Cristianofobia: la sinistra contro la giornalista Rai con crocifisso al collo

Ci risi­amo: la sin­is­tra rad­i­cal chic tor­na ad attac­care la gior­nal­ista Rai Mari­na Nalesso, “colpev­ole” di indos­sare il cro­ci­fis­so al col­lo durante la con­duzione del Tg2. Dalle colonne di “Repub­bli­ca”, Michele Ser­ra chiede addirit­tura di non esporre il cro­ci­fis­so per­ché nel­la “civilis­si­ma” Fran­cia “sarebbe incon­cepi­bile, forse anche un reato”.

Piena sol­i­da­ri­età di Fratel­li d’Italia a Mari­na e un con­siglio a tut­ti i rad­i­cal chic: se vi piace così tan­to la laicista e politi­ca­mente cor­ret­ta Fran­cia, emi­grate pure a Pari­gi. Qui nes­suno piangerà la vos­tra parten­za.”

Lo scrive Gior­gia Mel­oni su Face­book

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Zeffirelli: la mia storia vera. Eccomi, sono figlio di NN

Da un dis­cor­so di Fran­co Zef­firelli al con­veg­no nazionale dei CAV -cen­tri accoglien­za per la vita- del 1993)

La mia vita è un pre­mio; una madre che gen­era una vita è una don­na pre­mi­a­ta qualunque sia la sua situ­azione, qualunque siano i con­ti da pagare, qualunque siano i suoi prob­le­mi emozion­ali: ha il mar­i­to, non ha il mar­i­to, ha quel­lo che la ricat­ta, quel­lo che l’ha abban­do­na­ta. Il priv­i­le­gio di portare la vita è un priv­i­le­gio che gli uomi­ni non han­no: noi siamo infe­ri­ori alle donne per questo. Il mira­co­lo di sen­tir ger­mogliare nel pro­prio ven­tre una nuo­va vita, il ved­er­la sboc­cia­re e ved­er­la venir su rende voi donne più for­ti. Anche se alla fine i figli vi deludono, gli anni del­la creazione del­la vita nes­suno ve li toglierà mai e in qualunque momen­to del­la vos­tra esisten­za, quan­do la pena del mon­do, l’abbandono degli affet­ti vi cadrà sulle spalle, riper­cor­rerete cer­ta­mente col pen­siero, col cuore quei mer­av­igliosi mesi in cui avete cre­ato una vita. Che poi quel­lo sia divenu­to un assas­si­no o un papa, non impor­ta.

Ed è stra­no che sia io a dire queste cose, io che non sono né padre né madre né niente: sono solo figlio. Di più, sono un abor­to man­ca­to. Avrei dovu­to essere abor­ti­to per­ché nasce­vo da due per­sone che era­no entrambe sposate: lui ave­va una famiglia bel­la e pronta, lei ave­va tre figli ed era­no tut­ti e due al tra­mon­to dell’età delle friz­zole. E invece si innamorarono paz­za­mente e mia madre rimase inc­in­ta. Tut­ti nat­u­ral­mente le con­sigliarono di abor­tire. Il mar­i­to era mori­bon­do, quin­di non c’era nep­pure la pos­si­bil­ità di nascon­dere la gravi­dan­za ille­git­ti­ma. Mio padre da buon gal­let­to anda­va dicen­do in giro che questo figlio era suo, però non face­va niente [per aiutare.]. Ma la gravi­dan­za andò ugual­mente avan­ti. La mia non­na stes­sa me lo con­fessò e mi chiese scusa; disse «Io ero la pri­ma feroce nem­i­ca di ques­ta gravi­dan­za». E io invece nac­qui con­tro il parere di tut­ti, per­ché a mia madre ripug­na­va il pen­siero di ucci­der­mi: «Morirei di rimor­so, nel pen­siero di aver avu­to tre figli e di aver dis­trut­to un’altra vita».

Molti dei miei avver­sari invece dicono: «Mag­a­ri ti avesse fat­to fuori». È l’odio delle per­sone, men­tre io vor­rei conoscere solo l’amore, per­ché sono sta­to ama­to nel ven­tre di mia madre, ho assor­bito tan­to di quell’amore, l’ho sen­ti­to, mi è entra­to addos­so.

Mia madre l’ho per­sa che ave­vo sette anni, però sono rimas­to impreg­na­to del suo amore. Quan­do qual­cuno ti ha ama­to vera­mente tan­to e tu l’hai ama­to, questo amore, ques­ta fiammel­la, ques­ta fiac­co­la non si speg­ne mai, ti è sem­pre accan­to. Siamo fat­ti di spir­i­to, chi ci crede; io ci cre­do pro­fon­da­mente per­ché la vita mi ha dato con­tin­ue ver­i­fiche di non essere un ammas­so di cel­lule ma di essere un cor­po che allog­gia tem­po­ranea­mente uno spir­i­to che è la frazione del grande Cre­atore, di Dio a cui torner­e­mo. Ques­ta è la mia con­cezione: non me la sgangher­ate per­ché sto benis­si­mo così, dor­mo son­ni tran­quil­li, sono arriva­to a settant’anni e voglio arrivare tran­quil­lo al mio ulti­mo pas­so.

