Brexit, cosa cambia per i cittadini Ue su passaporti e visti: addio ai last minute e via libera all’ingresso come in Usa

Brexit, cosa cambia per i cittadini Ue su passaporti e visti: addio ai last minute e via libera all’ingresso come in Usa
fattoquotidiano.it/2019/12/03/
Un doc­u­men­to sim­i­le all’Esta amer­i­cano da ottenere online almeno tre giorni pri­ma di entrare nel Paese e vis­to di lavoro nec­es­sario per oltre tre mesi di per­ma­nen­za. Il gov­er­no ha annun­ci­a­to le nuove regole che entr­eran­no in vig­ore in caso di vit­to­ria dei con­ser­va­tori alle elezioni del 12 dicem­bre
Regole di ingres­so sim­ili a quelle per gli Sta­ti Uni­ti. Un preavvi­so di almeno tre giorni per entrare nel Reg­no Uni­to e visti di lavoro nec­es­sari se si res­ta sul suo­lo bri­tan­ni­co per più tre mesi. Il pre­mier tory Boris John­son, a meno di due set­ti­mane dalle elezioni, annun­cia le nuove regole su pas­s­apor­ti e ingres­si che entr­eran­no in vig­ore il 1 gen­naio 2021 – al ter­mine del peri­o­do di tran­sizione nel rispet­to del­lo sta­tus quo pre­vis­to per ora al 31 dicem­bre 2020 – e var­ran­no per tut­ti i cit­ta­di­ni stranieri, inclusi quel­li dei Pae­si Ue. Lo fa in piena cam­pagna elet­torale, in nome del “ripren­dere il con­trol­lo dei nos­tri con­fi­ni” che è sta­to uno dei leit motiv delle cam­pagne pro-Brex­it, e che res­ta uno slo­gan con cui tentare di raf­forzare la posizione dei Tory in vista del voto del 12 dicem­bre. Par­liamo di norme che entr­eran­no in vig­ore in caso di vit­to­ria dei con­ser­va­tori, che han­no inten­zione di portare a com­pi­men­to l’uscita dall’Ue entro il 31 gen­naio 2020. In caso con­trario un sec­on­do ref­er­en­dum – nell’ipotesi di un gov­er­no di coal­izione guida­to dal leader laburista Jere­my Cor­byn – potrebbe seg­nare la paro­la fine al divorzio tra Lon­dra e Brux­elles. In questo caso le regole annun­ci­ate dal pre­mier bri­tan­ni­co non entra­no in vig­ore.

Le regole in caso di Brex­it – Se ver­rà con­fer­ma­to il pri­mo sce­nario, si entr­erà nel Reg­no Uni­to con un sis­tema elet­tron­i­co di con­trol­lo degli ingres­si sim­i­le all’Esta, cioè quel­lo per i visti di acces­so negli Usa. Un doc­u­men­to che negli Usa cos­ta 14 dol­lari, men­tre in Uk, scrive il Cor­riere, “si era par­la­to in pas­sato di 7 euro”. Si chi­amerà Eta (Elec­tron­ic Trav­el Autho­ri­sa­tion), si farà online e sarà nec­es­sario otten­er­lo almeno tre giorni pri­ma del­la parten­za. Avrà una sca­den­za, entro la quale potran­no essere effet­tuati ingres­si mul­ti­pli. Sfu­mano così le parten­ze last minute e le trasferte di lavoro decise all’ultimo. Non si potrà poi più entrare in Uk con la car­ta di iden­tità e servirà il pas­s­apor­to elet­tron­i­co. Inoltre Lon­dra potrà resp­in­gere i viag­gia­tori europei con prece­den­ti penali e, diver­sa­mente da quan­to accade oggi, saran­no con­teggiati tut­ti i tur­isti in entra­ta e in usci­ta.

Il giro di vite al flus­so migra­to­rio – L’obiettivo del gov­er­no in car­i­ca bri­tan­ni­co, già ripetu­ta­mente annun­ci­a­to da John­son nel­la cam­pagna elet­torale in vista del voto del 12 dicem­bre, è quel­lo d’imporre un giro di vite al flus­so migra­to­rio, sec­on­do il mod­el­lo di fil­tri adot­ta­to per esem­pio dall’Australia. Un mod­el­lo che per i cit­ta­di­ni Ue sig­ni­ficherà – se i con­ser­va­tori vin­cer­an­no – l’equiparazione al trat­ta­men­to ris­er­va­to agli extra­co­mu­ni­tari. Anche con l’introduzione, con­fer­ma­ta oggi da Patel, espo­nente euroscetti­ca del­la destra più rad­i­cale in casa Tory, di un mec­ca­n­is­mo in base al quale europei che dal pri­mo gen­naio 2021 vis­ter­an­no il Reg­no Uni­to, pure da sem­pli­ci tur­isti, dovran­no com­pi­lare in anticipo mod­uli analoghi a quel­li dell’Esta amer­i­cano: e atten­dere il via lib­era delle autorità di fron­tiera bri­tan­niche all’ingresso tre giorni pri­ma dell’arrivo in qual­si­asi aero­por­to o por­to dell’isola. “A causa delle leg­gi Ue – affer­ma la min­is­tra dell’Interno di John­son – dro­ga e armi entra­no ora nel nos­tro Paese dall’Europa, accrescen­do il ris­chio di vio­len­ze e tossi­codipen­den­ze. Dopo la Brex­it i nos­tri con­fi­ni saran­no molto più sicuri”. Parole pro­pa­gan­dis­tiche, repli­ca Diane Abbott, min­is­tra dell’Interno ombra del Labour di Jere­my Cor­byn, sec­on­do cui la “hard Brex­it” di BoJo e di Pri­ti Patel inde­bolirà al con­trario la coop­er­azione inves­tiga­ti­va e d’intelligence con i 27 e di con­seguen­za “la sicurez­za” del Reg­no. Infat­ti Lon­dra, dopo Brex­it, sarà fuori dai data­base europei e dal sis­tema dell’European Arrest War­rant.

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