Assange ha rivoluzionato il giornalismo e l’élite non lo perdonerà mai

Assange ha rivoluzionato il giornalismo e l'élite non lo perdonerà mai

Privato dell’asilo dall’Ecuador e ricercato dalla Svezia e dagli Stati Uniti per presunti crimini, il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange è uno degli uomini più braccati del pianeta, il prezzo che deriva dalla devozione alla verità in un’epoca di inganno”, secondo lo scrittore statunitense Robert Bridge.

Segue l’analisi di  Robert Bridge, scrit­tore e gior­nal­ista amer­i­cano. Ex redat­tore capo di The Moscow News, è autore del libro “Mid­night in the Amer­i­can Empire”, pub­bli­ca­to nel 2013.

Pri­va­to dell’asilo dall’Ecuador e ricer­ca­to dal­la Svezia e dagli Sta­ti Uni­ti per pre­sun­ti cri­m­i­ni, il fonda­tore di Wik­iLeaks Julian Assange è uno degli uomi­ni più brac­cati del piane­ta, il prez­zo che deri­va dal­la devozione alla ver­ità in un’epoca di ingan­no.

Quan­do si con­sid­era il vero scopo di un gior­nal­ista, sin­te­tiz­za­to dal­la defun­ta reporter amer­i­cana Helen Thomas, “cer­care la ver­ità e esercitare una pres­sione costante sui nos­tri leader fino a ottenere risposte “, diven­ta più com­pren­si­bile quan­to sia ines­tima­bile il lavoro di Julian Assange.

Spie­ga anche per­ché alcune per­sone lo con­sid­er­a­no una pro­fon­da minac­cia.

In questi cini­ci tem­pi in cui molti gior­nal­isti si accon­tentano di fun­gere da por­tav­oce per i poten­tati, l’australiano sen­za pretese era impeg­na­to a pestare i pie­di del­la super­poten­za amer­i­cana per le ques­tioni rel­a­tive ai cri­m­i­ni di guer­ra, alla tor­tu­ra e alla cor­ruzione ad alto liv­el­lo.

Ques­ta impla­ca­bile ricer­ca del­la ver­ità a pre­scindere dai rischi per­son­ali in gio­co, spie­ga molto bene per­ché il 47enne gior­nal­ista e pro­gram­ma­tore di com­put­er sia oggi ogget­to di tan­ta rab­bia e accuse spon­soriz­zate dal­lo sta­to.

Dan Cohen

@dancohen3000

Ecuador’s attor­ney gen­er­al will deliv­er Julian Assange’s doc­u­ments, com­put­ers, cell phones, hard dri­ves and more to US author­i­ties. https://elpais.com/internacional/2019/05/12/actualidad/1557671961_425585.amp.html  Is this bla­tant vio­la­tion of Assange’s pri­va­cy and rights part of the IMF deal?

Ecuador entregará a EE UU todos los documentos y enseres que Assange dejó en la Embajada de Londres

La Fis­calía Gen­er­al del Esta­do de Ecuador ha acor­da­do reg­is­trar una de las estancias de la legación en la que el fun­dador de Wik­ileaks pasó casi siete años

elpais.com 

In effet­ti, la pura e sem­plice mal­vagità dell’ambasciata ecuado­ri­ana che revo­ca il suo asi­lo uman­i­tario, con­sen­ten­do in tal modo alle autorità bri­tan­niche di arrestare Assange, sarà ricor­da­ta come uno dei giorni più bui negli annali del gior­nal­is­mo. E la situ­azione promette solo di peg­gio­rare. Il des­ti­no del co-fonda­tore di Wik­iLeaks è in bil­i­co, con i fun­zionari bri­tan­ni­ci in dub­bio per decidere se estradar­lo o meno negli Sta­ti Uni­ti. Una vol­ta lì, potrebbe affrontare la pena cap­i­tale.

Nel frat­tem­po, la Svezia ha ria­per­to una causa con­tro Assange su un’accusa di stupro del 2010, un caso in cui l’ordinamento giuridi­co bri­tan­ni­co è sta­to accusato di inter­ferire in modo palese.

