Etica Dentale presenta l’implantologia a carico immediato per denti fissi in poche ore

Etica Dentale presenta l'implantologia a carico immediato per denti fissi in poche ore

Una tec­ni­ca riv­o­luzionar­ia che esiste da tan­tis­si­mi anni e che per­me­tte di avere den­ti fis­si in poche ore, recu­peran­do com­ple­ta­mente la fun­zione estet­i­ca e mas­ti­ca­to­ria. Si trat­ta dell’intervento di implan­tolo­gia a cari­co imme­di­a­to, che viene pro­pos­to dalle cliniche Eti­ca Den­tale. La tec­ni­ca, cam­bia rad­i­cal­mente i tem­pi di impianto dei nuovi den­ti che, con una pro­ce­du­ra tradizionale, pote­va richiedere anche 3 o 4 mesi di atte­sa fra l’inserimento degli impianti e il posizion­a­men­to delle prote­si. Da diver­si mesi a poche ore.

La tec­ni­ca riduc­erad­i­cal­mente i tem­pi di riabil­i­tazione che, con una pro­ce­du­ra tradizionale, pote­va richiedere anche 3 o 4 mesi di atte­sa fra l’inserimento degli impianti e il posizion­a­men­to delle prote­si. Da diver­si mesi a poche ore.

L’intervento è adat­to anche ai pazi­en­ti odonto­fo­bi­ci (pau­ra del den­tista) poichè si svol­gerà anche gra­zie anche all’utilizzo di una sedazione cosciente in aggiun­ta alla nor­male aneste­sia locale, che ridur­rà al min­i­mo il fas­tidio oper­a­to­rio e il decor­so suc­ces­si­vo.
L’impiantologia a cari­co imme­di­a­to si pres­ta per la sos­ti­tuzione di un sin­go­lo dente, così come per l’intera arca­ta den­tale, per la quale servi­ran­no da un min­i­mo di 4 impianti per la con­seg­na di una prote­si Toron­to Bridge.

Un inter­ven­to di implan­tolo­gia a cari­co imme­di­a­to si arti­co­la su due fasi ben dis­tinte: nel­la pri­ma, insieme ad un chirur­go alta­mente qual­i­fi­ca­to ed esper­to del­la mate­ria, si pro­cede all’inserimento di impianti in titanio nelle ossa mas­cel­lari e/o mandi­bo­lari, anche in pre­sen­za di una scarsa quan­tità di osso. Gra­zie infat­ti a ques­ta tec­ni­ca ed alla par­ti­co­lare tipolo­gia di impianti speci­fi­ci con il cor­ret­to posizion­a­men­to degli stes­si, è pos­si­bile pro­cedere diret­ta­mente con la fase protesi­ca. Nel­la sec­on­da fase, con il sup­por­to di un prote­sista esper­to del cari­co imme­di­a­to, il chirur­go sarà in gra­do di fis­sare gli ele­men­ti den­tali diret­ta­mente sug­li impianti inser­i­ti durante la pri­ma fase chirur­gi­ca. Ogni prote­si è per­son­al­iz­za­ta e il risul­ta­to esteti­co sarà asso­lu­ta­mente nat­u­rale: questo è pos­si­bile anche gra­zie allo stu­dio del caso pre­lim­inare effet­tua­to pre-inter­ven­to con l’ausilio di foto ed impronte di ogni sin­go­lo paziente.

Per pro­cedere all’inserimento di un impianto a cari­co imme­di­a­to è nec­es­sario un con­sul­to chirur­gi­co pre­ven­ti­vo, per­ché si trat­ta di una tec­ni­ca non adat­ta a tut­ti e non sem­pre nec­es­saria: ad esem­pio, ai pazi­en­ti in pre­sen­za di osso con scarsa den­sità che non aiuterebbe la riten­zione pri­maria degli impianti, ver­rà con­sigli­a­ta la pro­ce­du­ra implan­to­log­i­ca stan­dard. Per tal moti­vo ven­gono sem­pre ese­gui­te appro­fon­dite indagi­ni radi­ogra­fiche, come ad esem­pio Ortopan­to­mo­grafia dig­i­tale e TAC 3D.

