Il ruolo della Gran Bretagna nella sofferenza dello Yemen, squallido oltre ogni immaginazione

Il ruolo della Gran Bretagna nella sofferenza dello Yemen,  squallido oltre ogni immaginazione

Secondo il giornalista John Wight “l’infinito vanto della Gran Bretagna quanto sostiene di essere un faro per i diritti umani e la giustizia è smentito dalla crudele condizione inflitta al popolo yemenita.”

Segue l’analisi di John Wight, gior­nal­ista, ha col­lab­o­ra­to per diver­so quo­tid­i­ani e siti web, tra cui The Inde­pen­dent, Morn­ing Star, Huff­in­g­ton Post, Coun­ter­punch, Lon­don Pro­gres­sive Jour­nal e For­eign Pol­i­cy Jour­nal.

L’infinito van­to del­la Gran Bre­tagna quan­do sostiene di essere un faro per i dirit­ti umani e la gius­tizia è smen­ti­to dal­la crudele con­dizione inflit­ta al popo­lo del­lo Yemen.

Se un pos­to spe­ciale nell’inferno è ris­er­va­to a una clep­tocrazia sau­di­ta che usa le sue bar­barie come seg­no dis­tin­ti­vo, piut­tosto che ver­gogna, il ruo­lo igno­bile del­la Gran Bre­tagna nel facil­itare atti­va­mente la guer­ra omi­ci­da di Riad nel­lo Yemen meri­ta sicu­ra­mente lo stes­so trat­ta­men­to.

Pen­san­do alla por­ta­ta del­la bru­tal­ità dis­umana che è sta­ta inflit­ta al popo­lo yemeni­ta nel cor­so di un con­flit­to inizia­to nel 2015, è qua­si impos­si­bile son­dare la prim­i­ti­va ipocrisia di un estab­lish­ment politi­co bri­tan­ni­co che non è mai sta­to tenu­to a tenere con­feren­ze sul mon­do non impor­ta se gran­di 0 pic­coli.

Il più famoso pri­mo min­istro bri­tan­ni­co, Win­ston Churchill, una vol­ta descrive­va la Rus­sia come “un enig­ma avvolto in un mis­tero den­tro un enig­ma “.

Forse, forse no, ma dove non c’è asso­lu­ta­mente alcun mis­tero o enig­ma in una polit­i­ca estera bri­tan­ni­ca che sia la tes­ti­mo­ni­an­za dell’opportunismo piut­tosto che del prin­ci­pio, si è aggra­va­ta dal­la cer­i­mo­ni­ale in cui viene avvol­ta, a pre­scindere dall’oceano di sangue dei suoi innu­merevoli vit­time anno dopo anno.

L’opportunismo di Lon­dra e la bru­tal­ità set­taria di Riad sono attual­mente intrec­ciate in un mat­ri­mo­nio omi­ci­da nel­lo Yemen, un con­flit­to il cui triste trib­u­to umano ha causato la morte di altre 11 per­sone, inclusi bam­bi­ni e 30 fer­i­ti in un altro raid aereo sau­di­ta scate­na­to a Sanaa, la cap­i­tale del paese .

In un rap­por­to delle Nazioni Unite sul con­flit­to, pub­bli­ca­to nel novem­bre 2018, la cam­pagna mil­itare con­dot­ta dai sau­di­ti e dai loro alleati nel­lo Yemen ha causato 17.640 vit­time civili dall’inizio del 2015, tra cui 6.872 mor­ti e 10.768 fer­i­ti, esclusi quel­li che sono mor­ti da mal­nu­trizione e malat­tia. Tut­tavia, in un arti­co­lo scrit­to per The Inde­pen­dent, nell’ottobre 2018, il vet­er­a­no e rispet­ta­to cor­rispon­dente in Medio Ori­ente, Patrick Cock­burn, ha fat­to la sor­pren­dente affer­mazione che le cifre uffi­ciali delle vit­time del­lo Yemen sono state ampia­mente sot­to­va­l­u­tate.

Cock­burn: “Poche infor­mazioni sulle vit­time nel­lo Yemen rag­giun­gono il mon­do ester­no per­ché l’Arabia Sau­di­ta e gli Emi­rati Ara­bi Uni­ti ren­dono dif­fi­cile l’accesso ai gior­nal­isti stranieri e ad altri tes­ti­moni imparziali. In con­trasto con la guer­ra in Siria, i gov­erni amer­i­cano, bri­tan­ni­co e francese non han­no alcun inter­esse a met­tere in evi­den­za le dev­as­tazioni causate nel­lo Yemen — dan­do cop­er­tu­ra diplo­mat­i­ca all’intervento sau­di­ta “.

