E’ morto l’attore Raffaele Pisu, aveva 94 anni

Era ricoverato da tempo in un hospice  

E’ mor­to Raf­faele Pisu, popo­lare attore comi­co e per­son­ag­gio tele­vi­si­vo. Ave­va 94 anni. Nato a Bologna il 24 mag­gio 1925, da tem­po era ricov­er­a­to nell’hospice di Cas­tel San Pietro Terme (Bologna) per una malat­tia.

E’ sta­to uno dei più popo­lari comi­ci, decani del mon­do del doppi­ag­gio nos­tra­no e con­dut­tori radio­foni­ci e tele­vi­sivi nell’Italia dell’immediato Dopoguer­ra, nell’epoca del boom tele­vi­si­vo, parte­ci­pan­do a trasmis­sioni di grande suc­ces­so nazionale degli Anni Ses­san­ta come “L’amico del giaguaro”, “Ma che domeni­ca ami­ci” e “Sen­za rete”.

Volto stori­co del­la tele­vi­sione ital­iana, nonché uno dei Istri­on­i­co, sar­cas­ti­co, poliedri­co, Raf­faele pote­va pas­sare dal­la recitazione di ruoli dram­mati­ci ad ani­mare Pro­voli­no, cele­bre pupaz­zo tele­vi­si­vo per i bam­bi­ni degli Anni Set­tan­ta. Ex par­ti­giano (durante la guer­ra venne imp­ri­gion­a­to per 15 mesi in un cam­po di con­cen­tra­men­to tedesco), fu uno dei pro­tag­o­nisti del cap­ola­voro cin­e­matografi­co “Ital­iani bra­va gente” di Giuseppe De San­tis, del 1965, pre­sen­ta­to in ver­sione restau­ra­ta all’ultima Fes­ta del Cin­e­ma di Roma. Nel 1989 si fece conoscere dalle nuove gen­er­azioni di tele­spet­ta­tori con­ducen­do “Striscia la notizia” su Canale 5 insieme a Ezio Greg­gio.

Al cin­e­ma — dove ha lavo­ra­to in 37 film — tornò con “Le con­seguen­ze dell’amore” del futuro Pre­mio Oscar Pao­lo Sor­renti­no nel 2004, men­tre la sua ulti­ma apparizione da pro­tag­o­nista è sta­ta nel­la com­me­dia noir “Nobili bugie” del 2018 accan­to a Clau­dia Car­di­nale e Gian­car­lo Gian­ni­ni con il figlio Anto­nio Pisu alla regia e il figlio nat­u­rale, scop­er­to solo pochi anni pri­ma, Pao­lo Rossi come pro­dut­tore con la Geno­ma Films (nata pro­prio dopo questo incon­tro).

I figli Anto­nio Pisu e Pao­lo Rossi Pisu esp­ri­mono il pro­prio dolore per la scom­parsa del padre — un grande mae­stro e tal­en­to immen­so – e annun­ciano che la salma ver­rà por­ta­ta a Imo­la, dove si ter­rà un ulti­mo salu­to a Raf­faele.

Anto­nio Pisu ha pub­bli­ca­to su Face­book un post con la foto di lui bam­bi­no con i gen­i­tori:

Al cin­e­ma — dove ha lavo­ra­to in 37 film — tornò con “Le con­seguen­ze dell’amore” del futuro Pre­mio Oscar Pao­lo Sor­renti­no nel 2004, men­tre la sua ulti­ma apparizione da pro­tag­o­nista è sta­ta nel­la com­me­dia noir “Nobili bugie” del 2018 accan­to a Clau­dia Car­di­nale e Gian­car­lo Gian­ni­ni.

Il trail­er di Nobili Bugie 

Il trail­er di Nobili Bugie

http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/tv/2019/07/31/e-morto-raffaele-pisu_23cc4a79-4f69-44e9-9a6f-8f5abf2011e0.html

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Etiopia, milioni e milioni di alberi piantati in 12 ore per salvare il Pianeta

Etiopia sono sta­ti piantati oltre 350 mil­ioni di alberi in un solo giorno, bat­ten­do il record mon­di­ale fino­ra detenu­to dall’India, dove nel 2016 era­no sta­ti mes­si a dimo­ra 50 mil­ioni di alberi in 12 ore.

La piantu­mazione di alberi in Etiopia è parte di un prog­et­to, la Green Lega­cy Ini­tia­tive, por­ta­to avan­ti dal pri­mo min­istro Abiy Ahmed in 1000 zone del Paese con l’obi­et­ti­vo di con­trastare gli effet­ti dei cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci.