Nelle 17 cliniche Eti­ca Den­tale, 13 delle quali pre­sen­ti nel Lazio, si potrà effet­tuare una visi­ta sen­za impeg­no per la val­u­tazione di un impianto a cari­co imme­di­a­to. Oppure si potrà conoscere uno degli altri trat­ta­men­ti, come l’implantologia stan­dard, l’implantologia Flap­less sen­za inci­sioni e sen­za pun­ti di sutu­ra, l’implantologia post-estrat­ti­va (inser­i­men­to di un impianto imme­di­ata­mente suc­ces­si­vo ad un’avulsione den­taria) e molto altro.

Info:
www.centrieticadentale.it
Face­book: Cliniche Eti­ca Den­tale

https://www.leggo.it/sanita/etica_dentale_nuova_implantologia_carico_immediato-4409785.html

 

Share / Con­di­vi­di:

Cassino, bimbo di due anni morto: arrestata la madre Donatella Di Bona. «Strangolato in streda perché piangeva»

Dram­mat­i­ca svol­ta a Cassi­no sulle cause del­la morte di un bam­bi­no di due anni mor­to nel pomerig­gio di ieri. La madre sostene­va lo avessero investi­to con l’auto, ma oggi Donatel­la Di Bona (nel­la foto da Cassi­no Notizie), 29 anni, madre di Gabriel Fer­o­le­to di Ati­na, res­i­dente a Pied­i­monte San Ger­mano (Fr), è sta­ta arresta­ta dai cara­binieri coa­d­i­u­vati dal repar­to oper­a­ti­vo del coman­do provin­ciale di Frosi­none per l’omicidio del figlio al ter­mine di un inter­roga­to­rio pro­trat­tosi fino alle 4.20 del mat­ti­no.

Il bam­bi­no, nato a Sora l’11 dicem­bre 2016, era sta­to investi­to ieri pomerig­gio, alle 16.30. Una pat­tuglia del­la stazione cara­binieri di Pied­i­monte San Ger­mano era inter­venu­ta sul pos­to con per­son­ale del 118 che ave­va cer­ca­to di rian­i­mare il pic­co­lo, Gabriel, con­statan­done poco dopo il deces­so. Gli imme­diati accer­ta­men­ti effet­tuati dal per­son­ale oper­ante han­no per­me­s­so di acclarare che il deces­so del bim­bo non era ricon­ducibile ad un inves­ti­men­to ed alla suc­ces­si­va fuga dell’auto, come rifer­i­to dal­la madre, ma che era sta­ta la stes­sa don­na ad ammaz­zar­lo poco pri­ma durante una passeg­gia­ta, pre­sa da un rap­tus. La don­na avrebbe per­so il con­trol­lo in segui­to ad una banale richi­es­ta del figlio di tornare dal­la non­na. Lo ave­va sof­fo­ca­to strin­gen­dogli il col­lo e chi­u­den­dogli la boc­ca, cau­san­done la morte per asfis­sia. La salma del pic­co­lo è sta­ta con­dot­ta pres­so la cam­era mor­tu­ar­ia dell’ospedale San­ta Sco­las­ti­ca di Cassi­no, a dis­po­sizione dell’Autorità Giudiziaria, men­tre la don­na al ter­mine delle for­mal­ità di rito sarà por­ta­ta pres­so la sezione fem­minile del­la casa cir­con­dar­i­ale di Roma-Rebib­bia.

https://www.leggo.it/italia/cronache/cassino_bambino_morto_strangolato_madre_ultime_notizie_18_aprile_2019-4438100.html

Share / Con­di­vi­di:

