"Chi di verde si veste della sua beltà si fida" Meravigliosa Liz Taylor

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Scuola della riserva dei Crow.

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Barcellona, dal bimbo disperso a quello ucciso con la mamma: chi sono le vittime dell'attacco

Dal bimbo disperso a quello ucciso con la mamma: chi sono le vittime dell'attacco

di Federica Macagnone

La corsa folle a zig zag per seminare morte. La fuga di chi è riuscito a evitare la traiettoria del terrorista. La Rambla trasformata in un campo di battaglia in pochi attimi. Mamme disperate in cerca dei loro bambini, mogli separate dai mariti, nonni riversi a terra esanimi. Sono passate poche ore dall'attentato che ha colpito al cuore Barcellona. Le prime vittime identificate dell'attentato sono l'italiano Bruno Gulotta, in vacanza con la moglie Martina e i suoi bambini, e Luca Russo, che era in città insieme alla fidanzata, rimasta ferita ma non in gravi condizioni. Tra i morti anche la belga Elke Vanbockrijck, 44enne di Tongeren, in vacanza con il marito e i figli adolescenti: a darne la notizia il ministro degli Esteri Didier Reynders, in un tweet.

Tra i morti accertati ci sono anche Francisco López Rodríguez, 65 anni di Lanteira, vicino a Granada, il nipotino di 3 anni, la più piccola vittima dell'attentato, e sua mamma. La moglie di Francisco sarebbe ricoverata in ospedale in condizioni gravi. Anche tre tedeschi sarebbero rimasti uccisi nell'attentato. Intanto, mentre si attendono le conferme ufficiali sull'identità delle 14 vittime e dei feriti, i social straripano di parenti disperati in cerca dei familiari con i quali non sono ancora riusciti a mettersi in contatto.

Tra gli appelli c'è quello dell'inglese Tom Cadman di Gillingham, nel Dorset, e adesso residente a Sydney: è alla disperata ricerca del suo nipotino Julian Alessandro, 7 anni, di cui, da ieri pomeriggio, non si hanno più notizie. «Disperso a Barcellona» campeggia sulla foto del piccolo sorridente. «Mio nipote, Julian Alessandro Cadman è disperso. Mettete un like e condividete. Abbiamo trovato Jom (mia nuora): lei è in condizioni gravi ma stabili in ospedale. Julian ha 7 anni ed era uscito con Jom quando sono stati separati durante l'attacco. Per favore, condividete se avete familiari o amici a Barcellona».

Heidi Nunes, di Lafayette, in California, è alla ricerca di informazioni su suo marito Jared Tucker, 43 anni: erano insieme sulla Rambla quando la follia omicida del terrorista ha falciato i pedoni che stavano camminando su una delle arterie principali della città. I due erano a Barcellona per festeggiare il primo anniversario di nozze: la donna stava guardando una vetrina di una gioielleria quando Jared si sarebbe allontanato per andare in bagno. «Subito dopo ho sentito le urla - ha raccontato Heidi a NBC News - Mi sono diretta in un chiosco di souvenir e sono rimasta nascosta mentre tutti continuavano a correre urlando. È stata la polizia a farci evacuare». La donna è in contatto con l'ambasciata statunitense e la Croce rossa e sta cercando il marito negli ospedali, ma al momento non ha ancora alcuna notizia.

Secondo le prime informazioni, nell'attacco terroristico sarebbero coinvolte persone di 18 paesi diversi, tra cui 26 francesi, tre olandesi, quattro australiani, tre olandesi, uno di Hong Kong e un americano. Ma ci sarebbero anche tedeschi, argentini, cinesi, belgi, cubani, spagnoli, ungheresi, peruviani, romeni, irlandesi, greci, macedoni e venezuelani. Quindici feriti sono in condizioni molto gravi, come conferma l'Agenzia di protezione civile spagnola.
Secondo il New York Times, una bambina di sei anni è ricoverata in condizioni gravi i​n ospedale dopo aver subito un'emorragia cerebrale. Norman e Pederlita Putot, nati nelle Filippine, ma residenti in Irlanda, sono tra i feriti insieme ai loro due figli: il bimbo di cinque anni ha una gamba rotta ed è ora in ospedale insieme al padre, che ha subito lesioni al ginocchio.