Forse inter­es­sa un pic­co­lo episodi­et­to del­la mia vita. Calza a pen­nel­lo pro­prio in segui­to alla mia sto­ria. Quel­la di un bas­tardi­no. Infat­ti, io non ave­vo il nome né di mia madre né di mio padre. Mia madre inven­tò questo nome Zef­firelli per­ché, sec­on­do un’antica tradizione dell’ospedale degli Inno­cen­ti di Firen­ze che si tra­man­da dai tem­pi di Loren­zo il Mag­nifi­co, ogni giorno del­la set­ti­mana cor­rispon­de­va ad una let­tera. Il giorno che nac­qui io toc­ca­va alla Z e mia madre, che oltre ad essere una grande sar­ta era musicista, pianista, un’appassionata di Mozart, con tan­to di far­falle e zef­firet­ti, quan­do le pro­posero la Z come iniziale, all’impiegato comu­nale disse, appun­to Fran­co Zef­firet­ti. Quel­lo non capì bene e, invece delle doppie “t” , mise le doppie “l”: Fran­co Zef­firelli.

Sono sicuro di essere l’unico con questo nome al mon­do, però più tar­di, divenu­to grandi­cel­lo, ero soltan­to figlio di NN. A scuo­la tut­ti sape­vano che il mio bab­bo si chia­ma­va NN e mia mam­ma si chia­ma­va NN. Quin­di era tut­to uno sfot­tò, anche se inno­cente per­ché veni­va da bam­bi­ni che non san­no.

Un giorno ci fu una ris­sa nel con­ven­to di San Mar­co dove io fre­quen­ta­vo l’Azione Cat­toli­ca e dove vive­va una per­sona molto impor­tante, molto curiosa, che ogni tan­to arriva­va con i suoi lib­ri e i suoi occhialoni. Era Gior­gio La Pira. Lui inseg­na­va sto­ria del dirit­to romano e vive­va lì come un frate laico, ma sta­va molto con noi, ci guar­da­va e ogni tan­to inter­veni­va dicen­do: «La Madon­na. Quan­do avete un prob­le­ma c’è sem­pre la Madon­na, la Madon­na! Sal­va tut­to la Madon­na». Quel giorno ci vide pic­chiar­ci e chiese che sta­va succe­den­do: «Ha det­to che mia mam­ma è una put­tana», gli risposi. Lui disse al ragaz­zo con cui mi sta­vo pic­chi­an­do: «Tu vai a casa, che se com­in­cio a par­lare io del­la tua mam­ma ne ven­gono fuori delle belle!. Poi mi prese, tut­to scos­so e incavola­to, mi tirò su per quel bel­lis­si­mo scalone che cer­ta­mente conoscete, che va dal chiostro al pri­mo ordine del con­ven­to, e in cima al quale c’è l’Annunciata di frate Angeli­co. Mi portò su di cor­sa pro­prio davan­ti a questo dip­in­to. «Lo sai cosa è questo?» mi chiese. «L’Annunciazione» risposi. «E sai cos’è l’Annunciazione?» «E beh, è venu­to un ange­lo davan­ti alla Madon­na e le ha det­to che sarà madre di Gesù?» «Sì va ben, ma come?» «E la madre di Gesù?» feci io sem­pre più con­fu­so. «Come sarebbe diven­ta­ta la madre di Gesù?» A quel pun­to io mi impap­pinai defin­i­ti­va­mente, per­ché sape­vo come nasce­vano i figli­oli? ma non vole­vo attribuir­lo a Dio. Allo­ra mi aiutò lui: «Per­ché lo Spir­i­to divi­no è disce­so nel­la carne, nel ven­tre di ques­ta don­na e si è incar­na­to. Hai capi­to? Quin­di non ver­gog­nar­ti mai. La mater­nità è sem­pre san­tità. Qualunque cosa dicano di tua madre, tu la devi pen­sare sem­pre come una san­ta per­ché è come la Madon­na, e quan­do avrai bisog­no di qual­cosa nel­la vita pre­ga la Madon­na e pregherai tua madre».

E ques­ta cosa da allo­ra mi è rimas­ta addos­so. È lo splen­dor ver­i­tatis, per ripren­dere le parole di Gio­van­ni Pao­lo II. Da quel giorno il prob­le­ma di mia madre, del­la sua moral­ità, del suo atteggia­men­to e amore ver­so di me non l’ho più avu­to.               http://www.imolaoggi.it/2019/06/20/zeffirelli-la-mia-storia-vera-eccomi-son-figlio-di-nn/

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LA DITTATURA FINANZIARIA E ECONOMICA EUROPEA ORMAI HA GETTATO LA MASCHERA RASSICURANTE.

