L’UOMO CHE HA SCOPERTO IL CLITORIDEBARBARA COSTA RACCONTA LA STORIA DELLANATOMISTA REALDO COLOMBO

L’UOMO CHE HA SCOPERTO IL CLITORIDEBARBARA COSTA RACCONTA LA STORIA DELLANATOMISTA REALDO COLOMBO, CHE NEL 1559 ANNUNCIÒ LA NOTIZIA AL MONDO: “SE LA TOCCHI MENTRE LA DONNA È BRAMOSA DI SESSO, QUESTA PARTE SI INDURISCE E SI ALLUNGA. È LA SEDE DEL PIACERE FEMMINILE” – REALDO PASSÒ I SUOI GUAI A CAUSA DI QUELLO CHE LUI CHIAMAVA ROMANTICAMENTEAMOR VENERIS VEL DULCEDO” – I SUOI SUPERIORI NON LA PRESERO BENE E LO DENUNCIARONO PER ERESIA. POI ARRIVERÀ FREUD E…

Bar­bara Cos­ta per www.pangea.news

realdo colombo real­do colom­bo

Se la toc­chi men­tre la don­na è bramosa di ses­so, molto ecc­i­ta­ta, e come in pre­da a fre­n­e­sia vuole arden­te­mente un uomo, ques­ta parte si indurisce e si allun­ga alquan­to. Gen­tilis­si­mo let­tore, non vi sono dub­bi: essa è la sede pre­m­i­nente del piacere fem­minile”. È il 1559, e Real­do Colom­bo dà la notizia al mon­do: le donne in mez­zo alle gambe, den­tro il ses­so, han­no qual­cosa, “una sor­ta di pene, come i maschi, una pro­tu­ber­an­za” che se sti­mo­la­ta provo­ca “strani spasi­mi ner­vosi”. Real­do Colom­bo era sicuris­si­mo: ques­ta ‘cosa’ c’è, ce l’hanno tutte, tutte ne godono, lui ne ave­va ‘tes­tate’ a decine. Quel­lo che Real­do chi­amò “Amor Vener­is vel dul­cedo”, è un altro, roman­ti­co nome del cli­toride.

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clitoride 5 cli­toride 5

Real­do Colom­bo era un anatomista, inseg­na­va all’università, ed è mor­to pochi mesi dopo la pub­bli­cazione del suo Sull’anatomia, man­uale frut­to di “stu­di che mi sono costa­ti tan­ta fat­i­ca, e che diran­no la ver­ità sul cor­po umano”. Riguar­do al cli­toride, Real­do non si era fer­ma­to alla mera osser­vazione visi­va, empiri­ca­mente sco­pren­done qual­ità erettili ed ero­gene: “Se lo strofi­ni a un pene, o lo toc­chi anche solo con un dito, a causa del piacere, pro­duce un seme che si spande di ogni parte, più veloce dell’aria”.

realdo colombo 3 real­do colom­bo 3

Questo ‘seme’ sono le secrezioni vagi­nali, per Real­do “lo sper­ma del­la don­na, den­so, ed eccel­len­te­mente con­cot­to”, prodot­to nell’utero dai “tes­ti­coli fem­minili, leg­ger­mente più gran­di e sodi di quel­li maschili”. Real­do c’aveva vis­to bene, ma era un uomo del ’500, e a quel tem­po gli organi ses­su­ali fem­minili non ave­vano nomi pro­pri né rel­a­tive fun­zioni in quan­to non anco­ra ‘dis­tin­ti’ da quel­li maschili.

Real­do ragion­a­va sec­on­do un pun­to di vista mas­chio-cen­tri­co e mono­ses­suale, cioè ave­va come uni­co mod­el­lo base e riconosci­u­to pun­to di rifer­i­men­to sci­en­tifi­co e cul­tur­ale il cor­po maschile, di cui quel­lo fem­minile era ritenu­to una ver­sione incom­pi­u­ta, con organi gen­i­tali acer­bi, inca­paci di svilup­par­si all’esterno, e per­ciò “rimasti roves­ciati all’interno”. Bisogn­erà aspettare il 1700 affinché agli organi ses­su­ali fem­minili siano riconosciu­ti pro­pri­età, nomi e ruoli speci­fi­ci.

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realdo colombo l'uomo che ha scoperto il clitoride real­do colom­bo l’uomo che ha scop­er­to il cli­toride