La defor­estazione in Etiopia è infat­ti in peri­coloso aumen­to: all’inizio del XX sec­o­lo, le foreste del Paese rap­p­re­sen­ta­vano il 35% del­la cop­er­tu­ra arborea del Piane­ta, men­tre oggi cos­ti­tu­is­cono solo il 4%.

La perdi­ta di alberi sta esacer­ban­do il fenom­e­no del­la sic­c­ità, con dan­ni alle colti­vazioni e dimin­uzione del­la qual­ità del­la vita delle per­sone.

Sono sta­ti dunque arruo­lati volon­tari e dipen­den­ti pub­bli­ci per ripi­antu­mare il Paese e in sole 12 ore sono sta­ti inter­rati più di 350milioni di alberi, come scrive il Min­istro per l’innovazione Getahun Mekuria.

Dr.-Ing. Getahun Mekuria

@DrGetahun

BREAKING NEWS!!

ETHIOPIA PLANTED
353,633,660 TREE SEEDLINGS IN 12Hours

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1.019 uten­ti ne stan­no par­lan­do

Il prog­et­to non ter­mi­na qui: l’obiettivo è infat­ti quel­lo di arrivare a piantare ben 4 mil­iar­di di alberi autoc­toni anche con la col­lab­o­razione del­la cit­tad­i­nan­za, che è sta­ta invi­ta­ta a parte­ci­pare all’iniziativa.

Per far fronte all’emergenza del riscal­da­men­to glob­ale, pro­gram­mi sim­ili dovreb­bero essere avviati in tut­to il mon­do.
Una pianta adul­ta col­lo­ca­ta in un con­testo nat­u­rale come un bosco o una fores­ta, può arrivare ad assor­bire tra i 20 e i 50kg o più di CO2 in un anno e depu­rare l’aria da gas ser­ra e inquinan­ti.

Per rime­di­are ai dan­ni sul cli­ma delle attiv­ità umane dovrem­mo piantare migli­a­ia di mil­iar­di di alberi nei prossi­mi anni e tut­ti i Pae­si dovreb­bero impeg­nar­si in prog­et­ti di ripi­antu­mazione impor­tan­ti come quel­lo intrapre­so dall’Etiopia.

Leg­gi anche:

Tatiana Masel­li

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A 6 anni dal rapimento dell’Isis di Padre dall’Oglio. I dubbi della sorella sulla volontà degli Usa di far luce sulla vicenda

A 6 anni dal rapimento dell'Isis di Padre dall'Oglio. I dubbi della sorella sulla volontà degli Usa di far luce sulla vicenda

Ses­to anniver­sario del rapi­men­to del gesui­ta Pao­lo dall’Oglio, com­mem­o­ra­to, quest’anno, con una con­feren­za stam­pa all’Associazione Stam­pa Estera dei suoi famil­iari. Ai quali rin­novi­amo la nos­tra umana sol­i­da­ri­età. Tutt’altro ver­so l’Associazione gior­nal­isti ami­ci di Pao­lo Dall’Oglio cap­i­tana­ta dal gior­nale “l’Avvenire” che cel­e­bra l’anniversario con l’articolo inti­to­la­to “Padre Dall’Oglio, gli Usa offrono 5 mil­ioni a chi dà infor­mazioni”. Pec­ca­to che la sorel­la di dall’Oglio, Francesca, abbia espres­so ieri inequiv­o­ca­bili dub­bi sul­la volon­tà degli USA di far luce sul seque­stro “Nel 2013  l’Isis non era anco­ra nato, forse ci si pote­va andare a Raqqa (cit­tà dove è sta­to rapi­to dall’Oglio, ndr) a sapere qual­cosa. Ora Raqqa è occu­pa­ta dai nos­tri alleati del­la Nato, ma a noi solo ras­si­cu­razioni ver­bali che si sta lavo­ran­do per arrivare a una ver­ità

Pec­ca­to anche (come riferiva­mo qui) che un cele­bre invi­a­to RAI, anda­to, nel 2018, a Raqqa per inter­vistare il “tes­ti­mone chi­ave”,  l’emiro Abd al-Rah­man al Faysal Abu Faysal, respon­s­abile dei pri­gion­ieri occi­den­tali per con­to dei jihadisti), non lo abbia potu­to incon­trare per il diniego degli USA che occu­pa­vano (e occu­pano) la cit­tà.

