Pesce spada, Corte Ue no ricorso Italia

Le misure adottate sono motivate e proporzionali’  ANSA) — BRUXELLES, 30 APR — La Corte di giustizia Ue ha respinto il ricorso dell’Italia contro la decisione che nel 2017 ha fissato quote di pesca per il pesce spada. Secondo l’Italia il regolamento impugnato era troppo limitativo delle possibilità di pesca nel Mediterraneo. Per la Corte invece le misure adottate dal Consiglio Ue hanno solide motivazioni, sono proporzionate e non contrastano con l’interesse dell’Unione di garantire lo sfruttamento e la gestione sostenibili delle risorse biologiche marine.(ANSA).

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SE SONO COLPEVOLI, I DUE DI VITERBO VANNO CASTRATI E MESSI AI LAVORI FORZATI

NO DEI LEADER DI CASAPOUND, SIMONE DI STEFANO: “NOI CI INDIGNIAMO PER TUTTI GLI STUPRI MA LA POPOLAZIONE IMMIGRATA IN IN PERCENTUALE STUPRA PIÙ DEGLI ITALIANIQUESTO EPISODIO FA PIÙ SCALPORE PERCHÉ C’È CASA POUND MA QUANTI CE NE SONO DEL PD COINVOLTI IN INCHIESTE PER MAFIA, CAMORRA E TANGENTI? — LASCIARE LA NOSTRA SEDE? PRIMA VENGONO 1500 OCCUPAZIONI ROSSEMIO FRATELLO? VIVE NELLA SEDE PERCHÉ È SEPARATO E DISOCCUPATO”  

Da “la Zan­zara — Radio 24”   

Noi non abbi­amo com­bi­na­to nes­sun casi­no, sono i due stupra­tori che han­no com­bi­na­to il casi­no. Non con­fon­di­amo le cose”. Ma come, spes­so tuonate con­tro gli stupra­tori stranieri e adesso dite che non bisogna gen­er­al­iz­zare?: “No, noi non lo abbi­amo mai fat­to. Potete leg­gervi tut­ti gli inter­ven­ti miei e di altri espo­nen­ti di Casa Pound, nes­suno di noi ha mai gen­er­al­iz­za­to su questo”.

simone di stefano e ariannaSIMONE DI STEFANO E ARIANNA

Ma che dice Di Ste­fano, avete sem­pre det­to che ci sono più stupra­tori stranieri che ital­iani: “E’ un dato di fat­to che sono più gli stupra­tori stranieri rispet­to agli ital­iani in per­centuale di popo­lazione. Ciò non toglie nul­la alla balordag­gine di quei due e a quel­lo che han­no commes­so. Fos­sero colpevoli, vor­rei la cas­trazione chim­i­ca e anche oltre. Bisogna trovare qual­cosa di più forte. La cas­trazione mec­ca­ni­ca è una cosa bar­bara, però i lavori forza­ti per ven­ti, trent’anni non sarebbe male. Bisognerebbe essere un po’ più duri”.

Così Simone Di Ste­fano, uno dei leader di Casa Pound a La Zan­zara su Radio 24. Dice Di Ste­fano: “Noi ci indig­ni­amo per tut­ti gli stupri, sia quel­li degli immi­grati che quel­li degli ital­iani e soprat­tut­to di quel­li di chi è iscrit­to a Casa Pound. La vos­tra tele­fona­ta dimostra però che c’è indig­nazione solo per­ché lo stupro è avvenu­to da ques­ta parte. Mi sem­bra che questo stupro fac­cia più scal­pore di altri. Si par­la più di questo che non di stupri degli immi­grati o ad opera di altri ital­iani tra le mura domes­tiche. A me sem­bra sia uno stupro che medi­ati­ca­mente vale più degli altri. Vi ricor­do per esem­pio lo stupra­tore seri­ale di Roma, con­dan­na­to a dici­as­sette anni di carcere, che era respon­s­abile del Pd di una sezione qui a Roma…Quello era uno che por­ta­va il caviale e le ostriche in Munici­pio e poi anda­va in giro a stuprare le ragazze nei garage. Era del Par­ti­to Demo­c­ra­ti­co”.

