Onu: già arrivata la crisi climatica, ogni settimana disastri naturali

Ciclone Idai

I cat­a­clis­mi cli­mati­ci, come il ciclone Idai e il ciclone Ken­neth in Africa e la sic­c­ità letale in India, sono pas­sati alla rib­al­ta delle notizie mon­di­ali.

Tut­tavia gran parte degli even­ti nat­u­rali su scala più pic­co­la si ver­i­f­i­cano costan­te­mente e allo stes­so modo provo­cano mor­ti, dis­truzioni e malat­tie.

Sec­on­do le Nazioni Unite, i dis­as­tri cli­mati­ci dovu­ti al riscal­da­men­to glob­ale si ver­i­f­i­cano già almeno una vol­ta alla set­ti­mana nel mon­do. Non tut­ti finis­cono nel­la lente dei media inter­nazion­ali, ciononos­tante questi even­ti las­ciano dietro di sè dis­truzione e malat­tie.

Mami Mizu­tori, assis­tente del seg­re­tario gen­erale delle Nazioni Unite, affer­ma che la fre­quen­za con cui si ver­i­f­i­cano questi cat­a­clis­mi cli­mati­ci cresce molto più rap­i­da­mente di quan­to pre­vis­to dagli esper­ti: “non si trat­ta del futuro, par­liamo del pre­sente”.

Det­to in altri ter­mi­ni, preparar­si ad affrontare la crisi cli­mat­i­ca non può più essere con­sid­er­a­to un prob­le­ma di lun­go peri­o­do. Ques­ta situ­azione richiede inves­ti­men­ti ed azioni con­crete fin da subito, ha sot­to­lin­eato la Mizu­tori.

Gli esper­ti sti­mano che il prez­zo per neu­tral­iz­zare gli effet­ti dei dis­as­tri cli­mati­ci si aggiri sui 520 mil­iar­di di dol­lari all’anno. Sec­on­do gli stes­si cal­coli, il cos­to aggiun­ti­vo per infra­strut­ture resisten­ti agli effet­ti del riscal­da­men­to glob­ale sarà pari solo al 3% del Pil, o 2,7 tril­ioni in vent’anni, scrive il Guardian.

Non è una grossa som­ma in relazione alle spese per le infra­strut­ture, ma gli investi­tori non stan­no facen­do abbas­tan­za. La resisten­za a fat­tori esterni dovrebbe essere una mer­ce per cui le per­sone pagher­an­no”, ha det­to la Mizu­tori.

Tut­to questo sig­nifi­ca che dovre­mo mod­i­fi­care gli stan­dard per la costruzione di edi­fi­ci, strade e fer­rovie, fab­briche, cen­trali elet­triche e sis­te­mi di approvvi­gion­a­men­to idri­co.

Il prob­le­ma non è lim­i­ta­to solo ai Pae­si del ter­zo mon­do, come dimostra­to dagli incen­di boschivi dell’anno scor­so negli Sta­ti Uni­ti e dall’attuale onda­ta di cal­do anom­alo in Europa.

L’organizzazione mete­o­ro­log­i­ca mon­di­ale sti­ma che i dis­as­tri nat­u­rali abbiano col­pi­to più di 62 mil­ioni di per­sone. Per l’ondata di cal­do anom­alo in Giap­pone, negli Sta­ti Uni­tie in Europa, sono già morte 1.600 per­sone.                    https://it.sputniknews.com/mondo/201907087857741

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