Strage di soldati turchi in Siria. Erdogan annuncia: non fermeremo più i migranti verso l’Europa. Onu: “Rischio escalation”

Strage di soldati turchi in Siria. Erdogan annuncia: non fermeremo più i migranti verso l'Europa. Onu: "Rischio escalation"

Ribel­li siri­ani filo-turchi nel­la zona di Idlib (reuters)

Sono 33 i mil­i­tari uccisi in una sola gior­na­ta di bom­bar­da­men­ti dal­l’aero­nau­ti­ca di Bashar el Assad, appog­gia­ta dal­la Rus­sia. Il gov­er­no di Ankara ordi­na alla guardia costiera di non bloc­care più i profughi che vogliono fug­gire ver­so la Gre­cia: un nuo­vo ricat­to alla Ue

Sono 33 i sol­dati turchi uccisi da attac­chi del­l’aero­nau­ti­ca di Assad in Siria, nel­la regione di Idlib, l’area del paese in cui l’e­serci­to tur­co è entra­to da mesi per sostenere le milizie ribel­li sue alleate. Una vera dis­fat­ta che ha  provo­ca­to un allarme altissi­mo ad Ankara: il pres­i­dente tur­co Recep Tayyip Erdo­gan ha con­vo­ca­to un con­siglio di dife­sa che ha avu­to come pri­mo risul­ta­to quel­lo di lan­cia­re alcune minac­ce all’Eu­ropa, nel ten­ta­ti­vo di mobil­i­tar­la nel­la sfi­da con­tro la Siria e la Rus­sia.

Le minacce all’Europa

Erdo­gan ha fat­to annun­cia­re che la sua guardia costiera e l’e­serci­to non fer­mer­an­no più i profughi siri­ani che prover­an­no ad attra­ver­sare l’Ana­to­lia per diriger­si ver­so la Gre­cia e l’Eu­ropa: per 72 ore ver­rà aper­to il val­i­co di Idlib, e i profughi avran­no lib­ertà di movi­men­to. Non è chiaro cosa potrà fare l’Eu­ropa a favore del­la Turchia (se volesse far­lo) in una fase in cui evi­den­te­mente la Rus­sia ha deciso di sostenere fino in fon­do l’e­serci­to siri­ano per lib­er­ar­si del­la pre­sen­za tur­ca sul ter­ri­to­rio del­la repub­bli­ca ara­ba.

La risposta militare

Non è man­ca­ta neanche la rispos­ta mil­itare. L’e­serci­to tur­co ha ese­gui­to una serie di bom­bar­da­men­ti con­tro obi­et­tivi del­l’e­serci­to siri­ano in rispos­ta alla morte dei 33 sol­dati turchi nel­la provin­cia di Idlib. Sec­on­do il quo­tid­i­ano tur­co ‘Dai­ly Sabah’, gli obi­et­tivi attac­cati sono nelle province di Alep­po (nord), Hama (cen­tro) e Latakia (ovest). L’e­serci­to tur­co ha anche attac­ca­to obi­et­tivi mil­i­tari siri­ani in pri­ma lin­ea a Idlib con il fuo­co del­l’ar­tiglieria.

L’allarme dell’Onu

Il ris­chio di una mag­giore esca­la­tion cresce di ora in ora” se non si inter­viene in Siria. E’ il moni­to delle Nazioni Unite che chiedono un imme­di­a­to ces­sate il fuo­co ed esp­ri­mo forte pre­oc­cu­pazione per i civili.Anche gli Sta­ti Uni­ti sono inter­venu­ti  e recla­mano la fine del­la “spregev­ole” offen­si­va del regime di Dam­as­co con il sosteg­no del­la Rus­sia in Siria con­tro le milizie sostenute dal­la Turchia.

In ser­a­ta il min­istro degli Esteri tur­co, Mev­lut Cavu­soglu, ha tele­fona­to al seg­re­tario gen­erale del­la Nato, Jens Stoltenberg. Dopo mesi di col­lab­o­razione com­pet­i­ti­va con la Rus­sia, Ankara con­tro Mosca adesso chiede il sosteg­no di alleati Nato che sino ad oggi ha trascu­ra­to, impeg­na­ta nel com­p­lesso gio­co politi­co e mil­itare con la Rus­sia di Vladimir Putin.

