Dal terrorismo ai virus: la distopia avanza

Edward Curtin
edwardcurtin.com

A chi­unque abbia vis­su­to gli attac­chi dell’11 set­tem­bre 2001 e il fenom­e­no del cosid­det­to COVID-19 del 2020, la memo­ria potrà servire a met­tere in luce un inqui­etante par­al­le­lo tra i due even­ti. Tut­tavia, se ques­ta memo­ria si fos­se can­cel­la­ta a causa di una dimen­ti­can­za o per col­pa dei media main­stream che l’avevano scar­i­ca­ta nel buco del­la memo­ria, o se il ricor­do non esistesse pro­prio, o mag­a­ri la pau­ra o la dis­so­nan­za cog­ni­ti­va ne stessero bloc­can­do la con­sapev­olez­za, vor­rei sot­to­lin­eare alcune somiglianze che potreb­bero far­ci pren­dere in con­sid­er­azione alcu­ni par­al­lelis­mi e con­nes­sioni tra queste due oper­azioni.

Il legame prin­ci­pale è che entram­bi gli even­ti han­no acuito la nor­male pau­ra che gli esseri umani han­no del­la morte. Alla base di tutte le pau­re c’è quel­la del­la morte. Una pau­ra che ha radi­ci  bio­logiche e cul­tur­ali. A liv­el­lo bio­logi­co, tut­ti rea­giamo alla minac­cia di morte con la lot­ta o con la fuga. Cul­tural­mente, ci sono molti modi in cui ques­ta pau­ra può essere atten­u­a­ta o esacer­ba­ta, inten­zional­mente o no. Di soli­to, la cul­tura, tramite i suoi sim­boli e i suoi miti, serve ad alle­viare la (poten­zial­mente trau­ma­tiz­zante) pau­ra del­la morte. La reli­gione ha servi­to a lun­go a questo scopo, ma, quan­do la reli­gione perde la pre­sa sull’immaginazione umana, spe­cial­mente per quan­to riguar­da la fede nell’immortalità, come ave­va sot­to­lin­eato Orwell a metà degli anni Quar­an­ta, quel­lo che rimane è un vuo­to enorme. Sen­za quel­la con­so­lazione, la pau­ra viene di soli­to esor­ciz­za­ta con futili espe­di­en­ti.

Nel caso degli attac­chi dell’11 set­tem­bre 2001 e dell’attuale oper­azione del coro­n­avirus, la pau­ra del­la morte è sta­ta usa­ta dalle élite del potere per con­trol­lare le popo­lazioni e portare avan­ti pro­gram­mi piani­fi­cati da tem­po. C’è un filo rosso che col­le­ga i due even­ti.

Entram­bi gli even­ti era­no chiara­mente sta­ti pre­visti e piani­fi­cati.

Nel caso dell’11 set­tem­bre 2001, come ave­vo argo­men­ta­to in prece­den­za, era sta­to accu­rata­mente pre­dis­pos­to in anticipo un con­trol­lo men­tale di tipo lin­guis­ti­co, in modo da evo­care la pau­ra a liv­el­lo pro­fon­do con l’uso di ter­mi­ni ripetu­ti, come Pearl Har­bor, Home­land, Ground Zero, the Unthink­able e 11 set­tem­bre. Cias­cuno di essi, a sua vol­ta, era servi­to ad aumentare dras­ti­ca­mente il liv­el­lo di pau­ra. Ognuno di questi ter­mi­ni deriva­va da riu­nioni, doc­u­men­ti, even­ti, dis­cor­si, tut­ti pro­fon­da­mente asso­ciati al con­cet­to di pau­ra. Questo lin­guag­gio proveni­va diret­ta­mente dal copi­one del­lo stre­gone capo, non da quel­lo di un apprendista impazz­i­to.

E, come David Ray Grif­fin, il prin­ci­pale esper­to dell’11 set­tem­bre (insieme ad altri), ha sot­to­lin­eato in una dozzi­na di lib­ri meti­colosa­mente dis­cus­si e doc­u­men­tati, gli even­ti di quel giorno dove­vano essere sta­ti atten­ta­mente piani­fi­cati in anticipo e le ver­sioni uffi­ciali a pos­te­ri­ori pos­sono essere descritte solo come mira­coli sci­en­tifi­ci, non come teorie sci­en­ti­fiche. Questi mira­coli com­pren­dono: enor­mi gratta­cieli in strut­tura in acciaio che, per la pri­ma vol­ta nel­la sto­ria, crol­lano sen­za esplo­sivi o incen­di a veloc­ità di cadu­ta lib­era, fra cui il WTC‑7 che non era nem­meno sta­to col­pi­to da un aereo; un pre­sun­to pilota dirot­ta­tore, Hani Han­jour, che rius­ci­va a mala­pe­na a far volare un Piper Cub, che avrebbe pilota­to un enorme Boe­ing 757 in una manovra impos­si­bile con­tro il Pen­tagono; i con­trol­li di sicurez­za in quat­tro aero­por­ti che era­no venu­ti a man­care tut­ti nel­lo nel­lo stes­so giorno e nel­lo stes­so momen­to; il fal­li­men­to delle sedi­ci agen­zie di intel­li­gence statu­niten­si; l’incapacità dei con­trol­lori del traf­fi­co aereo, ecc. L’elenco potrebbe con­tin­uare all’infinito. E tut­to questo sarebbe sta­to piani­fi­ca­to da Osama bin Laden. È una favola.

