sui­cidio sono più ele­vati tra gli anziani, è tra i gio­vani che rap­p­re­sen­ta anche a liv­el­lo mon­di­ale la sec­on­da causa di morte (il 13 per cen­to di tut­ti i deces­si tra i gio­vani di età com­pre­sa tra i 15 e i 29 anni). Il Nord-Est reg­is­tra il tragi­co pri­ma­to dell’area geografi­ca più col­pi­ta, meno a ris­chio le regioni merid­ion­ali.

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Tetano, tutto quello che non sappiamo sulla malattia che molti credono scomparsa

Un chio­do o un filo metal­li­co, ma anche una spina o una scheg­gia nel piede. Tan­to bas­ta per con­trarre il tetano, malat­tia gravis­si­ma pre­veni­bile da vac­ci­no ma di cui anco­ra si reg­is­tra­no almeno 50 casi ogni anno in Italia. Diver­sa­mente da quan­ti molti pen­sano, non colpisce solo gli anziani, non esiste immu­nità nat­u­rale e nep­pure di gregge.

Il bat­te­rio Clostrid­i­um tetani è pre­sente nell’intestino degli ani­mali e viene elim­i­na­to con le feci. Le sue spore pos­sono soprav­vi­vere nell’ambiente per anni, con­t­a­m­inare ogget­ti e pen­e­trare nell’organismo umano attra­ver­so ferite.

Diverse le bufale che cir­colano in mer­i­to, sul web e non solo.

NON BASTA DISINFETTARSI E NON COLPISCE SOLO ANZIANI
La pri­ma delle false notizie è che basti dis­in­fettare per bene la lesione: si trat­ta infat­ti di bat­teri molto resisten­ti, con­tro cui nul­la fan­no i nor­mali dis­in­fet­tan­ti. La sec­on­da è che colpis­ca solo gli anziani.

Ad oggi, «gra­zie a una mag­giore dif­fu­sione del vac­ci­no tra i nuovi nati, ven­gono col­pite soprat­tut­to donne anziane. In pas­sato infat­ti gli uomi­ni veni­vano vac­ci­nati durante il servizio mil­itare, men­tre le donne non veni­vano immu­niz­zate», sot­to­lin­ea Gian­ni Rez­za, diret­tore del Dipar­ti­men­to malat­tie infet­tive dell’Istituto Supe­ri­ore di San­ità (Iss). Ma ciò non sig­nifi­ca che non colpis­ca anche i pic­coli, come dimostra il caso del­la bim­ba di 7 anni fini­ta a otto­bre 2017 in rian­i­mazione.

NON È SCOMPARSO E L’IMMUNITADI GREGGE NON ELIMINA CONTAGIO 
Terza fake news è che il tetano sia una malat­tia ormai scom­parsa. «Diver­sa­mente da altre come vaio­lo o poliomelite, non può scom­par­ire, ci sarà sem­pre per­ché il bat­te­rio è pre­sente nell’ambiente».

Quar­ta fal­sa infor­mazione è che l’immunità di gregge basti ad evitare il con­ta­gio. «Anche se fos­se pro­tet­to il 99% del­la popo­lazione, il ris­chio sus­sis­terebbe per chi non è vac­ci­na­to, pro­prio per­ché non si dif­fonde da per­sona a per­sona, ma è dovu­to all’entrata in con­tat­to con ogget­ti con­t­a­m­i­nati», sot­to­lin­ea Rez­za.

La pro­tezione indi­vid­uale tramite vac­ci­no, che agisce bloc­can­do una tossi­na prodot­ta dal bat­te­rio, è l’unica arma. Ma ogni 10 anni andrebbe fat­to il richi­amo, cosa che rara­mente accade.

«Ha un cos­to eco­nom­i­co bassis­si­mo a fronte di costi ele­vatis­si­mi dovu­ti alle cure: tut­ti col­oro che ne sono col­pi­ti finis­cono in ter­apia inten­si­va e la malat­tia è letale in un caso su tre».

NESSUNO È IMMUNE PER NATURA
Quin­ta e ulti­ma bufala, riguar­da la pre­sun­ta immu­nità nat­u­rale. Sono immu­ni nei prim­is­si­mi mesi di vita i neonati, qualo­ra la mam­ma abbia effet­tua­to il richi­amo pre­vis­to, poiché gli anti­geni pas­sano, come nel caso del­la per­tosse o del mor­bil­lo, attra­ver­so la pla­cen­ta. «Ma ques­ta immu­nità — con­clude l’esperto — sparisce dopo 3 o 4 mesi las­cian­do il neona­to espos­to al ris­chio».

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Addio a Masazo Nonaka, l’uomo più vecchio del mondo: aveva 113 anni

Masazo Nonaka

Tokyo — È mor­to Masazo Non­a­ka, l’uomo più vec­chio del mon­do. Ave­va 113 anni, era giap­ponese ed era nato appe­na due anni dopo il pri­mo volo a motore del­la sto­ria: quel­lo dei fratel­li Wright.

Il “Non­no del mon­do” era nato il 25 luglio 1905, pochi mesi pri­ma che Albert Ein­stein pub­bli­cas­se la sua teo­ria del­la rel­a­tiv­ità. Era diven­ta­to il più vec­chio dopo la scom­parsa del­lo spag­no­lo Fran­cis­co Nunez Oliv­era, avvenu­ta lo scor­so anno.

«Ci sen­ti­amo scioc­cati dal­la perdi­ta di ques­ta grande figu­ra - ha det­to a Kyo­do News la nipote Yuko — se n’è anda­to in silen­zio, sen­za causare alcun dis­tur­bo alla nos­tra famiglia». Non­a­ka ave­va sei fratel­li e una sorel­la, si era sposato nel 1931 e ave­va cinque figli. Nel­la sua lun­ga vita ha gesti­to una locan­da nel­la sua cit­tà natale, Ashoro, e una vol­ta anda­to in pen­sione ama­va guardare il sumo in tv e man­gia­re dol­ci.

Il Giap­pone è una delle nazioni con la più alta aspet­ta­ti­va di vita. Era giap­ponese anche Jiroe­mon Kimu­ra, l’uomo più longe­vo mai reg­is­tra­to, mor­to poco dopo il suo 116° com­plean­no. L’essere umano più longe­vo del mon­do è invece una don­na, la francese Jeanne Louise Cal­ment, mor­ta nel 1997 a 122 anni. Nel­la sua vita ave­va incon­tra­to anche Van Gogh.http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2019/01/20

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