SIMONE DI STEFANOSIMONE DI STEFANO

La popo­lazione immi­gra­ta in Italia – dice Di Ste­fano — in per­centuale stupra più degli ital­iani. Aprite­vi Google ed andate a cer­care, è un dato di fat­to. Se due coglioni iscrit­ti a Casa Pound van­no a stuprare una per­sona, la notizia la tro­vi su tut­ti i gior­nali, se sono altri gli stupra­tori, tu sai che caz­zo di tessera di par­ti­to c’hanno in tas­ca? Soprat­tut­to se sono iscrit­ti al Pd, fig­u­rati se esce fuori. Di Pac­ciani che era par­ti­giano, si disse?”.

simone di stefano (2)SIMONE DI STEFANO (2)

Lo stupro di un clan­des­ti­no vale di più rispet­to a quel­lo di un non ital­iano?: “Asso­lu­ta­mente, i reati sono tut­ti uguali. Chi com­mette un reato, com­mette un reato. Quel­lo del clan­des­ti­no ce lo pote­va­mo evitare. Quel­lo del clan­des­ti­no si pote­va evitare se qualche coglione non gli apri­va la por­ta di casa e lo face­va entrare in ques­ta nazione. Ha una col­pa in più, è la col­pa di chi ha aper­to le porte sen­za con­trol­lare chi arrivasse in Italia. Quin­di c’è una col­pa in più, sogget­ti­va, mag­a­ri di chi l’ha aiu­ta­to a pren­dere il per­me­s­so di sog­giorno, di chi l’ha mes­so den­tro una coop­er­a­ti­va.”.

Quan­do c’era uno stupra­tore iscrit­to al Pd – dice Di Ste­fano — nes­suno ha chiesto lo sciogli­men­to del Pd. Però mi sem­bra che oggi il Pd si stia impeg­nan­do molto. Le respon­s­abil­ità sono sogget­tive, non sono del movi­men­to politi­co. Per­ché, del Pd quan­ti ce ne sono coin­volti in inchi­este giudiziarie per mafia, per camor­ra, per tan­gen­ti? Ma di che sti­amo par­lan­do? Sciogli­ete­lo subito, se fac­ciamo la clas­si­fi­ca dei con­dan­nati”.

SIMONE DI STEFANO NINA MORIC CASAPOUNDSIMONE DI STEFANO NINA MORIC CASAPOUND

Anche la Boldri­ni ha chiesto il vostro sciogli­men­to: “Bra­va, bra­va, però quan­do sta­vano al gov­er­no non è che la Boldri­ni ed il Pd abbiano sci­olto Casa Pound. Bisogna avere un po’ di cor­ag­gio quan­do si gov­er­na, piut­tosto che fare l’opposizione oggi. E anche lo sgombero del palaz­zo non l’hanno fat­to. Mio fratel­lo? Mag­a­ri su 1500 occu­pazioni rosse ed una tri­col­ore, fac­ciamo che arriv­i­amo a dieci a uno, poi dopo ne par­liamo.

Per­ché, mio fratel­lo non può essere in emer­gen­za abi­ta­ti­va? Cosa pen­sate, che Casa Pound sia come il Pd e che abbia mil­ioni di finanzi­a­men­to? Mio fratel­lo Non ha una lira, ci met­ti­amo i sol­di di tas­ca nos­tra per far polit­i­ca. Chi oggi va ad iscriver­si alle case popo­lari di Roma sa benis­si­mo che non ricev­erà mai una casa, anche per col­pa degli stranieri, anche per col­pa dei rom. Ve lo con­fer­mo, da quel­la sede non andi­amo via. non andi­amo via dal quel caz­zo di sede. Per­ché finchè ci saran­no 1500 cen­tri sociali rossi sgomber­are Casa Pound sarebbe una per­se­cuzione polit­i­ca”.

