Planet O, la scandalosa sigla di Lupin III

Ormai è abbas­tan­za palese che ho un cer­to debole per le sigle dei car­toni che, ulti­ma­mente, ho cer­ca­to di rac­cogliere anche in una sor­ta di selezione che potesse rag­grup­pare pro­prio le migliori sigle dei car­toni ani­mati anni 80.

Ma le can­zoni e le musiche che han­no fat­to da colon­na sono­ra all’infanzia di mil­ioni di bam­bi­ni nati tra gli anni 70 e gli anni 80, nascon­dono spes­so sim­pati­ci aned­doti come già vis­to per le sigle che veni­vano scar­tate per poi diventare famose come colon­na sono­ra di altri ani­me famosi, oppure le sigle che veni­vano esportate all’estero cam­bian­do “pro­pri­etario”.

Ecco la storia di Planet O, la scandalosa sigla di Lupin III, brano di Daisy Daze and the Bumble Bees che nulla a che fare con l’anime

Ques­ta vol­ta, però, vor­rei par­larvi di un bra­no che è divenu­to famoso in Italia come sigla di un cele­bre ani­me, anche se non è sta­to scrit­to apposi­ta­mente come colon­na di questo car­tone ani­ma­to.

Mi riferisco a “Plan­et O”, bra­no del 1979 can­ta­to da Daisy Daze and the Bum­ble Bees che venne scel­to come sigla di Lupin III, ani­me cult incen­tra­to sul per­son­ag­gio di Arse­nio Lupin III, trat­to dall’omonimo man­ga ideato nel 1967 da Mon­key Punch (nome d’arte di Kazuhiko Katō) a sua vol­ta ispi­ra­to al per­son­ag­gio di Arsène Lupin ideato dal­lo scrit­tore francese Mau­rice Leblanc.

Pri­ma del­la sigla “L’incorreggibile Lupin” can­ta­ta da Enzo Draghi c’era sta­ta la famosa can­zone “Lupin”, il valz­er con la fis­ar­mon­i­ca per inten­der­ci, inter­pre­ta­ta da Irene Vioni e scelta come “open­ing theme” a dis­capi­to di quel­la pre­sen­ta­ta da I Cav­a­lieri del Re.

La pri­ma serie di Lupin III, quel­la in cui “arseni­co e vec­chi mer­let­ti” indos­sa la giac­ca verde, trasmes­sa in Italia a par­tire dal 1979, fu accom­pa­g­na­ta appun­to da Plan­et O, bra­no scrit­to ispi­ran­dosi al roman­zo sado­ma­so del 1954 “His­toire d’O” opera dall’autrice francese Dominique Aury sot­to lo pseudon­imo di Pauline Réage.

All’epoca la cen­sura ital­iana preferì con­cen­trar­si nel tagliare le scene più esplicite di Lupin III, un ani­me adat­to ad un pub­bli­co adul­to dato che sia il car­tone ani­ma­to che il man­ga sono pieni di immag­i­ni e sequen­ze abbas­tan­za spinte, sen­za però ren­der­si con­to che la sigla scelta per man­dar­lo in onda, total­mente scol­le­ga­ta dalle vicende dell’anime, era forse ancor più “scan­dalosa” dell’anime stes­so.

Plan­et O infat­ti rac­con­ta di alcu­ni pirati spaziali prove­ni­en­ti dal Piane­ta O e par­ti­co­lar­mente dedi­ti ed inter­es­sati a pratiche sado­ma­so.

Questi pirati han­no l’intenzione di portare via con loro una gio­vane ragazz­i­na la quale, pri­ma rilut­tante all’idea, si las­cia pian piano con­vin­cere a sod­dis­fare le “richi­este” degli alieni di O (dove la “O” starebbe per orgas­mo), tan­to che ver­so la fine la voce fem­minile si las­cia andare a gemi­ti di piacere e a un più che sod­dis­fat­to “Alleluia”.

