PERCHÈ LA STRATEGIA DEGLI USA CON L’IRAN È RISULTATA FINO AD OGGI UN FALLIMENTO ?

Anal­isti USA si chiedono il moti­vo del fal­li­men­to del­la strate­gia impe­ri­ale degli Sta­ti Uni­ti, accen­tu­a­ta dal­la furia di Trump, con­tro l’Iran in tutte le sue vari­anti, con totale stu­pore degli stes­si Sta­ti Uni­ti.

Se il pres­i­dente amer­i­cano Don­ald Trump vuole davvero seder­si per rine­goziare il pro­gram­ma nucleare ira­ni­ano con le autorità del­la Repub­bli­ca islam­i­ca dell’Iran, deve stro­finare i gomi­ti con con­sulen­ti migliori e scom­met­tere di più sul­la diplo­mazia, altri­men­ti, se lui perderà la nom­i­na elet­torale del 3 novem­bre davan­ti al suo rivale demo­c­ra­ti­co, Joe Biden, come preve­dono i sondag­gi d’opinione , la nuo­va ammin­is­trazione amer­i­cana dovrà cer­care di ricostru­ire i pon­ti dis­trut­ti e le oppor­tu­nità perse in mate­ria diplo­mat­i­ca e rista­bilire l’ordine. in Asia occi­den­tale, questo è l’inizio dell’ arti­co­lo di Alma Keshavarz, anal­ista di sicurez­za glob­ale pres­so l’Institute of Pol­i­cy and Strat­e­gy del­la Carnegie Mel­lon Uni­ver­si­ty di Pitts­burg (USA)

Keshavarz, Ph.D. in scien­ze politiche, scrive che men­tre la polit­i­ca di ostil­ità degli Sta­ti Uni­ti con­tro l’Iran si tro­va in fase di stan­ca e l’amministrazione Don­ald Trump non ha una strate­gia sig­ni­fica­ti­va nei con­fron­ti del suo rivale demo­c­ra­ti­co, risul­ta che i falchi del­la Casa Bian­ca stan­no cer­can­do tut­ti i mezzi per risol­vere il qua­si mori­bon­do trat­ta­to nucleare con l’Iran, nel quadro del­la loro rival­ità con le gran­di poten­ze, Europa, Rus­sia e Cina, al fine di ren­der­lo un pal­lone ad ossigeno per le aspi­razioni di rielezione del leader repub­bli­cano.

Sebbene l’Iran sia inter­es­sato a rag­giun­gere un accor­do con gli Sta­ti Uni­ti per ridurre l’impatto delle sanzioni ille­gali e dell’isolamento inter­nazionale che queste stesse mis­ure puni­tive gli han­no causato da parte di pae­si terzi minac­ciati, l’analista aggiunge, tut­tavia, che non è molto chiaro in cosa si sposterà la direzione la polit­i­ca estera amer­i­cana con un Biden alla Casa Bian­ca e di fronte a ques­ta latente pos­si­bil­ità che gli Sta­ti Uni­ti torni­no al cen­tro dell’accordo nucleare .

L’analista d’opinione con­tin­ua osser­van­do che Trump, dopo aver riti­ra­to uni­lat­eral­mente gli Sta­ti Uni­ti nel mag­gio 2018 dall’accordo nucleare fir­ma­to tre anni pri­ma, nel 2015, da Teheran e dal grup­po 5 + 1 (allo­ra for­ma­to dagli Sta­ti Uni­ti, dal Reg­no Uni­to, Fran­cia, Rus­sia e Cina, oltre alla Ger­ma­nia) lan­cia­rono una cam­pagna di “mas­si­ma pres­sione”, sup­por­t­a­ta dai loro marchingeg­ni puni­tivi con­tro l’Iran , con l’obiettivo di costringer­lo a rine­goziare il suo pro­gram­ma nucleare, tut­tavia, aggiunge, il leader repub­bli­cano, anco­ra ai giorni di oggi, non ha rag­giun­to i suoi obi­et­tivi sul­la base di una strate­gia erra­ta, i cui risul­tati sug­geriscono che invece di coer­cizione, la cam­pagna dovrebbe essere basa­ta sul­la diplo­mazia .