Alessandria, uccide il figlio Diego a colpi di pistola dopo un litigio: voleva i soldi per la droga

«Dammi i soldi per le dosi di droga»: uccide il figlio a colpi di pistola dopo un litigio in casa

Ha ucciso il figlio a colpi di pis­to­la dopo un liti­gio.  È suc­ces­so a Rival­ta Bormi­da (Alessan­dria), nell’Acquese attorno alle 11,30 di ques­ta mat­ti­na. Un uomo di 68 anni ha ucciso il figlio trentanovenne a colpi di pis­to­la al ter­mine di un liti­gio. L’uomo ha poi atte­so l’arrivo dei cara­binieri.

La vit­ti­ma, come riferisce l’edizione locale de La Stam­pa, è Diego Assan­dri, 39 anni. Il padre, che si chia­ma Luciano, ne ha 68 e, dopo aver ucciso il ragaz­zo, ha avver­ti­to una vic­i­na di casa che ha chiam­a­to i cara­binieri. Dai pri­mi accer­ta­men­ti sem­br­erebbe che il figlio facesse uso di droghe: la lite sarebbe scop­pi­a­ta pro­prio dopo l’ennesima richi­es­ta di denaro del figlio al padre per le dosi.

https://www.leggo.it/italia/cronache/omicidio_figlio_pistola_alessandria_oggi-4436308.html

Share / Con­di­vi­di:

Charlie Chaplin with Helen Kerr

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi e spazio all'aperto

Tut­to”
una paro­la sfronta­ta e gon­fia di boria.
Andrebbe scrit­ta fra vir­go­lette.
Fin­ge di non tralas­cia­re nul­la,
di con­cen­trare,
includ­ere,
con­tenere e avere.
E invece è soltan­to
un bran­del­lo di bufera.
Wisława Szym­bors­ka

https://www.facebook.com

Share / Con­di­vi­di:

Paul Greengard

Paul Greengard E’ mor­to Paul Green­gard, neu­ro­scien­zi­a­to statu­nitense, pre­mio Nobel per la med­i­c­i­na nel 2000, insieme a Arvid Carls­son e Eric Kan­del, per le scop­erte rel­a­tive al sis­tema ner­voso. Ave­va 93 anni. Nato a New York, durante la Sec­on­da guer­ra mon­di­ale Green­gard prestò servizio nel­la Mari­na degli Sta­ti Uni­ti d’America come tec­ni­co elet­tron­i­co pres­so il Mass­a­chu­setts Insti­tute of Tech­nol­o­gy dove lavorò a un sis­tema d’allarme con­tro gli aerei giap­pone­si. Dopo la guer­ra iniz­iò i suoi stu­di sulle fun­zioni mol­e­co­lari e cel­lu­lari dei neu­roni.

http://www.totomorti.com/tmnews-paul-greengard.htm

Share / Con­di­vi­di:

Medicina: addio a Paul Greengard, premio Nobel per scoperte sul funzionamento dei neuroni

 Il neurobiologo statunitense Paul Greengard ha contribuito alla comprensione di funzioni importanti del sistema nervoso