Real­do Colom­bo passò i suoi guai a causa del cli­toride: pri­ma che nel libro, infor­mò doverosa­mente i suoi supe­ri­ori del­la ‘novità’, ed essi non la pre­sero bene: lo denun­cia­rono per ere­sia. L’invidia acca­d­e­m­i­ca lo travolse: Gabriele Fal­lop­pio, suo col­le­ga e forse suo alun­no, obi­et­tò che il cli­toride lo ave­va scop­er­to pri­ma lui e pro­va ne era il suo Osser­vazioni di Anato­mia, libro usci­to dopo quel­lo di Colom­bo, ma che l’autore van­ta­va con­te­nesse nozioni anteceden­ti. Fal­lop­pio accusò il mor­to Colom­bo di pla­gio, altri accusarono Fal­lop­pio di essere lui il copi­one, e da Cope­naghen Kas­par Bartholin tuonò con­tro i col­leghi ital­iani, nient’altro che due vana­glo­riosi: “L’invenzione o la pri­ma osser­vazione di quel­la ‘parte’”, pre­cisò Bartholin, “è nota fin dal II sec­o­lo”. E nel 1548, 11 anni pri­ma del libro di Colom­bo, l’anatomista inglese Thomas Vic­ary ave­va nota­to che “la vul­va ha nel mez­zo una mem­brana, det­ta in lati­no tenti­go”, che però per Vic­ary niente c’entrava col ses­so e col piacere: “Da essa fuori­esce l’urina, che altri­men­ti si riverserebbe dap­per­tut­to nel­la vul­va”, e Vic­ary cre­de­va pure che la tenti­go fos­se lì per man­tenere sta­bile la tem­per­atu­ra cor­porea alter­ata dall’aria che entra­va attra­ver­so la fes­sura vagi­nale (!).

SIGMUND FREUD E LE DONNE SIGMUND FREUD E LE DONNE

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Real­do Colom­bo non river­sò le sue atten­zioni ses­so-anatomiche solo sul cli­toride e nel suo libro, alla sezione “a propos­i­to di cose che di rado accadono in anato­mia”, ci rac­con­ta di un caso di “incertez­za ses­suale” che lo ave­va grande­mente col­pi­to: quel­lo di un ermafrodi­ta “il cui pene non super­a­va la lunghez­za né lo spes­sore di un migno­lo” men­tre “l’apertura del­la sua vul­va era così stret­ta, che a sten­to la pun­ta d’un migno­lo pote­va pas­sarvi”. Colom­bo chia­ma questo ermafrodi­ta “don­na”, capisce che ques­ta per­sona si “sente” tale, ma non può aiu­tar­la in nes­sun modo: “Vol­e­va che le taglias­si il pene con un coltel­lo, per lei un osta­co­lo quan­do desider­a­va il rap­por­to con un uomo, e di allargar­le l’apertura del­la vul­va, sì da ren­der­la capace di rice­vere un pene. Ma la dis­suasi. L’operazione l’avrebbe uccisa”.

i misteri del clitoride i mis­teri del cli­toride

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Real­do Colom­bo l’ha scop­er­to e gli ha dato medaglia orgas­mi­ca, ma a inizio ’900 arri­va Freud, a offend­ere e a rompere le scat­ole al cli­toride: l’assunto che le donne provi­no un piacere cli­torideo pri­ma del­la pen­e­trazione maschile, quan­do final­mente gra­zie all’uomo e al suo pene rag­giun­gono il piacere vagi­nale cioè per Freud quel­lo vero, è una stu­p­ida­ta che ha fat­to e fa incaz*are: sen­za chiedere lumi non dico al cli­toride, ma a nes­suna tra le sue pro­pri­etarie, strafat­to di coca quin­di con buona parte di cel­lule cere­brali bru­ci­ate, Freud mette le donne in balìa orgas­mi­ca del mas­chio, sta­bilen­do che se ti toc­chi o ti fai sti­mo­lare da un uomo sen­za pen­e­trazione peni­ca, o se godi del­la tit­il­lazione ma non con un pene den­tro, sei immatu­ra nonché ses­sual­mente defici­taria.

SARTRE SIMONE DE BEAUVOIR SARTRE SIMONE DE BEAUVOIR

Sebbene Alfred Kin­sey nel suo cele­bre Rap­por­to abbia rida­to dig­nità al cli­toride e al suo orgas­mo, è sta­ta Simone de Beau­voir, ne Il Sec­on­do Ses­so, a sbu­gia­r­dare a dovere il saputel­lo. Le fem­min­iste anni ’70 han­no invece ‘usato’ il cli­toride, e il suo orgas­mo, come riscat­to dalle sof­fo­can­ti pretese maschili: tra loro, in cam­po let­ter­ario, va di dovere ricor­da­ta Car­la Lonzi che ne La don­na cli­toridea e la don­na vagi­nale, orgogliosa­mente scrive che il piacere vagi­nale è stol­ta creazione del­la soci­età patri­ar­cale, che per dom­inare ha bisog­no di un mod­el­lo di don­na pas­si­vo, lega­to indis­sol­u­bil­mente alla pro­cre­azione: “Il matri­ar­ca­to è una mit­i­ca epoca di donne vagi­nali glo­rifi­cate, ma la don­na non è la grande-madre, la vagi­na del mon­do, ben­sì la pic­co­la cli­toride per la sua lib­er­azione”.

