L’ISIS TORNA IN LIBIA CON LA TURCHIA. Il gentile regalo di Erdogan, Conte, Di Maio e co.

Sec­on­do il vice capo degli sta­ti mag­giori  con­giun­ti USA Paul Sel­va  lo stal­lo fra Haf­tar e Sar­raj in Lib­ia sta per­me­t­ten­do a forze fon­da­men­tal­iste islamiche legate all’ISIS di infil­trar­si e di assumere posizioni di forza, al liv­el­lo di ter­zo inco­mo­do, sul cam­po di battaglia. Ques­ta situ­azione non è altro che la figlia del­la strate­gia qua­si obbli­ga­ta del­la Turchia dal momen­to in cui ques­ta ha deciso, nel vuo­to di potere a Tripoli, di assumere una posizione di forza. Nonos­tante quan­to dica Erdo­gan la Turchia non ave­va molte alter­na­tive di inter­ven­to:

  • imp­ie­gare una squadra navale sarebbe sta­to com­p­lesso con l’ostilità diret­ta di Egit­to Cipro e Gre­cia e quel­la indi­ret­ta di Italia e Fran­cia , oltre al fat­to che l’unica por­taero­mo­bili del­la flot­ta tur­ca è anco­ra in costruzione e che, comunque,come dimostra­to dai ribel­li Houthi in Yemen, anche le navi pos­sono diventare vit­time di attac­chi da ter­ra;
  • un ponte aereo per il trasporto mas­s­ic­cio di truppe di ter­ra appare poco real­is­ti­co oltre che una provo­cazione ver­so tut­ti gli altri pae­si NATO.

Quin­di quel­lo che sta facen­do ora Ankara era l’unica alter­na­ti­va di inter­ven­to, con­sis­tente in:

  • trasferire com­bat­ten­ti mer­ce­nari o ide­o­logi­ca­mente col­le­gati dal fronte siri­ano a quel­lo libi­co, e questo è avvenu­to con un paio di migli­a­ia di uomi­ni;
  • fornire intel­li­gence, coor­di­na­men­to, ed appog­gio logis­ti­co, para­dos­salmente con mezzi NATO;
  • fornire appog­gio diplo­mati­co a Sar­raj.

Nat­u­ral­mente se import migli­a­ia di miliziani dal­la Sitia import anche Al Nus­ra ed ISIS, e tut­to questo sta avve­nen­do con mezzi, teori­ca­mente, NATO, ed alle porte dell’Europa.La Lib­ia è ora un gio­co fra Rus­sia e Turchia, con gli USa che, per ora , si accon­tentano di appog­gia­re l’egiziano Al Sisi,

Dov’è l’Europa? Berli­no cer­ca di assi­cu­rar­si una via di approvvi­gion­a­men­to alter­na­ti­va  algas, dopo aver raf­fo­ra­to la pro­pria part­ner­ship con Mosca, ma non ha nè la volon­tà, nè l’indipendenza da Ankara nè la capac­ità di con­clud­ere qual­cosa. A Roma invece reg­na il totale, asso­lu­to, dilet­tan­tismo. Invece di affi­dar­si ad ENI e Servizi, che ben conoscono la situ­azione sul cam­po ed han­no i con­tat­ti giusti, con­tin­u­ano a gio­care con la situ­azione come dei bam­bi­ni viziati che si tro­vi­no davan­ti un nuo­vo gio­co. Con questo ver­tice non si potrà mai con­clud­ere nul­la di buono.                                 

 

 

Vice Chair­man of the Joint Chiefs of Staff Paul Sel­va

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IL M5S ARRIVERAALLE FERIE DI AGOSTO? In Europa probabilmente no. Le contraddizioni sull’Utero in Affitto….

Lo scor­so giovedì , durante la Ple­nar­ia di Stras­bur­go, si è assis­ti­to all’ennesima piroet­ta dei Cinque Stelle: fino a neanche sei mesi fa si bat­te­vano come leoni con­tro la mater­nità sur­ro­ga­ta, cioò l’affittare donne, o meglio il loro utero, per pot­er gener­are figli a paga­men­to:

Poi, quan­do si pas­sa alla prat­i­ca, le cose cam­biano: mer­coledì scor­so, 15 gen­naio, a Stras­bur­go è sta­to vota­to un emen­da­men­to a fir­ma Simona Bal­das­sarre nel quale si cer­ca­va di met­tere dei for­ti lim­i­ti a ques­ta prat­i­ca qua­si schi­av­is­ti­ca con un giro d’affari di centi­na­ia di mil­ioni di dol­lari in tut­to il mon­do. L’anno prece­den­ti i Cinque Stelle ave­vano vota­to un emen­da­men­to sim­i­le, e quel­lo che poco più di sei mesi fa scrive­vano sul loro Blog sem­bra­va con­fer­mare ques­ta incli­nazione. Invece… a parte una lode­v­ole eccezione, han­no prefer­i­to asten­er­si, lavan­dosi le mani Ponzio Pila­to Style. 

Per­chè questo cam­bio di atteggia­men­to? Solo per­chè l’onorevole pro­po­nente dell’emendamento è iscrit­ta al grup­po ID? Se fos­se così sarebbe, sin­ce­ra­mente, un po’ squalli­do: i prin­cipi fon­da­men­tali var­reb­bero meno di un po’ di polem­i­ca polit­i­ca. No, sem­plice­mente siamo all’ennesimo pas­so di annul­la­men­to e di sot­tomis­sione dei Cinque Stelle ai poteri for­ti europei.

Per­chè a Brux­elles il Movi­men­to sta, let­teral­mente, moren­do, avve­le­na­to da con­trad­dizioni e da ine­dia. Nato anti sis­tema sta men­di­can­do l’accesso a tut­ti i par­ti­ti pro sis­tema, RE (gli ex lib­er­ali si ALDE), Ver­di, e GUE in prim­is. Atten­zione che in Europa questi ven­gono a cos­ti­tuire un bloc­co con­trad­dit­to­rio, ma mono­liti­co nel­la ges­tione del potere, come mai si era vis­to. Iper­liberisti alla Macron e figli dei fiori nordi­ci si unis­cono pur di pros­eguire nel­la ges­tione del denaro e di quelle brici­ole di potere che cir­colano attorno al Par­la­men­to, ed il M5s , che ha vota­to la Von Der Leyen speran­do di entrare in questo Wal­hal­la, invece ne è rimas­to esclu­so.

Il Movi­men­to Cinque Stelle, nonos­tante le apparen­ze, non è nè ide­o­logi­ca­mente nè carat­te­rial­mente prepara­to a fare una seria oppo­sizione. Il suo iso­la­men­to pesa anche eco­nomi­ca­mente e siamo facili pro­feti dicen­do che non soprav­viverà, almeno nel­la sua com­po­nente euro­pea, sino alle prossime ferie, mag­a­ri nep­pure a Pasqua. Si scioglierà, con­flu­en­do nel­la sua com­po­nente prin­ci­pale nei ver­di, ed in quel­la sec­on­daria perfi­no negli ultra­l­iberisti europei di RE. Una fine inglo­riosa per gli eroi del­la lib­ertà da Brux­elles.

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Nuovo decennio, nuove regole

Dmit­ry Orlov
cluborlov.blogspot.com

I con­fi­ni decen­nali sono para­metri arbi­trari, scol­le­gati dai fenomeni fisi­ci che non siano il soli­to, noioso avvi­cen­dar­si delle sta­gioni. Ma, dopo sole due set­ti­mane nel nuo­vo decen­nio, l’atmosfera sem­bra già diver­sa rispet­to a quel­lo pas­sato ed è dif­fi­cile per me stare al pas­so con i rad­i­cali muta­men­ti attual­mente in cor­so, non par­liamo poi di anal­iz­zarli. Eppure devo far­lo, per­ché non solo i mass media sono, nel­la migliore delle ipote­si, com­ple­ta­mente inutili e dan­nosi nel­la peg­giore, ma anche per­chè i com­men­ta­tori più autono­mi ed illu­mi­nati sem­bra­no impan­ta­nati in par­a­dig­mi obso­leti e dipen­den­ti da ipote­si politiche ed eco­nomiche ormai fuori cor­so. Ques­ta situ­azione mi induce a col­mare il vuo­to e a cer­care di sis­temare le cose.

