Spygate, quel piano di Fbi e Clinton contro Trump

Hillary Clinton a una conferenza organizzata dal Time (LaPresse)

POLITICA /

Judi­cial Watch, grup­po di attivisti vici­ni al mon­do con­ser­va­tore, ha chiesto e ottenu­to la pub­bli­cazione di un carteg­gio di 34 pagine con le trascrizioni degli inter­roga­tori dell’Fbi – con­dot­ti tra la fine del 2016 e i pri­mi mesi del 2017 – a Bruce Ohr, il fun­zionario del Dipar­ti­men­to di Gius­tizia (Doj) che ave­va con­tat­ti con­tinui Christo­pher Steele, l’ex spia bri­tan­ni­ca che ha prodot­to per con­to del­la soci­età Fusion Gps il dossier con­te­nente false infor­mazioni sui rap­por­ti fra la cam­pagna di Don­ald Trump e la Rus­sia durante la cam­pagna pres­i­den­ziale del 2016. Un dossier finanzi­a­to dal­la cam­pagna di Hillary Clin­ton, dal Demo­c­ra­t­ic Nation­al Com­mitte e dal Wash­ing­ton Free Bacon.

Il mem­o­ran­dum pub­bli­ca­to – denom­i­na­to report 302 – descrive nel det­taglio la dozzi­na di inter­viste che gli agen­ti han­no fat­to a Ohr men­tre l’agenzia sta­va inda­gan­do sui poten­ziali lega­mi tra Trump e la Rus­sia. La moglie di Ohr, Nel­lie, lavo­ra­va per la soci­età inves­tiga­ti­va pri­va­ta Fusion Gps e ha rifer­i­to al mar­i­to delle indagi­ni che Steele sta­va con­ducen­do per con­to l’azienda. “Questi nuovi doc­u­men­to mostra­no uno sfor­zo irre­go­lare sen­za prece­den­ti da parte dell’Fbi, del Dipar­ti­men­to di Gius­tizia e del Dipar­ti­men­to di Sta­to per gettare fan­go sul pres­i­dente Trump usan­do il com­pro­mes­so Bruce Ohr, sua moglie, la cam­pagna di Clin­ton e Fusion Gps”, ha spie­ga­to Tom Fit­ton di Judi­cial Watch, il grup­po con­ser­va­tore che ha ottenu­to i doc­u­men­to gra­zie al Free­dom of Infor­ma­tion Act.

Un “complotto” contro Donald Trump?

Judi­cial Watch ha ottenu­to le e-mail di Ohr che dimostra­no come il fun­zionario sia rimas­to rego­lar­mente in con­tat­to con l’ex spia bri­tan­ni­ca e col­lab­o­ra­tore di Fusion Gps Christo­pher Steelenonos­tante quest’ultimo fos­se sta­to licen­zi­a­to dall’Fbi nel novem­bre 2016 per aver riv­e­la­to ai media la sua posizione di infor­ma­tore con­fi­den­ziale del bureau. Ohr orga­niz­zò diver­si incon­tri con Steele, gli par­lò rego­lar­mente al tele­fono e gli fornì assis­ten­za quan­do l’ex spia dovette par­lare con i media. Ohr, che conosce­va Steele dal 2007, ave­va avu­to un incon­tro con lui il 30 luglio 2016, poco pri­ma che l’Fbi avvi­asse uffi­cial­mente le sue indagi­ni su Don­ald Trump e la Rus­sia. Ma il fun­zionario del dipar­ti­men­to ha man­tenu­to i con­tat­ti con Steele anche dopo le elezioni. Tra la fine di novem­bre 2016 e mag­gio 2017, Ohr parò con Steele qua­si una dozzi­na di volte.

