HEZBOLLAH: UNA PERFORMANCE OPERATIVA CHE CAMBIA TUTTO!

La regione si tro­va a sud del Libano al con­fine con la Palesti­na occu­pa­ta da Israele è sta­ta teatro di un’escalation mil­itare che durò diver­si giorni. Il 1 ° set­tem­bre Hezbol­lah ha spara­to due mis­sili anti­car­ro con­tro un car­ro arma­to israeliano, adi­a­cente un edi­fi­cio del­la base mil­itare israeliana Avivim (estremo nord del­la Palesti­na).

Ques­ta oper­azione è sta­ta una rap­pre­saglia per la morte di due esper­ti nei droni di Hezbol­lah, uccisi in un raid israeliano in Siria il 24 agos­to e due giorni dopo il sor­vo­lo e l’esplosione di due droni israeliani nel­la per­ife­ria sud di Hezbol­lah a Beirut. Ritor­sione for­male per la rap­pre­saglia: l’esercito israeliano ha rispos­to bom­bar­dan­do bombe al fos­foro in una zona di con­fine dis­abi­ta­ta.

La pau­ra di un’escalation sim­i­le a quel­la del luglio 2006, che ave­va scate­na­to la “Guer­ra dei trenta giorni”, è sta­ta rap­i­da­mente respin­ta men­tre l’esercito israeliano evac­ua­va l’intera regione fino a una pro­fon­dità di diverse decine di chilometri. Sec­on­do diverse fonti di intel­li­gence mil­i­tari europee e arabe, “l’esercito israeliano non è asso­lu­ta­mente pron­to a ripetere un’operazione con­ven­zionale con­tro il Libano, in un con­testo regionale e oper­a­ti­vo che è cam­bi­a­to molto nel suo sfa­vore …”.

L’ultimo attac­co de La Resisten­za (un nome usato dai sosten­i­tori di Hezbol­lah per nom­inare l’organizzazione politi­co-mil­itare libanese) è sta­to fil­ma­to da oper­a­tori sul cam­po. Nel­la sequen­za trasmes­sa dal canale Al-Man­ar (tele­vi­sione Hezbol­lah) pos­si­amo vedere chiara­mente i due mis­sili, che iniziano simul­tane­a­mente da due diverse fasi di tiro pri­ma di schi­antar­si sul­lo stes­so bersaglio a pochi sec­on­di di dis­tan­za. La dis­tan­za per­cor­sa può essere sti­ma­ta tra 1,5 e 2 chilometri.

Le armi uti­liz­zate sono mis­sili pesan­ti di tipo Kor­net , usan­do la gui­da laser. In servizio nell’esercito rus­so dal 1998, quest’arma viene esporta­ta con il nome di Kor­net-E . Uti­liz­za­ti da Hezbol­lah durante la guer­ra del 2006, i Kor­net furono usati per neu­tral­iz­zare molti car­ri armati Merka­va e eli­cot­teri. Il 6 dicem­bre 2010, un Kor­net è sta­to spara­to dal­la Striscia di Gaza su un Merka­va la cui armatu­ra è sta­ta sven­tra­ta.

Mis­sili Kor­net di Hezbol­lah

LA COMPETENZA DELLA GENERALE AMINA HTAITE

Sec­on­do il gen­erale libanese Amine Htaite – uno dei migliori esper­ti mil­i­tari del­la regione, uno spe­cial­ista in armi bal­is­tiche – l’operazione di Avivim è sta­ta effet­tua­ta sec­on­do le seguen­ti modal­ità.

Il teatro dell’operazione : “sul ter­ri­to­rio del­la Palesti­na occu­pa­ta e pro­fon­da, a pochi chilometri dal con­fine; una scelta che, per la pri­ma vol­ta, è un mes­sag­gio per Israele in cui si affer­ma che è inizia­ta una nuo­va era di con­fron­to e che qual­si­asi movi­men­to mil­itare nel nord è ora sot­to tiro dal­la Resisten­za. Questo svilup­po va ben oltre ciò che la Resisten­za ave­va impos­to con i suoi mis­sili ter­ra-super­fi­cie che per­me­t­te­vano di posizionare l’intero ter­ri­to­rio israeliano nel suo miri­no “.

