QUESTO PAESE È PIENO DI MERDOSI!!!

E quin­di ci sono sta­ti 5 dep­u­tati che, in pieno lock­down, han­no chiesto — e ottenu­to — il bonus par­tite Iva da 600 euro (poi ele­va­to a 1000) pre­vis­to dal Cura Italia. Tale cap­ola­voro è sta­to scop­er­to solo adesso.

Ha chiesto — e ottenu­to — il bonus anche un con­dut­tore tivù.

Direi il mas­si­mo del­lo schi­fo.

Sarebbe bel­lo conoscere questi sei nomi. Non appe­na li saprò, li pub­blicherò su ques­ta pag­i­na. Non per esporli alla gogna, ma per far sapere a tut­ti chi non votare (e guardare).

Che bel­la gente che esiste al mon­do.

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Andrea Scanzi

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Battaglia71

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Napoli ko 3–1 e il Barcellona vola ai quarti

Napoli ko 3-1 e il Barcellona vola ai quarti
Si fer­ma agli ottavi di finale la cor­sa del Napoli in Cham­pi­ons League. Gli azzur­ri si arren­dono alla supe­ri­or­ità del Bar­cel­lona che vince 3–1 in un Nou Camp des­o­lata­mente vuo­to superan­do il turno dopo il pareg­gio per 1–1 di cinque mesi fa al San Pao­lo. I ragazzi di Gat­tuso comunque non demer­i­tano di fronte ai più bla­sonati rivali, trasci­nati dal soli­to Mes­si, ed escono con l’onore delle armi. Alla final eight di Lis­bona il cal­cio ital­iano sarà quin­di rap­p­re­sen­ta­to solo dal­l’Ata­lan­ta, in cam­po mer­coledì con­tro il Psg nei quar­ti di finale


In avvio di par­ti­ta i partenopei spaven­tano i cata­lani coglien­do un palo dopo due minu­ti. Insigne da sin­is­tra serve in area Mertens che cal­cia in gira­ta di con­trobal­zo sin­istro e colpisce il leg­no ester­no alla destra di Ter Ste­gen. All’11 però, alla loro pri­ma vera occa­sione pas­sano i padroni di casa: sul­l’an­go­lo da sin­is­tra di Rakitic, Lenglet svet­ta più in alto di Mario Rui e di tes­ta infi­la il pal­lone alla destra di Ospina.
Rete con­va­l­i­da­ta dopo un check con il Var: il difen­sore francese si lib­era per il salto spin­gen­do Demme ma gli arbi­tri non riten­gono la spin­ta meritev­ole di sanzione. Il gol del van­tag­gio dà fidu­cia agli azul­grana che crescono con il pas­sare dei minu­ti e trovano il rad­doppio con Mes­si al 23′. Il fuori­classe argenti­no si accen­tra da destra ver­so l’area saltan­do Mario Rui, Insigne e Koulibaly, cade ma si rialza e di sin­istro infi­la il pal­lone sul sec­on­do palo.
Alla mez­z’o­ra gol annul­la­to al fuori­classe di Rosario. Jor­di Alba dal­la sin­is­tra serve Suarez che di destro impeg­na Ospina, la pal­la arri­va sul­la sin­is­tra a De Jong che rimette in mez­zo per Mes­si che con­trol­la con la mano e con un mor­bido pal­lonet­to di sin­istro supera il portiere azzur­ro. Dopo aver riv­is­to l’azione al Var l’ar­bi­tro gius­ta­mente annul­la. Il ter­zo gol arri­va però al 46′ gra­zie a un cal­cio di rig­ore con­ces­so da Cakir per un fal­lo in area di Koulibaly sul­lo scate­na­to Mes­si. Dagli 11 metri Suarez non sbaglia. Pri­ma del­la fine del­la frazione il Napoli accor­cia le dis­tanze sem­pre su rig­ore causato da un inter­ven­to di Rakitic su Mertens. Insigne spi­az­za Ter Ste­gen e fis­sa il pun­teg­gio sul 3–1. In avvio di ripresa il Napoli alza il bari­cen­tro con un press­ing altissi­mo e all’11′ si rende peri­coloso: Mertens lan­cia Fabi­an Ruiz in cam­po aper­to ma lo spag­no­lo invece di tirare da otti­ma posizione ter­giver­sa con il pal­lone e per­me­tte alla dife­sa blau­grana di recu­per­are. Al 18′ bel­la ser­penti­na di Insigne che van­i­fi­ca tut­to sbaglian­do la misura del pas­sag­gio deci­si­vo per Mertens. Al 25′ Gat­tuso ten­ta il tut­to per tut­to inseren­do Lozano e Poli­tano al pos­to di Zielin­s­ki e Calle­jon. Pro­prio l’at­tac­cante mes­si­cano sfio­ra la rete appe­na entra­to ma il suo colpo di tes­ta su cross di Insigne ter­mi­na alto. Al 36′ gol annul­la­to agli ospi­ti: cross dal­la tre­quar­ti sin­is­tra di Mario Rui per Milik, da poco entra­to per Insigne, che insac­ca di tes­ta ma in fuo­ri­gio­co di mez­zo metro. Al 40′ l’ul­ti­mo briv­i­do per il Bar­cel­lona con il palo colto da Lozano: cross dal­la destra di Poli­tano per l’ex Psv Eind­hoven che da posizione defi­la­ta va di tes­ta ma colpisce la base del mon­tante alla destra di Ter Ste­gen. dnkronos.com/sport/2020/08/08
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ForGargano, una foresta pronta per essere piantata