 

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Stretta anti-terrorismo di Salvini: più controlli su moschee e centri islamici a rischio isis

moschea sesto fiorentino

Il min­istro dell’Interno Mat­teo Salvi­ni ha fir­ma­to ques­ta mat­ti­na la cir­co­lare des­ti­na­ta a prefet­ti per aumentare i con­trol­li e il liv­el­lo di atten­zione intorno ai luoghi di aggregazione di cit­ta­di­ni islam­i­ci. In par­ti­co­lare, nel­la cir­co­lare, il Vim­i­nale “rac­co­man­da ai prefet­ti di “ris­er­vare una cura par­ti­co­lare alle dimen­sioni di elezione del pros­elit­ismo”, sot­to­lin­e­an­do come in ques­ta cat­e­go­ria rien­tri “la var­ie­ga­ta realtà dei cen­tri di aggregazione e delle asso­ci­azioni cul­tur­ali asseri­ta­mente ispi­rate alla fede musul­mana, dis­tribuite su tut­to il ter­ri­to­rio nazionale ma con­cen­trate soprat­tut­to in Lom­bar­dia, Emil­ia Romagna, Vene­to, Piemonte, Sicil­ia e Toscana. Una pre­sen­za in aumen­to, con­trad­dis­tin­ta da dif­fer­en­ti ide­olo­gie di riferi­ta matrice reli­giosa, in cer­ti casi ori­en­ta­ta a una stru­men­tale inter­pre­tazione rad­i­cale e intran­si­gente dell’Islam”.

«Gli even­ti degli ulti­mi anni fino ad arrivare ai più recen­ti atten­tati che il giorno di Pasqua han­no col­pi­to lo Sri Lan­ka dimostra­no come la tutela del­la sicurez­za nazionale deb­ba costan­te­mente adeguar­si a nuovi pro­fili di ris­chio, model­lan­dosi su con­testi e prob­lem­atiche che sono, per loro natu­ra, flu­i­di ed impon­gono un con­tin­uo ed atten­to proces­so di affi­na­men­to ed aggior­na­men­to di meto­di e pras­si di inter­ven­to – si legge nel­la cir­co­lare – Il rifer­i­men­to è innanz­i­tut­to al ter­ror­is­mo di matrice jihadista, la cui per­du­rante forza attrat­ti­va è tale da innescare pro­ces­si di rad­i­cal­iz­zazione all’interno degli stes­si Pae­si tar­get, incor­ag­gian­do l’attivazione autono­ma dei seguaci e tra­ducen­dosi in un peri­co­lo di carat­tere pun­tiforme e sfuggente”. «Altret­tan­to sig­ni­fica­ti­va per le dimen­sioni assunte è la ten­den­za alla migrazione di mas­sa, ali­men­ta­ta non solo da con­flit­ti in atto a liv­el­lo inter­nazionale, ma soprat­tut­to dal­la medi­azione di traf­fi­can­tisen­za scrupoli, orga­niz­zazioni e reti crim­i­nali coin­volte nel­la ges­tione dei flus­si che veicolano come acces­si­bile agli inter­es­sati la prospet­ti­va di una vita migliore fuori dai Pae­si di orig­ine, ali­men­tan­do i canali dell’immigrazione clan­des­ti­na offer­ti all’eventualità di infil­trazioni ter­ror­is­tiche», dice anco­ra la cir­co­lare del min­is­tero degli Interni.