Pochi minu­ti dopo l’an­nun­cio del­la tele­fona­ta di Cavu­soglu a Stoltenberg, l’am­bas­ci­atrice Usa alla Nato ha dichiara­to fred­daem­nte che “la Turchia dovrebbe appren­dere qual­cosa dai recen­ti scon­tri con la Rus­sia in Siria”, rin­un­cian­do per esem­pio al sis­tema antimis­sile S‑300 che Erdo­gan ha volu­to acquistare pro­prio da Mosca: “Io spero davvero che il preis­dente tur­co sap­pia capire chi è un alleato affid­abile e chi invece non lo è”, ha det­to l’am­bas­ci­atrice Kay Bai­ley Hutchi­son.

L’origine del raid

La fiamma­ta di queste ore nasce dal­la deci­sione del­l’e­serci­to siri­ano, appog­gia­to mil­i­tar­mente dal­la Rus­sia, di muover­si per ripren­dere il ter­ri­to­rio occu­pa­to dai turchi nel­l’area di Idlib. I turchi stan­no reagen­do, ma sono in dif­fi­coltà: ieri unità spe­ciali del­l’e­serci­to tur­co sono state seg­nalate impeg­nate nel ten­ta­ti­vo di abbat­tere aerei siri­ani (ma anche rus­si) con mis­sili a spal­la tipo “stinger”.

Da set­ti­mane l’e­serci­to di Assad si è mosso per lib­er­are dai turchi e dai ribel­li loro alleati la regione occi­den­tale di Idlib: le truppe di Ankara era­no entrate nel­la zona scen­den­do da Nord dopo l’op­er­azione “Fonte di pace” lan­ci­a­ta a novem­bre con­tro i ter­ri­tori cur­di in Siria. Ankara e Mosca da giorni con­tin­u­ano a tenere in pie­di un negozi­a­to affida­to ai loro inviati mil­i­tari e diplo­mati­ci: la Turchia vuole un rispet­to del ces­sate-il-fuo­co e dei con­fi­ni sta­bil­i­ti dal­l’ac­cor­do di Sochi tra Erdo­gan e Vladimir Putin del set­tem­bre 2018. Mosca invece sostiene l’of­fen­si­va di Dam­as­co con­tro i “ter­ror­isti” ribel­li, tra cui i grup­pi jihadisti appog­giati dai turchi.

https://www.repubblica.it/esteri/2020/02/27/news/strage_di_soldati_turchi_in_siria_erdogan_annuncia_non_fermeremo_i_migranti_verso_l_europa-249766856/

Kissinger71

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Siria: esercito turco attaccato in safe zone

Siria: esercito turco attaccato in safe zone

L’e­serci­to tur­co ha annun­ci­a­to che una pat­tugli in Siria è sta­ta attac­ca­ta dai cur­di nel­la zona di sicurez­za: un solda­to è mor­to e altri 5 sono rimasti fer­i­ti. Questo attac­co da parte di “ter­ror­isti PKK/YPG” si è ver­i­fi­ca­to a Ras al-Ain, dove una pat­tuglia tur­ca era in ric­og­nizione e sorveg­lian­za. Sec­on­do l’e­serci­to tur­co, la pat­tuglia ha reag­i­to e “ha con­fer­ma­to di aver neu­tral­iz­za­to gli obi­et­tivi”, ha aggiun­to la dichiarazione, sen­za fornire ulte­ri­ori det­tagli. L’ac­cor­do del 17 otto­bre tra Ankara e Wash­ing­ton prevede­va il ritiro del­la milizia cur­da YPG, che Ankara con­sid­era un ramo del PKK e quin­di ter­ror­ista, in una “zona di sicurez­za” sul con­fine tur­co.

https://www.affaritaliani.it/esteri/siria-esercito-turco-dice-di-essere-stato-attaccato-in-safe-zone-633790.html

Kissinger71

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Coronavirus, Salvini attacca Conte in diretta Facebook da Campiglio. Ma la rete insorge

