Plastica, via piatti e stoviglie dai supermercati: «Saremo obbligati, meglio giocare d’anticipo»

Plastica, via piatti e stoviglie dai supermercati: «Saremo obbligati, meglio giocare d'anticipo»Piac­cia o no, molto presto dovre­mo abit­u­ar­ci a rin­un­cia­re alla plas­ti­ca monouso, alta­mente inquinante, a van­tag­gio di soluzioni più eco­logiche, come piat­ti e posate in plas­ti­ca ricla­bile o com­posta­bile. Lo sta­bilisce una diret­ti­va euro­pea che diven­terà obbli­ga­to­ria nel 2021, ma in Italia si è deciso di gio­care in anticipo. E Fed­erdis­tribuzione, che rac­coglie cir­ca la metà delle aziende impeg­nate nel set­tore, già da ieri ha deciso di intro­durre le stoviglie real­iz­zate in vari­anti del­la plas­ti­ca più ‘eco-friend­ly’.                Piac­cia o no, molto presto dovre­mo abit­u­ar­ci a rin­un­cia­re alla plas­ti­ca monouso, alta­mente inquinante, a van­tag­gio di soluzioni più eco­logiche, come piat­ti e posate in plas­ti­ca ricla­bile o com­posta­bile. Lo sta­bilisce una diret­ti­va euro­pea che diven­terà obbli­ga­to­ria nel 2021, ma in Italia si è deciso di gio­care in anticipo. E Fed­erdis­tribuzione, che rac­coglie cir­ca la metà delle aziende impeg­nate nel set­tore, già da ieri ha deciso di intro­durre le stoviglie real­iz­zate in vari­anti del­la plas­ti­ca più ‘eco-friend­ly’.  Come scrive Anna Dichiarante per La Repub­bli­ca, in tut­ti gli sta­ti mem­bri dell’Ue dal 2021 sarà vieta­to l’utilizzo e il com­mer­cio di prodot­ti in plas­ti­ca, per cui esistono alter­na­tive meno inquinan­ti: tra questi, oltre a piat­ti e posate, ci sono anche altri ogget­ti di uso comune come bas­tonci­ni per mesco­lare le bevande, can­nuc­ce, cot­ton fioc e aste dei pal­lonci­ni. L’obiettivo del­la diret­ti­va euro­pea è quel­lo di arrivare a rici­clare il 90% delle bot­tiglie di plas­ti­ca entro il 2029 e pro­durne il 30% con mate­ri­ale rici­cla­to entro l’anno suc­ces­si­vo. Al momen­to, però, si trat­ta qua­si di un’utopia: fino ad oggi, solo il 30% del­la plas­ti­ca fab­bri­ca­ta nel mon­do negli ulti­mi 50 anni è anco­ra uti­liz­za­ta, men­tre solo il 9% del resto è sta­to rici­cla­to. Il 79% è fini­to in dis­car­i­ca o abban­do­na­to nell’ambiente ed il restante 12% è sta­to bru­ci­a­to negli incener­i­tori.

Clau­dio Gradara, pres­i­dente di Fed­erdis­tribuzione, ha spie­ga­to così la novità: «Vogliamo fare la nos­tra parte, in un momen­to in cui c’è una rin­no­va­ta sen­si­bil­ità ecol­o­gista e spe­ri­amo che altre aziende di dis­tribuzione più pic­cole seguano presto il nos­tro esem­pio. Si trat­ta di un impul­so, quel­lo di fornire mate­ri­ali alter­na­tivi e rici­cla­bili, che deve rispon­dere ad una diret­ti­va comu­ni­taria ma che nasce dal bas­so, diret­ta­mente dalle aziende pro­dut­tri­ci che lavo­ra­no con noi. Abbi­amo volu­to antic­i­pare i tem­pi per­ché un cam­bi­a­men­to sim­i­le non può essere grad­uale e vogliamo far­ci trovare pron­ti».

Dif­fi­cile dar loro tor­to, in un paese in cui ogni anno, nel Mediter­ra­neo, finis­cono ben 570 mila ton­nel­late di plas­ti­ca, spe­cial­mente nel peri­o­do esti­vo. Come illus­tra anco­ra Anna Dichiarante, «La plas­ti­ca che usi­amo e get­ti­amo nel­la spaz­zatu­ra sfugge spes­so ai mec­ca­n­is­mi di recu­pero e finisce per avve­lenare fiu­mi e mari. Sono 8 mil­ioni le ton­nel­late di questo mate­ri­ale che ven­gono river­sate negli oceani ogni anno. Men­tre sono un mil­ione gli uccel­li, 100 mila i mam­miferi e 600 le specie marine che, nel medes­i­mo arco tem­po­rale, muoiono o subis­cono dan­ni a causa sua. Tan­to che l’inquinamento mari­no da rifiu­ti plas­ti­ci rap­p­re­sen­ta la sec­on­da emer­gen­za ambi­en­tale a liv­el­lo plan­e­tario, dopo i cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci».                       ttps://www.leggo.it/ambiente/plastica_via_piatti_stoviglie_supermercati-4594079.html

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