Non poten­do insis­tere sul­la pro­tezione degli USA a crim­i­nali jihadisti (soprat­tut­to i capi dell’ISIS), non res­ta ai sedi­cen­ti “Ami­ci di Pao­lo Dall’Oglio” che diffamare chi­unque osi met­tere in dub­bio le sue posizioni “pro­fon­da­mente cris­tiane”. Non pos­si­amo, a questo pun­to, che riman­dare a ciò che egli pub­bli­ca­va on line poco pri­ma del suo seque­stro e che, tra l’altro, ci ave­va spin­to a scri­vere una let­tera aper­ta a Lucia Annun­zi­a­ta, (diret­trice del sito che ospi­ta­va il blog di dall’Oglio) per chieder­le se ritene­va nor­male che in Italia si potesse, tan­to per dirne una, inneg­gia­re pub­bli­ca­mente all’uso dell’arma chim­i­ca in Siria.

Francesco San­toian­ni

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RWM ITALIA annuncia la sospensione dell’invio dei suoi strumenti di morte in Arabia Saudita. Una buona notizia ma non basta

RWM ITALIA annuncia la sospensione dell’invio dei suoi strumenti di morte in Arabia Saudita. Una buona notizia ma non basta

Gior­gio Cre­maschi
La RWM ITALIA, fab­bri­ca di bombe con sedi in provin­cia di Bres­cia e di Cagliari, ha annun­ci­a­to la sospen­sione dell’invio dei suoi stru­men­ti di morte in Ara­bia Sau­di­ta ed Emi­rati Ara­bi Uni­ti. I cui regi­mi han­no usato quegli stru­men­ti per far strage di civili, tan­ti bam­bi­ni, nel­lo Yemen del Sud.

Ques­ta esportazione crim­i­nale era sta­ta autor­iz­za­ta da Ren­zi nel 2016 e ora final­mente si bloc­ca per il voto del 26 giug­no del Par­la­men­to e con­seguen­ti atti del gov­er­no.

Bene è una buona notizia, frut­to anche del­la tenace mobil­i­tazione paci­fista, che però non can­cel­la quelle cat­tive.

La pri­ma è che la sospen­sione è di 18 mesi. Il comu­ni­ca­to azien­dale, che va let­to in tut­ta la sua ari­da bru­tal­ità, annun­cia questo come tem­po MASSIMO di sospen­sione dell’invio delle bombe. Poi potrebbe ripren­dere e questo va imped­i­to.

La sec­on­da cat­ti­va notizia, che qui viene con­fer­ma­ta, è che una parte impor­tante degli affari del nos­tro paese derivano dal­la esportazione di armi anche in zone di guer­ra, in vio­lazione delle leg­gi e dei trat­tati inter­nazion­ali. È questo il “mer­ca­to” cita­to nel­la let­tera del­la direzione del­la RWM ITALIA, che fa parte del­la multi­nazionale tedesca Rhein­metall, che fab­bri­ca e vende armi dal 1800. E non è esclu­so che la multi­nazionale, per­du­ran­do i lim­i­ti alla esportazione di bombe, deci­da di delo­cal­iz­zare la pro­duzione. Allo­ra avrem­mo la crisi per cir­ca tre­cen­to lavo­ra­tori, ai quali la direzione RWM già ora annun­cia che farà il pos­si­bile per sal­varne il mag­gior numero pos­si­bile.

E ques­ta è la terza cat­ti­va notizia, risul­ta­to del Par­ti­to del PIL, quel­lo del fare affari pro­durre, scav­are, edi­fi­care, sen­za lim­i­ti per­ché solo così si crea lavoro. Invece è pro­prio il lavoro che pri­ma o poi paga il rifi­u­to di ricon­ver­tire il sis­tema pro­dut­ti­vo e l’economia alla pace e all’ambiente.

Per questo la sospen­sione del­la ven­di­ta di bombe all’Arabia deve essere il pre­lu­dio ad una vera e com­ple­ta buona notizia: la RICONVERSIONE dell’industria di guer­ra e di morte in indus­tria di pace. Questo si può fare solo con l’intervento pub­bli­co, con un piano nazionale che pro­muo­va inves­ti­men­ti e ricer­ca in altri set­tori pro­dut­tivi, che sal­va­guar­di le lavo­ra­tri­ci ed i lavo­ra­tori e che impedis­ca alle multi­nazion­ali di fare come loro soli­to le cav­al­lette: con­sumare tut­to in un pos­to e poi andare a dev­astare altrove.