Il leader del­la Lega: “Il pre­mier vada a casa, l’I­talia in giro nel mon­do è vista come un leb­brosario”. Ma sul­la rete piovono le critiche: “Par­la men­tre prende il sole e scia quan­do c’è chi com­bat­te negli ospedali”

28 feb­braio 2020

CAMPIGLIO. Rischia di trasfor­mar­si in un boomerang l’en­nes­i­ma diret­ta Face­book del leader del­la Lega, Mat­teo Salvi­ni, che sta­vol­ta ha scel­to Campiglio per uno dei suoi comizi online. Molti i com­men­ti neg­a­tivi di per­sone che han­no rin­fac­cia­to a Salvi­ni di par­lare men­tre prende il sole quan­do invece c’è chi com­bat­te negli ospedali.

Pro­prio par­tendo dal­l’e­mer­gen­za san­i­taria l’ex capo del Vim­i­nale si è scaglia­to con­tro l’at­tuale pre­mier. «Nes­sun inci­u­cio, quel­li li las­cio al Pd, ma per come ha gesti­to l’e­mer­gen­za è chiaro che per il bene del­l’I­talia serve che Con­te vada via pri­ma pos­si­bile: l’I­talia in giro nel mon­do è vista come un leb­brosario, dove gli ospedali non fun­zio­nano e siamo tut­ti a ris­chio. Qual­cuno che ave­va la pos­si­bil­ità di chi­ud­ere tut­to all’inizio non l’ha fat­to. Non è sci­a­callag­gio, è cronaca».

«Voglio dire a Con­te — ha aggiun­to — che il prob­le­ma non è la zona rossa, 11 comu­ni, ma riaprire subito tut­to. Come Lega sti­amo facen­do il pos­si­bile per­chè si torni a pro­durre, a com­prare, che torni al sor­riso. Come Lega potrem­mo aspettare dan­do respon­s­abil­ità e far fin­ta di nul­la. Invece no. Ami­amo questo Paese per cui anche dal­l’op­po­sizione fac­cio pro­poste».

https://www.giornaletrentino.it/cronaca/coronavirus-salvini-attacca-conte-in-diretta-facebook-da-campiglio-ma-la-rete-insorge‑1.2276332?fbclid=IwAR3e2g8n38QKtm3WcOaFCuVMUfBay8WatOUCi_pPfkgsWCSuscJJjTc2kCs

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Sequestrata la Scala dei Turchi, indagato proprietario area

Sigilli ad accesso al litorale agrigentino di marna bianca

Scala dei Turchi

La Guardia costiera di Por­to Empe­do­cle (Ag) ha appos­to i sig­illi agli acces­si alla Scala dei Turchi, il pez­zo di cos­ta agri­genti­na di mar­na bian­ca attrazione per migli­a­ia di vis­i­ta­tori. A dis­porre il seque­stro è sta­to il procu­ra­tore di Agri­gen­to, Lui­gi Patron­ag­gio, che ha anche iscrit­to nel reg­istro degli inda­gati Fer­di­nan­do Scia­bar­rà che è cat­a­stal­mente pro­pri­etario di una grossa parte del­l’area. L’ipote­si di reato che viene con­tes­ta­to dal­la mag­i­s­tratu­ra è di occu­pazione di demanio pub­bli­co.

A fronte di un sito di immen­so val­ore stori­co, pae­sag­gis­ti­co e geo­logi­co, si deve purtrop­po reg­is­trare una car­ente tutela del­lo sito stes­so, verosim­il­mente attribuibile all’am­biguo sta­tus giuridi­co del­lo stes­so” ha scrit­to la Procu­ra nel provved­i­men­to di seque­stro. Fra pro­pri­etario delle par­ti­celle cat­a­stali e Comune di Real­monte, da tem­po, è in cor­so una dia­tri­ba anche giudiziar

(ANSA)

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Reddito di cittadinanza, scoperti 16 ‘furbetti’ nel Foggiano

Alcuni avevano un lavoro retribuito, anche con stipendio fino a 1800 euro

Auto del­la Guardia di Finan­za

Con­trol­li del­la Guardia di Finan­za

Ave­vano un lavoro ret­ribuito ma ben­e­fi­ci­a­vano ugual­mente del red­di­to di cit­tad­i­nan­za: con ques­ta accusa 16 per­sone sono state denun­ci­ate dal­la guardia di finan­za a con­clu­sione di una serie di con­trol­li a Man­fre­do­nia, nel Fog­giano.

