Migranti, Marina militare salva 100 persone: sbarcheranno a Genova. Trenta: “Nessun soccorso ignorato”

Migranti, Marina militare salva 100 persone: sbarcheranno a Genova. Trenta: “Nessun soccorso ignorato”Smen­ti­ta la pre­sen­za di una bam­bi­na mor­ta a bor­do, come ave­va denun­ci­a­to la ong Alarm Phone rifer­en­do notizie date dalle per­sone a bor­do. La stes­sa ong ave­va accusato la Mari­na di “aver mon­i­tora­to a lun­go sen­za offrire assis­ten­za”. La repli­ca del­la min­is­tra del­la Dife­sa: “È del tut­to fal­so e stru­men­tale

Rischi­a­va di scop­pi­are un altro caso migranti, ma la situ­azione si è sbloc­ca­ta nel vol­gere di poche ore. Il Vim­i­nale, nel tar­do pomerig­gio, ha indi­ca­to Gen­o­va come por­to di sbar­co per la nave del­la Mari­na mil­itare che giovedì mat­ti­na ha sal­va­to un centi­naio di per­sone al largo del­la Lib­ia. Ma non sono man­cate le polemiche tra le Ong e la Mari­na, con la min­is­tra del­la Dife­sa Elis­a­bet­ta Trenta a fare da scu­do.

Su Twit­ter la ong Alarm Phone, in mat­ti­na­ta, ha fat­to cir­co­lare la notizia di “una bam­bi­na di 5 anni mor­ta a bor­do” di un gom­mone in dif­fi­coltà al largo del­la Lib­ia, a 90 miglia da Lampe­dusa, rag­giun­to da un eli­cot­tero e da una nave in avvic­i­na­men­to. Poi è arriva­to l’attacco di Mediter­ranea Sav­ing Humans, sec­on­do cui la nave P490 Cigala Ful­go­si del­la Mari­na “è sem­pre sta­ta a poca dis­tan­za, ma ha aspet­ta­to. Se con­fer­ma­ta la morte di una bim­ba di 5 anni tra i naufraghi, sap­pi­amo chi pote­va sal­var­la e non l’ha fat­to“. La min­is­tra ha rispos­to con un post su Face­book: “Non per­me­t­to a nes­suno di dire che la nos­tra Mari­na Mil­itare abbia igno­ra­to il soc­cor­so di per­sone in peri­co­lo di vita. È del tut­to fal­so e stru­men­tale. Quan­do è arriva­to l’allarme ai nos­tri uomi­ni, la nave ital­iana si trova­va a 80 km di dis­tan­za, prati­ca­mente 2 ore di nav­igazione dal bar­cone, local­iz­za­to invece in acque di respon­s­abil­ità libi­ca. Si è deciso di inviare dunque, imme­di­ata­mente, un eli­cot­tero, per­ché quan­do c’è da sal­vare vite umane i nos­tri non si sono mai tirati indi­etro“.

In ogni caso, al ter­mine dei soc­cor­si e appu­ra­to che tut­ti i migranti tra cui 17 donne e 23 minoren­ni sono sta­ti trat­ti in sal­vo, l’Ong si è com­pli­men­ta­ta con l’equipaggio e il coman­dante. “Appren­di­amo con gioia che non ci sarebbe nes­suna vit­ti­ma a segui­to del­la situ­azione di peri­co­lo che rischi­a­va di diventare l’ennesima strage”. Il sal­vatag­gio dei migranti por­ta la fir­ma del pat­tuglia­tore d’altura Cigala Ful­go­si. L’imbarcazione, ha fat­to sapere la Mari­na, “con­statate le con­dizioni del natante con 100 per­sone a bor­do, di cui solo una deci­na provvisti di sal­vagente indi­vid­uale, motore spen­to, pre­carie con­dizioni di gal­leg­gia­men­to e con­sid­er­ate le con­dizioni mete­o­ro­logiche in peg­gio­ra­men­to, è inter­venu­ta in soc­cor­so delle per­sone che era­no in immi­nente peri­co­lo di vita”. Quin­di, le polemiche si sono pla­cate fino all’annuncio del Vim­i­nale del­la scelta del por­to di Gen­o­va per lo sbar­co dei migranti sal­vati.

La ten­sione in Lib­ia, comunque, res­ta alta. A causa dei vio­len­ti scon­tri e del dete­ri­o­rar­si delle con­dizioni di sicurez­za a Tripoli, 149 per­sone tra rifu­giati e richieden­ti asi­lo vul­ner­a­bili sono state evac­u­ate e trasferite a Roma gra­zie all’intervento dell’Unhcr. Le per­sone evac­u­ate proven­gono da Eritrea, Soma­lia, Sudan ed Etiopia. Tra di loro ci sono 65 minoren­ni; 13 bam­bi­ni han­no meno di un anno, e uno di loro è nato appe­na due mesi fa. Molti dei rifu­giati e richieden­ti asi­lo evac­uati neces­si­tano di cure mediche e sof­frono di mal­nu­trizione.

