CON LA LEGGE SALVINI SI POTRÀ UCCIDERE LA SUOCERA CHE SI INTRODUCE IN CASA? — IL MAGISTRATO BRUNO TINTI FA CHIAREZZA SULLA LEGITTIMA DIFESA SUITALIA OGGI’: ‘GIÀ LA LEGGE ATTUALE FAVORISCE CHI AMMAZZA UN INTRUSO. QUELLO CHE È INELIMINABILE È IL GIUDICE. ALTRIMENTI BASTA UCCIDERE E RACCONTARE LA QUALUNQUE. CHE È PROPRIO IL SALVINI/PENSIERO. TUTTI GODONO QUANDO CLINT EASTWOOD FA SECCO IL CATTIVO. MA IL DIRITTO…’

Bruno Tin­ti per ‘Italia Oggi

bruno tintiBRUNO TINTI

Fac­ciamo chiarez­za su di un pun­to fon­da­men­tale. La legge vigente in mate­ria di legit­ti­ma dife­sa con­sente di ammaz­zare il ladro che si è introdot­to in casa (o in garage, in gia­rdi­no, in uffi­cio, in mag­a­zz­i­no, in can­ti­na ecc.): occorre «solo» che questo tizio abbia un com­por­ta­men­to vio­len­to o almeno minac­cioso. Sic­ché il popo­lo degli onesti gode già oggi di adegua­ta tutela.

Ciò è tan­to più vero in quan­to, che vi sia sta­ta aggres­sione o minac­cia, lo affer­ma in genere il pro­tag­o­nista del­la vicen­da; se il ladro è mor­to, nes­suno lo può smen­tire. Dunque le pos­si­bil­ità di «rac­con­tar­la bene» ci sono: ave­va un bas­tone, un coltel­lo (non è vero, gliel’ ha mes­so in mano lui dopo aver­lo ammaz­za­to); veni­va con­tro di me con aria minac­ciosa (non è vero, quan­do è sta­to sor­pre­so è rimas­to immo­bile); ho spara­to in aria ma non si è fer­ma­to e non ho avu­to scelta (non è vero, gli ho spara­to miran­do al cor­po e, poi, ho spara­to un altro colpo in aria).

Cer­to, se il mor­to pre­sen­ta due fori di entra­ta nel­la schiena, sostenere che ci si è «dife­si» diven­ta com­pli­ca­to; e se ci sono super­sti­ti che la con­tano in modo diver­so, qualche dif­fi­coltà a essere cre­du­ti ci potrà essere. Ma insom­ma, le pos­si­bil­ità di ammaz­zare un ladro impune­mente sono più numerose di quel­lo che Mat­teo Salvi­ni crede.

Infine, quan­do una piena legit­ti­ma dife­sa non è pro­prio sosteni­bile, già la legge attuale prevede cor­ret­tivi a quel­lo che, tec­ni­ca­mente, dovrebbe essere con­sid­er­a­to un omi­cidio volon­tario: è l’ ecces­so col­poso in legit­ti­ma dife­sa.

SALVINI FUCILE 1SALVINI FUCILE 1

Non c’ era­no le con­dizioni che ren­de­vano lecito sparare al ladro ma io ho cre­du­to che ci fos­sero: ho cre­du­to che stesse per aggredir­mi, che bran­disse un bas­tone o un coltel­lo; mi sono spaven­ta­to e ho spara­to. E anche qui, atten­zione: non è det­to che aver cre­du­to per errore ren­da auto­mati­ca­mente colpevoli: l’ errore potrebbe essere scus­abile. Notte, son­no pro­fon­do, risveg­lio improvvi­so, ombra o, peg­gio, ombre incomben­ti vici­no al let­to, mani che frugano nel comodi­no: un ter­rore improvvi­so e una reazione auto­mat­i­ca potreb­bero essere com­pren­si­bili. Così, anche in questi casi, le pos­si­bil­ità di ammaz­zare il cat­ti­vo e far­la fran­ca ci sono.

