Turchia, migliaia di rifugiati si stanno dirigendo verso i confini dell’Europa — Video

Rifugiati siriani al confine con la Turchia

Migli­a­ia di rifu­giati prove­ni­en­ti dal­la Siria, dal Pak­istan, dal­l’I­ran e dal­l’I­raq con­tin­u­ano a diriger­si ver­so i con­fi­ni del­la Turchia con l’Eu­ropa dopo che è sta­to rifer­i­to che la Turchia non impedisce più il movi­men­to di rifu­giati ver­so l’Eu­ropa, sec­on­do il canale tele­vi­si­vo Haber­turk.

Sul­lo sfon­do delle notizie sec­on­do cui le guardie di fron­tiera turche non impedis­cono più l’at­tra­ver­sa­men­to del­la fron­tiera, i rifu­giati di diverse nazion­al­ità sit­uati in Turchia si stan­no riunen­do in gran­di grup­pi e si stan­no spo­stan­do a pie­di o con i trasporti ver­so i valichi di fron­tiera ter­restri e marit­ti­mi che col­legano la Turchia con i pae­si europei, ha det­to il canale tele­vi­si­vo.

Segui in diret­ta la situ­azione alla fron­tiera tra Turchia e Gre­cia: 

Sec­on­do il canale, con­vogli di rifu­giati sono sta­ti visti a Istan­bul, Edirne, Izmir, Aydin.

© SPUTNIK .
Istan­bul: rifu­giati siri­ani pren­dono l’au­to­bus ver­so i con­fi­ni europei

I rifu­giati siri­ani vivono attual­mente in vari pae­si, il mag­gior numero nei vici­ni Libano, Siria, Turchia, Gior­da­nia. Quin­di, nel­la sola Turchia ci sono cir­ca 3,6 mil­ioni di rifu­giati, ripor­ta Haber­turk.

© RUPTLY .
Turchia: rifu­giati siri­ani si dirigono ver­so la Gre­cia

Il min­is­tero degli Esteri del­la Turchia ha com­men­ta­to la situ­azione:

In caso di inaspri­men­to del­la situ­azione a Idlib il flus­so di profughi dal­la Turchia ver­so l’Oc­ci­dente potrebbe con­tin­uare. Per quan­to riguar­da i migranti, la polit­i­ca del nos­tro Paese, che accoglie il numero più ele­va­to di profughi, è rimas­ta invari­a­ta”.

I capi di Sta­to e di gov­er­no degli Sta­ti mem­bri del­l’UE a metà mar­zo 2016 han­no con­corda­to con la Turchia un piano comune per com­bat­tere la crisi migra­to­ria. L’UE in par­ti­co­lare for­nisce assis­ten­za finanziaria ad Ankara per rice­vere i rifu­giati. Il piano inoltre prevede il ritorno in Turchia di tut­ti gli immi­grati clan­des­ti­ni che sono arrivati ​​in Gre­cia dal ter­ri­to­rio tur­co e l’ac­coglien­za da parte del­l’UE di migranti siri­ani legali dal­la Turchia su una base di parità.In prece­den­za, il min­istro degli Esteri rus­so Sergey Lavrov ha dichiara­to che la Turchia non è sta­ta in gra­do di adem­piere a diver­si impeg­ni chi­ave per risol­vere i prob­le­mi rel­a­tivi a Idlib. In par­ti­co­lare, non ha dis­so­ci­a­to l’op­po­sizione arma­ta, che è pronta per il dial­o­go con il gov­er­no nel quadro del proces­so politi­co, dai ter­ror­isti.

Quin­di, nel mem­o­ran­dum rus­so-tur­co del 18 set­tem­bre 2018, con­corda­to dal­l’in­con­tro dei pres­i­den­ti Putin ed Erdo­gan, è sta­to affer­ma­to che lo sta­tus quo per la pre­sen­za delle forze armate turche viene man­tenu­to, ma a con­dizione del­la riti­ra­ta di tut­ti i grup­pi rad­i­cali ter­ror­is­ti­ci dal­la zona di Idlib entro il 15 otto­bre 2018. È sta­to inoltre sta­bil­i­to che “saran­no prese mis­ure effi­caci per garan­tire una ces­sazione delle ostil­ità sta­bile” all’in­ter­no dei con­fi­ni di ques­ta zona. La clau­so­la 7 del mem­o­ran­dum prevede­va pat­tuglie con­giunte rus­so-turche nel­l’area.

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