La Grecia ha chiesto i danni di guerra alla Germania. E la Polonia intende seguirla

La risoluzione è sta­ta approva­ta a larga mag­gio­ran­za dal par­la­men­to elleni­co, che doman­da 290 mil­iar­di. Berli­no repli­ca di aver già paga­to nel 1960. Ma è anche una ques­tione polit­i­ca, visti i duri sac­ri­fi­ci imposti dal­la Troi­ka ad Atene

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Ann Ronan Pic­ture Library/ Afp
La Wehrma­cht innalza la svas­ti­ca sull’Acropoli

La Gre­cia chiederà uffi­cial­mente alla Ger­ma­nia il paga­men­to del ris­arci­men­to — cal­co­la­to in 290 mil­iar­di di euro — per le dis­truzioni e i mas­sac­ri provo­cati dal Ter­zo Reich durante la sec­on­da guer­ra mon­di­ale. Al ter­mine di un dibat­ti­to dura­to 12 ore, il par­la­men­to gre­co ha vota­to a grande mag­gio­ran­za mer­coled’ scor­so una risoluzione con la quale si incar­i­ca il gov­er­no gre­co di avviare nei con­fron­ti del gov­er­no di Berli­no tut­ti i nec­es­sari pas­si diplo­mati­ci e giuridi­ci ad ottenere tale ris­arci­men­to, a par­tire da una nota scrit­ta che ver­rà con­seg­na­ta al min­is­tero degli Esteri tedesco.

La richi­es­ta dei paga­men­ti del ris­arci­men­to è per noi un dovere stori­co e morale”, ha det­to nel suo dis­cor­so in Par­la­men­to il pre­mier gre­co Alex­is Tsipras. Una ques­tione sul­la quale l’esecutivo da lui guida­to gode anche del sosteg­no dei con­ser­va­tori di Kyr­i­akos Mit­so­takis, che stan­no all’opposizione. Nel 2016 era sta­ta una com­mis­sione par­la­mentare gre­ca a sti­mare in qua­si 300 mil­iar­di di euro l’entità del ris­arci­men­to.

Una questione molto complessa

La Ger­ma­nia ha già fat­to sapere, tramite un por­tav­oce, che resp­inge la richi­es­ta gre­ca con deci­sione: “La posizione del gov­er­no fed­erale non è cam­bi­a­ta. La ques­tione dei ris­arci­men­ti tedeschi è rego­la­to in maniera defin­i­ti­va sia dal pun­to di vista giuridi­co che da quel­lo politi­co”. La ques­tione, ovvi­a­mente, è di estrema com­p­lessità. Anche tra gli stori­ci e i giuristi ci sono opin­ioni diverse sul­la ques­tione delle riparazioni di guer­ra. Non è improb­a­bile, infat­ti, che il dossier ad un cer­to pun­to finis­ca davan­ti alla Corte inter­nazionale dell’Aja.

Berli­no si richia­ma al Trat­ta­to “2 + 4” stip­u­la­to nel 1990 dopo la riu­nifi­cazione tedesca, nel quale si affer­ma che non sono pre­viste “ulte­ri­ori ris­arci­men­ti” rispet­to ai 115 mil­ioni di marchi sta­bil­i­ti da un’intesa sot­to­scrit­ta da Ger­ma­nia e Gre­cia nel 1960. Cifre che oggi Atene con­tes­ta, se non altro da quan­do è defla­gra­ta la grande crisi dell’Eurozona ed è inizia­to il con­tenzioso con la Troi­ka, for­ma­ta da Ue, Bce e Fmi: il pun­to è che, sec­on­do un rap­por­to del min­is­tero alle Finanze gre­co, il deb­ito derivante dalle somme non pagate ma dovute per le riparazioni di guer­ra — com­pren­den­ti le cifre spese per la ricostruzione delle infra­strut­ture dis­trutte nonché la som­ma derivante dai cred­i­ti obbli­ga­tori estor­ti dagli occu­pan­ti — sarebbe ben più con­sis­tente del deb­ito che Atene ha dovu­to affrontare per i moltepli­ci fon­di di sal­vatag­gio ottenu­ti durante la crisi eco­nom­i­ca.

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Angela Merkel e Alex­is Tsipras

Non a caso Alex­is Tsipras, nel dibat­ti­to par­la­mentare, ha volu­to però in qualche modo “sgan­cia­re” la ques­tione dei ris­arci­men­ti dal­la crisi finanziaria nel quale il Paese si è dibat­tuto dopo il 2008: “Non vole­vo creare una sovrap­po­sizione con la pesante crisi degli anni pas­sati. Ma adesso, dopo la fine dei pac­chet­ti di aiu­ti, è arriva­to il momen­to gius­to. Abbi­amo adesso la pos­si­bil­ità di chi­ud­ere per sem­pre questo capi­to­lo per i nos­tri due popoli”. Da parte sua l’ultradestra di Alba Dora­ta ha colto l’occasione per attac­care Tsipras, affer­man­do che la richi­es­ta dei ris­arci­men­to sarebbe solo un modo una manovra elet­torale in vista del voto leg­isla­ti­vo del prossi­mo otto­bre.