Con­sid­e­ri­amo il risul­ta­to sul­la RWM come un pri­mo pas­so per il supera­men­to dei prof­itti di morte; e all’inferno il par­ti­to del PIL.

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Musulmana in niqab inveisce contro attivista Lgbt, sinistra in tilt

Alessan­dro Gnoc­chi

Buon­giorno, oggi vi voglio con­sigliare la let­tura di un arti­co­lo usci­to sul Gior­nale e scrit­to dal mio col­le­ga Lui­gi Mascheroni. Tut­to parte da un video posta­to ieri da Giulio Meot­ti sul suo account twit­ter. Siamo in un sob­bor­go a nord di Lon­dra. Una sig­no­ra in niqab, dunque musul­mana, insul­ta un mil­i­tante LGBT avvolto nel­la bandiera arcobaleno. Alla fine, il mil­i­tante viene allon­tana­to da uno stew­ard. Nes­suno si sogna di dire qual­cosa alla sig­no­ra vela­ta.

Morale: le due mino­ranze coc­co­late dal­la sin­is­tra ben presto entr­eran­no in con­flit­toe molti scom­met­tono che sarà l’ortodossia reli­giosa a vin­cere. Il mul­ti­cul­tur­al­is­mo ci ha prepara­to una bel­la soci­età (in)tollerante

In realtà il video ci dice che è impos­si­bile stare con­tem­po­ranea­mente con l’islam orto­dos­so e con il movi­men­to LGBT. Presto si impor­rà una scelta. Il ris­chio è che il pri­mo, anche in modo demo­c­ra­ti­co, pos­sa imporre leg­gi lib­er­ti­cide in cui non c’è spazio per il sec­on­do.

Alessan­dro Gnoc­chi, 30 luglio 2019 – –  nicolaporro.it

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Roma, business migranti: arrestati 9 bengalesi e 3 dipendenti comunali

ROMA, 31 LUG – Fal­si­fi­ca­vano doc­u­men­ti, cer­ti­fi­cati di res­i­den­za e for­ni­vano fal­si con­trat­ti d’affitto per con­sen­tire il rilas­cio o il rin­no­vo del per­me­s­so di sog­giorno. Per questo 10 per­sone sono state arrestate dal­la Guardia di Finan­za, ed altre tre sono state sot­to­poste all’obbligo di pre­sen­tazione. Tra loro anche tre dipen­den­ti dell’Anagrafe capi­toli­na che, dietro com­pen­si vari­abili tra i 50 e i 100 euro a prat­i­ca, emet­te­vano fal­si cer­ti­fi­cati di res­i­den­za o rilas­ci­a­vano preno­tazioni per appun­ta­men­ti in assen­za di ragioni di urgen­za.

Le indagi­ni han­no fat­to emerg­ere un sis­tema col­lauda­to e strut­tura­to che oper­a­va in par­ti­co­lare nel V Munici­pio del­la Cap­i­tale. La ban­da era com­pos­ta da nove cit­ta­di­ni ben­gale­si che reclu­ta­vano con­nazion­ali che ave­vano bisog­no del rilas­cio o del rin­no­vo del per­me­s­so di sog­giorno. Coin­volti nell’inchiesta anche due ital­iani che sot­to­scrive­vano con­trat­ti d’affitto a per­sone che poi in realtà non avreb­bero mai uti­liz­za­to l’abitazione. (ANSA)

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Fico non ostacoli la legge Meloni contro la mafia nigeriana

Dai e dai, forse ci si riesce a met­tere final­mente Cas­tel Volturno sot­to i riflet­tori. La forza del­la legal­ità con­tro la mafia nige­ri­ana. Le isti­tuzioni con­tro l’abbandono. Tor­na lo Sta­to. Due notizie: anche se in pochi sem­bra­no essersene accor­ti, a Fer­ragos­to si ter­rà in paese il comi­ta­to per l’ordine e la sicurez­za pub­bli­ca pre­siedu­to da Salvi­ni. E poi, l’impegno man­tenu­to da Fratel­li d’Italia che, dopo il sì alla mozione par­la­mentare sull’invio dell’esercito nel ter­ri­to­rio, ha pre­sen­ta­to una pro­pos­ta di legge ad hoc.
Sono fat­ti impor­tan­ti, che rap­p­re­sen­tano una sper­an­za per chi non vuole cedere alla rasseg­nazione. Il min­istro dell’Interno in quel comune riaf­fer­ma la forza dei sim­boli, aldilà delle deci­sioni che saran­no annun­ci­ate. Come lo scor­so Fer­ragos­to a Locri: dopo mesi, il comune cal­abrese è tor­na­to al voto. Era­no anni che le urne resta­vano deserte.

