Whatsapp, ecco le nuove “faccine”: aggiunte 74 emoji

Whatsapp, ecco le nuove "faccine": aggiunte 74 emojiDopo il “beta” dei pri­mi di novem­bre, ecco la “defin­i­ti­va” ver­sione del nuo­vo What­sApp che si arric­chisce di 74 emo­ji. Le “fac­cine” aggior­nate che faran­no com­pag­nia alle clas­siche pre­sen­ti nell’app di mes­sag­gis­ti­ca, si arriscono ulte­ri­or­mente. Per­sone diver­sa­mente abili, nuovi col­ori, cani da gui­da, un viso sbadigliante e tante altre opzioni per arric­chire le vostre con­ver­sazioni digitali.l con­to finale è di 74 nuovi ma se si ten­gono con­to le vari­anti legate al col­ore del­la pelle, l’aggiornamento ha por­ta­to a centi­na­ia di nuove immag­i­ni. L’aggiornamento arri­va dopo l’evoluzione “dark mode” che Twit­ter ave­va inau­gu­ra­to già da tem­po. Qui la lista com­ple­ta delle nuove emoticon.eggo.it/tecnologia/whatsapp/whatsapp_emoji_nuovi_aggiornamenti-4855345.html

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Zaniolo, la mamma insultata a Parma e difesa sui social: «Non hai meno dignità di Balotelli e dei napoletani»

Zaniolo, la mamma insultata a Parma e difesa sui social: «Non hai meno dignità di Balotelli e dei napoletani»Ieri è suc­ces­so di nuo­vo: la mam­ma di Nic­colò Zan­io­lo, Francesca Cos­ta, anco­ra sot­to tiro da parte delle tifos­erie avver­sarie. L’ultimo episo­dio risale a ieri sera a Par­ma, dove la Roma in cui gio­ca il ven­tenne tal­en­to azzur­ro è sta­ta bat­tuta per 2–0: al cen­tro dei cori del­la Cur­va Nord del Tar­di­ni ci è fini­ta anco­ra Francesca, già in pas­sato offe­sa gra­tuita­mente dagli ultras.

Leg­gi anche > Zan­io­lo, la Cur­va del Par­ma con­tro la mam­ma e lei sbot­ta su Insta­gram

La mam­ma di Zan­io­lo ha rispos­to via social ai com­men­ti di vari uten­ti alle deci­sioni del Giu­dice Sporti­vo in tema di dis­crim­i­nazione ter­ri­to­ri­ale e razz­iale. «Non ha meno dig­nità dei napo­le­tani e di Balotel­li», uno dei mes­sag­gi con­di­visi. Una posizione con­di­visa in pieno dal­la stes­sa mam­ma del cen­tro­camp­ista gial­lorosso: «La pen­so esat­ta­mente come te», ha scrit­to Francesca Cos­ta su Insta­gram.


Lunedì 11 Novem­bre 2019, 17:17
https://www.leggo.it/sport/calcio/zaniolo_la_mamma_insultata_parma_difesa_sui_social_non_hai_meno_dignita_di_balotelli_napoletani-4855726.html

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l matrimonio scoppia una rissa e il video finisce in rete: gli sposi fanno causa all’hotel

Al matrimonio scoppia una rissa e il video finisce in rete: gli sposi fanno causa all'hotel

Il giorno più bello può diventare un incubo se scoppia una rissa. È quello che è successo a una coppia di sposi che, dopo aver assistito alla lite furibonda durante il ricevimento, ha dovuto vedere le immagini dei loro famigliari ricoperti di sangue in rete. Per questo marito e moglie e i rispettivi parenti hanno deciso di intentare causa all’hotel del banchetto nunziale, il Ramada Park Hall di Wolverhampton, per aver violato la loro privacy. L’episodio risale al 12 ottobre scorso.

Secondo quanto riporta il Daily Mail,  ad aver pubblicato in rete e sui social il video della rissa sarebbe stato il personale. Tutto è iniziato quando uno degli invitati ha iniziato a sferrare calci e pugni agli altri. Quattro persone sono finite in ospedale, mentre la famiglia della coppia ha annunciato che farà causa al franchising a cinque stelle per “violazione della privacy”. Il tutto dopo aver ricevuto dall’albergo di lusso una multa di 85mila sterline per danni, cosa che li ha spinti a inscenare una protesta in strada.