Quel­lo che è ine­lim­inabile è il giu­dice. Uno che rac­col­ga la dichiarazione del vero/presunto legit­ti­mo difen­sore, che cre­da o fac­cia fin­ta di credere al suo rac­con­to, che dica (benig­na­mente o meno) «cer­to, in effet­ti, era una situ­azione che ren­de­va ragionev­ole la sua reazione» ci va. Altri­men­ti bas­ta ammaz­zare e rac­con­tare la qualunque.

bruno tintiBRUNO TINTI

Che è pro­prio il Salvini/pensiero. Dietro il suo banale slo­gan «la dife­sa è sem­pre legit­ti­ma» ci sta pro­prio questo: ammaz­zare uno che è entra­to in casa sen­za o con­tro la volon­tà del pro­pri­etario è cosa buona e gius­ta. L’ uni­co accer­ta­men­to accetta­bile è che appun­to il cat­ti­vo (o pre­sun­to tale) sia entra­to in casa (o in garage, in can­ti­na, in mag­a­zz­i­no ecc.): se ci las­cia la pelle, bene così. Ora, è inutile nascon­der­si dietro un dito. Tut­ti, ma pro­prio tut­ti, godono come ric­ci quan­do Clint East­wood ammaz­za final­mente il cat­ti­vo. Migli­a­ia di film e lib­ri sono costru­iti sul momen­to catar­ti­co in cui «gius­tizia è fat­ta» e il farabut­to viene spara­to, pug­nala­to, spin­to nel bur­rone, stran­go­la­to alla fine di una lot­ta dis­per­a­ta con il «gius­to».

Perfi­no i supereroi ammaz­zano diret­ta­mente i cat­tivi infilzan­doli con gli artigli di adaman­tio o ful­mi­nan­doli con qualche rag­gio del­la morte. I nos­tri bam­bi­ni com­in­ciano ad apprez­zare la «gius­tizia som­maria» fin da pic­ci­ni. Insom­ma la cul­tura dom­i­nante non con­sid­era sod­dis­facente hap­py end un arresto, un proces­so e una con­dan­na a X anni di pri­gione: bisogna pro­prio ammaz­zar­lo il bas­tar­do. Ed è evi­dente che Salvi­ni non fa eccezione.

SALVINI FUCILESALVINI FUCILE

Spie­gar­gli che sbaglia sul piano eti­co e civile è fat­i­ca inutile. È un prob­le­ma di cul­tura. Lui e quel­li come lui, Ugo Fos­co­lo non san­no chi sia e quel ver­so sub­lime «dal dì che nozze, tri­bunali ed are diero alle umane belve ess­er pietose di se stesse e d’ altrui» è per loro pri­vo di sig­ni­fi­ca­to.

Si può provare con un eser­cizio di log­i­ca ele­mentare.

Come la scriver­este una legge che impedis­ca al giu­dice di inda­gare sul­la morte di un uomo avvenu­ta in una casa in cui non ave­va dirit­to di stare? Vedi­amo.

«Chi ammaz­za un ladro in casa pro­pria non com­mette reato».   Come si fa a sta­bilire che il mor­to era un ladro? «Chi ammaz­za un albanese, un marocchi­no, un eritreo, uno zin­garo, un… va beh, un immi­gra­to in casa pro­pria non com­mette reato».

Quin­di i ladri ital­iani non li pos­si­amo ammaz­zare?

È un’ ingius­tizia.

«Chi ammaz­za una per­sona che si è introdot­ta in casa pro­pria con­tro la sua volon­tà non com­mette reato».

Tem­pi duris­si­mi per suo­cere, mogli o mar­i­ti divorziati, cred­i­tori insis­ten­ti, ex petu­lan­ti e via di questo pas­so.

fredy paciniFREDY PACINI

«Chi ammaz­za qual­cuno che si è introdot­to in casa pro­pria e gode dell’ approvazione dei vici­ni e del Min­istro dell’ Inter­no non com­mette reato».

