Disegno di legge sulla sovranità di Israele: quanto costerà e chi pagherà?

Sebbene ad oggi non sia anco­ra chiaro se Israele porterà avan­ti il suo prog­et­to di esten­dere la pro­pria sovran­ità alla Cis­gior­da­nia, i media israeliani stan­no già sti­man­do le perdite.

Infat­ti, ques­ta mossa costringerà lo Sta­to ebraico a spendere per garan­tire la sicurez­za e l’integrazione dei palesti­ne­si. Ma Israele non può stanziare tut­to questo denaro.

Lunedì il min­istro del­la Dife­sa Binyamin Gantz ha dichiara­to che il pri­mo luglio, il ter­mine ulti­mo per l’estensione del­la sovran­ità di Israele ad alcune aree del­la Cis­gior­da­nia, non è in realtà una “data sacra”. Gantz ha, infat­ti, sot­to­lin­eato che il suo obi­et­ti­vo pri­mario è risol­vere le prob­lem­atiche legate al COVID-19 e non annet­tere nuovi ter­ri­tori.

Sebbene il piano del­la “annes­sione” sia già all’ordine del giorno, Gantz intende anz­i­tut­to occu­par­si del­la pan­demia che ha provo­ca­to un crol­lo dell’economia israeliana e ha fat­to reg­is­trare un’impennata del­la dis­oc­cu­pazione. Dopodiché intrapren­derà i pas­si nec­es­sari per indurre lo Sta­to ebraico a sostenere spese che al momen­to il Paese non può per­me­t­ter­si di affrontare.

© AP PHOTO / ABIR SULTANIsraele rin­uncerà all’an­nes­sione del­la Valle del Gior­danoÈ dif­fi­cile sti­mare quan­ti fon­di ser­vano a Israele per attuare il prog­et­to di esten­sione del­la sovran­ità, anz­i­tut­to per­ché ad oggi non si sa se il pri­mo min­istro Ben­jamin Netanyahu porterà avan­ti il prog­et­to e, anche se lo facesse, non conos­ci­amo né la por­ta­ta dell’annessione né il numero di palesti­ne­si che ver­ran­no assim­i­lati.

Tut­tavia, sec­on­do le stime, se il pri­mo min­istro porterà avan­ti il piano, Israele dovrà immet­tere nel­la pro­pria econo­mia mil­iar­di di dol­lari per far sì che questo ambizioso prog­et­to riman­ga a gal­la.

Un prezzo alto per la “annessione”?

Inizial­mente Israele dovrà fare i con­ti con la minac­cia delle sanzioni even­tual­mente com­mi­nate dai Pae­si occi­den­tali. Sebbene la ques­tione rel­a­ti­va al con­sen­so tra gli Sta­ti mem­bri dell’UE non sia all’ordine del giorno, la deci­sione vera e pro­pria cir­ca l’estensione del­la sovran­ità di Israele potrebbe indurre il bloc­co occi­den­tale a riflet­tere sul fat­to che tale deci­sione potrebbe altresì gener­are un decre­men­to del rat­ing cred­i­tizio del Paese e un con­tes­tuale incre­men­to dei tas­si di inter­esse.

In sec­on­do luo­go, una sim­i­le mossa avrebbe gravi con­seguen­ze a liv­el­lo di sicurez­za e richiederebbe ingen­ti inves­ti­men­ti nel bilan­cio del­la sicurez­za nazionale che nel 2019 si è attes­ta­to a poco più di 20 mil­iar­di di dol­lari. Accan­to a Rus­sia, USA e Ara­bia Sau­di­ta, Israele rien­tra tra i Pae­si con le spese mil­i­tari pro capite mag­giori. E la situ­azione si con­serverà tale se i palesti­ne­si rimar­ran­no fedeli alle pro­prie promesse di “incen­di­are” la Cis­gior­da­nia e la striscia di Gaza.

Israele sa bene quale dan­no eco­nom­i­co sono in gra­do di arrecare i dis­or­di­ni e l’instabilità. Infat­ti, vent’anni fa dopo la Sec­on­da Intifa­da lo Sta­to ebraico ha subito perdite sig­ni­fica­tive: crol­lo del PIL, decre­men­to dei flus­si tur­is­ti­ci, riduzione del­la pro­duzione nei set­tori agri­co­lo e tec­no­logi­co.

Anche il con­flit­to Israele-Striscia di Gaza e l’Operazione Mar­gine di pro­tezione del 2014 han­no influito sul­la situ­azione eco­nom­i­ca del Paese: infat­ti, pri­ma di allo­ra la cresci­ta eco­nom­i­ca annua si attes­ta­va al 3% e dopo quegli even­ti (nel ter­zo trimestre dell’anno) è sce­sa allo 0,4%.