Alarm Phone è un numero tele­fon­i­co per rifu­giati in dif­fi­coltà nel­la acque del Mediter­ra­no, cre­ato nel 2014 da una rete di attivisti in Europa e Nord Africa. I migranti alla deri­va sono rius­ci­ti a con­tat­tar­li intorno alla mez­zan­otte tra mer­coledì e giovedì, seg­na­lan­do il ris­chio di ipoter­mia per i bam­bi­ni e una cres­cente situ­azione di pan­i­co.

Alarm Phone@alarm_phone

Questo è il moti­vo per cui il Mediter­ra­neo è uno dei con­fi­ni più letali al mon­do! La @guardia­costiera era già infor­ma­ta dalle 10.23h CEST. Ques­ta polit­i­ca di non assis­ten­za deve ter­minare! L’ultimo con­tat­to con la bar­ca è sta­to alle 00.47h e le per­sone a bor­do era­no in pan­i­co.

Alarm Phone@alarm_phone

04.50h CEST: le ca. 90 per­sone a bor­do stan­no anco­ra sof­fren­do e sono in grave peri­co­lo. Il sole sta sor­gen­do nel Mediter­ra­neo cen­trale ma ora pos­sono vedere con chiarez­za che nes­suno è nelle vic­i­nanze. Sono anco­ra abban­do­nati a mare e non c’è nes­sun soc­cor­so in vista pic.twitter.com/2ORjnCCK2E

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Carige: Bankitalia al lavoro per rilancio

Visco spiega che ci sono banche — come Carige — ancora in difficoltà, ma che Bankitalia sta lavorando per il rilancio. Sulle popolari preme: necessarie aggregazioni.

Carige: Bankitalia al lavoro per rilancio Un moni­to diret­to al gov­er­no, l’appello alle banche popo­lari a real­iz­zare aggregazioni. In mez­zo al dis­cor­so, anche qualche paro­la su Carige, anco­ra in evi­dente dif­fi­coltà.

Ignazio Vis­co affronta diver­si argo­men­ti nel suo inter­ven­to alla pre­sen­tazione del­la Relazione annuale del­la Ban­ca d’Italia per il 2018.

Sull’istituto lig­ure, il gov­er­na­tore di Banki­talia spie­ga che si stan­no met­ten­do in cam­po sforzi per trovare soluzioni adeguate, men­tre il gov­er­no si dice fiducioso per una rap­i­da con­clu­sione del­la vicen­da.

Le parole di Visco su Carige

Vis­co non nom­i­na esplici­ta­mente Carige, ma le sue parole si riferiscono pro­prio alla crisi dell’itituto lig­ure, attual­mente com­mis­sari­a­to.

In un pas­sag­gio del suo dis­cor­so finale, il gov­er­na­tore di Banki­talia ha infat­ti det­to: ×

Per­man­gono casi di dif­fi­coltà di banche di medie dimen­sioni, che sono all’attenzione delle autorità di vig­i­lan­za ital­iana ed euro­pea e del gov­er­no. Si stan­no atti­va­mente ricer­can­do soluzioni in gra­do di rilan­cia­re gli inter­me­di­ari e di sal­va­guardare i sogget­ti coin­volti”.

L’ipotesi mag­gior­mente con­di­visa – che si sta riv­e­lando dif­fi­coltosa da real­iz­zare – è quel­la di un’aggregazione con un altro isti­tu­to. L’appoggia Banki­talia e la chiede la BCE.

L’operazione pote­va essere favorita dal cosid­det­to “emen­da­men­to Carige” pre­sen­ta­to e poi riti­ra­to dal­la Lega al decre­to Cresci­ta: il provved­i­men­to inter­ve­nen­do sulle le imposte dif­ferite attive, avrebbe rap­p­re­sen­ta­to un incen­ti­vo all’aggregazione tra banche di medie e pic­cole dimen­sioni.

Nes­suno, gov­er­no com­pre­so, vuole invece pen­sare a una ricap­i­tal­iz­zazione pre­cauzionale.

Ci aspet­ti­amo sem­pre di avere una soluzione di mer­ca­to, spero non si arrivi mai alla ricap­i­tal­iz­zazione pre­cauzionale”

ha det­to infat­ti il min­istro dell’Economia, Gio­van­ni Tria.

Intan­to, a mar­gine del­la pre­sen­tazione del­la Relazione di Banki­talia, Alessan­dro Rivera diret­tore gen­erale del Tesoro, si è det­to “fiducioso che si tro­verà rap­i­da­mente una soluzione”.