Poi abbi­amo avu­to i famosi attac­chi con l’antrace legati all’11 set­tem­bre. Graeme Mac­Queen, in The Anthrax Decep­tion del 2001, mostra chiara­mente che, anche qui, si era trat­ta­to di una cospi­razione inter­na.

Questi even­ti piani­fi­cati ave­vano por­ta­to all’invasione dell’Afghanistan, al Patri­ot Act, al ritiro degli Sta­ti Uni­ti dal Trat­ta­to ABM, all’invasione dell’Iraq, alla guer­ra al ter­rore anco­ra in cor­so, ecc.

Non dimen­tichi­amo­ci poi di tut­ti gli anni degli avver­ti­men­ti frau­do­len­ti sui peri­coli del ter­ror­is­mo e l’ammonizione del gov­er­no a sig­illare le finestre con il nas­tro ade­si­vo per pro­tegger­ci da un mas­s­ic­cio attac­co chim­i­co e bio­logi­co.

Arriv­i­amo al 2020. Vor­rei iniziare dal fon­do, vis­to che gli avver­ti­men­ti con­tro il peri­co­lo sono anco­ra fres­chi nelle nos­tre men­ti. Quan­do era­no in cor­so i bloc­chi per il COVID-19, men­tre le per­sone desider­a­vano  pot­er tornare ad una vita nor­male e uscire dalle loro gab­bie, era suc­ces­sa una cosa diver­tente. Gli stes­si avver­ti­men­ti di peri­co­lo era­no com­par­si ovunque e nel­lo stes­so momen­to. Ave­vano mostra­to il pro­gram­ma di un pos­si­bile allen­ta­men­to dei con­trol­li gov­er­na­tivi da seguire, pas­so dopo pas­so, solo se le cose fos­sero andate sec­on­do i piani. Dal rosso al gial­lo al verde. Accat­ti­vante. Rosso aran­cio gial­lo blu verde. Come per gli allar­mi ter­ror­is­ti­ci suc­ces­sivi all’11 set­tem­bre 2001. Il Mass­a­chu­setts, dove vivo, è un cosid­det­to sta­to blu [a mag­gio­ran­za demo­c­ra­t­i­ca] e la sua tabel­la cro­mat­i­ca ter­mi­na con il blu, non con il verde, con la fase 4 blu defini­ta “la nuo­va nor­mal­ità: lo svilup­po di vac­ci­ni e/o trat­ta­men­ti che con­sen­ti­ran­no la ripresa del­la ‘nuo­va nor­mal­ità.’” For­mu­lazione inter­es­sante. Una frase da ritorno al futuro.

Come per le ammo­nizioni del dopo 11 set­tem­bre che ci invi­ta­vano a sig­illare le finestre con il nas­tro ade­si­vo, ora si con­siglia a tut­ti di indos­sare la masche­ri­na. È inter­es­sante notare come la 3M Com­pa­ny, un impor­tante pro­du­tore di nas­tro ade­si­vo, sia anche uno dei prin­ci­pali ven­di­tori mon­di­ali di mascher­ine fac­ciali. La soci­età avrebbe dovu­to pro­durre 50 mil­ioni al mese di mascher­ine N95 entro giug­no 2020 e dovrebbe arrivare 2 mil­iar­di a liv­el­lo glob­ale entro il prossi­mo anno. Poi c’è il nas­tro 3M da mascher­atu­ra… ma questo è un argo­men­to appic­ci­coso.

Dopo gli attac­chi dell’11 set­tem­bre 2001, c’era sta­to ripetu­ta­mente det­to che il mon­do era cam­bi­a­to per sem­pre. Ora ci viene det­to che, dopo il COVID 19, la vita non sarà più la stes­sa. Ques­ta è la “nuo­va nor­mal­ità,” men­tre il mon­do post 11 set­tem­bre e pre Covid 19 dove­va essere sta­to la vec­chia nuo­va nor­mal­ità. Quin­di tut­to è diver­so ma anche nor­male.