Ecco un breve elen­co delle novità, almeno fino­ra, di questo decen­nio:

• Se volete far saltare in aria una base mil­itare amer­i­cana in Medio Ori­ente, o altrove per quel che impor­ta, fate pure. Non vi suc­ced­erà nul­la. Assi­cu­rat­e­vi solo di avvis­are per tem­po i res­i­den­ti, in modo che pos­sano evac­uare o nascon­der­si nei rifu­gi anti­aerei. Se non disponete di canali diplo­mati­ci con gli Sta­ti Uni­ti, chiedete aiu­to agli Svizzeri. Non pre­oc­cu­pat­e­vi dei sis­te­mi di dife­sa aerea degli Sta­ti Uni­ti, non ne han­no. Ma non las­ci­at­e­vi trasportare dall’entusiamo, per­ché il sen­so del­la cosa è quel­lo di dare una lezione.

• Come corol­lario a questo pun­to, se per caso siete un oper­a­tore di droni statu­nitense, il vostro lavoro non è più come gio­care ad un video­gio­co (in cui si uccide la gente). Ques­ta real­iz­zazione ha prob­a­bil­mente causato attac­chi di diar­rea ad alcu­ni oper­a­tori di droni statu­niten­si e li ha indot­ti a recar­si dal­lo psi­canal­ista, da cui si saran­no prob­a­bil­mente sen­ti­ti dire dire che l’omicidio di mas­sa è dan­noso per il loro kar­ma. Che la gua­ri­gione abbia inizio!

• Se siete una nazione sovrana e vi capi­ta di avere sul vostro ter­ri­to­rio alcune basi mil­i­tari statu­niten­si di cui vor­reste lib­er­arvi, ora è fat­tibile. Ma non potete sem­plice­mente dire agli Yan­kees di tornarsene a casa, dovrete anche pagar­li, quin­di preparat­e­vi a con­trattare furi­bon­da­mente. Se ques­ta con­trat­tazione a loro non sta bene, sap­pi­ate che pos­sono andare in depres­sione, che, a sua vol­ta, può essere segui­ta, o meno, dall’accettazione, per­ché la depres­sione può essere lo sta­to finale per­ma­nente del­la con­dizione di lut­to.

• Se volete assas­sinare fun­zionari pub­bli­ci che viag­giano all’estero con incar­ichi uffi­ciali e sot­to immu­nità diplo­mat­i­ca, sap­pi­ate che è anco­ra del tut­to ille­gale ed  anche un crim­ine di guer­ra, a meno che non si trat­ti di fun­zionari statu­niten­si, nel qual caso cre­do che sarebbe gius­to, dal momen­to che il Procu­ra­tore Gen­erale statu­nitense William Barr (ex avvo­ca­to difen­sore del re dei ped­ofili Jef­frey Epstein) ha affer­ma­to che è per­fet­ta­mente legale (anche se moral­mente ripug­nante, mi affret­to ad aggiun­gere).

• Se siete l’esercito degli Sta­ti Uni­ti, non date per scon­ta­to di pot­er usare per le vostre mis­sioni le basi mil­i­tari straniere, anche se si trovano sul ter­ri­to­rio di un alleato del­la NATO, spe­cial­mente se quell’alleato è il numero due del­la NATO, la Turchia. In par­ti­co­lare, non date per scon­ta­to di pot­er eseguire le vostre mis­sioni di assas­sinio politi­co dal­la base aerea tur­ca di Incir­lik. I Turchi sono ora armati con i sis­te­mi di dife­sa aerea rus­si e vi tir­eran­no giù più velo­ce­mente di quan­to pos­si­ate dire “no-fly zone.”

• Se lavo­rate nel set­tore degli appalti mil­i­tari degli Sta­ti Uni­ti, ora potete tirare un sospiro di sol­lie­vo per­ché non impor­ta più se i sis­te­mi d’arma che costru­ite sono utili, fun­zio­nano o ser­vono a qualche scopo, dichiara­to o non dichiara­to. La loro eccel­len­za viene val­u­ta­ta sul­la base di un uni­co para­metro: il cos­to. L’esercito amer­i­cano è il più cos­toso del mon­do, ergo, è il migliore, non sono ammesse domande imper­ti­nen­ti. La Cam­era dei Rap­p­re­sen­tan­ti ha recen­te­mente vota­to per la proibizione di azioni mil­i­tari con­tro l’Iran, che è come far votare le api con­tro il miele. Ma, a quan­to pare, le nuove regole sono tali che i leg­is­la­tori otter­ran­no i loro con­tribu­ti elet­torali dagli appal­ta­tori del­la dife­sa anche se le armi non ver­ran­no uti­liz­zate. Un po’ saran­no ven­dute agli imbel­li Sau­di­ti (che l’anno scor­so han­no bat­tuto il loro stes­so record di decap­i­tazioni) e sepolte nel­la sab­bia, altre ai vari vas­sal­li del­la NATO. Il nuo­vo modus operan­di delle forze armate statu­niten­si è “non fac­ciamo­lo e dici­amo di aver­lo fat­to.”

• È noto che i Boe­ing, in par­ti­co­lare i 737 MAX, cas­cano ogni vol­ta che qual­cuno star­nutisce. Più di recente, anche i diri­gen­ti del­la Boe­ing si sono ded­i­cati al para­cadutismo, ma sen­za il para­cadute d’oro. Abbi­amo poi due casi di Boe­ing che si sono schi­antati più per ragioni politiche che mec­ca­niche: il Malaysian Air­lines MH17 in Ucraina era sta­to il pri­mo ed ora abbi­amo l’Ucraina Inter­na­tion­al Air­lines PS752 in Iran. La mia teo­ria è che questo 737–800 era uno zom­bi. Era sta­to hack­er­a­to e pilota­to da remo­to: il transpon­der era sta­to spen­to, la radio era sta­ta spen­ta, poi era sta­to fat­to virare a destra, ver­so uno spazio aereo proibito sopra Teheran. E poi era sta­to abbat­tuto da un mis­sile ter­ra-aria ira­ni­ano. Fino­ra nient’altro cor­risponde ai fat­ti, ma aspet­terò i risul­tati dell’indagine. La nuo­va rego­la è: se non potete vin­cere diplo­mati­ca­mente e non potete com­petere mil­i­tar­mente, provate a provo­care un pic­co­lo dis­as­tro uman­i­tario e preparat­e­vi a sfrut­tar­lo politi­ca­mente. Ma, per favore gente, non fat­e­vi sco­prire ad inventare fake news men­tre l’aereo è anco­ra in aria!

• Se il vostro paese è in pre­da ad una guer­ra civile e volete porvi fine, dovete andare diret­ta­mente a Mosca e par­lare con Putin. Sia che si trat­ti del­la Lib­ia, del­la Siria, dell’Afghanistan o dell’Iraq, Mosca è il luo­go in cui si aggius­tano gli errori del­la polit­i­ca estera occi­den­tale. Potete anco­ra andare a New York (a con­dizione che pos­si­ate ottenere il vis­to) ma poi sarete costret­ti a parte­ci­pare ad inter­minabili riu­nioni alle Nazioni Unite e ad ascoltare gli Amer­i­cani che blat­er­a­no di “lib­ertà e democrazia,” men­tre non si fa nul­la. Ginevra è anco­ra una des­ti­nazione eccel­lente se dovete acquistare un orolo­gio da pol­so di buona qual­ità. Per tut­to il resto, c’è Mosca. Se volete risul­tati rapi­di, las­ci­ate gli Amer­i­cani com­ple­ta­mente fuori dal giro.

