Folla al rito dell’esorcismo e della liberazione dal male

Rin­no­va­ta la tradizionale cel­e­brazione nel­la par­roc­chiale di San Pietro Apos­to­lo. La parte­ci­pazione del pub­bli­co in chiesa e la benedi­zione delle bot­tiglie d’acqua

TARCENTO. «D’ora innanzi non ardire, per­fi­do ser­pente, di ingannare il genere umano, di perseguire la chiesa di Dio, di scuotere e criv­el­lare, come fru­men­to, gli elet­ti di Dio». Che l’Epifania sia forse uno dei momen­ti più sug­ges­tivi durante l’anno, con i suoi fuochi e le sue pratiche, è cosa nota, ma in Friuli è anche l’occasione per richia­mare gli antichi riti legati all’esorcismo e alla lib­er­azione dal malig­no.

Ne sa qual­cosa la par­roc­chia di San Pietro Apos­to­lo di Tar­cento, dove da tem­po, in occa­sione di questo peri­o­do, viene cel­e­bra­to l’esorcismo con la benedi­zione dell’acqua e del sale alla vig­ilia dell’Epifania.

La cer­i­mo­nia si è svol­ta anche ieri, in duo­mo a Tar­cento, alla pre­sen­za di molti fedeli, alcu­ni dei quali prove­ni­en­ti anche da molto lon­tano: «Quan­do ho assun­to la gui­da di ques­ta par­roc­chia – spie­ga mon­sign­or Duilio Corgnali –, già veni­va svol­ta qui ques­ta cer­i­mo­nia. Io ho con­tin­u­a­to su quel­la stra­da, sceglien­do tut­tavia di far­lo in lati­no, come era il vec­chio rito del­la San­ta Madre Chiesa di Aquileia».

La chiesa di Aquileia cel­e­bra­va l’Epifania non come arri­vo dei Magi, ma come bat­tes­i­mo di Cristo. Come è noto, pri­ma del­la dichiarazione di “Cre­do in Dio” viene chi­es­ta per tre volte la rin­un­cia a Satana: da qui, la prat­i­ca di esor­cis­mo che di fat­to è pro­pria di qual­si­asi bat­tes­i­mo.

Nel 1891 tale rito fu vieta­to dal­la San­ta Sede, ma dopo le proteste che arrivarono tan­to dal Friuli che dal­la Dal­mazia, papa Leone XIII decise di riammet­ter­lo: «Entran­do nel­la chiesa merid­ionale di Aquileia – ha spie­ga­to in duo­mo don Corgnali –, quel­la des­ti­na­ta a chi segui­va le pratiche bat­tes­i­mali, si osser­va che fra i dip­in­ti com­pare un lin­gua. L’antico rito prevede­va di sputare ver­so ovest, che è la direzione del malig­no, oppure sem­plice­mente di mostrare la lin­gua come sber­l­ef­fo al demo­nio».

Venen­do alla cel­e­brazione di ieri pomerig­gio, si è trat­ta­to di un momen­to molto parte­ci­pa­to non solo sul fronte dei numeri, vis­to che il duo­mo era gremi­to, ma anche nel­lo stes­so svol­gi­men­to che prevede la pre­sen­za di tre sac­er­doti e una voce bari­tonale che intona i temi, i quali ven­gono ripetu­ti all’unisono dal pub­bli­co, che ieri era molto atten­to sia nel seguire le parole recitate ripor­tate in lati­no su un pam­phlet prepara­to apposi­ta­mente, sia nel com­piere il seg­no del­la croce tutte le volte in cui era richiesto.

Nel momen­to clou del­la cel­e­brazione, il sac­er­dote prende la paro­la e recita la for­mu­la dell’esorcismo, un lun­go pas­sag­gio final­iz­za­to ad allon­tanare il malig­no. Seguono i due momen­ti in cui sono benedet­ti il sale e l’acqua, sim­boli di purifi­cazione e di vita. Per l’occasione, i fedeli ieri ave­vano deposi­ta­to ai pie­di dell’altare numerose bot­tiglie d’acqua da riportare poi a casa.

«Un tem­po – spie­ga Duilio Corgnali – dopo l’Epifania i preti anda­vano nelle case di tutte le famiglie a benedire l’acqua. L’acqua che viene benedet­ta in duo­mo durante il rito viene por­ta­ta a casa per bagnare tut­ta la famiglia. Ques­ta prat­i­ca ogni anno por­ta in duo­mo a Tar­cento mol­ta gente, qua­si più di quel­la pre­sente per la mes­sa del­la domeni­ca. Molti arrivano anche dal Vene­to: è un seg­nale che le per­sone vogliono lib­er­ar­si dal male che li attor­nia».

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2019/01/06/news/folla-al-rito-dell-esorcismo-e-della-liberazione-dal-male-1.17626203?fbclid=IwAR0KNYYzlFjOhqPTNPcvVmn3Pkaf5NGGHt-9JZOMbsBXkKBOBTXgbwTPvEw

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