«È ridi­co­lo, — ha rispos­to un por­tav­oce del Rama­da — queste affer­mazioni sono tutte inven­tate. C’erano 500 per­sone al mat­ri­mo­nio che avreb­bero potu­to fil­mare». Le immag­i­ni mostra­no gli uomi­ni che si pren­dono a pug­ni e a cal­ci men­tre alcu­ni, tra cui gli sposi, cer­cano di sep­a­rar­li pri­ma di essere trasci­nati nel­la ris­sa. Si sente anche un uomo che urla e gri­da al grup­po di cal­mar­si».

«C’erano pug­ni che vola­vano dap­per­tut­to e abbi­amo vis­to qual­cuno essere por­ta­to in un’ambulanza, non è così che vuoi che un mat­ri­mo­nio finis­ca», ha dichiara­to un tes­ti­mone. «Era dis­gus­toso. A un ragaz­zo il sangue gli cola­va dal viso».eggo.it/esteri/news/matrimonio_rissa_video_oggi-4855509.html

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Segrate, spari contro il portavalori al Bricoman: ferito un vigilante

Spari contro il portavalori al Bricoman: ferito un vigilantevig­i­lante di 44 anni è sta­to fer­i­to con un colpo di pis­to­la alla gam­ba esploso da due rap­ina­tori che han­no assalta­to il por­taval­ori su cui sta­va viag­gian­do all’altezza di Seg­rate (Milano).

È accadu­to alle 7.40, all’esterno del negozio Brico­man, dove i ban­di­ti han­no sor­pre­so le guardie di sicurez­za pun­tan­dogli una pis­to­la per far­si con­seg­nare il denaro trasporta­to nel mez­zo. Sec­on­do quan­to ricostru­ito dai cara­binieri del­la Com­pag­nia di San Dona­to Milanese, al rifi­u­to i rap­ina­tori han­no esploso alcu­ni colpi di pis­to­la, fer­en­do uno di loro alla gam­ba. Gli aggres­sori sono poi scap­pati a mani vuote men­tre il il vig­i­lante è sta­to trasporta­to dai col­leghi all’ospedale San Raf­faele. Sec­on­do le prime infor­mazioni non si tro­va in peri­co­lo di vita.eggo.it/italia/milano/segrate_portavalori_bricoman_ultime_notizie-4855475.html

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Maltempo a Roma, allagamenti e traffico in tilt: tangenziale chiusa in direzione Nomentana, allagata Galleria Giovanni XXIII

Maltempo a Roma, allagamenti e traffico in tilt: tangenziale chiusa in direzione Nomentana, allagata Galleria Giovanni XXIIIAllaga­men­ti traf­fi­co Roma a causa delle for­ti piogge delle ultime ore. Si reg­is­tra traf­fi­co forte­mente ral­len­ta­to su via Cristo­foro Colom­bo e via del Mare, nel quad­rante sud del­la Cap­i­tale. Sul pos­to pat­tuglie del­la polizia locale per agevolare la cir­co­lazione. Traf­fi­co inten­so per il mal­tem­po anche su via Tri­on­fale, via Appia, via Tiburtina e Pren­esti­na. Chiu­so per allaga­men­to un tun­nel su via dei Due Pon­ti, nel quad­rante nord del­la cit­tà.

Chiusa la tan­gen­ziale in direzione Nomen­tana — Salaria per un inci­dente sen­za fer­i­ti, accadu­to in gal­le­ria a 200 metri dall’uscita. Chiu­so il sot­tovia di via Due Pon­ti per allaga­men­to, così come piaz­za­le del Ver­a­no all’altezza di via dell’Università, via Fos­so del­la Magliana, via Tiburtina 358. Anche la gal­le­ria Gio­van­ni XXIII è chiusa da stan­otte per allaga­men­ti in direzione San Gio­van­ni e Tiburtina.