ForGargano, una foresta pronta per essere piantata
Ci sono 200mila piante autoc­tone nel vivaio fore­stale del Con­sorzio di bonifi­ca mon­tana del Gargano, pronte per essere piantu­mate sul più grande promon­to­rio ital­iano, nel­la cui bio­di­ver­sità è rap­p­re­sen­ta­to il 30% del­la flo­ra ital­iana.


“La sicurez­za idro­ge­o­log­i­ca del Paese è stret­ta­mente con­nes­sa alla manuten­zione dei ter­ri­tori mon­tani, dove è indis­pens­abile creare le con­dizioni per la per­ma­nen­za del pre­sidio umano — ricor­da Francesco Vin­cen­zi, pres­i­dente dell’Associazione Nazionale dei Con­sorzi di bonifi­ca ed irrigazione (Anbi) — Per questo guardiamo con par­ti­co­lare atten­zione al prog­et­to pilota For­gargano, che inter­es­sa lo sper­one d’Italia”. Ha pre­so infat­ti il via, con il posizion­a­men­to di trap­pole a fer­or­moni soprat­tut­to per gli inset­ti defoglia­tori, il prog­et­to pilota For­Gargano, finanzi­a­to dal­la Regione Puglia nell’ambito del Piano di Svilup­po Rurale 2014–2020. Ne è sogget­to capofi­la il Con­sorzio di bonifi­ca mon­tana del Gargano, in parte­nar­i­a­to con l’Ente Par­co Nazionale del Gargano, l’Università di Fog­gia (dipar­ti­men­to di agraria) ed alcu­ni sogget­ti pri­vati.
L’obiettivo del prog­et­to, che inter­es­sa un’area fra Ischitel­la e Vico del Gargano, è quel­lo di imple­mentare sis­te­mi e meto­di inno­v­a­tivi per miglio­rare la red­di­tiv­ità delle aziende agri­cole, for­nen­do loro gli stru­men­ti per ren­dere più effi­ci­en­ti e remu­ner­a­tive le attiv­ità boschive; in tal modo ver­rà pro­mossa la val­oriz­zazione e la tutela delle risorse fore­stali, favoren­done il man­ten­i­men­to e la cura, in osser­van­za del Piano del Par­co, delle linee di ges­tione delle Aree Natu­ra 2000 e delle linee gui­da per la Ges­tione Sosteni­bile delle Risorse Fore­stali e Pas­torali nei Parchi Nazion­ali. https://www.adnkronos.com/sostenibilita/best-practices/2020/08/06/
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Sla, ricercatori italiani identificano possibile bersaglio terapeutico