Lucio Meo

 

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Treviso, una spacciatrice nigeriana strappa la pistola a un agente e tenta di sparare. Arrestata

Trage­dia sfio­ra­ta all’ospedale di Tre­vi­so dove una don­na nige­ri­ana, cor­riere del­la dro­ga, alla quale era sta­ta nega­ta la pro­tezione inter­nazionale, ha strap­pa­to dal­la fon­d­i­na di una agente don­na del­la Guardia di Finaza la pis­to­la e ha ten­ta­to di esplodere un colpo pun­tan­dogliela con­tro. For­tu­nata­mente si è evi­ta­to il peg­gio e la don­na in divisa è rimas­ta ille­sa:  nel cor­so del­la col­lut­tazione che ne è segui­ta gli agen­ti sono rius­ci­ti a immo­bi­liz­zare l’immigrata di 31 anni, che è sta­ta arresta­ta sul pos­to.

La don­na nige­ri­ana era fini­ta in ospedale dopo essere sta­ta fer­ma­ta all’aeroporto Cano­va con un cer­to numero di ovuli di dro­ga nascosti nel­la pan­cia. Una vol­ta arriva­ta nel­la strut­tura per evac­uar­li, come ripor­ta il Gazzetti­no di Tre­vi­so, ha chiesto di pot­er andare in bag­no accom­pa­g­na­ta da una agente del­la Finan­za che dove­va sorveg­liar­la. Ques­tione di pochi istan­ti e la nige­ri­ana è rius­ci­ta a strap­pare la pis­to­la dal­la fon­d­i­na del­la finanziera e ha prova­to ad esplodere un colpo, for­tu­nata­mente la pis­to­la ave­va la sicu­ra e le inten­zioni del­la don­na non sono andate a seg­no. A dare la notizia è sta­to il min­istro Mat­teo Salvi­ni con un tweet nel quale invo­ca toller­an­za zero per chi com­mette questi reati. «Una nige­ri­ana 31enne, con­trol­la­ta dal­la Guardia di Finan­za a Tre­vi­so, è sta­ta scop­er­ta con parec­chi ovuli in pan­cia. Non con­tenta, ha aggred­i­to una mil­itare delle Fiamme Gialle sot­traen­dole l’arma d’ordinanza e cer­can­do di fare fuo­co. Non ha spara­to solo per­ché non è rius­ci­ta a togliere la sicu­ra. Nel 2016 la nige­ri­ana ave­va rice­vu­to il diniego del­la pro­tezione inter­nazionale. Piena sol­i­da­ri­età alle Forze dell’Ordine – scrive il tito­lare del Vim­i­nale –  toller­an­za zero per i delin­quen­ti che por­tano dro­ga nelle nos­tre strade e aggre­dis­cono chi si occu­pa del­la nos­tra sicurez­za».

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A ROMA FRUSTRATI PERCHÉ HANNO VINTO POCO

EX DIRETTORE SPORTIVO MONCHI PARLA DEL SUO FLOP IN GIALLOROSSO E TROVA UN COMODO ALIBI NELLA ECCESSIVAPRESSIONE” DELL’AMBIENTE ROMANODA MAX GIUSTI A CLAUDIA GERINI, DA FLORIS A MALAGO’, ECCO CHI C’ERA ALLOLIMPICO A GODERSI IL RITORNO AL GOL DI PASTORE DOPO 7 MESIRANIERI NONNO PER LA SECONDA VOLTA

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Foto di Fer­di­nan­do Mezze­lani per Dagospia

Da www.corrieredellosport.it

Ramon Monchi dopo il suo ritorno al Siviglia decide par­lare nuo­va­mente del­l’avven­tu­ra flop alla Roma dura­ta un anno e mez­zo e ter­mi­na­ta con il suo addio lo scor­so mar­zo. Il diret­tore sporti­vo del club andalu­so ai micro­foni di Quok­ka News, spie­gan­do i motivi delle dif­fi­coltà incon­trate nell’ambiente romano: «La dif­feren­za è che la Roma è una squadra che ha una riper­cus­sione molto grande: è la Cap­i­tale d’Italia, ha una quan­tità di popo­lazione mag­giore a quel­la di Siviglia, molti più media di comu­ni­cazione, non ha vin­to molto nel pas­sato e questo provo­ca una frus­trazione che crea una pres­sione mag­giore».