Bisognerebbe a questo pun­to capire se si è trat­ta­to di una sem­plice svista di qualche respon­s­abile di pro­duzione causa­ta dal fat­to che in quegli anni non molti era­no avvezzi alla lin­gua inglese, oppure di un azzar­do bel­lo e buono di chi ha scel­to ques­ta sigla, forse illu­so che  nes­suno, in quel par­ti­co­lare frangente, se ne sarebbe accor­to.

Qui di segui­to vi ripor­to il testo del­la sigla di Lupin III in inglese e in ital­iano.

Plan­et O – Inglese

Plan­et O, plan­et O.
Plan­et O, plan­et O.

We are pirates from the plan­et O.
We’ll enslave you. We will break your soul.
We will chain you, make you fall and bow.
We’ll defile, sat­is­fy you.

Please don’t touch me. Don’t come near me.
We will rock you. We will shock you.
Please don’t touch me. Don’t come near me.
Please don’t touch me. Don’t you hear me?
I’m a lady, just a baby.
What’s a lady? What’s a baby?
Call me lazy. Call me crazy.
I don’t want to Tor­na a plan­et O…

No, no, no, no, don’t touch me.
No, no, no, don’t come near me.
We’ll sur­prise, scan­dal­ize you.
We’ll sur­prise, van­dal­ize you.
Mer­cy, mer­cy. Help me, help me.
Call my Mom­ma, call the USO*.

Plan­et O, plan­et O.
Plan­et O, plan­et O.

We will break you, des­e­crate your soul.
We will shake you, over­take you.
Please don’t touch me, touch me, touch me.
Don’t come near me, near me, near me.

Hyp­no­tize you. Neu­tral­ize you.
Crazed it made me, ser­e­nade me.
Wake me, take me… to the plan­et O…

We are pirates from the plan­et O.
We have come to cap­ture you.
Please come peace­ful­ly.

We will tie you, sac­ri­fice you.
Tie me, tie me. Hal­lelu­ja.
Catch me. Take me… to the plan­et O…

Plan­et O – ital­iano

Piane­ta O, piane­ta O.
Piane­ta O, piane­ta O.

Siamo pirati del piane­ta O.
Fare­mo di te una schi­a­va. Vio­l­ere­mo la tua ani­ma.
Ti incatener­e­mo, ti fare­mo cadere e inchinare.
Ti cor­romper­e­mo (o Ti vio­len­ter­e­mo), ti sod­dis­fer­e­mo.

Per favore non toc­car­mi. Non avvic­i­nar­ti.
Ti fare­mo tremare. Ti scon­vol­ger­e­mo.
Per favore non toc­car­mi. Non avvic­i­nar­ti.
Per favore non toc­car­mi. Non mi sen­ti?
Sono una sig­no­ra, appe­na una bam­bi­na.
Che cos’è una sig­no­ra? Che cos’è una bam­bi­na?
Chia­ma­mi pigra. Chia­ma­mi paz­za.
Non voglio andare sul piane­ta O…

No, no, no, no, non toc­car­mi.
No, no, no, non avvic­i­nar­ti.
Ti sor­pren­der­e­mo, ti scan­dal­izzer­e­mo.
Ti sor­pren­der­e­mo, ti dis­trug­ger­e­mo.
Pietà, pietà. Aiu­to, aiu­tate­mi.
Chia­mate mia madre, chia­mate l’USO*.

Piane­ta O, piane­ta O.
Piane­ta O, piane­ta O.

Ti dis­trug­ger­e­mo, pro­faner­e­mo la tua ani­ma.
Ti scuoter­e­mo, ti coglier­e­mo di sor­pre­sa.
Per favore non toc­car­mi , toc­ca­mi, toc­ca­mi.
Non avvic­i­nar­ti, vici­no a me, vici­no a me.

Ti ipno­tizzer­e­mo. Ti neu­tral­izzer­e­mo.
Mi ha fat­to impazz­ire, mi ha can­ta­to una ser­e­na­ta.
Sveg­lia­mi, por­ta­mi… al piane­ta O…

Siamo pirati del piane­ta O.
Siamo venu­ti a cat­turar­ti.
Per favore, vieni paci­fi­ca­mente.