Sla, ricercatori italiani identificano possibile bersaglio terapeutico
Iden­ti­fi­ca­to un nuo­vo poten­ziale bersaglio ter­apeu­ti­co per il trat­ta­men­to del­la Scle­rosi lat­erale amiotrofi­ca (Sla), la più grave e conosci­u­ta fra le malat­tie degen­er­a­tive che colpis­cono i motoneu­roni, ossia i neu­roni respon­s­abili del movi­men­to, local­iz­za­ti a liv­el­lo del­la cortec­cia cere­brale e del midol­lo spinale. La scop­er­ta è opera di un grup­po di ricer­ca­tori gui­dati dall’Irccs ospedale San Raf­faele, in col­lab­o­razione con Uni­ver­sità degli stu­di di Milano e Isti­tu­to di biofisi­ca del Cnr. I risul­tati sono sta­ti pub­bli­cati sul­la riv­ista sci­en­tifi­ca ‘Nature Com­mu­ni­ca­tion’.


L’e­quipe ha osser­va­to in lab­o­ra­to­rio — in col­ture cel­lu­lari di motoneu­roni e in mod­el­li sper­i­men­tali di malat­tia — una riduzione del com­p­lesso mol­e­co­lare del Retromer, un mec­ca­n­is­mo che media il trasporto intra­cel­lu­lare delle pro­teine che stan­no per essere rici­clate o dis­trutte e che già da diver­si anni è asso­ci­a­to a malat­tie neu­rode­gen­er­a­tive, quali Parkin­son e Alzheimer, ma mai alla Sla. I ricer­ca­tori han­no poi svilup­pa­to una serie di mol­e­cole in gra­do di sta­bi­liz­zare questo com­p­lesso mol­e­co­lare, riducen­do effi­cace­mente nei mod­el­li sper­i­men­tali il proces­so degen­er­a­ti­vo dei motoneu­roni. E ral­len­tan­do, così, la pro­gres­sione del­la malat­tia.
“Il lavoro è di natu­ra stret­ta­mente pre-clin­i­ca — pre­cisa Gian­vi­to Mar­ti­no, neu­rol­o­go e diret­tore sci­en­tifi­co dell’Irccs ospedale San Raf­faele, tra i coor­di­na­tori del­lo stu­dio insieme al pro­fes­sor Pier­faus­to Seneci dell’Università degli Stu­di di Milano e al dot­tor Mario Milani dell’Istituto di Biofisi­ca del Cnr di Milano — e si basa su osser­vazioni fat­te in mod­el­li sper­i­men­tali del­la malat­tia. Ma, con deb­i­ta cautela, pen­si­amo che questo approc­cio pos­sa essere ulte­ri­or­mente svilup­pa­to sino alla sper­i­men­tazione sui pazi­en­ti — sot­to­lin­ea — Sebbene al momen­to non esista una ter­apia in gra­do di guarire la Sla, negli ulti­mi anni le ricerche in ques­ta direzione si sono molti­pli­cate e la sper­an­za di trovare presto un rime­dio defin­i­ti­vo si fa sem­pre più conc­re­ta”.

https://www.adnkronos.com/salute/medicina/2020/08/07/
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MEDIA GIAPPONESI: RUSSIA E CINA PUNTANO SULLALLEANZA FINANZIARIA