I tem­pi , “l’operazione si è svol­ta nel pomerig­gio del 1 ° set­tem­bre, solo una set­ti­mana dopo il seg­re­tario gen­erale di Hezbol­lah ha promes­so una rispos­ta puni­ti­va, e solo otto giorni dopo l’aggressione israeliana. Una set­ti­mana in cui ha las­ci­a­to che Israele si som­mergesse nel­la sua con­fu­sione, per­p­lessità e pre­oc­cu­pazione, in atte­sa dell’inevitabile rispos­ta, e ha eserci­ta­to una pres­sione psi­co­log­i­ca che ha por­ta­to i com­men­ta­tori israeliani a riconoscere il potere di Sayyed Nas­ral­lah nel­la guer­ra psi­co­logi­co e la sua capac­ità di ori­entare, se non di influen­zare la coscien­za pub­bli­ca.

Il nome dell’unità oper­a­ti­va : “il grup­po del­la Resisten­za che ha ese­gui­to l’operazione è sta­to inti­to­la­to ai mar­tiri” Daher “e” Zabib “, per indi­care che è sta­to effet­tua­to in rispos­ta all’aggressione israeliana che ha ucciso questi due com­bat­ten­ti in Siria “.

L’obiettivo e la final­ità : “L’operazione ha pre­so di mira un coraz­za­to israeliano che può con­tenere otto uomi­ni e nor­mal­mente non si muove con meno di tre sol­dati a bor­do. Ques­ta scelta seg­na la volon­tà del­la Resisten­za di inflig­gere vit­time tra le fila del nemi­co almeno equiv­alen­ti a quelle subite dal­la Resisten­za con i suoi due mar­tiri cadu­ti nel ter­ri­to­rio siri­ano.

L’armamento che si è uti­liz­za­to : “Mis­sili anti­car­ro di Kor­net , di alta noto­ri­età, che ave­vano già las­ci­a­to un’impronta nera nel­la coscien­za col­let­ti­va israeliana, per­ché mas­sacrarono i car­ri armati Merka­va a Wadi Alho­jair nel­la pia­nu­ra di Khiyam nel 2006, e impedirono Israele per accedere ai Litani e com­piere qual­si­asi oper­azione mil­itare anche sim­bol­i­ca. Questo mis­sile, di alta pre­ci­sione, ha una por­ta­ta effi­ciente di 5,5 km.

La sicurez­za e l’ambiente oper­a­ti­vo : “L’azione ha avu­to luo­go durante il più alto liv­el­lo di intel­li­gence israeliana e intel­li­gence oper­a­ti­va nel­la Palesti­na occu­pa­ta nel nord, e dopo una set­ti­mana di che la Resisten­za ha eserci­ta­to una forte pres­sione psi­co­log­i­ca che ha costret­to il nemi­co a met­tere cinque brigate in mas­si­ma aller­ta nel nord, con la mobil­i­tazione degli aerei da com­bat­ti­men­to e dei droni nec­es­sari per sosten­er­li, così come un ter­zo dei Mari­na mil­itare israeliana “.

Arma­ta israeliana demor­al­iz­za­ta

PAURA CHE CAMBIA CAMPO

Il giorno dopo l’operazione Hezbol­lah, il cor­rispon­dente di Rus­sia-Today (palesti­nese del­la regione) è anda­to alla caser­ma di Avivim. Fu in gra­do di osser­vare che l’area era sta­ta com­ple­ta­mente evac­u­a­ta a una pro­fon­dità di diverse decine di chilometri. Per quan­to riguar­da l’annuncio dell’esercito israeliano sec­on­do cui l’attacco di Hezbol­lah ave­va rag­giun­to solo i mani­chi­ni di una mes­sa in sce­na abil­mente orches­tra­ta, diverse fonti mil­i­tari europee han­no nega­to ques­ta affer­mazione, vis­to che una dozzi­na di sol­dati era­no sta­ti trasfer­i­ti da emer­gen­za in uno degli ospedali mil­i­tari del­la regione.