Ti legher­e­mo, ti sac­ri­ficher­e­mo.
Lega­mi, lega­mi. Alleluia.
Prendi­mi. Por­ta­mi… al piane­ta O…

https://www.justnerd.it/2018/08/07/planet-o-la-scandalosa-sigla-di-lupin-iii/

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È morto Monkey Punch, il papà di Lupin III

Il dis­eg­na­tore giap­ponese esor­dì nel mon­do del fumet­to nel 1965. Due anni dopo ideò il per­son­ag­gio che lo ha reso cele­bre in tut­to il mon­do

È morto Monkey Punch, il papà di Lupin III È mor­to a 81 anni di pol­monite Mon­key Punch (vero nome Kazuhiko Kato) il cre­atore di Lupin III, il ladro gen­tilu­o­mo ispi­ra­to all’Arsènio Lupin di Mau­rice Leblanc. Punch, che pri­ma di diventare un dis­eg­na­tore di suc­ces­so era imp­ie­ga­to come radi­ol­o­go pres­so l’ospedale Kushi­ro Red Cross, esor­dì nel mon­do del fumet­to nel 1965, per poi ideare, due anni dopo, la serie Lupin III sulle pagine del­la riv­ista Man­ga Action del­la casa editrice Futabasha. La serie e i suoi per­son­ag­gi rag­giun­sero la popo­lar­ità nel 1971, gra­zie all’adattamento ani­ma­to.

Da allo­ra, Lupin III è sta­to pro­tag­o­nista di cinque serie, l’ultima delle quali anda­ta in onda nell’autunno del 2018,  e di 10 film ani­mati, oltre che di numerosi spe­cial tele­vi­sivi. Mon­key Punch ne ha real­iz­za­to le avven­ture a fumet­ti fino al 1985, per poi las­cia­re i man­ga suc­ces­sivi ad altri autori.

Mon­key Punch vive­va a Tokyo, si è anche iscrit­to all’università dove si è lau­re­ato in scien­ze del­la comu­ni­cazione ed è sta­to docente di lin­guag­gio del fumet­to all’università.

Nel 2001, gra­zie al rap­por­to di lavoro con i Kap­pa boys, respon­s­abili delle riedi­zioni di Lupin, era sta­to ospite al Romics (la fiera del fumet­to tenu­tasi a Roma) dove ave­va incon­tra­to molti fan e rice­vu­to il Romics D’Oro.

https://www.repubblica.it/spettacoli/2019/04/16/news/e_morto_monkey_punch_il_papa_di_lupin_iii-224223773/

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Il Papato terminerà a 700 anni dalla mia morte!” Le 4 profezie di Jacques de Molay, l’ultimo Templare

https://proeliumlucis.files.wordpress.com/2017/11/wp-1511945392169.jpg

​Jacques de Molay è con­sid­er­a­to, almeno sec­on­do la sto­ria uffi­ciale, l’Ultimo grande Mae­stro (o capo, come si direbbe oggi impro­pri­a­mente) dell’Ordine Mist­i­co-Eso­teri­co dei Tem­plari, o “Com­bat­ten­ti poveri di Cristo”.

Quest’ordine, che é rimas­to in gran parte nel mis­tero e nel­la leggen­da, finì per essere inquisi­to e perse­gui­tato dal­la chiesa Romana.

I suoi Mil­i­ti e Cav­a­lieri furono tut­ti (o qua­si) arresta­ti e tor­tu­rati, costret­ti ad ammet­tere colpe per lo più mai commesse con le pesan­ti accuse di ere­sia e blas­femia.

De Molay non fu cer­to risparmi­a­to, anzi venne con­dot­to a morte per rogo.


E così, allorché prese ad ali­men­ta­r­si sot­to i suoi pie­di, Jacques ebbe il tem­po di lan­cia­re 4 pro­fezie:
La pri­ma: riv­ol­gen­dosi a Papa Clemente V disse “Tu mori­rai entro 40 giorni”.