Ciò che questo dimostra è che le poten­ze occi­den­tali sono decise a inseg­nare una dura lezione a chi­unque voglia pren­dere in con­sid­er­azione la prat­i­ca di un buon gior­nal­is­mo vec­chio stile, per non par­lare dell’etica, che è esat­ta­mente ciò che Assange e Wik­iLeaks han­no fat­to. Ma l’eroismo e il cor­ag­gio non sono magi­ca­mente iniziati e finis­cono con Julian Assange. In realtà, i veri eroi di ques­ta trage­dia che si sta svol­gen­do sono i molti infor­ma­tori — Chelsea Man­ning, Edward Snow­den e William Bin­ney, solo per citarne alcu­ni — che han­no rischi­a­to molto rischi­an­do trasfor­man­do mil­ioni di doc­u­men­ti clas­si­fi­cati nel ten­ta­ti­vo di provare qualche vio­lazione del­la legge si era ver­i­fi­ca­to o si sta­va anco­ra ver­i­f­i­can­do.

George Sza­mue­ly@GeorgeSzamuely

No legal pro­ceed­ing what­so­ev­er. Just hand over some­one else’s per­son­al prop­er­ty. But who cares about that if the Unit­ed States is involved? Good to see the civ­il lib­er­ties crowd so vig­or­ous­ly involved in this.https://www.newsweek.com/julian-assange-wik­ileaks-ecuado­ri­an-embassy-depart­ment-jus­tice-1423470 

Ecuador to give US Julian Assange documents, possessions left behind in London embassy

A search will be car­ried out next week and the doc­u­ments will then be hand­ed over to the U.S. gov­ern­ment.

A tito­lo di ris­arci­men­to per il loro sac­ri­fi­cio per­son­ale, che qua­si sem­pre si risolve in pene pesan­ti in carcere, l’unica richi­es­ta dei whistle­blow­ers è sta­ta che i media riv­e­lassero le infor­mazioni in modo che la soci­età civile potesse rispon­dere di con­seguen­za. Ma i media main­stream sem­bra­no aver per­so la voglia di con­frontar­si con l’establishment. In effet­ti, come potrebbe non far­lo quan­do l’establishment stes­so possiede il bloc­co dei media? E se possiedono i media, allo­ra è ovvio che possiedono anche i reporter, che non han­no qua­si nul­la in comune con per­sone come Julian Assange.

Oggi c’è un tipo molto par­ti­co­lare di gior­nal­ista con i quali i media main­stream preferiscono fare affari; per­sone che han­no un ampio pun­to debole nei loro cuori e cervel­li per il sangue e la vio­len­za immo­ti­va­ta. Pren­di­amo ad esem­pio Bri­an Williams del­la MSNBC, che ha defini­to il lan­cio di un mis­sile del 2017 con­tro la Siria da una nave del­la Mari­na statu­nitense ‘bel­lis­si­mo’. “L’ospite del­la CNN Fareed Zakaria, com­men­tan­do lo stes­so attac­co mis­silis­ti­co, ha dichiara­to:” Cre­do che Don­ald Trump sia diven­ta­to pres­i­dente degli Sta­ti Uni­ti ieri sera.” L’apertura dell’aggressione mil­itare con­tro uno sta­to sovra­no è ciò che serve per ottenere l’approvazione dai mer­can­ti del­la morte dei media in questi giorni?

Video incorporato

New Day

@NewDay

.@FareedZa­karia on Syr­ia strikes: “I think Don­ald Trump became Pres­i­dent of the Unit­ed States” last night

In effet­ti, i media si sono posti lon­tano da quel momen­to d’oro del 13 giug­no 1971, quan­do il New York Times ha pub­bli­ca­to il Pen­ta­gon Papers di 47 volu­mi, i doc­u­men­ti seg­reti più impor­tan­ti che han­no riv­e­la­to il proces­so deci­sion­ale sul­la guer­ra del Viet­nam, per­ché, nelle parole dell’editore del Times, Arthur Ochs Sulzberg­er,  il popo­lo ave­va il dirit­to di sapere”.

