James Berry 1924–2017

James Berry. (pho­to © Sal Idriss)

It’s with great sad­ness that we report the death, in Lon­don, of  James Berry OBE, aged 92. Born in Jamaica in 1924, James was one of the first win­ners of the Nation­al Poet­ry Com­pe­ti­tion, win­ning with the poem ‘Fan­ta­sy of an African Boy’, in 1981. He had been suf­fer­ing with Alzheimer’s Dis­ease for some years, and died in his nurs­ing home on Tues­day 20 June.

James Berry was a pio­neer­ing writer, edu­ca­tor, edi­tor and activist – a won­der­ful poet whose writ­ing for both adults and chil­dren was char­ac­terised by com­pas­sion, humour and an acute eye for the polit­i­cal and social fac­tors that shaped his life, and the lives of oth­ers. At 92, he was one of the last sur­viv­ing lit­er­ary voic­es of the ear­ly Win­drush Gen­er­a­tion.” – Han­nah Lowe

James pro­duced sev­en col­lec­tions of poet­ry, includ­ing Frac­tured Cir­cles (1979) and Lucy’s Let­ters and Lov­ing (1982) from New Bea­con Books, Chain of Days (Oxford Uni­ver­si­ty Press, 1985), and Hot Earth Cold Earth (1995), Win­drush Songs (2007) and A Sto­ry I Am In: Select­ed Poems (2011) from Blood­axe; and two impor­tant antholo­gies of Caribbean poet­ry, Blue­foot Trav­eller (1976) and News for Baby­lon (Chatto,1984). He also pub­lished sev­er­al books of poet­ry and short sto­ries for chil­dren (from Hamish Hamil­ton, Macmil­lan, Puf­fin and Walk­er Books), and won many lit­er­ary prizes, includ­ing the Smar­ties Prize (1987), the Sig­nal Poet­ry Award (1989) and a Chol­monde­ley Award (1991). He was award­ed the OBE in 1990.

Direc­tor of The Poet­ry Soci­ety, Judith Palmer said:

British poet­ry has so much to thank James Berry for. He helped throw wide the doors and make poet­ry a more open and wel­com­ing place.”

James Berry 1924–2017

Kissinger71

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È morto il chitarrista Bob Kulick, “quinto” membro dei Kiss

È morto il chitarrista Bob Kulick, "quinto" membro dei Kiss

Era fratel­lo del chi­tar­rista solista del­la band Bruce Kulick che ne ha dato l’annuncio. Ave­va 70 anni

Il chi­tar­rista statu­nitense Bob Kulick, conosci­u­to soprat­tut­to per aver col­lab­o­ra­to con i Kiss, con­sid­er­a­to il “quin­to” mem­bro del­la band newyorch­ese, lavo­ran­do soprat­tut­to in stu­dio, è mor­to all’età di 70 anni. Era il fratel­lo mag­giore di Bruce Kulick, che è sta­to chi­tar­rista solista dei Kiss dal 1984 al 1996. E pro­prio il fratel­lo minore Bruce ha dato la notizia del­la scom­parsa sui social: “Ho il cuore spez­za­to di dover con­di­videre la notizia del­la scom­parsa di mio fratel­lo Bob Kulick. Il suo amore per la musi­ca e il suo tal­en­to di musicista e pro­dut­tore dovreb­bero sem­pre essere cel­e­brati. So che ora è in pace, accan­to ai nos­tri gen­i­tori, e me lo vedo lassù che suona la sua chi­tar­ra più forte che mai”. Anche la band dei Kiss sui social ha espres­so le con­doglianze per la scom­parsa del rock­er: “Abbi­amo il cuore spez­za­to. Le nos­tre più sen­tite con­doglianze alla famiglia Kulick in questo momen­to dif­fi­cile”.

