A VERHOFSTADT E’ PARTITO L’EMBOLO DI LNG. ILBURATTINOCONTE NON C’ENTRA

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Non so se qual­cun altro l’ha già scrit­to. La ragione del rab­bioso attac­co di Ver­hof­s­tadt a Con­te sta esat­ta­mente nelle sue parole dal min­u­to 0:34 al min­u­to 1:04 qui, ed è un embo­lo di gas LNG, piut­tosto raro fra gli umani, ma non fra quel­li come lui. Roba da tan­ti, ma tan­ti sol­di.

Al bel­ga sono rimasti piantati a metà tra­chea il Venezuela e Putin, e soprat­tut­to la mite posizione ital­iana su di essi. Per questo ci odia, e, ancor più di lui, ci odia la Exmar, che come avrete di cer­to let­to sui gior­nali è la Cor­po­ra­tion navale bel­ga che gli paga le par­celle men­tre sto lob­bista siede a fare il par­la­mentare europeo.

Una sto­ria mul­ti­m­il­iar­daria di LNG (gas nat­u­rale liq­ue­fat­to), le cui mag­giori com­parse sono: Un incon­tro dell’ottobre 2017 fra Putin e l’iraniano colos­so petro­lif­ero NIOC – Un con­trat­to anda­to in mal­o­ra l’anno prece­dente fra la Exmar e la canadese Pacif­ic Explo­ration & Pro­duc­tion Cor­po­ra­tion in Colom­bia – La Car­ribean FLNG, che è la mega chi­at­ta per la lavo­razione e il trasporto del LNG stra­p­a­ga­ta dal­la Exmar, che oltre­tut­to se la fece recap­itare dal­la Cina con l’ambizione di far­ci una mon­tagna di sol­di, ma rimas­ta pianta­ta ad arrug­ginir­si per via dei soprac­c­i­ta­to con­trat­to anda­to a vuo­to e anche di un sec­on­do con­trat­to anda­to a put­tane, poi grazi­a­ta all’ultimo dall’odierno arcin­e­mi­co lati­no amer­i­cano del Venezuela, cioè il Pres­i­dente argenti­no Macri – L’ENI che si lavo­ra il LNG di Maduro men­tre i bel­gi del­la Exmar schi­u­mano alla boc­ca per ved­er­lo mor­to.

Il Bel­gio è un Paese di sfi­gati, che dopo aver ammaz­za­to 11 mil­ioni di con­gole­si, per rimanere poi a mani vuote, cir­ca 130 anni fa (il cobal­to e il coltan, che oggi nell’IT e nel­la Smart TV-Smart Phones Indus­try val­go­no più dei dia­man­ti, se li sono pre­si i Kabi­la, l’americana Glen­core e gli israeliani), si sono dis­tin­ti di recente per aver avve­le­na­to i maiali di tutt’Europa con la diossi­na, e poi sono rimasti sfi­gati. Pos­sono vantare solo quel­la cloa­ca di polit­i­ca auto­crat­i­ca e infes­ta­ta di lob­bies che è Brux­elles, ma mica tan­to altro. La loro Exmar è dal 1981 che si è fat­ta un nome nel mon­do per i servizi di trasporto navale e di rigas­si­fi­cazione soprat­tut­to di gas nat­u­rale, che viene trasfor­ma­to in LNG. Ne van­no fieri, e che ci sia un Paese in UE che non solo gli pis­cia in tes­ta sug­li idro­car­buri con l’ENIma che è pure ‘ami­co’ di due gigan­ti odiosi per la Exmar nel busi­ness LNG come Rus­sia e Venezuela, bè, questo per Ver­hof­s­tadt e per le ambizioni smisurate di chi ce l’ha a bus­ta paga, la Exmar appun­to, è sta­to trop­po. Fra poche righe capirete il per­ché.

Tut­to il resto del­la sua spara­ta su Italia vs UE, immi­grazione, gran val­ori di Spinel­li, Ciampi e Boni­no, la reces­sione, i Pop­ulis­mi, sono sta­ti pretesti. Con­tano i sol­di, fol­low the mon­ey, eh?

Un po’ di back­ground in breve.

Dunque nel luglio 2017 i padroni di sto Ver­hof­s­tadt, la Exmar, si fa recap­itare dall’altra parte del piane­ta ques­ta mega chi­at­ta chia­ma­ta Car­ribean FLNG che ave­vano costru­ito a costi stratos­feri­ci nel­la sper­an­za di con­clud­ere un accor­do mul­ti mil­ionario con l’Iran. Ma nel novem­bre suc­ces­si­vo la Gazprom di Putin arri­va a Tehran, incon­tra la NIOC (la regi­na degli idro­car­buri ira­ni­ana) e di colpo tut­to per la Exmar va stor­to. L’Iran, si disse allo­ra, avrebbe usato altri vas­cel­li per il LNG, quel­li norve­g­e­si, e gli oleodot­ti rus­si dell’amico Vladimir. Questo aprì ulcere gas­triche in Bel­gio dove ci pas­sa­va un pal­lone da cal­cio, soprat­tut­to per­ché era la sec­on­da vol­ta che la super chi­at­ta del­la Exmar veni­va ces­ti­na­ta con mil­ioni di dol­lari di perdite: era suc­ces­so nel 2016 nel soprac­c­i­ta­to flop in Colom­bia in asso­ci­azione con la fal­li­ta canadese Pacif­ic Explo­ration & Pro­duc­tion Cor­po­ra­tion.