Patrick Cock­burn fa un pun­to con­vin­cente quan­do si trat­ta di affer­mare che la Gran Bre­tagna e i suoi alleati occi­den­tali non han­no “alcun inter­esse a met­tere in evi­den­za” la dev­as­tazione che i sau­di­ti han­no e con­tin­u­ano a essere operati nel­lo Yemen. La cop­er­tu­ra delle notizie e le anal­isi del­la sof­feren­za e del­la carn­efic­i­na sono state così scarne nei media tradizion­ali che avresti fat­i­ca­to a local­iz­zare usan­do il Tele­sco­pio Spaziale Hub­ble.

Riad è il sin­go­lo più grande cliente dell’industria bri­tan­ni­ca degli arma­men­ti, all’interno del quale il prin­ci­pale pro­dut­tore di armi del paese, BAE Sys­tems, è sta­to il prin­ci­pale ben­e­fi­cia­rio del com­mer­cio — questo al pun­to in cui la bandiera nazionale sau­di­ta dovrebbe sor­volare la sede cen­trale dell’azienda nel cen­tro di Lon­dra , accan­to a una bandiera rossa lumi­nosa che deno­ta il sangue di cui sono sporche le sue mani.

Per col­oro che potreb­bero accusar­mi di cadere nell’iperbole a questo pun­to, con­sid­e­ri­amo che con l’appoggio legale del gov­er­no bri­tan­ni­co, i sau­di­ti han­no acquis­ta­to un ses­to di tut­to ciò che BAE Sys­tems ha prodot­to nel 2017 e che, sec­on­do il grup­po di pres­sione bri­tan­ni­co, Cam­pagna con­tro Com­mer­cio di armi (CAAT), molte di quelle armi sono state usate dai sau­di­ti nel­lo Yemen con­tro i civili, quin­di in vio­lazione del dirit­to inter­nazionale uman­i­tario.

Vale anche la pena ricor­dare che nel 2016 il Par­la­men­to europeo ha vota­to a favore di un embar­go sulle armi sull’Arabia Sau­di­ta, che il gov­er­no bri­tan­ni­co ha igno­ra­to con fer­vore; più inter­es­sato al denaro con­tante da ottenere con il net­to aumen­to delle ven­dite di armi al reg­no a causa del­la guer­ra in Yemen.

Ma non è solo sul liv­el­lo delle ven­dite di armi che la Gran Bre­tagna è all’altezza del­la sua bom­bet­ta di sangue quan­do si trat­ta di cri­m­i­ni di guer­ra in Ara­bia Sau­di­ta. Anche la com­pe­ten­za tec­ni­ca bri­tan­ni­ca e l’assistenza mil­itare sono state por­tate a ter­mine nel con­flit­to in Yemen — e molto più esten­si­va­mente di quan­to si pen­sasse in prece­den­za. Lo sap­pi­amo per­ché il ruo­lo degli appal­ta­tori del­la dife­sa del Reg­no Uni­to in questo sen­so, molti dei dipen­den­ti di BAE Sys­tems, altri ex mil­i­tari bri­tan­ni­ci che lavo­ra­no sot­to con­trat­to diret­to con il gov­er­no sau­di­ta, è sta­to recen­te­mente ogget­to di un doc­u­men­tario di Chan­nel 4.

Tra le prove più schi­ac­cianti riv­e­late nel doc­u­men­tario è che l’aviazione sau­di­ta non sarebbe in gra­do di pilotare i cac­cia Typhoon bri­tan­ni­ci usati per con­durre attac­chi aerei nel­lo Yemen sen­za l’assistenza tec­ni­ca del per­son­ale del Reg­no Uni­to, che lavo­ra alle basi aeree all’interno del reg­no.

Sape­va­mo già che, a causa di una indis­crezione appar­so sul sito Web di Mail Online nel novem­bre 2017, era sta­to riv­e­la­to che il per­son­ale mil­itare bri­tan­ni­co era impeg­na­to nell’addestrare truppe sau­dite per la guer­ra nel­lo Yemen in una mis­sione nota come Oper­azione Cross­ways. Ora, con le prove schi­ac­cianti riv­e­late da Dis­patch­es, non si dis­cute sul fat­to che la guer­ra nel­lo Yemen sia tan­to una guer­ra bri­tan­ni­ca quan­to sau­di­ta.

Ho cita­to pri­ma il grup­po di pres­sione del Reg­no Uni­to, CAAT. Men­tre queste parole veni­vano scritte, CAAT — con il sosteg­no di Human Rights Watch, Amnesty e Oxfam — si prepar­a­va ad entrare nel­la Roy­al Courts of Jus­tice di Lon­dra per fare appel­lo con­tro una sen­ten­za dell’Alta corte del 2017, negan­do una revi­sione giudiziaria delle esportazioni di armi del Reg­no Uni­to ai sau­di­ti.

Nel­la soci­età alla quale aspiro, il CAAT entr­erebbe in tri­bunale per tes­ti­mo­ni­are al proces­so del CEO di BAE Sys­tems, il sign­or Charles Wood­burn, su una accusa di favoreg­gia­men­to riguar­do i cri­m­i­ni di guer­ra.    ttps://www.lantidiplomatico.it

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