Ecco, ques­ta potrebbe essere una legge in lin­ea con la cul­tura giuridi­ca gril­loleghista. E il pri­mo giu­dice cos­ti­tuzionale che si azzar­di a criti­care è un nemi­co del popo­lo.

la rimessa di fredy pacini

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AMERICA FATTA A MAGLIEGLI STESSI CHE OGGI GRIDANO ALLO SCANDALO SUL RESPINGIMENTO DEI MIGRANTI, OVVERO BARACK OBAMA E DEPUTATI E SENATORI DEMOCRATICI, HANNO FATTO USO DI LACRIMOGENI E PROIETTILI URTICANTI CENTINAIA DI VOLTE. PIÙ IPOCRITI DI COSÌTRUMP CONTINUA CON LA LINEA DEL RESPINGIMENTO, E 8 AMERICANI SU 10 STANNO CON LUI, A DIFFERENZA DELLE ÉLITE LIBERAL

Maria Gio­van­na Maglie per “Dagospia”

migranti assaltano confine usa messico 2MIGRANTI ASSALTANO CONFINE USA MESSICO 2

Il doppi­ope­sis­mo fa parte delle fake news quo­tid­i­ane. Ma quel­lo uti­liz­za­to dai demo­c­ra­ti­ci, cap­i­ta­nati dall’ex pres­i­dente Barack Oba­ma che sui pover­ac­ci del mon­do  da accogliere con gen­tilez­za e com­pren­sione ci ha fat­to gli ulti­mi comizi del­la cam­pagna di mid term, ed è sta­to sposato con entu­si­as­mo dai media amer­i­cani e di tut­to il mon­do, più che doppi­ope­sis­mo è fac­cia di culo..

Gri­dano allo scan­da­lo, al dis­gus­to, al razz­is­mo, al fas­cis­mo, dopo che gas lac­rimo­geni sono sta­ti uti­liz­za­ti dagli agen­ti di con­fine per resp­in­gere un assalto di migranti ai con­fi­ni col Mes­si­co. È la famosa carovana che dall’Honduras arri­va, annun­ci­a­ta e accom­pa­g­na­ta dai media.

la marcia degli honduregni verso gli usaLA MARCIA DEGLI HONDUREGNI VERSO GLI USA

Mag­a­ri han­no ragione col­oro che sosten­gono che non si lan­ciano gas sul­la fol­la, anche se ques­ta fol­la ten­ta di pas­sare dei con­fi­ni ille­gal­mente, anche se  lan­ciano bot­tiglie e pietre. Ma gli stes­si che oggi gri­dano allo scan­da­lo, ovvero l’ex pres­i­dente Barack Oba­ma, gli espo­nen­ti del suo gov­er­no, i dep­u­tati e sen­a­tori demo­c­ra­ti­ci, han­no fat­to uso di lac­rimo­geni e di proi­et­tili urtican­ti centi­na­ia di volte quan­do era­no al potere, nel­la stes­sa situ­azione. Più ipo­criti di così! Basterebbe rac­con­tar­lo.

Vi ricor­date le immag­i­ni doloro­sis­sime dei bam­bi­ni sep­a­rati dai gen­i­tori e rinchiusi in alcu­ni con­tain­er che assomigli­a­vano a delle gab­bie? Ci abbi­amo cam­pa­to di scan­da­lo e rac­capric­cio pe tut­to il pri­mo peri­o­do del­la Pres­i­den­za Trump, Pec­ca­to che fos­sero immag­i­ni del 2014. quan­do Trump anco­ra non ave­va neanche deciso di can­di­dar­si.

trump e obamaTRUMP E OBAMA

Lo scan­da­lo, come spes­so capi­ta, è costru­ito per gli occhi di chi guar­da. Chi domeni­ca scor­sa ha guarda­to le immag­i­ni di un grup­po di migranti a Tijua­na, con­fine tra il Mes­si­co e la Cal­i­for­nia, respin­ti con I gas men­tre ten­ta­vano di pas­sare attra­ver­so la rete che sep­a­ra i con­fi­ni, per entrare negli Sta­ti Uni­ti e rag­giun­gere San Diego, mag­a­ri non ricor­da, o fan­no in modo che non ricor­di che così fan tut­ti.

Gli agen­ti di con­fine han­no spara­to lac­rimo­geni e respin­to il pas­sag­gio dei migranti che in buona parte sono tor­nati indi­etro e in parte sono sta­ti arresta­ti sot­to le tele­camere che mostra­vano immag­i­ni nat­u­ral­mente spi­acevoli a mil­ioni di amer­i­cani a casa per il week­end davan­ti alla tele­vi­sione, ma pure  a noi spar­si per il mon­do

migranti assaltano confine usa messico 1MIGRANTI ASSALTANO CONFINE USA MESSICO 1

Inter­roga­to a propos­i­to, Don­ald Trump risponde sem­pre allo stes­so modo, ovvero che nes­suno entra nel Paese se non legal­mente, e dunque tut­ti gli altri ten­ta­tivi  van­no respin­ti sec­on­do la legge, che va appli­ca­ta con rig­ore. Come si dice negli Sta­ti Uni­ti, Law & Order.