Cer­to, non bas­ta una pre­sen­za, sia pure impor­tante, come quel­la del capo del Vim­i­nale. Occor­rono anche atti leg­isla­tivi. E sarebbe ora che il pres­i­dente del­la Cam­era, sem­pre lui, sem­pre Fico, si decidesse ad asseg­nare alla com­mis­sione com­pe­tente per una rap­i­da approvazione la legge Mel­oni pro­prio su Cas­tel Volturno. Gior­gia Mel­oni, assieme al capogrup­po Francesco Lol­lo­b­rigi­da e ai dep­u­tati Edmon­do Ciriel­li, Wan­da Fer­ro e Sal­va­tore Dei­d­da, ha mes­so nero su bian­co l’idea di una legge spe­ciale per quel ter­ri­to­rio.

Fico non osta­coli la legge Mel­oni – – Se lo si vuole affran­care dalle mafie, si deve dire sì o no. Fico, fino­ra, ha imped­i­to di far­lo.
Da quelle par­ti c’è uno splen­di­do litorale, depau­per­a­to dal­la pre­sen­za crim­i­nale. Abbas­sare le tasse di con­ces­sione del 50 per cen­to fino al 2033 serve a garan­tire inves­ti­men­ti nel tur­is­mo. Dieci mil­ioni di euro l’anno devono essere stanziati per il dis­tret­to tur­is­ti­co.

Più poliziot­ti e cara­binieri nell’area per garan­tire sicurez­za. Pos­si­bil­ità per il Comune di Cas­tel Volturno di assumere agen­ti di polizia munic­i­pale. Bonifi­ca dei siti inquinati. Cen­si­men­to dei cit­ta­di­ni di Sta­ti non apparte­nen­ti all’Unione euro­pea pre­sen­ti nel ter­ri­to­rio e ver­i­fi­ca del­la rego­lar­ità del­la loro pre­sen­za in Italia. Nei casi in cui sia accer­ta­to che lo straniero non è in pos­ses­so di ido­neo per­me­s­so di sog­giorno in cor­so di valid­ità, lo stes­so è rim­pa­tri­a­to.

Il malaf­fare del­la mafia nige­ri­ana – – Pro­poste sem­pli­ci, giuste, eque, che ser­vono a garan­tire dirit­ti alla popo­lazione res­i­dente. Non dover­sene andare da Cas­tel Volturno, non dover soc­combere alla crim­i­nal­ità straniera. La mafia nige­ri­ana si occu­pa di gestire il rack­et del­la pros­ti­tuzione, il malaf­fare lega­to al traf­fi­co e allo spac­cio di dro­ga, la for­ni­tu­ra di doc­u­men­ti fal­si. E anco­ra: rap­ine ed estor­sioni, spes­so ai dan­ni dei con­nazion­ali africani, il traf­fi­co di essere umani e addirit­tura il can­ni­bal­is­mo.

Le affil­i­azioni ai clan mafiosi avven­gono nel ter­ri­to­rio nige­ri­ano, dove sono ricat­tati gli abi­tan­ti di interi vil­lag­gi promet­ten­do loro un lavoro in Europa in cam­bio di cifre che van­no dai 25.000 ai 30.000 euro. Tra i mezzi di coer­cizione uti­liz­za­ti per ottenere questi sol­di, oltre a minac­ce alle famiglie e alla vio­len­za, si ritiene sia ampia­mente uti­liz­za­to il rito voodoo.
Che altro deve suc­cedere per con­trastare l’illegalità che dila­ga nel ter­ri­to­rio? Bastereb­bero due sì: quel­lo di Salvi­ni al mer­i­to del­la pro­pos­ta Mel­oni e quel­lo di Fico a far­la dis­cutere velo­ce­mente. L’estate non pas­si invano.

Francesco Storace

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Combattere il killer silente: a quando il vaccino per l’epatite C?

Il ris­chio prin­ci­pale dell’epatite C è il fat­to che non si man­i­fes­ta in maniera vis­i­bile. Stan­do ai dati dell’OMS, sola­mente il 20% degli infet­ti sono con­sapevoli del­la diag­nosi. Tut­ti gli altri rischi­ano di riv­ol­ger­si a un medico quan­do è già trop­po tar­di.

