Coronavirus, possibile svolta in ‘paziente zero’ a Vo’

Coronavirus, possibile svolta in 'paziente zero' a Vo'

Potrebbe esser­ci un col­lega­men­to tra i casi di Coro­n­avirus scop­piati nel bas­so lodi­giano e quel­li in Vene­to. Ques­ta mat­ti­na un agri­coltore 60enne che risiede ad Albet­tone, ha chiam­a­to la far­ma­cia di Vo’ Euga­neo, dove è soli­to fre­quentare alcu­ni locali pub­bli­ci e dove si è reg­is­tra­ta la pri­ma vit­ti­ma del virus, per rac­con­tare che nei giorni scor­si era sta­to in alcu­ni cen­tri del bas­so lodi­giano, tra cui Codog­no, comune con­sid­er­a­to tra quel­li foco­laio del virus in Lom­bar­dia. Ora l’uomo, che man­i­festerebbe sin­to­mi influen­za­li, dopo aver avver­ti­to il sin­da­co di Albet­tone e il 118, è sta­to por­ta­to in osser­vazione in ospedale.

Non sap­pi­amo se si trat­ti del cosid­det­to ‘paziente zero’ di cui anco­ra non si han­no notizie, ma è una pos­si­bile pista da seguire, per questo era gius­to fare una ver­i­fi­ca”, ha det­to all’Adnkronos il sin­da­co di Vo’, Giu­liano Mar­ti­ni.

Intan­to a Vo’ dove da diver­si giorni sono chiusi tut­ti gli eser­cizi com­mer­ciali, eccet­to quel­li di pri­ma neces­sità, come ali­men­ta­ri e far­ma­cie, ques­ta mat­ti­na sono sta­ti qua­si ulti­mati i pri­mi 250 tam­poni alla popo­lazione ese­gui­ti a scopo pre­cauzionale, altret­tan­ti ver­ran­no ese­gui­ti domani.

Sale intan­to a 27 il numero totale dei casi nel­la regione. Si trat­ta di una per­sona anziana di Venezia (cen­tro stori­co) che era già ricov­er­a­ta all’Ospedale Civile e che è sta­ta trova­ta pos­i­ti­va al virus, e di una per­sona del Padovano. Sono per­sone apparte­nen­ti agli stes­si clus­ter già noti (veneziano e padovano). “Abbi­amo 27 con­ta­giati in questo momen­to. Abbi­amo i due clus­ter con­fer­mati, quin­di le due popo­lazioni con­fer­mate di con­ta­giati che sono la popo­lazione del padovano di Vò che sono 20 con­ta­giati e poi gli altri 7 nel veneziano, dei quali ovvi­a­mente 3 in Venezia cit­tà stor­i­ca e gli altri 4 nel­la zona di Mira e Dolo comunque sem­pre nel veneziano”, ha spie­ga­to Luca Zaia, pres­i­dente del­la Regione Veneto.https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/02/24/

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AVVISATE SALVINI

MARINE LE PEN: “CONTROLLI ALLE FRONTIERE SE L’EPIDEMIA FINISCE FUORI CONTROLLO IN ITALIA ” — L’ESPONENTE POLITICA DI DESTRA HA ACCUSATO IL GOVERNO FRANCESE DI FARE TROPPO POCO PER CONTENERE IL CORONAVIRUS PERMETTENDO FRA L’ALTRO ANCHE L’ARRIVO DI AEREI DALLA CINA.

Da repubblica.it 

MATTEO SALVINI CON MARINE LE PEN A PARIGIMATTEO SALVINI CON MARINE LE PEN A PARIGI

Oggi o domani potreb­bero essere nec­es­sari con­trol­li alle fron­tiere”, ha det­to nel cor­so del pro­gram­ma Grand Jury di Rtl-Lci-Le Figaro. “Il gov­er­no deve essere in gra­do di preved­er­lo e preferisco che fac­cia di più o trop­po che non abbas­tan­za. Al momen­to non ha fat­to abbas­tan­za vis­to che con­sente i voli dal­la Cina”. Quan­to ai con­trol­li alle fron­tiere, “saran­no nec­es­sari se l’epidemia finisce fuori con­trol­lo in Italia “.

L’esponente polit­i­ca di destra ha accusato il gov­er­no francese di fare trop­po poco per con­tenere il coro­n­avirus, per­me­t­ten­do fra l’altro anche l’arrivo di aerei dal­la Cina.

MATTEO SALVINI E MARINE LE PENMATTEO SALVINI E MARINE LE PEN

In un’intervista al quo­tid­i­ano Le Parisien, il min­istro del­la Salute, Olivi­er Véran, si è det­to “atten­to alla situ­azione in Italia” e ha con­sid­er­a­to “molto prob­a­bile” la pos­si­bil­ità di nuovi casi in Fran­cia, il pri­mo Paese a con­fer­mare un con­ta­gio in Europa e il pri­mo a reg­is­trare un deces­so, un tur­ista cinese ultra­ot­tan­tenne. Per preparar­si ad affrontare l’eventuale epi­demia, la Fran­cia sta aumen­tan­do il “numero di lab­o­ra­tori dotati di test diag­nos­ti­ci per pot­er arrivare a con­durre diverse migli­a­ia di anal­isi al giorno e su tut­to il ter­ri­to­rio, con­tro i 400 di oggi”.