Il pun­to però, nel­la miri­ade di infor­mazioni ter­ror­is­tiche arrivate nelle ultime set­ti­mane sul­la mis­sione del­la carovana dei migranti, un pic­co­lo eserci­to con proposi­ti di occu­pazione  ben guida­to e  foraggiato,è che pri­ma di tut­to 8 amer­i­cani su 10, inter­vis­ta­ti in numerosi sondag­gi, la pen­sano come il pres­i­dente, a dif­feren­za delle Élite lib­er­al, a dimostrazione che vera­mente tut­to il mon­do oggi sull’immigrazione e paese..

BEN RHODES E OBAMABEN RHODES E OBAMA

Poi c’è che il fronte del­la sol­i­da­ri­età piagnona si sta infrangen­do, Tan­to è vero che numerosi inviati delle Tv prin­ci­pali, come CBS e ABC, non cer­to solo FOX news, com­in­ciano a dire che non ci sono nuclei famil­iari se non a favore di tele­camere, che la mag­gior parte del­la carovana è com­pos­ta di maschi gio­vani, e che in mez­zo a loro non man­cano le prove del­la pre­sen­za di bande orga­niz­zate di crim­i­nali, come il famiger­a­to M13.

Infine che nel non lon­tano 2006 votarono per una rifor­ma dura delle leg­gi sull’immigrazione, e per andare avan­ti con la costruzione di un muro di sep­a­razione, per­son­ag­gi come Barack Oba­ma, Hillary Clin­ton, Chuck Schumer, Nan­cy Pelosi, eccetera eccetera, ovvero gli stes­si che adesso stril­lano al fas­cis­mo. Forse per ques­ta ragione Chuck Schumer ha di recente dichiara­to che è pron­to a un accor­do dei Demo­c­ra­ti­ci con l’Amministrazione sull’intera dolorosa vicen­da.

Vedi­amo quan­to resister­an­no CNN e gior­nali in guer­ra con Trump a nascon­dere un accor­do del genere, o a fin­gere che non sia in preparazione già da questo saba­to dal­la prossi­ma set­ti­mana un accor­do uffi­ciale molto impor­tante tra i due Pae­si, al quale sta lavo­ran­do il seg­re­tario di Sta­to, Mike Pom­peo, assieme al nuo­vo min­istro degli Esteri mes­si­cano. Il Mes­si­co e’ in tran­sizione da un pres­i­dente all’altro e da un gov­er­no all’altro, e questo com­por­ta qualche ritar­do e incertez­za in piu’ Andi­amo per ordine.

rasmussen obamaRASMUSSEN OBAMA

Le immag­i­ni degli ille­gali al con­fine sono dis­tur­ban­ti, Eppure due giorni dopo gli inci­den­ti un sondag­gio di Scott Ras­mussen e Har­ris X riv­ela che solo il 25% degli elet­tori pen­sa che la reazione degli agen­ti di con­fine sia sta­ta ecces­si­va, e addirit­tura un 43% pen­sa che sia al con­trario sem­pre trop­po blan­da.

Inoltre l’offerta di asi­lo già fat­ta dal Mes­si­co per il 62% è più che suf­fi­ciente e non è il caso che tenti­no di entrare pro­prio negli Sta­ti Uni­ti. Non che gli amer­i­cani abbiano all’improvviso deciso di diventare una nazione dalle fron­tiere chiuse, al con­trario l’ 81% tiene molto all’eredità di un Paese di immi­grati, al melt­ing ‘pot, solo che sono diven­tati estrema­mente pre­oc­cu­pati del­la legal­ità dell’ingresso nel Paese, E a dif­feren­za che in pas­sato, vedono negli ille­gali una minac­cia sociale  e un peri­co­lo eco­nom­i­co.

trumpTRUMP

Per questo 7 su 10 sosten­gono una rifor­ma dell’immigrazione fed­erale che blin­di  i con­fi­ni e risol­va una vol­ta per tutte lo sta­tus degli ille­gali che già vivono negli Sta­ti Uni­ti. Bor­der secu­ri­ty, la sicurez­za dei con­fi­ni,  è, per il 55%, la pri­ma esi­gen­za nazionale..

