LA CINA PROTESTA CONTRO LE DICHIARAZIONIRAZZISTE E DENIGRATORIEDI MIKE POMPEO

La Cina ha respin­to e protes­ta­to con­tro l’ambasciata amer­i­cana per minac­ce rice­vute da parte del Seg­re­tario di Sta­to Mike Pom­peo di ritor­sioni a causa del caso del Wall Street Jour­nal (WSJ), ha affer­ma­to il Min­is­tero degli Esteri a Pechi­no.
Una dichiarazione uffi­ciale affer­ma che Hua Chun­y­ing, diret­tore del Dipar­ti­men­to Infor­mazioni del Min­is­tero degli Affari Esteri, ha con­vo­ca­to un fun­zionario di mis­sione degli Sta­ti Uni­ti e ha pre­sen­ta­to il dis­ac­cor­do del gov­er­no cinese sulle dichiarazioni di Pom­peo.

Il rap­p­re­sen­tante del­la RPC ha deplorato che il capo del­la diplo­mazia amer­i­cana non con­sid­eri i gravi errori del WSJ e il suo arti­co­lo irre­spon­s­abile sul­la lot­ta del gigante asi­ati­co con­tro l’epidemia di COVID-19, vis­to come lib­ertà di espres­sione.

Pechi­no ha revo­ca­to le cre­den­ziali di stam­pa di tre cor­rispon­den­ti del gior­nale per­ché i media non si sono scusati o indig­nati sui respon­s­abili del mate­ri­ale inti­to­la­to “La Cina, il vero paziente dell’Asia”, pub­bli­ca­to lo scor­so giorno 3 e che ha causato indig­nazione per il suo approc­cio dis­pre­gia­ti­vo .
L’espressione del “paziente asi­ati­co” fu usa­ta in modo dis­pre­gia­ti­vo alla fine del XIX e all’inizio del XX sec­o­lo per riferir­si a ques­ta nazione quan­do subì divi­sioni interne e ten­ta­tivi di col­o­niz­zare dalle poten­ze occi­den­tali, che la costrin­sero a fir­mare una serie di trat­tati per ottenere con­ces­sioni com­mer­ciali.

Hua ha descrit­to la posizione di Pom­peo sull’incidente del WSJ inac­cetta­bile come le sue minac­ce ai media cine­si con uffi­ci sul suo­lo amer­i­cano.
“Negli ulti­mi anni, gli Sta­ti Uni­ti han­no impos­to molte mis­ure restrit­tive alle agen­zie di stam­pa cine­si, sebbene i suoi gior­nal­isti svol­gano il loro lavoro con obi­et­tiv­ità ed eti­ca pro­fes­sion­ale”, ha det­to Hua.
In prece­den­za il Min­is­tero degli Esteri del­la Cina ave­va dichiara­to che tale arti­co­lo del Wall Street Jour­nal con­tene­va dichiarazioni razz­iste e attac­ca­va mal­iziosa­mente la Cina, den­i­gran­do gli sforzi di questo paese per com­bat­tere l’epidemia del Coro­n­avirus.

Cine­si in atte­sa di ver­i­fiche tam­poni antivirus

Ha avver­ti­to che Pechi­no pren­derà con­tro­misure se Wash­ing­ton rimane impeg­na­ta a molestare e lim­itare il lavoro dei cor­rispon­den­ti stam­pa del paese asi­ati­co.
La scor­sa set­ti­mana la Casa Bian­ca ha clas­si­fi­ca­to come mis­sioni estere l’agenzia Xin­hua, la stazione tele­vi­si­va CGTN, la stazione Chi­na Radio Inter­na­tion­al e i quo­tid­i­ani Chi­na Dai­ly e People’s Dai­ly, e le ha costrette a seguire le stesse regole delle ambas­ci­ate e dei con­so­lati sot­to l’argomento di che sono con­trol­lati dal gov­er­no cinese.

Lo sta­to asi­ati­co ha confu­ta­to la deci­sione, l’ha con­sid­er­a­ta un atto del­la guer­ra fred­da e ha dife­so l’importante ruo­lo delle orga­niz­zazioni dei media nel facil­itare la comu­ni­cazione e la com­pren­sione tra i popoli di diver­si pae­si.

Fonti: RT News – Glob­al Times

Traduzione e sin­te­si: Luciano Lago

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