«È un miracolo che non ci siano più irlandesi coinvolti, dato che in questo periodo dell'anno ce ne sono tantissimi tra Barcellona e Cambrils - ha detto il ministro irlandese per gli affari esteri, Simon Coveney - Al momento, si può tranquillamente dire che oltre 300.000 connazionali sono in Spagna. Non è solo un attacco alla Spagna o a Barcellona, ma è un attacco al modo in cui viviamo come cittadini europei in un mondo libero».

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"Bruno è stato ucciso dai terroristi". Il drammatico post dei colleghi. Travolto mentre era in vacanza con la moglie e i figli

"Bruno è stato ucciso dai terroristi". Il drammatico post dei colleghi. Travolto mentre era in vacanza con la moglie e i figli

"Purtroppo è vero. Il nostro carissimo amico e collega Bruno Gulotta, responsabile del marketing e delle vendite di Tom's Hardware Italia, è stato ucciso ieri a Barcellona dai terroristi..." Così su Facebook Pino Bruno, titolare dell'azienda di Bruno Gulotta, saluta il suo collega postando una foto di tutto il team di lavoro.

Pino Bruno

23 ore fa

Purtroppo è vero. Il nostro carissimo amico e collega Bruno Gulotta, responsabile del marketing e delle vendite di Tom's Hardware Italia, è stato ucciso ieri a Barcellona dai terroristi. Alla compagna Martina e ai due figlioletti di Bruno vanno il nostro affetto e la nostra solidarietà.

Ieri pomeriggio a Barcellona i terroristi hanno ucciso l'amico e collega Bruno Gulotta, responsabile marketing e vendite di Tom's Hardware
tomshw​.it|Di Roberto Buonanno

"Alla compagna Martina e ai due figlioletti di Bruno - continua - vanno il nostro affetto e la nostra solidarietà". La morte di Gulotta non è stata ancora confermata dalla Farnesina.

"Bruno Gulotta è tra le vittime di Barcellona. Me lo ha riferito sua moglie". In questi termini il datore di lavoro dell'italiano che si teme sia tra le vittime dell'attentato sulle ramblas ha confermato la morte del suo dipendente. Pino Bruno è il titolare della Tom's Hardware, dove Gulotta lavora a Legnano come esperto informatico. Bruno ha riferito a Rainews24 di aver parlato con la moglie di Gulotta, che gli ha confermato la morte del marito.

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Luca travolto e ucciso mentre passeggiava sulla rambla con la fidanzata, lei è ferita

Luca travolto e ucciso mentre passeggiava sulla rambla con la fidanzata, lei è ferita

BARCELLONA - Si chiama Luca Russo, aveva 25 anni, la seconda vittima italiana dell'attentato di Barcellona. L'uomo era nella città catalana con la ragazza, rimasta ferita ma non in gravi condizioni. Non ci sono ancora tuttavia conferme ufficiali dell'identità del connazionale. laureato in ingegneria, Luca Russo era originario di Marostica ma viveva, appunto, a Bassano. Si trovava nella città catalana con la sua fidanzata, Marta

«Aiutatemi a riportarlo a casa. Vi prego». È l'appello disperato che lancia via Facebook Chiara Russo, di Bassano del Grappa (Vicenza), la sorella di Luca, la seconda vittima italiana dell'attentato di Barcellona. Chiara posta diverse foto di giovani esanimi a terra, insieme ad una foto sorridente del fratello, la stessa che compare nel profilo Facebook del ragazzo.

Luca Russo, 25 anni, era originario di Marostica e abitava a Bassano del Grappa (Vicenza). Si era laureato in Ingegneria all'università di Padova. Il suo ultimo messaggio su Facebook è del giugno scorso e oggi appare profetico: «Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla. Ed in mezzo litighiamo per possedere qualcosa». Il giovane lavorava in una azienda del padovano ed era fidanzato con Marta Scomazzon, una concittadina rimasta ferita nell'attentato di Barcellona.

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Belluno, l’asinella Meggi sbranata da un lupo. Un pastore: “Ci cacceranno tutti”

Belluno, l'asinella Meggi sbranata da un lupo. Un pastore: "Ci cacceranno tutti"

Belluno, l’asinella Meggi sbranata da un lupo. Un pastore: “Ci cacceranno tutti”

BELLUNO – Un lupo ha sbranato Meggi, una asinella compagna di giochi dei bambini di Livinallongo, in provincia di Belluno.  La storia è raccontata dal Gazzettino. “Chi lo dice ai miei figli quello che è successo, anzi che abbiamo permesso succedesse”: Paolo Degasper, pastore d’alta quota con in concessione dal Comune un paio di ettari di pascolo per asini, cavalli e vitelli non si dà pace.