malagò giusti foto mezzelani gmtMALAGÒ GIUSTI FOTO MEZZELANI GMT            

Sul suo ritorno al Siviglia dopo appe­na due sta­gioni: «Quan­do me ne sono anda­to dal Siviglia due anni fa, é per­ché cre­de­vo di dover cer­care nuove moti­vazioni vis­to che sono sta­to qui sia da gio­ca­tore che da diret­tore sporti­vo. Vole­vo un’esperienza fuori dal­la Spagna. Quan­do l’avventura a Roma è fini­ta ave­vo un’opzione di andare in Inghilter­ra, ma poi ho rice­vu­to la chia­ma­ta del Siviglia. Sono tor­na­to per­ché cre­do che pos­so aiutare a crescere ques­ta soci­età . Non sono tor­na­to per sal­vare nes­suno, né per­ché sono Sevil­lista. Cre­do che fos­se il momen­to gius­to per dare al Siviglia le conoscen­ze che ho appre­so in questi due anni a Roma».

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NEANCHE LA COLICA FERMA BERLUSCONI

NUOVO RICOVERO AL SAN RAFFAELE PER IL CAV A CAUSA DI UNA COLICA RENALE ACUTA, MA LUI CHIEDE DI USCIRE PER LA CAMPAGNA ELETTORALEFONTI DI FORZA ITALIA: “È SOLO UN CONTROLLO”- SILVIO HA DICHIARATO DI VOLERE PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE CON I CANDIDATI ALLE ELEZIONI EUROPEE PREVISTA PER IL POMERIGGIO A VILLA GERNETTO

Alessan­dra Cor­i­ca e Andrea Mon­ta­nari per repubblica.it

BERLUSCONI FORZA ITALIABERLUSCONI FORZA ITALIA

Nuo­vo ricovero a Milano, all’ospedale San Raf­faele, per Sil­vio Berlus­coni per la ter­apia di una col­i­ca renale acu­ta, come fan­no sapere fonti di Forza Italia. E’ arriva­to in ospedale in ambu­lan­za intorno alle 10 ed è sta­to trasfer­i­to nel­la suite che di soli­to occu­pa durante i ricov­eri nel­la clin­i­ca: sono iniziati gli esa­mi a cui si deve sot­to­porre.

Il leader degli azzur­ri, che ha 82 anni e si è appe­na rican­dida­to, inizian­do una cam­pagna elet­torale den­sa di appun­ta­men­ti, ha in pro­gram­ma per oggi pomerig­gio un incon­tro con i can­di­dati alle Europee di Forza Italia a Vil­la Ger­net­to e poi una con­feren­za stam­pa: dalle fonti azzurre si fa sapere che Berlus­coni “ha assi­cu­ra­to, appe­na i con­trol­li in cor­so saran­no ter­mi­nati, di vol­er comunque essere pre­sente alla man­i­fes­tazione di Forza Italia con i can­di­dati alle elezioni europee pre­vista per il pomerig­gio a Vil­la Ger­net­to”.

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SILVIO BERLUSCONI  ANTONIO TAJANI

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Combattimenti clandestini tra cani e cervi: 27enne incastrato dai video sullo smartphone

Combattimenti clandestini tra cani e cervi: 27enne incastrato dai video sullo smartphoneEra soli­to all­e­vare e uti­liz­zare dei cani di raz­za ‘ter­ri­er’, eccel­len­ti cac­cia­tori dotati di un grande fiu­to nonos­tante la pic­co­la taglia, per cac­cia­re dei tas­si. Per puro diver­ti­men­to, però, un uomo imp­ie­ga­va i suoi cani anche per veri e pro­pri com­bat­ti­men­ti con ani­mali sel­vati­ci molto più gran­di, come ad esem­pio i cervi, immor­ta­lan­do tut­to in alcu­ni video.

