M5S: un gigante con i piedi di argilla

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Grande fes­ta oggi per tut­to il man­istream, per­ché in Abruz­zo ha per­so il M5S e ha vin­to la Lega. Esul­tano tut­ti i media neoliberisti, rap­p­re­sen­tati da Gru­ber, Men­tana, Ver­migli, Ves­pa, Mer­li­no, Panel­la… gongolano i politi­ci dell’ancien régime, come Cac­cia­ri, Ren­zi, Berlus­ca &C… tripu­di­ano le lob­by affaris­tiche esperte di pri­va­tiz­zazioni, per­ché Salvi­ni è il loro nat­u­rale inter­locu­tore.

Esul­tano dunque i gufi e gli sci­a­cal­li del­la stam­pa e del­la polit­i­ca ital­iana, per la vit­to­ria in Abruz­zo del Cdx, con Mar­co Mar­silio il nuo­vo gov­er­na­tore, che ottiene il 48% dei voti, poi a seguire Gio­van­ni Leg­ni­ni Csx molto dis­tanzi­a­to al 31,3%,  e infine Sara Mar­cozzi del M5S al 20,2%.

Esul­tano anche gli oli­garchi e i tan­gen­tari, che denun­ciano il fal­li­men­to del MoV in Abruz­zo, ricor­dan­do che solo un anno fa alle politiche era pri­mo par­ti­to in regione con qua­si il 40% dei voti… che ci azzecchi­no poi le region­ali con le politiche sarebbe inter­es­sante saper­lo.

Annoia­to e diver­ti­to appare invece Andrea Scanzi, che dice: “Il cen­trode­stra coin­cide con Lega e Salvi­ni. E’ il più forte, vin­cerà tut­to e sarà il prossi­mo Pres­i­dente del Con­siglio.” Daje!

Men­tre i ver­ti­ci del MoV prob­a­bil­mente minimizzeranno:“Sono solo region­ali, abbi­amo con­fer­ma­to i dati del 2014”. Vero che non si pos­sono amal­ga­mare com­ple­ta­mente region­ali con politiche, per­ché per le ultime il MoV non ha prob­le­mi a fare ampie scor­pac­ciate di voti, ma per le ammin­is­tra­tive in genere la for­mu­la da adottare dovrebbe essere com­ple­ta­mente rive­du­ta e cor­ret­ta.

Il MoV è un gigante politi­co a liv­el­lo nazionale, ma sfio­ra il ter­ri­to­rio con i suoi pie­di­ni di argilla, pron­ti a sgre­to­lar­si al pri­mo ven­to avver­so. Pie­di­ni di argilla, di ceram­i­ca, di por­cel­lana, adat­ti per cam­minare sulle punte, su las­tre di ghi­ac­cio facil­mente scal­fi­bili, sen­za cal­care trop­po i sen­tieri region­ali e le vie cit­ta­dine, sen­za dis­tur­bare trop­po il maras­ma affaris­ti­co mafioso gesti­to dai par­ti­ti, sen­za trop­po incidere sui lega­mi d’interesse tra la cas­ta e le lob­by pri­vatis­tiche.

Ci sono molte ragioni per la débâ­cle del MoV alle region­ali abruzze­si, sem­pre le stesse, sem­pre quelle, già pre­sen­ti da tem­po nell’agenda di chi si occu­pa di polit­i­ca, ma che prob­a­bil­mente i ver­ti­ci non han­no ben chiare, o forse sem­plice­mente vogliono coscien­te­mente igno­rare.

La strate­gia del non-statu­to, del non-rego­la­men­to, dell’uno vale uno, pote­va avere un sen­so nei pri­mi anni dell’affermazione polit­i­ca del MoV, quan­do anco­ra sta­va viven­do la fase del­la cresci­ta, ma non ave­va anco­ra acquisi­to impor­tan­ti postazioni di gov­er­no.

Ora il MoV sta gov­er­nan­do il Paese, alleato con una forza polit­i­ca com­ple­mentare ma anche allo stes­so tem­po antitet­i­ca, quin­di si dovrebbe dotare di rap­p­re­sen­tanze locali all’altezza del com­pi­to, capaci e com­pe­ten­ti, e non dei soli­ti improvvisati avven­turi­eri, che si lim­i­tano a postare copia e incol­la su FB, orga­niz­zare banchet­ti per le man­i­fes­tazioni pae­sane con la pre­sen­za di qualche stran­i­to por­tav­oce, e di 4 gat­ti come pub­bli­co.

Piazze stra­colme quin­di quan­do par­lano i big, Gril­lo, Di Maio e Dib­ba… sale mezze vuote invece quan­do qualche meet­up orga­niz­za incon­tri con esper­ti e cit­ta­di­ni. Un’incongruenza che corre subito agli occhi, e svela il vero tal­lone d’Achille del MoV: il suo man­ca­to radica­men­to sul ter­ri­to­rio.