Ora parag­o­ni­amo quell’appello sul giudizio eti­co al modo in cui Julian Assange, un gior­nal­ista con molti riconosci­men­ti alla sua cin­tu­ra, viene mal­trat­ta­to oggi dal­la stes­sa pub­bli­cazione in cui lo col­le­ga sen­za alcu­na pro­va al cosid­det­to scan­da­lo “Rus­si­a­gate”, sen­za dub­bio il più fan­tas­ti­ca teo­ria del com­plot­to per affer­rare l’immaginazione pub­bli­ca dal­la guer­ra in Iraq.

Il Reg­no Uni­to ha con­tribuito a spal­mare e silen­ziare Assange, inter­rompen­do la sua con­nes­sione inter­net all’ambasciata ecuado­ri­ana dopo aver twit­ta­to che la Gran Bre­tagna era impeg­na­ta in una “guer­ra di pro­pa­gan­da” con­tro la Rus­sia.

John Pil­ger

@johnpilger

The Swedish case against Julian Assange stinks and has always stunk. One of the women involved said the police “rail­road­ed” her. As in Pompeo’s Wash­ing­ton, the aim is to “get” Assange regard­less of facts: for the crime of embar­rass­ing cor­rupt pow­er.
:https://justice4assange.com/note-to-editors-sweden.html 

Per­sonal­mente, cre­do che quel­lo che sta succe­den­do nei con­fron­ti di Julian Assange e Wik­iLeaks sia solo l’ultimo capi­to­lo dei media main­stream “lega­cy” che ten­tano di riaf­fer­mare il potere e l’influenza che sta per­den­do da molti anni. In effet­ti, la fon­dazione di Wik­iLeaks nel 2006 potrebbe essere vista come uno spar­ti­acque nel­la sto­ria dei media mod­erni, l’anno in cui Assange ha con­tribuito a riv­o­luzionare il lavoro dei gior­nal­isti di tut­to il mon­do nei loro sforzi per coin­vol­gere fun­zionari pub­bli­ci respon­s­abili delle loro azioni.

Tut­tavia, è impor­tante ricor­dare che la nasci­ta di Wik­iLeaks non si è ver­i­fi­ca­ta nel vuo­to. Nel­lo stes­so peri­o­do, le piattaforme di social media come Face­book han­no com­in­ci­a­to ad apparire sul­la sce­na come gen­er­a­tori all’avanguardia di notizie, opin­ioni e infor­mazioni, così come fonti di notizie inter­nazion­ali alter­na­tive, che for­niscono ai con­suma­tori di notizie ulte­ri­ori fonti di infor­mazioni vitali.

Sebbene la log­i­ca e il buon sen­so ci dicano che più infor­mazioni sono nat­u­ral­mente un van­tag­gio, in quan­to con­sente alle per­sone di pren­dere deci­sioni con più notizie, non tut­ti sono entu­si­asti del nuo­vo panora­ma dei media, come può tes­ti­mo­ni­are il dep­re­ca­bile caso di Julian Assange.

Oggi, per qual­si­asi indi­vid­uo ide­al­ista e aper­to di mente che spera di fornire uno spazio infor­ma­ti­vo più infor­ma­to e meno con­cen­tra­to, essi sono visti come i nemi­ci di una strisciante tec­nocrazia che mira a riportare tutte le notizie e le infor­mazioni sot­to il loro dominio. Per i mostri dell’universo dei media, non vedono altre opzioni ma un mag­giore con­trol­lo poiché è l’unica realtà che abbiano mai conosci­u­to. E con la tec­nolo­gia disponi­bile ora a loro dis­po­sizione, com­pre­sa la manipo­lazione degli algo­rit­mi per con­trol­lare ciò che il pub­bli­co è in gra­do di vedere, il lavoro gior­nal­is­ti­co di per­sone come Julian Assange è più criti­co che mai. Niente di meno che la ver­ità è in gio­co.

https://www.lantidiplomatico.it
Fonte: Rt
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