 Pro­prio quei fil­mati sono sta­ti una pro­va pesante nelle accuse con­tro il 27enne Sean Ward, res­i­dente in Sco­zia. Come rac­con­ta l’Inde­pen­dent, l’uo­mo era sta­to avvis­ta­to, la scor­sa estate, da una don­na men­tre passeg­gia­va con un Jack Rus­sell ter­ri­er, fer­i­to e san­guinante, e da lì era par­ti­ta la denun­cia. Durante una perqui­sizione a sor­pre­sa, la polizia in casa del­l’uo­mo ave­va trova­to anche un altro cane, una fem­mi­na di Pat­terdale ter­ri­er, che pre­sen­ta­va vis­tose cica­tri­ci in tut­to il cor­po.

Lo smart­phone del­l’uo­mo, seques­tra­to dal­la polizia, con­tene­va nel suo archiv­io diver­si fil­mati real­iz­za­ti dal­l’uo­mo, che si diverti­va ad adde­strare cani per far­li com­bat­tere con vari ani­mali sel­vati­ci. Oltre ai video, c’er­a­no anche foto del­l’uo­mo, felice e sor­ri­dente accan­to alla car­cas­sa di un cer­vo, ucciso dai suoi cani: le ferite in quelle immag­i­ni sono diven­tate una pro­va a cari­co del­l’uo­mo, che alla fine è sta­to con­dan­na­to a sette mesi di carcere e al divi­eto di possedere ani­mali per i prossi­mi 20 anni.  Era soli­to all­e­vare e uti­liz­zare dei cani di raz­za ‘ter­ri­er’, eccel­len­ti cac­cia­tori dotati di un grande fiu­to nonos­tante la pic­co­la taglia, per cac­cia­re dei tas­si. Per puro diver­ti­men­to, però, un uomo imp­ie­ga­va i suoi cani anche per veri e pro­pri com­bat­ti­men­ti con ani­mali sel­vati­ci molto più gran­di, come ad esem­pio i cervi, immor­ta­lan­do tut­to in alcu­ni video.

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Pro­prio quei fil­mati sono sta­ti una pro­va pesante nelle accuse con­tro il 27enne Sean Ward, res­i­dente in Sco­zia. Come rac­con­ta l’Inde­pen­dent, l’uo­mo era sta­to avvis­ta­to, la scor­sa estate, da una don­na men­tre passeg­gia­va con un Jack Rus­sell ter­ri­er, fer­i­to e san­guinante, e da lì era par­ti­ta la denun­cia. Durante una perqui­sizione a sor­pre­sa, la polizia in casa del­l’uo­mo ave­va trova­to anche un altro cane, una fem­mi­na di Pat­terdale ter­ri­er, che pre­sen­ta­va vis­tose cica­tri­ci in tut­to il cor­po.

Lo smart­phone del­l’uo­mo, seques­tra­to dal­la polizia, con­tene­va nel suo archiv­io diver­si fil­mati real­iz­za­ti dal­l’uo­mo, che si diverti­va ad adde­strare cani per far­li com­bat­tere con vari ani­mali sel­vati­ci. Oltre ai video, c’er­a­no anche foto del­l’uo­mo, felice e sor­ri­dente accan­to alla car­cas­sa di un cer­vo, ucciso dai suoi cani: le ferite in quelle immag­i­ni sono diven­tate una pro­va a cari­co del­l’uo­mo, che alla fine è sta­to con­dan­na­to a sette mesi di carcere e al divi­eto di possedere ani­mali per i prossi­mi 20 anni.

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Trovati due cadaveri nel Lago di Como: è giallo

Trovati due cadaveri nel Lago di Como: è gialloSono sta­ti rivenu­ti sta­mane nel lago di Como due cadav­eri. Il pri­mo è di una don­na di cir­ca 70–80 anni di età, e stan­do ai pri­mi esa­mi sarebbe mor­ta da non più di un giorno. Nes­suna indi­cazione sul­l’i­den­tità dato che non sono sta­ti trovati doc­u­men­ti che pos­sano iden­ti­fi­car­la.