Sul­la metro A si reg­is­tra­no i pri­mi prob­le­mi nel­la stazione di Furio Camil­lo che è  atti­va solo per i viag­gia­tori in disce­sa dai treni e in usci­ta dal­la stazione per un guas­to tec­ni­co. I viag­gia­tori in parten­za sono costret­ti a uti­liz­zare le vicine stazioni Ponte Lun­go o Col­li Albani. Per­man­gono le chiusure per lavori pro­gram­mati delle stazioni del­la metro A Bal­do degli Ubal­di e Bar­beri­ni. Ques­ta mat­ti­na, alla stazione Cor­nelia del­la metro A, chiu­so l’accesso all’angolo tra Cir­con­va­l­lazione Cor­nelia e via Gio­van Bat­tista Pagano, l’ingresso alla metro è con­sen­ti­to soltan­to dagli ingres­si nei pres­si di piaz­za Irne­r­io.  eggo.it/italia/roma/roma_allagamenti_maltempo_traffico_diretta_11_novembre_2019-4855298.html

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Con il nuovo governo italiano si rischia l’invasione”

Berli­no è un’esplosione di suoni e col­ori. La Por­ta di Bran­de­bur­go, sim­bo­lo del­la cit­tà riu­ni­fi­ca­ta, è asse­di­a­ta da migli­a­ia di per­sone. Lì dove cor­re­va la “striscia del­la morte”, pro­prio lun­go la Bernauer Strasse, ex ter­ra di mez­zo tra Est e Ovest, la vita scorre a rit­mo di musi­ca elet­tron­i­ca. L’atmosfera è sur­reale. Sot­to lo stes­so cielo, con il naso all’insù, gran­di e pic­ci­ni assistono allo spet­ta­co­lo pirotec­ni­co che con­clude la gior­na­ta. L’anniversario del­la cadu­ta del Muro di Berli­no volge al ter­mine. Quarantott’ore dopo è già tem­po di tornare coi pie­di per ter­ra. Il com­pi­to di suonare la sveg­lia è affida­to ai sosten­i­tori di Pegi­da. Anche questo lunedì scen­der­an­no in piaz­za con­tro l’islamizzazione del­la Ger­ma­nia. Le proteste anti-migranti a Dres­da, cap­i­tale del­la Sas­so­nia, sono diven­tate un rit­uale che si ripete ormai dal 2015, quan­do la can­cel­liera tedesca decise di spalan­care le porte ad oltre un mil­ione di profughi.

Qui la gente ha vis­su­to sul­la pro­pria pelle il crol­lo di un sis­tema”, ci spie­ga Jörg Urban, leader locale di Alter­na­tive für Deutsch­land, la for­mazione di estrema destra che in questo Land, pro­prio crit­i­can­do la polit­i­ca migra­to­ria del gov­er­no tedesco, ha rag­giun­to per­centu­ali record. “Dopo il crol­lo del Muro molti abi­tan­ti delle regioni ori­en­tali han­no per­so il lavoro e si sono dovu­ti rein­ventare, si è trat­ta­to di un grande cam­bi­a­men­to ed ora la gente ha pau­ra che il nuo­vo sis­tema socio-eco­nom­i­co non reg­ga l’urto delle migrazioni”. Non si ha pau­ra dell’altro, insom­ma, ma di perdere quel­lo che si è con­quis­ta­to, sia in ter­mi­ni di wel­fare che di lib­ertà.

Eppure, quel­la che un tem­po era conosci­u­ta come la Firen­ze sull’Elba, si è via via con­quis­ta­ta la fama di cap­i­tale del­la xeno­fo­bia. L’accostamento del capolu­o­go sas­sone ai fan­tas­mi del pas­sato è sta­to recen­te­mente sanci­to con una delib­era che è rim­balza­ta sui mezzi di infor­mazione di mez­zo mon­do. L’idea di cer­ti­fi­care la deri­va neon­azista del­la cit­tà è di Max Aschen­bach, con­sigliere comu­nale del par­ti­to satiri­co Die Partei. “Azioni e atteggia­men­ti anti­de­mo­c­ra­ti­ci che arrivano fino alla vio­len­za – si legge nell’atto approva­to la set­ti­mana scor­sa – ven­gono aper­ta­mente alla luce a Dres­da, in maniera sem­pre più forte”. La delib­era è pas­sa­ta gra­zie ai 39 voti favorevoli di Ver­di, post-comu­nisti (Linke), lib­er­ali (Fdp) e socialde­mo­c­ra­ti­ci (Sdp).

