Covid, vietate le processioni cristiane ma permesse le preghiere islamiche: la denuncia di FdI

Adri­ana De Con­to

Covid
Adri­ana De Con­to
Pro­ces­sioni no, preghiera islam­i­ca sì. Le ques­tioni di Covid val­go­no a metà, gli assem­bra­men­ti sareb­bero letali per le con­suete rit­u­al­ità cris­tiane, per i raduni islam­i­ci no. Accade a Tori­no e in altre cit­tà, tra cui Gros­se­to. In questo peri­o­do abbon­dano le feste in onore dei San­ti patroni. Ma anche questo rit­uale sta saltan­do. A Gros­se­to  cari ami­ci ci dicono in pre­da allo scon­cer­to che la  pro­ces­sione di  San Loren­zo, il 9 agos­to  è sta­ta annul­la­ta . E’ avvi­lente che le restrizioni  colpis­cano come una man­na­ia le abi­tu­di­ni spir­i­tu­ali di tan­ti ital­iani, di tante comu­nità.  Pre­venire assem­bra­men­ti in chi­ave anti-Covid:  la moti­vazione uffi­ciale coz­za però con il trat­ta­men­to diver­so  ris­er­va­to alle cer­i­monie islamiche. Siamo alle solite.


Il caso di Tori­no
Il caso di Tori­no. Qui i musul­mani han­no cel­e­bra­to la Fes­ta del Sac­ri­fi­co non al par­co Dora, come avvenu­to negli anni scor­si, ma in nove luoghi pub­bli­ci e pri­vati del­la cit­tà. Odd­io, la scelta di non far con­verg­ere per­sone in un uni­co pun­to  è  gius­ta. Ma la con­trad­dizioni si pale­sa subito per­ché poi le  diverse loca­tion sparse per i riti sono diven­tate a loro vol­ta assem­bra­men­ti. O il divi­eto di assem­bra­men­ti vale per tut­ti o per nes­suno. .Fratel­li d’Italia ha stig­ma­tiz­za­to il diver­so trat­ta­men­to nei due casi, sul­la scor­ta di lamentele da parte di tori­ne­si. E’ sta­ta la par­la­mentare di FdI Augus­ta Mon­taruli a dare voce allo scon­cer­to delle comu­nità cit­ta­dine avvilite. Dal suo pro­fi­lo rilan­cia un’intervista rilas­ci­a­ta al Gior­nale.
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Covid, pro­ces­sioni vietate a Tori­no, Gros­se­to e in altri cen­tri
“A cosa è servi­to vietare la pro­ces­sione del­la Con­so­la­ta, inter­rompen­do una tradizione anti­ca di Tori­no, quan­do poi si autor­iz­zano le preghiere di mas­sa dei musul­mani?”.  La par­la­mentare di FdI ha spie­ga­to che ” lo smis­ta­men­to del­la fol­la di fedeli islam­i­ci in diver­si pun­ti  ha solo aumen­ta­to il numero di assem­bra­men­ti nei vari quartieri del­la cit­tà”.  La par­la­mentare si scaglia per­ciò con­tro il gov­er­no gial­lorosso che “mostra i mus­coli con gli ital­iani lim­i­tan­do le loro lib­ertà reli­giose e politiche in piaz­za, ma con­cede tut­to a chi ci impone in stra­da iden­tità e tradizioni diverse dal­la nos­tra”. Iden­tità e tradizioni che potreb­bero essere una chi­ave utile di inte­grazione e che invece maneg­giate in modo scor­ret­to si trasfor­mano in una con­trap­po­sizione.
FdI: assem­bra­men­ti molti­pli­cati nei suk del degra­do
Dai social le per­sone sot­to­lin­eano pro­prio questo con­trosen­so. Più si par­la di inte­grazione, meno si fa per con­sen­tire che ciò acca­da nel rec­i­pro­co rispet­to. Si è aggiun­to anche il com­men­to del­la capogrup­po di Fdi in Cir­co­scrizione 7, Patrizia Alessi. Entran­do nel­lo speci­fi­co del­la realtà tori­nese ha affer­ma­to: “Non è una coin­ci­den­za che gran parte degli assem­bra­men­ti del­la preghiera islam­i­ca siano col­lo­cati nei luoghi occu­pati – ora o in pas­sato – anche dai suk del degra­do: a par­tire da via Car­cano fino a San Pietro in Vin­coli e via Mon­teverde”. La giun­ta gril­li­na è dis­trat­ta.
Covid , regole a inter­mit­ten­za
Colpire le pro­ces­sioni dei san­ti patroni sta diven­tan­do un trend pre­oc­cu­pante. Medes­i­mo meto­do anche a Gros­se­to.  Quest’anno non si farà la pro­ces­sione di San Loren­zo, patrono del­la cit­tà toscana, il 9 agos­to. Annul­late anche la pro­ces­sione a mare dell’Assunta a Cas­tiglione del­la Pesca­ia il 14 agos­to e la pre­ces­sione di San Roc­co a Mari­na di Gros­se­to il 14 agos­to. Lo comu­ni­ca, sot­to­lin­e­an­do il pro­prio dispi­acere, la stes­sa Dio­ce­si di Gros­se­to. “Siamo cosci­en­ti dell’attaccamento e del deside­rio dei fedeli e di tut­ti che tali espres­sioni, che fan parte del­la nos­tra tradizione, si man­tengano vive. Ma vivi­amo questo anco­ra nei con­dizion­a­men­ti del­la pan­demia. Se, in teo­ria, le pro­ces­sioni si pos­sono svol­gere, seguen­do però tut­ta una serie di pre­cauzioni;  in con­cre­to le stesse indi­cazioni ren­dono qua­si impos­si­bile gestire la situ­azione nei tre casi nom­i­nati”. Questo non bas­ta a placare la delu­sione di tan­ti cre­den­ti.
 
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