I doc­u­men­ti riv­e­lano inoltre che Ohr incon­trò anche Glenn Simp­son, cofonda­tore di Fusion Gps, che assunse Steele per pro­durre il dossier. Il 10 dicem­bre 2016, Simp­son ha dato a Ohr una chi­avet­ta con­te­nente le ricerche che cre­de­va fos­sero di Steele. Ohr con­seg­nò la chi­avet­ta Usb all’Fbi come pro­va due giorni dopo. Come se non bas­tasse, Ohr sape­va già nel luglio 2016 che Steele vol­e­va che Trump perdesse e che il suo dossier era finanzi­a­to dal­la cam­pagna di Hillary Clin­ton. Nonos­tante ciò, ha con­tin­u­a­to a uti­liz­zare il dossier Steele per richiedere altri tre man­dati di sorveg­lian­za su un ex fun­zionario del­la cam­pagna Trump sen­za dir­lo al tri­bunale. Il dossier, i cui con­tenu­ti sono sta­ti smen­ti­ti dal­lo stes­so Steele in segui­to, con­tene­va affer­mazioni infon­date sec­on­do cui gli agen­ti dell’intelligence rus­sa avreb­bero fil­ma­to il pres­i­dente Trump con delle pros­ti­tute in un hotel di Mosca. Inoltre, sec­on­do il dossier, Michael Cohen, ex avvo­ca­to del tycoon, si sarebbe reca­to a Pra­ga nell’agosto del 2016 per pren­dere accor­di con gli agen­ti del Crem­li­no e con gli hack­er. Un mare di bugie.

Solo la punta dell’icerberg”

Il sen­a­tore Lind­sey Gra­ham ha dichiara­to che le riv­e­lazioni su Bruce Ohr sono solo “la pun­ta dell’iceberg”. Durante un’intervista con Sean Han­ni­ty su Fox News, il repub­bli­cano del­la Car­oli­na del Sud ha dichiara­to di aspet­tar­si la pub­bli­cazione di ulte­ri­ori infor­mazioni sul­la gen­e­si dell’indagine Trump-Rus­sia e sui pos­si­bili com­por­ta­men­ti scor­ret­ti da parte dell’Fbi e del Dipar­ti­men­to di Gius­tizia. “So per­sonal­mente che c’è molto di più e ciò che è esce è solo parziale”, ha det­to Gra­ham. “Ecco cosa sti­amo osser­van­do: cor­ruzione sis­tem­at­i­ca ai mas­si­mi liv­el­li del Dipar­ti­men­to di Gius­tizia e dell’Fbi con­tro il pres­i­dente Trump e a favore di Hillary Clin­ton“, ha det­to Gra­ham. Per il dep­u­ta­to Jim Jor­dan, viene con­fer­ma­to “ciò che già sape­va­mo: la nar­ra­ti­va del­la ‘col­lu­sione rus­sa’ è sta­ta costru­i­ta sul coor­di­na­men­to tra i mas­si­mi fun­zionari dell’Fbi/Doj e la cam­pagna di Clin­ton”.

Che l’Fbi sapesse che il dossier Steele fos­se inat­tendibile è un dato di fat­to. Il reso­con­to del vice seg­re­tario di Sta­to Kath­leen Kavalec del suo incon­tro dell’11 otto­bre 2016 con Christo­pher Steele con­fer­ma che il già fun­zionario dell’intelligence bri­tan­ni­ca, finanzi­a­to dal­la cam­pagna elet­torale di Hillary Clin­ton, ammise in tem­pi non sospet­ti che la sua ricer­ca era polit­i­ca e dove­va pro­durre qual­cosa entro la data delle elezioni del 2016. Quel­la con­fes­sione, osser­va John Solomon su The Hill, avvenne 10 giorni pri­ma che l’Fbi usasse il dossier com­ple­ta­mente scred­i­ta­to di Steele per gius­ti­fi­care l’ottenimento di un manda­to del For­eign Intel­li­gence Sur­veil­lance Act (Fisa) per sorveg­liare l’ex con­sigliere del­la cam­pagna Trump, Carter Page.

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