La sec­on­da: riv­ol­gen­dosi ver­so il Re Fil­ip­po IV di Fran­cia det­to il Bel­lo disse: “Tu mori­rai entro la fine del 1314″.

La terza: riv­ol­gen­dosi ver­so la Monar­chia Francese disse “La casa reale Francese cadrà defin­i­ti­va­mente entro la 13^ gen­er­azione da Fil­ip­po IV”.

La quar­ta: riv­ol­gen­dosi alla Chiesa Romana disse “Il Pap­a­to ter­min­erà entro 700 anni dal­la mia morte”.
Parole rab­biose di un dis­per­a­to in pun­to di morte, si pen­sò allo­ra…
Sem­brò dunque “un caso for­tu­ito” che il 20 Aprile del 1314,  ben 33 giorni dopo l’esecuzione del Cav­a­liere, il Papa Clemente V, 195° Papa, vit­ti­ma prob­a­bil­mente di un tumore intesti­nale ful­mi­nante, si spense nel paese di Roque­mau­re nel Gard (…”Tu mori­rai entro 40 giorni”…)
Fil­ip­po IV di Fran­cia Basil­i­ca di Saint-Denis forse non ci si ricordò nem­meno di lui (sem­pre Jacques de Molay) quan­do il 29 Novem­bre 1314 Fil­ip­po il Bel­lo, Re di Fran­cia dal 1285, si spense defin­i­ti­va­mente dopo essere sta­to col­pi­to prob­a­bil­mente da un ictus cel­e­brale durante una bat­tuta di cac­cia: cadu­to da cav­al­lo non ave­va ripreso più conoscen­za. (…”Tu mori­rai entro la fine del 1314″…)

 

Ma non finisce quì. Alcu­ni sec­oli dopo gli stori­ci France­si si accorsero in segui­to che Lui­gi XVI°, ulti­mo Re di Fran­cia, mor­to a Pari­gi il 21 Gen­naio 1793 per ghigliot­ti­na, era pro­prio il… 13° dis­cen­dente di Fil­ip­po IV!!! (Come annun­ci­a­to da Jacques de Molay in pun­to di morte: …”La casa reale Francese cadrà defin­i­ti­va­mente entro la 13^ gen­er­azione da Fil­ip­po IV”…)
Dunque, come det­to, Jacques de Molay fu gius­tizia­to il giorno 18 Mar­zo 1314. E in questi giorni il suo ulti­mo anatema riecheg­gia nell’aria: …”Il Pap­a­to ter­min­erà entro 700 anni dal­la mia morte”…
Ora, questi set­te­cen­to anni sono esat­ta­mente scadu­ti nel 2014, eppure si può riflet­tere su due cose. La tradizione ci for­nisce esat­ta­mente la frase come la pro­nun­ciò il Gran Mae­stro tem­plare, sen­za pos­si­bil­ità di inter­pre­tazione. Ne dedu­ci­amo che ENTRO 700 ANNI ha un sig­ni­fi­ca­to ben diver­so da ‘durante’ o ‘dopo’… Ques­ta isti­tuzione vat­i­cana dunque dovrebbe essere mor­ta pri­ma di ques­ta data (1° ipote­si) oppure il Papa elet­to nel 2013, Francesco, non è con­sid­er­a­to Papa né per­son­ifi­cazione del­la chiesa Romana (2° ipote­si)…

Come stan­no le cose real­mente?

Sec­on­do altre pro­fezie il Vat­i­cano sarebbe sta­to dis­trut­to nell’era dei due papi (papa elet­to e papa emer­i­to, ovvero Bergoglio e Ratzinger) men­tre non sono pochi quel­li che lo con­sid­er­a­no un ‘antipa­pa’ per il fat­to di essere venu­to dall’ordine dei Gesuiti, poten­tis­si­mo e sec­on­do molti “col­lu­so” coi poteri for­ti…

Come andrà a finire non lo so, intan­to stare­mo a vedere se, come e quan­do, l’ultima pro­fezia di Molay si ver­i­ficherà.