MATTEO SALVINI E MARINE LE PENMATTEO SALVINI E MARINE LE PEN

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TE LA DO IO L’EUROPA: L’AUSTRIA CHIUDE LA FERROVIA DEL BRENNERO PER DUE DONNE (TEDESCHE!)

CON LA FEBBRE SUL TRENO VENEZIA-MONACO DI BAVIERA. SONO RISULTATE NEGATIVE AL COVID-2019, E IL TRENO È ARRIVATO STAMATTINANEL FRATTEMPO LA ROMANIA METTE IN QUARANTENA CHI ARRIVA DA LOMBARDIA E VENETO, LA LE PEN CHIEDE MISURE SIMILI IN FRANCIA (MA MACRON NON PUÒ DARE RAGIONE AI SOVRANISTI

1. CORONAVIRUS: ARRIVATO A MONACO TRENO BLOCCATO AL BRENNERO

 (ANSA) — Il treno bloc­ca­to ieri al Bren­nero per il sospet­to di due casi di coro­n­avirus a bor­do è arriva­to alla stazione cen­trale di Mona­co, dove era diret­to da Venezia. A scatenare l’allarme — in segui­to al quale sono sta­ti bloc­cati due treni Euroc­i­ty al con­fine — due donne tedesche, che ave­vano una forte tosse e i sin­to­mi del­la feb­bre: sot­to­poste al test del coro­n­avirus sono risul­tate però neg­a­tive. L’Austria ha suc­ces­si­va­mente revo­ca­to il bloc­co del­la cir­co­lazione fer­roviaria al con­fine con l’Italia.

TUNNEL BRENNEROTUNNEL BRENNERO 

2. CORONAVIRUS, DUE CASI SOSPETTI SU TRENO: L’AUSTRIA CHIUDE (E POI RIAPRE) LA FERROVIA AL BRENNERO. ROMANIA: QUARANTENA PER CHI ARRIVA DA LOMBARDIA E VENETO

Da www.ilfattoquotidiano.it 

La dif­fu­sione del coro­n­avirus nelle regioni del Nord ha fat­to balzare l’Italia al ter­zo pos­to per numero di con­ta­gi in tut­to il mon­do: a parte la Cina, res­ta dietro solo alla Corea del Sud (602 casi), superan­do il Giap­pone (fer­mo a 135, sec­on­do i dati del­la Johns Hop­kins Uni­ver­si­ty). Il caso Italia allar­ma ora tut­ta Europa e in par­ti­co­lare i Pae­si vici­ni, come Fran­cia e Aus­tria. Un treno prove­niente da Venezia è sta­to bloc­ca­to alla fron­tiera del Bren­nero dalle autorità aus­tri­ache per due casi sospet­ti di coro­n­avirus a bor­do. Vien­na ha deciso di chi­ud­ere il col­lega­men­to fer­roviario con l’Italia attra­ver­so il Bren­nero.

Dopo due ore la lin­ea è sta­ta ripristi­na­ta. In Fran­cia a chiedere con­trol­li alle fron­tiere sono la leader dell’ultradestra Marine Le Pen e il sin­da­co di Men­tone. In ser­a­ta è sta­ta la Roma­nia ad annun­cia­re le prime mis­ure di con­teni­men­to in Europa dispo­nen­do la quar­an­te­na obbli­ga­to­ria per tutte le per­sone in arri­vo dal­la Lom­bar­dia e dal Vene­to o che siano state nelle due regioni ital­iane negli ulti­mi 14 giorni. Il Con­so­la­to Gen­erale degli Sta­ti Uni­ti a Milano ha sospe­so invece gli appun­ta­men­ti e i servizi visti fino al 2 mar­zo.

verona brennero e linee per austriaVERONA BRENNERO E LINEE PER AUSTRIA

L’Eurocity bloc­ca­to al Bren­nero era par­ti­to da Venezia ed era diret­to a Mona­co di Baviera. Sec­on­do quan­to scrivono i media locali, le Fer­rovie del­lo Sta­to han­no infor­ma­to l’Öbb che sul treno c’erano due per­sone con la feb­bre. Si trat­ta di due donne tedesche che sono state fat­te scen­dere a Verona, dove sono già state sot­to­poste alle prime anal­isi. Al momen­to sem­bra esclu­so che pos­sano aver con­trat­to il coro­n­avirus, ma l’Austria ha deciso comunque di non fare entrare l’Eurocity e bloc­car­lo alla fron­tiera. Cir­ca 300 le per­sone ferme in stazione.