I padroni di Ver­hof­s­tadt ora han­no buchi con­tabili che si vedono dal­la Luna con sta mega chi­at­ta Car­ribean FLNG pianta­ta sul goz­zo men­tre altri si stan­no spar­tendo l’immane mer­ca­to del gas LNG. Putin è il tar­get N.1 dell’odio del­la Exmar, e non solo per la fac­cen­da dell’Iran del 2017, ma anche per­ché in tut­to l’affare Nord Stream 2 (il super gas­dot­to dal­la Rus­sia alla Ger­ma­nia) le mega chi­at­te del­la Exmar e tut­ti i suoi servizi aggiun­ti per il trasporto del gas LNG sono ovvi­a­mente tagliati fuori. La Cor­po­ra­tion bel­ga e il suo scagnoz­zo lob­bista Ver­hof­s­tadt sono impo­ten­ti con­tro Mosca in UE. Per ovvi motivi ‘l’amico del tuo nemi­co è il tuo nemi­co’, cioè tradot­to: l’Italia di Salvi­ni che è di casa in Rus­sia diven­ta ogget­to d’odio alla Exmar-Ver­hof­s­tadt. Ma non solo. C’è il Venezuela.

Cara­cas, come si sa, è un colos­so di idro­car­buri, ora ingab­bi­a­to dalle sanzioni Oba­ma-Trump, ma lo stes­so una miniera d’infinite ric­chezze anche di gas LNG. Infat­ti si sap­pia che, sor­pren­den­te­mente, uno del 10 mag­giori esporta­tori al mon­do di LNG è Trinidad & Toba­go nei Caraibi, ma la sua vera fonte è la com­pag­nia petro­lif­era di Sta­to di Cara­cas, la PDVSA. A Brux­elles gli ulcerati del­la Exmar stan­no solo a guardare tut­to quel ben di Dio in mano al “social­ista” Maduro, a cui loro non han­no sig­ni­fica­tivi acces­si, men­tre l’ENI sì, eccome. Sti ital­iani, di nuo­vo in mez­zo alle palle, eh? Allo­ra che si fa?

Bè, com’è noto, nell’America Lati­na esiste oggi un grup­po di nazioni total­mente a baci­apile di Wash­ing­ton che si chia­ma il Grup­po di Lima, e chi le capeg­gia? L’Argentina del Pres­i­dente Macri. E allo­ra, si dicono gli ulcerati del­la Exmar a Brux­elles, dove la piazz­i­amo sta emor­ra­gia di mil­ioni di dol­lari che si chia­ma super chi­at­ta Car­ribean FLNG? Eh, da un sign­or nes­suno mon­di­ale del gas LNG, cioè pro­prio da Macri, ma la rino­mini­amo Tan­go FLNG, gius­to per smus­sare un po’ le fig­urette di cac­ca del pas­sato. E giù a ingoiare mag­o­ni, loro e il loro servet­to Ver­hof­s­tadt.

Insom­ma, quel­lo che dove­va essere per i padroni di Ver­hof­s­tadt l’inizio di un busi­ness mul­ti mil­ionario nel 2016, finisce a far da car­ret­ta per il mediocre busi­ness del LNG in Argenti­na, men­tre è pro­prio l’Italia che osta­co­la l’appoggio dell’infame UE al golpe amer­i­cano in Venezuela che avrebbe aper­to ogni sin­go­lo rubi­net­to di petro­lio e gas LNG agli USA e ai Ver­hof­s­tadt-Exmar-Brux­elles per mano del cagno­li­no di Wash­ing­ton, Juan Guaidò. Poi Salvi­ni che striz­za l’occhio a Putin, quel­lo dei due mega cal­ci in culo alla Exmar e al suo prez­zo­la­to Ver­hof­s­tadt … dai, le ulcere di sti bel­gi non han­no ret­to.

Non so se serve sapere altro. Non cre­do. Ora sapete che sig­nifi­ca­va il bau-bau di sto cane da guin­za­glio.

Poi, lo rib­adis­co, Con­te non Con­ta in effet­ti una maz­za, ma con sta sto­ria i burat­ti­ni non c’entrano pro­prio per nul­la.

 

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