MOSCA, 8 agos­to – RIA Novosti. Rus­sia e Cina han­no ridot­to di qua­si la metà l’uso del dol­laro nelle transazioni bilat­er­ali rispet­to al 2015, il che potrebbe sfo­cia­re in una “allean­za finanziaria” tra i due pae­si, scrive l’ anal­ista politi­co amer­i­cano Dmit­ry Simes in un arti­co­lo per la riv­ista giap­ponese Nikkei Asian Review .
La quo­ta del­la val­u­ta amer­i­cana nelle transazioni bilat­er­ali è sce­sa al 46%, men­tre nel 2015 ques­ta cifra era di cir­ca il 90%, dice l’articolo. Allo stes­so tem­po, la quo­ta dell’euro ha rag­giun­to il mas­si­mo stori­co del 30%, men­tre la quo­ta delle valute nazion­ali è sta­ta del 24%, che è anche un nuo­vo mas­si­mo.
Alex­ei Maslov, diret­tore dell’Istituto RAS per l’ Estremo Ori­ente, ha rifer­i­to alla Nikkei Asian Review che il rifi­u­to del dol­laro nelle transazioni com­mer­ciali si sta avvic­i­nan­do a un “momen­to di svol­ta”. “La coop­er­azione tra Rus­sia e Cina nel­la sfera finanziaria ci dice che questi pae­si stan­no final­mente trovan­do le con­dizioni per for­mare una nuo­va allean­za tra loro, allean­za ban­car­ia e finanziaria, in quan­to tale allean­za può garan­tire l’indipendenza di entram­bi i pae­si “, ha affer­ma­to.


Le orig­i­ni del­la cosid­det­ta de-dol­lar­iz­zazione risal­go­no al 2014, quan­do l’Occidente ha impos­to sanzioni con­tro la Rus­sia a causa del­la sua riu­nifi­cazione con la Crimea, sec­on­do gli anal­isti.

La sos­ti­tuzione del dol­laro nelle transazioni com­mer­ciali divenne una neces­sità per elud­ere le sanzioni statu­niten­si con­tro la Rus­sia.
“Qual­si­asi transazione ban­car­ia che ha luo­go nel mon­do che coin­volge dol­lari statu­niten­si viene a un cer­to pun­to can­cel­la­ta da una ban­ca amer­i­cana”, ha spie­ga­to Dmit­ry Dol­gin, capo econ­o­mista di ING Bank per la Rus­sia. “Ciò sig­nifi­ca che il gov­er­no degli Sta­ti Uni­ti può dire a quel­la ban­ca di con­ge­lare deter­mi­nate transazioni”.

La Cina è sta­ta costret­ta ad aderire al proces­so dalle azioni del pres­i­dente degli Sta­ti Uni­ti Don­ald Trump , che ha dichiara­to una guer­ra com­mer­ciale a Pechi­no , scrive l’autore dell’articolo.
Il proces­so ha acquisi­to ulte­ri­ore slan­cio dopo che l’amministrazione Don­ald Trump ha impos­to dazi sui beni cine­si per diverse centi­na­ia di mil­iar­di di dol­lari. Ora non solo Mosca , ma anche Pechi­no ha deciso di sbaraz­zarsi del­la dipen­den­za dal dol­laro, affer­ma Simes.

Solo di recente lo sta­to cinese e le prin­ci­pali entità eco­nomiche han­no inizia­to a pen­sare che potreb­bero finire in una situ­azione sim­i­le a quel­la delle nos­tre con­tropar­ti russe: essere l’obiettivo delle sanzioni poten­zial­mente è anche quel­lo di essere esclusi dal sis­tema SWIFT”, ha det­to Zhang Xin , ricer­ca­tore pres­so il Cen­ter for Russ­ian Stud­ies del­la East Chi­na Nor­mal Uni­ver­si­ty di Shang­hai.

Incon­tro del pre­mier cinese con Putin nel 2019

Un’altra pietra mil­iare è arriva­ta durante la visi­ta del pres­i­dente cinese Xi Jin­ping in Rus­sia nel giug­no 2019. Mosca e Pechi­no han­no rag­giun­to un accor­do per sos­ti­tuire il dol­laro con le valute nazion­ali per gli scam­bi inter­nazion­ali tra di loro. L’accordo prevede­va inoltre che le due par­ti svilup­passero mec­ca­n­is­mi di paga­men­to alter­na­tivi alla rete SWIFT dom­i­na­ta dagli USA per con­durre scam­bi di rubli e yuan.