Marco Santero

L’Italia è il cam­pi­one del­la riscos­sa dei popoli mediter­ranei:

https://www.byoblu.com/2019/05/31/tsipras-il-traditore-giorgia-bitakou-intervistata-da-tiziana-alterio/

Le vicende di queste ultime set­ti­mane stan­no apren­do le men­ti di mil­ioni di ital­iani, per­ché aprire una enorme pro­ce­du­ra di infrazione (si par­la di 4/5 mil­iar­di di euro) con­tro un paese come l’Italia che ha i migliori fon­da­men­tali d’Europa per uno scosta­men­to del­lo 0,07% è un vero abo­minio e, a mio parere, un gravis­si­mo errore di strate­gia geopo­lit­i­ca den­tro la UE.

L’asse Fran­co –Tedesco davan­ti all’Italia che, dopo decen­ni di sud­di­tan­za e vicerè tedeschi pid­di­ni e berlus­co­ni­ani, RIALZA LA TESTA e bat­te i pug­ni sul tavo­lo con pieno dirit­to, per l’atteggiamento preda­to­rio e usuro­crati­co che ha subito, get­ta la maschera del sog­no europeo che ha ipno­tiz­za­to i nipo­ti­ni di Berlinguer e del­la parte peg­giore dell’ex Democrazia Cris­tiana, fusa in mat­ri­mo­nio inces­tu­oso dal­la finan­za spec­u­la­ti­va e del­la sete smo­da­ta di potere e dominio Francese e soprat­tut­to tedesca.

L’incredibile trasfor­mazione dell’Italia in poco più di un anno da cener­en­to­la sfrut­ta­ta, pre­sa in giro e dileg­gia­ta dalle sorelle cat­tive, ma nonos­tante questo supina e obbe­di­ente a tutte le angherie che le veni­vano fat­te come una vit­ti­ma masochista del­la sin­drome di Stoc­col­ma, IN PALADINA DELLA RISCOSSA DEI POPOLI MEDITERRANEI BRUTALMENTE COLONIZZATI A LIVELLO FINANZIARIO E ECONOMICO DAI POTENTATI FINANZIARI FRANCO TEDESCHI. Ebbene ques­ta trasfor­mazione sta facen­do diventare idro­fo­bi i leader del bran­co di lupi Nord Europei, ormai docili ese­cu­tori del “mas­chio” Alfa Tedesco.

A questo propos­i­to non cre­do che il mas­chio Alfa tedesco Merkel si potrà godere una vec­chi­a­ia tran­quil­la e ser­e­na dato che la smo­da­ta sete di potere e riscos­sa teu­ton­i­ca che sem­bra­va tri­on­fare lascerà il pos­to ad una cat­a­strofe eco­nom­i­ca tedesca che la seg­n­erà nel fisi­co e nel­la salute.

Quel­lo che il popo­lo tedesco ha fat­to, di nuo­vo, all’Europa sot­to il coman­do del­la Merkel nei lib­ri di sto­ria sarà ricorda­to come il ter­zo abo­minio tedesco ver­so i popoli europei e per la terza vol­ta a sal­vare le ter­ga a popoli europei bru­tal­iz­za­ti da ques­ta cul­tura psi­cot­i­ca tedesca sta arrivan­do l’America.

I “poveri” poten­tati eco­nom­i­co – finanziari tedeschi sono come la Rana del­la Favola che si gon­fia e si gon­fia davan­ti al toro amer­i­cano cre­den­do, in modo psi­coti­co, di poterne super­are la grandez­za e forza e inevitabil­mente finis­cono per esplodere nel ten­ta­ti­vo.

La situ­azione eco­nom­i­ca e finanziaria tedesca sta rap­i­da­mente degeneran­do: chi di mer­can­til­is­mo ferisce di mer­can­til­is­mo perisce:

Da quan­do Trump ha gius­ta­mente inizia­to a com­pen­sare con dazi le impor­tazioni dai due pae­si BARI del com­mer­cio inter­nazionale, cioè Cina (che sva­l­u­ta costan­te­mente la sua mon­e­ta e inon­da le imp­rese cine­si di liq­uid­ità pub­bli­ca) e appun­to Ger­ma­nia, che con dia­bol­i­ca astuzia ha usato l’Euro come mez­zo per sva­l­utare quel­lo che sarebbe il suo Mar­co Per met­tere il tur­bo alle sue esportazioni. A questo ser­vono i PIGS mediter­ranei, più spro­fon­dano nel­la Cac­ca più inde­bolis­cono la media Euro favoren­do le esportazioni tedesche. Ebbene la musi­ca con Trump è cam­bi­a­ta.

Final­mente con la riscos­sa Ital­iana queste cose stan­no emer­gen­do e un min­istro dei rap­por­ti con l’Europa come Alber­to Bag­nai sarebbe la per­sona gius­ta per “spie­gare” ai part­ner mediter­ranei come sono sta­ti FREGATI dai “fratel­li” teu­toni­ci e dai loro Vas­sal­li del Nord Europa.