Tut­ti gli altri rischi­ano di riv­ol­ger­si a un medico quan­do è già trop­po tar­di. Una soluzione al prob­le­ma potrebbe essere la vac­ci­nazione su larga scala, ma non esiste un vac­ci­no.

Dai 2 ai 4 mil­ioni di rus­si sof­frono di epatite C, malat­tia con­sid­er­a­ta incur­abile. E sebbene negli ulti­mi anni l’incidenza nel Paese si stia grad­ual­mente riducen­do, ogni anno muoiono cir­ca 15.000 per­sone per via delle com­pli­canze dell’epatite C cron­i­ca.

Il 28 luglio è sta­ta la Gior­na­ta mon­di­ale per la lot­ta con­tro l’epatite e in quest’occasione Sput­nik vi spie­ga per­ché fino ad ora nes­suno ha anco­ra mes­so appun­to un vac­ci­no e quan­do sarà disponi­bile.

Pericolosa e impercettibile

L’epatite C è chia­ma­ta il killer silente. La decor­ren­za cron­i­ca del­la patolo­gia è di fat­to asin­tomat­i­ca. I pri­mi suoi sin­to­mi (feb­bre, nau­sea, vom­i­to, mus­coli indolen­z­i­ti) pos­sono essere facil­mente con­fusi con quel­li dell’influenza. I pazi­en­ti spes­so non si ren­dono con­to di cos’hanno e com­in­ciano a pre­oc­cu­par­si sola­mente quan­do il virus ha già provo­ca­to patolo­gie come la cir­rosi o il can­cro al fega­to. E nel­la mag­gior parte dei casi l’esito è la morte.

Tut­tavia, qualo­ra si riesca a diag­nos­ti­care per tem­po l’epatite C, è pos­si­bile curar­si. La ter­apia prin­ci­pale con­siste nell’assunzione di far­ma­ci ad azione antivi­rale che bloc­cano il virus nel­la cel­lu­la e gli impedis­cono di ripro­dur­si.

Tut­tavia, nel caso dei vac­ci­ni ques­ta strate­gia non fun­ziona. Il virus dell’epatite C ha un’elevata mod­i­fi­ca­bil­ità genet­i­ca. Riesce a sfug­gire alle difese immu­ni­tarie e a mod­i­fi­care le sue pro­pri­età all’interno dell’organismo. Dunque, gli anti­cor­pi che il sis­tema immu­ni­tario ave­va cre­ato tre anni fa ad esem­pio non agis­cono più sul nuo­vo virus. Pro­prio ques­ta capac­ità del virus è con­sid­er­a­ta uno dei prob­le­mi prin­ci­pali nel­la creazione di un vac­ci­no con­tro l’epatite.

Indurre le cellule infette a scomparire

I ricer­ca­tori dell’Università di Oxford han­no deciso di affrontare il virus dell’epatite da un’altra prospet­ti­va. Il vac­ci­no da loro cre­ato mira non tan­to alla pro­duzione di anti­cor­pi (tan­to più che questi non riescono a com­bat­tere il killer silente) quan­to alla sti­mo­lazione del­la rispos­ta immu­ni­taria cel­lu­lare. Così, deter­mi­nate cel­lule del sis­tema immu­ni­tario riescono a riconoscere le cel­lule infet­tate dal virus e avviano in esse il proces­so di apop­tosi: di fat­to inducono la cel­lu­la infet­ta a sui­ci­dar­si. Insieme ad essa muore anche il virus.

Il vac­ci­no cre­ato dai bri­tan­ni­ci dovrebbe oper­are al con­tem­po sia con­tro il virus dell’epatite C sia con­tro l’HIV. Il vac­ci­no viene introdot­to in due fasi. Inizial­mente ven­gono introdot­ti nell’organismo anti­geni del virus dell’epatite C e dell’HIV tramite vet­tori, det­ti ade­n­ovirus. Dopo un cer­to las­so di tem­po la vac­ci­nazione viene ripetu­ta, ma ques­ta vol­ta viene introdot­to nell’organismo un vet­tore spe­ciale all’interno del quale sono inclusi ele­men­ti di entram­bi i virus.

Sec­on­do gli autori del­lo stu­dio, gra­zie a ques­ta pro­ce­du­ra il sogget­to dis­porrà per tut­ta la pro­pria vita di una dife­sa da entrambe queste peri­colose patolo­gie. A ripro­va di ciò il vac­ci­no inoc­u­la­to in 32 volon­tari ha scate­na­to su di essi una cor­ret­ta reazione del sis­tema immu­ni­tario.