I con­ser­va­tori del­la Cdu, invece, han­no prefer­i­to sfi­lar­si, forse per tim­o­re di con­seg­nare altri voti ai sovranisti, che ovvi­a­mente han­no boc­cia­to l’iniziativa, resp­in­gen­do al mit­tente le accuse. Il par­ti­to di destra rad­i­cale nel giro di appe­na quat­tro anni ha trip­li­ca­to i suoi con­sen­si in Sas­so­nia, otte­nen­do il 27,5% alle ultime elezioni. Sec­on­do Jörg Urban, can­dida­to di pun­ta del par­ti­to, “la vio­len­za va con­dan­na­ta in ogni sua for­ma, ma par­lare di emer­gen­za xeno­fo­bia a Dres­da è un’esagerazione”. “Dichiarare l’allarme nazis­mo è solo un modo per squal­i­fi­care le ragioni di chi protes­ta, i par­ti­ti tradizion­ali non san­no più cosa inven­tar­si per silen­ziare il dis­senso”, con­fer­ma Mar­tin Reichardt, dep­u­ta­to del­la Sas­so­nia Anhalt che abbi­amo incon­tra­to qualche giorno fa al Bun­destag.

Anche gli abi­tan­ti di Dres­da non cre­dono al ris­chio di una deri­va xeno­fo­ba. “Con la riu­nifi­cazione del­la Ger­ma­nia alcune per­sone si sono sen­tite las­ci­ate indi­etro, i migranti invece per­cepis­cono sol­di e altri ben­e­fit sen­za fare nul­la, per questo la gente è arrab­bi­a­ta”, ci spie­ga un ragaz­zo tedesco che incon­tri­amo ad Johanstadt, quartiere mul­tiet­ni­co del­la cit­tà, dove a votare per i pop­ulisti è un elet­tore su quat­tro. “Quale allarme xeno­fo­bia – com­men­ta una sig­no­ra sul­la ses­san­ti­na – Dres­da è una cit­tà accogliente”. “Cer­to, l’estremismo esiste ma cre­do che capi­ti qui come altrove”, com­men­ta un uomo orig­i­nario di Chem­nitz, la cit­tà delle riv­olte con­tro i rifu­giati innescate dall’omicidio di un gio­vane tedesco.

La percezione di insi­curez­za è aumen­ta­ta in tut­ta la regione. Sec­on­do il dep­u­ta­to sovranista questo ha a che fare con l’aumento dei flus­si migra­tori. “Nel 2009 gli stupri in Sas­so­nia sono sta­ti otto, men­tre nel 2018 sono sal­i­ti a 63, nel 30% dei casi – denun­cia – a com­met­ter­li sono sta­ti gli stranieri”. “La gente se n’è accor­ta, come si è accor­ta – pros­egue – del fat­to che è aumen­ta­to lo spac­cio di dro­ga”. “La Ger­ma­nia deve smet­tere di dare seg­nali che incor­ag­giano le popo­lazioni arabe e africane a migrare – aggiunge – dob­bi­amo smet­tere di dare sol­di ai rifu­giati e chi­ud­ere le fron­tiere”. È ques­ta, in sin­te­si, la ricetta pop­ulista che ha per­me­s­so all’AfD di con­quistare le regioni dell’Est.

Pro­prio come in Italia, dove la Lega è arriva­ta al gov­er­no con il mot­to “Stop inva­sione”. “La polit­i­ca dei por­ti chiusi di Salvi­ni ha dato i suoi frut­ti ed è un pec­ca­to che non sia più min­istro – con­clude il par­la­mentare – con il nuo­vo gov­er­no ital­iano, invece, temo che l’immigrazione ricom­in­cerà e che i migranti con­tin­uer­an­no ad arrivare, anche in Ger­ma­nia”.