Daniele

https://proeliumlucis.wordpress.com/2017/11/29/il-papato-terminera-a-700-anni-dalla-mia-morte-le-4-profezie-di-jacques-de-molay-lultimo-templare/amp/?fbclid=IwAR3UDtCcG0uGi7cSvyM0b9D5eE8WQzl_mNV_hOswPuytHJrVkz-J-kwHSFo

Gervaso71

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Non ho soldi per mangiare”: disoccupato di 54 anni si suicida col gas di scarico

17/04/2019 19:34

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Un uomo di 54 anni di Pado­va, dis­oc­cu­pa­to, si è tolto la vita in una caset­ta per gli attrezzi del­la sua casa, ina­lan­do gas di scari­co con un tubo e sof­fo­can­dosi con una bus­ta di plas­ti­ca avvol­ta attorno al capo.

Ha las­ci­a­to uno scrit­to moti­van­do il gesto a motivi eco­nomi­ci. Sul pos­to la Polizia sci­en­tifi­ca e i vig­ili del fuo­co. Il pm ha dis­pos­to la resti­tuzione del­la salma ai famil­iari.
Si trat­ta del sec­on­do sui­cidio nel giro di due giorni a Pado­va. Ieri la notizia del­la morte di Emanuele Vez­zù, impren­di­tore di 57 anni trova­to impic­ca­to nel­la sua azien­da. L’imprenditore si è tolto la vita nel­la sua dit­ta di Per­a­ga di Vigon­za, la Ital Ser­vice, azien­da spe­cial­iz­za­ta nel com­mer­cio di ricam­bi di cuci­na ed elet­trodomes­ti­ci. L’uomo è sta­to trova­to mor­to dal­la moglie e da un operaio.

https://www.youtvrs.it/non-ho-soldi-per-mangiare-disoccupato-di-54-anni-si-suicida-col-gas-di-scarico/
Giordani71
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«Così muore un imprenditore solo contro la crisi»: la lettera di Riccardo Morpurgo prima del suicidio

Mart­edì 16 Aprile 2019

Nel pri­mo pomerig­gio di ven­erdì il cor­po sen­za vita dell’ingegnere Ric­car­do Mor­pur­go, impren­di­tore edile di 64 anni, è sta­to trova­to in un caso­lare, adi­a­cente a un capan­none del­la sua impre­sa, in local­ità Moli­no Maraz­zana di Seni­gal­lia. Mor­pur­go ave­va scrit­to una let­tera che la famiglia ci ha affida­to affinchè venisse resa pub­bli­ca, come da sua stes­sa richi­es­ta. La figlia l’ha let­ta ieri pomerig­gio al ter­mine del funerale che si è svolto pres­so il cimitero ebraico. Una lun­ga mis­si­va in cui l’imprenditore edile rac­con­ta il dram­ma di esser­si trova­to solo a fron­teggia­re la crisi che ha tra­volto il set­tore edile. Parole che con­tengono il dolore e l’impotenza di fronte a un sis­tema che non l’ha aiu­ta­to come invece ci si sarebbe augu­ra­to. La let­tera è sta­ta dif­fusa solo ad ese­quie avvenute.

LA LETTERA
Una crudele, sfinente ed umiliante alter­nan­za tra illu­sione e repenti­na dis­il­lu­sione, tra fiduciosa, e final­mente lumi­nosa, sper­an­za ed imme­di­a­ta cocente delu­sione, e così per anni, in atte­sa di una pos­i­tiv­ità alla quale non cre­do più. Ed allo­ra queste bre­vi parole per gius­ti­fi­care un pas­sag­gio ter­reno che non può ridur­si ad una supina ed inerme accettazione degli even­ti: lo deb­bo ai miei figli ed a mia moglie che mi han­no sem­pre grat­i­fi­ca­to di una cieca fidu­cia e che cer­to non approver­an­no, lo deb­bo ai miei col­lab­o­ra­tori, tut­ti ragazzi eccezion­ali che cer­ta­mente han­no pieno dirit­to ad un futuro meno funereo di quel­lo che invece si vuole loro prospettare, lo deb­bo ai miei tan­ti ami­ci cari che molto pati­ran­no, lo deb­bo a me stes­so che del­la onestà, dell’etica, pro­fes­sion­ale e non, del­la lib­ertà e gius­tizia sociale ho fat­to un cre­do incrol­la­bile.
Ulti­mo aggior­na­men­to: 11:14

