LE ORGANIZZAZIONI CHE PROMUOVONO L’IDEOLOGIA DEL SIONISTA SOROS SONO CREATE PER ESERCITARE PRESSIONI SUI PAESI

Il con­cet­to stes­so di soci­età aper­ta, l’idea prin­ci­pale del­la Fon­dazione Soros, è sta­ta cre­a­ta da glob­al­isti, sosten­i­tori di un mon­do uni­to sot­to il loro con­trol­lo, con alcune strut­ture sovranazion­ali che ten­tano di assumere il ruo­lo di gov­er­no mon­di­ale.

Lo ha affer­ma­to il vice­capo del Rap­por­to del Movi­men­to inter­nazionale euroasi­ati­co (MED), il poli­tol­o­go rus­so Valery Korovin.

«Ques­ta idea esiste da molto tem­po, è mat­u­ra­ta in Occi­dente già nel 20 ° sec­o­lo e il com­pi­to dei glob­al­isti è quel­lo di aprire gli sta­ti nazion­ali all’intervento ester­no e glob­al­ista, per la loro espro­pri­azione a favore del prog­et­to Open Soci­ety, per la loro inte­grazione nel prog­et­to glob­al­ista “, ha affer­ma­to V. Korovin

Sec­on­do lui, il prin­ci­pale osta­co­lo alla glob­al­iz­zazione sono i gov­erni nazion­ali, le ammin­is­trazioni e gli inter­es­si nazion­ali di questi stes­si sta­ti, che rara­mente coin­ci­dono con gli inter­es­si dei glob­al­isti.

Tali proteste sono di natu­ra stru­men­tale, cioè non sor­gono spon­tanea­mente, non nat­u­ral­mente, ma sobil­late per ordine delle strut­ture glob­al­iste con la loro atti­va influen­za finanziaria, ammin­is­tra­ti­va e polit­i­ca, con la parte­ci­pazione di strateghi politi­ci glob­al­isti”.

Per elim­inare questi osta­coli, gli attuali regi­mi ven­gono desta­bi­liz­za­ti, in par­ti­co­lare quel­li che si sosten­gono a vicen­da e non vogliono aprir­si ai cen­tri glob­al­isti. Tali proteste sono di natu­ra stru­men­tale, vale a dire che non sor­gono spon­tanea­mente, non nat­u­ral­mente, ma per ordine di strut­ture glob­al­iste con la loro influen­za finanziaria, ammin­is­tra­ti­va, polit­i­ca atti­va, con la parte­ci­pazione di tec­nolo­gi politi­ci glob­al­isti … In tut­ti i casi quan­do par­liamo di questo tipo delle riv­olte, con­dotte sot­to il mot­to del rag­giung­i­men­to di “lib­ertà”, “dirit­ti umani”, dirit­ti delle mino­ranze, lib­ertà delle per­sone LGBT, democrazia e altre scioc­chezze glob­al­iste: ovunque in questi casi c’è un agente delle cen­trali glob­al­iste. Questo è un ecces­so di azione esclu­si­va­mente politi­co e tec­no­logi­co, nul­la a che fare con la lib­ertà, la democrazia o prete­si dirit­ti umani.

Par­lan­do del­la per­son­al­ità e del ruo­lo del famoso finanziere e spec­u­la­tore amer­i­cano George Soros nei pro­ces­si glob­al­isti, V. Korovin ha indi­ca­to di essere questi un ide­ol­o­go del­la glob­al­iz­zazione e un apolo­ge­ta delle idee di Karl Pop­per, il cre­atore del con­cet­to di “soci­età aper­ta” , autore di una specie di Bib­bia glob­al­ista: «Open Soci­ety and Its Ene­mies». »

«Soros ha assun­to la mis­sione di tradurre questo con­cet­to in realtà. È una specie di apos­to­lo Karl Pop­per, che ha ded­i­ca­to la sua vita e il suo pat­ri­mo­nio per attuare questi con­cetti ”, ha sot­to­lin­eato lo scien­zi­a­to politi­co rus­so.

Korovin ha osser­va­to che G. Soros lavo­ra con alcune strut­ture transnazion­ali, sono una sor­ta di mod­uli tec­ni­ci per pro­muo­vere il prog­et­to del­la “soci­età aper­ta”.

Sen­za Soros, ques­ta idea non era così elab­o­ra­ta, né effi­cace, né dif­fusa”, ha aggiun­to V. Korovin.

EU com­mis­sion Pres­i­dent Jean-Claude Junck­er (L) wel­comes George Soros, Founder and Chair­man of the Open Soci­ety Foun­da­tions pri­or to a meet­ing in Brus­sels,

Sec­on­do lui, oggi la gio­vane gen­er­azione parte­ci­pa atti­va­mente all’ideologia glob­al­ista, che com­pie la sua ricer­ca, dà risposte com­plete a tutte le domande che sor­gono nel­la sua for­mazione. Ha sot­to­lin­eato che le orga­niz­zazioni gio­vanili che pro­muovono gli inter­es­si e l’ideologia di G. Soros sono cre­ate come mez­zo di pres­sione sull’élite polit­i­ca di diver­si sta­ti per rag­giun­gere deter­mi­nati obi­et­tivi.