Come un Savona Pres­i­dente del­la Con­sob sta cre­an­do un sano dibat­ti­to eco­nom­i­co fra Con­sob e Ban­ca d’Italia, dall’alto del­la sua smisura­ta espe­rien­za e conoscen­za anche stor­i­ca di quan­do la Ban­ca d’Italia era un ente pub­bli­co (per­ché tutte le banche pro­pri­etarie era­no pub­bliche) al servizio esclu­si­vo dell’economia Ital­iana e degli inter­es­si col­let­tivi del paese.

In Europa la Lega ha por­ta­to una nutri­ta squadra di tec­ni­ci e esper­ti di sovran­ità nazionale come Rinal­di, Zan­ni, Dona­to, ecc. e con Zan­ni già a capo di 73 eurodep­u­tati del nuo­vo grup­po europeo “Iden­tità e Democrazia“, che deve diventare il motore del­la rifor­ma Euro­pea per sal­vare l’UE dal­la prob­a­bile implo­sione che avrà come innesco il col­las­so del­la DEUTSCHE BANK che creerà uno tsuna­mi finanziario al cui con­fron­to il 2008 sarà sta­to una passeg­gia­ta di salute.

La DEUTSCHE BANK ha 48.000.000.000.000, cioè qua­si 15 volte il PIL TEDESCO 2018, DI DERIVATI TOSSICI IN PANCIA. La Bay­er ha appe­na rice­vu­to una mega “sola” dagli amer­i­cani con l’acquisto mega­mil­iar­dario del­la Mon­san­to che ha sul grop­pone una marea di cause col­let­tive in sca­den­za con­tro il ter­ri­bile gli­fos­ato che la spolper­an­no. L’industria dell’auto tedesca sput­tana­ta dal­lo scan­da­lo emis­sioni, mes­sa alle strette dai dazi, dall’assurda aus­ter­i­ty impos­ta dai tedeschi stes­si e dal­la con­cor­ren­za sta inizian­do a scric­chi­o­lare, ecc., ecc.

Chi di mer­can­til­is­mo ferisce di mer­can­til­is­mo perisce!

Ma i tedeschi niente, non si ren­dono con­to che solo una for­tis­si­ma polit­i­ca espan­si­va a liv­el­lo eco­nom­i­co e di doman­da inter­na per la Ger­ma­nia e per l’Europa intera potrebbe risoll­e­vare l’economia tedesca, ma le psi­cotiche élites Tedesche rispon­dono: NEIN!! DRITTO VERSO L’ICEBERG AMERICANO, pen­san­do di pot­er vin­cere.

La pri­or­ità per la salvez­za nazionale ital­iana è met­tere in sicurez­za l’Italia e in quest’ottica la vera pri­or­ità asso­lu­ta sono i mini­bot e se Tria si mette di tra­ver­so vuol dire che non può più essere il Min­istro dell’Economia di un gov­er­no nel cui con­trat­to fir­ma­to ha i Mini­bot come uno dei pun­ti car­dine fin dal­la nasci­ta.

Per finire las­cio a quel­lo che per­sonal­mente con­sidero un vero e pro­prio Gand­hi (una vera grande ani­ma ital­iana), cioè Mau­ro Scar­dovel­li, ovvi­a­mente sconosci­u­to alla gran parte degli ital­iani, una splen­di­da sin­te­si sul­la ques­tione Mini­bot e sul­la battaglia cul­tur­ale che deve essere fat­ta per “dis­in­tossi­care” gli ital­iani dalle lenti liberiste, ego­iste e indi­vid­u­al­iste che gli han­no defor­ma­to la realtà che li cir­con­da.

https://www.byoblu.com/2019/06/14/chi-ha-paura-dei-minibot-mauro-scardovelli/

Buona vita a tut­ti i cittadini/fratelli ital­iani, ricor­dat­e­vi la frase di Eis­tein: “la mente è come un para­cadute, per fun­zionare si deve aprire”

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Roma, sulla Cassia 200 metri di vergogna: il video sui rifiuti diventa virale

Roma, sulla Cassia 200 metri di vergogna: il video sui rifiuti diventa virale

Veron­i­ca Cur­si    

Un min­u­to e 200 metri di ver­gogna. Un tap­peto di rifiu­ti,buste di plas­ti­ca e car­toni che attra­ver­sa via Cas­sia, a Roma nord. Una dis­car­i­ca a cielo aper­to, non nascos­ta in qualche ango­lo di per­ife­ria, ma vis­i­bile a tut­ti, cit­ta­di­ni e isti­tuzioni, ai centi­na­ia di auto­mo­bilisti che ogni giorno per­cor­rono quel­la stra­da costret­ti a sop­portare l’odore che con il cal­do sta diven­tan­do sem­pre più insop­porta­bile.