Durante il dibat­ti­to ci sono sta­ti anche momen­ti di grande emo­tiv­ità, come per esem­pio quan­do sono state lette le tes­ti­mo­ni­anze ocu­lari dei mas­sac­ri per­pe­trati dai nazisti nei vil­lag­gi gre­ci. La Wehrma­cht tedesca occupò la Gre­cia nel 1941. Negli scon­tri con i tedeschi e nelle oper­azioni di rap­pre­saglia dei nazisti sono morte decine di migli­a­ia di gre­ci. Le dis­truzioni furono immense.

Il tema toc­ca ovvi­a­mente un ner­vo scop­er­to in Ger­ma­nia. Anche il por­tav­oce del­la can­cel­liera Angela Merkel, Stef­fen Seib­ert, ha sen­ti­to il dovere di far sen­tire la sua voce: “Noi sap­pi­amo quale sia la nos­tra grande col­pa e quan­ta sof­feren­za la Ger­ma­nia e i tedeschi han­no abbat­tuto sul­la Gre­cia ai tem­pi del nazion­al­so­cial­is­mo”. Ed è per questo che Berli­no “si impeg­na di man­tenere buoni rap­por­ti con un Paese mem­bro dell’Unione euro­pea come la Gre­cia, che è ami­ca e part­ner”. Nondi­meno, la rispos­ta di Berli­no, ad oggi è “no”.

Varsavia potrebbe chiedere 800 miliardi

A det­ta degli anal­isti, quel­la dei ris­arci­men­ti di guer­ra è una ques­tione poten­zial­mente esplo­si­va a liv­el­lo inter­nazionale. Difat­ti giovedì scor­so, il giorno dopo il voto del par­la­men­to di Atene, l’incaricato spe­ciale del gov­er­no di Varsavia, Arka­diusz Mula­rczyk, ha scrit­to un tweet che è sta­to accolto con allarme nel­la cap­i­tale tedesca: “La deci­sione del par­la­men­to gre­co dimostra che l’internalizzazione del tema ris­arci­men­ti di guer­ra da parte del­la Ger­ma­nia è real­is­ti­co”.

Date le dimen­sioni delle dis­truzioni, delle depor­tazioni e delle ucci­sioni causate dal Ter­zo Reich durante l’occupazione polac­ca, la ques­tione ha un impat­to poten­ziale enorme. E questo sen­za con­sid­er­are altri Pae­si che dovessero decidere di muover­si sul­la stes­sa lin­ea, dopo Atene e Varsavia. Viep­più che si trat­ta di un’istanza politi­ca­mente trasver­sale: in Gre­cia il tema dei ris­arci­men­ti è uno dei cav­al­li di battaglia del gov­er­no di sin­is­tra guida­to da Alex­is Tsipras, men­tre Mula­rczyk è un espo­nente di pun­ta del Pis, il par­ti­to ultra-con­ser­va­tore al gov­er­no.

Non sor­pren­den­te­mente, per quan­to riguar­da la Polo­nia si par­la di cifre immense: dif­fi­cile cal­co­lare quan­to val­gano mil­ioni di mor­ti, ma sec­on­do una sti­ma che cir­co­la a Varsavia, si par­la di almeno 800 mil­iar­di di euro. A Berli­no si fa rifer­i­men­to alla rin­un­cia più volte rib­a­di­ta negli anni dal­la Polo­nia. Adesso, però, Varsavia affer­ma che si fa rifer­i­men­to ad una dichiarazione del 1953 che oggi viene con­sid­er­a­ta anti­cos­ti­tuzionale e, per di più, fu vara­ta su forte pres­sione dell’Unione sovi­et­i­ca, per­al­tro in esclu­si­vo rifer­i­men­to alla Ddr.

Il tema è cal­do, anche per­ché quest’anno cade l’80esimo anniver­sario dell’invasione del­la Polo­nia. Mula­rczyk affer­ma che “è tem­po che il par­la­men­to polac­co pren­da una deci­sione”. La ques­tione dei mega-ris­arci­men­ti da esigere alla Ger­ma­nia dal 2017 è tor­na­ta varie volte d’attualità, soprat­tut­to tra le file del Pis. Quel­lo che è man­ca­to fino­ra è un’iniziativa for­male del gov­er­no riv­ol­ta alla can­cel­le­ria di Berli­no. Attual­mente è al lavoro una com­mis­sione par­la­mentare che sta lavo­ran­do sulle richi­este da pre­sen­tere a Berli­no, la cui relazione pub­bli­ca è atte­sa entro il 2019.

https://www.agi.it/estero/grecia_polonia_germania_danni_di_guerra-5371427/news/2019–04-22/?fbclid=IwAR24vajJDENHQiUvmYGmuiEg-_73iK2725JMoTvj1tKz09A5U5izodgHISs

Kissinger71

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