Con­tro chi stril­lano allo­ra dep­u­tati demo­c­ra­ti­ci, attivisti Antifa, asso­ci­azioni e orga­niz­zazioni non gov­er­na­tive, quan­do protes­tano con­tro la polit­i­ca dei con­fi­ni, se non con­tro gli amer­i­cani stes­si? E di quel­lo che dice­vano in pas­sato non si ricor­dano ne’ si pre­oc­cu­pano?

la marcia dei migranti honduregni verso gli usaLA MARCIA DEI MIGRANTI HONDUREGNI VERSO GLI USA

Glielo ricor­da il sen­a­tore repub­bli­cano Lind­sey Gra­ham, che dopo le vicis­si­tu­di­ni del­la nom­i­na del giu­dice Kavanaugh, è diven­ta­to molto più com­bat­ti­vo. Lui parla­va, ospite di Han­ni­ty  su Fox News,  e scor­re­vano le immag­i­ni di cir­ca 100 migranti nel novem­bre del 2013, pres­i­dente il Nobel  per la pace, che tira­vano pietre agli agen­ti di con­fine, i quali rispon­de­vano sparan­do  proi­et­tili al pepe e ricac­cian­doli indi­etro in Mes­si­co. Solo uno di numerosi episo­di nei quali l’uso del­la forza si è reso nec­es­sario in pas­sato come adesso.

DONALD TRUMP NANCY PELOSIDONALD TRUMP NANCY PELOSI

Ma com’è che gli avvo­cati dei dirit­ti umani in pas­sato sta­vano zit­ti? O quel meto­do fa schi­fo sem­pre, o non fa schi­fo mai.

Invece Ben Rhodes, ex con­sigliere di Oba­ma, twit­ta fuman­do di indig­nazione: Non si gasano donne bam­bi­ni e anzian,i non si usano pun­ti di vista par­ti­giani e faziosi Uomi­ni e Donne in servizio ai con­fi­ni dovreb­bero sen­tir­si a dis­a­gio nel fare questo”. spu­do­ra­to. V i do per l’esattezza i dati del­la Home­land Secu­ri­ty.

mamma ho incontrato il presidenteMAMMA HO INCONTRATO IL PRESIDENTE

 La polizia di con­fine ha usato la sostan­za CS, 2-chloroben­zyli­dene mal­onon­i­trile, a par­tire dal 2010 e per 26 volte nel 2012 e 27 volte nel 2013.  Poi c’è sta­to un peri­o­do di stasi, e di nuo­vo il gas è sta­to usato per tre volte nei resp­ing­i­men­ti nel 2016, anno del­la cam­pagna elet­torale e ulti­mo di Barack Oba­ma alla pres­i­den­za. Un altro agente è sta­to usato di fre­quente dalle truppe  di con­fine, lo spray al pepe, con un record di uso di 151 volte nel 2013. Quest’anno, 2018, il gas è sta­to usato 29 volte, il pepe 43.

 Dice Gra­ham:” Quan­to deve durare anco­ra ques­ta pan­tomi­ma? Se e’Obama che usa i gas lac­rimo­geni e’ per­ché pro­tegge il nos­tro Paese, se è Trump, è per­ché è crudele, un bas­tar­do sen­za cuore. E per fare ques­ta oper­azione di bas­sa polit­i­ca attac­cano gli uomi­ni e le donne che ci pro­teggono e rischi­ano la vita ai con­fi­ni. È dis­gus­toso”.

migranti assaltano confine usa messico 3MIGRANTI ASSALTANO CONFINE USA MESSICO 3

Gra­ham con­clude che è fon­da­men­tale che nes­sun com­po­nente del­la Carovana  riesca ad entrare negli Sta­ti Uni­ti per­ché sarebbe un seg­nale di debolez­za sot­to gli occhi di tut­to il mon­do e incor­ag­gerebbe altre inva­sioni.