«Inqual­i­fi­ca­bile quan­to sta avve­nen­do in ques­ta cit­tà», scrive un cit­tadi­no pub­bli­can­do un video di via Gia­co­mo Andreas­si. Un fil­ma­to che sui social viene con­di­vi­so da un pro­fi­lo all’altro. Stan­otte tre camion han­no puli­to quel­lo scem­pio, ma dal­la Gius­tini­ana a La Stor­ta a Iso­la Far­nese la situ­azione è sem­pre la stes­sa. Dis­as­trosa.

«Ripren­di­amo­ci Roma» è l’appello dei cit­ta­di­ni stanchi di vivere nel degra­do di quel­la che — nonos­tante tut­to — rimane la cit­tà più bel­la del mon­do. E allo­ra cit­ta­di­ni, gente comune, vip e non,  han­no deciso di fare squadra. E di met­tere in rete, di denun­cia­re l’incuria con cui sono costret­ti a vivere ogni giorno. Lo fa il sign­or Achille che abi­ta sul­la Cas­sia, lo fa Rita Dal­la Chiesa da Vigna Stel­lu­ti, quartiere chic sem­pre a Roma Nord, lo fa la show­girl Ele­na Santarel­li che pub­bli­ca una foto di cas­sonet­ti stra­bor­dan­ti, lo fa la mam­ma che pub­bli­ca la foto di sua figlia costret­ta a pas­sare ogi­ni giorno davan­ti a cumuli di immon­dizia per andare all’asilo.
L’emergenza rifiu­ti diven­ta virale, rim­balza sui pro­fili ded­i­cati ai quartieri, «ver­gogna», «mai vista una cosa sim­i­le», «vedere Roma così fa male».

 

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Roma, schianto tra moto della polizia e auto: traffico in tilt sulla Pineta Sacchetti

Andrea Neb­u­loso
   Spaven­toso inci­dente, ques­ta mat­ti­na, su via Pine­ta Sac­chet­ti. Una moto del­la Polizia locale di Roma Cap­i­tale, all’incrocio con via di Forte Boc­cea, si è scon­tra­ta con una Fiat Pun­to. il Vig­ile urbano è ststo trasporta­to con l’ambulanza al vici­no poli­clin­i­co Gemel­li ma le sue con­dizioni non sem­br­ereb­bero gravi. Sot­to choc, invece, la sig­no­ra che gui­da­va la macchi­na. Il traf­fi­co su via Pine­ta Sac­cetti in direzione Cen­tro è tem­po­ranea­mente bloc­ca­to.
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Il farmaco contro l’alcolismo? Tutt’altro che miracoloso: gli studi che smontano il bacoflene

Per più di un decen­nio è sta­to pre­sen­ta­to come il far­ma­co “mira­coloso” con­tro la dipen­den­za da alcool, ma una serie di stu­di smon­tano l’efficacia del bacof­lene, tan­to che Le Figaro ded­i­ca un arti­co­lo alla ques­tione dall’esplicativo tito­lo: “La fine del mirag­gio”.

La storia di un boom

Nel 2008, spie­ga il gior­nale francese, il car­di­ol­o­go Olivi­er Ameisen rac­con­ta in “The Last Glass” come ha super­a­to la sua dipen­den­za dall’alcol con un far­ma­co noto da tem­po, una mol­e­co­la per alle­viare le con­trat­ture mus­co­lari. Molto rap­i­da­mente, la mol­e­co­la sus­ci­ta entu­si­as­mo. Alcu­ni spe­cial­isti difendono la mol­e­co­la con zelo come la dot­tores­sa Renaud de Beau­re­paire, che nel 2010 ha scrit­to per pos­ta di dipen­den­ze: “Per­ché i medici per tan­to tem­po han­no guarda­to degradar­si e morire davan­ti a loro pazi­en­ti affet­ti da una malat­tia, l’alcolismo, men­tre era­no a por­ta­ta di mano una med­i­c­i­na che l’ha guari­ta?”. Un battage che por­ta l’Agenzia nazionale per la sicurez­za dei med­i­c­i­nali e dei prodot­ti san­i­tari (Asnm) in Fran­cia, nel 2014, a con­cedere al baclofene una rac­co­man­dazione tem­po­ranea per l’uso (Rtu) per il trat­ta­men­to del­la dipen­den­za da alcol.

Gli studi che negano

Dopo tre anni di Rtu, il lab­o­ra­to­rio Ethy­pharm ha pre­sen­ta­to in aprile 2017 una doman­da di autor­iz­zazione all’immissione in com­mer­cio per un far­ma­co con­te­nente baclofene nell’indicazione del­la riduzione del con­sumo di alcol. Nel luglio 2018, il comi­ta­to di esper­ti dell’Ansm pro­nun­cia un parere sfa­vorev­ole per l’autorizzazione all’immissione sul mer­ca­to. In effet­ti, gli esper­ti riten­gono che il rap­por­to ris­chio-ben­efi­cio del­la mol­e­co­la non sia favorev­ole. “Baclofen non dimostra la sua supe­ri­or­ità rispet­to al place­bo, tranne che per la voglia di bere” spie­ga Le Figaro, “Inoltre, la mol­e­co­la è all’origine di effet­ti indesiderati come dis­tur­bi psichi­atri­ci e del sis­tema ner­voso, affati­ca­men­to o dis­tur­bi gas­troin­testi­nali”. Uno stu­dio francese indipen­dente ha persi­no mostra­to un aumen­to del ris­chio di morte. Nonos­tante ques­ta opin­ione, il far­ma­co è sta­to approva­to per la com­mer­cial­iz­zazione nell’ottobre 2018, ma a dosi più basse di quelle uti­liz­zate da molti pazi­en­ti. Inoltre, è nec­es­sario pre­scri­vere in aggiun­ta a un mon­i­tor­ag­gio psi­coso­ciale, dopo il fal­li­men­to di altri trat­ta­men­ti.

