Le insidie della manovra: ecco i settori colpiti

Il pos­si­bile aumen­to delle accise sulle sigarette pre­vis­to dal Bilan­cio 2020 è solo una delle tante insi­die pre­sen­ti nel doc­u­men­to

La nuo­va manovra con­tiene una bom­ba a orologe­ria che potrebbe esplodere da un momen­to all’altro, provo­can­do gravi riper­cus­sioni sull’intero com­par­to tabac­chi­co­lo ital­iano.

Si trat­ta del pos­si­bile aumen­to delle accise sulle sigarette pre­vis­to dal del Bilan­cio 2020. Un provved­i­men­to che rischia di desta­bi­liz­zare tut­to il set­tore: dagli agri­coltori all’industria di trasfor­mazione pas­san­do per le regioni tabac­chicole, come Umbria, Vene­to e Marche. La pre­oc­cu­pazione derivante da una prospet­ti­va del genere ha fon­da­men­ta con­crete, vis­to e con­sideran­do che il tabac­co tradizionale sta già viven­do una con­trazione impor­tante (alla fine dell’anno dovrebbe aggi­rar­si intorno al -5%) e che l’eventuale maz­za­ta aggiun­ti­va delle nuove accise taglierebbe le gambe al cita­to com­par­to.

In altre parole, l’effetto con­ta­gio è sem­plice da capire: la crisi del tabac­co si riflette sui volu­mi del prodot­to fini­to, i quali han­no come rifer­i­men­to la mate­ria pri­ma. Ecco per­ché due sogget­ti come il coor­di­na­men­to di Agrin­sieme, che riu­nisce Cia-Agri­coltori ital­iani, Confa­gri­coltura, Copa­gri e Allean­za delle Coop­er­a­tive Agroal­i­men­ta­ri, e JTI, uno dei più gran­di pro­dut­tori di tabac­co e prodot­ti da vap­ing a liv­el­lo inter­nazionale, si sono uni­ti per far fronte a una battaglia comune.

Una bomba a orologeria

La posizione del coor­di­na­men­to Agrin­sieme è net­ta: “Siamo con­trari all’ennesimo aumen­to delle accise sulle sigarette pre­vis­to dal ddl Bilan­cio 2020, per­ché se fos­se accolto rischierebbe di impattare con forza sull’intero mer­ca­to tabac­chi­co­lo, bloc­can­do defin­i­ti­va­mente lo svilup­po dell’intera fil­iera, colpen­do le imp­rese e i lavo­ra­tori”. I rischi derivan­ti da un sim­i­le sce­nario potreb­bero essere enor­mi anche per gli stes­si con­suma­tori di sigarette: “Non va dimen­ti­ca­to che ulte­ri­ori rin­cari avreb­bero un effet­to con­tro­pro­du­cente in relazione al get­ti­to erar­i­ale, per­ché spin­gereb­bero molti con­suma­tori ver­so un’altra tipolo­gia di fil­iera: quel­la illecita che, come è noto, finisce per essere la prin­ci­pale ben­e­fi­cia­ria di dras­ti­ci inter­ven­ti fis­cali che han­no inevitabil­mente riper­cus­sioni sul prez­zo finale di ven­di­ta”. L’appello con­clu­si­vo di Agrin­sieme è chiaro e diret­to: “Gli oper­a­tori del mer­ca­to legale, dall’agricoltura alla trasfor­mazione e dal­la dis­tribuzione alla ven­di­ta, non pos­sono perdere posti di lavoro e sta­bil­ità sociale”.

JTI, appre­sa la posizione di Agrin­sieme, ha con­di­vi­sio le stesse pre­oc­cu­pazioni del coor­di­na­men­to sul­la tenu­ta del­la fil­iera. A questo propos­i­to, ecco il com­men­to di Loren­zo Fronted­du, Cor­po­rate Affairs & Com­mu­ni­ca­tion Direc­tor di JTI Italia: “Le mis­ure attual­mente in dis­cus­sione gra­vano anco­ra una vol­ta in maniera sig­ni­fica­ti­va sul set­tore delle sigarette, già in grande sof­feren­za, con il ris­chio di dan­neg­gia­re sem­pre più l’intera tenu­ta del mer­ca­to. Rite­ni­amo nec­es­sario ripen­sare alla strut­tura del­la tas­sazione in modo da ri-equi­li­brare il peso delle sin­gole leve fis­cali, che si con­cretiz­za anche attra­ver­so un trat­ta­men­to coer­ente ed equo di tut­ti i prodot­ti del mer­ca­to dei tabac­chi lavo­rati, sen­za penal­iz­zare nes­suna cat­e­go­ria”.

Incre­men­ti non pro­gram­mati di tas­sazione, ha aggiun­to JTI, con­dizionereb­bero anche gli inves­ti­men­ti futuri delle aziende in Italia e quin­di il get­ti­to erar­i­ale del­lo Sta­to. Improvvisi aumen­ti di prez­zo, infat­ti, spin­gereb­bero il con­suma­tore ver­so altre direzioni, tra cui il mer­ca­to illecito. “Questo — ha con­clu­so JTI — crea un grave dan­no per tut­ti, con moltepli­ci costi indi­ret­ti, sia per la col­let­tiv­ità nel suo com­p­lesso, sia per le imp­rese del set­tore del tabac­co che rischi­ano di perdere posti di lavoro e sta­bil­ità sociale“.

In questo momen­to — pros­egue Fronted­du — sim­ili inter­ven­ti non sono più sosteni­bili. Dal nos­tro pun­to di vista è nec­es­sario ripen­sare al sis­tema com­p­lessi­vo di tas­sazione seguen­do una log­i­ca”. Su quale sia ques­ta log­i­ca Fronted­du e JTI han­no le idee chiare: “Noi il prossi­mo anno vor­rem­mo pro­porre un sis­tema di tas­sazione che ten­ga con­to di due ele­men­ti, la pro­gram­mazione e la sosteni­bil­ità degli inter­ven­ti, favoren­do l’evoluzione del mer­ca­to che l’attuale sis­tema di tas­sazione non riesce anco­ra a cogliere”.                         lgiornale.it/news/economia/insidie-manovra-ecco-i-settori-colpiti-1792059.html

Share / Con­di­vi­di:
Questo articolo è stato pubblicato in Senza categoria da grognards . Aggiungi il permalink ai segnalibri.