A un accor­do serio sta lavo­ran­do Mike Pom­peo, seg­re­tario di Sta­to, che sarebbe sul pun­to di chi­ud­ere un buon pat­to con il Mes­si­co. Si trat­ta di con­sen­tire che col­oro che chiedono di entrare negli Sta­ti Uni­ti pos­sano tem­po­ranea­mente restare sul ter­ri­to­rio mes­si­cano e il trami­ti buro­crati­ci siano svolti tut­ti in Mes­si­co.

La Clinton parla a Barack e ben RhodesLA CLINTON PARLA A BARACK E BEN RHODES

L’accordo è sospe­so per­ché saba­to, dopodomani, si inse­dia il nuo­vo gov­er­no con il nuo­vo pres­i­dente, Andres Manuel Lopez Obrador, il cui com­por­ta­men­to è un po’ un rebus. Pop­ulista di sin­is­tra, ha fat­to una fiera cam­pagna elet­torale di orgoglio mes­si­cano con­tro gli Sta­ti Uni­ti, ma in fon­do con Trump ha molti pun­ti in comune.

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FICO SECCOPENSAVATE DI ESSERVI LIBERATI DELLA BOLDRINI? E INVECE SI E’ REINCARNATA IN ROBERTO FICOIL PRESIDENTE DELLA CAMERA PRENDE LE DISTANZE DAL DECRETO SICUREZZA E DICHIARA CHE LA SUA ASSENZA AL MOMENTO DELLA VOTAZIONE NON ERA CASUALECON SALVINI È SCONTRO TOTALE ANCHE SULGLOBAL COMPACT”: “L’ITALIA DOVREBBE DIRE E INVITO TUTTI A LEGGERSI IL CONTENUTO DI QUESTO ACCORDO

Da www.lastampa.it

ROBERTO FICO DAL BARBIEREROBERTO FICO DAL BARBIERE

Nel gov­er­no si con­suma un altro scon­tro al ver­tice. Ques­ta vol­ta a essere di fronte sono il pres­i­dente del­la Cam­era Rober­to Fico e il min­istro dell’Interno Mat­teo Salvi­ni. L’oggetto del con­tendere è il decre­to sicurez­za.

Fico: “Ho pre­so le dis­tanze dal decre­to sicurez­za” 

salvini sulla ruspa alla demolizione della villa dei casamonica 3SALVINI SULLA RUSPA ALLA DEMOLIZIONE DELLA VILLA DEI CASAMONICA 3

«Se la mia assen­za al momen­to del­la votazione è sta­ta inter­pre­ta­ta come una pre­sa di dis­tan­za dal provved­i­men­to? Beh, avete inter­pre­ta­to bene» ha det­to Fico a mar­gine del con­veg­no sui beni comu­ni in cor­so all’accademia dei Lin­cei a propos­i­to dell’assenza nel cor­so del­la votazione sul decre­to sicurez­za. «Sì, è sta­ta inter­pre­ta­ta bene», ha rispos­to Fico alla doman­da se la sua assen­za al momen­to del voto sul decre­to sicurez­za pote­va essere inter­pre­ta­ta come una pre­sa di dis­tan­za dal provved­i­men­to, e ha pros­e­gui­to: «Per­ché io sono il pres­i­dente del­la Cam­era e rispet­to il mio ruo­lo fino in fon­do, dirit­ti di mag­gio­ran­za e di oppo­sizione, man­do avan­ti i provved­i­men­ti che arrivano in Aula con la col­lab­o­razione di tut­ti i capi­grup­po e riman­go fedele al mio ruo­lo isti­tuzionale. Se poi par­liamo del decre­to nel mer­i­to, dopo che è pas­sato, questo è un altro dis­cor­so», ha con­clu­so.

roberto fico mario bregaROBERTO FICO MARIO BREGA

Salvi­ni: “Fico con­trario? Ma ha let­to il decre­to?” 