Possibile revisione

Dopo essere sta­to pub­bli­ciz­za­to come la cura mira­colosa per la dipen­den­za da alcol, il baclofen oggi si unisce alla coorte di far­ma­ci già disponi­bili” con­tin­ua il quo­tid­i­ano francese. “Amplia la por­ta­ta delle pos­si­bil­ità per i pazi­en­ti pesan­ti. Ma abbi­amo bisog­no di più stu­di per speci­fi­care chi pre­scri­vere, come e con quale dose “, con­clude il pro­fes­sor François Paille, addic­tol­o­gist al Nan­cy Hos­pi­tal. Al momen­to del rilas­cio dell’autorizzazione all’immissione in com­mer­cio, l’Ansm ha dichiara­to che, a sec­on­da dell’evoluzione dei dati sci­en­tifi­ci, potrebbe essere richiesto di pre­sentare l’autorizzazione all’immissione in com­mer­cio, se il ben­efi­cio non era quel­lo che ci si aspet­ta­va. Oppure, al con­trario, aumentare le dosi gior­naliere in deter­mi­nate situ­azioni.  

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QUANDO DEUTSCHE BANK DIEDE IL VIA ALLA CRISI DEL DEBITO SOVRANO ITALIANO NEL 2011

Chi diede il via alla crisi del deb­ito ital­iano nel 2011, che poi portò alla let­te­ri­na di Draghi, alla mon­tagna di tasse, alle dimis­sioni di Berlus­coni, ed alla nasci­ta del gov­er­no di “Drac­u­la” Mon­ti? La Deutsche Bank.

Non è un’affermazione, ma un dato di fat­to con­va­l­ida­to da un arti­co­lo dell’epoca del Finan­cial Times che potete con­sultare a questo link, e diede poi il via ad una serie di inchi­este che, comunque, non arrivarono a nul­la di penal­mente ril­e­vante, anche se i fat­ti era­no chiari.

Tra­du­ci­amo un estrat­to

Deutsche Bank cut its net expo­sure to Ital­ian gov­ern­ment debt by 88 per cent in the first six months of the year in a dra­mat­ic sign of inter­na­tion­al investors back­ing away from the eurozone’s third-largest econ­o­my.

Germany’s biggest lender dis­closed with its sec­ond-quar­ter results that it had cut its net Ital­ian sov­er­eign expo­sure from €8bn at the end of 2010 to €997m by the start of July. Its over­all expo­sure to what it called the “PIIGS” – Por­tu­gal, Ire­land, Italy, Greece and Spain – fell 70 per cent to €3.7bn over the same peri­od.

Deutsche Bank taglia la sua espo­sizione net­ta nel deb­ito pub­bli­co ital­iano del 88% neei pri­mi sei mesi dell’anno (2011) seg­na­lan­do  una dram­mat­i­ca fuga degli investi­tori dal deb­ito del­la terza econo­mia dell’eurozona. 

I dati dif­fusi dal mag­gior isti­tu­to di cred­i­to tedesco rel­a­tivi al sec­on­do trimestre 2011 han­no riv­e­la­to che l’esposizione è sta­ta tagli­a­ta da 8 mil­iar­di a 997 mil­ioni a Luglio. L’esposizione totale ver­so i PIIGS è cadu­ta, nel­lo stes­so peri­o­do, del 70% per ridur­si a 3,7 mil­iar­di. 

Inoltre DB acquis­to molti Cred­it Default Swap per coprire le posizioni esposte, ma non è det­to che ne com­prò anche Naked, sen­za cop­er­tu­ra, cosa in quel momen­to ammes­sa, dan­do la via alla fuga dal deb­ito ital­iano ed alla nos­tra crisi?

Quin­di DB fu uno dei vari agen­ti che ci regalò il fis­cal com­pact, l’IMU; fa Fornero e le gioie del Gov­er­no Mon­ti.