In base al pat­to, uffi­cial­mente denom­i­na­to Piano d’azione comune glob­ale (PIAC o JCPOA), l’Iran ha promes­so di ridurre lo svilup­po del suo pro­gram­ma nucleare, in cam­bio del­la totale can­cel­lazione delle sanzioni inter­nazion­ali imposte in suo con­tro .
Tut­tavia, gli Sta­ti Uni­ti, non appe­na han­no las­ci­a­to l’accordo, han­no rein­trodot­to sanzioni sof­fo­can­ti e dra­co­ni­ane sull’Iran , invi­tan­do persi­no il resto dei fir­matari a sosten­er­lo, invano, con l’obiettivo di costrin­gere Teheran a rine­goziare il doc­u­men­to.
Il leader repub­bli­cano ha usato il pretesto che l’Iran non sta­va adem­pi­en­do pien­amente alle pro­prie respon­s­abil­ità ai sen­si del pat­to, tut­tavia, numerosi rap­por­ti dell’Agenzia inter­nazionale per l’energia atom­i­ca (AIEAcon­fer­mano che Teheran ha pien­amente rispet­ta­to gli impeg­ni che ha accetta­to nel suo gior­na­ta al PIAC.

Da allo­ra, la Casa Bian­ca non ha solo attua­to una polit­i­ca di “mas­si­ma pres­sione” sul­la nazione per­siana, minac­cian­do di punire altri sta­ti, se questi con­tin­u­assero il loro com­mer­cio con gli ira­ni­ani , ma, nel ten­ta­ti­vo di forzare ulte­ri­ori negoziati sul pro­gram­ma Ener­gia nucleare per­siana, Wash­ing­ton ha paven­ta­to la minac­cia del con­flit­to arma­to con­tro l’Iran.
Una strate­gia che è fal­li­ta intera­mente a causa del­la fer­ma resisten­za del popo­lo per­siano che è deter­mi­na­to a non essere sopraf­fat­to dagli amer­i­cani, che cer­cano dis­per­ata­mente di seder­si attorno a un tavo­lo con gli ira­ni­ani per mit­i­gare il loro fal­li­men­to, pre­sum­i­bil­mente per par­lare del loro pro­gram­ma nucleare, anche se è più chiaro dell’acqua che stan­no solo cer­can­do una fotografia con la del­egazione ira­ni­ana per usar­la di fronte alla gal­le­ria per sostenere le pos­si­bil­ità di rielezione di Trump .
In effet­ti, l’articolo sot­to­lin­ea che, indipen­den­te­mente dalle con­seguen­ze dell’errata strate­gia di Trump per l’accordo sul nucleare, la cam­pagna di “mas­si­ma pres­sione” causerà il mag­gior dan­no agli inter­es­si degli Sta­ti Uni­ti. Indipen­den­te­mente da chi occu­pa l’Ufficio Ovale nel gen­naio 2020, la polit­i­ca estera degli Sta­ti Uni­ti deve con­cen­trar­si sug­li sforzi diplo­mati­ci per ripristinare le relazioni inter­nazion­ali, che sono state dan­neg­giate dall’unilateralismo USA con­tro l’Iran.

Forze ira­ni­ane in Siria

Trump ha ripetu­ta­mente affer­ma­to di vol­er avviare una serie di col­lo­qui con le autorità ira­ni­ane, tut­tavia, invece di spi­anare la stra­da in ques­ta direzione, i fun­zionari del Dipar­ti­men­to di Sta­to degli Sta­ti Uni­ti e del Tesoro si sono con­cen­trati sul bloc­car­lo impo­nen­do una serie di mis­ure puni­tive pro­prio con­tro col­oro con cui l’inquilino del­la Casa Bian­ca vol­e­va seder­si per negoziare.

Fac­ciamo affi­da­men­to sul­la pres­sione eco­nom­i­ca e sul potere diplo­mati­co degli Sta­ti Uni­ti per deter­minare un cam­bi­a­men­to sig­ni­fica­ti­vo nel­la posizione dell’Iran e seder­ci al dial­o­go”, ha dichiara­to Bri­an Hook, rap­p­re­sen­tante spe­ciale del Dipar­ti­men­to di Sta­to USA per L’Iran, nell’ottobre 2019, rac­coglie il testo.

Sebbene gli Sta­ti Uni­ti abbiano aumen­ta­to la pres­sione eco­nom­i­ca sull’Iran impo­nen­do una serie di sanzioni, le loro molestie non han­no cam­bi­a­to una vir­go­la rispet­to al pas­sato, il doc­u­men­to indi­ca, in segui­to ricor­dan­do che dopo che Wash­ing­ton ha deciso di ” ridurre a zero ” le esportazioni del greg­gio ira­ni­ano, le ten­sioni nel Gol­fo Per­si­co sono aumen­tate in modo tale che la divi­sione aerospaziale ira­ni­ana del Cor­po del­la Guardia riv­o­luzionar­ia ira­ni­ana (IRGCha abbat­tuto un drone spia amer­i­cano men­tre svol­ge­va com­pi­ti di ric­og­nizione nel­lo spazio dal sud del paese per­siano a giug­no 2019. Allo stes­so modo e nelle stesse date, l’IRGC Naval Force ha man­tenu­to una petroliera bri­tan­ni­ca, denom­i­na­ta “Ste­nal Impero”, nel­lo stret­to di Hor­muz per “aver vio­la­to le norme inter­nazion­ali sul trasporto marit­ti­mo di traf­fi­co di car­bu­rante”.

