Roma, arrivano i dispositivi “anti-uomo” per allontanare i clochard

l caso in zona Mar­coni, dove sono com­par­si dei dis­sua­sori metal­li­ci anti-bivac­co

In quel can­tuc­cio ripara­to da un bal­cone di soli­to dormi­vano due clochard.

Due veri e pro­pri habitué del­la zona Mar­coni. Ogni notte li pote­vi trovare ran­nic­chiati sot­to alle stesse finestre. Quelle di un palaz­zo in piaz­za Augus­to Righi, in XI Munici­pio.

Nep­pure l’arrivo del grande gelo in cit­tà li ave­va per­suasi ad abban­donare la stra­da, tan­to che i volon­tari di Ecoital­ia­sol­i­dale e quel­li del­la Pro­tezione Civile Arvalia ave­vano pre­so a pas­sare di lì con aiu­ti e cop­erte. “Questo – spie­ga oggi Pier­gior­gio Ben­venu­ti, pres­i­dente di Ecoital­ia­sol­i­dale – finché i due sen­za­tet­to non sono spar­i­ti e al loro pos­to sono com­par­si dei dis­sua­sori di met­al­lo”. I con­do­mi­ni, evi­den­te­mente esasperati dal­la pre­sen­za dei due clochard, han­no recin­ta­to l’area, anco­ran­do a ter­ra un reti­co­la­to di dis­sua­sori metal­li­ci “den­tati” tali da ren­dere imprat­i­ca­bile il bivac­co.

Pro­prio così. Qui le cose non fun­zio­nano come nel Pin­ciano con res­i­den­ti e com­mer­cianti che anco­ra piangono la scom­parsa del caro Nereo, il clochard ami­co del quartiere. Qui si res­pi­ra aria di dis­per­azione. Pro­prio come dalle par­ti del­la stazione Tiburtina dove, lo scor­so anno, sulle pan­chine di via Gio­van­ni da Pro­ci­da fecero la loro com­parsa i dis­sua­sori anti-bivac­co. In poche parole dei brac­ci­oli, con­cepi­ti per impedire ai sen­za­tet­to di sten­der­si. Un’iniziativa pre­sa dai res­i­den­ti in nome del deco­ro che destò parec­chio scal­pore e inevitabili furono le polemiche.

Rispon­dono alla stes­sa log­i­ca gli “stru­men­ti anti-uomo” denun­ciati da Ben­venu­ti. “Chiedi­amo alle isti­tuzioni, dal Munici­pio com­pe­tente al Comune di Roma, di inter­venire – pros­egue il numero uno di Ecoital­ia­sol­i­dale – per­ché pur essendo prob­a­bil­mente uno spazio pri­va­to, non è toller­a­bile l’istallazione di dis­pos­i­tivi orri­bili da vedere e offen­sivi per le coscien­ze dei cit­ta­di­ni. Non è pos­si­bile che il fenom­e­no dei clochard non tro­vi soluzioni a liv­el­lo sociale ben­sì diven­ti un prob­le­ma di deco­ro da dover elim­inare”.  -

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