Testato sugli animali

I vac­ci­ni con­tro l’epatite di ques­ta tipolo­gia, denom­i­nati vac­ci­ni a DNA, al momen­to ven­gono imp­ie­gati in tut­to il mon­do. Di nor­ma, sono cos­ti­tu­iti da plas­mi­di, pic­cole mol­e­cole cir­co­lari di DNA con­te­nen­ti alcu­ni geni di pro­teine del virus dell’epatite C. Queste mol­e­cole ven­gono introdotte nell’organismo del paziente tramite ade­n­ovirus dis­at­ti­vati od Orthopoxvirus.

Oggi questi far­ma­ci ven­gono mes­si a pun­to sia da gigan­ti case far­ma­ceu­tiche sia da team di ricer­ca uni­ver­si­tari. Vi sono dati a ripro­va del fat­to che almeno due vac­ci­ni a DNA in com­mer­cio abbiano avu­to buoni risul­tati nei testi sug­li scim­panzé.

Anche il far­ma­co a DNA mes­so a pun­to dagli stu­diosi dell’Università di Ade­laide in Aus­tralia innesca una forte rispos­ta immu­ni­taria dell’organismo. L’iniezione viene effet­tua­ta non nel mus­co­lo (come per la mag­gior parte dei vac­ci­ni), ma nel­la pelle dove sono con­tenu­ti più leu­coc­i­ti. Pro­prio su quest’ultimi e sulle loro pro­pri­età difen­sive han­no pun­ta­to i ricer­ca­tori. Il vac­ci­no provo­ca una forte infi­ammazione nel pun­to dell’iniezione e vi atti­ra molti leu­coc­i­ti. Il sis­tema immu­ni­tario così si atti­va e il virus viene debel­la­to. O almeno, così fun­ziona sulle cavie. Sono in pro­gram­ma test del vac­ci­no sull’uomo.

La risposta russa

Gli scien­ziati rus­si non riman­gono in dis­parte. A par­tire dal 2015 pres­so l’Istituto di Ricer­ca Bio­med­ica di V. N. Orekhovich è in fase di elab­o­razione un vac­ci­no pep­tidi­co sin­teti­co con­tro l’epatite C. Alla sua base vi sono pep­ti­di creati in lab­o­ra­to­rio e con­te­nen­ti fil­a­men­ti del­la pro­teina E2 del virus dell’epatite C. Ques­ta pro­teina si carat­ter­iz­za per il fat­to che i suoi anti­cor­pi non si riscon­tra­no in tut­ti i malati, ovverosia il sis­tema immu­ni­tario per qualche ragione non la riconosce.

Nei test di lab­o­ra­to­rio sulle cavie i fram­men­ti pep­tidi­ci creati dagli scien­ziati han­no fun­zion­a­to in maniera otti­ma. Han­no indot­to l’organismo delle cavie a pro­durre anti­cor­pi in gra­do di legare le pro­teine del­la mem­brana virale. In altre parole, han­no atti­va­to il sis­tema immu­ni­tario delle cavie. Inoltre, gli anti­cor­pi così ottenu­ti sono sta­ti ver­i­fi­cati dagli stu­diosi sul virus dell’epatite C estrat­to dal plas­ma san­guig­no di 5 pazi­en­ti umani. Questi anti­cor­pi si sono riv­e­lati fun­zio­nan­ti anche con­tro le par­ti­celle virali “umane”.

Sec­on­do gli autori del­lo stu­dio, se rius­ci­ran­no a selezionare cor­ret­ta­mente un adi­u­vante (un insieme di sostanze che raf­forzi­no la rispos­ta immu­ni­taria, la dose di anti­geni e la loro som­min­is­trazione), il far­ma­co ottenu­to sarà effi­cace pro­prio con­tro quelle vari­età di virus dell’epatite C più dif­fuse in Rus­sia.                                ttps://it.sputniknews.com/mondo/201907317941388

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Salvini a Ferragosto e la legge Meloni: via la mafia nigeriana da Castel Volturno