La Rus­sia e la Cina ave­vano prece­den­te­mente con­corda­to di accedere alle valute dell’altra sen­za dover­le acquistare sul mer­ca­to. Inoltre, le par­ti han­no stip­u­la­to un accor­do sull’uso delle valute nazion­ali al pos­to del dol­laro negli accor­di bilat­er­ali. In segui­to, la Ban­ca cen­trale rus­sa ha ridot­to di oltre la metà le sue attiv­ità in dol­lari, acquisendo un quar­to delle ris­erve mon­di­ali di yuan.
Alla fine del 2019, il com­mer­cio tra Rus­sia e Cina è cresci­u­to del 3,4% e ha rag­giun­to la cifra record di 110,75 mil­iar­di di dol­lari.

Detron­iz­zare il dol­laro, tut­tavia, non sarà facile.

Jef­fery Frankel, econ­o­mista pres­so l’Università di Har­vard, ha det­to a Nikkei che il dol­laro gode di tre van­tag­gi prin­ci­pali: la capac­ità di man­tenere il suo val­ore sot­to for­ma di inflazione e deprez­za­men­to lim­i­tati, la vastità dell’economia domes­ti­ca amer­i­cana e gli Sta­ti Uni­ti con mer­cati finanziari che sono pro­fon­di, liq­ui­di e aper­ti. Fino­ra, ha affer­ma­to, nes­suna val­u­ta rivale si è dimostra­ta in gra­do di sovrap­er­for­mare il dol­laro su tut­ti e tre i fron­ti.

Allean­za Rus­sia Cina

Tut­tavia Frankel ha anche avver­ti­to che men­tre la posizione del dol­laro è sicu­ra per ora, i deb­iti a spi­rale e una polit­i­ca di sanzioni ecces­si­va­mente aggres­si­va potreb­bero erodere la sua supre­mazia a lun­go ter­mine.

Le sanzioni sono uno stru­men­to molto potente per gli Sta­ti Uni­ti, ma come qual­si­asi stru­men­to, cor­ri il ris­chio che altri inizier­an­no a cer­care alter­na­tive se ne esageri l’utilizzo”, ha det­to. “Pen­so che sarebbe scioc­co sup­porre che sia scrit­to nel­la pietra che il dol­laro sarà per sem­pre incon­tes­ta­to come la val­u­ta inter­nazionale numero uno”.

Fonte: Asian Review

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IL NUOVORAPPRESENTANTE SPECIALEPER L’IRAN NOMINATO DA TRUMP: IL NOTO CRIMINALE DI GUERRA ELLIOT ABRAMS

Lo scor­so 6 agos­to ° , Bri­an Hook, già rap­p­re­sen­tante spe­ciale degli Sta­ti Uni­ti per l’Iran e Senior Advi­sor del Seg­re­tario di Sta­to, Mike Pom­peo, si è dimes­so dal suo incar­i­co.
Come si legge nel­la dichiarazione del Seg­re­tario di Sta­to amer­i­cano Mike Pom­peo:
“Hook è sta­to il mio pun­to di rifer­i­men­to sull’Iran per oltre due anni e ha ottenu­to risul­tati stori­ci (?) con­tra­stan­do il regime ira­ni­ano.
Ha negozi­a­to con suc­ces­so con gli ira­ni­ani il rilas­cio di Michael White e Xiyue Wang dal­la pri­gione. Il Rap­p­re­sen­tante spe­ciale Hook ha anche servi­to con dis­tinzione come Diret­tore del­la piani­fi­cazione polit­i­ca e ha avvi­a­to una serie di nuove strate­gie che han­no por­ta­to avan­ti gli inter­es­si di sicurez­za nazionale degli Sta­ti Uni­ti e dei nos­tri alleati. È sta­to per me un fida­to con­sigliere e un buon ami­co. Lo ringrazio per il suo servizio. “

Allo stes­so tem­po, risul­ta chiaro che, all’apparenza, Hook non ha fat­to abbas­tan­za nel ten­ta­ti­vo di cam­biare il “com­por­ta­men­to” dell’Iran e non ha ottenu­to alcu­na par­ven­za di cam­bio di regime nonos­tante la mas­s­ic­cia pres­sione eserci­ta­ta dagli USA su Teheran, per tut­to il 2019 e nei pri­mi 8 mesi del 2020.