Cen­trale nucleare di Dimona
Res­ta il fat­to che questo attac­co cam­bia com­ple­ta­mente la situ­azione strate­gi­ca e tat­ti­ca fino­ra osser­va­ta tra Israele e il Libano. Innanz­i­tut­to, l’attacco non è una sor­pre­sa: in una set­ti­mana, il leader di Hezbol­lah ha minac­cia­to Israele di rap­pre­saglie due volte. Come al soli­to, le autorità di Tel Aviv han­no scop­er­to che Has­san Nas­ral­lah fa quel­lo che dice e dice quel­lo che fa, le sue osser­vazioni sulle capac­ità oper­a­tive di Hezbol­lah non devono essere prese alla leg­gera. In altri due prece­den­ti dis­cor­si dell’inizio dell’anno scor­so, ave­va chiara­mente avver­ti­to che l’arsenale del­la Resisten­za – mis­sili bal­is­ti­ci a medio e lun­go rag­gio – ora per­me­t­te­va di rag­giun­gere “qual­si­asi ter­ri­to­rio di Israele, com­pre­sa la cen­trale nucleare di Dimona “.

A Tel Aviv, la minac­cia è pre­sa molto sul serio, soprat­tut­to per­ché i servizi di intel­li­gence israeliani han­no appe­na pub­bli­ca­to un rap­por­to allarmista affer­man­do che le forze spe­ciali di Hamas si sta­vano equipag­gian­do mas­s­ic­cia­mente di mis­sili Kor­net . Per diver­si anni, con l’aiuto dell’Iran e di Hezbol­lah, le unità armate del­la Striscia di Gaza han­no imple­men­ta­to le stesse tat­tiche usate da Hezbol­lah: l’uso di mis­sili arti­gianali e di impor­tazione, lo sca­vo dei sot­ter­ranei sposta­men­to dei com­man­dos nel­la pro­va in moto. Il rap­por­to ril­e­va gli stes­si svilup­pi oper­a­tivi in ​​Iraq e Yemen, dove le fazioni Houthi han­no com­pi­u­to pro­gres­si sig­ni­fica­tivi nell’uso dei mis­sili tat­ti­ci.

Il gen­erale Amine Htaite aggiunge: “Per la pri­ma vol­ta, il nord del­la Palesti­na occu­pa­ta è nel miri­no di mis­sili anti­car­ro azionati da oper­a­tori in gra­do di colpire un obi­et­ti­vo a occhio nudo. Questo è un salto di qual­ità rag­giun­to dal­la Resisten­za , per­ché anche nel 2006 nes­suna oper­azione sim­i­le è sta­ta con­dot­ta in modo così pre­ciso. L’uso di queste armi era lim­i­ta­to alla sola dife­sa del ter­ri­to­rio libanese. Lì, gli israeliani ricorder­an­no per­fet­ta­mente l’affermazione di Sayyed Nas­ral­lah sec­on­do cui avrebbe potu­to ingag­gia­re com­bat­ten­ti in Galilea per com­bat­tere diret­ta­mente sul­la ter­ra palesti­nese. In tal modo, e una vol­ta per tutte, la dot­t­ri­na mil­itare israeliana sec­on­do cui la guer­ra si svolge solo sul ter­ri­to­rio nemi­co si è defin­i­ti­va­mente infran­ta “.