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https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/rsquo-uomo-che-ha-scoperto-clitoride-ndash-barbara-costa-racconta-202193.htm

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SENTI COME ROMBA LA LAMBORGHINI (ELETTRA)

SENTI COME ROMBA LA LAMBORGHINI (ELETTRA): “HO BATTUTO I PREGIUDIZI. SE TI LAUREI ALLA BOCCONI CON 110 E LODE, OGGI DICONO CHE CI SEI RIUSCITA PERCHÉ SEI BELLASE MI FOSSI CHIAMATA ROSSI, AVREI FATTO MENO FATICA” — LA COACH DITHE VOICEPREPARA ANCHE UN NUOVO BRANO: “PER SANREMO INIZIEREI A CANTARE IN ITALIANO” – “I PIERCING? LI STO TIRANDO VIA TUTTI. INIZIO A SENTIRMI VECCHIA PER QUESTE COSE, CERTO QUALCUNO È IMPOSSIBILE DA TOGLIERE…” — VIDEO

Pao­lo Gior­dano per il Gior­nale

elettra lamborghini elet­tra lam­borgh­i­ni

Pre­sa così, è una calami­ta di pregiudizi. Di cog­nome fa Lam­borgh­i­ni ed è nipote del fonda­tore. Di nome è Elet­tra come la figlia di Mar­coni, il sec­on­do nome è Miu­ra come il sog­no a quat­tro ruote (e quat­tro­cen­to cav­al­li) di Frank Sina­tra o lo Scià di Per­sia.

Di bellez­za è una fuoris­erie. E, quan­do «twer­ka» come nel video Pem Pem (100 mil­ioni di clic su YouTube), fa con­cor­ren­za a Rihan­na o Nic­ki Minaj. Per rias­sumere: è ric­ca, strav­a­gante, provo­ca­to­ria. La sua famiglia è un sim­bo­lo del «made in Italy», ma lei ha vocazione inter­nazionale: la sua pag­i­na Wikipedia è in spag­no­lo, il fidan­za­to è un dee­jay olan­dese alto più di due metri con orig­i­ni nel Suri­name (Afro­jack) e l’anno scor­so si è esi­bi­ta durante l’intervallo di una par­ti­ta Nba a Los Ange­les.

IL PIERCING INTIMO DI ELETTRA LAMBORGHINI IL PIERCING INTIMO DI ELETTRA LAMBORGHINI

Quan­do è arriva­ta tra i giu­di­ci di The Voice (stasera su Raidue e Radio­due con il com­men­to di De Mar­ti­no e Del­ogu) una risa­ta ha rischi­a­to di sep­pel­lir­la: «Cer­to, è nat­u­rale che a 24 anni, con solo due brani alle spalle, qual­cuno abbia dei dub­bi». Però la pri­ma pun­ta­ta non è sta­ta una caporet­to, anzi, e per molti lei è sta­ta la vera sor­pre­sa. Momen­to cult quan­do l’altro coach Guè Pequeno le ha chiestoe se quel tale con­cor­rente avesse le «physique du rôle» e lei ha rispos­to: «Cosa vuol dire, che ha un bel telaio?». Bin­go.

A The Voice con chi va più d’accordo?

«Beh, Guè lo conosco da una vita. Ma anche con Gigi D’Alessio e Mor­gan fila tut­to bene». E Simona Ven­tu­ra? «Mi chia­ma “la mia principessi­na” e ci fac­ciamo un sac­co di risate».

Pri­ma ha fat­to tv un po’, dici­amo così, trash. Il Grande Fratel­lo spag­no­lo. Ric­can­za. Super Shore. Ora The Voice è il suo pri­mo show da pri­ma ser­a­ta.

«E sta andan­do benis­si­mo, almeno per ora».

Scusi, Elet­tra Lam­borgh­i­ni, ma quale musi­ca le piace?

elettra lamborghini 9 elet­tra lam­borgh­i­ni 9

«Direi quel­la di Dad­dy Yan­kee, Tito El Bam­bi­no e Arcán­gel, che ha una bel­la voce e mi ha sem­pre influen­za­to».

Però, oltre a Pem Pem, ha inciso soltan­to un altro sin­go­lo, Mala.

«Adesso ne arriverà un altro sem­pre per Island/Universal, di cui però non pos­so dire nul­la».

Pro­prio nul­la?

«Sarà un incro­cio tra reg­gae­ton e trap. Farò anche un tour in Italia, Spagna e pae­si lati­noamer­i­cani».

Ma la trap non è già in calo?

«Ma no, con­tin­ua, è una moda, mag­a­ri si trasformerà».

Dopo un tal­ent show e una can­zone, mag­a­ri la vedremo al Fes­ti­val di San­re­mo.

«Per­ché no? Mi piac­erebbe. Per ora lo vedo un po’ lon­tano, anche per­ché sono più ori­en­ta­ta al mer­ca­to lati­no amer­i­cano. Però per il Fes­ti­val di San­re­mo inizierei a cantare anche in ital­iano».

Che voce cer­ca a The Voice?

«Che mi colpis­ca. È il tim­bro che fa la dif­feren­za».

Per­ché siete sta­ti scelti voi quat­tro a fare i coach?

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«Per­ché siamo quat­tro icone nel nos­tro genere».