Bruce Kulick

@brucekulick

I am heart­bro­ken to have to share the news of the pass­ing of my broth­er Bob Kulick. His love of music, and his tal­ent as a musi­cian and pro­duc­er should always be cel­e­brat­ed. Please respect the Kulick Family’s pri­va­cy dur­ing this sad time. RIP

2.604 uten­ti ne stan­no par­lan­do

 

Mem­bro d’onore del­la KISS fam­i­ly, non solo in quan­to fratel­lo mag­giore di Bruce (che lui stes­so ave­va “rac­co­manda­to” ai Kiss come sos­ti­tu­to di Mark St John nel 1984), ma anche come col­lab­o­ra­tore stret­to di Paul Stan­ley, Bob è sta­to impeg­na­to “in incog­ni­to” con il quar­tet­to newyorch­ese del Bacio spe­cial­mente in stu­dio, per fare le veci di Ace Frehley allo­ra trop­po dis­trat­to dal­la fama, su alcu­ni dis­chi a cav­al­lo tra fine anni ’70 e pri­mi ’80 (di sicuro sug­li inedi­ti di “Alive II” e “Killers”, e sug­li album “Unmasked” e “Crea­tures Of The Night”).


All’infuori dei Kiss, Bob Kulick ha suona­to la chi­tar­ra in alcu­ni dis­chi di Meat Loaf e con i W.A.S.P. negli album The Crim­son Idol e Still Not Black Enough, sen­za però mai esi­bir­si in pub­bli­co con il grup­po. Bob suonò poi la chi­tar­ra per il dis­co omon­i­mo Michael Bolton (1983) del musicista Michael Bolton e per Lou Reed in Coney Island Baby (1976). Nato a New York il 16 gen­naio 1950, Bob Kulick esor­dì nei pri­mi anni Set­tan­ta come chi­tar­rista con la band Hook­foot. Nel 1973 tenne un’audizione per entrare nei Kiss come chi­tar­rista solista ma gli fu prefer­i­to Ace Frehley. Ciononos­tante i Kiss decis­ero di tenere da con­to Bob imp­ie­gan­do­lo nel caso in cui Frehley non fos­se sta­to nelle con­dizioni di lavo­rare. Con i Kiss Bob ha suona­to in alcune trac­ce degli album Alive II (1978), Killers (1982) e Crea­tures of the Night (1982). Bob Kulick ha inoltre col­lab­o­ra­to con il front­man dei Kiss Paul Stan­ley per il suo album solista Paul Stan­ley (1978), sia nel suo tour del 1989, sem­pre da solista. Bob Kulick negli anni Ottan­ta for­mò il grup­po Bal­ance con Pep­py Cas­tro e Doug Kat­saros.

https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2020/05/30/news/e_morto_il_chitarrista_bob_kulick_quinto_membro_dei_kiss-257985016/

Barrella71
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Kiss: Bruce Kulick accusato dal fratello, “È vergognoso, mi ha pugnalato alle spalle”

Di Simone Volponi10 Novem­bre 2019 — 0:14
Kiss: Bruce Kulick accusato dal fratello, “È vergognoso, mi ha pugnalato alle spalle”

Il leggen­dario chi­tar­rista e pro­dut­tore discografi­co Bob Kulick ha reso pub­bli­ca la dis­pu­ta con suo fratel­lo, l’ex chi­tar­rista dei Kiss Bruce Kulick. Ven­erdì, Bob ha pub­bli­ca­to un post sul­la sua pag­i­na Face­book e su Insta­gram accu­san­do il fratel­lo di “vio­lazione del copy­right” per la ven­di­ta di arti­coli del­la seria “Kulick Broth­ers“, inclusa una foto fir­ma­ta. Sec­on­do Bob gli arti­coli saran­no resi disponi­bili tramite la Kiss Army Mer­chan­dise solo con il per­me­s­so di Bruce.
NON ho dato il per­me­s­so per questo e non sono sta­to paga­to per mer­ce VENDUTA con il mio nome e foto con la mia fir­ma. Questo si chia­ma INFRAZIONE DI COPYRIGHT e, in tut­to questo, è un’indicazione per tut­ti voi su come ho rice­vu­to una pug­nala­ta alle spalle da parte di mio fratel­lo Bruce! È ver­gog­noso, una situ­azione che ver­rà risol­ta in tem­po!

