Open Arms, evacuati 5 migranti ma ancora non arriva l’autorizzazione allo sbarco

Sono 5 i migranti evac­uati per ragioni san­i­tarie, ma anco­ra non arri­va l’autorizzazione allo sbar­co per la Open Arms, che da ieri è nel­la rada di Lampe­dusa.

Quindices­i­ma notte in mare per i migranti a bor­do del­la nave del­la ong spag­no­la Open Arms, che ieri è entra­ta nel­la rada di Lampe­dusa, a Cala Francese, a ridos­so del por­to. Dopo che il Tar del Lazio ha sospe­so il divi­eto di ingres­so e tran­si­to fir­ma­to dal min­istro dell’Interno Mat­teo Salvi­ni, non arri­va anco­ra l’autorizzazione allo sbar­co.

A bor­do è emer­gen­za san­i­taria, han­no dichiara­to i medici del­la Cisom dopo un’ispezione. Con­dizioni igien­iche pre­carie, dovute al sovraf­fol­la­men­to, solo due servizi igien­i­ci, man­can­za di med­i­cine, scorte di antibi­oti­ci esaurite e migranti che pre­sen­tano infezioni da ferite mal­cu­rate. Evac­uati, assieme ai famil­iari, 5 migranti per ragioni mediche, legate alle loro con­dizioni psi­co­logiche.

Nei giorni scor­si era­no già state evac­u­ate per ragioni mediche 3 per­sone e un neona­to con la mam­ma. Parte delle per­sone era­no state accolte a Mal­ta. Il forte cal­do e le cat­tive con­dizioni del mare, han­no provo­ca­to ten­sioni a bor­do e momen­ti di con­flit­tual­ità fra i migranti, spin­ti anche a gesti di autole­sion­is­mo.

Intan­to la Spagna ha con­fer­ma­to la disponi­bil­ità ad accogliere parte dei migranti che viag­giano sul­la Open Arms. Altri 5 pae­si, Por­to­gal­lo, Lussem­bur­go, Fran­cia, Ger­ma­nia e Roma­nia, si sono acco­dati offren­do accoglien­za ai profughi.

Il caso Open Arms

La notte tra l’1 e il 2 agos­to la nave Open Arms, del­la ong spag­no­la Proac­ti­va, ave­va soc­cor­so 55 per­sone. Nei giorni suc­ces­sivi ave­va effet­tua­to altre oper­azioni di riscat­to dalle acque, arrivan­do a trasportare più di 150 naufraghi. Tra i passeg­geri due donne inc­in­ta, due neonati e altri 32 minori, alcu­ni dei quali con seg­ni di tor­ture.

Migranti a bordo della nave Aquarius delle ONG SOS Mediteranee e Medici senza frontiere
© REUTERS / KENNY KARPOV/ SOS MEDITERANEE

L’Italia ave­va imme­di­ata­mente nega­to lo sbar­co e il min­istro dell’Interno Salvi­ni ave­va fir­ma­to il divi­eto di ingres­so e tran­sizione in acque ter­ri­to­ri­ali, a cui ave­vano appos­to la fir­ma anche il min­istro del­la Dife­sa Trenta e il min­istro delle Infra­strut­ture Toninel­li. Di fronte al divi­eto la ong ave­va det­to che non sarebbe entra­ta in por­to, anche se ave­va indi­ca­to in Lampe­dusa il POS più vici­no, e ave­va chiesto alle autorità com­pe­ten­ti l’autorizzazione a sbar­care nel por­to più vicino.Anche altri pae­si mediter­ranei, come Mal­ta e Spagna, ave­vano nega­to il por­to. In Spagna l’imbarcazione, che era sta­ta sot­to seque­stro per sei mesi, rischia una mul­ta che va dai 300 mila ai 900 mila euro. In Italia, in base al decre­to sicurez­za bis fir­ma­to di recente, l’ong rischia una mul­ta, il seque­stro dell’imbarcazione e l’arresto dell’equipaggio.

Braccio di ferro con il M5S

Tut­tavia nel­la gior­na­ta del 14 agos­to il TAR del Lazio ha sospe­so il divi­eto di tran­si­to e ingres­so. Salvi­ni ha reag­i­to fir­man­do un nuo­vo divi­eto di sbar­co, ma ques­ta vol­ta i min­istri pen­tastel­lati han­no rifi­u­ta­to di apporre la fir­ma.

Non fir­mo in nome dell’umanità” ha dichiara­to la Trenta, men­tre per Toninel­li “emet­tere un nuo­vo decre­to iden­ti­co per farse­lo boc­cia­re di nuo­vo dal Tar dopo 5 minu­ti esporrebbe la parte seria del gov­er­no, che non è quel­la che ha tra­di­to il con­trat­to, al ridi­co­lo”.

Anche il pri­mo min­istro Con­te ave­va chiesto al leader del­la Lega di con­cedere il por­to, sot­to­lin­e­an­do che le politiche migra­to­rie non pos­sono ridur­si alla negazione del­lo sbar­co. Per Salvi­ni “qual­cosa è cam­bi­a­to” e las­cia inten­dere che sug­li sbarchi il M5S sta facen­do le prove gen­er­ali di gov­er­no con il PD.   https://it.sputniknews.com/italia/201908167989214-

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