I suoi pierc­ing si vedono meno. Dicono ne abbia 42, molti con dia­man­ti.

«Li sto tiran­do via tut­ti, ne ho sem­pre meno. Cer­to qual­cuno è impos­si­bile da togliere, ma gli altri…».

E per­ché li toglie?

«Per­ché inizio a sen­tir­mi vec­chia per queste cose».

A 24 anni qua­si 25?

«Ogni cosa a suo tem­po».

Lei è un catal­iz­za­tore di pregiudizi.

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«Non diamo la col­pa a per­sone annoiate. Las­ci­amole perdere. Vivi­amo in un mon­do nel quale, se sei bel­la e ti sei lau­re­a­ta alla Boc­coni con 110 e lode, dicono che ci sei rius­ci­ta per­ché sei bel­la».

Nel­la sua car­ri­era, fino­ra le è sta­to più di osta­co­lo l’aspetto fisi­co o il cog­nome?

«Il cog­nome».

Avrebbe prefer­i­to Fer­rari?

«Se mi fos­si chia­ma­ta Rossi, forse avrei fat­to meno fat­i­ca».

Per stra­da quali com­pli­men­ti le urlano?

«Che sono più bel­la dal vivo che in tv».

Alla fine, qual è il suo obi­et­ti­vo da rag­giun­gere?

«Quel­lo che ho fat­to fino­ra molti­pli­can­do­lo per tre».

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https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/senti-come-romba-lamborghini-elettra-quot-ho-battuto-pregiudizi-se-202236.htm

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donna natura

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi, fiore e spazio all'aperto

dell’artista maria cesaria ser­ra
che sarà espos­ta al Feel HeartH fes­ti­val

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Mafia: 26 arresti dei Carabinieri nel Catanese

Contro clan ‘Tuppi’, delitto consigliere comunale Dc nel 1991

Cara­binieri di Cata­nia han­no ese­gui­to un’ordinanza di cus­to­dia caute­lare in carcere nei con­fron­ti di 26 pre­sun­ti apparte­nen­ti al clan dei ‘Tup­pi’, grup­po lega­to ai Mazzei, stori­co grup­po di Cosa nos­tra. I reati ipo­tiz­za­ti, a vario tito­lo, sono asso­ci­azione mafiosa, omi­cidio, estor­sione in con­cor­so, fur­to, ricettazione, rici­clag­gio, por­to di arma, trasfer­i­men­to frau­do­len­to di val­ori e cor­ruzione. Sono sta­ti seques­trati beni per 1,5 mil­ioni di euro. L’operazione, denom­i­na­ta ‘7 ore’, ha fat­to luce su uno degli omi­ci­di da ricon­durre alla guer­ra di mafia tra i ‘Tup­pi’ e la cosca Pul­viren­ti negli anni ’80 e ’90: quel­lo del con­sigliere comu­nale di Mis­ter­bian­co, Pao­lo Are­na, espo­nente di spic­co del­la Dc, assas­si­na­to il 28 set­tem­bre del 1991. Nel­la fai­da mafiosa era coin­volto anche Orazio Pino, l’ex boss rivale del ‘Map­pas­so­tu’ poi pen­ti­to, ucciso la set­ti­mana scor­sa a Chi­avari.

Dipen­dente del Comune di Cata­nia in pen­sione da poco, Pao­lo Are­na, 54 anni, era un espo­nente di spic­co del­la Dc di Mis­ter­bian­co, di cui era seg­re­tario locale, ed era lega­to alla cor­rente che face­va capo a Giulio Andreot­ti. Mem­bro del­la direzione provin­ciale del par­ti­to, ex ammin­is­tra­tore del­la Usl 35, una delle mag­giori del­la Sicil­ia, pri­ma con­sigliere e poi vicesin­da­co di Mis­ter­bian­co, Are­na era sta­to dipen­dente del Comune di Cata­nia, ma da poco tem­po era in pen­sione. Fu ucciso con colpi di fucile car­i­cati a pal­let­toni davan­ti al Munici­pio di Mis­ter­bian­co in pieno giorno. Tra i pri­mi ad accor­rere sul pos­to furono diver­si con­siglieri comu­nali che era­no a Palaz­zo di cit­tà per un incon­tro di mag­gio­ran­za Dc e Psi con l’allora sin­da­co Sal­va­tore Saglim­bene, democris­tiano, e altri espo­nen­ti politi­ci. Man­ca­vano pochi minu­ti a mez­zo­giorno. Are­na sta­va posteggian­do la sua Lan­cia The­ma quan­do arrivò il ‘grup­po di fuo­co’: ten­tò la fuga a pie­di, ma fu rag­giun­to e fer­i­to a morte
Pao­lo Are­na era “un politi­co cor­rot­to” che espo­nen­ti del clan Nico­tra, det­to dei ‘Tup­pi’, han­no ucciso per­ché “ritenu­to un tra­di­tore”, vis­to che “dopo avere intrat­tenu­to relazioni ille­cite e con­tin­u­a­tive” con loro “ave­va allac­cia­to rap­por­ti d’affari” con la cosca rivale dei Pul­viren­ti. E’ il movente del delit­to dell’ex seg­re­tario del­la Dc di Mis­ter­bian­co assas­si­na­to il 28 set­tem­bre del 1991 ricostru­ito dal procu­ra­tore di Cata­nia, Carme­lo Zuc­caro, durante la con­feren­za stam­pa sui 26 pre­sun­ti apparte­nen­ti al grup­po dei ‘Tup­pi’ o degli ‘scap­pati’ per la fuga dal­la Sicil­ia si era ricos­ti­tu­ito sul ter­ri­to­rio. A uccidere Are­na, è emer­so dalle indagi­ni dei cara­binieri del coman­do provin­ciale coor­di­nate dal­la Dda, è sta­to il ‘pen­ti­to’ Luciano Cav­al­laro, che si è autoac­cusato del delit­to chia­man­do in correo un altro ese­cu­tore mate­ri­ale del delit­to e il boss Gae­tano Nico­tra, di 68 anni, tra gli arresta­ti, e fratel­lo di Mario, capo stori­co del grup­po ucciso nel­la fai­da mafiosa tra i clan dei ‘Tup­pi’ e Pul­viren­ti.