Bob ha con­tin­u­a­to dicen­do che Bruce “ha un ordine restrit­ti­vo” con­tro di lui, ma non ha for­ni­to ulte­ri­ori det­tagli sulle cir­costanze che han­no por­ta­to all’emissione dell’ordine.

https://www.truemetal.it/heavy-metal-news/kiss-bruce-kulick-accusato-dal-fratello-e-vergognoso-mi-ha-pugnalato-alle-spalle-456748

Barrella71

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Bobby Morrow

Bobby Morrow Fu il pri­mo ad eguagliare le leggen­da Jesse Owens. Bob­by Joe Mor­row, mor­to a 84 anni nel­la sua casa di San Ben­i­to, in Texas, alle Olimpia­di di Mel­bourne del 1956 con­quistò la medaglia d’oro nei 100, 200 e 4x100 metri, impre­sa fino ad allo­ra rius­cità solo al leggen­dario velocista ai Giochi del 1936 a Berli­no. Mor­row fu nom­i­na­to sporti­vo dell’anno dal­la riv­ista Sports Illus­trat­ed per il 1956, davan­ti al gio­ca­tore di base­ball Mick­ey Man­tle e al pugile Floyd Pat­ter­son. Si ritirò dall’atletica leg­gera nel 1958, pri­ma di fare un breve ritorno nel 1960 per tentare invano di qual­i­fi­car­si per le Olimpia­di di Roma. Nell’ottobre 2006 gli fu ded­i­ca­to il Bob­by Mor­row Sta­di­um a San Ben­i­to, con 11.000 posti.

http://www.totomorti.com/tmnews-bobby-morrow.htm

Previti71
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Atletica, è morto Morrow: fu il primo a eguagliare la leggenda Owens

Atletica, è morto Morrow: fu il primo a eguagliare la leggenda Owens

Una delle vit­to­rie di Mor­row a Mel­bourne 

Vinse nel 1956 all’Olimpiade di Mel­bourne l’oro nei 100, 200 e 4x100. Dopo di lui ci sono rius­ci­ti solo Carl Lewis (che come la leggen­da di Berli­no ’36 si impose anche nel lun­go) e Usain Bolt

ROMA - Fu il pri­mo ad eguagliare le leggen­da Jesse Owens. Bob­by Joe Mor­row,  mor­to a 84 anni nel­la sua casa di San Ben­i­to, in Texas, alle Olimpia­di di Mel­bourne del 1956 con­quistò la medaglia d’oro nei 100, 200 e 4x100 metri, impre­sa fino ad allo­ra rius­cità solo al leggen­dario velocista ai Giochi del 1936 a Berli­no.  Un exploit suc­ces­si­va­mente com­pi­u­to da un altro amer­i­cano, Carl Lewis (medaglia d’oro anche nel salto in lun­go, come Owens, a Los Ange­les nel 1984), e dal gia­maicano Usain Bolt.

Mor­row fu nom­i­na­to sporti­vo dell’anno dal­la riv­ista Sports Illus­trat­ed per il 1956, davan­ti al gio­ca­tore di base­ball Mick­ey Man­tle e al pugile Floyd Pat­ter­son. Si ritirò dall’atletica leg­gera nel 1958, pri­ma di fare un breve ritorno nel 1960 per tentare invano di qual­i­fi­car­si per le Olimpia­di di Roma. Nell’ottobre 2006 gli fu ded­i­ca­to il Bob­by Mor­row Sta­di­um a San Ben­i­to, con 11.000 posti.

https://www.repubblica.it/sport/vari/2020/05/31/news/atletica_morto_morrow-258072847/

Previti71

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Julius Schmidt, sculptor and UI professor emeritus, dies at 94

Col­leagues and for­mer stu­dents are remem­ber­ing Julius Schmidt as “the grand­fa­ther of cast iron sculp­ture,” “a mas­ter of resource­ful­ness and inge­nu­ity” and “a teacher of art and life.”

The sculp­tor and Uni­ver­si­ty of Iowa pro­fes­sor emer­i­tus died Tues­day at his home in Iowa City. He was 94.