Il neu­ro­bi­ol­o­go statu­nitense Paul Green­gard, Pre­mio Nobel per la med­i­c­i­na nel 2000, per aver com­bi­na­to per pri­mo biochim­i­ca e biofisi­ca per com­pren­dere il fun­zion­a­men­to dei neu­roni, com­pi­en­do una vera e pro­pria riv­o­luzione in un’epoca in cui anco­ra non si conosce­vano le basi del­la comu­ni­cazione fra cel­lule ner­vose, è mor­to all’età di 93 anni a New York. L’annuncio del­la scom­parsa è sta­to dato dal­la Rock­e­feller Uni­ver­si­ty, di cui era pro­fes­sore emer­i­to.
Nel 2000 gli è sta­to con­fer­i­to, insieme ad Arvid Carls­son e Eric Kan­del, il Pre­mio Nobel per la med­i­c­i­na per le fon­da­men­tali scop­erte riguardan­ti la trasmis­sione del seg­nale nel sis­tema ner­voso. I suoi stu­di riguardano innanzi tut­to il mec­ca­n­is­mo con il quale i neu­ro­trasmet­ti­tori espli­cano la loro fun­zione a liv­el­lo cel­lu­lare. Green­gard ha con­tribuito alla com­pren­sione di fun­zioni assai impor­tan­ti del sis­tema ner­voso e allo stu­dio dei far­ma­ci uti­liz­za­ti nel­la schizofre­nia e nel­la depres­sione.
Nato a New York l’1 dicem­bre 1925, dopo aver com­ple­ta­to gli stu­di in matem­at­i­ca e fisi­ca alla Johns Hop­kins Uni­ver­si­ty di Bal­timo­ra, nel 1953 Green­gard ha con­se­gui­to il Phd in far­ma­colo­gia pres­so la stes­sa uni­ver­sità. In segui­to è sta­to diret­tore del dipar­ti­men­to di biochim­i­ca dei lab­o­ra­tori di ricer­ca Geigy pres­so Ard­s­ley, (1959–67); pro­fes­sore di far­ma­colo­gia all’Albert Ein­stein Col­lege of med­i­cine di New York (1961–70) e pres­so la Yale Uni­ver­si­ty di New Haven (1968–83). Dal 1983 ha inseg­na­to neu­ro­scien­ze alla Rock­e­feller Uni­ver­si­ty di New York.
http://www.meteoweb.eu/2019/04/medicina-addio-paul-greengard-premio-nobel-scoperte-funzionamento-neuroni/1251742/
Share / Con­di­vi­di:

Salvatore muore a 39 anni: «Aveva mal di pancia e mal di testa». Avviso di garanzia a 5 medici

Salvatore muore a 39 anni: «Aveva mal di pancia e mal di testa». Avviso di garanzia a 5 medici

Ave­va 39 anni, Sal­va­tore Con­so­lazio: è mor­to all’ospedale San Sebas­tiano di Caser­ta, forse vit­ti­ma di un caso di malasan­ità. Cinque medici del noso­comio caser­tano han­no infat­ti rice­vu­to un avvi­so di garanzia con l’accusa di omi­cidio col­poso per la morte di Sal­va­tore, dece­du­to la set­ti­mana scor­sa a segui­to di for­ti dolori alla tes­ta e all’addome e sen­so di sof­fo­ca­men­to.

Il pm del Tri­bunale di San­ta Maria Capua Vet­ere, Maria Alessan­dra Pin­to, ha pre­dis­pos­to l’accertamento medico legale sul cor­po di Con­so­lazio dopo la denun­cia pre­sen­ta­ta dai famil­iari. Il 39enne ges­ti­va un autolavag­gio a Casa­giove dove era molto conosci­u­to. Sec­on­do la famiglia Sal­va­tore, che sof­fri­va di dia­bete, non sarebbe sta­to cura­to nel modo gius­to, fino alla morte tra le brac­cia dei par­en­ti.

https://www.leggo.it/italia/cronache/salvatore_consolazio_morto_mal_pancia_testa_oggi-4436653.html

Share / Con­di­vi­di:

Recanati, non risponde alla sorella: entrano e lo trovano morto in cucina

Non risponde alle chiamate della sorella: entrano e lo trovano morto in cucina

Un pen­sion­a­to ses­santac­inquenne, res­i­dente in una frazione di cam­pagna è sta­to rin­venu­to sen­za vita ques­ta mat­ti­na, all’interno del­la cuci­na di casa a Reca­nati. E’ suc­ces­so attorno alle ore 12 quan­do, dopo che la sorel­la ave­va dato l’allarme poiché l’uomo non rispon­de­va, i vig­ili del fuo­co di Mac­er­a­ta, i cara­binieri di Reca­nati e subito dopo i soc­cor­ri­tori del 118, si sono recati pres­so la casa.

