LO SCONTRO PROSSIMO FRA L’AQUILA USA E IL DRAGO CINESE

Bruno Guigue

La pro­pa­gan­da anti-Pechi­no negli Sta­ti Uni­ti ha por­ta­to il capo del­la diplo­mazia cinese a denun­cia­re “alcune forze politiche amer­i­cane che pren­dono in ostag­gio le relazioni tra Cina e Sta­ti Uni­ti e spin­gono i nos­tri due pae­si sull’orlo di una nuo­va guer­ra Fred­da “. Una nuo­va comu­ni­cazione ha luo­go all’incontro di due ten­den­ze con­trad­dit­to­rie.

Elet­to per rib­altare l’economia inver­tendo la ten­den­za alla dein­dus­tri­al­iz­zazione, l’inquilino del­la Casa Bian­ca sa che i risul­tati che pre­sen­terà agli elet­tori il prossi­mo novem­bre non sono entu­si­as­man­ti. Il dis­a­van­zo com­mer­ciale con la Cina si è ridot­to nel 2019, ma è sta­to dopo un aumen­to nei due anni prece­den­ti. Con la reces­sione eco­nom­i­ca, il deficit di bilan­cio rag­giungerà altezze sen­za prece­den­ti. La ges­tione dis­as­trosa del­la “pan­demia” e i suoi 100.000 mor­ti saran­no ripor­tati alle respon­s­abil­ità dell’attuale ammin­is­trazione. In breve, Trump è in gravi dif­fi­coltà e deve asso­lu­ta­mente usare qual­cosa di vec­chio come la polit­i­ca: la nom­i­na di un capro espi­a­to­rio.

Dopo­tut­to, il nuo­vo virus dovrebbe provenire dal­la Cina (anche se è sem­pre meno sicuro), ed è suf­fi­ciente chia­mar­lo “virus cinese” per instil­lare nell’opinione pub­bli­ca l’assurda idea che la Cina sia colpev­ole . Nes­suno avrebbe mai pen­sato di com­met­tere questo tipo di amal­ga­ma durante le crisi prece­den­ti: HIV, Sras, Ebo­la, H1-N1, muc­ca paz­za … L’America è il paese dove nul­la è impos­si­bile. Dopo aver pro­nun­ci­a­to tut­to e il suo con­trario, si è con­grat­u­la­to con la Cina e l’OMS pri­ma di stig­ma­tiz­zarli, ha deriso le mis­ure di pro­tezione e ha chiesto l’anti-contenimento per dimostrare le sue armi in mano, Don­ald Trump ha fini­to per chiedere un ris­arci­men­to da Pechi­no per com­pen­sare l’effetto dis­as­troso del­la sua neg­li­gen­za e del­la sua indif­feren­za per il des­ti­no delle vit­time.

Il vice gov­er­na­tore del Texas ha affer­ma­to che i vec­chi devono essere sac­ri­fi­ca­to per l’economia. Ha riv­e­la­to con qus­to il pro­fon­do pen­siero di un’oligarchia che annega ogni con­sid­er­azione umana. Il dis­prez­zo ver­so i deboli dell’eugenetica neoliberista, i cui risul­tati si vedono negli Sta­ti Uni­ti, dove il mas­sacro che colpisce i più vec­chi afroamer­i­cani par­la di una soci­età divo­ra­ta dai ver­mi. Il fat­to che l’aspettativa di vita media stia dimin­u­en­do e che i poveri non abbiano acces­so alle cure non è impor­tante.
Per Wash­ing­ton, la causa è com­pre­sa: è col­pa di questi comu­nisti cine­si che han­no sem­pre la bugia sul­la boc­ca, men­tre l’America è un paese i cui leader, ani­mati da una irre­movi­bile fede nel­la democrazia, dicono sem­pre la ver­ità per le brave per­sone.