Ques­ta misura era un suono scred­i­ta­to per l’immagine di una flot­ta navale amer­i­cana , pre­sente nelle acque del Gol­fo Per­si­co e del Mare dell’Oman, con il pretesto di garan­tire la sicurez­za marit­ti­ma del­la regione, quin­di non ha osato inter­venire nell’operazione ira­ni­ana di riten­zione del­la nave bri­tan­ni­ca avvenu­ta dopo che la Mari­na bri­tan­ni­ca ave­va seques­tra­to una petroliera ira­ni­ana, chia­ma­ta “Adri­an Darya 1” , diret­ta ver­so le coste del­la Siria nel­lo stret­to di Gibil­ter­ra, su richi­es­ta delle Autorità amer­i­cane.

Il seg­re­tario di Sta­to amer­i­cano, Mike Pom­peo e Bri­an Hook, in reazione a queste mis­ure ira­ni­ane prese per non essere sopraf­fat­ti dagli amer­i­cani e dagli ingle­si, pote­vano solo uscirsene dicen­do che all’epoca la cam­pagna di “mas­si­ma pres­sione” su Teheran sarebbe con­tin­u­a­ta in vig­ore, l’articolo sot­to­lin­ea e sot­to­lin­ea che, tut­tavia, con il pas­sare del tem­po si sta dimostran­do che la “mas­si­ma pres­sione” degli Sta­ti Uni­ti con­tro l’Iran non fun­ziona affat­to e sta caden­do in un sac­co rot­to .

Come dato deter­mi­nante che mostra il fal­li­men­to del­la cam­pagna di “mas­si­ma pres­sione” amer­i­cana sull’Iran , si può sot­to­lin­eare l’arrivo delle 5 petroliere ira­ni­ane arrivate in Venezuela , per alle­viare la grande caren­za di car­bu­rante che il paese caraibi­co sof­fre a causa delle mis­ure coerci­tive imposte dall’amministrazione Trump nel quadro del­la sua cam­pagna di pres­sione con­tro il gov­er­no del pres­i­dente venezue­lano Nicolás Maduro.

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In effet­ti, l’arrivo delle cinque navi cis­ter­na bat­ten­ti bandiera ira­ni­ana: la “For­tu­na” , la “Fores­ta”, la “Petu­nia” , il “Fax­on” e il “Garo­fano”, che insieme trasporta­vano cir­ca 1,53 mil­ioni di bar­ili di car­bu­rante e derivati ​​per pro­durre tut­ti i tipi di car­bu­ran­ti nel quadro di relazioni di coop­er­azione tra i due pae­si, è sta­ta una grave bat­tuta d’arresto per Trump, met­ten­do in dis­cus­sione i suoi ten­ta­tivi di impedire il trasfer­i­men­to di com­bustibili fos­sili da parte delle com­pag­nie di nav­igazione per­siane nel paese sudamer­i­cano, il cui l’industria petrolchim­i­ca sta viven­do una caren­za di car­bu­rante a causa delle sanzioni degli Sta­ti Uni­ti.

Funer­ali gen. Soleimani

Pri­ma di questo episo­dio marit­ti­mo, che coin­volge un’impresa ris­er­va­ta solo a popoli cor­ag­giosi, gli amer­i­cani, nel loro delirio di vedere le autorità per­siane sedute attorno a un tavo­lo dei negoziati, ave­vano avvi­a­to la macchi­na da guer­ra di Wash­ing­ton, tra­man­do l’assassinio del Coman­dante del­la forza Quds del Cor­po delle guardie riv­o­luzionar­ie islamiche (IRGC) dell’Iran, tenente gen­erale Qasem Soleimani e vice coman­dante delle unità di mobil­i­tazione del popo­lo iracheno (Al-Hashad Al-Shabi, in arabo), Abu Mah­di al ‑Muhan­dis e molti altri com­pag­ni che sono sta­ti assas­si­nati in un attac­co aereo statu­nitense con­tro i veicoli in cui sta­vano viag­gian­do vici­no all’aeroporto inter­nazionale di Bagh­dad nelle prime ore del 3 gen­naio (per una mis­sione diplo­mat­i­ca).

Con ques­ta strate­gia deli­rante, i sig­nori del­la guer­ra del Pen­tagono immag­i­narono che, con l’omicidio del noto mil­itare per­siano e dei suoi com­pag­ni, che fino ad oggi ave­vano svolto un ruo­lo ril­e­vante nei pesan­ti com­bat­ti­men­ti in Iraq e Siria con­tro grup­pi ter­ror­is­ti­ci, molti di loro appog­giati dalle forze amer­i­cane e da quelle del regime israeliano, potreb­bero minare la volon­tà del popo­lo ira­ni­ano e inde­bolire, allo stes­so tem­po, gli spir­i­ti dei mem­bri delle forze armate del­la Repub­bli­ca islam­i­ca, in modo che il gov­er­no di Teheran potesse cedere ed accettare di incon­trar­si per par­lare con la con­troparte amer­i­cana.