 

https://www.ilmessaggero.it/italia/imprenditore_suicida_lettera_roberto_morpurgo-4433553.html

Blaserna71

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Serena Mollicone, chiusa l’inchiesta: «Fu uccisa in caserma», 5 indagati tra cui 3 carabinieri

Mer­coledì 17 Aprile 2019 di Vin­cen­zo Cara­madre

Serena Mollicone fu uccisa in caserma: svolta nel delitto di Arce Chiuse l’inchiesta sull’omi­cidio di Ser­e­na Mol­li­cone. La Procu­ra del­la Repub­bli­ca di Cassi­no ha noti­fi­ca­to nel­la mat­ti­na­ta di oggi il rit­uale avvi­so di con­clu­sione delle indagi­ni pre­lim­i­nari ai 5 inda­gati che, a vario tito­lo, sono entrati nelle indagi­ni sull’omicidio del­la stu­dentes­sa. La stu­dentes­sa il pri­mo giug­no 2001 fu col­pi­ta all’interno di un allog­gio del­la caser­ma dei dei Cara­binieri di Arce, dopo un alter­co con la alcu­ni com­po­nen­ti del­la famiglia Mot­to­la è ques­ta la ricostruzione del­la Procu­ra e dei cara­binieri diret­ti dal Colon­nel­lo Fabio Cagnaz­zo.

Rischi­ano così il proces­so il mares­cial­lo dei cara­binieri Fran­co Mot­to­la, la moglie Anna­maria e il figlio Mar­co, accusati di omi­cidio aggra­va­to, il sottuf­fi­ciale dell’Arma Vin­cen­zo Qua­trale, inda­ga­to per con­cor­so in omi­cidio, e il cara­biniere Francesco Supra­no che deve rispon­dere di favoreg­gia­men­to. Sec­on­do un’informativa dei cara­binieri del coman­do provin­ciale di Frosi­none, redat­ta sul­la scor­ta di accer­ta­men­ti del Ris e acquisi­ta già nel feb­braio scor­so dal­la Procu­ra di Cassi­no, Ser­e­na fu uccisa, pre­sum­i­bil­mente dopo un liti­gio, negli allog­gi del­la caser­ma dei cara­binieri di Arce. A colpir­la sarebbe sta­to il figlio di Mot­to­la, Mar­co. La ricostruzione del delit­to trat­teggia­ta dal­la per­izia medico-legale indicò una com­pat­i­bil­ità tra lo sfon­da­men­to del­la por­ta dell’alloggio del­la caser­ma dei cara­binieri di Arce e la frat­tura cran­i­ca ripor­ta­ta dal­la stu­dentes­sa. Forse Ser­e­na, con­clusero i per­i­ti, fu spin­ta durante una lite sbat­ten­do la tes­ta.

https://www.ilmessaggero.it/frosinone/giallo_di_arce_chiuse_le_indagini_serena_uccisa_caserma-4436059.html?fbclid=IwAR2E1sCCfRZQ4eM-H9FcJDS0B_bOYXd5_3Ib5hF1seSN8SwQNDGO37Xwu7E