C’è anche un cara­biniere, Gian­fran­co Carpino, di 51 anni, tra gli arresta­ti dell’inchiesta del­la Dda di Cata­nia con­tro il clan dei ‘Tup­pi’. Il provved­i­men­to caute­lare, emes­so nei suoi con­fron­ti dal Gip per cor­ruzione e per riv­e­lazione ed uti­liz­zazione di seg­re­to d’ufficio, è sta­to segui­to dai suoi col­leghi del Coman­do provin­ciale di Cata­nia. Sec­on­do l’accusa, l’indagato, in servizio nel­la stazione dei cara­binieri di Mot­ta Sant’Anastasia, dal gen­naio all’aprile del 2017 in cam­bio di sol­di avrebbe rifer­i­to a due affil­iati al clan infor­mazioni ris­er­vate.

(ANSA)

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Beppe Grillo annuncia partecipazione al convegno dei terrapiattisti, l’organizzatore Favari: “Per me il M5s è influenzato dalla Cia”

Voglio stare in mez­zo ad un po’ di cervel­li che non scap­pano davan­ti a nul­la, nes­sun pregiudizio, nes­suna legge del­la fisi­ca è defin­i­ti­va”, ha scrit­to su Face­book il comi­co gen­ovese garante del Movi­men­to 5 Stelle. Il 23 mar­zo scor­so sul suo blog: “Cosa pos­si­amo dire sull’argomento, se non che non ci sono parole?”

Ho deciso di parte­ci­pare, a mag­gio, al pri­mo con­gres­so dei ter­rapi­at­tisti ital­iani“. Beppe Gril­lo ha annun­ci­a­to così in un post su Face­book la sua parte­ci­pazione a “Ter­ra piat­ta: tut­ta la ver­ità”, il pri­mo con­veg­no mon­di­ale dei ter­rapi­at­tisti che si ter­rà all’Hotel Garibal­di di Paler­mo il 12 mag­gio 2019. “Voglio stare in mez­zo ad un po’ di cervel­li che non scap­pano davan­ti a nul­la, nes­sun pregiudizio, nes­suna legge del­la fisi­ca è defin­i­ti­va”, ha spie­ga­to il comi­co gen­ovese garante del Movi­men­to 5 stelle. “Cervel­li che non fug­gono, non arretra­no nem­meno, anzi…”, ha con­clu­so Gril­lo lan­cian­do l’hashtag #Ter­rapi­at­ta­Day.

Beppe Gril­lo

Saba­to

CERVELLI CHE NON FUGGONO, NON ARRETRANO NEMMENO, ANZI
Ho deciso di parte­ci­pare, a Mag­gio, al pri­mo con­gres­so dei ter­rapi­at­tisti ital­iani. Voglio stare in mez­zo ad un po’ di cervel­li che non scap­pano davan­ti a nul­la, nes­sun pregiudizio, nes­suna legge del­la fisi­ca é defin­i­ti­va. #Ter­rapi­at­ta­Day

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A com­mentare l’annuncio è sta­to Agosti­no Favari, orga­niz­za­tore dell’evento, che ai micro­foni di Un Giorno da Pec­o­ra su Rai Radio1 ha det­to: “Se Beppe Gril­lo sa che per me il M5S è influen­za­to dal­la Cia? Si, la mia è una ipote­si avval­o­rata da ciò che Gril­lo ha fat­to: sui vac­ci­ni pri­ma dice­vano asso­lu­ta­mente di no, per­ché c’era il mer­cu­rio, e ora invece ne han­no approvati tan­ti. Ma i vac­ci­ni o fan­no bene oppure fan­no male”. Sec­on­do lei Gril­lo è un ter­rapi­at­tista?, gli chiedono i con­dut­tori: “Un po’ si e un po’ no. Insom­ma, il Cinquestelle fa il democris­tiano a riguar­do ed è sta­to lui a darcene le prove, ve lo dico per­ché face­vo parte dei 5S e cre­de­vo in quel­lo che dice­va Gril­lo. Sono con­tento per­ché ho da far­gli 4 domande, non gli per­me­t­ter­e­mo cer­to di far­si un comizio – ha pros­e­gui­to Favari -: gli pro­pon­go un con­fron­to, un min­u­to lui e un min­u­to noi”.