Barriera tra Israele e Cisgiordania

© AFP 2020 / THOMAS COEXIl mon­do è “ipocri­ta o igno­rante” quan­do ritiene la Cis­gior­da­nia un’area palesti­nese — Esper­toQues­ta vol­ta, avvertono gli esper­ti, la situ­azione non sarà diver­sa. Israele dovrà fare i con­ti con un duro scon­tro anche arma­to. Questo inevitabil­mente arrecherà dan­ni al set­tore del tur­is­mo già in dif­fi­coltà per via del­la pan­demia. Inoltre, lo Sta­to ebraico si tro­verà costret­to a stanziare mil­iar­di per difend­ere i suoi nuovi con­fi­ni. Questo ambizioso prog­et­to potrebbe costare a Israele fino a 8 mil­iar­di di dol­lari.

Tut­tavia, le spese non si lim­it­er­an­no sola­mente agli aspet­ti rel­a­tivi alla sicurez­za. Se Israele deciderà di esten­dere la pro­pria sovran­ità all’Area C del­la Cis­gior­da­nia dove vivono cir­ca 200.000 palesti­ne­si, dovrà anche occu­par­si di questi civili stanzian­do ad esem­pio risorse per la loro for­mazione, salute e prev­i­den­za sociale.

Non si sa quan­ti siano di pre­ciso i palesti­ne­si che saran­no inglo­bati dal­lo Sta­to ebraico, ma, stan­do alle stime, per accogliere 66.000 palesti­ne­si sarà nec­es­saria una iniezione annuale di denaro pari a cir­ca 377 mil­ioni di dol­lari. Questi fon­di saran­no imp­ie­gati per sod­dis­fare le loro neces­sità in mate­ria di istruzione e salute.

L'Ayatollah Khamenei

© SPUTNIK . ALEKSEY DRUZHININKhamenei definisce Israele “can­cro” ed invo­ca la lot­ta per lib­er­are la Palesti­naMa impor­tan­ti spese dovran­no essere sostenute anche dal sis­tema giudiziario. Ad oggi i palesti­ne­si res­i­den­ti nell’Area C han­no dovu­to fare ricor­so a giu­di­ci pro­pri sen­za inter­pel­lare dunque l’apparato mil­itare israeliano il quale ha giu­di­ca­to i palesti­ne­si sola­mente nelle cause che vede­vano impli­cati cit­ta­di­ni israeliani.

Anche ques­ta situ­azione muterà alla luce del­la “annes­sione” pre­vista. L’inglobamento di migli­a­ia di palesti­ne­si eserciterà mag­giori pres­sioni sul sis­tema giudiziario israeliano che già pri­ma dell’ingresso di nuovi cit­ta­di­ni pre­sen­ta­va numerose caren­ze per via dell’insufficienza di per­son­ale.

Un duro colpo per i palestinesi?

Tut­tavia, i con­tribuen­ti israeliani non saran­no i soli a farne le spese. Anche i palesti­ne­si saran­no col­pi­ti. Al momen­to le soci­età edilizie e gli inse­diati israeliani che inten­dono costru­ire nell’Area C devono seguire un lun­go e com­p­lesso iter buro­crati­co, il che ral­len­ta in maniera sig­ni­fica­ti­va il prog­et­to israeliano di espan­sione.

L’estensione del­la sovran­ità su questo ter­ri­to­rio cam­bierà la situ­azione ren­den­do quest’area più acces­si­bile agli israeliani. Prob­a­bil­mente questi ulti­mi ne approf­itter­an­no per ridurre al min­i­mo il numero di cen­tri abi­tati e appez­za­men­ti di ter­ra palesti­ne­si.

Una situ­azione analo­ga si osserverà anche in mate­ria di sfrut­ta­men­to delle risorse idriche e nat­u­rali del­la regione. Le cave estrat­tive rap­p­re­sen­tano la prin­ci­pale fonte di red­di­to di molti palesti­ne­si che uti­liz­zano le pietre per l’attività edilizia. La pre­sen­za in via uffi­ciale del­lo Sta­to di Israele in quest’area com­plicherà ulte­ri­or­mente l’accesso dei palesti­ne­si a queste risorse, met­ten­do dunque a repen­taglio il loro sos­ten­ta­men­to.

© AFP 2020 / MAHMUD HAMSLa Palesti­na chiede a Israele di fer­mare gli attac­chi nel­la Striscia di GazaCon­sci dei rischi poc’anzi esposti e sapen­do che ques­ta mossa di Israele por­rà fine alla loro volon­tà di indipen­den­za, i palesti­ne­si han­no già dichiara­to che qual­sivoglia misura adot­ta­ta in via uni­lat­erale da Israele potrebbe portare allo sciogli­men­to dell’Autonomia palesti­nese che, sebbene alcu­ni sostengano il con­trario, sta alla base del­la rius­ci­ta del piano.

E sebbene i piani di Ben­jamin Netanyahu non siano anco­ra sta­ti con­fer­mati, i palesti­ne­si sper­a­no che pos­sano cam­biare la situ­azione agen­do a liv­el­lo di possed­i­men­ti ter­ri­eri e di dial­o­go con Israele, qualo­ra il pri­mo min­istro rin­un­ci al prog­et­to di esten­sione del­la sovran­ità. 

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