Bankitalia sprona le popolari

Vis­co si è riv­olto, poi, anche alle banche popo­lari invi­tan­dole ad attuare per­cor­si di aggregazione e spie­gan­do che

per le banche popo­lari clas­sifi­cate come meno sig­ni­fica­tive, il rap­por­to tra costi e ricavi è sta­to supe­ri­ore alla media di sis­tema, il rendi­men­to del cap­i­tale infe­ri­ore, la con­sis­ten­za di cred­i­ti dete­ri­o­rati anco­ra ele­va­ta. Per questi inter­me­di­ari è pres­sante l’esigenza di real­iz­zare forme di stret­ta coop­er­azione o aggregazioni che con­sen­tano di com­petere sul mer­ca­to”.

Il gov­er­na­tore di Banki­talia invi­ta dunque a impeg­nar­si al mas­si­mo su red­di­tiv­ità e costi:

I nuovi grup­pi dovran­no mirare a con­cil­iare i ben­efi­ci del­la vic­i­nan­za e del­la conoscen­za che le sin­gole banche han­no nei con­fron­ti delle imp­rese locali con l’efficace sfrut­ta­men­to di sin­ergie di cos­to, così daincre­mentare la red­di­tiv­ità e la capac­ità di fare ricor­so al mer­ca­to quan­do nec­es­sario; l’impegno su questi fron­ti deve essere mas­si­mo”.  Francesca Caiaz­zo

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PARTO A 4 RUOTE

UNA DONNA HA DATO ALLA LUCE LA SUA BAMBINA IN MACCHINA MENTRE CORREVA IN OSPEDALE CON IL COMPAGNO ALLA GUIDA: LA SCENA È STATA RIPRESA DAL FIGLIO PIÙ GRANDE DELLA COPPIA CHE HA ASSISTITO, INSIEME AI FRATELLINI, AL PARTOIL VIDEO DIVENTATO VIRALE

Alessia Stri­nati per “www.leggo.it”

rudia napier 1RUDIA NAPIER 1

Sta­vano andan­do in ospedale per una visi­ta pre par­to ma la bam­bi­na nasce in macchi­na. Una don­na del Neva­da, in atte­sa del quar­to figlio dove­va andare in ospedale per una visi­ta, ma durante il tragit­to ha inzi­a­to ad avere le doglie e in pochi minu­ti è venu­ta al mon­do la loro quar­ta bam­bi­na, Jolee Lavergne.

rudia napier e la figliaRUDIA NAPIER E LA FIGLIA

Tut­to è avvenu­to in macchi­na, men­tre il mar­i­to del­la par­to­ri­ente gui­da­va e i loro tre figli era­no nel sedile pos­te­ri­ore dell’auto. Il figlio mag­giore, di 10 anni, è sta­to incar­i­ca­to dal padre di fil­mare l’evento, cre­den­do che fos­se un tran­quil­lo viag­gio ver­so l’ospedale, ma nel tragit­to la don­na è entra­ta in travaglio. A quel pun­to il pic­co­lo ha con­tin­u­a­to a fil­mare men­tre il papà cer­ca­va di incor­ag­gia­re la moglie e ras­si­cu­rare gli altri figli spaven­tati.

rudia napier e jolee lavergne addisonRUDIA NAPIER E JOLEE LAVERGNE ADDISON

Una situ­azione decisa­mente al lim­ite, che la famiglia rico­erderà per tut­ta la vita. La bim­ba è venu­ta al mon­do in pochissi­mo tem­po, la don­na l’ha stret­ta a sé, men­tre il papà ha con­tin­u­a­to il suo tragit­to ver­so l’ospedale.

jolee lavergne addisonJOLEE LAVERGNE ADDISON

Mam­ma e figlio stan­no bene, men­tre il video, con­di­vi­so su Face­book ha fat­to il giro del mon­do, tan­to che in molti si sono atti­vati per l’acquisto di un mini­van che pos­sa per­me­t­tere alla numerosa famiglia di viag­gia­re più comoda­mente.

i figli di rudia napier 2I FIGLI DI RUDIA NAPIER 2i figli di rudia napier 1I FIGLI DI RUDIA NAPIER 1joleelavergne addisonJOLEELAVERGNE ADDISON

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Germania, Duisburg: il partito islamico prende oltre il 35%

Cosa è mai suc­ces­so? Big, il par­ti­to islam­i­co si è pre­sen­ta­to alle elezioni ed ha strav­in­to.

di Giuseppe San­dro Mela – – senzanubi.wordpress.com

BIG riceve il 35,71% nel­la cir­co­scrizione 1001 di Duis­burg! La Cdu è all’8.24%: se Frau Merkel avesse sper­a­to nei voti dei mus­sul­mani avrebbe pre­so un gran­chio grosso così.
Il test ha avu­to suc­ces­so, anche se ques­ta è solo una pic­co­la parte del­la cit­tà. Nel­la cir­co­scrizione 1001 di Duis­burg-Marxloh, dove molti musul­mani sono in grande mag­gio­ran­za, il par­ti­to islam­i­co BIG ha rice­vu­to il mag­gior numero di voti in queste elezioni europee con il 35,71%, e con un ampio mar­gine:
Nat­u­ral­mente, i media non sono inter­es­sati a tut­to questo, dopo tut­to, tut­ta la Ger­ma­nia è in un impeto di verde, quin­di la notizia che la Ger­ma­nia viene islamiz­za­ta sem­pre più rap­i­da­mente non farebbe che tur­bare gli elet­tori che sono ubri­achi sul cli­ma.