Siamo terrorizzati – racconta – per la seconda volta. Venti giorni fa un’asinella è sparita dalla mattina alla sera, non come ieri quando abbiamo trovato i resti del banchetto. Il mistero della precedente sparizione rimane aperto, ma a questo punto è chiaro che il lupo potrebbe essere il responsabile anche in questo caso”. E ancora: “Bisogna evitare che il lupo prolifichi, oppure in pochi anni tutti noi ce ne andremo perché sarà impossibile allevare qualsiasi tipo di animale in presenza di branchi di lupi…”.

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Niccolò Ciattti. “Ballavano sul suo sangue”, testimone oculare (e anonimo per paura del web)

Niccolò Niccolò Ciattti. "Ballavano sul suo sangue", testimone oculare (e anonimo per paura del web)

Niccolò Niccolò Ciattti. “Ballavano sul suo sangue”, testimone oculare (e anonimo per paura del web)

ROMA – Niccolò Ciattti. “Ballavano sul suo sangue”, testimone oculare (e anonimo per paura del web). “È ripartita la musica e i dj incitavano la gente a ballare. Lo hanno fatto anche sul sangue di Niccolò”: è un testimone oculare del pestaggio mortale di Niccolò Ciatti fuori dalla discoteca spagnola di Lloret de Mar a raccontare l’ultimo sfregio al 25enne toscano al cronista de La Nazione.

Ballavano sulla pozza di sangue dove si era appena consumata la tragedia di un ragazzo massacrato a morte da tre ceceni ubriachi e picchiatori di professione profughi in Francia, per futili motivi.

Il testimone ha chiesto e ottenuto di rimanere anonimo per esporsi all’inevitabile gogna social di chi rimprovera i presenti di non aver mosso un dito per Niccolò. Giura che era impossibile: i tre si dividevano la scena con professionalità disarmante, uno si accaniva su Niccolò, gli altri due allontanavano a cazzotti chiunque osasse intervenire.

La versione smentisce la versione dell’unico ceceno responsabile, Rassoul Bisultanov: gli altri due collaborano eccome, questo giustifica ulteriormente lo sconcerto per la loro scarcerazione immediata (ma sono ancora indagati).

La certezza che emerge dal racconto: tutti e tre erano in cerca di rogne. “Mezz’ora prima dell’aggressione – racconta – uno di loro, alto con barba e polo rossa (Magamadov ndr), è salito al terzo piano del St.Trop’s dove si trova la terrazza e ha cacciato un urlo disumano facendoci girare tutti. Poi è sceso”. Il ceceno, 10 minuti dopo, ha rifilato una spinta a un amico di Luca. “Abbiamo visto la scena – spiega – ma il mio amico non si è girato per evitare discussioni”. L’escalation alcolica dei ceceni cresce fino alle 3 di notte e mezz’ora dopo arriva il contatto con Niccolò. (Claudio Capanni, La Nazione)

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Daniela Santanchè pignorata. Appesa alle banche, tutti gli affari sbagliati

Daniela Santanchè pignorata. Appesa alle banche, tutti gli affari sbagliati

Daniela Santanchè pignorata. Appesa alle banche, tutti gli affari sbagliati

ROMA Daniela Santanchè pignorata. Appesa alle banche, tutti gli affari sbagliati. Non vanno bene gli affari privati della imprenditrice editoriale ed esponente di spicco del centrodestra Daniela Santanchè: la “pitonessa” è stata raggiunta a febbraio da un pignoramento immobiliare da parte della Banca di Caraglio, una piccola banca di credito cooperativo delle sue parti, il cuneese.

Il Sole 24 Ore che ha diffuso la notizia (“Dopo Gianluca Vacchi pignorata anche la Santanchè”) è impietoso nel ricostruire tutti i suoi cattivi affari, in sostanza è sommersa dai debiti e il suo destino imprenditoriale appeso alla buona volontà di banche e fornitori.

