INQUESTELLE E PER OGNI STELLA UNA CORRENTE

CI SONO I GRILLINI CHE FANNO CAPO A DI MAIO, QUELLI VICINI A CONTE E GLI EQUILIBRISTI — E POI LA TRUPPA CHE FA RIFERIMENTO A ROBERTO FICO E IL CORRENTONE VIRTUALE DEGLI 86 PARLAMENTARI AL SECONDO MANDATO CHE, SALVO IMPROBABILI RIPESCAGGI, DOVREBBERO SMETTERE DI FARE POLITICA. ECCO PERCHÉ, SE MAIO DECIDESSE DI TORNARE AL VOTO POTREBBERO DIVENTARE I NUOVIRESPONSABILI”…l

Alessan­dro Tro­ci­no e Mon­i­ca Guer­zoni per il “Cor­riere del­la sera” fico grillo di maioFICO GRILLO DI MAIO

In Aula, lo sguar­do di Lui­gi Di Maio non incro­cia mai quel­lo di Giuseppe Con­te. Più spes­so finisce per diriger­si ver­so il leghista Gar­avaglia, che fu vicem­i­nistro dell’Economia. Occhi­ate d’intesa, forse di nos­tal­gia, che fan­no il paio con i capan­nel­li del giorno dopo a Mon­tecito­rio, dove grup­pus­coli di 5 Stelle dis­per­si con­fab­u­lano con dep­u­tati leghisti, nel­la parte degli adesca­tori. Il più atti­vo è Gian­car­lo Gior­get­ti: «Ha ragione Di Maio, per una vol­ta che è coer­ente, per­ché gli date con­tro?». Ma è lo stes­so Gior­get­ti che un atti­mo dopo scherza: «Cinque Stelle? Ma no, sono quat­tro, tre, due, una».

Gio­co di parole che allude al pro­gres­si­vo prosci­u­gar­si del Movi­men­to. Fonti leghiste assi­cu­ra­no che già quat­tro sen­a­tori han­no accetta­to il tras­bor­do nel­la Lega e altri stareb­bero per cedere. Voci, spes­so inter­es­sate. Ma che si innes­tano in un quadro com­p­lesso, che vede un min­istro degli Esteri sem­pre più inqui­eto e un Movi­men­to che va veloce in direzione scis­sione.

Fico e di maioFICO E DI MAIO

È una par­ti­ta che mette a ris­chio il gov­er­no e che ha molti pro­tag­o­nisti, uno per ogni ani­ma del «fu» pri­mo par­ti­to. Da una parte c’è Di Maio, che fa ormai aper­ta­mente asse con Alessan­dro Di Bat­tista e non nasconde l’ostilità all’ esec­u­ti­vo che lui stes­so ha for­ma­to. Dall’ altra ci sono i «gov­ernisti», che cer­cano riparo nel­la ter­ra di con­fine tra il pre­mier Con­te e il Pd. Infine il con­sis­tente grup­po dei dep­u­tati a fine cor­sa, arrivati al sec­on­do manda­to e non più rican­did­abili.

Di Maio non ha mai diger­i­to il gov­er­no con il Pd. Nel­la riu­nione che diede il via lib­era al Con­te 2, fu tra i più ostili. La rilut­tan­za è anda­ta crescen­do e lo ha por­ta­to a risco­prire Di Bat­tista, con il quale era entra­to in rot­ta di col­li­sione e che ora non perde occa­sione per sosten­er­lo, in chat o pub­bli­ca­mente. «Pri­ma o poi si dovrà stac­care la spina», ripete Di Maio ai suoi, con una tale insis­ten­za da aver gen­er­a­to il pan­i­co tra i par­la­men­tari.

conte di maioCONTE DI MAIO

«Si chi­ude la legge di Bilan­cio e Lui­gi man­da tut­ti a casa», prevede un onorev­ole. E una «con­tiana», sot­tovoce: «Vuole tornare con Salvi­ni». Temono voglia davvero met­ter­si alla tes­ta di un movi­men­to rin­no­va­to e più pic­co­lo, libero dal Pd e dal gio­go del gov­er­no e pron­to a risalire nei sondag­gi, tor­nan­do mag­a­ri ad allear­si con la Lega. Se pure la sug­ges­tione fos­se forte, sarebbe osteggia­ta da gran parte dei fedelis­si­mi. L’ ulti­mo scon­tro risale a ieri.