A quan­to pare l’uomo che vive­va da solo, qualche ora pri­ma l’uomo ave­va par­la­to con i famil­iari ma, quan­do la sorel­la lo ha ripetu­ta­mente cer­ca­to, non ha rispos­to. E’ sta­to allo­ra che la don­na ha aller­ta­to i vig­ili del fuo­co pronta­mente inter­venu­ti per entrare nell’abitazione apren­do la por­ta di casa. Davan­ti a loro la triste sce­na, quel­la dell’uomo ormai sen­za vita, dece­du­to prob­a­bil­mente solo qualche ora pri­ma.

https://www.leggo.it/italia/cronache/non_risponde_chiamate_trovato_morto_in_cucina_oggi-4436670.html

Share / Con­di­vi­di:

Release Julian Assange

Found­ed in 2006 by Julian Assange, Wik­ileaks offers jour­nal­ist and oth­ers an anony­mous, secure online sub­mis­sion sys­tem to reveal war crimes, the inner work­ings of gov­ern­ments, human rights abus­es, cor­po­rate crimes, and much more. It is one of the most impor­tant tools for jour­nal­ists and whistle­blow­ers, Assange has been one of the most impor­tant fig­ures pro­tect­ing the right to free­dom of speech and press.

Thanks to Julian Assange:

  • Wik­iLeaks doc­u­ments have informed the pub­lic about U.S. war crimes in Iraq, Afghanistan, Yemen, and more.
  • Wik­iLeaks doc­u­ments have released tens of thou­sands of arti­cles and aca­d­e­m­ic papers.
  • Wik­iLeaks releas­es have been used in numer­ous court cas­es where human rights defend­ers have been on tri­al.
  • Julian Assange’s only “crime” is that of expos­ing crimes the U.S. gov­ern­ment hoped to keep the world from know­ing. Rather than being extra­dit­ed to the U.S to be tried and impris­oned, he must be released imme­di­ate­ly by the U.K. and ensured safe pas­sage home to Aus­tralia. Add your name to our let­ter to Prime Min­is­ter There­sa May.

Petition

Dear There­sa May,

The fate of free speech and free press pro­tec­tor Julian Assange is in the hands of the Unit­ed King­dom. As prime min­is­ter, we appeal to you to do every­thing in your power–make a pub­lic state­ment, use your posi­tion and influence–to appeal to the British courts not to extra­dite Assange to the U.S. and instead release him imme­di­ate­ly.

The relent­less attacks on Julian Assange, Chelsea Man­ning and oth­ers threat­en the future of free press, which is the bul­wark of democ­ra­cy. Thanks to Julian Assange:

  • Wik­iLeaks doc­u­ments have informed the pub­lic about U.S. war crimes in Iraq, Afghanistan, Yemen, and more.
  • Wik­iLeaks doc­u­ments have released tens of thou­sands of arti­cles and aca­d­e­m­ic papers.
  • Wik­iLeaks releas­es have been used in numer­ous court cas­es where human rights defend­ers have been on tri­al.
  • Rather than being a crim­i­nal, Assange is a truth teller, bring­ing to light war crimes and human rights abus­es that must be exposed and abol­ished.

Assange’s health is in severe decline as a result of his years con­fined inside the Ecuado­ri­an embassy. He must be giv­en imme­di­ate med­ical treat­ment and free­dom to care for him­self and con­tin­ue his impor­tant work.