L’organizzazione inter­na infat­ti è (dis)ordinata in ter­mi­ni asso­lu­ta­mente anar­chi­ci, i vari meet­up nati sul ter­ri­to­rio sono des­ti­nati spes­so ad entrare in con­flit­to tra di loro, per­ché riva­leg­giano per la vit­to­ria di un loro can­dida­to, e gareg­giano per boicottare tut­ti gli altri. Man­cano com­ple­ta­mente i lega­mi tra i ver­ti­ci e la base, tranne che in alcu­ni casi, in cui una delle cor­ren­ti abbia indi­vid­u­a­to un sogget­to appar­ente­mente vin­cente, mag­a­ri anche pri­vo di com­pe­ten­ze e pro­fes­sion­al­ità, ma che dovrà rispon­dere uni­ca­mente al pro­totipo del­lo yesman, e pie­gar­si ai voleri dei capiba­s­tone di quel­la cir­co­scrizione.

Questo anar­chis­mo ottuso e sui­ci­da favorisce nec­es­sari­a­mente fig­ure opache, prive di qual­ità pro­fes­sion­ali, dis­poste a subire i dik­tat dei loro capi pur di arrivare a rive­stire qualche ruo­lo politi­co, e pur essendo asso­lu­ta­mente igno­ran­ti in ambito stori­co politi­co, ma pronte a doc­u­men­tar­si all’occasione e preparar­si lo spot del momen­to.

Non è cer­to il caso di Sara Mar­cozzi, una per­sona delle più com­pe­ten­ti e preparate, ma è solo l’eccezione che con­fer­ma la rego­la. Di con­seguen­za il MoV lievi­ta a liv­el­lo nazionale con il suo 32,5% dei con­sen­si, ed è sis­tem­ati­ca­mente con­dan­na­to a perdere qua­si tutte le ammin­is­tra­tive.

Una sor­ta di triste avatar post­mod­er­no del David di Michelan­ge­lo, il miti­co pas­tore che osò sfi­dare il temi­bile Golia, scol­pi­to però con una tes­ta trop­po pesante e ingom­brante per un cor­po decisa­mente trop­po frag­ile ed esile.  Trop­po ingom­brante infat­ti è sem­bra­to il MoV ai padroni del vapore, che sono sta­ti in gra­do di pilotare perfi­no l’ultimo San­re­mo, con la vit­to­ria del sar­do egiziano Mam­hood, per affer­mare il loro cre­do migra­to­rio, men­tre la vit­to­ria di Salvi­ni è apparsa pien­amente fun­zionale al sis­tema.

Le élites affaris­tiche sono per il Sì-Tav (come Salvi­ni), ado­ra­no il golpista mas­sone venezue­lano Guaidò (come Salvi­ni), difendono Macron con­tro le proteste dei Gilets Jaunes (come Salvi­ni), han­no boicot­ta­to il Dl Dig­nità (annac­qua­to dai leghisti, ma che limi­ta il pre­cari­a­to, rein­tro­duce la Cas­sa Inte­grazione stra­or­di­nar­ia e l’art.18), han­no sab­o­ta­to il ddl Anti­cor­ruzione (con agen­ti infil­trati, aumen­ti di pena e pre­mi ai pen­ti­ti), han­no intral­ci­a­to il bloc­ca-pre­scrizione (dal 1° gen­naio 2020), il veto al nuo­vo voto di scam­bio politi­co-mafioso, l’abolizione dei vital­izi, i fon­di in manovra per RdC, i rim­bor­si ai truf­fati dalle banche, lo stop al bavaglio sulle inter­cettazioni e alla svuo­tacarceri.

Poi non bas­tasse sono scese in piaz­za insieme con i sin­da­cati con­tro il RdC e l’aumento delle pen­sioni min­ime a 780€, caso uni­co nel­la sto­ria d’Italia, in cui le élites affaris­tiche man­i­fes­tano insieme con i sin­da­cati.

Il M5S si affer­ma così come uni­ca forza anti­sis­tema, che com­bat­te con­tro le lob­by di potere (Iren, incener­i­tori, Tav, Mose, banche…), men­tre la Lega appare come un par­ti­to pien­amente inte­gra­to nel sis­tema neoliberista, sostiene le pri­va­tiz­zazioni al pari di Con­find­us­tria (san­ità, wel­fare, con­ces­sioni), assec­on­da le cat­te­drali nel deser­to delle gran­di opere inutili… ma nonos­tante ciò il cdx ha vin­to la regione Abruz­zo, quel­la dei ter­re­mo­tati de L’Aquila, mis­era­mente fro­dati dalle news town di plas­ti­ca di Berlus­coni.

La guer­ra di Davide con­tro Golia è una guer­ra all’ultimo sangue, cru­da e vio­len­ta, quin­di non può accon­tentar­si di can­di­dati ines­per­ti e inca­paci, ignari delle battaglie pre­gresse, privi di un attivis­mo inci­si­vo e di una dialet­ti­ca elo­quente, capaci solo di fare i lac­ché di sci­a­cal­li dorati, attor­niati da altri veri sci­a­cal­li pron­ti a mordere mor­tal­mente la pre­da.           P  erché allo­ra dovrebbe essere la stes­sa cosa votare Lega o votare M5S? Dato che la guer­ra con­tro il sis­tema la fa solo il MoV, ma sarebbe decisa­mente più deter­mi­nante se final­mente si risolvesse l’anarchismo paras­si­tario e clien­te­lare dell’organizzazione inter­na. Arri­da­je!

 

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