In Roma­nia è sta­ta dis­pos­ta la quar­an­te­na obbli­ga­to­ria per tutte le per­sone in arri­vo dal­la Lom­bar­dia e dal Vene­to o che siano sta­ti nelle due regioni ital­iane negli ulti­mi 14 giorni. Lo annun­cia il min­is­tero del­la San­ità in una nota, come ripor­ta l’agenzia rom­e­na Ager­pres. Una don­na rom­e­na è sta­ta ricov­er­a­ta in ospedale a Buzao, per­ché prove­niente dal­la zona in Lom­bar­dia foco­laio del coro­n­avirus. Le effettuer­an­no le anal­isi nel­la mat­ti­na­ta di domani. I passeg­geri all’aeroporto di Bucarest saran­no sot­to­posti ad un ques­tionario e assis­ti­ti da per­son­ale medico. Il diret­tore dell’istituto di malat­tie infet­tive Adri­an Streinu Cer­cel ha spie­ga­to che chi arri­va con un volo civile affron­terà la quar­an­te­na in casa.

coronavirusCORONAVIRUS

Dopo gli oltre 150 con­ta­gi ed i 3 mor­ti reg­is­trati in appe­na 2 giorni, l’Italia è diven­ta­ta insom­ma uno dei prin­ci­pali fron­ti nel­la lot­ta al coro­n­avirus fuori dal­la Cina. L’emergenza ital­iana tro­va ampio spazio nei media stranieri, che in molti casi vi ded­i­cano l’apertura di siti e gior­nali. Oltre con­fine il liv­el­lo di atten­zione si è inevitabil­mente alza­to. A par­tire dal­la Svizzera, dove cir­ca 68mila ital­iani van­no a lavo­rare ogni giorno. “In base alla situ­azione attuale non vi sono lim­i­tazioni all’ingresso“, ha spie­ga­to l’ufficio fed­erale del­la San­ità Pub­bli­ca, che allo stes­so tem­po dichiara di “mon­i­torare atten­ta­mente la situ­azione in Italia”. Ed anche se fino­ra non si reg­is­tra­no con­ta­gi, le autorità elvetiche con­sid­er­a­no la pos­si­bil­ità di una dif­fu­sione anche all’interno del­la con­fed­er­azione.

Pri­ma o poi bisogn­erà con­trol­lare le fron­tiere“, anche con l’Italia “se l’epidemia diven­ta fuori con­trol­lo“, è invece la richi­es­ta di Marine Le Pen al gov­er­no di Pari­gi. In Fran­cia i casi accer­tati sono 12 (e 10 sono guar­i­ti), ma il min­istro del­la San­ità Oliv­er Ver­an ha ammes­so che la situ­azione “è seria e se l’epidemia rag­giunge l’Europa” bisogna essere “pien­amente oper­a­tivi”. Per questo moti­vo quel­lo che suc­cede in Italia è ogget­to di “atten­zione”. Anche il sin­da­co di Men­tone, Jean-Claude Guibal, chiede l’istituzione di un piano san­i­tario di emer­gen­za, una mobil­i­tazione di ospedali e san­i­tari e “il raf­forza­men­to dei con­trol­li san­i­tari alla fron­tiera oltre ai con­trol­li di iden­tità”.

marine le penMARINE LE PEN 

Un’altra stret­ta ver­so l’Italia, invece, è già sta­ta adot­ta­ta da Israele. Le autorità han­no dis­pos­to che chi­unque sia sta­to nel nos­tro Paese, in Aus­tralia, in Cina e altri asi­ati­ci col­pi­ti dal coro­n­avirus nelle ultime due set­ti­mane ed ha avu­to feb­bre sopra i 38 gra­di, tosse, dif­fi­coltà res­pi­ra­to­rie o sin­to­mi analoghi dovrà sot­to­por­si a con­trol­li al rien­tro. Da Brux­elles l’Ue segue l’evolversi del­la situ­azione ed ha promes­so ogni pos­si­bile sosteg­no. Nel frat­tem­po i com­mis­sari per la ges­tione delle crisi e per la salute, Janez Lenar­cic e Stel­la Kyr­i­akides, lavo­ra­no alle mis­ure, anche finanziarie, di con­trasto dell’epidemia.

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L’INCREDIBILE STORIA DELLADRO-EROECHE HA FATTO ARRESTARE IL PEDOFILO

MATT HAHN CONSEGNA LE FOTO CHE INCHIODANO IL MOLESTATORE (“TOGLIETE QUESTO ANIMALE DALLA CIRCOLAZIONE”) ED EVITA L’ERGASTOLO – L’UOMO OGGI NON RUBA PIÙ, SI È SPOSATO E HA TROVATO LAVORO COME ELETTRICISTA, MENTRE IL PEDOFILO DA LUI INCASTRATO È ANCORA IN       CELLA

Michela Fari­na per il Cor­riere del­la Sera 

matt hahnMATT HAHN

Dopo una notte insonne, quel­la mat­ti­na di quindi­ci anni fa Matt Hahn ha fat­to la cosa gius­ta, con­tro il suo inter­esse imme­di­a­to (e sen­za sapere che in realtà si sta­va assi­cu­ran­do il futuro). Ha pre­so la mem­o­ry card ruba­ta, l’ ha mes­sa in un borselli­no rosa (affinché non pas­sasse inosser­va­ta) e l’ ha spedi­ta alla polizia di Los Gatos, con un bigli­et­to anon­i­mo: «Pro­pri­età di Robert Aitken, Wedge­wood Dri­ve: per favore, togli­ete questo ani­male dal­la cir­co­lazione».

Matt ha agi­to d’ impul­so (sen­za offe­sa per gli ani­mali) e per il dis­gus­to, per quel­lo che pos­sono provo­care, anche nel­la tes­ta di un ladro che si muove sul filo dell’ ergas­to­lo, le immag­i­ni di una bam­bi­na di due anni molesta­ta dall’ uomo a cui ha appe­na ruba­to la cas­saforte.