• Se siete una ex poten­za indus­tri­ale che ha spre­ca­to le pro­prie risorse in pan­nel­li solari e gen­er­a­tori eoli­ci men­tre speg­ne­va le sue cen­trali a car­bone (per evitare un poten­ziale aumen­to del­la tem­per­atu­ra media glob­ale di 4 ±15°C entro il 2100) e le sue cen­trali nucleari (a causa di Fukushi­ma) anche voi dovete andare a Mosca. Per rego­lar­iz­zare le vari­azioni del­la pro­duzione solare ed eoli­ca, avrete bisog­no di importare molto gas nat­u­rale a bas­so cos­to, e qui la Gazprom rus­sa è vos­tra ami­ca. (Il +4ºC proviene dal­la sti­ma con­sen­suale del Grup­po Inter­gov­er­na­ti­vo sul Cam­bi­a­men­to Cli­mati­co e ±15ºC è la dimen­sione delle barre di errore per quel val­ore in base all’analisi stan­dard di propagazione degli errori rel­a­tivi alle attuali mis­urazioni cli­matiche; quin­di, sì, potrebbe essere +19ºC, oppure -11°C o qual­si­asi altra cifra in mez­zo, scegli­ete voi!, anche se +19°C non sem­bra fisi­ca­mente pos­si­bile, men­tre -11°C ci met­terebbe nel bel mez­zo del prossi­mo ciclo di glaciazione di cen­tomi­la anni). L’altra opzione è aspettare che le vostre “rin­nov­abili” si con­sum­i­no e poi leg­gere le ristampe di questo arti­co­lo a lume di can­dela, men­tre piangete scon­so­lati.

• Ritor­nan­do sul piane­ta Ter­ra degli anni ’20, gli Sta­ti Uni­ti pos­sono essere parag­o­nati all’Impero Romano nel 3° sec­o­lo D.C., durante il quale i legionari veni­vano pagati in mon­ete di rame anziché d’argento e veni­vano pre­miati con appez­za­men­ti agri­coli che era­no sta­ti invasi dai bar­bari, men­tre la popo­lazione vive­va di pane e circhi (nel caso degli Sta­ti Uni­ti, bir­ra, cannabis/oppiacei e televisione/porno su Inter­net). Viven­do molto al di là delle pro­prie pos­si­bil­ità, gli Sta­ti Uni­ti pro­ducono 3,5 unità di nuo­vo deb­ito per ogni nuo­va unità di PIL. La metà del­la popo­lazione amer­i­cana spende più di quan­to guadagna. Questo non può durare! Attual­mente, in quel­la che sem­bra una ripe­tizione del­la Grande Depres­sione, centi­na­ia di migli­a­ia di per­sone vivono per stra­da e il fenom­e­no diven­ta sem­pre più impor­tante. Anal­iz­zan­do l’Occidente in modo più appro­fon­di­to, sem­bra che i gio­vani di tut­to il mon­do non siano par­ti­co­lar­mente attrat­ti dal­la sua com­bi­nazione di orgoglio gay e legge del­la Sharia (dove ci trav­es­ti­amo e ci pavoneg­giamo sven­tolan­do la bandiera arcobaleno e dove stupri­amo le vergi­ni e frus­ti­amo la gente colpev­ole di sodomia e di adul­te­rio). Neanche questo deve con­tin­uare.

Spero che abbi­ate trova­to utili queste rap­p­re­sen­tazioni in miniatu­ra del­la nos­tra nuo­va realtà. Farò del mio meglio nelle prossime set­ti­mane per chiarir­li con anal­isi più appro­fon­dite. Dato il rit­mo attuale dei cam­bi­a­men­ti di questo decen­nio, sarà dif­fi­cile tenere il pas­so, ma ci proverò.

Dmit­ry Orlov

Fonte: cluborlov.blogspot.com
Link: http://cluborlov.blogspot.com/2020/01/new-decade-new-rules.html#more

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LA NUOVA BABIOLONIA

Dani­lo Quin­to – 16 gen­naio 2020

Dopo l’inaudito tito­lo di ieri, “Can­cel­lare Salvi­ni” (sen­za vir­go­lette) – che è servi­to solo per tentare di aumentare l’odio con­tro l’”altra parte”, a dieci giorni dalle deci­sive elezioni in Emil­ia-Romagna – oggi, giovedì 16 gen­naio 2020, “Repub­bli­ca” ne com­pie un’altra delle sue, sem­pre in pri­ma pag­i­na, a carat­teri cubitali: “Francesco: io, Ratzinger e la ter­ra da sal­vare”. Sot­toti­to­lo: “Preti sposati, dopo la sol­i­da­ri­età rice­vu­ta da Benedet­to, il Pon­tefice ha archivi­a­to la polem­i­ca”. Il testo – che cer­ca di ricom­porre una “com­me­dia” che si è con­suma­ta negli scor­si giorni – è a fir­ma di Euge­nio Scal­fari, nat­u­ral­mente, l’interlocutore priv­i­le­gia­to di Bergoglio. E’ un col­lo­quio tra i due, com’è soli­to fare il fonda­tore di “Repub­bli­ca”, sin­te­tiz­za­to dal sot­toti­to­lo delle prime due pagine del gior­nale ad esso ded­i­cate: “Scal­fari a col­lo­quio con Bergoglio dopo le polemiche sul celi­ba­to dei preti”.Chi ha let­to – come a me è cap­i­ta­to – il libro sul tema del celi­ba­to sac­er­do­tale, scrit­to a quat­tro mani da Benedet­to XVI e dal car­di­nale Robert Sarah, “Dal pro­fon­do del nos­tro cuore” (a cura di Nico­las Diat, Edi­zioni Can­ta­gal­li 2020) ded­i­ca­to “A tut­ti i sac­er­doti”, sa che non si trat­ta di polemiche, come dice Bergoglio e come ripor­ta Scal­fari. Il testo di Ratzinger e di Sarah si con­trap­pone, in maniera dram­mat­i­ca, alla situ­azione attuale del­la Chiesa e di una larghissi­ma parte del­la sua ger­ar­chia, che intende sod­dis­fare i desideri e i bisog­ni del mon­do, di osta­co­lo al com­pier­si del­la volon­tà di Dio. Men­tre, al con­trario, il testo di Scal­fari – nel quale è con­tenu­ta l’intervista a Bergoglio – cos­ti­tu­isce la negazione del Cris­tianes­i­mo.

Una negazione pro­pos­ta e attes­ta­ta da sette, lunghissi­mi e ter­ri­bili anni, con le parole, gli atti, i gesti e i com­por­ta­men­ti, da Bergoglio e dai suoi sodali, in asso­lu­ta con­ti­nu­ità con la pas­torale che è segui­ta al Con­cilio Vat­i­cano II e con gli inten­ti anti­cristi­ci per­pe­trati dai pro­mo­tori di quell’assise – pri­mo fra tut­ti Gio­van­ni XXIII, segui­to da Pao­lo VI – chiara­mente ispi­rati a “val­ori” ereti­ci e di derivazione mas­son­i­ca. Per Scal­fari, che lo scrive su “det­ta­to” di Bergoglio, dopo la notizia del­la pub­bli­cazione del libro insieme a Sarah, Ratzinger ha fat­to per­venire al car­di­nale argenti­no “tut­ta la sua sol­i­da­ri­età”. Così viene “liq­ui­da­ta” la par­ti­ta che si sta gio­can­do nel­la Chiesa: a “taral­luc­ci e vino”, a dis­pet­to e nell’indifferenza più totale di tut­ti quei cat­toli­ci che sof­frono, smar­ri­ti, di quest’ambigua e intoller­a­bile con­fu­sione, ali­men­ta­ta da molti e che serve a molti per i loro oscuri dis­eg­ni.

Non mi sof­fer­mo sulle risposte di Bergoglio sui migranti, sui poveri, sull’ambiente e sul cli­ma. Le conos­ci­amo. Il “nuo­vo umanes­i­mo” si veste anche di amenità.

Il pri­mo pun­to del­la negazione delle fon­da­men­ta su cui si basa il Cris­tianes­i­mo è ripor­ta­to nell’esordio del testo di Scal­fari: «C’è un Dio uni­co, questo è il parere di Sua San­tità”, scrive Scal­fari, che così pros­egue: «E Papa Francesco ritiene di avere il com­pi­to di affratel­lare tut­ti, non solo i cat­toli­ci e i protes­tanti, ma tutte le reli­gioni che colti­vano il loro Dio sot­to­po­nen­dosi alle Sue regole: ci sono nel mon­do altre reli­gioni monoteiste e ce ne sono di politeiste, così come accade­va un tem­po. Gli dèi di queste reli­gioni spes­so si igno­ra­vano tra loro oppure com­bat­te­vano l’un l’altro fino all’estremo. Questo era il mon­do d’un tem­po: oggi non si arri­va a questi estre­mi, ma tal­vol­ta addirit­tura si igno­ra l’esistenza di altre reli­gioni. Francesco è all’opposto di questo pen­siero e ciò spie­ga per­chè tro­va alcune voci con­trarie alla sua anche nel­la reli­gione cris­tiana. Ma lui va ben oltre. Il Dio uni­co da lui indi­vid­u­a­to va ben oltre».