Ques­ta rad­i­cal­iz­zazione di Don­ald Trump in uno sta­to di iste­ria pre-elet­torale colpisce l’ascesa al potere di una Cina che non intende allun­gare la guan­cia sin­is­tra. Questo paese ha da tem­po adot­ta­to sul­la sce­na inter­nazionale un pro­fi­lo bas­so che tagli­a­va l’inflessione del­la sua polit­i­ca eco­nom­i­ca: era nec­es­sario atti­rare nel paese il cap­i­tale e le tec­nolo­gie che gli man­ca­vano. La Cina ha quin­di las­ci­a­to la polit­i­ca inter­nazionale per dedi­car­si al pro­prio svilup­po. Ha gio­ca­to il gio­co del­la glob­al­iz­zazione degli scam­bi rin­un­cian­do a qual­si­asi inizia­ti­va che potesse offend­ere l’Occidente. Ma quei giorni sono fini­ti.
La Cina ha accu­mu­la­to cap­i­tali ad altezze ver­tig­i­nose, prodotte doti di inno­vazione tec­no­log­i­ca, costru­ito attrez­za­ture colos­sali e stret­to rap­por­ti di col­lab­o­razione.
Le capac­ità mate­ri­ali di un paese ven­gono trasfuse nel­la sfera geopo­lit­i­ca. Questo è oggi il caso del “paese di mez­zo”, un impero sen­za impe­ri­al­is­mo, che non ha intrapre­so alcu­na guer­ra per 40 anni e non impone alcun embar­go a nes­suno e non finanzia alcu­na orga­niz­zazione sovver­si­va in nes­sun paese.
Il sacrosan­to prin­ci­pio del­la sua polit­i­ca estera può essere rias­sun­to in due parole: rispet­to del­la sovran­ità nazionale. La Cina si astiene dall’intromettersi negli affari degli altri e non tollera alcu­na inter­feren­za straniera nei suoi con­fron­ti. Qual­si­asi intru­sione nei suoi affari interni, a Hong Kong o nel­lo Xin­jiang, ver­rà com­bat­tuta sen­za mezzi ter­mi­ni. Ma la Cina intende anche rispettare i suoi impeg­ni con i suoi alleati: quan­do Wash­ing­ton, con le sue sanzioni, pri­va i bam­bi­ni venezue­lani di med­i­c­i­nali, la Cina con­seg­na imme­di­ata­mente decine di ton­nel­late di med­i­c­i­nali e ali­men­ti a Cara­cas.

Siamo entrati in una zona di tur­bolen­za da cui esistono due modi per uscire. Il pri­mo sarebbe un aggrava­men­to delle ten­sioni che rilancerebbe la cor­sa agli arma­men­ti. Ques­ta è la strate­gia di Trump e col­oro che lo vedono come l’avversario del­lo “sta­to pro­fon­do” dimen­ti­cano che nes­sun pres­i­dente ha servi­to meglio il com­p­lesso mil­itare-indus­tri­ale. Ma ques­ta mil­i­ta­riz­zazione delle relazioni inter­nazion­ali non sta andan­do da nes­suna parte.
La guer­ra con la Cina non avrà luo­go, poiché sig­ni­ficherebbe una dis­truzione rec­i­p­ro­ca. Preferi­bil­mente gli Sta­ti Uni­ti lo fan­no solo con­tro il più debole di loro, e anche in questo caso trovano il modo di perdere. Ques­ta strate­gia non porterà anche alla pace, per­ché la mil­i­ta­riz­zazione viene sem­pre fat­ta a scapi­to del­lo svilup­po, e questo è ciò che rischia di ali­menta­re i con­flit­ti del futuro.

La strate­gia cinese è las­cia­re che il tem­po lavori a suo favore. I Wash­ing­ton Bull­dogs pos­sono abba­iare quan­to vogliono. La cosa prin­ci­pale è il movi­men­to che si svolge in pro­fon­dità, lon­tano da ques­ta agi­tazione super­fi­ciale, cara alle democra­zie nell’agitare questo spet­ta­co­lo politi­co. Men­tre l’Occidente è alien­ato a breve ter­mine, i cine­si eccel­lono nel­la ges­tione a lun­go ter­mine e la loro strate­gia si con­cen­tr­erà sull’evitare con­flit­ti ad alta inten­sità.Bruno Guigue ( Fonte: Mondialization.ca)

Bruno Guigue ( Fonte: Mondialization.ca)

Traduzione: Ger­ard Trous­son

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