Potrebbe essere un film, una sceneg­giatu­ra alla Elmore Leonard. Una sto­ria di due pic­coli e gran­di «bas­tar­di» ai mar­gi­ni del­la dora­ta Sil­i­con Val­ley. Matt Hahn è un ladro paten­ta­to, con una lun­ga scia di dro­ga e due con­danne alle spalle: per la legge cal­i­for­ni­ana dei tre «strikes», se lo bec­ca­no un’ altra vol­ta rischia di finire den­tro per sem­pre. Sa che, per uno come lui, la cosa migliore è far­si i cavoli pro­pri.

Eppure quel­la dozzi­na di foto non gli dan­no pace. Non può andare dal­la polizia, per­ché dovrebbe spie­gare come le ha trovate: la notte del 28 feb­braio 2005, Matt è entra­to nel­la casa di uno sconosci­u­to uscen­done con poco bot­ti­no: una pis­to­la, doc­u­men­ti con il nome del pro­pri­etario. E la mem­o­ry card, che forse con­tiene qual­cosa di inter­es­sante, utile per un ricat­to. Tor­na a casa, la «pas­sa» al com­put­er.

matt hahnMATT HAHN 

E sco­pra i ver­gog­nosi tro­fei ped­ofili di Robert Rob­bie Aitken, un ven­tiduenne che si riprende men­tre abusa del­la figlia del suo capo (azien­da nel set­tore infor­mati­co) men­tre le fa da babysit­ter (è il suo padri­no di bat­tes­i­mo).

Men­tre il ladro man­da­va il borselli­no alla polizia, il deru­ba­to denun­ci­a­va il fur­to. Ai pri­mi di mar­zo il cer­chio si chi­ude: i detec­tive di Los Gatos man­dano a chia­mare Aitken, gli mostra­no le foto. E lui crol­la. Un mese dopo, è il ladro a cadere nel­la rete dei detec­tive. Viene sor­pre­so a rubare. Gli trovano la refurti­va.

Ter­zo strike , ris­chio ergas­to­lo. Per Matt si mette male. Dod­i­ci nuovi capi d’ imputazione (ma nul­la sul fur­to del­la cas­saforte del ped­ofi­lo). E lui allo­ra si gio­ca forse l’ uni­ca cosa buona (e doc­u­mentabile) che ha fat­to di recente (a parte coin­vol­gere nell’«operazione borselli­no» anche la madre, a cui però ha det­to di aver trova­to la sche­da di memo­ria in un super­me­r­ca­to: «Mam­ma, dai un occhio alla tv se par­lano di un ped­ofi­lo»). Il mal­vivente recidi­vo cala l’ asso con i poliziot­ti: «Sono quel­lo che vi ha fat­to trovare Rob­bie Aitken».

pedofilo palpeggia bimba 5PEDOFILO PALPEGGIA BIMBA

Ma la legge è legge, e non è scon­ta­to intro­durre un ele­men­to di «barat­to» nel­lo schema dei tre strikes . La pri­ma che osa par­larne è Dana Over­street, la mag­is­tra­ta che nel 2006 rap­p­re­sen­ta l’ accusa nel proces­so Aitken (a casa sua sono sta­ti trovati i vesti­ti del­la bam­bi­na, e un centi­naio di foto ille­gali di pedo­pornografia): «Esiste l’ onore tra i ladri — dice la mag­is­tra­ta -.

Per quan­to mi riguar­da, Matt Hahn è un eroe». E un eroe non può andare all’ ergas­to­lo.

Il proces­so al ladro gen­tilu­o­mo non ha avu­to grande segui­to. Un po’ in sor­di­na, Matt è sta­to con­dan­na­to a 14 anni. Ne scon­ta solo sette, nel­lo stes­so carcere in cui è rinchiu­so (in una sezione a parte) Robert Aitken. Matt lo riconosce al di là del vetro, men­tre Aitken non sa nul­la di lui. Il des­ti­no di cias­cuno è lega­to a quel­lo dell’ altro, la dan­nazione e la salvez­za. Matt esce di galera dopo sette anni.

E come ha rac­con­ta­to in questi giorni alla Bbc , cam­bia vita. Anche se ha stu­di­a­to in carcere (i lib­ri glieli por­ta­va la mam­ma del­la bam­bi­na vit­ti­ma di abusi), è rius­ci­to a trovare lavoro come elet­tricista.

pedofilo palpeggia bimba 6PEDOFILO PALPEGGIA BIMBAGli va bene così. Si è sposato, non ruba più. «Nel­la mia nuo­va vita suc­ce­dono cose stra­or­di­nar­ie», ha det­to. Per non par­lare di quel­la vecc

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Il Carnevale è antisemita, sia vietato”, Israele contro i carri di Aalst

Il min­istro degli Esteri di Tel Aviv ne chiede la can­cel­lazione dopo i con­tro­ver­si car­ri del­lo scor­so anno che raf­fig­u­ra­vano ebrei stereoti­pati. Il sin­da­co: “Richi­es­ta spro­porzion­a­ta, non siamo razz­isti”

europa.today.it – Redazione Brux­elles

Lo stori­co carnevale di Aalst, in Bel­gio, che ogni ogni anno si cel­e­bra per tre giorni pri­ma del­la Quares­i­ma e che atti­ra ogni vol­ta fino a 100mila vis­i­ta­tori, dovrebbe essere vieta­to in quan­to anti­semi­ta.

