Tre piccole isole italiane pioniere dell’energia pulita

Salina, Favignana e Pantelleria avranno un sostegno

ROMA - Sali­na, Fav­i­g­nana e Pan­tel­le­ria pio­niere nel pas­sag­gio dai com­bustibili fos­sili all’en­er­gia puli­ta. Sono le sole isole ital­iane fra 26 europee selezion­ate per rice­vere il sup­por­to di Brux­elles — attra­ver­so lo sportel­lo uni­co Clean Ener­gy for Eu Islands Sec­re­tari­at — nel­la tran­sizione ener­get­i­ca. I van­tag­gi non sono da sot­to­va­l­utare: dal­l’au­to­suf­fi­cien­za nel­la pro­duzione di ener­gia alla riduzione dei costi anche dei con­su­mi, alla sal­va­guardia del­l’am­bi­ente. A mag­gior ragione con­sideran­do che Pan­tel­le­ria è Par­co Nat­u­rale e Sali­na con le isole Eolie è un gioiel­lo nel pat­ri­mo­nio Unesco I prog­et­ti per ridurre la dipen­den­za dalle fonti inquinan­ti come il gaso­lio e puntare sul­l’en­er­gia di sole, ven­to e mare sono allo stu­dio da tem­po. E ora, sti­lati gli sce­nari ener­geti­ci, le pic­cole isole selezion­ate pos­sono rice­vere sosteg­no tec­ni­co e con­sulen­za ed essere mon­i­torate per la redazione di un’A­gen­da per la tran­sizione ener­get­i­ca, in gra­do di pro­gram­mare il rag­giung­i­men­to degli obi­et­tivi e di accedere a sovven­zioni e prog­et­ti comu­ni­tari.

Sono più di 2.200 le isole abi­tate nel­l’U­nione Euro­pea dove, nonos­tante l’ab­bon­dan­za di fonti di ener­gia rin­nov­abile (eoli­ca, solare e dal moto ondoso), “l’ap­provvi­gion­a­men­to ener­geti­co per il loro fab­bisog­no dipende da cos­tose impor­tazioni di com­bustibili fos­sili”. Car­bu­ran­ti che per­al­tro pos­sono non arrivare a des­ti­nazione quan­do ad esem­pio c’è mare agi­ta­to, ril­e­va Giu­liana Mat­ti­az­zo, vice ret­tore al trasfer­i­men­to tec­no­logi­co del Politec­ni­co di Tori­no, da anni atti­vo nel­la sper­i­men­tazione di fonti ener­getiche alter­na­tive a Pan­tel­le­ria, dove “c’è una cen­trale a gaso­lio” aggiunge la pro­fes­sores­sa in una con­ver­sazione con l’ANSA.

Nel­l’iso­la sim­bo­lo del Pas­si­to, “le pale eoliche sono vietate — spie­ga Mat­ti­az­zo — e si sta sper­i­men­tan­do la pro­duzione di ener­gia dal moto ondoso e dal­l’e­oli­co off shore su strut­ture gal­leg­gianti, per la sal­va­guardia del vin­co­lo pae­sag­gis­ti­co”. C’è quin­di “un grande sfor­zo ver­so tec­nolo­gie inno­v­a­tive e sper­i­men­tali” aggiunge la pro­fes­sores­sa. E dunque servi­ran­no inves­ti­men­ti con­sis­ten­ti ma mag­a­ri questi prog­et­ti pos­sono sus­citare l’in­ter­esse di grup­pi ener­geti­ci di liv­el­lo mon­di­ale.

Comunque, “non ci sarà l’an­nul­la­men­to del gaso­lio con un pas­sag­gio net­to alle energie ver­di ma quan­to meno sarà miglio­ra­to il mix”, spie­ga. Il Politec­ni­co di Tori­no affer­ma che Pan­tel­le­ria, che è la mag­giore delle isole minori ital­iane non inter­con­nesse, è ritenu­ta un “caso-stu­dio ide­ale” per una tran­sizione ener­get­i­ca “com­ple­ta e ambiziosa”. A sostenere Pan­tel­le­ria nel per­cor­so di tran­sizione ener­get­i­ca ci sono anche isti­tuzioni e asso­ci­azioni di pro­mozione locali (Comune di Pan­tel­le­ria, Par­co Nazionale Iso­la di Pan­tel­le­ria, Asso­ci­azione di Pro­mozione Sociale Resilea, Can­ti­na Basile).

 

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