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Appalti truccati in Calabria, nuova grana per il Pd. Il presidente della Regione Oliverio indagato per corruzione insieme a due colleghi di partito

https://themeticulous.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2019/04/Screenshot_20190417_174114.jpeg

di Nico­la Scud­erilanotiziagiornale.it

Anco­ra non si è pla­ca­ta la feri­ta causa­ta dal­lo scan­da­lo San­ità in Umbria che il Pd deve già affrontare un nuo­vo prob­le­ma.  Pro­prio ieri sera, la Procu­ra di Catan­zaro ha chiu­so l’inchiesta rel­a­ti­va a tre appalti sospet­ti che ha coin­volto il Gov­er­na­tore dem del­la Cal­abria Mario Oliv­e­rio, la dep­u­ta­ta del Pd Enza Bruno Bossio e il mar­i­to, l’ex con­sigliere regionale dei demo­c­ra­ti­ci Nico­la Adamo. A tut­ti loro i mag­is­trati con­tes­tano il reato di cor­ruzione per un atto con­trario ai doveri d’ufficio aggra­va­ta dal­la final­ità di stip­u­la di con­trat­ti e cor­ruzione di per­sona incar­i­ca­ta di un pub­bli­co servizio.

Nel­lo stes­so pro­ced­i­men­to sono inda­gati con l’accusa di cor­ruzione anche l’imprenditore Gior­gio Bar­bi­eri e il fida­to diret­tore dei lavori Francesco Tuc­ci. Gli appalti fini­ti nell’occhio del ciclone sono quel­li per l’impianto di risali­ta di Lor­i­ca nel­la Sila cosenti­na, per la costruzione dell’aviosuperficie di Scalea a Cosen­za e, nel­la stes­sa cit­tà, quel­lo per la real­iz­zazione di piaz­za Bilot­ti. Pro­prio quest’ultimo caso è però quel­lo che ha causato i mag­giori grat­ta­capi agli inda­gati.

Sec­on­do la Procu­ra, infat­ti, l’impresa che si occu­pa­va dei lavori avrebbe dovu­to bloc­care le pro­prie attiv­ità in modo da penal­iz­zare il sin­da­co Mario Occhi­u­to, in quo­ta cen­trode­stra. Un boicot­tag­gio, sec­on­do la tesi del­la Procu­ra di Catan­zaro, che sarebbe sta­to com­mis­sion­a­to a Bar­bi­eri in cam­bio di un finanzi­a­men­to extra, per oltre quat­tro mil­ioni di euro, gra­zie al quale com­pletare i lavori delle piste da sci di Lor­i­ca.

Appalti truc­cati in Cal­abria, nuo­va grana per il Pd. Il pres­i­dente del­la Regione Oliv­e­rio inda­ga­to per cor­ruzione insieme a due col­leghi di par­ti­to

Dalema71

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Bomba ecologica nel Nord Est: la mappa dei rifiuti radioattivi in Lombardia e Veneto

di Mile­na Gabanel­li e Pietro Gor­lani – cor­ri­eretv

Nel cuore pro­dut­ti­vo del Paese c’è un ris­chio radioat­ti­vo poco noto e min­i­miz­za­to. In Lom­bar­dia, soprat­tut­to nel Bres­ciano, e in misura minore in Vene­to, sono state fuse in fonderie e acciaierie fonti di Cesio 137, di Radio 226 e di Cobal­to 60, arrivate qua­si sem­pre dall’Est Europa. Era­no nascoste in involu­cri di piom­bo infi­lati den­tro i camion di rot­ta­mi, in modo da sfug­gire ai con­trol­li. Una vol­ta fini­ti nei forni han­no con­t­a­m­i­na­to gli impianti di abbat­ti­men­to fumi, le polveri, i lin­got­ti di acciaio e di allu­minio. L’apice degli inci­den­ti negli anni Novan­ta. Ma suc­cede anche oggi. L’ultimo allarme l’agosto scor­so alle acciaierie Iro di Odolo, in Valsab­bia.