Il 23 mar­zo scor­so, Gril­lo sul suo Blog ave­va già scrit­to di ter­rapi­at­tisti: “Esiste una cres­cente comu­nità di per­sone che cre­dono che il mon­do sia effet­ti­va­mente piat­to, orga­niz­zano con­veg­ni, crociere, even­ti e man­i­fes­tazioni. Sono i Ter­rapi­at­tisti. Ma ora vogliono provare di avere ragione!”, si legge­va. E ave­va con­clu­so: “Cosa pos­si­amo dire sull’argomento, se non che non ci sono parole?“. E poi il 9 aprile, in un post sul blog dal tito­lo: “Amate e coc­co­late il ter­rapi­at­tista che è in voi” ave­va aggiun­to: “Nonos­tante sostengano delle assur­dità, molti di loro non sem­bra­no né pazzi e né incat­tiv­i­ti. Si riu­nis­cono, spes­so sono ben inser­i­ti nel­la soci­età, e fan­no degli incon­tri incred­i­bili in gran­di alberghi in giro per l’America”.

L’evento si svol­gerà in due ses­sioni, mat­ti­na e pomerig­gio, e che vedrà avvi­cen­dar­si ben 4 rela­tori per dod­i­ci tem­atiche in esame:  si va dall’“astrono­mia zetet­i­ca”, un’analisi del­la Tar­taria “il dimen­ti­ca­to impero dei gigan­ti”, alle teorie com­plot­tiste sul­lo sbar­co sul­la luna nel pan­el “Con­quista del­la Luna: 50 anni di ingan­ni”. E anco­ra, si  par­lerà dell’“ego­cen­tris­mo del­la stel­la polare” e dell’“iper­pro­teinosi” e rel­a­tive “malat­tie”, sen­za dimen­ti­care le dimostrazioni pratiche sull’ “assen­za del­la cur­vatu­ra ter­restre”.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/29/beppe-grillo-annuncia-partecipazione-al-convegno-dei-terrapiattisti-lorganizzatore-favari-per-me-il-m5s-e-influenzato-dalla-cia/5142036/?-1lapARW81LLgUz_Ckr7up-GHLpBal1AD7HQ

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Benzina, “Lega boccia riduzione delle accise”

Benzina, Lega boccia riduzione delle accise

La riduzione delle accise sul­la ben­z­i­na? “Boc­cia­ta” in Com­mis­sione Bilan­cio alla Cam­era. Questo quan­to affer­ma, pun­tan­do il dito con­tro la Lega, il dep­u­ta­to Pd Lui­gi Marat­tin, che ha twit­ta­to in diret­ta il voto alla pro­pos­ta del­la col­le­ga di par­ti­to e di Aula Alessia Rot­ta “per real­iz­zare le pro­poste di Lega e M5S: ridurre le accise sul­la ben­z­i­na e dras­ti­co taglio di auto blu. Come ave­vano promes­so”.
Pro­pos­ta, almeno stan­do a quan­to spie­ga Marat­tin in una serie di tweet, che sarebbe sta­ta respin­ta al mit­tente: “La rela­trice leghista (la dep­u­ta­ta Sil­vana Comaroli, ndr.) si dice con­traria — scrive infat­ti il dep­u­ta­to dem — alla riduzione delle accise sul­la ben­z­i­na per­ché ‘ci sono 5 anni di tem­po’ per man­tenere le promesse. Ma Mat­teo Salvi­ni ave­va promes­so che lo avrebbe fat­to nel pri­mo con­siglio dei min­istri”, fa notare anco­ra, per poi con­fer­mare la boc­ciatu­ra del­la pro­pos­ta in un tweet suc­ces­si­vo. “Boc­cia­ta riduzione di accise su ben­z­i­na (promes­sa Lega) e riduzione auto blu (promes­sa M5S). Ma allo­ra — si chiede Marat­tin — cosa l’hanno det­to a fare in cam­pagna elet­torale? Solo per pren­dere voti?”.