Il cor­po sarebbe sta­to por­ta­to a riva dal­la cor­rente e scop­er­to ver­so le 9. Il sec­on­do cor­po è sta­to trova­to dopo cir­ca mez­z’o­ra da un pesca­tore al largo, in avan­za­to sta­to di decom­po­sizione. Dopo aver avvisato la polizia, lo ha por­ta­to a riva. Si trat­ta di R.M. classe 1961 nato a Lec­co e sen­za fis­sa dimo­ra. Non si ritiene, con­sid­er­a­to il diver­so sta­to di decom­po­sizione, che i due fat­ti siano col­le­gati.   www.leggo.it/italia/milano

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Lei lo lascia, lui la stupra e invia agli amici il

Lei lo lascia, lui la stupra e invia agli amici il video Lei lo las­cia, lui la pic­chia, la stupra e dopo aver­la fil­ma­ta in atteggia­men­ti inti­mi, invia ai suoi ami­ci i video. È sta­to bloc­ca­to sta­mane dai cara­binieri dopo un’indagine lam­po avvi­a­ta il 29 mar­zo in segui­to alla denun­cia del­la vit­ti­ma. La don­na, caser­tana, ave­va las­ci­a­to il com­pag­no nell’inverno scor­so e da quel momen­to è inizia­to un incubo. Lui l’ha perse­gui­tata, costret­ta a subire atti ses­su­ali, obbli­ga­ta a dar­gli del denaro. Infine ha invi­a­to via chat i fil­mati in cui face­va ses­so con lei. I video sono sta­ti trovati sui cel­lu­lari di diver­si conoscen­ti del­la vit­ti­ma e sono ora in cor­so indagi­ni che sta­bili­ran­no se qual­cuno li abbia mes­si in rete.

La trage­dia di Tiziana Can­tone, che si tolse la vita per­ché i suoi video pri­vati era­no fini­ti su inter­net, aleg­gia su ques­ta vicen­da come su tante altre del­lo stes­so tipo. Ma ora anche chi detiene mate­ri­ale hard ruba­to alle vit­time rischia grosso. Per adesso ne risponde solo l’ex com­pag­no, arresta­to su richi­es­ta del­la Procu­ra di San­ta Maria Capua Vet­ere, diret­ta da Maria Antoni­et­ta Tron­cone. L’uomo è sta­to ammanet­ta­to e rinchiu­so a Pog­gio­re­ale dai Cara­binieri del­la tenen­za di Caivano. Abita­va ad Afrago­la.  /www.leggo.it/italia/cronache/lei_lo_lascia_lui_stupra_invia_amici_video_hot-4461905.html

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Roma, scopre i banditi in balcone che gli stanno rubando la caldaia: lo sccoltellano e scappano