La con­sue­tu­dine tra Scal­fari e Bergoglio e la loro ami­cizia, mai smen­ti­ta – come mai sono sta­ti smen­ti­ti, nel­la sostan­za, i con­tenu­ti dei suoi col­lo­qui a San­ta Mar­ta – fan­no ritenere che le frasi ripor­tate siano vere e, quin­di, che il pen­siero di Bergoglio deb­ba essere con­sid­er­a­to come con­trario e total­mente estra­neo alla Paro­la di Gesù, che dice: «Andate in tut­to il mon­do e pred­i­cate il Van­ge­lo a ogni crea­tu­ra. Chi cred­erà e sarà bat­tez­za­to sarà sal­vo, ma chi non cred­erà sarà con­dan­na­to» (Mc 16,15–16); «Mi è sta­to dato ogni potere in cielo e in ter­ra. Andate dunque e ammaes­trate tutte le nazioni, bat­tez­zan­dole nel nome del Padre e del Figlio e del­lo Spir­i­to San­to, inseg­nan­do loro ad osser­vare tut­to ciò che vi ho comanda­to. Ecco, io sono con voi tut­ti i giorni, fino alla fine del mon­do» (Mt 28,18–20; anche Lc 24,46–48; Gv 17,18; 20,21; At 1,8). Dice San Pao­lo: «Non è infat­ti per me un van­to predi­care il Van­ge­lo; è una neces­sità che mi si impone: guai a me se non pred­i­cas­si il Van­ge­lo!» (1 Cor 9,16).

Il sec­on­do ele­men­to che nega le fon­da­men­ta del Cris­tianes­i­mo è con­tenu­to nel­la rispos­ta di Bergoglio all’accenno che Scal­fari fa al mist­i­cis­mo di Sant’Agostino e di San Francesco. Bergoglio, infat­ti, affer­ma: «Io sono mosso dal deside­rio di una soprav­viven­za atti­va del­la nos­tra Chiesa, di aggiornare il nos­tro spir­i­to col­let­ti­vo alla soci­età civile e mod­er­na. Le reli­gioni, e non soltan­to quel­la cat­toli­co-cris­tiana, deb­bono conoscere molto bene e nel­la sua pro­fon­dità cul­tur­ale, spir­i­tuale, atti­va, la soci­età mod­er­na. Una moder­nità che com­in­cia quat­tro o cinque sec­oli pri­ma di ora».

Non esiste una “soci­età mod­er­na”. La soci­età è sem­pre “mod­er­na” rispet­to al pas­sato, anche se del suo pas­sato cus­todisce e tra­man­da i suoi val­ori fonda­tivi. Se li rin­nega e ne pri­va o li rin­no­va – per sup­poste esi­gen­ze di cam­bi­a­men­to – diven­ta una giungla, abi­ta­ta e dom­i­na­ta da bar­bari. Anche la soci­età in cui visse Gesù si può definire “mod­er­na” rispet­to a quel­la prece­dente e infat­ti la vita del Dio-Uomo non aggiunse nul­la alla soci­età che esiste­va pri­ma di lui, tranne la realtà del pec­ca­to. L’unica “novità” che intro­dusse Gesù – come ben spie­ga Don Divo Bar­sot­ti – fu la con­sapev­olez­za di ques­ta realtà. Nul­la cam­biò, rispet­to a pri­ma, con la Sua morte e con la Sua risur­rezione. Il mon­do è rimas­to quel­lo che era pri­ma del­la venu­ta di Nos­tro Sig­nore. Pri­ma si mori­va, ci si ammala­va, si face­vano le guerre, ci si odi­a­va. Dopo Gesù, si sono vis­sute – e anco­ra oggi si vivono – le stesse cose. E’ sta­to lo stes­so Gesù a pro­fe­tiz­zare ques­ta ver­ità di fede, che Bergoglio nega: «Ho man­i­fes­ta­to il tuo nome agli uomi­ni che mi hai dato dal mon­do. Era­no tuoi e li hai dati a me, ed essi han­no osser­va­to la tua paro­la. Ora essi san­no che tutte le cose che mi hai dato ven­gono da te, per­ché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le han­no accolte e san­no vera­mente che sono uscite da te e han­no cre­du­to che tu mi hai manda­to. Io prego per loro, non prego per il mon­do, ma per col­oro che tu mi hai dato, per­ché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glo­ri­fi­ca­to in loro. Io non sono più nel mon­do; essi invece sono nel mon­do, e io ven­go a te. Padre san­to, cus­todis­cili nel tuo nome, quel­lo che mi hai dato, per­ché siano una sola cosa, come noi» (Gv, 17, 6–11).

Così com­men­ta­va questo pas­so del Van­ge­lo di Gio­van­ni, il car­di­nale Gia­co­mo Bif­fi in “Pecore e pas­tori: «Il ter­mine “mon­do” evo­ca un’oscura oppo­sizione all’amore fat­ti­vo di Dio per le sue crea­ture; un’opposizione che resterà sem­pre oper­ante e malefi­ca fino alla venu­ta glo­riosa del Sig­nore. È quin­di una realtà in aper­to con­trasto con l’iniziativa div­ina di riscat­to e di ele­vazione dell’uomo; una realtà irri­me­di­a­bil­mente ottusa, inca­pace di accogliere il mis­tero del­la gius­tizia, del­la mis­eri­cor­dia, del­la pater­nità del Cre­atore: “Padre gius­to, il mon­do non ti ha conosci­u­to” (Gv 17, 25). È dunque qual­cosa di irred­im­i­bile, tan­to che il Sal­va­tore di tut­ti e di tut­to può tran­quil­la­mente affer­mare: “Io non prego per il mon­do”. Non ha nul­la in comune con Cristo, e per­ciò non può avere nul­la in comune con quel­li che sono di Cristo, poiché tut­to è avvolto in un uni­co odio spaven­toso: “Il mon­do li ha odiati per­ché essi non sono del mon­do, come io non sono del mon­do” (Gv 17, 16). Essere “nel mon­do” ma non “del mon­do”: è il dram­ma del “pic­co­lo gregge”, che è fatal­mente sem­pre alle prese con questo enig­ma di mal­vagità, ma deve evitare di avere con esso la min­i­ma con­so­nan­za; ed è anche l’implorazione più acco­ra­ta che si ele­va dal cuore del nos­tro uni­co vero Pas­tore: “Non prego che tu li tol­ga dal mon­do, ma che tu li cus­todis­ca dal Malig­no” (Gv 17, 15)».

La terza ere­sia di Bergoglio espres­sa a Scal­fari è con­tenu­ta in queste parole «Noi umani abbi­amo rice­vu­to ques­ta par­ti­co­lar­ità: l’Io, noi stes­si, con­sapevoli d’essere crea­ture che però han­no tra le loro varie facoltà che il cre­atore ci ha attribuito anche ques­ta, essere a nos­tra vol­ta cre­atori delle infi­nite, ma micro­scopiche creazioni che noi stes­si siamo in gra­do di fare».