Uffi­cial­mente, il BIG ha un aspet­to mod­er­no, in alcune par­ti il suo pro­gram­ma elet­torale ricor­da persi­no il pro­gram­ma elet­torale dei Ver­di, ma il par­ti­to è il nuo­vo brac­cio politi­co dei musul­mani in Ger­ma­nia e prob­a­bil­mente acquisirà sem­pre più influen­za nel prossi­mo futuro.
L’unica “con­so­lazione“. Nel nord di Duis­burg, forte­mente seg­na­to dal­la migrazione, l’AfD ha rag­giun­to in alcu­ni casi più del 20%.

Quan­do le risorse impor­tate sono la mag­gio­ran­za eleg­gono chi riten­gono oppor­tuno e gov­er­nano sec­on­do le leg­gi dell’Islam.
Questo era solo un test, che ha dato esi­to favorev­ole. Adesso Big si orga­nizzerà per beni­no su scala nazionale

Jouwatch. 2019-05-28. Islamisierung läuft: BIG erhält in einem Stimm­bezirk von Duis­burg 35,71 Prozent!

Der Test ist gelun­gen, auch wenn es sich hier­bei nur um einen kleinen Ortsab­schnitt han­delt. Im Stimm­bezirk 1001 von Duis­burg-Marxloh, also dort, wo viele Mus­lime zu Hause sind, erhält die islamis­che Partei BIG bei dieser Europawahl mit 35,71 Prozent die meis­ten Stim­men – und das mit großem Abstand:
Natür­lich inter­essiert das die Medi­en über­haupt nicht, schließlich befind­et sich ganz Deutsch­land im Grü­nen­rausch, da würde die Nachricht, dass Deutsch­land immer schneller islamisiert wird, die klimabesof­fe­nen Wäh­ler nur verun­sich­ern.
Offiziell kommt die BIG mod­ern daher, in eini­gen Teilen erin­nert ihr Wahl­pro­gramm sog­ar an das Wahl­pro­gramm der Grü­nen, aber die Partei ist nun mal der neue poli­tis­che Arm der Mus­lime in Deutsch­land und wird in näch­ster Zukun­ft wohl auch immer mehr an Ein­fluss gewin­nen.
Einziger „Trost“. Im stark durch Migra­tion geprägten Nor­den von Duis­burg erzielte die AfD teil­weise über 20 Prozent.
Die Gesellschaft spal­tet sich immer mehr.   https://www.imolaoggi.it/2019/05/31/

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Filippine: ucciso ostaggio olandese rapito da gruppo islamista

BANGKOK, 31 MAG – Un ostag­gio olan­dese rapi­to dal grup­po islam­i­co Abu Sayyaf sette anni fa è mor­to oggi durante uno scon­tro a fuo­co tra il grup­po arma­to e mil­i­tari di Mani­la nel­la fores­ta dell’isola di Sulu, che ha causato almeno sei mor­ti tra i mil­i­tan­ti e ven­ti fer­i­ti, tra cui otto sol­dati. Lo han­no rifer­i­to le forze armate.

Ewold Horn, un appas­sion­a­to di bird­watch­ing, è sta­to fer­i­to a morte durante un ten­ta­ti­vo di fuga men­tre la battaglia era in cor­so vici­no alla cit­tà di Patikul. L’olandese era sta­to seques­tra­to nel 2012 assieme a un ami­co svizze­ro e a un com­pag­no di viag­gio fil­ip­pino che riuscì a scap­pare poco dopo, segui­to dall’ostaggio svizze­ro dopo alcu­ni anni. Abu Sayyaf è un grup­po inser­i­to dagli Sta­ti Uni­ti nel­la liste delle orga­niz­zazioni ter­ror­is­tiche, e negli ulti­mi anni alcu­ni suoi coman­dati han­no giu­ra­to fedeltà allo Sta­to islam­i­co. Il grup­po, che si finanzia con sequestri di per­sona ed estor­sioni, è con­sid­er­a­to il respon­s­abile del doppio atten­ta­to sui­ci­da nel­la cat­te­drale di Jolo, lo scor­so gen­naio. (ANSA) https://www.imolaoggi.it/2019/05/31

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Spaccio di droga, nigeriano fermato per la sesta volta: già libero

Viter­bo – Uno straniero, trova­to in pos­ses­so di sostan­za stu­pe­facente, è sta­to trat­to in arresto dagli uomi­ni del­la Polizia di Sta­to del­la Ques­tu­ra di Viter­bo. Tut­to si è ver­i­fi­ca­to nell’ambito dei nor­mali con­trol­li del ter­ri­to­rio effet­tuati nel pomerig­gio del 27 mag­gio quan­do un cit­tadi­no nige­ri­ano, tito­lare di per­me­s­so di sog­giorno per pro­tezione sus­sidiaria è sta­to fer­ma­to dal­la DIGOS per deten­zione di dro­ga ai fini di spac­cio.