Le avrà por­ta­to for­tu­na?  (LA GERMANIA NON E ’ MAI STATA AMICA DELLITALIA)    

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In caso di eruzione del Vesuvio, 50 mila campani verrebbero trasferiti in Sardegna

Lo prevede un pro­to­col­lo fir­ma­to oggi dall’amministrazione regionale dell’isola

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Cir­ca 50 mila per­sone potreb­bero ess­er trasferite dal­la Cam­pa­nia in Sardeg­na in caso di eruzione del Vesu­vio. L’ha con­fer­ma­to il neo asses­sore regionale dell’Ambiente Gian­ni Lamp­is del­la Regione sar­da, oggi a Napoli per la fir­ma dei pro­to­col­li per i gemel­lag­gi tra i Comu­ni del­la zona rossa del Vesu­vio e dei Campi Fle­grei e le Regioni e le Province autonome, alla pre­sen­za anche del Capo del dipar­ti­men­to nazionale di Pro­tezione civile, Ange­lo Bor­rel­li.

Il pro­to­col­lo fir­ma­to oggi dal­la Regione Sardeg­na è vali­do per cinque anni e serve a rat­i­fi­care i luoghi in cui gli abi­tan­ti del­la zona rossa saran­no trasfer­i­ti in caso di eruzione. “Ora ver­rà subito atti­va­to dal­la Direzione gen­erale del­la Pro­tezione civile regionale il tavo­lo tec­ni­co per l’elaborazione del piano di evac­uazione delle popo­lazioni inse­di­ate nel Comune di Pom­pei e nel quartiere Posil­lipo di Napoli”, ha annun­ci­a­to Lamp­is. “E’ ques­ta l’occasione per raf­forzare lega­mi isti­tuzion­ali oltre i con­fi­ni del­la nos­tra iso­la affinché anche queste siano occa­sioni per ridare cen­tral­ità nazionale alla Sardeg­na”.

Con la Regione Cam­pa­nia e con i Comu­ni di Napoli e Pom­pei”, ha aggiun­to l’assessore, “abbi­amo con­venu­to anche di intrapren­dere un rap­por­to di col­lab­o­razione ai fini del­la val­oriz­zazione dei diver­si pat­ri­moni stori­ci, arche­o­logi­ci, ambi­en­tali e pae­sag­gis­ti­ci come ulte­ri­ore stru­men­to di con­di­vi­sione di realtà ed espe­rien­ze che da sem­pre han­no reso grande l’Italia. Un ruo­lo di ril­e­vante impor­tan­za sarà asseg­na­to alle asso­ci­azioni di volon­tari­a­to di Pro­tezione civile dis­lo­cate fra le due Regioni tra le quali ver­ran­no stip­u­lati ulte­ri­ori accor­di e gemel­lag­gi”.         https://www.agi.it/cronaca/eruzione_vesuvio_evacuazione_sardegna-5688552/news/2019–06-

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Alcuni moderatori di Facebook hanno rotto il silenzio per raccontare quello che hanno visto

The Verge è rius­ci­to a inter­vistare tre ex mod­er­a­tori del­la piattafor­ma. Han­no rac­con­ta­to quel­lo che han­no vis­to: insosteni­bili scene di vio­len­za ver­so uomi­ni e ani­mali. Il loro rac­con­to è crudo. Alcu­ni di loro sono sot­to far­ma­ci per­ché col­pi­ti da dis­tur­bo post trau­mati­co da stress

moderatori facebook 
The Verge (YouTube)
Shawn Spa­gle durante l’intervista a The Verge

Le immag­i­ni più dif­fi­cili da vedere era­no gli abusi sug­li ani­mali. Ho vis­to un cuc­ci­o­lo di cane impic­ca­to a una cor­da. Un maiale vivo but­ta­to nel fuo­co, lo si sen­ti­va urlare”. Michelle Ben­net­ti è uno dei tre ex mod­er­a­tori di Face­book che han­no deciso di rac­con­tare il loro lavoro in una video inter­vista a The Verge.

Un doc­u­men­to raro, ottenu­to dal­la tes­ta­ta amer­i­cana che ha rac­colto le loro voci e le loro sto­rie andan­do a Tam­pa, in Flori­da, dove si tro­va Cog­nizant, una delle aziende che per con­to del­la soci­età di Men­lo Park si occu­pa di rip­ulire i social dai con­tenu­ti vio­len­ti e dai dis­cor­si inci­tan­ti all’odio. Dà lavoro a cir­ca 800 per­sone. I tre han­no deciso di rompere il pat­to di ‘non divul­gazione’ fir­ma­to con la soci­età mostran­dosi in volto. Altri invece han­no prefer­i­to restare anon­i­mi.

Ho vis­to due gemelli­ni lan­ciati ripetu­ta­mente sul suo­lo da una don­na, forse la madre”, rac­con­ta Melyn­da John­son. “Cre­do fos­se un video gira­to in Ara­bia Sau­di­ta. Ho vis­to poi la don­na tentare di sof­fo­care uno dei bam­bi­ni, l’ho sen­ti­to ranto­lare e cer­care di res­pi­rare. Per giorni ho pen­sato al suo des­ti­no, per giorni mi sono chi­es­ta che fine avesse fat­to”. I rac­con­ti che gli inter­vis­ta­ti han­no affida­to a The Verge sono molto sim­ili. Face­book ha cir­ca 15 mila mod­er­a­tori nel mon­do. Gen­eral­mente lavo­ra­no sei ore al giorno, e il loro lavoro è con­trol­lare i con­tenu­ti seg­nalati dagli uten­ti. La paga è di 15 dol­lari l’ora, cir­ca 28,8 mila dol­lari l’anno. 15 minu­ti di pausa, 30 da dedi­care al pran­zo.