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Ecco quanto ci costano gli euroburocrati

POLITICA /

Men­tre impone politiche rigidis­sime di aus­ter­ità sui Pae­si più deboli e indeb­i­tati dell’eurozona riem­pi­en­dosi la boc­ca di slo­gan sul­la “cresci­ta” e invian­do let­ter­ine ai Pae­si “indis­ci­plinati” – tranne che a Fran­cia e a Ger­ma­nia, ovvi­a­mente – la cas­ta degli euro­crati con­tin­ua ad ani­mare una macchi­na impo­nente che spre­ca e divo­ra risorse dei cit­ta­di­ni.

Come riv­ela un’inchiesta de La Ver­ità sulle spese pazze dell’Unione euro­pea e sul prog­et­to di bilan­cio 2020, l’anno prossi­mo la mostru­osa buro­crazia tar­ga­ta Brux­elles-Stras­bur­go costerà ai cit­ta­di­ni europei ben (qua­si) 154 mil­iar­di di euro. Altro che rig­ore di bilan­cio, dunque. Come scrive La Ver­ità, i numeri sono impi­etosi: nel 2020 il servizio diplo­mati­co dell’Ue costerà alla col­let­tiv­ità più di 730 mil­ioni di euro, 456 dei quali per man­tenere 190 del­egazioni dell’Unione euro­pea sparse nel mon­do.

Con­sideran­do che l’Unione euro­pea è prati­ca­mente inin­flu­ente in uno sce­nario geopoliti­co dom­i­na­to da Sta­ti Uni­ti, Cina e Rus­sia, dove sono le gran­di poten­ze a dettare legge e non una buro­crazia incom­pren­si­bile e far­ragi­nosa, è una bel­la cifra. Gli stipen­di del per­son­ale di queste del­egazioni ammon­tano a 133,7 mil­ioni di euro ai quali si aggiun­gono 79,6 mil­ioni per con­sulen­ti ed esper­ti esterni. Il per­son­ale che opera a Brux­elles ci cos­ta 187 mil­ioni di euro, per non par­lare degli affit­ti annu­ali sproposi­tati che l’Ue paga per man­tenere le pro­prie sedi, a com­in­cia­re da quel­la di New York, che ci cos­ta la bellez­za di 2.105.866 euro l’anno. Fol­lia.

Le spese pazze di Bruxelles

Le pre­vi­sioni di spe­sa per il prossi­mo anno del­la Com­mis­sione euro­pea si aggi­ra­no sui 2.354.228.000 euro; 1.109.577.441 euro del Par­la­men­to europeo; 370.261.000 euro del Con­siglio europeo. Inoltre, l’Unione euro­pea con­tin­ua a man­tenere a suon di denaro enti com­ple­ta­mente inutili come il Comi­ta­to eco­nom­i­co sociale europeo (Cese) e il Comi­ta­to europeo delle regioni (Cdr), che han­no sede a Brux­elles ed emet­tono pareri non vin­colan­ti. In sostan­za, i due comi­tati nel 2020 ci coster­an­no 143 mil­ioni di euro il pri­mo, 102 mil­ioni di euro il sec­on­do.

Impen­nate le spese del per­son­ale di alcu­ni mil­ioni di euro, così come le voci rel­a­tive agli affit­ti e all’acquisto delle attrez­za­ture. Il prossi­mo anno, il Comi­ta­to delle regioni ricev­erà ben 76,8 mil­ioni di euro per pagare i suoi 530 dipen­den­ti e 25,3 mil­ioni per affit­ti e spese varie. Il tut­to, è bene rib­adir­lo, per un ente sostanzial­mente inutile.