«Il glob­al­is­mo è la pro­pria, spe­ciale, alter­na­ti­va all’immagine tradizionale del mon­do. È una sor­ta di nuo­va realtà che cat­tura la coscien­za dei gio­vani che sono avi­di di sig­ni­fi­ca­to. Dal momen­to che i gio­vani sono la parte più atti­va e appas­sion­a­ta di qual­si­asi soci­età, si trat­ta anche del suo mas­si­mal­is­mo per dare vita a ques­ta idea ”, ha affer­ma­to V. Korovin.

I glob­al­isti, cer­can­do di instil­lare le loro idee, le con­trastano con tut­to il resto, con col­oro che si oppon­gono sul­la base del­la dife­sa del­la iden­tità e del­la sovran­ità, dan­do a quest’ultima una con­no­tazione ed un val­ore neg­a­ti­vo.”

Sec­on­do loro, i glob­al­isti, el cer­care di instil­lare le loro idee, dis­prez­zano come ret­ro­ga­di col­oro che rifi­u­tano i loro con­cetti, affer­man­do che “Tut­to ciò che non è glob­al­ista è cat­ti­vo. Tut­to ciò che non è aper­to è chiu­so. Non dirit­ti umani, ma tiran­nia e dit­tatu­ra. Tut­to ciò che non è svilup­po è stag­nazione, tut­to a liv­el­lo di sig­ni­fi­cati è dip­in­to in toni pos­i­tivi quan­do si trat­ta di glob­al­is­mo, in toni neg­a­tivi quan­do è un’alternativa al glob­al­is­mo. Le gio­vani men­ti imma­ture, che trovano la loro ricer­ca esisten­ziale in queste idee, sono uti­liz­za­ti e manipo­lati , questo è per le sue (di Soros)esigenze di visione del mon­do “, ha dichiara­to il vicedi­ret­tore di MED.

Sec­on­do il poli­tol­o­go, la macchi­na glob­al­ista può anche essere gesti­ta e mes­sa in azione nell’esecuzione di qual­si­asi com­pi­to speci­fi­co.

Oltre all’obiettivo finale: creare un mon­do glob­ale uni­co sot­to il con­trol­lo di cen­tri glob­al­isti transnazion­ali, ci sono com­pi­ti locali, inclusi com­pi­ti finanziari, materie prime, politiche e di sicurez­za. È pos­si­bile atti­vare una pic­co­la rete glob­al­ista, esercitare pres­sione locale, con­cen­trar­si, rag­giun­gere il risul­ta­to reale e quin­di speg­n­er­lo fino al momen­to del­la demolizione com­ple­ta di un’amministrazione o del regime attuale “, ha affer­ma­to V. Korovin.

Par­lan­do del­la prospet­ti­va di un prog­et­to glob­al­ista glob­ale, il poli­tol­o­go ha affer­ma­to che la lot­ta nei prossi­mi decen­ni deter­min­erà se il prog­et­to glob­al­ista sarà in gra­do di ottenere una “quo­ta di con­trol­lo nel mon­do e iniziare a imporre com­ple­ta­mente il glob­al­is­mo”, o se gli oppos­i­tori alla glob­al­iz­zazione pos­sono difend­ere il dirit­to a una vari­età di forme di esisten­za: polit­i­ca, civiltà, cul­tur­ale, reli­giosa.

«Un’alternativa alla glob­al­iz­zazione è un mon­do mul­ti­po­lare, un mon­do di varie civiltà, un mon­do di diver­sità cul­tur­ale, un mon­do com­p­lesso pieno di sig­ni­fi­cati, un mon­do che non mesco­la, non è sem­pli­fi­ca­to, non è prim­i­ti­vo, come cre­ato da Glob­al­isti, un mon­do che non con­siste di bio-ame­canoi­di, ma di popoli, grup­pi etni­ci, cul­ture, tradizioni, cioè questo è il mon­do orig­i­nale. 
Per­tan­to, l’alternativa alla glob­al­iz­zazione è la tradizione, la mul­ti­po­lar­ità, la diver­sità delle forme, il ripristi­no del ruo­lo delle reli­gioni, che è un’alternativa, una per­sona nel­la sua interez­za in sen­so onto­logi­co e non in for­ma non mesco­la­ta, mec­ca­ni­coa«, ha sot­to­lin­eato il vicedi­ret­tore di MED.

Il poli­tol­o­go rus­so ha espres­so la sper­an­za che le prospet­tive di una “ripresa” delle iden­tità sia pos­si­bile e che ci si pos­sa presto sbaraz­zare del prog­et­to glob­al­ista evi­tan­do di far­lo prevalere.

Fonte: Report.az

Traduzione: Sergei Leonov

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