Con­sid­er­are div­ina la total­ità delle cose cre­ate da Dio e iden­ti­fi­care la divinità con il mon­do (questo è il pan­teis­mo), avere una con­cezione imma­nente del­la divinità (questo è l’immanentismo), sig­nifi­ca iden­ti­fi­care Dio con il mon­do, la natu­ra o la sto­ria, rifi­u­tan­do di con­cepir­lo in modo “trascen­dente”, ossia come entità autono­ma, sep­a­ra­ta dal mon­do e avente carat­teri opposti ad esso (infini­to, onnipo­tente, onnis­cente e così via). In questo modo – come ha inseg­na­to nei suoi scrit­ti padre Enri­co Zof­foli – si estromette Dio dal­la realtà del­la nos­tra vita, per sos­ti­tuir­si a lui. Il delirio di onnipoten­za dell’uomo – assim­i­l­abile, dal pun­to di vista teo­logi­co, alla ribel­lione del migliore tra gli angeli, con­dan­na­to dall’inizio al fuo­co eter­no – ha fat­to sì che su ques­ta teo­ria siano state costru­ite tutte quelle “pras­si” – anche politiche – che nel cor­so del­la sto­ria han­no nega­to la pre­sen­za reale di Dio nel mon­do, affi­dan­do solo all’uomo e alla sua “poten­za cre­ati­va” il suo essere nel mon­do. Da questo con­cet­to sono nate tutte le ter­ri­bili cat­a­strofi e tragedie che il mon­do ha vis­su­to fino ad oggi e che vivrà fino alle fine dei tem­pi. Il fat­to che l’uomo sia sta­to cre­ato a immag­ine e somiglian­za di Dio, come rac­con­ta l’incipit del­la Gen­e­si, non sig­nifi­ca affat­to che l’uomo sia uguale a Dio. Nel mer­av­iglioso dip­in­to michelan­gi­o­le­sco del­la creazione, gli indi­ci dell’uomo e di Dio non si toc­cano. Invece, le parole di Bergoglio por­tano Scal­fari a sostenere che «il Dio cre­atore non entra nel mer­i­to, ma con­cede la facoltà cre­ati­va nel bene, ma anche nel male», fino ad affer­mare che «alla base del­la ques­tione “Io” c’è Carte­sio: cog­i­to, ergo sum. Fu una riv­o­luzione quel­la di Carte­sio con queste tre parole, che ci dis­tin­guono dagli ani­mali, ma comunque furono una creazione div­ina».

Il con­cet­to di auto-creazione carte­siana è, dal pun­to di vista metafisi­co, quan­to di più lon­tano vi pos­sa essere dal Cris­tianes­i­mo. «L’immanentismo carte­siano», scrive­va mons. Anto­nio Livi – la cui voce è sta­ta spen­ta, spe­ri­amo tem­po­ranea­mente, dal­la malat­tia che l’ha col­pi­to un anno fa – in un arti­co­lo sull’Osservatore Romano del 16 mag­gio 2008, inti­to­la­to “Meglio il real­is­mo di Tom­ma­so del dub­bio sis­tem­ati­co di Carte­sio”, «detiene da sec­oli l’egemonia cul­tur­ale e polit­i­ca in Europa: un modo di fare filosofia, un “meto­do” che è il pre­sup­pos­to teo­reti­co sia del razion­al­is­mo che dell’empirismo del Sei­cen­to, con i loro svilup­pi pos­te­ri­ori (crit­i­cis­mo, ide­al­is­mo, pos­i­tivis­mo, fenom­e­nolo­gia, neopos­i­tivis­mo, mate­ri­al­is­mo dialet­ti­co, nichilis­mo, “pen­siero debole”), che per Cor­ne­lio Fab­ro cos­ti­tu­is­cono la pro­va stor­i­ca che l’immanentismo por­ta inevitabil­mente all’ateismo pos­i­ti­vo». Aggiunge­va Livi: «Quan­ti han­no com­pre­so che l’immanentismo non rap­p­re­sen­ta la filosofia mod­er­na tout court, ma è soltan­to un’”opzione intel­let­tuale”, che di fat­to si è ver­i­fi­ca­ta agli inizi dell’età mod­er­na, con Descartes, ma che per tut­to il tem­po del suo svilup­po stori­co ha dovu­to fare i con­ti con una crit­i­ca ser­ra­ta da parte di altre opzioni, altret­tan­to o più valide filosofi­ca­mente, sono arrivati alla con­clu­sione che non è il “mon­do mod­er­no” come tale a oppor­si frontal­mente al Cris­tianes­i­mo, ma sono gli ambi­en­ti cul­tur­ali che per motivi ide­o­logi­ci han­no adot­ta­to l’immanentismo, e che questo deve il suo pres­ti­gio non tan­to all’incontrovertibilità delle sue tesi (a com­in­cia­re dal dub­bio iper­bol­i­co) quan­to alla pos­si­bil­ità di servire da cop­er­tu­ra ide­o­log­i­ca per oper­azioni politiche final­iz­zate alla demolizione del­la “cris­tian­ità” e all’edificazione di una civiltà neo­pa­gana».

Queste parole di Livi, oltre che spie­gare l’”operazione” neo-pagana e di “umanes­i­mo ateo” di Euge­nio Scal­fari, alla quale Bergoglio ben volen­tieri si asso­cia e si pres­ta, richia­mano alla mente il testo non solo di un san­to – come lo definis­cono Scal­fari e Bergoglio – ma di un Padre del­la Chiesa. Sto par­lan­do del Dis­cor­so sul Salmo 136, che Agosti­no d’Ippona ded­i­ca alle due cit­tà, raf­fig­u­rate da Gerusalemme e da Babilo­nia. Ne ripor­to il para­grafo con­clu­si­vo, inti­to­la­to “Deside­rio dell’eternità e vita vis­su­ta”: «Fratel­li, che i nos­tri stru­men­ti non cessi­no di suonare medi­ante la prat­i­ca di opere buone. Can­tat­e­vi a vicen­da i can­ti­ci di Sion. Avete ascolta­to volen­tieri [la nos­tra paro­la]; ebbene, con mag­giore slan­cio ese­gui­te ciò che avete ascolta­to, se non volete essere sali­ci di Babilo­nia, ali­men­tati dalle sue acque e privi di frut­ti. E sospi­rate ver­so l’eterna Gerusalemme. Là dove vi pre­cede la vos­tra sper­an­za sia ori­en­ta­ta la vos­tra vita. Là sare­mo insieme con Cristo. Anche ora Cristo è nos­tro capo, ma ora ci gov­er­na dall’alto: un giorno ci accoglierà in quel­la cit­tà e sare­mo con lui, divenu­ti uguali agli angeli di Dio. Non avrem­mo mai osato immag­i­nar­ci una sorte sim­i­le se non ce l’avesse promes­so la Ver­ità. Ques­ta sorte desider­ate arden­te­mente, o fratel­li! «ad essa pen­sate di giorno e di notte. Qualunque pros­per­ità di questo mon­do vi arri­da, non ve ne fidate! Né intavolate amichevoli dis­cor­si con le vostre pas­sioni. Si trat­ta d’un nemi­co grande? Uccide­te­lo sul­la pietra. Si trat­ta di un nemi­co minus­co­lo? Schi­ac­ciate­lo sul­la pietra. I gran­di nemi­ci uccide­teli sul­la pietra; i pic­coli schi­ac­ciateli sul­la pietra. Vin­ca la pietra. Siate costru­iti sul­la pietra, se non volete essere tra­volti dal fiume, dai ven­ti, dal­la piog­gia. Se volete essere armati nel­la lot­ta con­tro le ten­tazioni del mon­do, cresca e si irro­bustis­ca nei vostri cuori il deside­rio del­la Gerusalemme eter­na. Passerà la pri­gio­nia, ver­rà la felic­ità, sarà con­dan­na­to l’ultimo nemi­co e noi tri­on­fer­e­mo col nos­tro Re liberi dal­la morte».

Nel­la nuo­va Babilo­nia che vivi­amo e con il deside­rio inti­mo di eter­nità nel­la Gerusalemme Celeste, auguro fra­ter­na­mente a col­oro che sono rimasti cat­toli­ci di non scor­ag­gia­r­si, di com­bat­tere, di far sen­tire alta la pro­pria voce, di non temere gli uomi­ni. Auguro soprat­tut­to ai sac­er­doti – appel­lan­do­mi, se me lo per­me­t­tono, alle loro promesse del giorno del­la loro ordi­nazione – di chia­mare a rac­col­ta, fiduciosi, pieni di amore per Gesù e per Maria, le pecore smar­rite a causa dei lupi che, per loro fini, inten­dono rap­inare il gregge e con­dur­lo sul bara­tro del­la dis­per­azione. Gesù non era dis­per­a­to quan­do si è immo­la­to sul­la Croce per la car­ità che nutri­va nei con­fron­ti dei Suoi ami­ci. Non li lascerà mai soli, ma ha bisog­no – ora e pri­ma che sia trop­po tar­di – che i Suoi ami­ci Lo aiuti­no nel­la Ver­ità, che i Suoi ami­ci si con­trap­pongano al male con lo scu­do del­la Sua paro­la, che i mal­va­gi sen­tano, istante dopo istante, il “fia­to sul col­lo” del­la vit­to­ria del Bene.