In this 1987 pho­to, Julius Schmidt, pro­fes­sor of sculp­ture at the Uni­ver­si­ty of Iowa, pos­es with his then-stu­dent Luisa Cald­well in the foundry adja­cent to the old Art Build­ing on the Uni­ver­si­ty of Iowa cam­pus. The facil­i­ty was dam­aged in the flood of 2008 and was lat­er demol­ished. Schmidt died Tues­day at age 94.
Sub­mit­ted pho­to

Born in 1923 in Con­necti­cut, Schmidt served as a tail-gun­ner in World War II before earn­ing his B.F.A. and M.F.A. in Sculp­ture from the Cran­brook Acad­e­my of Art in Michi­gan.

He came to Iowa City in 1970 to lead UI’s sculp­ture pro­gram and stayed in that posi­tion until his retire­ment in 1993. Dur­ing that time, he guid­ed the pro­gram to nation­al promi­nence.

His art was “inspired by nature, the machine, tra­di­tion­al prac­tices and the dichoto­my between the nat­ur­al and the mechan­i­cal,” accord­ing to an obit­u­ary post­ed by the fam­i­ly.

Julius Schmidt, shown in this undat­ed pho­to, served from 1970 to 1993 as the direc­tor of the sculp­ture pro­gram for the Uni­ver­si­ty of Iowa School of Art and Art His­to­ry.
Sub­mit­ted pho­to

He set an amaz­ing exam­ple, on how to get things done,” said Luisa Cald­well, who stud­ied under Schmidt in the late 1980s. “He ran the grad­u­ate pro­gram on a shoe­string, as pour­ing hun­dreds to thou­sands of pounds of iron was an ambi­tious and expen­sive process.”

Cald­well said Schmidt stretched his program’s bud­get by send­ing stu­dents out to the rail­road tracks to col­lect lime­stone, which is used in the process of melt­ing iron. They also made  cupo­las — a cylin­dri­cal fur­nace for refin­ing met­als — from 55-gal­lon drums and vac­u­um clean­ers.

I real­ly respect that he was able to pass that sense of self-suf­fi­cien­cy on to his stu­dents, mak­ing it seem pos­si­ble for me as a young artist to move to New York City with prac­ti­cal­ly noth­ing,” she said.

Steve McGuire, inter­im direc­tor of the UI School of Art and Art His­to­ry, like­wise stud­ied under Schmidt as a grad­u­ate stu­dent.

I fond­ly remem­ber him arriv­ing many times before 5 a.m. to fire up the fur­nace to work with me to cast my work; hav­ing me work all night; review­ing my writ­ing in oth­er cours­es; help­ing me find a men­tor in the Col­lege of Engi­neer­ing; cri­tiquing my work once a week,” McGuire wrote in an email to his col­leagues.

Schmidt’s work appears in over 30 muse­ums col­lec­tions world­wide — includ­ing the Art Insti­tute of Chica­go, the Muse­um of Mod­ern Art, the Walk­er Art Cen­ter, the Whit­ney Muse­um of Amer­i­can Art, the Nel­son-Atkins Muse­um, the Hir­sh­horn Muse­um and Sculp­ture Gar­den, the Chase-Man­hat­tan Bank and the Nel­son Rock­e­feller Col­lec­tion.

You have this thing eat­ing at you,” he said of the cre­ative process in a 2007 Press-Cit­i­zen inter­view. “I’m gonna keep on mak­ing the stuff whether I sell it or not. … Art is my life.”

His fam­i­ly has sched­uled a cel­e­bra­tion of life cer­e­mo­ny for Aug. 11.

Reach Jeff Charis-Carl­son at jcharisc@press-citizen.com or 319–887-5435. Fol­low him on Twit­ter: @JeffCharis.

https://eu.press-citizen.com/story/news/2017/06/22/julius-schmidt-university-iowa-art-professor-emeritus-dies-94/419367001/
Bush71
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È morto don Roberto Zagnoli, storico collaboratore del cardinale Ersilio Tonini

È stato parroco a Fornace Zarattini, Sant’Alberto e al Torrione. Il cordoglio di diocesi e sindaco

