Giuseppe Ciarrapico morto a Roma: aveva 85 anni. Ex fascista, uomo di Andreotti, fu l’intermediario del Lodo Mondadori

Giuseppe Ciarrapico morto a Roma: aveva 85 anni. Ex fascista, uomo di Andreotti, fu l’intermediario del Lodo Mondadori

L’imprenditore, grave­mente mala­to, era sta­to pres­i­dente del­la Roma dal 1991 al 1993. Con­dan­na­to nel 1996 per ban­car­ot­ta nel­la vicen­da del crac del Ban­co Ambrosiano, fu sen­a­tore del Popo­lo del­la Lib­ertà tra il 2008 e il 2013

E’ mor­to a Roma Giuseppe Cia­r­rapi­co. Ottanta­c­inque anni, era grave­mente mala­to e si è spen­to alle 7.40 nel­la clin­i­ca Qui­sisana dove era ricov­er­a­to. Impren­di­tore di pun­ta del­la cor­rente andreot­tiana, Cia­r­rapi­co è sta­to pro­tag­o­nista di diverse vicende cen­trali del­la Pri­ma Repub­bli­ca.

Lon­ga manus di Giulio Andreot­ti in Cio­cia­ria, negli anni ’80 era diven­ta­to pres­i­dente delle terme di Fiug­gi, dove nel 1990 era rius­ci­to a portare quel Michail Gor­ba­ciov che con la per­e­stroi­ka ave­va inflit­to gli ulti­mi colpi a una ex Urss tra­bal­lante da anni facen­dola crol­lare defin­i­ti­va­mente. Un eroe, quin­di, nell’ottica del Cia­r­ra, orgoglioso ex fascista, che anche negli anni del­la Dc ave­va con­ser­va­to stret­ti rap­por­ti con il seg­re­tario missi­no Gior­gio Almi­rante.

Era­no gli anni in cui chi­unque avesse inter­es­si tra Roma e il cen­tro Italia lo con­sid­er­a­va un ref­er­ente e si reca­va per cer­care voti e appog­gio politi­co dal “Re delle acque min­er­ali”. Che nel suo reg­no pote­va con­tare anche la soci­età Recoaro, diverse cliniche tra le quali “Vil­la Stu­art” a Monte Mario, la com­pag­nia di aero­taxi “Air Capi­tol” e la Casi­na Val­adier, noto ris­torante del­la Cap­i­tale, tutte rac­colte sot­to la hold­ing capogrup­po Italfin ’80.

Re delle acque min­er­ali e sig­nore dell’editoria tra la Cio­cia­ria e la provin­cia di Lati­na. Suoi sono sta­ti i quo­tid­i­ani Cio­cia­ria Oggi e Lati­na Oggi, capos­tip­i­ti di un pic­co­lo impero edi­to­ri­ale che negli anni si era arric­chi­to con la creazione di tes­tate come Nuo­vo Oggi MoliseNuo­vo Oggi Castel­li, Nuo­vo Oggi Guido­nia e Nuo­vo Oggi Viter­bo. In madrepa­tria, la Cio­cia­ria, la sua azien­da tipografi­ca di Cassi­no stam­pa­va mate­ri­ali a sfon­do revi­sion­ista sul­la sto­ria, le armi e le forze armate del fas­cis­mo (ed in par­ti­co­lare del­la Repub­bli­ca Sociale Ital­iana) sot­to le inseg­ne del­la Cia­r­rapi­co Edi­tore, a cui col­lab­o­ra­vano diri­gen­ti e intel­let­tuali del­la destra, tra cui Mar­cel­lo Veneziani, che fu diret­tore edi­to­ri­ale, e, negli anni set­tan­ta, il gior­nal­ista Gui­do Gian­net­ti­ni.

Era­no gli anni in cui fu chiam­a­to a sal­vare l’As Roma, del­la quale divenne pres­i­dente nel 1991. La vit­to­ria del­la Cop­pa Italia appe­na inse­di­a­to e l’arrivo di un Francesco Tot­ti anco­ra ragazz­i­no nel­la soci­età non sal­varono i col­ori gial­lorossi dall’ennesimo caos soci­etario quan­do, due anni dopo, Cia­r­rapi­co fu arresta­to per ban­car­ot­ta frau­do­len­ta.

Andreot­ti lo volle inter­me­di­ario tra Sil­vio Berlus­coni e Car­lo De Benedet­ti nel­la ricer­ca di una soluzione per il Lodo Mon­dadori. Il suo des­ti­no si incro­cerà anco­ra quel­lo di De Benedet­ti nel 1996, anno in cui quest’ultimo esce di sce­na con una con­dan­na annul­la­ta nel­la vicen­da del crac del Ban­co Ambrosiano di Rober­to Calvi e Cia­r­rapi­co viene con­dan­na­to per ban­car­ot­ta.

I servi­gi resi all’ex Cav­a­liere e il potere accu­mu­la­to nel cen­tro Italia gli valsero una can­di­datu­ra al Sen­a­to con il Popo­lo del­la Lib­ertà, per il quale fu sen­a­tore nel­la sedices­i­ma leg­is­latu­ra dal 2008 al 2013.

Gli ulti­mi anni era­no sta­ti costel­lati dagli ulti­mi guai con la gius­tizia, cul­mi­nati nel 2015 con la con­dan­na inflit­tagli dal tri­bunale di Roma a 5 anni per ban­car­ot­ta in un altro crac, quel­lo del­la soci­età Edi­to­ri­ale Cio­cia­ria Oggi: sec­on­do l’accusa, il patron avrebbe uti­liz­za­to le casse dell’azienda con “l’intenzione di ingannare i soci e il pub­bli­co” e per “con­seguire un ingius­to prof­it­to“.

Lo han­no ricorda­to diver­si espo­nen­ti del­la destra ital­iana cui l’85enne era vici­no per idee politiche. Tra questi Francesco Storace: “Pep­pino Cia­r­rapi­co è sta­to un edi­tore sco­mo­do. E anche una per­son­al­ità forte, gli si vol­e­va bene e ci si lit­i­ga­va. Lo ricor­do con affet­to.” Anche Alessan­dra Mus­soli­ni ha espres­so il suo cor­doglio: “Mi rat­trista appren­dere ora del­la scom­parsa di Giuseppe Cia­r­rapi­co, ami­co frater­no di mio padre Romano Mus­soli­ni, uomo sem­pre vici­no alla nos­tra famiglia. Sen­tite con­doglianze ai suoi cari.”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/14/giuseppe-ciarrapico-morto-a-roma-aveva-85-anni-fu-senatore-del-pdl/5109069/

 

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