Il tweet del ministro

A chieder­lo è il min­istro degli Esteri israeliano, Israel Katz, che su Twit­ter ha fat­to un appel­lo al Bel­gio affinché “con­dan­ni e vieti” l’evento che definisce “man­i­fes­tazione anti­semi­ta”. Sec­on­do Katz, “il Bel­gio come democrazia occi­den­tale dovrebbe ver­gog­nar­si di con­sen­tire una sim­i­le dimostrazione anti­semi­ta“.

ישראל כ”ץ Israel Katz

@Israel_katz

Bel­gium as a West­ern Democ­ra­cy should be ashamed to allow such a vit­ri­olic anti­se­mit­ic dis­play. I call upon the author­i­ties there to con­demn and ban this hate­ful parade in Aalst.

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469 uten­ti ne stan­no par­lan­do

Le polemiche

Le polemiche con­tro questo carnevale van­no avan­ti dal­lo scor­so anno quan­do sfilò un car­ro con due enor­mi fig­ure di uomi­ni con ampie basette e naso adun­co che indos­sa­vano il tradizionale shtreimel, un cap­pel­lo di pel­lic­cia indos­sato da alcu­ni ebrei orto­dos­si, in pie­di su sac­chi di mon­ete d’oro. Allo­ra la cosa sus­citò grande scal­pore e con­danne a liv­el­lo inter­nazionale che han­no por­ta­to anche alla rin­un­cia, da parte del­la cit­tà, del­la pre­sen­za nel­la lista dei pat­ri­moni cul­tur­ali imma­te­ri­ali dell’umanità dell’Unesco che ave­va dal 2010, antic­i­pan­do in realtà una deci­sione che l’organizzazione sta­va comunque pren­den­do.

No ai carri antisemiti

Oggi Tel Aviv è tor­na­ta alla car­i­ca chieden­do di vietare il carnevale, anche se l’ambasciatore del Paese in Bel­gio, Emmanuel Nahshon, ha smorza­to i toni. “Ciò che chiedi­amo non è asso­lu­ta­mente il divi­eto del carnevale in quan­to tale. Ciò che chiedi­amo è il divi­eto di tut­ti questi car­ri anti­semi­ti che van­no al di là del buon gus­to, che non han­no nul­la a che fare con il sen­so dell’umorismo e che non ono­ra­no una democrazia esem­plare come quel­la del Bel­gio”, ha det­to il diplo­mati­co alla Rtbf.

La difesa del sindaco

Dal can­to suo il sin­da­co del­la cit­tà di è det­to “molto sor­pre­so” dal­la richi­es­ta del min­istro che ha defini­to “spro­porzion­a­ta” e “ingius­ta”. “Sono pas­sati più di 90 anni da quan­do esiste questo carnevale e ora nasce questo prob­le­ma”, ha dichiara­to Christoph D’Haese garan­ten­do: “Aalst non è né una cit­tà razz­ista né una cit­tà anti­semi­ta”.

Fonte: https://europa.today.it/attualita/israele-carnevale-antisemita.html

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Nord chiuso per il coronavirus, Pozzallo porto aperto per i clandestini

Francesco Storace             

È dif­fi­cile capir­lo: il coro­n­avirus è un guaio o no? Gli scapes­trati gov­er­nan­ti ital­iani vogliono aiu­to. E dategli questo aiu­to, ma ci sarà pure il per­me­s­so di chiedere che cosa stan­no com­bi­nan­do. Met­tete­vi nei pan­ni di chi sta ad occhi spalan­cati e orec­chie dritte davan­ti alla tivù. Al nord comu­ni sot­to copri­fuo­co. Al sud sbarchi dall’Africa. A Poz­za­l­lo, Italia.

Il decre­to del gov­er­no Con­te ha sta­bil­i­to che si sbar­ra tut­to in pre­sen­za del mor­bo con gli occhi a man­dor­la. Scor­diamo­ci uffi­ci pub­bli­ci, tur­is­mo, negozi, bar, super­me­r­cati, com­mer­cio, sta­di, chiese, sagre, scuole e musei. E, qua­si per punizione, niente gite sco­las­tiche. Per car­ità, se queste sono le mis­ure, ci met­ti­amo sug­li atten­ti ovvi­a­mente sen­za res­pi­rare e obbe­di­amo.

Centinaia di clandestini sbarcano a Pozzallo

Ma pos­si­amo chiedere come si con­cil­ia tut­to questo con oltre due­cen­to clan­des­ti­ni che sbar­cano a Poz­za­l­lo dal­la soli­ta Ocean Viking? Vis­to che le Ong le conoscete  bene e le coc­co­late, non è che potete chiedere loro – così per corte­sia – di por­tarseli altrove per­ché tut­to questo sa di orri­bile pre­sa per i fondel­li?

La gente dei comu­ni col­pi­ti non può muover­si da casa sua e noi ci pren­di­amo chissà chi? Cer­to, il sin­da­co di Poz­za­l­lo – altro Nobel per la med­i­c­i­na – ci ras­si­cu­ra che non c’è Coro­n­avirus, ave­va i tam­poni  nell’armadietto del comune. Chi ci garan­tisce da chi arri­va in ter­ra nos­tra?