Attachment (53)La curia di Raven­na piange don Rober­to Zag­no­li, sac­er­dote dioce­sano, mor­to ques­ta mat­ti­na (30 mag­gio) all’età di 82 anni. In tan­ti – si legge in una nota invi­a­ta alla stam­pa dal­la dio­ce­si – «lo ricor­dano per la sua capac­ità di stare accan­to alle per­sone, per il suo umoris­mo, per l’impegno pas­torale in par­roc­chia (e per vari incar­ichi dioce­sani negli uffi­ci pas­torali) e come assis­tente gen­erale dell’Azione Cat­toli­ca e diret­tore di Raveg­nana Radio. Ma è soprat­tut­to la sua infini­ta disponi­bil­ità a emerg­ere nel ricor­do di tan­ti ami­ci e par­roc­chi­ani che lo han­no conosci­u­to».

Nato nel 1937 a Raven­na, è sta­to ordi­na­to sac­er­dote il 24 aprile del ’65 da mon­sign­or Sal­va­tore Bal­das­sar­ri, di cui poi nel ’67 divenne seg­re­tario fino al ‘75. È sta­to cap­pel­lano a Sant’Agata e al Tor­rione, poi par­ro­co a For­nace Zarat­ti­ni (nel ’67) e Sant’Alberto e nel ’95 a San­ta Maria del Tor­rione. Tra l’82 e l’85 è sta­to anche assis­tente gen­erale dell’Azione Cat­toli­ca. Stori­co col­lab­o­ra­tore del Car­di­nal Ersilio Toni­ni, è sta­to anche cer­i­moniere dioce­sano, diret­tore dell’Ufficio Cul­tura e Comu­ni­cazioni Sociali del­la Dio­ce­si e, sem­pre a liv­el­lo dioce­sano, ha lavo­ra­to nell’attività litur­gi­ca e cat­e­chis­ti­ca per anni. È sta­to anche diret­tore di Raveg­nana Radio. Nel ’97 viene nom­i­na­to diret­tore del Museo mis­sion­ario-etno­logi­co Vat­i­cano e si trasferisce a Roma, pur tor­nan­do ogni fine set­ti­mana per prestare servizio nel­la par­roc­chia del Tor­rione. Nel 2010 tor­na in dio­ce­si e diven­ta ammin­is­tra­tore par­roc­chiale di Vil­lano­va e San Mar­co fino alla pen­sione. Era canon­i­co del­la Cat­te­drale e per alcu­ni anni ne è sta­to anche pen­iten­ziare, e com­menda­tore del­la Repub­bli­ca.

I funer­ali si svol­ger­an­no lunedì pri­mo giug­no alle 16 a San­ta Tere­sa e saran­no cel­e­brati dall’Arcivescovo di Raven­na-Cervia, mon­sign­or Loren­zo Ghiz­zoni.

Anche il sin­da­co Michele de Pas­cale esprime il cor­doglio, pro­prio e di tut­ta l’Amministrazione, ai famigliari e alla comu­nità eccle­siale: «È con grande dispi­acere che appren­do del­la scom­parsa di mon­sign­or Rober­to Zag­no­li, un sac­er­dote che ha saputo unire la vocazione del par­ro­co vici­no alla gente agli stu­di legati alla comu­ni­cazione, alla litur­gia cris­tiana e all’arte che lo han­no por­ta­to alla nom­i­na di vice diret­tore dei Musei Vat­i­cani e a diret­tore del Museo etno­logi­co Vat­i­cano. La sua figu­ra è molto conosci­u­ta in cit­tà anche per aver svolto il ruo­lo di assis­tente dell’Azione cat­toli­ca e per essere sta­to seg­re­tario dell’arcivescovo Sal­va­tore Bal­das­sar­ri e del car­di­nale Ersilio Toni­ni».

https://www.ravennaedintorni.it/societa/2020/05/30/morto-don-roberto-zagnoli-storico-collaboratore-del-cardinale-ersilio-tonini/

Berlusconi71

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Lutto a Casal di Principe per la scomparsa di Ferraro

La notizia si è rap­i­da­mente dif­fusa in cit­tà ed attra­ver­so i social, get­tan­do nel­lo scon­for­to par­en­ti ed ami­ci

Casal di Principe – Un grave lut­to colpisce l’intera comu­nità di Casal di Principe per la scom­parsa di Sebas­tiano Fer­raro all’età di 52 anni.