Ma è la struttura finanziaria che replica il vizio storico della deputata di Forza Italia. I debiti. Tanti. Tanti rispetto al capitale e alla modesta marginalità industriale. Su un attivo totale di 17 milioni i debiti totali contano per quasi 16 milioni. Solo con le banche l’esposizione tra breve e lungo termine vale oltre 8,6 milioni. L’esposizione con i fornitori arriva a 6milioni e i debiti tributari sono saliti a un milione. Anche in questo caso il filo rosso è la fortissima dipendenza della società della Santanchè dal credito bancario. (Fabio Pavesi, Il Sole 24 Ore)

Il mese scorso la crisi era già più che lampante. Daniela Santanchè aveva infatti annunciato il 24 luglio la liquidazione della Visibilia Magazine Srl, casa editrice dei settimanali Novella 2000 e Visto. Polemicamente il Cdr delle due testate si era appellato a Silvio Berlusconi: “E’ sicuro di voler candidare nel suo schieramento una persona che si è dimostrata così poco capace di gestire le sue aziende lasciando ‘per strada’ i suoi lavoratori e le loro famiglie?”.

Santanchè, spiegava il Cdr, ha acquisito i due giornali nel 2015 da Prs Editore. Solo sei mesi dopo, dopo la comunicazione di una perdita di un milione di euro, la cassa integrazione per i lavoratori, 16 tra giornalisti e impiegati. Misura che per Santanchè, aggiunge il Cdr, “avrebbe riportato in positivo i bilanci”. Diverse agenzie e collaboratori hanno smesso di fornire servizi alle due testate, “perché da mesi non vengono pagati”, e Santanchè “non ha versato nei tempi il Tfr dei lavoratori, chiedendo in seguito una rateizzazione per regolare le varie situazioni”.

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LA BOLDRINI ATTESA SULLA RAMBLA”. IL TWEET DEL CRONISTA DEIL GIORNALE”, PAOLO GIORDANO, SCATENA UNA SHIT-​​STORM IN RETE PRO E CONTRO IL PRESIDENTE DELLA CAMERA

1. “LA BOLDRINI ATTESA SULLA RAMBLA”. IL TWEET DEL CRONISTA DEIL GIORNALE”, PAOLO GIORDANO, SCATENA UNA SHIT-​​STORM IN RETE PRO E CONTRO IL PRESIDENTE DELLA CAMERA
2. A CHI GLI FACEVA NOTARE DI AVER ESAGERATO, GIORDANO HA RISPOSTO CON BENZINA SUL FUOCO: “CREDO CHE CIASCUNO DEBBA PRENDERSI LA RESPONSABILITÀ DELLE PROPRIE POSIZIONI. A PRESCINDERE DA CARICA O PARTITO POLITICO”. RANDELLATA ANCHE DA SALLUSTI: “BARCELLONA, CHIUNQUE SIA STATO E’ UNA FOTTUTISSIMA BELVA. E CHE LA BOLDRINI E I SUOI AMICI MI DENUNCINO PURE”. LA "PRESIDENTA" CONTRO IL GOVERNO SUL CASO REGENI

1 - E IL GIORNALISTA PAOLO GIORDANO INVOCA «LA BOLDRINI SULLA RAMBLA»

Gianmichele Laino per www​.giornalettismo​.com

ATTENTATO A BARCELLONA - IL TWEET DI PAOLO GIORDANO CONTRO LAURA BOLDRINI ATTENTATO A BARCELLONA - IL TWEET DI PAOLO GIORDANO CONTRO LAURA BOLDRINI

C’è stata una vera e propria corsa al tweet inopportuno nelle ore immediatamente successive all’attacco terroristico che ha colpito Barcellona e che ha causato 13 morti e un centinaio di feriti, coinvolgendo turisti provenienti da almeno 18 nazioni. Senz’altro, però, il triste primato di peggior tweet sull’attentato di Barcellona spetta al giornalista de Il Giornale Paolo Giordano.

ATTENTATO A BARCELLONA - IL TWEET DI PAOLO GIORDANO CONTRO LAURA BOLDRINI ATTENTATO A BARCELLONA - IL TWEET DI PAOLO GIORDANO CONTRO LAURA BOLDRINI

Nonostante l’invito a moderare i toni contro la presidente della Camera Laura Boldrini e le sue minacce di querela a chi lanciasse tweet o post offensivi nei suoi confronti, Paolo Giordano ci va giù pesante e chiede la presenza della terza carica dello Stato sulla Rambla, con ovvio intento polemico.