I finanzieri han­no accer­ta­to che alcune delle 16 per­sone era­no assunte rego­lar­mente per­cepen­do stipen­di men­sili fino a 1800 euro, men­tre altre riceve­vano il bonus eco­nom­i­co pur lavo­ran­do in nero. Tutte sono state seg­nalate alla procu­ra del­la Repub­bli­ca di Fog­gia per aver uti­liz­za­to dichiarazioni o doc­u­men­ti fal­si al momen­to del­la pre­sen­tazione del­l’is­tan­za per l’ot­ten­i­men­to del­l’asseg­no di sos­ten­ta­men­to, ovvero per aver omes­so di comu­ni­care all’Inps vari­azioni del red­di­to o del pat­ri­mo­nio per­ché venisse atti­va­ta la pro­ce­du­ra di revo­ca dei sus­si­di e l’even­tuale suc­ces­si­vo recu­pero delle somme di denaro illecita­mente per­cepite.
Gra­zie a ques­ta oper­azione i finanzieri han­no evi­ta­to che l’Inps di Man­fre­do­nia con­tin­u­asse ad erog­a­re il red­di­to per ulte­ri­ori 102 mila euro che si sareb­bero aggiun­ti ai 55mila euro cir­ca già ero­gati dalle casse del­lo Sta­to.

(ANSA)

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LE STATISTICHE TEDESCHE SUL CORONAVIRUS NON TORNANO: È IL PAESE PIÙ POPOLOSO DELLUE E QUELLO CON MAGGIORI CONTATTI CON LA CINA. POSSIBILE CHE CI SIANO SOLO 18 CASI?

LA GERMANIA NON CE LA RACCONTA GIUSTALE STATISTICHE TEDESCHE SUL CORONAVIRUS NON TORNANO: È IL PAESE PIÙ POPOLOSO DELLUE E QUELLO CON MAGGIORI CONTATTI CON LA CINA. POSSIBILE CHE CI SIANO SOLO 18 CASI? – DA OTTOBRE A OGGI SONO STATI SEGNALATI 80 MILA CASI DI INFLUENZASTAGIONALE”, 40 MILA NELLE ULTIME DUE SETTIMANE. E NON C’È NESSUN NUMERO UFFICIALE SUL NUMERO DI TEST EFFETTUATI

Thread di Mau­ro Venier su Twit­ter — https://twitter.com/MauroV1968/status/1232711286322016259

angela merkel starnutisce 3 angela merkel star­nutisce 3

In Italia ci las­cia andare all’is­te­ria, ma io — se fos­si in #Italia — mi sen­tirei più tran­quil­lo di quan­to sono qui in #Ger­ma­nia. Per­ché? Sem­plice le sta­tis­tiche tedesche non quad­ra­no. Io non ho com­pe­ten­ze mediche, ma so di sta­tis­ti­ca, so leg­gere i numeri. 1/6

panico da coronavirus 4 pan­i­co da coro­n­avirus 4

La Ger­ma­nia è il paese può popoloso del­la #UE (e il sec­on­do d’Eu­ropa dopo la Rus­sia) e quel­lo con i mag­giori con­tat­ti, sia com­mer­ciali che tur­is­ti­ci, con la #Cina. Prati­ca­mente ogni azien­da tedesca media o grande ha almeno uno sta­bil­i­men­to in Cina. E ci sono solo 18 casi?