Sin­cere­ly,

https://www.codepink.org/assange?fbclid=IwAR14ORvvOx_j6Ibl45k7wX_0de-BocGhnsa0qdweuxBb9GYb56-faCMt-jc

Share / Con­di­vi­di:

Pantani non era solo quando morì. L’ex generale Rapetto rivela alla Commissione Antimafia nuovi elementi che potrebbero riaprire il caso

16 aprile 2019

marco pantani

Qual­cuno era con lui quan­do la morte è arriva­ta”. E’ quan­to ha det­to, dinanzi alla com­mis­sione par­la­mentare anti­mafia, l’ex gen­erale del­la Guardia di finan­za, Umber­to Rapet­to in mer­i­to alla morte del ciclista Mar­co Pan­tani. Sec­on­do l’alto uffi­ciale delle Fiamme gialle, oggi con­sulente del­la famiglia Pan­tani, alcune trac­ce di sangue e soprat­tut­to come, al momen­to del ritrova­men­to del cada­v­ere, “era pos­to il brac­cio” fan­no pen­sare che non sia sta­to lo stes­so ciclista a spostar­lo.

Un altro ele­men­to sospet­to riguar­da il ritrova­men­to, nel­la stan­za dell’hotel di Rim­i­ni dove il 14 feb­braio 2004 fu trova­to mor­to il Pira­ta, di un bas­tone con cui è sta­to sfonda­to il con­trosof­fit­to, “come se qual­cuno cer­casse qual­cosa”. Poi c’è il lavandi­no smu­ra­to e un buco nel con­trosof­fit­to e le boc­chette di areazione che sono state rimosse. “Qual­cuno – ha aggiun­to Rapet­to – prob­a­bil­mente è entra­to, cer­ca­va qual­cosa, chi? Cosa cer­ca­va? Per­ché?”.

I con­sulen­ti han­no con­seg­na­to all’Antimafia un dossier di 56 pagine chieden­do di val­utare l’opportunità di svol­gere una nuo­va inchi­es­ta sul caso. La tesi sostenu­ta dai con­sulen­ti e dai legali del­la famiglia è che la crim­i­nal­ità orga­niz­za­ta non pote­va per­me­t­ter­si di pagare scommesse fin trop­po scon­tate gra­zie alle vit­to­rie di Pan­tani.

I con­sulen­ti si sono sof­fer­mati anche sui pre­lievi effet­tuati dal medico legale, il dot­tor Giuseppe For­tu­ni, dell’Università di Bologna. “Il dot­tore – ha spie­gano Rapet­to – rac­con­ta che quan­do ha ter­mi­na­to le oper­azioni rel­a­tive all’autopsia si è sen­ti­to segui­to (solo dopo ha capi­to che si trat­ta­va di gior­nal­isti) e anziché portare il cuore e i cam­pi­oni nel­la strut­tura ospedaliera se li è por­tati a casa, in una can­ti­na che ave­va un fri­go ido­neo per la con­ser­vazione dei pre­lievi. Cer­to, nelle pro­ce­dure di ges­tione tut­to questo suona incon­sue­to”.

Sono con­vin­to – ha com­men­ta­to il pres­i­dente del­la Com­mis­sione par­la­mentare anti­mafia, Nico­la Mor­ra – che chi di dovere pos­sa rap­p­re­sentare pres­so le pro­cure locali queste nuove acqui­sizioni. Pos­sono rap­p­re­sentare moti­vo di inter­esse. Sono con­vin­to che il mer­i­to del­la ques­tione sul fenom­e­no dell’azzardo pos­sa cos­ti­tuire moti­vo d’analisi del Comi­ta­to dell’Antimafia che se ne occu­pa: su quel ver­sante le mafie inve­stono molto. Se dovessero esser­ci ele­men­ti ulte­ri­ori, val­uter­e­mo l’opportunità di pros­eguire ques­ta audizione”.

http://www.lanotiziagiornale.it/pantani-non-era-solo-quando-mori-generale-rapetto-rivela-alla-commissione-antimafia-nuovi-elementi/?fbclid=IwAR3GH6z0QkHOyeaG0SEFOdaAMjjasxaUWwmLg0gfGVhITeND2jE3uPyAyhs#.XLZD77jx8hI.twitter

Share / Con­di­vi­di: