Espulsioni, Salvini accelera: sono quattro volte gli arrivi

La cura Salvi­ni fun­ziona. Nel 2019 gli sbarchi degli immi­grati in Italia crol­lano del 94%. Boom di clan­des­ti­ni espul­si

A chi lo con­tes­ta in piaz­za, Mat­teo Salvi­ni è soli­to rispon­dere per le rime.

Chiedo di andare a con­trol­lare i nomi di quel­la trenti­na di mil­i­tan­ti di sin­is­tra”, ha scherza­to ieri durante un comizio a Poten­za, dopo che un grup­pet­to di esag­i­tati gli ave­va urla­to con­tro. “Sicu­ra­mente saran­no dis­posti ad accogliere i migranti a casa loro… — ha con­tin­u­a­to — non lim­i­to la gen­erosità di nes­suno. Cari com­pag­ni, pagate voi, non gli altri”. Da quan­do è arriva­to al Vim­i­nale, soo sta­ti sem­pre questi i suoi obi­et­tivi prin­ci­pali: far rispettare le leg­gi e tagliare più fon­di pos­si­bili al busi­ness dell’accoglien­za che atti­ra­va orde di clan­des­ti­ni ver­so le coste ital­iane.

La cura di Salvi­ni ha fun­zion­a­to. I numeri par­lano chiaro e non las­ciano spazio ai frain­tendi­men­ti. Sono per­centu­ali nette che dimostra­no come la polit­i­ca dei por­ti chiusi, il con­trasto sen­za se e sen­za ma alle Ong inter­nazion­ali che oper­a­no nel Mar Mediter­ra­neo e il piano per aumentare le espul­sioni degli immi­grati che non han­no dirit­to di restare in Italia siano gli ingre­di­en­ti giusti per lib­er­are il Paese da quel­la che ave­va i con­torni (e i numeri) di una vera e pro­pria inva­sione. Ebbene dall’inizio dell’anno, stan­do ai dati pub­bli­cati oggi dal min­is­tero dell’Interno, sono sbar­cati appe­na 335 immi­grati. Pochissi­mi se si pen­sa che nel 2018, nel­lo stes­so peri­o­do dell’anno scor­so, ne era­no arrivati ben 5.945. La pro­porzione si capo­volge se si pren­dono in con­sid­er­azione le espul­sioni: dal pri­mo gen­naio sono sta­ti cac­ciati dal Bel­paese ben 1.354 irre­go­lari. Una strate­gia vin­cente, insom­ma, che ha anche il mer­i­to di sal­vare le vite. Nel pri­mo trimestre del 2019 è sta­to, infat­ti, recu­per­a­to un solo cada­v­ere in mare. “I dati con­fer­mano che pas­si­amo dalle parole ai fat­ti”, com­men­ta sod­dis­fat­to Salvi­ni anal­iz­zan­do le sta­tis­tiche del Vim­i­nale aggior­nate alle prime ore di ques­ta mat­ti­na.

Mi viene il dub­bio che a sin­is­tra volessero l’immi­grazione non per­ché sono buoni e gen­erosi ma per­ché era un busi­ness da 6 mil­iar­di all’anno”, ha com­men­ta­to nei giorni scor­si Salvi­ni durante un comizio a Lau­ria. Le con­tin­ue proteste a favore dei “por­ti aper­ti” sono la dimostrazione che i pro­gres­sisti non sono dis­posti a mol­lare sull’accoglienza e che, in caso di rib­al­tone alle urne, sareb­bero subito pron­ti a far arrivare i bar­coni carichi di clan­des­ti­ni. “Spendere mil­ioni per man­tenere un eserci­to di fin­ti profughi non era più pos­si­bile”, ha con­tin­u­a­to con­tin­u­a­to il leader leghista ricor­dan­do che va bene “accogliere chi scap­pa dal­la guer­ra”, men­tre non va per niente bene “man­tenere a spese dei cit­ta­di­ni chi non scap­pa dal­la guer­ra e viene qui a delin­quere o a non fare nul­la”. Da qui la stret­ta sug­li arrivi, che ha por­ta­to nel 2019 a “un crol­lo degli sbarchi del 94,37%”, e l’accelerata alle espul­sioni che ora “sono quat­tro volte gli arrivi”.   ser­gio rame

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