2/6

angela merkel starnutisce 2 angela merkel star­nutisce 2

No, non quadra. Per di più vor­rei farvi notare altri numeri inter­es­san­ti. Da otto­bre a oggi sono sta­ti seg­nalati in Ger­ma­nia 80000 casi di clas­si­ca #influen­za, 40000 dei quali solo nelle ultime due set­ti­mane. 40000. In due set­ti­mane. 3/6

cinesi costruiscono volkswagen 2 cine­si costru­is­cono volk­swa­gen 2

Siamo pro­prio sicuri che siano tut­ti influen­za? Ho appe­na sen­ti­to in radio che nel­la cit­tad­i­na di Prien (10000 abi­tan­ti) 18 per­sone sono state ricov­er­ate in ospedale qua­si con­tem­po­ranea­mente con sin­to­mi influen­za­li. 4/6

E le autorità, pri­ma di fare i con­trol­li, dichiara­no già che non c’è moti­vo di credere sia il virus.

Il foco­laio più impor­tante in Ger­ma­nia è a Mona­co. E Prien è vicinis­si­ma a Mona­co. 5/6

panico da coronavirus 5 pan­i­co da coro­n­avirus 5 cinesi costruiscono volkswagen 3 cine­si costru­is­cono volk­swa­gen 3

Oltre­tut­to non riesco a trovare su nes­suna pag­i­na isti­tuzionale il dato sul numero di test effet­tuati.

Né sul sito del min­is­tero fed­erale del­la salute. Né su quel­lo del Robert Koch Insti­tut (di fat­to cor­rispet­ti­vo del­l’i­tal­iano Isti­tu­to Supe­ri­ore di San­ità). Cercherò anco­ra. 6/6

 

Mau­ro Venier 🇮🇹🇪🇺🇩🇪 @MauroV1968


In Italia ci las­cia andare all’is­te­ria, ma io — se fos­si in — mi sen­tirei più tran­quil­lo di quan­to sono qui in .
Per­ché? Sem­plice le sta­tis­tiche tedesche non quad­ra­no.
Io non ho com­pe­ten­ze mediche, ma so di sta­tis­ti­ca, so leg­gere i numeri.
1/6

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angela merkel starnutisce angela merkel star­nutisce angela merkel starnutisce 1 angela merkel star­nutisce 1 reparto di terapia intensiva all'ospedale di wuhan 2 repar­to di ter­apia inten­si­va all’ospedale di wuhan 2 reparto di terapia intensiva all'ospedale di wuhan 1 repar­to di ter­apia inten­si­va all’ospedale di wuhan 1 cinesi costruiscono volkswagen cine­si costru­is­cono volk­swa­gen ospedale a wuhan ospedale a wuhan

https://m.dagospia.com/coronavirus-le-statistiche-in-germania-non-tornano-possibile-che-ci-siano-solo-18-casi-228141?fbclid=IwAR2rhu1cCytDnKjXuQ30vGERCDfyrxYUe7U6zDLG8q-xKVBw9QXNR0xS6sI

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Partito da una email l’ordine ai medici di tacere sul virus

Il mes­sag­gio invi­a­to da Pechi­no ai ricer­ca­tori di Wuhan. «I risul­tati sull’infezione non van­no pub­bli­cati sui media»

Il per­son­ale medico tra i pazi­en­ti con­ta­giati dal coro­n­avirus Covid-19 nel­l’ospedale tem­po­ra­neo di Fang­cai allesti­to all’interno di uno sta­dio sporti­vo nel­la cit­tà di Wuhan

La mail spedi­ta il 2 gen­naio dall’Istituto di Virolo­gia di Wuhan met­te­va in allarme la comu­nità sci­en­tifi­ca cinese ed era per­en­to­ria su un pun­to: vieta­to divul­gare. Niente. Nul­la deve uscire dal Paese, su canali uffi­ciali e non uffi­ciali. Il mon­do non deve sapere. «Il comi­ta­to san­i­tario nazionale richiede esplici­ta­mente che tut­ti i dati sper­i­men­tali dei test, i risul­tati e le con­clu­sioni rel­a­tive a questo virus non siano pub­bli­cati su mezzi di comu­ni­cazione autono­mi», si legge nel­la let­tera, cioé i social media. E anco­ra, «non devono essere divul­gati ai media, com­pre­si quel­li uffi­ciali e le orga­niz­zazioni con cui col­lab­o­ra­no». Si chiede di «rispettare rig­orosa­mente quan­to richiesto». E poi si fan­no gli auguri. La diret­trice dell’Istituto, Wang Yan Yi, la man­da ai vari dipar­ti­men­ti di virolo­gia e ricer­ca dopo gli ordi­ni di Pechi­no.

