Confessa l’omicida di Francesca Fantoni: a incastrarlo una felpa con il sangue della donna trovata nel parco di Bedizzole

Confessa l'omicida di Francesca Fantoni: a incastrarlo una felpa con il sangue della donna trovata nel parco di Bedizzole

Dopo due giorni di silen­zio Andrea Pavari­ni, in carcere a Bres­cia, ha ammes­so le sue respon­s­abil­ità. Il des­ti­no ha acco­mu­na­to Francesca alla sua com­pagna di scuo­la Ele­na, uccisa nel 2006 da un uomo che poi ave­va nascos­to il suo cor­po

Ha con­fes­sato dopo due giorni Andrea Pavari­ni, l’uo­mo che lunedì era sta­to fer­ma­to per l’omi­cidio di Francesca Fan­toni, la 39enne trova­ta mor­ta in un par­co pub­bli­co a Bedi­z­zole nel bres­ciano. L’uo­mo, che ha un figlio di tre mesi, ha ammes­so le pro­prie respon­s­abil­ità nel cor­so del­l’in­ter­roga­to­rio che si è tenu­to ques­ta mat­ti­na in carcere a Bres­cia.

A far­lo crol­lare, dopo che ave­va nega­to tut­to, persi­no di essere lui l’uo­mo ripreso dalle tele­camere assieme alla sua vit­ti­ma, sarebbe sta­to un dato for­ni­to dagli inquiren­ti: il sangue sul­la fel­pa che indos­sa­va saba­to sera Andrea Pavari­ni e che è sta­ta trova­ta a casa del­l’uo­mo fer­ma­to cor­risponde al pro­fi­lo geneti­co di Francesca Fan­toni. Lo han­no sta­bil­i­to le anal­isi effet­tuate dagli inquiren­ti e il dato è con­tenu­to nel­la richi­es­ta di con­va­l­i­da del fer­mo pre­sen­ta­ta dal­la procu­ra al gip che ques­ta mat­ti­na in carcere a Bres­cia ha inter­roga­to il 32enne accusato di omi­cidio volon­tario, assis­ti­to dal­l’avvo­ca­to Ennio Buf­foli. Francesca Fan­toni, affet­ta da un lieve ritar­do cog­ni­ti­vo, era molto conosci­u­ta e ama­ta in paese e saba­to sera, pri­ma di scom­par­ire, era sta­ta vista in un bar con alcu­ni ami­ci, tra questi anche Pavari­ni. E’ pro­prio in quel­la ser­a­ta tra le 21 e le 22 è sta­ta ammaz­za­ta a botte. Sul­la fronte anche un seg­no pro­fon­do come se fos­se sta­ta col­pi­ta con un ogget­to, forse il tele­fono cel­lu­lare del­la stes­sa vit­ti­ma che era sta­to trova­to in fran­tu­mi nel­la piaz­za del paese a poca dis­tan­za dal luo­go dove si è con­suma­to l’omi­cidio. Per­ché chi inda­ga è con­vin­to che sia avvenu­to tut­to dove poi la don­na è sta­ta trova­ta, dietro gli alberi e sot­to foglie e fan­go. Un delit­to, ques­ta l’ipote­si, scate­na­to da un rifi­u­to di Francesca Fan­toni ad avere un rap­por­to ses­suale con Pavari­ni. I due si conosce­vano, “ma non han­no mai avu­to una relazione e mesi fa ave­va prova­to ad avvic­i­nar­si a casa e lo ave­vano manda­to via”, ha rac­con­ta­to la madre del­la vit­ti­ma che chiede gius­tizia. “E nes­suno — aggiunge — si per­me­t­ta di infan­gare la memo­ria di mia figlia che era una ragaz­za ben volu­ta da tut­ti”. La famiglia Fan­toni aspet­ta il nul­laos­ta per la sepoltura che arriverà dopo l’au­top­sia sul cor­po del­la 39enne.



E in tan­ti in questi giorni pen­sano al des­ti­no sim­i­le di due com­pagne di ban­co: per­ché Francesca Fan­toni anda­va a scuo­la con Ele­na Lonati, una ragaz­za che nel 2006, a 23 anni, fu uccisa sem­pre a Bedi­z­zole. Le due ragazze ave­vano fre­quen­ta­to le scuole supe­ri­ori dalle suore Canos­siane tra il 1994 e il 1997. Nel­l’agos­to del 2006 Ele­na fu uccisa dal sacrestano cin­galese Wimal Chami­la Pon­nam­pe­ru­mage: era entra­ta nel­la chiesa di San­ta Maria a Mom­piano per accen­dere una can­dela, ci fu una lite con il ragaz­zo, che rac­con­tò di aver­la spin­ta e di aver­la vista cadere all’indi­etro, pic­chi­an­do la tes­ta con­tro un ban­co di leg­no. Spaven­ta­to, rac­con­tò di aver­la chiusa in sac­chi di plas­ti­ca chiusi con il nas­tro ade­si­vo e di aver­la nascos­ta su una scala del pul­pi­to. Per questo era sta­to con­dan­na­to a 18 anni e 4 mesi, e ora fuori dal carcere.

https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/01/29/news/francesca_fantoni_uccisa_bedizzole_femminicidio_omicida_confessa-247072980/

Guazzarotti71
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