«Chi con­tes­ta il decre­to sicurez­za non ho capi­to se lo ha let­to. Non capis­co dove sia il prob­le­ma: allon­tana i delin­quen­ti e aumen­ta la lot­ta a mafia, rack­et e dro­ga». Così Mat­teo Salvi­ni a Skytg24 sulle riven­di­cazioni del pres­i­dente del­la Cam­era, Fico che ha pre­so le dis­tanze sul dl sicurez­za. La man­i­fes­tazione del­la Lega l’8 dicem­bre? «Abbi­amo preno­ta­to piaz­za del Popo­lo per ringraziare quei mil­ioni di ital­iani che ci stan­no per­me­t­ten­do di fare quel­lo che sti­amo facen­do», ha sot­to­lin­eato il seg­re­tario del par­ti­to di via Bel­le­rio.

Fico: dovrem­mo asso­lu­ta­mente aderire al Glob­al com­pact 

salvini alla demolizione della villa dei casamonicaSALVINI ALLA DEMOLIZIONE DELLA VILLA DEI CASAMONICA

Il pres­i­dente del­la Cam­era Fico prende le dis­tanze dal gov­er­no anche sul tema del Glob­al Com­pact: «Asso­lu­ta­mente sì. Riten­go che l’Italia dovrebbe dire sì e invi­to tut­ti a leg­ger­si davvero il con­tenu­to di questo accor­do, perche, tra l’altro,ci con­sen­tirebbe di non restare soli nel­la ges­tione del fenom­e­no dell’immigrazione». E anco­ra: «E’ una ges­tione glob­ale fat­ta con gli altri Pae­si e quin­di un’affermazione del mul­ti­lat­er­al­is­mo sull’immigrazione». «Quin­di — ha osser­va­to — serve all’Italia per non iso­lar­si e non rimanere sola con la ques­tione migranti». Lei pun­terà a cal­en­dariz­zare subito dato che Salvi­ni sem­bra o speri qua­si che la ques­tione Glob­al com­pact non ven­ga cal­en­dariz­za­ta? «È la Con­feren­za dei Capi­grup­po che cal­en­dariz­za e vedremo», ha con­clu­so.

roberto ficoROBERTO FICOGATTINI SU SALVINI 7roberto ficoROBERTO FICOROBERTO FICO SANTO SUBITOROBERTO FICO SANTO SUBITO

 

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Pensioni, criticate le tesi dell’Inps: meglio più occupazione che aprire agli immigrati

a ricer­ca del Cen­tro Stu­di e ricerche di Itin­er­ari prev­i­den­ziali sui cal­coli dell’Inps e le pen­sioni degli immi­grati: “Ver­ità sci­en­ti­fiche o teo­re­mi?”

Affinché si pagh­i­no le pen­sioni abbi­amo bisog­no che si versi­no i con­tribu­ti — spie­ga­va il tito­lare dell’Inps ospite a Che tem­po che fa — Oggi abbi­amo due pen­sion­ati ogni tre lavo­ra­tori, se non vogliamo che questo rap­por­to peg­giori nel tem­po avre­mo bisog­no di dieci mil­ioni di lavo­ra­tori in più e date le ten­den­ze demogra­fiche in atto l’unico modo è avere più per­sone straniere che ven­gono a lavo­rare da noi”.

Il fat­to è che ieri, come ripor­ta La Ver­ità, sono sta­ti pub­bli­cati i dati del Cen­tro Stu­di e ricerche di Itin­er­ari prev­i­den­ziali, fir­ma­to da Alber­to Bram­bil­la e Natale For­lani. I due esper­ti di pen­sioni han­no prova­to a capire se i dati sull’immi­grazione siano “ver­ità sci­en­tifi­ca” o sem­pli­ci “teo­re­mi”. E la rispos­ta che i numeri sem­bra­no far emerg­ere è che in Italia si stia nar­ran­do una situ­azione più vic­i­na al teo­re­ma che alla ver­ità.

I due stu­diosi han­no mes­so sot­to esame le sim­u­lazioni del rap­por­to annuale dell’Insps del 2017, in par­ti­co­lare quan­do l’Ente affer­ma che se non entrassero più immi­grati fino al 2040 si avrebbe un “sal­do neg­a­ti­vo cumu­la­to per le casse dell’ isti­tu­to di 37 mil­iar­di” e quel­la che anal­iz­za il “divario che si è stori­ca­mente prodot­to tra i con­tribu­ti prev­i­den­ziali ver­sa­ti dagli immi­grati e il poten­ziale di prestazioni pen­sion­is­tiche mat­u­rate dagli stes­si con­tribuen­ti, con un ulte­ri­ore van­tag­gio di 36,5 mil­iar­di per i con­ti dell’Inps”.