Gli auguri, però, sono fat­ti al mon­do intero, vis­to che anco­ra oggi il mon­do intero è scon­volto dal coro­n­avirus, che nes­suno sa come debel­lare. Le prime avvis­aglie saran­no di ven­ti giorni dopo, quan­do l’epidemia arri­va fino negli Usa, con un 35enne amer­i­cano, che ave­va fat­to visi­ta ai suoi famil­iari a Wuhan. Tor­na a casa mala­to: il 20 gen­naio, in una clin­i­ca del­la con­tea di Sno­homish nel­lo Sta­to di Wash­ing­ton, il san­i­tari provano a trattare il paziente con meto­di tradizion­ali, ma lui peg­gio­ra. Il 27 gen­naio, la deci­sione di som­min­is­trar­gli un nuo­vo far­ma­co anco­ra in via di sper­i­men­tazione e non anco­ra approva­to dal­la Fda (l’organo fed­erale di con­trol­lo amer­i­cano). Si chia­ma «Remde­sivir», è un antivi­rale con­cepi­to per con­trastare il virus dell’ebola. Così, le con­dizioni del 35enne miglio­ra­no, il 30 gen­naio i sin­to­mi spariscono. I risul­tati ven­gono pub­bli­cati sul New Eng­land Jour­nal of Med­i­cine il giorno suc­ces­si­vo.

Coro­n­avirus: cos’è, come si con­trae e come pro­tegger­si

La «ricetta» non res­ta entro i con­fi­ni Usa, ma il caso stra­no è la tem­p­is­ti­ca con cui la Cina si inter­es­sa al remde­sivir. Il 21 gen­naio, ovvero sei giorni pri­ma che Wash­ing­ton ten­ti l’uso del far­ma­co anti-ebo­la, l’Istituto di Virolo­gia del­la dot­tores­sa Wang Yan Yi, avan­za una richi­es­ta del brevet­to. Il moti­vo? Trat­ta­men­to di pazi­en­ti malati di «nuo­vo coro­n­avirus». Una richi­es­ta che il cen­tro sci­en­tifi­co tra i migliori al mon­do, che fa parte del­la Cas (Chi­nese Acad­e­my of Sci­ence) ovvero la più grande orga­niz­zazione di ricer­ca del mon­do, con 60 mila ricer­ca­tori e 114 isti­tu­ti, pub­blicherà solo il 4 feb­braio sul suo sito. «Per il far­ma­co Remde­sivir non anco­ra com­mer­cial­iz­za­to in Cina — dicono — e che pre­sen­ta bar­riere alla pro­pri­età intel­let­tuale, abbi­amo chiesto un brevet­to di inven­zione cinese il 21 gen­naio in con­for­mità con la prat­i­ca inter­nazionale e dal pun­to di vista del­la pro­tezione degli inter­es­si nazion­ali (resisten­za al nuo­vo coro­n­avirus nel 2019)». La Cina offri­va, inoltre, di far con­tribuire le soci­età straniere inter­es­sate alla pre­ven­zione e al con­trol­lo dell’epidemia cinese (a quel pun­to usci­ta allo scop­er­to in tut­to il mon­do). «Per il momen­to non avre­mo bisog­no dell’attuazione dei dirit­ti riven­di­cati dal brevet­to», con­cede­vano i cine­si. «Spe­ri­amo di lavo­rare con soci­età far­ma­ceu­tiche straniere per ridurre al min­i­mo l’impatto del­la pre­ven­zione del con­trol­lo delle epi­demie».