Tut­tavia, la mossa è anda­ta molto male per gli amer­i­cani, poiché la sur­reale cospi­razione con i toni machi­avel­li­ci si è riv­ol­ta con­tro gli inter­es­si degli Sta­ti Uni­ti in Asia occi­den­tale, pro­prio quan­do le loro truppe era­no in vena di iniziare il loro ritiro , in varie fasi, dal ter­ri­to­rio iracheno. Questo è avvenu­to dopo che le forze USA sono state ogget­to di ritor­sioni da parte del­la Repub­bli­ca islam­i­ca dell’Iran con attac­chi mis­silis­ti­ci ter­ra-ter­ra lan­ciati dal­la divi­sione aerospaziale dell’IRGC con­tro la base aerea di Ain Al-Asad, sit­u­a­ta nel­la provin­cia occi­den­tale Al-Anbar iracheno e occu­pa­to dalle truppe statu­niten­si dall’invasione dell’Iraq del 2003, e con­tro una base a Erbil, cap­i­tale del­la regione del Kur­dis­tan iracheno, sot­to il con­trol­lo degli amer­i­cani.

Base USA in Iraq dis­trut­ta da attac­co di rap­pre­saglia ira­ni­ano

Alla luce di quan­to pre­cede, la spe­cial­ista polit­i­ca sot­to­lin­ea che, se Trump viene elet­to per un sec­on­do manda­to, dovrebbe cir­con­dar­si di con­siglieri migliori di quan­ti si sia cir­conda­to fino­ra, in modo che adot­ti­no una strate­gia più costrut­ti­va nei con­fron­ti dell’Iran, ovvi­a­mente, aggiunge. Più dura­no le sanzioni, meno diven­tano effi­caci e più diven­ta dif­fi­cile rag­giun­gere obi­et­tivi politi­ci .

Sec­on­do l’autore del­la scrit­tura, la sto­ria ha dimostra­to che la pres­sione eco­nom­i­ca da sola non può costrin­gere un paese sovra­no, come l’Iran, a inchi­nar­si ai dis­eg­ni impe­ri­ali di un’altra nazione, per quan­to sia una super­poten­za mon­di­ale, dal momen­to che gli ira­ni­ani han­no mostra­to lode­v­ole resisten­za a cias­cu­na delle mis­ure restrit­tive imposte dagli Sta­ti Uni­ti con­tro di loro, chiaren­do che non impor­ta quan­to vogliano far pres­sione ontro il loro paese, non rin­un­cian­do a una vir­go­la nel­la loro fer­rea dife­sa del­la sovran­ità e dell’indipendenza del­la loro patria.

In effet­ti, gli ira­ni­ani men­tre sof­frono nel­la pro­pria carne gli effet­ti dis­as­trosi delle sanzioni statu­niten­si imposte al set­tore san­i­tario del paese per­siano men­tre la crisi pan­dem­i­ca del nuo­vo coro­n­avirus, cau­san­do COVID-19, peg­gio­ra tra la sua popo­lazione. Riman­gono sal­di e non mostra­no seg­nali di vol­er­si arren­dere all’attacco impe­ri­ale degli Sta­ti Uni­ti.

Per­tan­to, l’editorialista sot­to­lin­ea che, nel deter­minare e adottare una strate­gia, gli Sta­ti Uni­ti devono sta­bilire chiara­mente obi­et­tivi che, quan­do si avvic­i­nano alle loro relazioni con l’Iran, giri­no nel­la direzione di ottenere risul­tati migliori e più costrut­tivi di quel­li fino­ra rag­giun­ti.

In sin­te­si e come colophon, nel suo arti­co­lo di opin­ione, la poli­tolo­ga affer­ma che gli Sta­ti Uni­ti non devono dimen­ti­care il ruo­lo fon­da­men­tale che la Repub­bli­ca islam­i­ca svolge nel­la regione dell’Asia occi­den­tale per riscri­vere la sua visione strate­gi­ca sul­la nazione per­siana, non sen­za pri­ma notare che Men­tre Trump ha ripetu­ta­mente chiesto la fine delle infi­nite guerre statu­niten­si nell’area, deve essere con­sapev­ole che una con­tin­ua esca­la­tion di ten­sioni con Teheran com­plicherebbe ulte­ri­or­mente il suo pro­gram­ma elet­torale di riportare a casa le truppe amer­i­cane.

Fonte: His­pan Tv

Traduzione: Luciano Lago

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