Roma, scopre i banditi in balcone: accoltellatoHa aper­to la fines­tra e si è trova­to davan­ti il ladro che lo ha aggred­i­to. Ora è fer­i­to al pol­so e a una mano: si vedono le ferite pro­fonde e le abra­sioni che il mal­vivente gli ha procu­ra­to dopo aver­lo scar­aven­ta­to a ter­ra e pre­so a cal­ci in fac­cia. Con un coltel­lo appun­ti­to, il ladro ha prova­to più volte a colpir­lo men­tre aspet­ta­va il com­plice per fug­gire in auto.
Le mac­chie di sangue anco­ra vis­i­bili cor­rono lun­go lo stip­ite del por­tone d’ingresso. La trage­dia è sta­ta sfio­ra­ta per un sof­fio in via San­ta Maria Lico­dia, nel­la zona di Tor Bel­la Monaca vec­chia. Clau­dio Diafe­ria ha rischi­a­to di essere ucciso dal ladro che sta­va cer­can­do di rubare la cal­da­ia dal bal­cone del­la sua abitazione, men­tre l’uomo si trova­va in casa con la moglie e i due figli.
L’episodio è accadu­to domeni­ca sera, intorno alle ven­titré. Il quar­an­taset­tenne, dipen­dente dell’Atac, ha sen­ti­to dei rumori metal­li­ci provenire dal bal­cone. È sce­so in stra­da sen­za pen­sar­ci due volte e ha sor­pre­so un ladro che sta­va cer­can­do di portare via la cal­da­ia. Il mal­vivente, dopo aver­gli grida­to con­tro: «Che caz­zo vuoi», come una furia gli si è avven­ta­to con­tro e ha ten­ta­to di sbat­ter­gli la tes­ta con­to il telaio di mar­mo del­la por­ta d’ingresso. Quin­di lo ha pes­ta­to a sangue e, con un pug­nale affi­la­to, ha cer­ca­to di accoltel­lar­lo.
Diafe­ria si è sal­va­to gra­zie alla moglie, che nel frat­tem­po ave­va chiam­a­to i cara­binieri: in pochi minu­ti le forze dell’ordine han­no rag­giun­to la sce­na del crim­ine, ma intan­to i ban­di­ti era­no scap­pati via in auto. Diafe­ria è sta­to trasporta­to in ospedale.

INTERVISTA ALLA VITTIMA

Si è dife­so a mani nude dal ladro che gli sta­va ruban­do la cal­da­ia e che, una vol­ta scop­er­to, ha ten­ta­to di pug­nalar­lo, dopo aver­lo pre­so aggred­i­to vio­len­te­mente.
Clau­dio, ha pau­ra dopo quel­lo che gli è suc­ces­so?
«Spero che i cara­binieri li arresti­no quan­to pri­ma. È sta­ta un’esperienza ter­ri­bile. Il ladro avrà avu­to sui trentac­inque anni ed era dell’est Europa, a giu­di­care dall’accento. Sono sce­so in stra­da per­ché ave­vo sen­ti­to dei rumori sospet­ti. Ero pre­oc­cu­pa­to per la mia famiglia, che sta­va den­tro casa. Era buio, me lo sono trova­to fac­cia a fac­cia. Ha cer­ca­to di pren­der­mi la tes­ta e sbat­ter­la sul mar­mo, poi ha com­in­ci­a­to a pren­der­mi a cal­ci e pug­ni».
Il mal­vivente era arma­to?
«In mano bran­di­va ver­so di me qual­cosa che sem­bra­va un coltel­lo sot­tilis­si­mo o un cac­ciavite. Lì ho avu­to davvero pau­ra, anche per la mia famiglia. Era sera, non si vede­va bene. Quel mal­vivente ha prova­to a pug­nalar­mi, ma sono rius­ci­to a schivare i fend­en­ti. In quei momen­ti conci­tati ho temu­to. Era sicu­ra­mente un tipo vio­len­to e sen­za scrupoli. Ad atten­der­lo poco lon­tano c’ era anche un com­plice a bor­do di una Peu­geot 206 nera parcheg­gia­ta vici­no alla mia casa».
Se avesse posse­du­to un’arma in casa, l’avrebbe usa­ta?
«Avrei spara­to. Ma lo dico usan­do il con­dizionale e molte vir­go­lette. Non sono una per­sona alla quale risul­terebbe facile pre­mere un gril­let­to. Cre­do però che la nuo­va legge sul­la legit­ti­ma dife­sa tut­to som­ma­to sia gius­ta. Quel­lo che mi ha sor­pre­so è che quel ladro non ha esi­ta­to a colpir­mi con una furia e una vio­len­za inau­dite, appe­na si è vis­to scop­er­to. Ora con­fi­do molto nei cara­binieri che si sono subito atti­vati per ricer­care i respon­s­abili».   Emilio Orlan­do

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