Coro­n­avirus, Ebo­la, Sars e influen­za suina messe a con­fron­to: quale virus si è dif­fu­so e ha ucciso di più

Tante le domande a cui le autorità cine­si dovreb­bero rispon­dere, a par­tire dall’invio di nascos­to del­la mail. Come ha potu­to l’Istituto di Virolo­gia di Wuhan prevedere che un far­ma­co anco­ra in fase sper­i­men­tale, e non approva­to dal­la Fda, potesse essere una soluzione a una mate­ria di sicurez­za nazionale, quan­do anco­ra il 21 gen­naio non si era­no nep­pure adot­tate le mis­ure di sicurez­za (quar­an­te­na per la cit­tà da cui è par­ti­to il con­ta­gio) nec­es­sarie a dichiarare lo sta­to di emer­gen­za? Nel­la let­tera, pro­prio nei giorni in cui Li Wen­liang denun­ci­a­va i casi di una nuo­va Sars, si fa cen­no a una «pol­monite le cui cause sono ignote». Si trat­ta­va del Covid-19? E per­ché i risul­tati dei test sul virus avreb­bero dovu­to non essere divul­gati ai media? Tutte ques­tioni a cui Wuhan e il gov­er­no di Xi Jin­ping, nonos­tante i rumors sem­pre più insis­ten­ti che cir­colano tra i loro cit­ta­di­ni, si rifi­u­tano di rispon­dere.

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Lui si chiama Ibrahim Gaye, lei Laura Pausini.

L'immagine può contenere: 3 persone, selfie

Lui è il ragaz­zo di 18 anni gam­biano che, pochi giorni fa, ha com­mosso l’I­talia con la sua lot­ta per bat­tere la leucemia. Lei una star inter­nazionale da 70 mil­ioni di dis­chi ven­du­ti, oltreché la sua can­tante preferi­ta, di cui Ibrahim ave­va la foto appe­sa sopra al let­to in ospedale.

Lui ha rac­con­ta­to di quan­do, poco più che bam­bi­no, è scap­pa­to dal suo Paese per inseguire il sog­no di diventare cal­ci­a­tore. Vol­e­va vivere in Italia, diventare come Cris­tiano Ronal­do, guadagnare abbas­tan­za per aiutare la sua famiglia.

Lei ha let­to la sua sto­ria e ha deciso di chia­mar­lo in ospedale. Gli ha rac­con­ta­to che la sua tata è del Gam­bia, gli ha par­la­to in wolof, gli ha promes­so che avreb­bero can­ta­to insieme non appe­na fos­se guar­i­to.
Lui, sen­ten­do la sua voce, si è inginoc­chi­a­to ed è scop­pi­a­to a pian­gere.

Lui è rius­ci­to a super­are il deser­to, i lager libi­ci, il Mediter­ra­neo con un barchi­no e a rag­giun­gere il nos­tro Paese, ma non è rius­ci­to a scon­fig­gere la leucemia.
Lei lo ha salu­ta­to con un post su Insta­gram: “Oggi Ibra è vola­to in cielo, ma non ci sono dub­bi che penserò a lui nel mio prossi­mo con­cer­to.”

Pochi giorni pri­ma di andarsene, lui ha let­to i migli­a­ia di com­men­ti che gli sono arrivati. “Nel mon­do c’è tan­ta gente buona. Ora tut­ti san­no chi è Ibrahim”.

Riposa in pace, Ibrahim che vol­e­va fare il cal­ci­a­tore. Buon viag­gio, speran­do che sia meno dif­fi­cile del­l’ul­ti­mo.
Ora tut­ti sap­pi­amo chi sei. Anche Lau­ra.

[Loren­zo Tosa]

https://www.facebook.com/alessandroinlotta/photos/a.259132594223899/1734132153390595/?type=3&theater
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La Polizia municipale di Caltanissetta in lutto. Si è spento a 68 anni Giuseppe Danesi

Era in pen­sione dal 2014 ma di cer­to tut­ti lo ricor­da­vano come uffi­ciale del­la Polizia munic­i­pale, dai modi gen­tili e dall’agire com­pe­tente. Si è spen­to sta­mane all’ospedale Sant’Elia di Cal­tanis­set­ta Giuseppe Dane­si, 68 anni, com­mis­sario del­la Polizia munic­i­pale, Cor­po che in alcu­ni frangen­ti del­la sua lun­ga car­ri­era ave­va anche guida­to con l’incarico di vice­co­man­dante.

