Il pastore e allevatore abruzzese: “Solidarietà ai colleghi della Sardegna”

Il pastore e allevatore abruzzese: Solidarietà ai colleghi della Sardegna

Ampia sol­i­da­ri­età ai col­leghi pas­tori del­la Sardeg­na, per­ché su all­e­va­men­ti da lat­te e da carne bisogna che l’Italia cam­bi strate­gia”. A dir­lo ad Adnkronos/Labitalia è Nun­zio Mar­cel­li, pas­tore abruzzese e pres­i­dente dell’Arpo (Asso­ci­azione regionale pro­dut­tori ovi-capri­ni), com­men­tan­do le proteste dei pas­tori sar­di che chiedono un innalza­men­to del prez­zo al litro del lat­te da 60 a 70 cen­tes­i­mi.

 

Purtrop­po, anche questo, temo, non risolverà molto -dice Mar­cel­li, ricor­dan­do che è nata da poco “la rete del­la pas­tor­izia ital­iana”- per­ché bisogna aumentare il val­ore aggiun­to del lat­te e del­la trasfor­mazione. In Italia, eccezion fat­ta per qualche zona come quel­la di pro­duzione del Parmi­giano Reg­giano e quel­la del Grana Padano, non si val­oriz­za il prodot­to e i pro­dut­tori si trovano in dif­fi­coltà. Anche l’esperimento fat­to col Pecori­no Romano, che è un grande for­mag­gio ed era pri­mo per export fino 30 anni fa, è fal­li­to quan­do ci sta­ti i mon­tan­ti com­pen­sativi (ero­gati dall’Ue per ogni Kg di prodot­to esporta­to fuori dall’Unione, ndr) con i quali è diven­ta­to un ‘semi­la­vo­ra­to per prodot­ti fusi’, per via del prez­zo bas­so. Una polit­i­ca rovi­nosa”.

Il prob­le­ma del­lo scar­so val­ore del lat­te -aggiunge Mar­cel­li- esiste da tem­po; c’è un mec­ca­n­is­mo per­ver­so che non tro­va ref­er­en­ti né nel sin­da­ca­to degli all­e­va­tori che ora­mai si occu­pa solo di domande di pen­sione né nel sis­tema di gov­er­no del sis­tema”.

L’aspetto di mer­ca­to per quan­to riguar­da il lat­te è sta­to com­ple­ta­mente del­e­ga­to alla grande dis­tribuzione, che in mate­ria fa il bel­lo e il cat­ti­vo tem­po e che pun­ta su di un sis­tema debole delle orga­niz­zazioni pro­fes­sion­ali e dei pro­dut­tori. E’ qui la pri­ma respon­s­abil­ità del­la crisi del val­ore del lat­te”, spie­ga Mar­cel­li, inven­tore dell’iniziativa ‘Adot­ta una pec­o­ra’.

Un’altra respon­s­abil­ità del­la crisi, per la quale protes­tano pro­prio in questi giorni i pas­tori sar­di, “è il fat­to che da noi non è mai sta­ta incor­ag­gia­ta la trasfor­mazione del lat­te in pic­cole quan­tità: se un pas­tore vuol aprire un lab­o­ra­to­rio per fare for­mag­gio, ci sono parec­chi prob­le­mi -ricor­da Mar­cel­li — legati all’adempimento delle norme”. “Basti pen­sare -com­men­ta- che noi fac­ciamo rifer­i­men­to per i con­trol­li al sis­tema san­i­tario, cioè al min­is­tero del­la Salute, che ragiona più per ‘diag­nosi’ che non per buone pras­si”.

Anche le politiche nazion­ali e region­ali han­no spin­to molto ver­so la pro­duzione del lat­te e poco ver­so la trasfor­mazione. Di tut­to questo fa le spese il pro­dut­tore, sal­vo quelle rare eccezioni di chi ha pun­ta­to con suc­ces­so su prodot­ti di nic­chia e di alta qual­ità. I con­suma­tori devono sem­pre cer­care prodot­ti trac­ciati e bisogna accor­cia­re la fil­iera dal pro­dut­tore al con­suma­tore, per vedere dei risul­tati”, conclude./www.adnkronos.com/lavoro/made-in-italy/2019/02/11/

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