Quin­di, come affer­ma il sito web del gov­er­no del Mass­a­chu­setts, nei giorni a venire potrem­mo essere in gra­do di avviar­ci ver­so “la ripresa del­la ‘nuo­va nor­mal­ità.’” Ques­ta nuo­va vec­chia nor­mal­ità sarà sen­za dub­bio una for­ma di tran­sumanes­i­mo tec­no-fascista, mes­so in atto per il nos­tro stes­so bene.

Come nel caso dell’11 set­tem­bre, ci sono numerose prove sul fat­to che l’epidemia da coro­n­avirus era sta­ta pre­vista e piani­fi­ca­ta; che la gente è sta­ta vit­ti­ma di una cam­pagna di pro­pa­gan­da che ha fat­to uso di un virus invis­i­bile per indur­ci alla sot­tomis­sione e bloc­care l’economia mon­di­ale a favore delle élite glob­ali. È un caso chiaro, come Peter Koenig dice a Michel Chos­su­dovsky in ques­ta imperdi­bile inter­vista,  non è una teo­ria del com­plot­to ma un palese e con­cre­to piano enun­ci­a­to nel Rap­por­to Rock­e­feller 2010, nell‘Event 201 del 18 otto­bre 2019 e, tra l’altro, nell‘Agen­da 21.

Come gli amor­fi ter­ror­isti e la guer­ra con­tro il “ter­ror­is­mo” (che è una tat­ti­ca e quin­di non un qual­cosa che si può com­bat­tere), un virus è invis­i­bile, tranne quan­do i media lo pre­sen­tano come un pal­li­do muc­chio di strane palline flut­tuan­ti, che sono ovunque e da nes­suna parte. Guar­dati le spalle, atten­to al viso, mascherati, lavati le mani, mantieni le dis­tanze, non sai mai quan­do quelle pun­tute palline aran­cioni potreb­bero infet­tar­ti.

Come per l’11 set­tem­bre, ogni vol­ta che qual­cuno mette in dub­bio la nar­ra­ti­va uffi­ciale del Covid-19, le sta­tis­tiche uffi­ciali, la valid­ità dei test, l’effi­ca­cia delle mascher­ine, i poteri dietro il tan­to decanta­to vac­ci­no prossi­mo ven­turo e le orri­bili con­seguen­ze dei lock­down che dis­trug­gono le economie, ucci­dono la gente, por­tano le per­sone alla dis­per­azione e al sui­cidio, trau­ma­tiz­zano i bam­bi­ni, man­dano in ban­car­ot­ta le pic­cole e medie imp­rese per arric­chire i più ric­chi, ecc., i media cor­po­ra­tivi deri­dono i dis­si­den­ti alla stregua di pazzi del­la cospi­razione che, così facen­do, aiu­tano il virale nemi­co.

Questo suc­cede anche quan­do i dis­si­den­ti sono medici, scien­ziati e intel­let­tuali molto rispet­tati, che ven­gono rego­lar­mente ban­nati da Inter­net. Con l’11 set­tem­bre, inizial­mente c’erano sta­ti molti meno dis­si­den­ti di quan­ti ce ne siano ora e quin­di l’eliminazione delle opin­ioni dis­cor­dan­ti non ave­va avu­to bisog­no di una cen­sura palese, che ora invece cresce di giorno in giorno.

Ques­ta cen­sura inter­es­sa  tut­to Inter­net, rap­i­da­mente e sub­dola­mente, lo stes­so Inter­net che viene impos­to a tut­ti come la nuo­va nor­mal­ità sec­on­do il Grande Reset Glob­ale, la bugia dig­i­tale [di un futuro] in cui, come ha det­to Antho­ny Fau­ci, nes­suno dovrà più dar­si la mano. Un mon­do di immag­i­ni e di esseri umani astrat­ti in cui, come Arthur Jensen dice a Howard Beal nel film Net­work, “Tutte le neces­sità [saran­no] sod­dis­fat­te, tutte le ansie tran­quil­liz­zate, tut­ta le noie ral­le­grate.” Una distopia dig­i­tale che si sta avvic­i­nan­do velo­ce­mente, come forse la fine di quel filo rosso che va dall’11 set­tem­bre ad oggi.

Hei­di Evens e Thomas Hack­ett ave­vano scrit­to sul New York Dai­ly News:

Con l’illusione di sicurez­za e di pro­tezione di tut­ta la nazione ora in fran­tu­mi, gli Amer­i­cani iniziano il lento e irre­go­lare proces­so di gua­ri­gione da un trau­ma che sem­bra pro­fon­da­mente e crudel­mente per­son­ale … che las­cia i cit­ta­di­ni di tut­to il paese con la spaven­tosa con­sapev­olez­za del­la loro vul­ner­a­bil­ità.

L’avevano scrit­to il 12 set­tem­bre 2001.

Edward Curtin

Fonte: edwardcurtin.com
Link: http://edwardcurtin.com/from-terrorists-to-viruses-dystopian-progress/

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