Stare uni­ti”, dice il gov­er­no. Ma cer­to, si sa che non bisogna divider­si, ma evitare imp­rese del genere è un dovere per lo Sta­to se non vuole far crescere anco­ra di più la pau­ra. L’Africa non è più sicu­ra di Codog­no e non vogliamo cor­rere altri rischi. La Ocean Viking è sta­ta ispezion­a­ta per essere boni­fi­ca­ta: è nor­male tut­to questo, con i sol­di nos­tri?

Coro­n­avirus, Con­te si non mi risponde». La repli­ca: «Non finirà a 

Mandateci Orfini, Delrio e la Boldrini

Sen­nò dob­bi­amo pen­sare che l’emergenza riguar­da tut­ti tranne clan­des­ti­ni sen­za nome. Mag­a­ri a Poz­za­l­lo man­date­ci Orfi­ni, Del­rio, la Boldri­ni, li abbrac­ci­no loro i migranti e stare­mo tut­ti più tran­quil­li. Invece sta­vol­ta gli onorevoli se ne stan­no a caset­ta loro.

In giro si dice che Mal­ta ha chiu­so il por­to ai migranti per tim­o­re del virus. Il min­istro degli Esteri ne sa qual­cosa? E quel­la dell’Interno?

Alla fine ci toc­cherà sper­are che non arriv­i­no altri clan­des­ti­ni solo per­ché saran­no loro ad aver pau­ra di infet­tar­si con il coro­n­avirus “ital­iano”. Ormai, ci man­ca solo questo.

L’unica cosa che può las­cia­r­ci tran­quil­li è che il gov­er­na­tore Musume­ci e l’assessore alla san­ità Raz­za seguono pas­so pas­so la vicen­da per evitare che qualche clan­des­ti­no sfug­ga alla quar­an­te­na negli hotspot allesti­ti. Ma guai a cari­care – pro­prio in questo momen­to – un’altra emer­gen­za sul­la Sicil­ia.

Tut­to questo con­trasto – blin­datu­ra lassù, por­ti spalan­cati lag­giù – lo vedi­amo solo noi oppure è reale? Davvero siamo nelle con­dizioni di pros­eguire una polit­i­ca di accoglien­za men­tre la gente ha pau­ra di quel che potrà accadere? Il bel­lo è che dicono che non bisogna cadere nel pan­i­co: lo abbi­amo ascolta­to anche ieri da una per­sona soli­ta­mente luci­da come Luciano Fontana, diret­tore del Cor­riere del­la Sera. Ci chiedi­amo il per­ché di ben quindi­ci pagine del suo quo­tid­i­ano ded­i­cate al coro­n­avirus. Non è allarmis­mo?

E mag­a­ri su Poz­za­l­lo un arti­co­lo nelle pagine interne. No, non ci siamo. Si’, dob­bi­amo stare uni­ti ma spieghi­amo­ci per­ché dob­bi­amo pure applaudire alle piroette di gov­er­no. Pazz­ie.

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Dieta e cuore: cosa previene davvero gli infarti?

Infarto

Scien­ziati amer­i­cani han­no scop­er­to che la predilezione per prodot­ti ad alto con­tenu­to di aminoaci­di sol­fo­rati (carne, lat­te, noci) aumen­ta il ris­chio di insor­gen­za di malat­tie car­dio­vas­co­lari.

Men­tre gli ali­men­ti a bas­so con­tenu­to pro­te­ico han­no un effet­to benefi­co sul­la salute. Un effet­to sim­i­le, sec­on­do alcu­ni rap­por­ti, lo han­no cioc­co­la­to e fave di cacao. Sput­nik cer­ca di capire per voi se esiste una dieta in gra­do di pre­venire gli infar­ti.

Caffeina energizzante

Uno stu­dio con­dot­to per 16 anni su più di mez­zo mil­ione di sogget­ti prove­ni­en­ti da 10 Pae­si europei ha dimostra­to che i gran­di con­suma­tori caf­fè ten­dono a morire meno spes­so per malat­tie car­dio­vas­co­lari e res­pi­ra­to­rie.

Sec­on­do gli scien­ziati tedeschi, ciò può essere dovu­to all’azione del­la pro­teina p27 la cui attiv­ità è indi­ret­ta­mente influen­za­ta dal­la caf­feina. I biolo­gi dell’Università Hein­rich Heine, stu­dian­do i mito­con­dri dei prin­ci­pali tipi di cel­lule pre­sen­ti nel mus­co­lo car­dia­co, han­no ril­e­va­to qua­si ovunque la pre­sen­za del­la sostan­za. Ques­ta sti­mo­la la migrazione delle cel­lule endoteliali che rive­stono le pareti dei vasi san­guig­ni e le pro­tegge dal­la morte cel­lu­lare. Inoltre, la p27 sti­mo­la la migrazione delle cel­lule del tes­su­to con­net­ti­vo, i fibrob­lasti. Questi svol­go­no un ruo­lo impor­tante nel­la gua­ri­gione delle ferite: più sono attivi, più velo­ce­mente il cuore si riprende dall’infarto del mio­car­dio.