In par­ti­co­lare, men­tre i poliziot­ti sta­vano effet­tua­to accu­rati con­trol­li nei con­fron­ti di alcu­ni extra comu­ni­tari in una piaz­za del cen­tro cit­tadi­no, in prossim­ità di un par­co pub­bli­co, uno di questi alla vista degli Agen­ti si dis­face­va imme­di­ata­mente di un involu­cro che ave­va in tas­ca, get­tan­do­lo sot­to una panchi­na. Recu­per­a­ta la con­fezione il con­tenu­to veni­va esam­i­na­to nei lab­o­ra­tori del­la Polizia Sci­en­tifi­ca dove veni­va ril­e­va­ta la pre­sen­za di hashish per un peso com­p­lessi­vo di 12,7 gram­mi. Dai suc­ces­sivi riscon­tri emerge­va che l’extracomunitario nell’ultimo anno era sta­to arresta­to altre tre volte e denun­ci­a­to due, sem­pre per il reato di deten­zione ai fini di spac­cio di sostan­za stu­pe­facente.

Ricor­ren­done i pre­sup­posti la DIGOS, uni­ta­mente alla Squadra Mobile, effet­tua­va accu­rate perqui­sizioni pres­so le abitazioni del­lo straniero.

Dopo le for­mal­ità di rito, il nige­ri­ano veni­va dichiara­to in arresto e su dis­po­sizione del P.M di turno del­la Procu­ra del­la Repub­bli­ca di Viter­bo, rimes­so in lib­ertà. La sostan­za stu­pe­facente ed il tele­fono cel­lu­lare del nige­ri­ano veni­vano sot­to­posti a seque­stro per ulte­ri­ori accer­ta­men­ti.  ww.imolaoggi.it/2019/05/31

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Fondi per l’Isis, scoperta la centrale: «Ai ragazzi servono armi»

oma­lo con casa a Cinisel­lo in manette per ter­ror­is­mo. L’accusa: invi­a­va con­tan­ti alle milizie nel Corno d’Africa. Le inter­cettazioni: aiu­ti ai fratel­li.  (https://milano.corriere.it)

Forse trasci­na­to dal bieco entu­si­as­mo, o comunque dal­la voglia di dare enfasi al momen­to, il gio­vane al tele­fono si las­cia scap­pare una frase com­pro­met­tente: «Dob­bi­amo com­prare armi, munizioni e pal­lot­tole per i nos­tri ragazzi che com­bat­tono. Bisogna met­tere insieme 100 su 100». È il 12 set­tem­bre 2018 e Rashi­id Dubad, 22 anni, soma­lo res­i­dente a Cinisel­lo Bal­samo, par­la via cel­lu­lare con un con­nazionale. Dis­cu­tono del­la neces­sità di inviare quan­to più denaro pos­si­bile ai «fratel­li». I due sono appro­dati in Italia nel 2016 nelle coste del tra­panese poi si sono spo­sta­ti nel­la zona For­lì.

Ora, a qua­si otto mesi di dis­tan­za da quel­la con­ver­sazione inter­cetta­ta dai poliziot­ti del­la Digos di Bologna, Rashi­id Dubad è sta­to prel­e­va­to dal­la sua abitazione di via Mar­coni, a Cinisel­lo Bal­samo, e por­ta­to in sta­to di fer­mo al carcere a Mon­za (anche se potrebbe essere trasfer­i­to al repar­to di mas­si­ma sicurez­za in un altro pen­iten­ziario) con l’accusa di ter­ror­is­mo rel­a­ti­va al pre­sun­to finanzi­a­men­to di orga­niz­zazioni armate attive nel Corno d’Africa (Al Shabab e Isis, attive tra Soma­lia ed Etiopia).

Il 22enne avrebbe fat­to da «col­let­tore di denaro» attra­ver­so l’antico meto­do «Hawala», in con­cor­so con altri due ragazzi: il con­nazionale 23enne con cui parla­va al tele­fono lo scor­so autun­no (attual­mente irreperi­bile in Ger­ma­nia), e il 22enne etiope Said Mahamed, res­i­dente a Tori­no. Nel­la stes­sa inchi­es­ta, il pm del­la Dda bolog­nese Antonel­la Scan­del­lari ha emes­so decre­to di fer­mo per il reato di favoreg­gia­men­to dell’immigrazione clan­des­ti­na anche ver­so Cab­diqani Osman, 29 anni, soma­lo (coin­quili­no a Cinisel­lo di Rashi­id Dubad) e Isidi­in Ahmed, etiope, classe 1997, abi­tante in zona Stazione Cen­trale. Quest’ultimo filone riguar­da pre­sunte attiv­ità volte a favorire il tran­si­to di soma­li ed etiopi ver­so il nord, pas­san­do per Bren­nero e Svizzera.