Quat­tro figli, una dedi­zione totale per la famiglia e una pas­sione inna­ta per la moto­ci­clet­ta, Dane­si era molto conosci­u­to in cit­tà. Sia per il ruo­lo che rives­ti­va che per i tan­ti ami­ci che lo sti­ma­vano. Dopo l’ingresso nelle fila del­la Polizia munic­i­pale del Comune di Cal­tanis­set­ta avvenu­to nel 1974, ave­va svolto diver­si incar­ichi tra cui il servizio pres­so l’ufficio di Gabi­net­to del sin­da­co. Incar­i­co che gli venne con­fer­ma­to da diver­si sin­daci indipen­den­te­mente dal loro col­ore politi­co. Sem­pre disponi­bile a dare un aiu­to trovan­do le giuste soluzioni ai prob­le­mi nel sol­co delle regole. Così ami­ci e col­leghi ricor­dano il suo impeg­no nel­la comu­nità nis­se­na.

La pas­sione per le moto lo ave­va por­ta­to a con­di­videre con i figli le lunghe passeg­giate domeni­cali fuori por­ta insieme a comi­tive di appas­sion­ati delle due ruote prove­ni­en­ti da tut­ta la Sicil­ia.

In meno di un mese le sue con­dizioni sono peg­gio­rate fino al ricovero nel repar­to di ter­apia inten­si­va dell’ospedale Sant’Elia dove si è spen­to cir­conda­to dall’affetto dei suoi famil­iari.

I funer­ali si ter­ran­no lunedì 2 mar­zo nel­la Cat­te­drale San­ta Maria La Nova alle 15,30. La Polizia munic­i­pale di Cal­tanis­set­ta tes­ti­monierà la vic­i­nan­za alla famiglia parte­ci­pan­do alle ese­quie con il gon­falone del Cor­po lis­ta­to a lut­to sostenu­to da due vig­ili in alta uni­forme.

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Finizio71
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R.I.P. Saxa From The Beat 1938–2017

Saxa

 

by Roger Wink, VVN Music on May 5, 2017

Saxa, the Jamaican sax­o­phon­ist who was a mem­ber of the British band The Beat (known in the U.S. as The Eng­lish Beat), died on Wednes­day at the age of 77.

Beat mem­ber Rank­ing Roger post­ed:

I am so very sad and sor­ry to have to announce to the world that the great Saxa passed away in his sleep last night. I am in tears and will miss you so much. Nobody could ever be like you. We will miss you dear­ly my men­tor. :(((

Dave Wakel­ing wrote:

Dear Saxa ( Lionel Augus­tus Mar­tin), . Thank you for your pure melody, your insights on music, love and life, and for your con­stant kind­ness to me. You now deserve to take your place as Top Tenor, First Chair, in St Peters Arches­tra, just as you had prac­ticed for your whole life. Me love you Mr Mar­tin. David xx

Saxa was born Lionel Mar­tin in Jamaica and orig­i­nal­ly got his break in music in his native coun­try play­ing with some of that country’s great­est includ­ing Prince Buster, Desmond Dekker and Lau­rel Aitken.

He joined the Beat in the late-70’s when he was already in his late-40’s, in time to appear on their 1979 debut sin­gle, a cov­er of Tears of a Clown.

The Beat would go on to record three albums, the first two of which peaked at num­ber 3 in the U.K. (I Can’t Stop It (1980) & Wha’ppen? (1981) while their third, Spe­cial Beat Ser­vice, only went to 21 in Britain but gave the group their biggest hit in the U.S., peak­ing at 39. They scored five top ten hits in the U.K. (…Clown, Hands Off…She’s Mine, Mir­ror in the Bath­room, Too Nice to Talk To, Can’t Get Used to Los­ing You) while their sin­gles only appeared on the Dance charts in Amer­i­ca.

The Beat broke up in 1983 with Saxa going on to play with The Inter­na­tion­al Beat with Beat drum­mer Everett Mor­ton and singer Tony Beet, stay­ing togeth­er until 1992.

vvnmusic.com

R.I.P. Saxa From The Beat 1938–2017

Barrella71

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