Conte è pronto a tirare dritto sul Mes

ECONOMIA /

Il ver­tice di mag­gio­ran­za sul Mes anda­to in sce­na ieri sera a palaz­zo Chi­gi ha chiar­i­to un paio di con­cetti fon­da­men­tali sul cosid­det­to Fon­do sal­va-Sta­ti. Intan­to è sta­to annun­ci­a­to da fonti del Movi­men­to 5 Stelle che non ci sarà alcun via lib­era alla rifor­ma del Mec­ca­n­is­mo europeo di sta­bil­ità fino a quan­do il Par­la­men­to non ne dis­cuterà nei modi e nelle sedi oppor­tune. I grilli­ni, inoltre, con­tin­u­ano a ripetere che il testo del­la rifor­ma del Mes può anco­ra essere mod­i­fi­ca­to, nonos­tante Rober­to Gualtieri e Gio­van­ni Tria, oltre all’Europa stes­sa, abbiano già fat­to capire al nos­tro Paese che la saraci­nesca è ser­ra­ta.

In ogni caso, le deci­sioni più impor­tan­ti di questo incon­tro sono tre, e rical­cano in pieno la strate­gia di Con­te: affi­dare al min­istro dell’Economia la soluzione del rebus (cioè: cosa fare adesso?), garan­tire che “nes­suna deci­sione diven­terà defin­i­ti­va sen­za l’approvazione del Par­la­men­to ital­iano” ma soprat­tut­to seguire la log­i­ca di pac­chet­to. Una log­i­ca che com­prende tre aspet­ti: la revi­sione del testo alla base del Fon­do sal­va-Sta­ti, l’introduzione del­lo stru­men­to di bilan­cio per la com­pet­i­tiv­ità e la con­ver­gen­za, ovvero il bud­get dell’area Euro, e l’Unione ban­car­ia.

A propos­i­to di Di Maio, il leader grilli­no è sta­to chiaris­si­mo riguar­do al Mes: “Da qui a quan­do il pre­mier ver­rà in Aula e si potran­no votare delle risoluzioni ci sono dieci giorni. L’Eurogruppo del 4 dicem­bre dove andrà il min­istro dell’Economia, non potrà dare nes­suna luce verde finché il Par­la­men­to non si sia espres­so. Poi qual­cuno lo chia­ma rin­vio, qual­cuno rif­les­sione, qual­cuno lo chia­ma negozi­a­to sen­za soluzione defin­i­ti­va, per me quel che con­ta è che il Par­la­men­to sia sovra­no, si pro­nun­ci e si potrà pro­nun­cia­re intorno al 10 dicem­bre, pri­ma dell’Eurosummit”.

Giorni di fuoco

Dunque, il mes­sag­gio lan­ci­a­to da Con­te ai suoi oppos­i­tori è sem­plice: tes­ta bas­sa e ped­alare, vis­to che il testo del Mes non può più essere ritoc­ca­to. Per quan­to riguar­da la temutis­si­ma ristrut­turazione del deb­ito, l’articolo 12 del trat­ta­to par­la chiaro: potrà atti­var­si solo per quei “casi eccezion­ali” con deb­ito ele­va­to e per i quali sarà pre­vista “una for­ma adegua­ta e pro­porzion­a­ta di parte­ci­pazione del set­tore pri­va­to nei casi in cui il sosteg­no alla sta­bil­ità sia for­ni­to in base a con­dizioni sot­to for­ma di un pro­gram­ma di aggius­ta­men­to macro­eco­nom­i­co”.

Le prossime tappe saran­no cru­ciali per capire qual­cosa in più sul­lo svol­gi­men­to del­la telen­ov­ela Fon­do sal­va-Sta­ti. Accan­to a ver­ti­ci di mag­gio­ran­za e riu­nioni, stan­no infat­ti per arrivare gior­nate cru­ciali da seg­nare sul cal­en­dario con la mati­ta rossa: il prossi­mo 4 dicem­bre si ter­rà l’Euro­grup­po, a cui pren­der­an­no parte i min­istri dell’Econoimia del­la zona euro, quin­di il 10 scat­ter­an­no le comu­ni­cazioni di Con­te sul Mes e, infine, il 12–13 dicem­bre, a Brux­elles, il pre­mier ital­iano e i leader Ue dovran­no dare il via lib­era all’accordo prove­niente dal­lo stes­so Euro­grup­po.

Pasticcio Mes

Il Mes è sul­la boc­ca di tut­ti e non sap­pi­amo cosa suc­ced­erà entro i prossi­mi giorni. È prob­a­bile che tut­to resti com’è, oppure che lo Sta­to opti per un rin­vio del­la fir­ma o, in caso di rot­tura totale, il gov­er­no potrebbe alzare bandiera bian­ca. In ognuna di queste tre ipote­si, l’Italia uscirebbe sem­pre e comunque a pezzi. Già, per­ché se tut­to restasse invari­a­to, Roma dovrebbe fare i con­ti con gli effet­ti nefasti del­lo stes­so Mes 2.0. Qualo­ra l’esecutivo spingesse per il rin­vio, lo spread potrebbe salire di bot­to fino a liv­el­li allar­man­ti, il com­par­to ban­car­io alz­erebbe bandiera bian­ca e il nos­tro Paese diven­terebbe inaf­fid­abile. In altre parole che cosa suc­ced­erebbe? I mer­cati smet­tereb­bero di com­prare titoli per­ché il gov­er­no, ai loro occhi, diven­terebbe di colpo inaf­fid­abile. Un dis­cor­so sim­i­le scat­terebbe in caso di pro­ro­ga causa mod­i­fiche. Da qual­si­asi prospet­ti­va lo si guar­di, quel­lo del Mes è davvero un grosso pas­tic­cio.

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