Shawn Spa­gle scop­pia in lacrime pri­ma di rac­con­tare quel­lo che ha vis­to: “C’era un igua­na per stra­da. Un grup­po di ragazzi gli si avvic­i­na. Uno di loro prende l’iguana per la coda e com­in­cia a bat­ter­lo sull’asfalto. Ho sen­ti­to l’iguana urlare a lun­go. Lo han­no bat­tuto per ter­ra fino a far­lo diventare una poltiglia san­guino­len­ta”. Si scusa davan­ti alla tele­cam­era: “Purtrop­po non riesco a non pen­sare Il video, rac­con­ta, poi non è sta­to rimosso ma ind­i­riz­za­to solo ad un pub­bli­co di lin­gua spag­no­la.

Quel­lo che mi ram­mar­i­ca­va è che non pote­vo fare niente. Niente per gli ani­mali, ma niente nem­meno per gli umani. Ho vis­to una ragaz­za cer­care di sof­fo­care la sorel­li­na fino a far­le uscire il sangue dal naso. E sono con­tenu­ti come questo che dove­vi vedere tut­ti i giorni. Vedere dolore e sof­feren­za, e questo ti crea den­tro un pro­fon­do sen­so di rab­bia”. Spa­gle dopo l’esperienza come mod­er­a­tore del social ha dovu­to fare ricor­so a psi­co­far­ma­ci. Un con­trol­lo medico gli ha diag­nos­ti­ca­to un dis­tur­bo da stress post trau­mati­co: “Dormi­vo solo poche ore a notte, non rius­ci­vo a toglier­mi dal­la mente quelle immag­i­ni. Quan­do fini­vo di lavo­rare man­gia­vo dol­ci”, un modo per aneste­tiz­zare il male vis­to durante il giorno.

Alcu­ni mesi fa Face­book ave­va annun­ci­a­to un pro­gram­ma per usare l’intelligenza arti­fi­ciale al pos­to degli uomi­ni nel­la mod­er­azione dei con­tenu­ti. La soci­età sta anco­ra lavo­ran­do al prog­et­to, che dovrebbe sos­ti­tuire intera­mente i 15 mila mod­er­a­tori umani. Ma al momen­to le tec­nolo­gie usate non sono risul­tate anco­ra affid­abili.

@arcangeloroc

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Tetto 240mila euro per stipendi Csm

Tetto 240mila euro per stipendi Csm

Entro dicem­bre sarà approva­ta una rifor­ma del proces­so civile e penale, che ha l’obiettivo di dimez­zare i tem­pi dei pro­ces­si. Una rifor­ma in cui si dovrà inserire anche il Csm, e la mer­i­tocrazia che deve avere uno spazio cen­trale nel­la car­ri­era e per ambire a ruoli api­cali”. Così il min­istro del­la Gius­tia, Alfon­so Bonafede, al ter­mine del ver­tice a Palaz­zo Chi­gi a cui han­no pre­so parte l’altro vicepremier, Lui­gi Di Maio e quel­lo del­la Pa Giu­lia Bon­giorno.

Nell’idea di rifor­ma del Csm c’è poi “il tet­to a 240 mila euro per lo stipen­dio dei con­siglieri — ha spie­ga­to anco­ra Bonafede -. I cit­ta­di­ni non pos­sono avere un’idea di priv­i­le­gio che non sarebbe gius­ti­fi­ca­to”.

Bonafede ha par­la­to poi dei tem­pi del proces­so che “saran­no sta­bil­i­ti nel­la rifor­ma ma ci saran­no anche delle regole per far­li rispettare , altri­men­ti ci saran­no anche con­seguen­ze dis­ci­pli­nari” ha avver­ti­to.

Quan­to al capi­to­lo inter­cettazioni, “abbi­amo deciso di ten­er­le in un altro provved­i­men­to” diver­so dal­la rifor­ma dei pro­ces­si e del Csm, ha spie­ga­to Bonafede. “Le inter­cettazioni e il tro­jan sono stru­men­ti fon­da­men­tali”, ha sot­to­lin­eato.

Più in gen­erale, il ver­tice “è sta­to molto pos­i­ti­vo, ci siamo con­frontati a 360 gra­di” ha poi aggiun­to Bonafede. E del­lo stes­so avvi­so anche il vicepremier Mat­teo Salvi­ni che ha defini­to l’incontro “pos­i­ti­vo”.        https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/06/20/tetto-mila-euro-per-stipendi-csm_wIYIXxh6MAo8oS0q3WuKgL.html

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