Il tweet ha attirato le polemiche di diversi utenti del social network, estremamente critici con l’esternazione di Giordano. Il giornalista, comunque, ha continuato a rispondere a chi gli faceva notare di essere stato quantomeno inopportuno. In un altro tweet, ha gettato benzina sul fuoco scrivendo: «Credo che ciascuno debba prendersi la responsabilità delle proprie posizioni. A prescindere da carica o partito politico».

ATTENTATO A BARCELLONA - IL TWEET DI ALESSANDRO SALLUSTI ATTENTATO A BARCELLONA - IL TWEET DI ALESSANDRO SALLUSTI

Il dibattito sul merito termina qui. Da questo momento in poi, è tutto un botta e risposta tra gli utenti di Twitter indignati e il giornalista che difende le sue posizioni e il suo cinguettio originario. Anzi, ad un certo punto gli insulti e gli inviti a cancellare la frase sono diventati talmente tanti che per Giordano è stato impossibile rispondere a tutti. L’informazione in Italia passa anche (purtroppo) attraverso questi spiacevoli incidenti social.

2 - SCONTRO BOLDRINI GOVERNO LA FAMIGLIA REGENI: AL CAIRO PER VEDERE LE CARTE

Francesco Grignetti per “la Stampa”

Il governo riferirà in Parlamento sugli ultimi sviluppi del caso Regeni il 4 settembre. Sarà il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, a spiegare le ragioni che sono alla base della scelta di voltare pagina e mandare al Cairo il nuovo ambasciatore Giampaolo Cantini, ma anche i dettagli delle comunicazioni che sono giunte nel corso del tempo da Washington e se sia vero che «prove schiaccianti» della responsabilità dei servizi segreti egiziani erano state girate al governo Renzi.

ATTENTATO A BARCELLONA - IL TWEET DI VITTORIO SGARBI ATTENTATO A BARCELLONA - IL TWEET DI VITTORIO SGARBI

L' informativa di Alfano potrebbe anche essere anticipata, però, perché le opposizioni sono scatenate, dal M5S a Sinistra italiana non vogliono aspettare tre settimane, e la presidente della Camera, Laura Boldrini, si è fatta portavoce della loro richiesta. «Non solo la sua famiglia - spiega Boldrini - ma un Paese intero ha il diritto di sapere che la ricerca della verità sull' uccisione di un giovane cittadino italiano rimarrà imperativo fondamentale per le nostre istituzioni e non sarà piegata a nessun' altra ragione».

La famiglia, già. I genitori di Giulio Regeni sono rimasti indignati dalla scelta del governo di rimandare l' ambasciatore al Cairo. Non credono affatto che questa normalizzazione delle relazioni diplomatiche sia il primo passo di un rinnovato pressing sulle autorità egiziane e perciò hanno annunciato che andranno loro al Cairo, in autonomia, per cercare di scardinare il muro di gomma del regime.

laura boldrini laura boldrini

La visita della famiglia è stata annunciata per il 3 ottobre, ma quasi sicuramente sarà anticipata. La scelta è palesemente in polemica con il governo. Al momento le comunicazioni con palazzo Chigi sembrano congelate. I Regeni andranno dunque al Cairo accompagnati dall' avvocato Alessandra Ballerini e lì si appoggeranno all' avvocato egiziano Ahmed Abdallah, rappresentante della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, una Ong che assiste i legali della famiglia.

LAURA BOLDRINI CON LE DUE PECORELLE LAURA BOLDRINI CON LE DUE PECORELLE

Chiederanno di incontrare il governo ai suoi massimi livelli. Sperano in un colloquio diretto con il presidente al-​​Sisi. I Regeni chiederanno di avere un colloquio diretto anche con il procuratore generale Nabil Ahmed Sadek. È lui il titolare ultimo delle indagini di parte egiziana, lui il magistrato che si interfaccia con i pm italiani Giuseppe Pignatone e Sergio Colaiocco.

