IL CORAGGIO DEI 95 ANNI: LA VITA DI LOTTE DI CHARLOTTE DESPARD


Restare vedo­va, sen­za figli, per una nobil­don­na inglese di fine ‘800 pote­va sig­nifi­care qua­si la fine del­la pro­pria stes­sa vita, ma per Char­lotte Despard, che all’età di 46 era, sen­za saper­lo, esat­ta­mente a metà del­la sua esisten­za, la morte del mar­i­to coin­cise con il vero inizio del­la vita. Era nata nel 1844, e ave­va già dimostra­to quel­lo spir­i­to ribelle e com­bat­ti­vo che l’avrebbe con­trad­dis­tin­ta, lamen­tan­do di non aver rice­vu­to la stes­sa istruzione del fratel­lo, uffi­ciale dell’esercito e alto rap­p­re­sen­tante del re in Irlan­da, di cui sarebbe poi diven­ta­ta avver­saria polit­i­ca durante le proteste con­tro la pri­ma guer­ra mon­di­ale e per l’indipendenza dell’Irlanda.
Alla morte del mar­i­to iniz­iò a dedi­car­si alla car­ità, rima­nen­do scon­vol­ta dalle mis­ere con­dizioni di vita degli ulti­mi; iniz­iò da lì il suo per­cor­so di attivista, andan­do a vivere in mez­zo alle per­sone che aiu­ta­va, viven­do per 20 anni nelle per­iferie dove lavo­ra­va per­ché tut­ti avessero da man­gia­re. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX sec­o­lo si avvicinò poi alla polit­i­ca, incon­tran­do le prin­ci­pali fig­ure e i prin­ci­pali movi­men­ti sociali dell’epoca, ispi­ran­do e rima­nen­do ispi­ra­ta dai per­son­ag­gi che incon­tra­va, del cal­i­bro di Gand­hi, lot­tan­do dura­mente per la con­ces­sione del voto alle donne. L’età di Char­lotte avan­za­va, ma la sua ener­gia rimane­va sem­pre la stes­sa, e non ebbe pau­ra di affrontare il carcere più volte, a più di 60 anni, e fu anche gra­zie alla sua spin­ta che nel 1918 le donne ingle­si poterono andare ai seg­gi.
Durante le lotte per i dirit­ti di rap­p­re­sen­tan­za c’erano state anche le guerre colo­niali e la pri­ma guer­ra mon­di­ale, che Char­lotte con­testò dura­mente, for­man­do anche grup­pi di donne paci­fiste, con le quali con­tin­u­a­va a real­iz­zare pic­coli ospedali e mense per chi ne avesse bisog­no.
Visse gli ulti­mi anni a Dubli­no, dove con­tin­uò a lottare fino all’ultimo istante al fian­co dei repub­bli­cani, tor­nan­do anche in pri­gione, e a man­i­festare aper­ta­mente con­tro i fas­cis­mi nascen­ti in Europa, pagan­do anco­ra lo scot­to del suo cor­ag­gio e del suo attivis­mo, alla soglia dei 90 anni, quan­do la sua casa fu bru­ci­a­ta.
Morì all’età di 95 anni, più gio­vane che mai.

Can­ni­bali e Re
Cronache Ribel­li

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