riccardo fraccaroRICCARDO FRACCARO

Il «capo» ave­va chiesto al grup­po del­la Cam­era di chi­ud­ere il teatri­no sul capogrup­po eleggen­do Francesco Sil­vestri. Ma i dep­u­tati si sono ribel­lati all’«imposizione dall’ alto» e han­no pre­so tem­po. Tra i pochi a seguire Di Maio sul­la lin­ea del­la rot­tura sareb­bero allo­ra Di Bat­tista e Paragone, da sem­pre filoleghista, men­tre persi­no Frac­caro e Bonafede han­no pre­so a rispon­dere a muso duro alle minac­ce di crisi di «Lui­gi».

L’unico che può fer­mare Di Maio, per statu­to, è Beppe Gril­lo. Il quale però non può usare l’ arma finale, se non a ris­chio di far cadere un gov­er­no a cui tiene più del capo politi­co. Così si limi­ta a una moral sua­sion che, nell’ ulti­mo caso, non ha sor­ti­to effet­to. Di Maio dopo il col­lo­quio con Gril­lo non ha cam­bi­a­to di una vir­go­la il suo atteggia­men­to.

Anzi, forse l’ ha induri­to. Quan­to a Gril­lo, non sem­bra dis­pos­to a sostenere i riv­oltosi e in caso di scis­sione potrebbe riti­rar­si sull’ Aventi­no.

gianluigi paragone si astiene dalla fiducia al conte bis 1GIANLUIGI PARAGONE SI ASTIENE DALLA FIDUCIA AL CONTE BIS 1

Se lunedì l’ aria nei grup­pi era «irres­pirabile», molto lo si deve alla rival­ità tra Di Maio e Con­te. Lo scon­tro sul Mes viene spie­ga­to anche in ques­ta chi­ave. I rap­por­ti tra i due si sono di nuo­vo inter­rot­ti, anche per­ché Di Maio sospet­ta che il pre­mier lavori per sot­trar­gli par­la­men­tari in vista di un futuro par­ti­to «alla Mon­ti».

E dire che fu pro­prio l’attuale inquili­no del­la Far­nesina a infi­lare il giurista pugliese nel­la rosa dei papa­bili min­istri, nel mai nato mono­col­ore 5 Stelle. Con­te rac­con­tò: «Quan­do mi han­no tele­fona­to, per onestà intel­let­tuale dis­si che non li ave­vo votati». Eppure il pre­mier è sta­to sem­pre con­sid­er­a­to uno del M5S. Almeno fino a quan­do Di Maio ha com­in­ci­a­to a temer­lo (e a com­bat­ter­lo).

giuseppe conte luigi di maioGIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

Le cor­ren­ti orga­niz­zate non han­no mai attec­chi­to nel M5S, ma si pos­sono indi­vid­uare grup­pi di dep­u­tati che si muovono all’ unisono. Ci sono quel­li che fan­no rifer­i­men­to al pres­i­dente Rober­to Fico e c’ è il cor­ren­tone vir­tuale dei «mor­ti viven­ti», come li chia­ma qual­cuno, cioè gli 86 par­la­men­tari al sec­on­do manda­to. Tra loro lo stes­so Fico e poi Castel­li, Di Ste­fano, Ruoc­co, Sibil­ia, Bonafede.

Tut­ti onorevoli che, sal­vo improb­a­bili ripescag­gi al gov­er­no, dovreb­bero smet­tere di fare polit­i­ca. Ecco per­ché, se Maio decidesse di spin­gere per una fine pre­matu­ra del­la leg­is­latu­ra, potreb­bero diventare i nuovi «respon­s­abili» pron­ti a resistere per sal­vare il solda­to Con­te (e loro stes­si).

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