Dal pri­mo dei due immi­grati, gli inquiren­ti sono risal­i­ti ai con­tat­ti con Dubad Rashi­id, il soma­lo di Cinisel­lo, immi­gra­to rego­lare (lavo­ra come addet­to alle pulizie) dife­so d’ufficio dall’avvocato Gian­lu­ca Pagli­no, con­sid­er­a­to per­son­ag­gio di «ele­va­ta caratu­ra crim­i­nale» e diven­ta­to figu­ra prin­ci­pale dell’inchiesta. È accusato di aver invi­a­to ogni mese somme per centi­na­ia di dol­lari ed euro a grup­pi armati soma­li, attra­ver­so la Hawala, una sor­ta di sis­tema di «mon­ey trans­fer» clan­des­ti­no che per­me­tte il trasfer­i­men­to di denaro «cash» sen­za las­cia­re trac­ce. Rashi­id è sta­to trova­to in pos­ses­so di quat­tro tele­foni cel­lu­lari (seques­trati) e in effet­ti le chia­mate inter­cettate del soma­lo di Cinisel­lo sono molte. “In Europa il nos­tro ref­er­ente è una don­na che sta in Fin­lan­dia, e lei rac­coglie tut­to il denaro in Europa».  ttps://www.imolaoggi.it/2019/05/31/

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Ecco perchè i calciatori rischiano di ammalarsi di SLA

sla

Sla, i cal­ci­a­tori rischi­ano 6 volte di più. La scle­rosi lat­erale amiotrofi­ca, o SLA, chia­ma­ta anche malat­tia di Lou Gehrig (dal nome di un gio­ca­tore di base­ball, la cui malat­tia nel 1939 sollevò l’attenzione pub­bli­ca), o malat­tia di Char­cot o malat­tia dei motoneu­roni, è una malat­tia neu­rode­gen­er­a­ti­va pro­gres­si­va.

cal­ci­a­tori pro­fes­sion­isti si ammalano di Sla medi­a­mente molto di più rispet­to alla popo­lazione gen­erale, addirit­tura 6 volte se di alto liv­el­lo, di serie A.

Quel­lo che per molti era solo un sospet­to, reso più evi­dente dal­la popo­lar­ità del cal­cio, è ora con­fer­ma­to da uno stu­dio epi­demi­o­logi­co che ha uti­liz­za­to un ‘data­base’ par­ti­co­lare: la collezione delle fig­urine Pani­ni, le stesse pas­sate di mano negli ulti­mi decen­ni del sec­o­lo scor­so fra migli­a­ia e migli­a­ia di ragazz­i­ni sog­nan­ti a cac­cia del ritrat­to del pro­prio ido­lo del pal­lone.

Lo stu­dio, pre­sen­ta­to negli Usa, a Philadel­phia, al meet­ing annuale dell’American Acad­e­my of Neu­rol­o­gy, è sta­to con­dot­to da Ettore Beghi ed Elis­a­bet­ta Pupil­lo, ricer­ca­tori dell’Istituto Mario Negri di Milano, in col­lab­o­razione con Letizia Mazz­i­ni dell’Ospedale uni­ver­si­tario di Novara e Nico­la Vana­core dell’ Isti­tu­to Supe­ri­ore di San­ità.

Sla: la ricerca partita dalle figurine Panini

E la ricer­ca è par­ti­ta con i nomi dei cal­ci­a­tori pre­sen­ti nelle collezioni di fig­urine Pani­ni, a par­tire dal­la sta­gione 1959–1960 fino a quel­la del 1999–2000, in cui risul­ta­vano coin­volti 23.875 cal­ci­a­tori di Serie A, B e C, segui­ti fino al 2018 dai ricer­ca­tori dell’Istituto Mario Negri.

Nel peri­o­do con­sid­er­a­to dal­lo stu­dio sono sta­ti accer­tati 32 casi di Sla. I più col­pi­ti risul­tano essere i cen­tro­camp­isti: 14; più del doppio degli attac­can­ti: 6; men­tre i difen­sori sono sta­ti 9 e i portieri 3.

Ciò che la nos­tra ricer­ca con­fer­ma – spie­ga Ettore Beghi – è che il ris­chio di Sla tra gli ex-cal­ci­a­tori è cir­ca 2 volte supe­ri­ore a quel­lo del­la popo­lazione gen­erale.

Anal­iz­zan­do la Serie A, il ris­chio sale addirit­tura di 6 volte, ma la vera novità con­siste nell’aver evi­den­zi­a­to che i cal­ci­a­tori si ammalano di Sla in età più gio­vane rispet­to a chi non ha prat­i­ca­to il cal­cio.

L’insorgenza del­la malat­tia tra i cal­ci­a­tori si attes­ta sui 43,3 anni men­tre quel­la del­la popo­lazione gen­erale in Italia è di 65,2 anni”.

