LA GAIA MERAVIGLIA

Un Debito Vita Natural Durante al Posto dell’Europa”. Di Giampaolo Spinato

«Il più sub­do­lo sis­tema di con­trol­lo che sia mai sta­to con­cepi­to: fin dal­la cul­la, ogni cit­tadi­no riceve­va un deb­ito vita nat­ur­al durante al pos­to dell’Europa da rip­i­anare per il resto del­la sua esisten­za».

 

«La mat­ti­na del  2045 l’ si sveg­liò sfre­gia­ta ma, mes­si di fronte alla cat­a­strofe incombente, tut­ti con­tin­uarono a com­por­tar­si come se niente fos­se».

Il nuo­vo roman­zo di Giampao­lo Spina­to por­ta la fir­ma anche del Gps’, il pri­mo hash­tag a “debuttare” in let­ter­atu­ra. Par­o­dia del genere distopi­co in chi­ave satir­i­ca ambi­en­ta­ta fra Milano e Stoc­col­ma, pre­figu­ra un’Europa gov­er­na­ta dal­la Duma. Una diver­tente, gioiosa, rocam­bo­lesca cor­sa con­tro il tem­po e, insieme una mod­er­na cog­nizione del dolore imbasti­ta con l’abilità, l’ironia la com­plic­ità e l’ingegno – tra gli altri – di una bale­na, un sicario trav­es­ti­to da cus­ci­no-gran­chio e dell’antica arte dell’uncinetto.

 

 

La mat­ti­na del 21 mar­zo 2045 il cuore dell’Europa scom­pare dalle mappe. Risol­ta da decen­ni la minac­cia ter­ror­is­ti­ca facen­do car­ta strac­cia del­la Car­ta dei Dirit­ti Umani, il Vec­chio Con­ti­nente si mobili­ta per fron­teggia­re la cat­a­strofe. Ma dove autorità e crim­ine sono una cosa sola, intel­li­gence e isti­tuzioni sono indis­tin­guibili dai cospi­ra­tori. In lut­to per la morte del­la madre – e alla ricer­ca del padre scom­par­so – un agente dei servizi è costret­to a inscenare un rapi­men­to per allon­ta­nar­si da Stoc­col­ma sen­za destare i sospet­ti del­la moglie. In com­pag­nia dell’attendente cinoamer­i­cano, mae­stro di Shaolin con com­pe­ten­ze infor­matiche, e di 3 guardas­palle, det­ti gli idi­oti per la loro abne­gazione e lo zop­pi­cante uso del­la lin­gua, pre­cipi­ta nel picaresco viag­gio alle radi­ci dell’Unione dove per riabil­itare i sen­si a destreg­gia­r­si con le maschere nelle depor­tazioni quo­tid­i­ane il lin­guag­gio tor­na a unire vis­i­bile e invis­i­bile, smascheran­do le impos­ture. E anche il peg­giore degli incu­bi può riv­e­lar­si una riv­o­luzione.

 

 

Giampao­lo Spina­to (Milano, 1960)
Ha pub­bli­ca­to “Pony Express” (Ein­au­di, 1995), “Il cuore roves­ci­a­to” (Mon­dadori, Pre­mio Selezione Campiel­lo 1999), “Di qua e di là dal cielo” (Mon­dadori, 2001), “Ami­ci e nemi­ci” (Fazi, 2004), “La vita nuo­va” (Bal­di­ni Cas­tol­di Dalai, 2008), “La Bam­bi­na” (Indie, 2014). Scrit­tore, gior­nal­ista free­lance e docente uni­ver­si­tario, scrive per il teatro e ha fonda­to “Bartle­by – Pratiche del­la Scrit­tura e del­la Let­tura”.
Sulle opere prece­den­ti han­no det­to:

Ruvi­do e bol­lente, inci­si­vo fino a toc­care una fisic­ità qua­si gri­da­ta” Giuseppe Amoroso, Gazzetta del Sud

Uno sguar­do che allu­ci­na, dis­os­sa, scarnifi­ca” Enzo Di Mau­ro, D di Repub­bli­ca

Il sen­so stes­so del­la scrit­tura inte­so come trac­cia eter­na del pre­sente” Camil­la Gaiaschi, Repub­bli­ca

Splen­di­do, sin­istro, pun­tuale ritrat­to sin­fon­i­co” Aldo Nove, Rolling Stone

Uno scrit­tore nato per la realtà dei sen­si e dei sen­ti­men­ti” Mas­si­mo Onofri, Diario

Un autore dal pol­so nar­ra­ti­vo sicuro e nat­u­rale” Erman­no Paccagni­ni, Il Sole 24 Ore

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