Dani­lo Quin­to

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TRUMP SARÀ CONSIDERATO ILSALVATOREDELLISIS DOPO L’OMICIDIO DEL GENERALE SOLEIMANI (NYT)

Trump, ordi­nan­do l’omicidio del gen­erale ira­ni­ano Qasem Soleimani, diven­terà il sal­va­tore del grup­po ter­ror­is­ti­co EIII (Daesh, in arabo), come ha scrit­to un impor­tante gior­nale statu­nitense.

” Nel 2016, il [pres­i­dente degli Sta­ti Uni­ti] Don­ald Trump, allo­ra can­dida­to alla pres­i­den­za, in un video di una sua dichiarazione, ave­va descrit­to Barack Oba­ma (e la Clin­ton) come il “fonda­tore dell’ISIS “. Alla fine, Trump potrebbe diventare noto, non come il fonda­tore del grup­po ter­ror­is­ti­co, ma come il suo sal­va­tore ” , ha dichiara­to lo stes­so New York Times ( NYT ).

Lo Sta­to Islam­i­co è sta­to notevol­mente inde­boli­to dal­la sua mas­si­ma espan­sione nel 2015, quan­do con­trolla­va un ter­ri­to­rio delle dimen­sioni del­la Gran Bre­tagna, ma l’uccisione mira­ta dell’amministrazione Trump del Magg. Gen. Qas­sim Suleimani potrebbe aver prepara­to il grup­po per un ritorno.

Esat­to, pro­prio come l’invasione amer­i­cana in Iraq nel 2003 ave­va rian­i­ma­to Al-Qae­da, l’emergere del caos in questo paese può servire all’ISIS ”, ha sti­ma­to l’autore dell’articolo, ricor­dan­do il ruo­lo del­la guer­ra in Iraq nel­la ricom­parsa del­la ban­da ter­ror­is­ti­ca Al-Qae­da.

Il gior­nale sot­to­lin­ea quin­di l’effettivo ruo­lo svolto dal gen­erale Soleimani, coman­dante del­la Forza Quds dei Guardiani del­la Riv­o­luzione Islam­i­ca (CGRI), nell’eliminazione di Deash, sot­to­lin­e­an­do che le sue azioni ser­vivano indi­ret­ta­mente anche agli inter­es­si degli Sta­ti Uni­ti.

Dopo aver affer­ma­to di vedere una riduzione dell’influenza di Wash­ing­ton in Iraq,a segui­to del mar­tirio di Soleimani e del vice coman­dante delle Unità popo­lari di mobil­i­tazione dell’Iraq (Al-Hashad Al-Shabi, in arabo), Abu Mah­di al-Muhan­dis, tra gli altri com­bat­ten­ti, Il 3 gen­naio vici­no a Bagh­dad (cap­i­tale irachena), l’articolo ha mes­so in evi­den­za la rispos­ta mis­silis­ti­ca che l’Iran ha dato alla Casa Bian­ca per il crim­ine commes­so.
Dopo l’ attac­co che ha causato la morte sia del gen­erale Soleimani che del vice coman­dante delle forze PMU irach­ene, sono aumen­tate le ten­sioni fra il gov­er­no iracheno e il gov­er­no di Wash­ing­ton. Il pre­mier ha accusato Wash­ing­ton di aver vio­la­to la sovran­ità irachena e di aver ucciso un fun­zionario ira­ni­ano che era ospite del gov­ernio di Bagh­dad. Una azione che ha spin­to il par­la­men­to iracheno e lo stes­so gov­er­no di Bagh­dad a richiedere il ritiro delle froze USA dal paese e di tutte le forze straniere anco­ra pre­sen­ti.
Riconoscen­do le cres­cen­ti ten­sioni, le 6.000 truppe amer­i­cane nel paese han­no sposta­to la loro atten­zione sul­la dife­sa degli amer­i­cani in Iraq, piut­tosto che com­bat­tere lo Sta­to islam­i­co o adde­strare le forze irach­ene a far­lo. Gli alleati amer­i­cani ‚tra cui Ger­ma­nia e Gran Bre­tagna, han­no inizia­to a riti­rare le pro­prie forze dal paese, men­tre la Coal­izione per scon­fig­gere l’ISIS ha sospe­so le sue attiv­ità sen­za una data fis­sa­ta per la ripresa.

Teheran ha rispos­to all’assassinio del gen­erale Soleimani con attac­chi mis­silis­ti­ci a due basi mil­i­tari in Iraq a gui­da statu­nitense ed è improb­a­bile che sia la fine del­la vendet­ta dell’Iran “, ha aggiun­to.

Funer­ali Soleimani

Gli Sta­ti Uni­ti non sono rius­ci­ti a inter­cettare nep­pure un mis­sile ira­ni­ano, un duro colpo al pres­ti­gio degli arma­men­ti made in USA.
All’alba dell’8 gen­naio, la divi­sione aerospaziale del­la CGRI in Iran ha lan­ci­a­to una serie di mis­sili con­tro la base aerea di Ain Al-Asad , sit­u­a­ta nel­la provin­cia irachena occi­den­tale di Al-Anbar e occu­pa­ta dalle truppe statu­niten­si dall’invasione dell’Iraq a 2003 e una base a Erbil, cap­i­tale del­la regione del Kur­dis­tan iracheno, detenu­ta anche dagli amer­i­cani.

Il leader del­la Riv­o­luzione islam­i­ca dell’Iran, l’Ayatollah Seyed Ali Jamenei, ha sot­to­lin­eato che questo attac­co era solo uno schi­af­fo e non una vendet­ta insis­ten­do sul fat­to che si avvic­i­na la fine del­la “pre­sen­za cor­rot­ta degli Sta­ti Uni­ti. nel­la regione ”dell’Asia occi­den­tale.

https://www.nytimes.com/2020/01/14/opinion/iran-isis-iraq.html

Fonti: His­pan Tv – New York Times

Traduzione e sin­te­si: Luciano Lago

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FUGGI DA FOGGIA!

VLADIMIR LUXURIA RACCONTA LA SUA CITTÀ IN OSTAGGIO DELLE BANDE CRIMINALI DI GIOVANISSIMI: “NON HANNO PAURA DI NIENTE. ANZI, SEMBRA QUASI CHE CERCHINO I RIFLETTORI. SI MUOVONO COME SE FOSSERO SU UN SET CINEMATOGRAFICO. QUALCHE SETTIMANA FA C’È STATA UNA SPARATORIA IN PIENO GIORNO. C’È UN LIVELLO DI CINISMO E DISUMANITÀ DA FAR VENIRE LA PELLE D’OCAUNA VOLTA ERA UNA REALTAACCOGLIENTE, ABBIAMO ORGANIZZATO ANCHE UN GAY PRIDE…”

Maria Berlinguer per “la Stam­pa”  vladimir luxuria foto di bacco (1)VLADIMIR LUXURIA FOTO DI BACCO (1)

«Una situ­azione ter­ri­bile, la cit­tà sem­bra in mano a bande crim­i­nali gio­vanis­sime, prob­a­bil­mente anche sot­to l’ effet­to di stu­pe­facen­ti. Cer­to che la gente ha pau­ra, ieri han­no mes­so una bom­ba in un cen­tro anziani, dove sarà la prossi­ma? In un asi­lo?». Vladimir Lux­u­ria, ex par­la­mentare, opin­ion­ista tv e scrit­trice è nata a Fog­gia, ci ha vis­su­to 20 anni e ci tor­na spes­so per­ché lì vivono i gen­i­tori.

Quan­do è sta­ta l’ultima vol­ta a Fog­gia?

«A Capo­dan­no. Abbi­amo trascor­so la ser­a­ta in casa dei miei con le ser­rande tirate giù. Mia madre ave­va pau­ra. I bot­ti che si sen­ti­vano non era­no fuochi di arti­fi­cio ma spari.

Per car­ità gli spari ci sono sem­pre sta­ti da queste par­ti ma negli ulti­mi tem­pi la cit­tà è pre­cip­i­ta­ta in un vor­tice di vio­len­za che allar­ma. Sem­bra di stare nel Far West. Mia madre come tutte le per­sone per­bene che vivono in cit­tà è spaven­ta­ta e si capisce il per­ché. Eppure non era così un tem­po».

FOGGIA - BOMBA CONTRO UN CENTRO ANZIANIFOGGIABOMBA CONTRO UN CENTRO ANZIANI

Si vive­va bene?

«Io amo la mia cit­tà. Anni fa abbi­amo orga­niz­za­to un Gay Pride con lo slo­gan “Fug­gi a Fog­gia”, capo­vol­gen­do il det­to che invi­ta a scap­pare dal­la cit­tà per­ché ci piace­va l’idea di mostrare una realtà accogliente e toller­ante. E in parte lo era. Oggi invece sem­bra di essere a Paler­mo negli anni del piom­bo. L’escalation è sta­ta costante è ter­ri­bile, cer­to c’ è la mafia, non c’è alcun dub­bio, ma la ver­ità è che la cit­tà è in mano a bande crim­i­nali di gio­vani che non han­no pau­ra di niente. Anzi, sem­bra qua­si che cerchi­no i riflet­tori. Si muovono come se fos­sero su un set cin­e­matografi­co. Qualche set­ti­mana fa c’ è sta­ta una spara­to­ria in pieno giorno. C’ è un liv­el­lo di cin­is­mo e dis­uman­ità da far venire la pelle d’ oca. Con­tin­uo ad amare la mia cit­tà ma non la riconoscono più».

LA MAFIA A FOGGIALA MAFIA A FOGGIA 

Oggi la com­mis­saria antirack­et ha det­to che lo Sta­to farà la sua parte, rib­aden­do quel­lo che ave­vano det­to la min­is­tra Lam­orgese e il pre­mier Con­te, ma ha sol­lecita­to la cit­tad­i­nan­za a rea­gire.

«Cer­to, la rispos­ta deve essere corale. Solo così si può bat­tere un fenom­e­no che appare invin­ci­bile. Però io capis­co anche la pau­ra che han­no le per­sone. I com­mer­cianti che si ribel­lano al rack­et e che si trovano con i negozi e saltati in aria. La mar­cia orga­niz­za­ta da Lib­era è sta­ta un suc­ces­so ma cer­ta­mente non bas­ta. Salvi­ni ave­va manda­to l’esercito.

Benis­si­mo, ma non è solo così che si fron­teggia una situ­azione che sem­bra fuori con­trol­lo.

LA MAFIA A FOGGIALA MAFIA A FOGGIA

Cer­to c’è mol­ta dis­oc­cu­pazione, c’è sem­pre sta­ta. Per questo è facile reperire manovalan­za crim­i­nale. Bisogna ripar­tire dal bas­so, dai ter­ri­tori».

Ovvero?

«Bisogna portare prog­et­ti educa­tivi e lavoro. Tagliare l’erba sot­to i pie­di alla mafia e alla crim­i­nal­ità. Se davvero vogliamo sradi­care la vio­len­za bisogna ripar­tire dalle scuole».

Ha pau­ra quan­do tor­na a casa?

«E chi non ne avrebbe?».

iemmello auto incendiata foggiaIEMMELLO AUTO INCENDIATA FOGGIALA MAFIA A FOGGIALA MAFIA A FOGGIA

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LA RIVOLUZIONE CUBANA?

NASCE DALLINSICUREZZA ESTETICA DI FIDEL CASTRO! TUTTA COLPA DEL MENTO RETRUSOIL LIDER MAXIMO DIVENTÒ UNBARBUDOPER COPRIRE I SUOI TRATTI SFUGGENTI. CHE NON CREANO SOLO PROBLEMI PSICOLOGICI: DIFFICOLTÀ DI MASTICAZIONE, DOLORE DELLARTICOLAZIONE, ARTRITE, DIFFICOLTÀ RESPIRATORIE, APNEE DEL SONNO E PROBLEMI POSTURALI. ECCO COME SI PUÒ MODIFICARE

Da

https://www.ortognaticaroma.it/beauty-full-chin/ 

https://www.maxilloroma.it/ 

raul castro senza barba e senza mentoRAUL CASTRO SENZA BARBA E SENZA MENTO

Il men­to sfuggente, un prob­le­ma comune e in apparen­za innocuo che in realtà nasconde, oltre che ris­volti impor­tan­ti sull’intera estet­i­ca del volto, riper­cus­sioni di tipo fun­zionale e psi­co­logi­co nel­la vita di chi ne è col­pi­to.

Da sem­pre, nell’immaginario comune, l’eroe viene rap­p­re­sen­ta­to con una strut­tura mandi­bo­lare robus­ta e defini­ta, men­tre il nemi­co, spes­so scioc­co e codar­do, con un men­to retru­so: ne sono esem­pio il quar­ter­back delle comme­die Usa che ha sem­pre una strut­tura ossea fac­ciale ben svilup­pa­ta e di con­tro il nerd con la fac­cia piat­ta, dal men­to sfuggente.

Il men­to e in gen­erale il ter­zo infe­ri­ore del volto, rap­p­re­sen­ta quin­di una delle par­ti più impor­tan­ti per l’estetica e l’equilibrio gen­erale di un volto ma al tem­po stes­so è una delle carat­ter­is­tiche estetiche più sot­to­va­l­u­tate. Le per­sone in genere sono piut­tosto con­sce di quali siano cer­ti difet­ti esteti­ci come la calvizie, il sovrappe­so o il naso trop­po grosso ma non sem­pre sono in gra­do di cogliere i vari difet­ti di allinea­men­to del men­to, che invece pos­sono essere addirit­tura più penal­iz­zan­ti di un naso impor­tante.

fidel castro senza barbaFIDEL CASTRO SENZA BARBA

Spes­so, ci si focal­iz­za sul naso anche quan­do il naso di per sé non sarebbe da cor­reg­gere, e appare penal­iz­zante solo per­ché mag­a­ri sem­bra trop­po sporgente a causa di una retru­sione.

Il prob­le­ma, può portare di rif­lesso ulte­ri­ori deficit esteti­ci come rughe intorno alla boc­ca mag­gior­mente evi­den­ti, un con­torno del col­lo e del men­to poco defin­i­ti e uno svilup­po pre­coce del doppio men­to.

Le cause che por­tano a questo tipo di prob­le­ma pos­sono essere moltepli­ci:

fidel castro e il cheFIDEL CASTRO E IL CHE 

Con­geni­ta: il men­to sfuggente è fin dal­la nasci­ta, vuole dire che la for­mazione difet­tosa del men­to com­in­cia dal grem­bo mater­no.

Microg­nazia: la mas­cel­la infe­ri­ore è più pic­co­la del­la mas­cel­la supe­ri­ore

Reces­sione atti­va del men­to: è una causa che rara­mente si ver­i­fichi dopo l’adolescenza

Artrite del­la mas­cel­la infe­ri­ore o dall’articolazione tem­poro mandi­bo­lare che può causare la reces­sione del men­to

Mal­oc­clu­sione den­to-schelet­ri­ca di II classe.

fidel castro e i barbudosFIDEL CASTRO E I BARBUDOS

Un men­to pic­co­lo, arretra­to ed incas­sato, oltre a rap­p­re­sentare un lim­ite esteti­co, nasconde sem­pre prob­le­mi di tipo fun­zionale, come la dif­fi­coltà di mas­ti­cazione per i prob­le­mi legati all’occlusione den­tale difet­tosa, dolore dell’articolazione tem­poro-mandi­bo­lare, artrite che provo­ca dolore se si ride o si man­gia, dif­fi­coltà res­pi­ra­tore, apnee del son­no e prob­le­mi pos­tu­rali con con­seguen­ti mal di schiena.