Gli sprechi del Parlamento europeo

Come ripor­ta Busi­ness Insid­er, nel 2013 il Par­la­men­to europeo ave­va mes­so a bud­get per i 751 eurodep­u­tati che sareb­bero sta­ti elet­ti l’anno suc­ces­si­vo 1,79 mil­iar­di di euro. Cinque anni dopo, il pre­ven­ti­vo di spe­sa è sal­i­to a 2 mil­iar­di di euro: 200 mil­ioni in più. Tradot­to: nel 2013 il Par­la­men­to europeo costa­va a ogni cit­tadi­no europeo 3,55 euro l’anno, dal 2019 il cos­to salirà a 4,22 euro l’anno. Lo spre­co per antono­ma­sia è quel­lo del­la tripla sede del Par­la­men­to: Brux­elles, Stras­bur­go e Lussem­bur­go, che costano ai cit­ta­di­ni dell’Ue dai 156 mil­ioni ai 204 mil­ioni l’anno. Sen­za dimen­ti­care che la real­iz­zazione del­la sede di Stras­bur­go è costa­ta 600 mil­ioni di euro e res­ta chiusa per 321 giorni l’anno.

I voli privati degli eurocrati

Sec­on­do un doc­u­men­to pub­bli­ca­to nel­la ban­ca dati delle gare d’appalto comu­ni­tarie, Brux­elles ha aumen­ta­to di 3,5 mil­ioni l’importo che può essere spe­so nel nuo­vo con­trat­to per i voli “air taxi”. Il nuo­vo impor­to mas­si­mo di 10,71 mil­ioni di euro per il con­trat­to, che va dal 2016 al 2021, rap­p­re­sen­ta un aumen­to del 50% sul val­ore orig­i­nale di 7,14 mil­ioni di euro. Voli che ovvi­a­mente ven­gono rim­bor­sa­ti in toto con i sol­di dei con­tribuen­ti europei. Tut­to questo avviene men­tre i rap­p­re­sen­tan­ti del­la Com­mis­sione Ue si riem­pi­ono la boc­ca di belle parole e di retor­i­ca cli­mati­ca­mente cor­ret­ta.

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Maltempo, domani allerta rossa in Basilicata, Calabria e Sicilia

Piogge e ven­ti di bur­ras­ca su gran parte dell’Italia
Maltempo, domani allerta rossa in Basilicata, Calabria e Sicilia

Roma, 11 nov. (askanews) – Una vas­ta e pro­fon­da sac­catu­ra insiste sul­la nos­tra peniso­la, accen­tuan­do il tem­po per­tur­ba­to, specie al sud con con­trib­u­to di cor­ren­ti nord-africane. Da domani, il cen­tro di ques­ta impor­tante depres­sione si porterà sul tir­reno cen­tro-merid­ionale ed esten­derà i fenomeni su gran parte del ter­ri­to­rio, inten­si­f­i­can­do ulte­ri­or­mente la ven­ti­lazione ed in gen­erale incre­men­tan­do le pre­cip­i­tazioni che potran­no risultare dif­fusa­mente tem­po­ralesche e con quan­ti­ta­tivi cumu­lati anche ril­e­van­ti.

Sul­la base delle pre­vi­sioni disponi­bili, il Dipar­ti­men­to del­la Pro­tezione Civile d’intesa con le regioni coin­volte ha emes­so un ulte­ri­ore avvi­so di con­dizioni mete­o­ro­logiche avverse che inte­gra ed estende quel­lo dif­fu­so ieri e che prevede dalle prime ore di domani ven­ti di bur­ras­ca, con raf­fiche di bur­ras­ca forte, dai quad­ran­ti merid­ion­ali su Puglia e Cam­pa­nia e da nord-ovest sul­la Sardeg­na. For­ti mareg­giate lun­go le coste esposte. Prevede, inoltre, pre­cip­i­tazioni dif­fuse, a preva­lente carat­tere di rovescio o tem­po­rale, su Puglia, Cam­pa­nia e Sardeg­na.

Dal mat­ti­no di domani si preve­dono ven­ti da for­ti a bur­ras­ca, nord-ori­en­tali, su Vene­to e Friuli Venezia Giu­lia, mareg­giate lun­go le coste esposte e pre­cip­i­tazioni dif­fuse, anche a carat­tere di rovescio o tem­po­rale su Vene­to, Friuli Venezia Giu­lia, Emil­ia-Romagna e Lom­bar­dia ori­en­tale. Dal pomerig­gio di domani, infine, si preve­dono ven­ti da for­ti a bur­ras­ca sud-ori­en­tali, sui set­tori tir­reni­ci del Lazio e sui ver­san­ti adri­ati­ci di Marche, Abruz­zo e Molise, mareg­giate lun­go le coste esposte e pre­cip­i­tazioni dif­fuse, anche a carat­tere di rovescio o tem­po­rale, sul Lazio, specie set­tori tir­reni­ci merid­ion­ali. Le pre­cip­i­tazioni saran­no accom­pa­g­nate da rovesci di forte inten­sità, fre­quente attiv­ità elet­tri­ca e for­ti raf­fiche di ven­to.

Sul­la base dei fenomeni pre­visti e in atto è sta­ta val­u­ta­ta per la gior­na­ta di domani aller­ta rossa su gran parte del­la Cal­abria, sui set­tori costieri del­la Basil­i­ca­ta e sul­la Sicil­ia ori­en­tale. Val­u­ta­ta, inoltre, aller­ta aran­cione sul­la Puglia, e sui restanti set­tori di Basil­i­ca­ta, Cal­abria e Sicil­ia. Aller­ta gial­la, invece, su Emil­ia-Romagna, Lazio, Umbria, Friuli Venezia Giu­lia, Marche, Cam­pa­nia, su set­tori di Lom­bar­dia, Vene­to, Toscana e Sardeg­na e sui restanti set­tori di Basil­i­ca­ta.

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Siria: Assad, mai usate armi chimiche contro i civili

Presidente a tv russa smentisce anche torture contro cittadiniBEIRUT — Il presidente siriano Bashar al Assad ha negato che l’esercito regolare abbia mai usato armi chimiche contro la popolazione civile nella guerra in corso dal 2011. In una intervista rilasciata alla tv russa, il presidente siriano ha ribadito, come già fatto più volte in questi anni, che “non ci sono prove” dell’uso di armi proibite da parte delle forze di Damasco. Dal 2013 a oggi diversi rapporti della Commissione internazionale indipendente sulle violazioni umanitarie in Siria ha fornito indicazioni dettagliate dell’uso di armi chimiche contro civili siriani da parte del governo siriano, e in quantità minori, da parte di altre forze militari o milizie coinvolte nel conflitto. Assad ha poi smentito che l’apparato di controllo e repressione governativo siriano pratichi la tortura. Da decenni vengono denunciate da organizzazioni umanitarie siriane e internazionali violazioni dei diritti umani. “Non abbiamo una politica di tortura in Siria. Perché dovremmo usare la tortura? Per ottenere informazioni? Possediamo già tutte le informazioni. La maggioranza dei siriani sostengono il governo”, ha detto durante l’intervista alla tv russa.
Da metà degli anni ’70 del secolo scorso si denuncia l’uso sistematico della tortura nelle carceri del Paese contro dissidenti, attivisti, oppositori, avvocati per i diritti umani.
Pratiche che, secondo diverse testimonianze e rapporti internazionali, si sono intensificate durante la repressione delle proteste e della rivolta scoppiata nel Paese nel 2011. (ANSA)

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Ecco seconda maglia Nazionale per Euro 2020, è bianca

L’Italia di Mancini sta preparando le sfide con Bosnia e ArmeniaPer le due ultime eurosfide di qualificazione contro Bosnia (venerdì) e Armenia (lunedì 18), la Nazionale indosserà una nuova tenuta da gioco, che viene pretato oagi: lo sponsor tecnico Puma fa sapere che la nuova tenuta “unisce un design moderno a un’ispirazione rinascimentale, integrandoli nella classica maglia bianca che fonde la cultura e lo stile del Paese nel kit della Nazionale, con l’obiettivo di esaltare le aspirazioni di successo della nuova generazione di giocatori in vista dei prossimi impegni europei e mondiali”. In altre parole si tratta della casacca bianca che verrà usata dalla Nazionale come seconda maglia e che ricalca un po’ lo stile storico della Nazionale, presentando bordi azzurri. (ANSA)

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