Dai e dai, forse ci si riesce a met­tere final­mente Cas­tel Volturno sot­to i riflet­tori. La forza del­la legal­ità con­tro la mafia nige­ri­ana. Le isti­tuzioni con­tro l’abbandono. Tor­na lo Sta­to. Due notizie: anche se in pochi sem­bra­no essersene accor­ti, a Fer­ragos­to si ter­rà in paese il comi­ta­to per l’ordine e la sicurez­za pub­bli­ca pre­siedu­to da Salvi­ni. E poi, l’impegno man­tenu­to da Fratel­li d’Italia che, dopo il sì alla mozione par­la­mentare sull’invio dell’esercito nel ter­ri­to­rio, ha pre­sen­ta­to una pro­pos­ta di legge ad hoc.
Sono fat­ti impor­tan­ti, che rap­p­re­sen­tano una sper­an­za per chi non vuole cedere alla rasseg­nazione. Il min­istro dell’Interno in quel comune riaf­fer­ma la forza dei sim­boli, aldilà delle deci­sioni che saran­no annun­ci­ate. Come lo scor­so Fer­ragos­to a Locri: dopo mesi, il comune cal­abrese è tor­na­to al voto. Era­no anni che le urne resta­vano deserte.
Cer­to, non bas­ta una pre­sen­za, sia pure impor­tante, come quel­la del capo del Vim­i­nale. Occor­rono anche atti leg­isla­tivi. E sarebbe ora che il pres­i­dente del­la Cam­era, sem­pre lui, sem­pre Fico, si decidesse ad asseg­nare alla com­mis­sione com­pe­tente per una rap­i­da approvazione la legge Mel­oni pro­prio su Cas­tel Volturno. Gior­gia Mel­oni, assieme al capogrup­po Francesco Lol­lo­b­rigi­da e ai dep­u­tati  Edmon­do Ciriel­li, Wan­da Fer­ro e Sal­va­tore Dei­d­da, ha mes­so nero su bian­co l’idea di una legge spe­ciale per quel ter­ri­to­rio.

Fico non ostacoli la legge Meloni

Se lo si vuole affran­care dalle mafie, si deve dire sì o no. Fico, fino­ra, ha imped­i­to di far­lo.
Da quelle par­ti c’è uno splen­di­do litorale, depau­per­a­to dal­la pre­sen­za crim­i­nale. Abbas­sare le tasse di con­ces­sione del 50 per cen­to fino al 2033 serve a garan­tire inves­ti­men­ti nel tur­is­mo. Dieci mil­ioni di euro l’anno devono essere stanziati per il dis­tret­to tur­is­ti­co.
Più poliziot­ti e cara­binieri nell’area per garan­tire sicurez­za. Pos­si­bil­ità per il Comune di Cas­tel Volturno di assumere agen­ti di polizia munic­i­pale. Bonifi­ca dei siti inquinati. Cen­si­men­to dei cit­ta­di­ni di Sta­ti non apparte­nen­ti all’Unione euro­pea pre­sen­ti nel ter­ri­to­rio e ver­i­fi­ca del­la rego­lar­ità del­la loro pre­sen­za in Italia. Nei casi in cui sia accer­ta­to che lo straniero non è in pos­ses­so di ido­neo per­me­s­so di sog­giorno in cor­so di valid­ità, lo stes­so è rim­pa­tri­a­to.

Il malaffare della mafia nigeriana

Pro­poste sem­pli­ci, giuste, eque, che ser­vono a garan­tire dirit­ti alla popo­lazione res­i­dente. Non dover­sene andare da Cas­tel Volturno, non dover soc­combere alla crim­i­nal­ità straniera. La mafia nige­ri­ana si occu­pa di gestire il rack­et del­la pros­ti­tuzione, il malaf­fare lega­to al traf­fi­co e allo spac­cio di dro­ga, la for­ni­tu­ra di doc­u­men­ti fal­si. E anco­ra: rap­ine ed estor­sioni, spes­so ai dan­ni dei con­nazion­ali africani, il traf­fi­co di essere umani e addirit­tura il can­ni­bal­is­mo.
Le affil­i­azioni ai clan mafiosi avven­gono nel ter­ri­to­rio nige­ri­ano, dove sono ricat­tati gli abi­tan­ti di interi vil­lag­gi promet­ten­do loro un lavoro in Europa in cam­bio di cifre che van­no dai 25.000 ai 30.000 euro. Tra i mezzi di coer­cizione uti­liz­za­ti per ottenere questi sol­di, oltre a minac­ce alle famiglie e alla vio­len­za, si ritiene sia ampia­mente uti­liz­za­to il rito voodoo.
Che altro deve suc­cedere per con­trastare l’illegalità che dila­ga nel ter­ri­to­rio? Bastereb­bero due sì: quel­lo di Salvi­ni al mer­i­to del­la pro­pos­ta Mel­oni e quel­lo di Fico a far­la dis­cutere velo­ce­mente. L’estate non pas­si invano.  FRANCESCO STORACE

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