L’anteface, che è quel­la con­dizione per la quale la porzione del volto inter­me­dia e quel­la infe­ri­ore sporgono rispet­to alla lin­ea del volto, è con­sid­er­a­ta da alcu­ni chirurghi la soluzione estet­i­ca ide­ale per l’armonizzazione del viso: per­sonal­mente riten­go che non sia nec­es­sario inter­venire cosi dras­ti­ca­mente, ma è fuori dub­bio che un cor­ret­to allinea­men­to del men­to sia un req­ui­si­to fon­da­men­tale per essere con­siderati bel­li.

prima e dopo intervento al mentoPRIMA E DOPO INTERVENTO AL MENTO

Ma quali sono le pos­si­bil­ità di cor­rezione esteti­co-chirur­giche di questo prob­le­ma? In affi­an­ca­men­to alla tradizionale men­to­plas­ti­ca addi­ti­va ovvero quell’intervento di chirur­gia estet­i­ca che ha come obi­et­ti­vo di mod­i­fi­care la for­ma e il posizion­a­men­to del men­to, oggi­giorno, il nos­tro team ha ideato un inno­v­a­ti­vo inter­ven­to di chirur­gia ortog­nat­i­ca lega­to al mon­do dell’estetica: Beau­ty-full Chin che mira a risol­vere defin­i­ti­va­mente il men­to sfuggente.

Ques­ta tec­ni­ca per­me­tte quin­di di cor­reg­gere i pro­fili arretrati, i cosid­det­ti “bird face” quel­li che han­no un decif­ic di svilup­po mandi­bo­lare e un ter­zo infe­ri­ore del volto poco rap­p­re­sen­ta­to: un inter­ven­to per­fet­to per apportare mag­giore definizione ai trat­ti somati­ci del volto, ide­ale sia per gli uomi­ni che vogliono accen­tu­are i loro lin­ea­men­ti ren­den­doli più mas­col­i­ni, sia per le donne che vogliono acquistare una per­fet­ta sim­me­tria fac­ciale.

Beau­ty-full Chin nasce quin­di con l’obiettivo di cor­reg­gere le più severe sec­onde clas­si den­to-schelet­riche, che si man­i­fes­tano nei sogget­ti nei quali i molari, i pre­mo­lari e i cani­ni dell’arcata supe­ri­ore toc­cano solo o addirit­tura scav­al­cano gli omologhi infe­ri­ori.

L’intervento con­siste nel­la com­bi­nazione di due speci­fiche tec­niche, popo­lari nel­la chirur­gia max­il­lo fac­ciale: la genio­plas­ti­ca Chin Wing (plas­ti­ca al men­to) che con­sente di mod­i­fi­care il ter­zo infe­ri­ore del volto in tutte le sue dimen­sioni, uni­ta all’intervento bima­s­cel­lare “coun­ter­lock­wise rota­tion” del piano occlusale.

La genio­plas­ti­ca Chin Wing è una tec­ni­ca chirur­gi­ca che mira a pot­er mobi­liz­zare tut­to il bor­do mandi­bo­lare infe­ri­ore. In ter­mi­ni prati­ci si trat­ta di una genio­plas­ti­ca allun­ga­ta pos­te­ri­or­mente fino agli angoli mandi­bo­lari. Il seg­men­to così mobi­liz­za­to può essere por­ta­to in avan­ti o anche amplia­to trasver­salmente per meglio definire gli angoli mandi­bo­lari.

ORTOGNATICA ROMA RAMIERI MARIANETTIORTOGNATICA ROMA RAMIERI MARIANETTI

La coun­ter­clock­wise rota­tion è invece il movi­men­to di rotazione del piano occlusale in sen­so antio­rario rispet­to alla visione di pro­fi­lo. Si può ottenere riducen­do la parte ante­ri­ore del mas­cel­lare (utile soprat­tut­to in casi in cui si asso­cia il gum­my smile) o aumen­tan­do l’altezza del mas­cel­lare pos­te­ri­or­mente o entrambe le cose con­tem­po­ranea­mente.

La com­bi­nazione inte­gra­ta dei due inter­ven­ti, per­me­tte di avere, oltre che un enorme avan­za­men­to del­la mandi­bo­la e quin­di del men­to, anche un inter­es­sante aumen­to del vol­ume mandi­bo­lare, ride­finen­do il pro­fi­lo e aumen­tan­done la definizione degli angoli (con­torno mandi­bo­lare), il tut­to, enfa­tiz­zan­do un incred­i­bile effet­to tridi­men­sion­ale.

Beau­ty-Full Chin garan­tisce di con­seguen­za moltepli­ci van­tag­gi rispet­to ad una nor­male men­to­plas­ti­ca, che inter­viene esclu­si­va­mente sull’osso mandi­bo­lare. L’intervento, infat­ti, cor­regge i difet­ti di occlu­sione, cioè di posizion­a­men­to delle due arcate den­tarie: questo fat­tore deter­mi­na quin­di la pos­si­bil­ità di pot­er agire sia in sogget­ti che han­no prece­den­te­mente cor­ret­to even­tu­ali mal­oc­clu­sioni attra­ver­so un per­cor­so ortodon­ti­co, sia in sogget­ti con il difet­to in essere. L’intervento inoltre, esten­den­dosi a tut­to il bor­do infe­ri­ore del­la mandi­bo­la, per­me­tte un avan­za­men­to mag­giore che non sarebbe pos­si­bile con la più comune genio­plas­ti­ca che creerebbe un anti­esteti­co effet­to step-off dovu­to all’eccessivo avan­za­men­to del men­to.

fidel castroFIDEL CASTRO

L’operazione, min­i­ma­mente inva­si­va, del­la dura­ta di cir­ca tre ore, viene effet­tua­ta in aneste­sia gen­erale: il taglio viene fat­to nel bor­do infe­ri­ore del­la mandi­bo­la e non incide asso­lu­ta­mente con occlu­sione e den­ti, per­tan­to non c’è bisog­no di nes­suna fase pre­op­er­a­to­ria. L’utilizzo delle più mod­erne tec­nolo­gie, come il tra­pano piezoelet­tri­co, garan­tis­cono una pre­ci­sione asso­lu­ta con il mas­si­mo rispet­to dei tes­su­ti nobili, come i nervi, che dan­no sen­si­bil­ità al men­to.

prima e dopo intervento al mentoPRIMA E DOPO INTERVENTO AL MENTO

Nel caso in cui il paziente abbia una buona occlu­sione si può ricor­rere all’intervento sen­za neces­sità di ortodonzia, altri­men­ti può essere nec­es­sario un breve per­cor­so con apparec­chio fis­so subito dopo l’intervento (surgery first) o poco pri­ma e dopo l’operazione.

Sono pre­viste due not­ti di ricovero. Il paziente può ali­men­ta­r­si con una dieta mor­bi­da fred­da dal­la sera stes­sa dell’intervento e usual­mente non viene effet­tua­to il bloccag­gio inter­ma­s­cel­lare che con­sis­terebbe nel posizion­a­men­to di elas­ti­ci ser­rati tra le due arcate mas­cel­lari, impe­den­do ogni genere di movi­men­to.

prima e dopo intervento al mentoPRIMA E DOPO INTERVENTO AL MENTO

Dopo 15 giorni in media si è in gra­do di tornare alle attiv­ità prin­ci­pali.

Beau­ty-Full Chin ha un esi­to esteti­co pres­soché imme­di­a­to: già dopo il pri­mo mese si nota un risul­ta­to che si avvic­i­na all’80% del risul­ta­to finale; La vera sod­dis­fazione arriverà però nell’arco di tre mesi quan­do il gon­fiore sarà spar­i­to del tut­to e lascerà spazio ad una definizione del volto sen­za eguali.

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La pre­scrizione è anche un mez­zo con cui gli avvo­cati pun­tano a sfug­gire alle con­danne. E suc­cede da anni: migli­a­ia di pro­ces­si ogni anno finis­cono in fumo e le vit­time subis­cono la bef­fa oltre al dan­no. E gli inno­cen­ti mer­i­tano di essere assolti, non pre­scrit­ti. È indis­pens­abile arrivare alla fine del proces­so, in ogni caso. È vero che i pro­ces­si sono trop­po lunghi, infat­ti il MoVi­men­to 5 Stelle ha pro­pos­to la rifor­ma per dimez­zare i tem­pi: bas­ta dis­cutere di quel­la, per­fezionarla se serve e così dare­mo al paese una Gius­tizia cer­ta e veloce.

Slået op af MoVi­men­to 5 Stelle i Tors­dag den 9. jan­u­ar 2020

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