L’intenzione di “elim­inare le com­po­nen­ti anacro­nis­tiche delle accise sul­la ben­z­i­na” è pre­sente al pun­to 11 (‘Fis­co: Flat Tax e Sem­pli­fi­cazione’) del Con­trat­to di Gov­er­no. Nel con­trat­to — al pun­to n°26 dal tito­lo ‘Tagli dei costi del­la polit­i­ca, dei costi delle isti­tuzioni e delle pen­sioni d’oro’ — è pre­sente inoltre l’intenzione di “razion­al­iz­zare l’utilizzo delle auto blu e degli aerei di Sta­to, oltre che l’utilizzo dei servizi di scor­ta per­son­ale”.

https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/11/27/benzina-lega-boccia-riduzione-delle-accise_t6swvVqEUbRGYHobCMd24I.html?fbclid=IwAR3ZVpnrtCre4b7Rd44dvqZMMK2SxHX5NZHDn8w7XC9fckW_0qZ3iaurjJI

Bossi71

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India, l’esercito twitta: ‘trovate impronte di Yeti’

A campo base Makalu. Web diviso tra chi vuole prove e chi deride

India, l’esercito twit­ta: ‘trovate impronte di Yeti’

Per la pri­ma vol­ta una spedi­zione mil­itare in alta mon­tagna ha rin­trac­cia­to impronte del miti­co ani­male-Yeti nel cam­po base del Makalu”, la quin­ta vet­ta più alta del mon­do: questo tweet, lan­ci­a­to ieri dall’account uffi­ciale dell’Esercito Indi­ano, ha sus­ci­ta­to una rid­da di reazioni tra i mil­ioni di fol­low­er dei mil­i­tari. Il mes­sag­gio era accom­pa­g­na­to da due foto delle trac­ce las­ci­ate sul­la neve dal mis­te­rioso quan­to miti­co essere himala­iano. Il tweet dei sol­dati pre­cisa­va che le impronte, che mis­ura­no dagli 81 ai 38 cen­timetri, sono state indi­vid­u­ate il 9 aprile, e che, pri­ma d’ora, lo Yeti era sta­to avvis­ta­to solo nel par­co nazionale del Makalu-Barun, in Nepal.
La comu­nità del web si è sbiz­zarri­ta con l’hastag #Yeti: i più han­no ironiz­za­to, pren­den­do in giro i mil­i­tari, e pub­bli­can­do le immag­i­ni del gigante Wun Wun del “Trono di spade”, con com­men­ti del tipo: “Gli man­ca solo il sor­riso”.
Altri han­no defini­to il tweet “imbaraz­zante”, altri anco­ra si sono risen­ti­ti per­ché l’esercito ha defini­to lo Yeti un ani­male: “Siamo sem­pre orgogliosi di voi”, ha twit­ta­to Tarun Vijay “ma per favore, abbi­ate rispet­to, e chia­mate­lo uomo delle nevi”.
Men­tre la dis­cus­sione sul­la reale esisten­za del­lo Yeti impaz­za­va, altri si indig­na­vano per­ché veni­va mes­sa in dis­cus­sione un’affermazione dell’esercito.
Ques­ta notte l’esercito ha aggiun­to un sup­ple­men­to di infor­mazione: “La notizia si basa su prove fisiche, foto e video pre­si sul luo­go e rac­con­ti di chi ha scop­er­to le trac­ce. Le evi­den­ze fotogra­fiche con­cor­dano con le teorie degli esper­ti in mate­ria”.
A quel pun­to il social è esploso: il com­men­to più iron­i­co è arriva­to ques­ta mat­ti­na: “Guardan­do le foto, deduco che lo Yeti gio­casse a Lang­di taang”, la ver­sione indi­ana del gio­co del­la cam­pana.

(ANSA)

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Andrea Spinelli e il cancro al pancreas da cinque anni: «Per i medici dovevo essere morto ma se cammino, vivo»

Andrea Spinelli e il cancro al pancreas da cinque anni: «Per i medici dovevo essere morto ma se cammino, vivo»

di Simone Pieri­ni

La sto­ria diret­ta e sin­cera di Andrea Spinel­li, che cam­mi­na per con­vi­vere con la pro­pria malat­tia. Pas­so dopo pas­so ringrazia la vita e cer­ca nuovi equi­lib­ri. «La paro­la can­cro fa pau­ra», scrive Andrea Spinel­li sul­la sua pag­i­na Face­book. È affet­to da un ade­no­car­ci­no­ma alla tes­ta del pan­creas in sta­to avan­za­to e non oper­abile dall’ottobre 2013, ma questo per lui «non deve essere un tabù». Ci con­vive da qua­si cinque anni un pas­so alla vol­ta, ed è pro­prio il caso di dir­lo, vis­to che per restare in equi­lib­rio, per ten­er­lo a bada, ha deciso pro­prio di cam­minare. Per la scien­za Andrea dovrebbe essere già mor­to, ma lui con­tin­ua la sua battaglia. Cam­mi­nan­do. E non ha alcu­na inten­zione di fer­mar­si.