Ex con­sigliere regionale, ammin­is­tra­tore di lun­go cor­so a Casal di Principe dove è sta­to anche can­dida­to a sin­da­co.

La notizia si è rap­i­da­mente dif­fusa in cit­tà ed attra­ver­so i social, get­tan­do nel­lo scon­for­to par­en­ti ed ami­ci.

Una per­sona molto conosci­u­ta in cit­tà, ama­ta e sti­ma­ta da tut­ti, molto atti­vo in polit­i­ca. Tan­tis­si­mi i mes­sag­gi di cor­doglio pub­bli­cati in rete.

Lut­to a Casal di Principe per la scom­parsa di Fer­raro

Barrella71

 

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Frontale devastante tra due moto: centauro muore sul colpo

Inci­dente stradale Monte San Savi­no (Arez­zo). Un moto­ci­clista di 48 anni, Lui­gi Ses­ti­ni, res­i­dente a Bucine, ha per­so la vita nel­lo scon­tro con un’altra moto

31 mag­gio 2020 10:33

Foto da Arez­zoNo­tizie

 

Inci­dente mor­tale a Palaz­zuo­lo, nel comune di Monte San Savi­no (Arez­zo). Un moto­ci­clista di 48 anni, res­i­dente a Bucine, ha per­so la vita nel­lo scon­tro con un’altra moto: è rimas­to fer­i­to e trasporta­to in codice rosso all’ospedale delle Scotte di Siena un 63enne di Arez­zo. L’incidente è avvenu­to nel pomerig­gio di saba­to, intorno alle 17.45.

La vit­ti­ma è Lui­gi Ses­ti­ni, dipen­dente Anas di 48 anni è mor­to ieri pomerig­gio lun­go la stra­da statale 73 all’altezza del­la frazione di Palaz­zuo­lo. Viag­gia­va in sel­la alla sua moto, una Yama­ha R1, quan­do all’altezza di una cur­va si è scon­tra­to con un altro cen­tau­ro che pro­cede­va in direzione oppos­ta.

Lo schi­anto è sta­to frontale e dev­as­tante. Ses­ti­ni è prati­ca­mente mor­to sul colpo, anche se i san­i­tari giun­ti sul pos­to, da Arez­zo e da Siena, han­no prova­to a lun­go a prati­care le tec­niche di rian­i­mazione. Purtrop­po poi si sono dovu­ti arren­dere. Il 48enne è dece­du­to per le gravi ferite ripor­tate. Sul pos­to l’ambulanza del­la Croce Bian­ca di Arez­zo ha pre­so in cari­co l’altro moto­ci­clista un 63enne res­i­dente ad Arez­zo e lo ha trasporta­to al Poli­clin­i­co le Scotte di Siena in codice rosso.

Sul pos­to sono inter­venu­ti i cara­binieri del­la stazione di Cor­tona e anche gli addet­ti di Anas, che han­no poi capi­to che la vit­ti­ma fos­se pro­prio il loro col­le­ga. Le oper­azioni han­no tenu­to impeg­na­ta parte del­la car­reg­gia­ta dove si trova­vano i due mezzi inci­den­tati e il traf­fi­co ha dovu­to pro­cedere per qualche ora a sen­so uni­co alter­na­to.

Lui­gi Ses­ti­ni risiede­va a Badia Agnano, nel comune di Bucine, con la madre. Per Anas svol­ge­va il ruo­lo di capo can­toniere, anche del trat­to toscano del­la E45. La morte di Ses­ti­ni ha scon­volto tut­ti col­oro che lo conosce­vano e che lo ricor­dano come una per­sona sem­pre sor­ri­dente e scher­zosa.“
 

http://www.today.it/citta/incidente-mortale-luigi-sestini.html?fbclid=IwAR0eMlobbODGXB_gu5pStDQQHOLUbRXOxytRd4zRoLNnxG3TcgoxZIRR_Oc

Giordani71

 

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