Elliot Abrams con­tes­ta­to

Il nuo­vo rap­p­re­sen­tante spe­ciale degli Sta­ti Uni­ti per l’Iran, tut­tavia, è un famiger­a­to “fal­co” con un’ampia espe­rien­za nei ten­ta­tivi di cam­bio di regime.

Elliot Abrams è meglio conosci­u­to per il suo coin­vol­gi­men­to nel­lo scan­da­lo Iran-Con­tras che avvenne durante l’amministrazione Rea­gan e che ave­va por­ta­to alla sua con­dan­na nel 1991 per due reati di illecita diniego di infor­mazioni al Con­gres­so. Suc­ces­si­va­mente era sta­to grazi­a­to da George HW Bush.

Elliott Abrams, nel 1991 è sta­to sot­toseg­re­tario di Sta­to ed è sta­to con­dan­na­to per aver nega­to le prove del­lo scan­da­lo ma, dopo un pat­teggia­men­to, gli era sta­ta con­ces­sa sola­mente una pena di due anni di lib­ertà vig­i­la­ta, e suc­ces­si­va­mente era sta­to grazi­a­to dal pres­i­dente George HW Bush.
Abrams è comunque un crim­i­nale di guer­ra già con­dan­na­to per i cri­m­i­ni commes­si in Iraq durante l’invasione del 2003.

Abrams era sta­to uno dei piani­fi­ca­tori chi­ave dell’invasione e dell’occupazione dell’Iraq da parte degli Sta­ti Uni­ti nel 2003.

Più recen­te­mente, Elliott Abrams ha servi­to (e con­tin­ua a servire, sì, assumerà entram­bi i posti) come rap­p­re­sen­tante spe­ciale degli Sta­ti Uni­ti in Venezuela negli sforzi per il cam­bio di regime iniziati nell’aprile 2019 e fino ad oggi del tut­to fal­li­ti.

La nom­i­na di un uomo, noto per il suo odio nei con­fron­ti dell’Iran e per la sua espe­rien­za delle tec­niche di sobil­lazione e di ricer­ca per un cam­bio di regime, sia in Amer­i­ca Lati­na che in Medio Ori­ente, può essere vista solo come un seg­nale che Trump è deter­mi­na­to a un con­fron­to scon­sid­er­a­to con l’Iran, se davvero intende o no arrivar­ci”, ha det­to l’ex ambas­ci­a­tore del Reg­no Uni­to in Siria Peter Ford.

L’ex diplo­mati­co delle Nazioni Unite Jim Paul ha affer­ma­to che la nom­i­na di Abrams da parte di Trump è un seg­no che una nuo­va fase dell’intervento statu­nitense in Iran potrebbe essere in procin­to di iniziare.
A pri­ma vista, ha spie­ga­to Paul, potrebbe sem­brare stra­no che ad Abrams ven­ga asseg­na­to il portafoglio dell’Iran quan­do è già invi­a­to per il Venezuela, ma i due incar­ichi sono molto sim­ili.

Per decen­ni, Abrams è sta­to una figu­ra di spic­co a Wash­ing­ton asso­ci­a­ta all’organizzazione e alla pro­mozione dell’intervento statu­nitense. Sebbene abbia lavo­ra­to soprat­tut­to in Amer­i­ca Lati­na, è sta­to coin­volto anche in Medio Ori­ente, soprat­tut­to a sosteg­no di Israele ”, ha det­to Paul. “È un ide­ol­o­go fal­co neo­con che ci si può aspettare che lancerà inizia­tive di cam­bio di regime con­tro l’Iran”.