Esper­i­men­ti su col­ture cel­lu­lari e su cavie han­no dimostra­to che la p27 pen­e­tra nei mito­con­dri attra­ver­so canali di seg­nalazione mediati dal­la caf­feina. In tale sede la pro­teina miglio­ra la res­pi­razione cel­lu­lare. In alcu­ni casi è persi­no in gra­do di arrestare la morte pro­gram­ma­ta delle cel­lule car­diache a causa di carichi ele­vati o ischemia. Tut­tavia, per ottenere questi risul­tati il sogget­to dovrebbe assumere almeno 4 tazze di caf­fè al giorno.

Gli scien­ziati han­no tes­ta­to la dose gior­naliera su cavie mature alle quali è sta­ta som­min­is­tra­ta acqua con aggiun­ta di caf­feina. La con­cen­trazione di caf­feina era di 30–50 micro­moli per litro, ossia esat­ta­mente quan­to pen­e­tra nel sangue umano dopo l’assunzione di 4–5 tazze di caf­fè. Dieci giorni dopo l’esperimento, le con­dizioni di salute delle cavie sono miglio­rate.

Ad alcuni fa bene, ad altri no

Gli esper­ti avvertono però che la stes­sa quan­tità di caf­feina può avere effet­ti com­ple­ta­mente diver­si a sec­on­da delle per­sone. Qua­si il 90% di ques­ta sostan­za, entran­do nel cor­po umano, è decom­pos­to dal citocro­mo CYP1A2, la cui attiv­ità (e quin­di il tas­so di elab­o­razione del­la caf­feina) dipende dal­la vari­ante del gene respon­s­abile del­la sin­te­si del citocro­mo. Nei sogget­ti che pre­sen­tano un allele C anche 2 tazze di caf­fè al giorno pos­sono aumentare sig­ni­fica­ti­va­mente il ris­chio di infar­to del mio­car­dio. Men­tre in col­oro che nat­u­ral­mente pre­sen­tano la vari­ante AA la stes­sa quan­tità ne miglior­erà lo sta­to del sis­tema car­dio­vas­co­lare.

Inoltre, il gene CYP1A2, indipen­den­te­mente dal­la sua vari­ante, può essere influen­za­to dal fumo. È sta­to dimostra­to che il fega­to dei fuma­tori elab­o­ra la caf­feina a una veloc­ità del 50% mag­giore rispet­to a quel­lo dei non fuma­tori. Questo sig­nifi­ca che dovran­no bere molto più caf­fè per sfruttare gli effet­ti del­la caf­feina.

Lo svilup­po di malat­tie car­dio­vas­co­lari dipende da molti fat­tori che inter­agis­cono con­tem­po­ranea­mente fra loro, quali genet­i­ca, stile di vita e ambi­ente. Il cibo ha indub­bi­a­mente un ruo­lo impor­tante, ma non è in alcun modo un ele­men­to trainante. Alcu­ni stu­di descrivono gli effet­ti del caf­fè o del tè verde sul cuore. Ma anz­i­tut­to, il con­tenu­to di caf­feina varia a sec­on­da del­la vari­età. In sec­on­do luo­go, gli effet­ti ben­efi­ci di queste bevande sono annul­lati dal­la pre­sen­za di cat­tive abi­tu­di­ni. Ad esem­pio, l’assunzione di 10 tazze di tè verde con­te­nen­ti flavonoi­di dagli effet­ti ben­efi­ci non rius­cirà a elim­inare il dan­no provo­ca­to da una sigaret­ta”, ha osser­va­to in un’intervista rilas­ci­a­ta a Sput­nik Yury Belenkov, diret­tore del­la cat­te­dra di ter­apia ospedaliera pres­so l’Ospedale uni­ver­si­tario Sechen­ovsk, nonché diret­tore del­la clin­i­ca A. A. Ostroumov.

Il colore conta

Gli scien­ziati amer­i­cani, che han­no anal­iz­za­to i dati di uno stu­dio decen­nale su 11.000 volon­tari, han­no con­clu­so che per pro­tegger­si da ictus e infar­to vale la pena rin­un­cia­re a carne e lat­te o sos­ti­tuir­li almeno in parte con frut­ta e ver­du­ra. Sec­on­do quan­to emer­so, gli aman­ti dei cibi a bas­so con­tenu­to pro­te­ico ave­vano meno prob­a­bil­ità di sof­frire di malat­tie car­diometa­boliche.

Sec­on­do esper­ti cine­si, per avere un cuore sano, si dovrebbe bere tè verde almeno 3 volte a set­ti­mana. Sono sta­ti anal­iz­za­ti i dati rel­a­tivi a 100.000 per­sone alle quali al momen­to del­lo stu­dio, nel 1998, non era­no state diag­nos­ti­cate malat­tie car­diache e nem­meno ictus o can­cro. Il peri­o­do medio di osser­vazione dei parte­ci­pan­ti è sta­to di 7,3 anni. Durante questo las­so di tem­po, il grup­po di bevi­tori di tè verde ha subito infar­ti e ictus con una fre­quen­za del 20% infe­ri­ore rispet­to a chi non ave­va con­suma­to tale bevan­da. Inoltre, il ris­chio di malat­tie car­diache letali era sce­so del 22%.

Inoltre, nei bevi­tori anziani di tè i casi di ischemia e ictus si sono ver­i­fi­cati in media 1,4 anni dopo rispet­to a sogget­ti che ave­vano assun­to spo­radica­mente la bevan­da. Tut­tavia, solo il tè verde ha avu­to un effet­to benefi­co sul­la salute. Col­oro che preferivano il tè nero han­no sof­fer­to di prob­le­mi car­dio­vas­co­lari con una fre­quen­za com­pa­ra­bile a quel­la di col­oro che non lo beve­vano affat­to.