Ma Sadek, al di là di molte promesse, si è rivelato avaro nello scambio di informazioni. E custodisce gelosamente il fascicolo che solo parzialmente è stato condiviso con i magistrati italiani. Ecco, al procuratore generale Sadek i genitori di Giulio chiederanno di vedere le carte. La prima richiesta, quella in cima alla loro agenda, sarà di permettere ai loro legali di vedere lo stato delle indagini. Una richiesta dal fortissimo valore simbolico e politico.

LAURA BOLDRINI MOSCHEA LAURA BOLDRINI MOSCHEA

Anche se i Regeni e chi gli è stato vicino in questi mesi non si fanno grandi illusioni su quale potrà essere la risposta del regime egiziano e della sua magistratura.

Non sono scontati nemmeno gli incontri di alto livello su cui i Regeni fanno affidamento. Tutto è ancora in alto mare. Finora le cose sono andate sempre storte. Nel corso dei mesi, una volta qualche ministro, un' altra volta il procuratore generale Sadek, a novembre scorso persino il presidente al-​​Sisi attraverso un' intervista, tutti avevano prefigurato di incontrare la famiglia quantomeno per porgere le loro condoglianze.

IL PRETE MUSSIE ZERAI CON LAURA BOLDRINI IL PRETE MUSSIE ZERAI CON LAURA BOLDRINI

Ma mai qualcuno è andato oltre le parole di circostanza. Il telefono a casa Regeni non è squillato. Ora ci provano loro ad andare in Egitto. Il consulente Ahmed Abdallah non è riuscito a vedere nulla del fascicolo. Anzi, lui stesso è stato messo in carcere sulla base di prove false e soltanto una veemente campagna internazionale ha permesso che l' uomo tornasse a casa.

Non meraviglia dunque che l' avvocato sia profondamente pessimista. Come ha detto due giorni fa al Corriere della Sera: «La famiglia non ha avuto nessuno degli atti. Non sappiamo nemmeno se quelli inviati agli inquirenti italiani siano un riassunto dell' inchiesta oppure gli originali. Penso che dovremmo vedere i documenti. Comunque, sulla base di quello che abbiamo visto sinora, mi aspetto che il fascicolo sia pieno di bugie».

LAURA BOLDRINI LAURA BOLDRINI

 

http://​www​.dagospia​.com/​r​u​b​r​i​c​a​-​2​/​m​e​d​i​a​_​e​_​t​v​/​l​d​q​u​o​-​b​o​l​d​r​i​n​i​-​a​t​t​e​s​a​-​r​a​m​b​l​a​-​r​d​q​u​o​-​t​w​e​e​t​-​c​r​o​n​i​s​t​a​-​d​e​-​1​5​4​5​4​7​.​htm

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TERRORE INFINITO - UNA PERSONA È STATA UCCISA E UN'ALTRA È RIMASTA FERITA IN UN ATTACCO DI UNA PERSONA ARMATA DI COLTELLO A WUPPERTAL, NEL NORDRENO-​​WESTFALIA, IN GERMANIA

TERRORE INFINITO - UNA PERSONA È STATA UCCISA E UN'ALTRA È RIMASTA FERITA IN UN ATTACCO DI UNA PERSONA ARMATA DI COLTELLO A WUPPERTAL, NEL NORDRENO-​​WESTFALIA, IN GERMANIA - IL RESPONSABILE È IN FUGA - LA POLIZIA: "NON CI SONO INDIZI DI TERRORISMO MA NULLA E' ESCLUSO..."

wuppertal, germania wuppertal, germania

(ANSA) - Una persona è stata uccisa e un'altra è rimasta ferita in un attacco di una persona armata di coltello a Wuppertal, nel Nordreno-​​Westfalia. Lo scrive la Dpa. Il responsabile è in fuga.

GERMANIA: POLIZIA, NO INDIZI TERRORISMO, MA NULLA ESCLUSO

(ANSA) - Gli inquirenti indagano a 360 gradi sull'accoltellamento avvenuto oggi a Wuppertal, in cui una persona è morta e un'altra è rimasta ferita. Lo ha spiegato un portavoce della polizia locale all'ANSA. "Non vi sono al momento indizi che possa essersi trattato di terrorismo, ma al momento nulla può essere escluso", ha detto il portavoce. L'aggressione è stata commessa alle 14.45, nei pressi della stazione di Wuppertal. La vittima è un uomo di trenta anni. Non è neppure chiaro se a colpire siano state una o più persone.

assalto a Wuppertal assalto a Wuppertal

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