I greci si “drogavano” con l’alloro


Nel­l’an­ti­ca mesopotamia, l**‘alloro **era un com­po­nente di incen­si a uso magi­co-cul­tur­ale.
Nel­la mitolo­gia gre­ca, l’**alloro** era iden­ti­fic­to con la nin­fa Dafne, nome attribuito anche alla pianta stes­sa nel­la let­ter­atu­ra gre­ca lati­na. Nel­l’an­ti­ca Gre­cia, era sacro ad apol­lo e le foglie era­no mas­ti­cate o bru­ci­ate per inalarne il fumo, in modo da favorire la chiaroveg­gen­za e la div­inazione. Anche poeti e can­tori ne face­vano uso. E’ sta­to pro­pos­to che la Pizia, la pro­fetes­sa del­l’o­ra­co­lo di Apol­lo a Delfi, mas­ti­cas­se foglie di alloro o ne nalasse il fumo pri­ma di entrare in uno sta­to di trance, durante il quale il dio si man­i­fes­ta­va e parla­va tramite lei. Si è anche ipo­tiz­za­to che la Pinzia inalasse un incen­so com­pos­to da *khat (catha edulis)*, stra­mo­nio, cana­pa indi­ana (*cannabis indi­ca*) e alloro. A Roma l’**alloro** si bru­ci­a­va come il gine­pro (*junipe­rus*), insieme alle offerte sac­ri­f­i­cali.
Potrebbe essere che il termne *daphne* indi­cas­se una o più piante diverse, forse psicoattive.Le specie che si riferiscono all’**alloro** sono spes­so tossiche. Ricor­diamo le seguen­ti: albero del­la can­fo­ra (*cin­namo­mun cam­pho­ra;* alloro del­la can­fo­ra), anice stel­la­to fal­so (*illi­ci­um anisa­t­um*; **alloro** velenoso), lau­ro­cera­so (*lau­rus cerasi*), ale­an­dro (**alloro** delle rose), pal­ma spin­osa (*ilex aquifoli­um*; **alloro** sel­vati­co), rosa **alloro** (*Kalmia*;**alloro** di mon­tagna), sas­sofras­so (*sas­safras alb­dum*; **alloro** esti­vo) e viburno (*vibur­num*; **alloro** bas­tar­do).
Nel­l’an­ti­chità; s pen­sa­va che l’al­loro avesse il potere di richia­mare o scac­cia­re gli spir­i­ti, come ripor­ta Pro­clo per i rami. Sono state ricostru­ite alcune ricette per fumigazioni esate nel­l’an­ti­chità, in cui rien­tra l’al­loro, quali fumigazione di Ecate, com­pos­ta da ruta siri­a­ca, mir­ra (*com­mipho­ra*), storace (*styrax offic­i­nalis*) e olibano (*boswellia sacra*), e fumigazione del peri­o­do lati­no, incui tro­vi­amo gine­pro, ver­be­na (*ver­be­na offic­i­nalis*), salvia domes­ti­ca (*salvia offic­i­nalis*) e timo.
Soprat­tut­to durante il medio­e­vo, l’ alloro era con­sid­er­a­to una pianta mag­i­ca che pote­va far vedere le cose nascoste. Le foglie era­no uti­liz­zate per aro­m­a­tiz­zare vino e bir­ra.
Il suc­co è anti­set­ti­co, fovorisce la cir­co­lazione e ha pror­pi­età sti­molan­ti. Nel­la fitoter­apia mod­er­na, si usa per dis­pep­sie atoniche, affat­ic­men­to (per sem­pio influen­za­le), flat­u­len­za, fer­men­tazione intesti­nale, bron­chite cron­i­ca, sta­ti influen­za­li, idropisia, reuma­tis­mi, inson­nia, mestru­azioni dolorose, angi­na, infezioni buc­co-faringee e sinusite.

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