Men­tre la natu­ra asim­met­ri­ca fra deboli ai for­ti con­tin­ua a carat­ter­iz­zare il fac­cia a fac­cia glob­ale israe­lo-libanese, tut­tavia “il poten­ziale bal­is­ti­co di Hezbol­lah sta riequi­li­bran­do la situ­azione a favore di una vera par­ità tat­ti­ca”, ha det­to un por­tav­oce Dife­sa euro­pea di stan­za a Beirut; “L’ultimo attac­co di Hezbol­lah ci ripor­ta alla situ­azione oper­a­ti­va del 1948, vale a dire una dife­sa di Israele total­mente dipen­dente dal suo sup­por­to ester­no, soprat­tut­to tra i quali i trasfer­i­men­ti ad alta tec­nolo­gia amer­i­cani. Ma a pre­scindere dal pro­gres­so tec­ni­co delle sue capac­ità offen­sive e di dife­sa, l’esercito israeliano non è più sicuro di un’asimmetria a suo favore che ha pun­teggia­to la mag­gior parte delle guerre arabo-israeliane (tranne quel­la dell’ottobre 1973) dal 1948 pre­cisa­mente … “

Ques­ta evoluzione spie­ga, sec­on­do la stes­sa fonte, “l’aumento delle oper­azioni di cac­cia israeliane in Siria e, più recen­te­mente, in Iraq”. In una mes­sa in sce­na insoli­ta, Ben­jamin Netanyahu ha riven­di­ca­to gli “attac­chi difen­sivi” del 24 agos­to in Siria. Sen­za assumer­si la respon­s­abil­ità uffi­ciale, ha sug­ger­i­to che il suo paese potrebbe essere respon­s­abile di numerosi attac­chi in Iraq con­tro obi­et­tivi “alleati sci­iti all’Iran” dal­lo scor­so luglio.

Il 29 agos­to, ha affer­ma­to che l’Iran e Hezbol­lah sta­vano cer­can­do di pro­durre mis­sili di pre­ci­sione in Libano, per miglio­rare un arse­nale sti­ma­to in cir­ca 130.000 mis­sili e mis­sili. Questo pro­gram­ma è sta­to lan­ci­a­to nell’autunno del 2016. In che modo questo sfor­zo di dife­sa nazionale è ille­git­ti­mo?

Det­to questo, i gesti di Ben­jamin Netanyahu fan­no parte, ovvi­a­mente, nel con­testo del­la cam­pagna per le elezioni leg­isla­tive, pre­vista per il 17 set­tem­bre. Tut­tavia, questi sforzi di comu­ni­cazione non ingan­nano nes­suno sul cam­po in cui l’esercito israeliano non det­ta più- oggi – la legge.

Per l’opinione mon­di­ale, la posizione del Pri­mo Min­istro israeliano non può più “crim­i­nal­iz­zare” le oper­azioni di Hezbol­lah, che, tut­to som­ma­to, fan­no parte di una dife­sa e sicurez­za nazionale per il bene del Libano.