Gli autori sug­geriscono che l’efficacia del tè sia lega­ta ai polifeno­li con­tenu­ti al suo inter­no. Queste sostanze, infat­ti, riducono la pres­sione san­guigna, nonché il liv­el­lo di lipi­di e di lipopro­teine pre­sen­ti nel sangue, ossia tiene sot­to con­trol­lo para­metri il cui aumen­to può con­tribuire allo svilup­po di malat­tie car­dio­vas­co­lari.

Il cioccolato come antiossidante

Cacao e cioc­co­la­to amaro pos­sono ridurre il ris­chio di malat­tie car­dio­vas­co­lari, sec­on­do i ricer­ca­tori amer­i­cani. Questi ulti­mi han­no anal­iz­za­to i risul­tati di 19 stu­di clin­i­ci sui fla­vano­li, sostanze con­tenute nei semi di cacao le quali, si ritiene, avreb­bero effet­ti antios­si­dan­ti sull’organismo e neu­tral­izzereb­bero le forme di ossigeno atti­vo in gra­do di dan­neg­gia­re il DNA.

Ai test han­no pre­so parte 1.131 sogget­ti. Tut­ti i volon­tari han­no assun­to fla­vano­li per un peri­o­do com­pre­so tra 2 set­ti­mane e 1 anno. Durante tale las­so di tem­po, han­no dona­to il sangue più volte. I risul­tati dei test con­dot­ti da diver­si spe­cial­isti han­no avu­to esi­to sim­i­le. In par­ti­co­lare, gli antios­si­dan­ti pre­sen­ti nel cacao han­no avu­to un effet­to benefi­co sul pro­fi­lo lipidi­co e sul­la sen­si­bil­ità dei tes­su­ti all’insulina. Sono rius­ci­ti ad aumentare il liv­el­lo del cosid­det­to coles­tero­lo buono e a ridurre la quan­tità di insuli­na a stom­a­co vuo­to. Tali effet­ti non sono sta­ti influen­za­ti dal­la for­ma di assun­zione dei far­ma­ci, dal ses­so, dall’età o dalle patolo­gie dei parte­ci­pan­ti.

In lin­ea teor­i­ca le sostanze con­tenute nel tè verde o nel cacao fan­no bene ai vasi san­guig­ni. Ma non più di questo. Per pre­venire le malat­tie car­dio­vas­co­lari è molto più impor­tante recar­si da un car­di­ol­o­go per tem­po. Sec­on­do le linee gui­da attuali, un paziente uomo dovrebbe far­lo all’età di 35 anni men­tre una don­na durante la piani­fi­cazione del­la gravi­dan­za e dopo i 47 anni. All’appuntamento con il medico è nec­es­sario descri­vere la pro­pria sto­ria famil­iare per­ché molte malat­tie car­dio­vas­co­lari sono ered­i­tarie. Il car­di­ol­o­go esamin­erà i liv­el­li di coles­tero­lo e di glu­co­sio, il peso cor­poreo, l’attività fisi­ca del paziente e deter­min­erà i suc­ces­sivi pas­si: ovvero se sia nec­es­sario com­in­cia­re ad assumere far­ma­ci pre­ven­tivi, mod­i­fi­care il pro­prio stile di vita, smet­tere di fumare, lim­itare forte­mente la quan­tità di alcol assun­ta e così via. Questo è il meto­do più noioso, sì il più noioso, ma è il più effi­cace”, ha con­clu­so il pro­fes­sor Belenkov.   https://it.sputniknews.com/scienza-e-tech/202002238765541-d

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IL MES E’ COMPLETO: si discutono solo i dettagli, parola di Gentiloni a Garavaglia

Durante la set­ti­mana par­la­mentare a Brux­elles, nel­la quale i com­mis­sari europei rispon­dono alle domande dei par­la­men­tari europei e nazion­ali. Approf­ittan­do di ques­ta occa­sione Mas­si­mo Gar­avaglia chiede al com­mis­sario al Bud­get Gen­tiloni se le trat­ta­tive sul MES, Mec­ca­n­is­mo Europeo di Sta­bil­ità, siano com­plete ed il pat­to sia ormai deciso e non muta­bile. Gen­tiloni con­fer­ma quel­lo che molti sospet­tano: la sostan­za del MES è già sta­ta decisa ed ormai si dis­cute sui par­ti­co­lari.

Quin­di, nonos­tante il manda­to par­la­mentare, Con­te e Gualtieri han­no CONCORDATO il MES, che impone pen­san­ti lim­i­ti al nos­tro bilan­cio e mette a ris­chio in nos­tro deb­ito, e tut­to questo CONTRO il pre­ciso manda­to par­la­mentare del 2019 che impone­va al gov­er­no di RIFERIRE al par­la­men­to e chiederne il con­sen­so pri­ma di fir­mare. Invece Con­te e Gualtieri se ne sono fre­gati, e rischi­ano una azione penale.

Ringrazi­amo il sem­pre otti­mo Inriv­er­ente per l’appoggio tec­ni­co.

 


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