Ford ha det­to che la nom­i­na di Abrams non spaven­terà né scor­ag­gerà cer­ta­mente l’Iran, che ha dimostra­to nel Gol­fo di non essere inti­mori­to e di pot­er rispon­dere “con veleno con­tro l’aggressione”.

Ford ha det­to che “il risul­ta­to meno neg­a­ti­vo” sarebbe che l’Iran leggesse la mossa di Trump come uno strat­a­gem­ma elet­torale e non gli prestasse mol­ta atten­zione.

Il peg­gio sarebbe che fos­se un vero pre­sa­gio di una guer­ra cal­da in Medio Ori­ente che ren­derebbe l’Afghanistan e l’Iraq sim­ili a campi da gio­co”, ha det­to l’ex ambas­ci­a­tore del Reg­no Uni­to in Siria.

Ford ha det­to che l’incarico di Abrams è un seg­nale pre­oc­cu­pante, per dirla alla leggera.”Mettere Abrams a capo del­la polit­i­ca ira­ni­ana è come affi­dare a un incen­di­ario i vig­ili del fuo­co”, ha con­clu­so Ford.

Mas­sacro di el Mozote, Sal­vador dove fu coin­volte Elliot Abrams


Nota: Nel­la ges­tione di Abrams si fan­no risalire una serie di atroc­ità e di mas­sac­ri com­piu­ti dai mil­i­tari finanziati dagli USA in Amer­i­ca Lati­na, in par­ti­co­lare in Nicaragua e in Sal­vador. In questo Abrams si era dis­tin­to per far con­seg­nare seg­re­ta­mente attrez­za­ture mil­i­tari ai paramil­tari “con­tras” del Nicaragua con il pretesto di aiu­ti uman­i­tari. Come han­no nota­to i com­men­ta­tori , questo è sta­to par­ti­co­lar­mente ril­e­vante adesso, quan­do l’amministrazione Trump attac­ca Maduro per aver rifi­u­ta­to di far entrare gli “aiu­ti uman­i­tari” dagli Sta­ti Uni­ti in Venezuela.
Abrams fu accusato di aver cop­er­to lo spaven­tosi mas­sacro di civili avvenu­to a “El Mozote” in Sal­vador oper­a­to dai mer­ce­nari assol­dati dal­la CIA. Altro episo­dio imputabile ad Abrams era sta­to l’assassinio nel 1980 dell’arcivescovo Oscar Romero, ucciso per ordine del mag­giore Rober­to D’Aubuisson, uno dei part­ner dell’amministrazione USA nel Paese. Allo stes­so modo Abrams, nel caso del Guatemala, fu accusato di aver favorito una cam­pagna di geno­cidio nel paese e si difese soste­nen­do che il mas­sacro dei civili veni­va “ridot­to pas­so dopo pas­so” e che era un “pro­gres­so” che dove­va essere “pre­mi­a­to e incor­ag­gia­to”.
Nel caso del Venezuela Abrams è arriva­to a sostenere che è “sem­pre la posizione degli Sta­ti Uni­ti” quel­la di pro­teggere i dirit­ti umani, anche in Venezuela, e ha sot­to­lin­eato che “gli Sta­ti Uni­ti non vol­e­vano armare le forze anti-Maduro”. Si è vis­to infat­ti dai ten­ta­tivi di golpe con il reclu­ta­men­to di mer­ce­nari colom­biani e con l’arresto da ulti­mo di due mer­ce­nari di nazion­al­ità statu­nitense.
Elliot Abrams risul­ta quin­di un crim­i­nale di guer­ra ed un men­ti­tore seri­ale e non mer­av­iglia che abbia trova­to il suo pos­to nell’Amministrazione di Trump, accan­to ai più fanati­ci neo­con come Mike Pom­peo e Mike Pence.

Fonte: South Front

Traduzione e nota: Luciano Lago https://www.controinformazione.info/il-nuovo‑r

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