DIFESA NAZIONALE

Nel loro magis­trale libro Hezbol­lah, un movi­men­to islamo-nazionale 1 , gli scien­ziati politi­ci Frédéric Domont e Walid Charara pre­sen­tano modi ben infor­mati e illus­trati, a parte le ques­tioni mil­i­tari, la con­cezione gen­erale dei pro­gram­mi sociali dell’organizzazione politi­co-mil­itare. “Hezbol­lah sta lavo­ran­do effi­cace­mente per col­mare le lacune del­la salute, dell’istruzione e del benessere del­lo sta­to libanese in diverse aree in cui gli abi­tan­ti non han­no mai vis­to un uffi­ciale libanese”, riferiscono gli autori; “I quadri di questi vari pro­gram­mi di azione sociale ed educa­ti­va insistono sem­pre sul­la dimen­sione nazionale libanese, nonché sui diver­si set­tori rel­a­tivi alla sicurez­za del ter­ri­to­rio” .
2 .
Questo approc­cio è cresci­u­to negli ulti­mi 15 anni, con pro­gram­mi sociali che raf­forzano la cred­i­bil­ità mil­itare e nazionale di Hezbol­lah. Rag­giunse il cul­mine nell’estate del 2013, quan­do Has­san Nas­ral­lah for­mal­iz­zò l’impegno mil­itare dell’organizzazione in Siria, nelle zone di con­fine intorno a Tripoli. A quel tem­po, i ter­ror­isti di Jab­hat al-Nus­ra (Qae­da in Siria) sta­vano per con­quistare Tripoli, il por­to del Libano set­ten­tri­onale. I jihadisti ave­vano persi­no annun­ci­a­to di vol­er oper­are in con­giun­zioni oper­a­tive con grup­pi salafi­ti libi­ci da ques­ta cos­ta libanese. Al momen­to, il sito prochetmoyen-orient.ch scrisse che l’intervento di Hezbol­lah – che ave­va soll­e­va­to una serie di proteste – ave­va con­tribuito a sal­va­guardare l’integrità ter­ri­to­ri­ale e polit­i­ca del Paese dei Cedri, qual­cosa che tut­ti riconoscono oggi …

I giaci­men­ti di petro­lio e gas che Israele intende sfruttare lun­go la cos­ta del Mediter­ra­neo sono riven­di­cati da Libano, Cipro e Turchia
Oggi, le autorità di Tel Aviv riven­di­cano abu­si­va­mente parte delle acque libane­si ric­che di idro­car­buri (bloc­chi 9, 10 e 11 del Levi­atano), le loro unità navali violano quo­tid­i­ana­mente lo spazio marit­ti­mo libanese. Più ampia­mente e rego­lar­mente, la cac­cia israeliana pen­e­tra, qua­si quo­tid­i­ana­mente, nel­lo spazio aereo libanese sen­za pre­oc­cu­par­si. Ogni richi­es­ta di un mis­sile anti­aereo, invi­a­ta negli Sta­ti Uni­ti, in Fran­cia, Gran Bre­tagna o Ger­ma­nia, è sta­ta imme­di­ata­mente ritrat­ta­ta per­ché Tel Aviv ave­va imme­di­ata­mente protes­ta­to uffi­cial­mente, al più alto liv­el­lo, pae­si richi­esti.

In queste con­dizioni, Hezbol­lah ha la for­tu­na di dire che man­ter­rà il suo poten­ziale mil­itare finché le poten­ze region­ali e inter­nazion­ali non con­sen­ti­ran­no all’esercito libanese di acquisire i mezzi nec­es­sari per una dife­sa effi­cace e cred­i­bile del paese. In effet­ti, nell’attuale situ­azione e nel­la per­sis­tente lot­ta di potere con Israele, Hezbol­lah è in gran parte respon­s­abile del­la dife­sa e del­la sicurez­za nazionale del nos­tro ama­to Libano.

Cer­to, i cit­ta­di­ni israeliani han­no un legit­ti­mo dirit­to alla sicurez­za. Ma per­ché e sec­on­do quali prin­cipi i palesti­ne­si, i libane­si e le altre per­sone in Medio Ori­ente non avreb­bero gli stes­si dirit­ti? Piac­cia o no, Hezbol­lah e La Resisten­za con­tribuisce alla costruzione di ques­ta par­ità di trat­ta­men­to in una regione in cui un deter­mi­na­to popo­lo non può diventare sovra­no …

RICHARD LABÉVIÈRE

1 Questo libro è uno dei migliori lib­ri mai scrit­ti sull’argomento. Frédéric Domont e Walid Charara: Hezbol­lah, un movi­men­to islamo-nazionale . Edi­zioni Fayard, 2004.
2 Inter­vista con i due autori, 8 luglio 2008.

Fonte: Pro­chet moye- ori­ent

Traduzione: Luciano Lago

Share / Con­di­vi­di:
Questo articolo è stato pubblicato in Senza categoria da grognards . Aggiungi il permalink ai segnalibri.