Dati che – com­men­ta Elis­a­bet­ta Pupil­lo – potreb­bero non essere defin­i­tivi per­ché alcu­ni casi potreb­bero essere sfug­gi­ti alle inchi­este gior­nal­is­tiche e a quelle giuridiche, le fonti prin­ci­pali delle nos­tre infor­mazioni”.

Un risul­ta­to che comunque con­fer­ma quel­lo che in tan­ti ave­vano solo sospet­ta­to, assis­ten­do a ques­ta sor­ta di epi­demia che in Italia ha fat­to vit­time famose, come Ste­fano Bor­gono­vo (cen­tra­van­ti del Como, del Milan e del­la Fiorenti­na mor­to nel 2013) che ha anche cre­ato una Fon­dazione Onlus per aiutare la ricer­ca su ques­ta malat­tia.

I malati per­dono grad­ual­mente il con­trol­lo di diverse fun­zioni vitali, come cam­minare, res­pi­rare, deg­lu­tire e par­lare.

Perchè il legame con il calcio?

Ma che cosa c’entra il cal­cio? Per il momen­to nes­suno lo sa. Se lo chiede anche Dami­ano Tom­masi, pres­i­dente dell’Associazione ital­iana cal­ci­a­tori ed ex cen­tro­camp­ista del­la Roma e del­la Nazionale, che ha col­lab­o­ra­to con l’Istituto Mario Negri:

La ricer­ca – dice – da una parte pre­oc­cu­pa e dall’ altra ci invi­ta a porre atten­zione a qual­si­asi inizia­ti­va che pos­sa aiutare a saperne di più”.

La diag­nosi si basa sull’osservazione di seg­ni e sin­to­mi pre­sen­tati dal paziente e su alcu­ni esa­mi diag­nos­ti­ci ese­gui­ti per esclud­ere altre pos­si­bili cause. Non esiste una cura nota per la SLA.

Un far­ma­co chiam­a­to rilu­zo­lo può pro­l­un­gare l’aspettativa di vita di cir­ca due o tre mesi.

La ven­ti­lazione arti­fi­ciale può com­portare sia una migliore qual­ità, sia una mag­giore dura­ta del­la vita.

La malat­tia di soli­to inizia intorno all’età di 60 anni e, nei casi ered­i­tati, cir­ca una deci­na di anni pri­ma.

La soprav­viven­za media dall’esordio al deces­so può vari­are dai tre ai quat­tro anni; cir­ca il 10% soprav­vive più di 10 anni, men­tre il 5 % rag­giunge o supera i 20 anni dal­la diag­nosi.

La mag­gior parte muore per insuf­fi­cien­za res­pi­ra­to­ria. In gran parte del mon­do, i tas­si epi­demi­o­logi­ci di SLA sono sconosciu­ti.

In Europa e negli Sta­ti Uni­ti, la malat­tia colpisce cir­ca 2 per­sone ogni 100 000 indi­vidui all’anno. Di Mar­co Staffiero – fonte Il For­mat

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LA CRESCITA FRANCESE? TUTTA DOVUTA AL DEBITO DEI PRIVATO

Due grafi­ci elab­o­rati da Pip­pocam­mi­nadrit­to, mostra­no come la cresci­ta francese recente, ma anche nel tem­po più pro­l­un­ga­to, sia avvenu­ta solo al cos­to di un forte aumen­to del deb­ito pri­va­to.

Vedi­amo pri­ma di tut­to come il deb­ito pri­va­to francese sia cresci­u­to negli ulti­mi mesi :

Da novem­bre ad aprile il deb­ito privato,famiglie più aziende, francese, è cresci­u­to di 55 mil­iar­di, quin­di con una cifra non indif­fer­ente. La Fran­cia cresce, ma sulle spalle del deb­ito pri­va­to di aziende e famiglie, che ora è qua­si pari al PIL francese, e non sti­amo con­sideran­do il deb­ito delle isti­tuzioni finanziarie e del­lo sta­to.

Come è evo­lu­to questo sal­do finanziario nel tem­po? Vee­di­amo un altro grafi­co

Il deb­ito francese pri­va­to, in azzur­ro, è cresci­u­to più di quel­lo tedesco, in mar­rone, e moltissi­mo in più rispet­to a quel­lo Ital­iano, in scuro, e spag­no­lo, in rosso. la frag­ile cresci­ta francese si regge se i tas­si di inter­esse crescono, per­chè la cresci­ta francese è basa­ta su un camion di deb­iti pri­vati. Se la BCE ritoc­ca i tas­si al rial­zo, come vuole la Ger­ma­nia, la Fran­cia vedrà le pro­prie aziende in dif­fi­coltà. Inoltre si con­fer­ma come la cresci­ta francese inter­nazionale sia a deb­ito, sostenu­ta dal sis­tema cred­i­tizio, cosa che le banche ital­iane ormai si guardano bene di fare.   