Bom­ba eco­log­i­ca nel Nord Est: la map­pa dei rifiu­ti radioat­tivi in Lom­bar­dia e Vene­to

Chirac71

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L’ultima di Renzi: c’è una querela pronta per tutti

DA PIERO PELÙ a Mar­co Travaglio, pas­san­do per lo chef Vis­sani, la gior­nal­ista Costan­za Mar­i­ano, e lo stes­so Fat­to Quo­tid­i­ano: Mat­teo Ren­zi ha una querela per cias­cuno. Lo annun­cia egli stes­so ieri, nel­la sua enews : par­la di dieci atti for­mal­mente pre­dis­posti con­tro i sogget­ti soprac­i­tati, a cui si aggiun­gono la gior­nal­ista D’Eusanio, per aver­lo insul­ta­to in Tv; il min­istro Trenta e la sen­a­trice Lupo, per le dichiarazioni sull’aereo di Sta­to; Il Cor­riere di Caser­ta per un edi­to­ri­ale anco­ra sull’aereo di Sta­to e Panora­ma, sul­la vicen­da Pai­ta – allu­vione di Gen­o­va.

L’ex pre­mier con­clude la lista con “chi l’ha accusato di essere un ladro per la vicen­da delle banche”. “Ave­vo promes­so di iniziare a chiedere i dan­ni per le infamie che ho rice­vu­to in questi anni. E vi ave­vo garan­ti­to che vi avrei tenu­ti infor­mati”, aggiunge Mat­teo Ren­zi. I sogget­ti chia­mati in causa rispon­dono all’annuncio: “Che dirle, a volte ritor­nano. Se è nos­tal­gi­co del suo aereo mi dispi­ace…” rib­at­te il min­istro del­la Dife­sa Elis­a­bet­ta Trenta, e a lei si aggiunge Vis­sani: “Mi dispi­ace che Ren­zi abbia capi­to male. Era un modo di dire”.

da il Fat­to Quo­tid­i­ano 18 aprile 2019

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L’ultima di Ren­zi: c’è una querela pronta per tut­ti

Dalema71

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I Talebani affermano di aver abbattuto un bombardiere USA nel sud dell’Afghanistan

I Talebani affermano di aver abbattuto un bombardiere USA nel sud dell'Afghanistan

His­panTv
I Tale­bani annun­ciano l’abbattimento di un bom­bardiere strate­gi­co statu­nitense nel dis­tret­to di Washir, nel­la provin­cia di Hel­mand, che si tro­va nel sud dell’Afghanistan.

 

Il por­tav­oce del grup­po arma­to, Qari Yousef Ahma­di, ha con­fer­ma­to attra­ver­so il suo account Twit­ter che un bom­bardiere B-52 degli Sta­ti Uni­ti è sta­to attac­ca­to da mem­bri del­la ban­da nel­la parte occi­den­tale del­la provin­cia, men­tre decolla­va dal­la base aerea Shawrab.

 

Il bom­bardiere è pre­cip­i­ta­to dopo essere anda­to a fuo­co a segui­to dell’impatto ed è rimas­to ucciso il suo intero equipag­gio”, ha det­to tale­bani.

 

Né il gov­er­no afghano né la mis­sione dell’Organizzazione del Trat­ta­to del Nord Atlanti­co (NATO) han­no com­men­ta­to.

 

L’attacco è sta­to seg­nala­to due giorni dopo che tre sol­dati statu­niten­si e un impren­di­tore han­no per­so la vita quan­do un dis­pos­i­ti­vo improvvisato è esploso nei pres­si del­la base aerea di Bagram in Afghanistan ori­en­tale.

 

L’attacco, riven­di­ca­to dai tale­bani, por­ta a sette il numero dei sol­dati statu­niten­si uccisi dall’inizio dell’anno nel paese asi­ati­co.

 

La NATO affer­ma la sua mis­sione in Afghanistan si pro­pone di for­mare, assis­tere e con­sigliare le forze di sicurez­za del paese nel­la sua lot­ta con­tro i tale­bani e altri grup­pi estrem­isti.

Tut­tavia, oltre 17 anni dopo l’invasione dell’Alleanza in Afghanistan, i tale­bani si sono con­sol­i­dati, cre­an­do una mag­giore insi­curez­za nel paese.

Notizia del:
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-i_talebani_affermano_di_aver_abbattuto_un_bombardiere_usa_nel_sud_dellafghanistan/82_27932/
Kissinger71
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