Ha scrit­to un libro dove rac­con­ta la sua sto­ria, la sua vita: «Se cam­mi­ni, vivo». Disponi­bile in libre­ria dal 13 set­tem­bre 2018 sul­lo scaf­fale nar­ra­tive, biografie. Sul web è pre­sente su Ama­zon e piattaforme sim­i­lari. «Questo anti­co e nat­u­rale modo di muover­si lo fa star bene e diven­ta il suo modo di ringraziare la vita, nonos­tante tut­to», si legge nel­la pre­sen­tazione del­la sua pag­i­na Face­book. Andrea ha com­in­ci­a­to con viag­gi bre­vi, il tragit­to casa-ospedale-casa, e poi, pian piano, è pas­sato ai gran­di cam­mi­ni: la Romea Stra­ta, la via Fran­ci­ge­na fino al cam­mi­no di San­ti­a­go. Tra un per­cor­so e l’altro qualche pausa nec­es­saria per ripren­dere le forze, per le ter­apie e i con­trol­li.

Il suo caso è fini­to all’attenzione di tan­ti medici e scien­ziati. L’aspettativa di vita per questo tipo di male non supera i cinque anni. Lui è un fenom­e­no nuo­vo, potente. E per questo vogliono appro­fondir­lo. Andrea rap­p­re­sen­ta una sper­an­za per tante per­sone che sof­frono, uno sti­mo­lo ad andare avan­ti. E qual­cuno par­la anche di mira­co­lo.

«Il mala­to di can­cro, come chi­unque affet­to da altre malat­tie molto gravi - scrive Andrea Spinel­li — spes­so è con­sid­er­a­to una prat­i­ca e non un essere umano. Io ques­ta sto­ria la sto viven­do sul­la mia pelle, e per questo pos­so rac­con­tar­la. Chi ha ricor­di di me appe­na usci­to dall’ospedale sa di cosa sto par­lan­do. Adesso soprav­vi­vo, pos­so morire da un giorno all’altro, il mio tumore è inop­er­abile, non cur­abile, ma con­tin­uo a vivere per­ché, come ho scrit­to più volte, di can­cro si muore, ma pure si vive».

Cor­ag­gio, pas­sione e voglia di non arren­der­si a un des­ti­no crudele. «Ques­ta è la mia strate­gia, questo è il mio modo di stare den­tro il prob­le­ma: ho un tumore e voglio dir­lo a tut­ti e in tut­ta onestà. Se non riman­go solo, se non mi iso­lo, se non mi ten­go tut­to den­tro, mi sono det­to, pos­so tut­to, pos­so anche perdere e forse perderò; ma se questo rac­con­tare il cam­mi­no con il can­cro fos­se di aiu­to anche solo a una per­sona, allo­ra alla fine non avrò per­so, ma vin­to. Non sono un guer­riero, ma nem­meno una vit­ti­ma, sono più sem­plice­mente un uomo, un essere umano mala­to di can­cro. Sono sta­to un bam­bi­no vivace, un ragazz­i­no vivace, un uomo vivace, adesso il can­cro vuole fre­n­ar­mi ma io sono diven­ta­to un mala­to vivace».

https://www.leggo.it/italia/cronache/andrea_spinelli_cancro_al_pancreas-4461978.html

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L’ultimo saluto ad Hansjörg Auer a Umhausen, in Tirolo

I funerali dell’alpinista austriaco si terranno la prossima settimana

Sarà cel­e­bra­to la prossi­ma set­ti­mana, nel pic­co­lo comune di Umhausen, in Tiro­lo,  il funerale del noto alpin­ista aus­tri­a­co Han­sjörg Auer. Lo ha reso noto la famiglia, attra­ver­so la pag­i­na face­book del­lo sca­la­tore. Non anco­ra pre­cisati giorno e orario.

Ricor­diamo che Auer è sta­to tra­volto da una valan­ga il 16 aprile sull’Howse Peak, nel Par­co Nazionale di Banff, in Cana­da. Con lui, han­no per­so la vita anche l’austriaco David Lama e lo statu­nitense Jess Roskel­ley. I tre alpin­isti sta­vano ten­tan­do  la pri­ma ripe­tizione di M16 (VI WI7 + A2), una via sul­la parete Est del­la mon­tagna. Appro­fondi­men­to

L’ultimo salu­to ad Han­sjörg Auer a Umhausen, in Tiro­lo

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Hansjorg Auer

Hansjorg Auer Gli alpin­isti aus­triaci Han­sjörg Auer e David Lama e lo statu­nitense Jess Roskel­ley che era­no sta­ti tra­volti da una valan­ga sul­lo Howse Peak in Cana­da, e che in un pri­mo tem­po era­no dati per dis­per­si, ora sono sta­ti dichiarati dece­du­ti. Han­sjörg Auer ave­va 35 anni. Era divenu­to famoso per alcune salite in free solo, ovvero in arrampi­ca­ta lib­era soli­taria sen­za assi­cu­razione, dove per la man­can­za di ogni genere di pro­tezione un qual­si­asi errore si riv­el­erebbe fatale. In par­ti­co­lare nel 2007 ha sus­ci­ta­to scal­pore la sua sali­ta in free solo del­la cele­bre via Attra­ver­so il Pesce sul­la parete sud del­la Mar­mo­la­da, via di 900 metri di gra­do fino al 7b+.

http://www.totomorti.com/tmnews-hansjorg-auer.htm

Previti71

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