 

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Euro: tutti si preparano alla rottura per limitare i danni?

Euro: tutti si preparano alla rottura per limitare i danni?Giuseppe Masala*
Dici­amo­cela tut­ta. L’Euro come mon­e­ta è mori­bon­da dal 2011. Quan­do saltarono in aria Gre­cia, Spagna, Por­to­gal­lo e Irlan­da e l’Italia si salvò per il rot­to del­la cuf­fia.

Da allo­ra, piac­cia o non piac­cia la polit­i­ca eco­nom­i­ca è cam­bi­a­ta: il con­trol­lo del sal­do del­la par­tite cor­ren­ti è diven­ta­to ferreo in tut­ti i pae­si dell’area. Han­no inizia­to a rien­trare tut­ti com­pre­sa la Spagna che è pas­sa­ta da un 100% di pil di posizione finanziaria net­ta sull’estero all’85%. La stra­da è quel­la, inutile far fin­ta di nul­la. Ora, guardiamo­ci in fac­cia: non esiste una mon­e­ta dove ogni sin­go­la area del­la zona val­u­taria ten­ga rigi­da­mente sot­to con­trol­lo i con­ti con l’estero (con­sideran­do come estero aree che han­no la stes­sa mon­e­ta a cor­so legale). Voi ve l’immaginate il Gov­er­na­tore dell’Alabama che rien­tra il sal­do delle sue par­tite cor­ren­ti in pas­si­vo rispet­to alla Cal­i­for­nia? No, è una cosa lunare. Se accadesse non sarebbe un’area mon­e­taria, il dol­laro non sarebbe una mon­e­ta ma un ser­pen­tone mon­e­tario a cam­bio fis­so sot­to le men­tite spoglie di un uni­co sim­bo­lo.

A vol­er essere pig­no­li potrei anche ricor­dare che il Quan­ti­ta­tive Eas­ing del­la BCE non è del­la BCE ma delle sin­gole banche cen­trali dell’Eurosistema: la Ban­ca d’Italia acquista BTP, la Bun­des­bank acquista Bund e via dis­cor­ren­do. Non si acquista nul­la in comune: a cias­cuno il suo.

In altri ter­mi­ni a guardare i fat­ti quel­lo che sta acca­den­do è che quel­li che si dichiara­no fer­ven­ti europeisti stan­no facen­do le cose fon­da­men­tali per essere pron­ti alla rot­tura dell’euro con il minor dan­no pos­si­bile. Cer­to è una cosa lun­ga: ma il giorno in cui le posizioni finanziarie nette dei pae­si dell’eurozona fos­sero in pareg­gio tra loro basterebbe scam­biar­si i cap­i­tali facen­do rien­trare ognuno i pro­pri nei con­fi­ni nazion­ali.

A quel pun­to seg­regazione con con­trol­lo dei cap­i­tali e l’Euro è fini­to.

Men­tre quel­li che si dichiara­no Euroscetti­ci pro­pon­gono piani per dare mag­giori mar­gi­ni di inter­ven­to alla BCE e per avere un bud­get europeo per gli inves­ti­men­ti e dunque stan­no facen­do di tut­to per fare in modo che l’unione con­tinui e anzi che si raf­forzi (pen­si­amo per esem­pio al Piano Savona).

Molto prob­a­bil­mente questo con­trol­lo del­la Posizione Fin. Net­ta non è fun­zionale alla rot­tura volon­taria ma solo a preparar­si ad un even­tuale shock mag­a­ri esogeno (USA?) per lim­itare i dan­ni al mas­si­mo. Ma tant’è, ver­so lì si sta andan­do. Ques­ta è l’impressione.
Sic­come in questi mesi decider­an­no il da far­si per i prossi­mi anni è bene ten­er a mente un po’ di cose [Dico questo a presci­dente dai nomi che pren­der­an­no le alte cariche del­la UE, tranne se fan­no Wei­d­mann alla BCE, che non depone benis­si­mo]:

1) Se sen­tire­mo par­lare di Eurobond, scor­poro degli inves­ti­men­ti dal cal­co­lo del deficit, inves­ti­men­ti europei o altre cose di ques­ta natu­ra vuol dire che han­no deciso di con­tin­uare l’esperienza del­la Mon­e­ta Comune e dell’Integrazione Euro­pea.

2) Se sen­tire­mo par­lare di mod­i­fi­ca del Tar­get 2 e di pas­sag­gio ad un Tar­get 3 molto prob­a­bil­mente han­no deciso di man­dare l’Euro su un bina­rio mor­to o comunque di dotar­si degli stru­men­ti sia per la rot­tura o almeno per espellere sin­goli pae­si.

E si, per­chè non ci diran­no mai «Sti­amo lavo­ran­do per dis­gre­gare l’Euro sen­za far­ci trop­po male», diran­no sem­pre «l’Euro è irre­versibile» anche se lavo­ra­no per la sua fine.

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