Ver­ità o teo­re­ma? Sul pri­mo pun­to Bram­bil­la e For­lani sono con­vin­ti che se l’Italia pen­sasse a aumentare i posti di lavoro per gli ital­iani (dunque aumen­tan­do la com­pet­i­tiv­ità e la pro­dut­tiv­ità), non ci sarebbe alcun bisog­no di importare stranieri. Anzi. I van­tag­gi sareb­bero mag­giori: “Se si real­iz­zasse nel­lo stes­so peri­o­do l’obiettivo di portare grad­ual­mente il tas­so di occu­pazione dei lavo­ra­tori ital­iani ver­so la media Ue, cir­ca 2 mil­ioni di occu­pati in più, l’Istituto potrebbe introitare una cifra intorno ai 200 mil­iar­di”. Molti di più dei 37 mil­iar­di che perderem­mo col bloc­co degli ingres­si di stranieri.

Sul fronte del sec­on­do assun­to dell’Inps (ovvero i 36,5 mil­iar­di di con­tribu­ti che gli immi­grati versereb­bero al net­to delle prestazioni ero­gate nei loro con­fron­ti), sec­on­do il Cen­tro Stu­di di Itin­er­ari prev­i­den­ziali i con­ti non sono com­pleti. L’Inps cal­co­la che “l’ impor­to dei con­tribu­ti ver­sa­ti, riva­l­u­ta­to per l’ inflazione, ammon­terebbe a 181,1 mil­iar­di, a cui viene sot­trat­to un val­ore di 144,6 mil­iar­di cor­rispon­dente alle future prestazioni dei lavo­ra­tori che han­no già con­sol­ida­to il min­i­mo con­tribu­ti­vo per accedere alle stesse”. Da qui emer­gono i “36,5 mil­iar­di” che “sec­on­do i ricer­ca­tori Inps andrebbe con­sid­er­a­ta come una sor­ta di con­trib­u­to net­to a favore delle casse Inps devo­lu­to dagli immi­grati”. Il prob­le­ma è che “sul ver­sante delle entrate con­tribu­tive, il rap­por­to non illus­tra in modo adegua­to e dis­ag­gre­ga­to la dinam­i­ca del­la cresci­ta annuale dei con­tribuen­ti e i val­ori dei con­tribu­ti ver­sa­ti”. In più, “la dinam­i­ca del­la cresci­ta del numero dei con­tribuen­ti attivi per anno (500.000 nel 1995, 1 mil­ione nel 2000, 2 mil­ioni nel 2007, cir­ca 3 mil­ioni negli anni suc­ces­sivi al 2010) è cer­ta­mente inten­sa ma non gius­ti­fi­ca nem­meno lon­tana­mente la cifra dei 181 mil­iar­di uti­liz­za­ti per la sim­u­lazione”.

Insom­ma, i dub­bi sui cal­coli dell’Inps ci sono eccome. Non solo. Per­ché se per l’Inps il bloc­co di ingres­si pro­dur­rebbe un minore incas­so di 10 mil­iar­di l’anno, sec­on­do il Cen­tro Stu­di Itin­er­ari pen­sion­is­ti­ci ques­ta cri­fra andrebbe ridot­ta a 8 mil­iar­di. Tan­ti? Pochi? Dif­fi­cile dir­lo. Cer­to un gruz­zo­let­to non indif­fer­ente, ma non suf­fi­ciente per coprire le spese pub­bliche che finis­cono nelle tasche degli extra­co­mu­ni­tari.

Sem­pre sec­on­do quan­to ripor­ta La Ver­ità, infat­ti, la spe­sa san­i­taria per i 6 mil­ioni di stranieri ammon­ta a 11 mil­iar­di di euro cir­ca all’anno. Cui van­no andrab­bero aggiun­ti cir­ca 8 mil­iar­di per il mil­ione di stun­den­ti nelle nos­tre scuole, i 4,5 mil­iar­di l’anno per l’accoglienza dei richieden­ti asi­lo e tan­ti altri servizi. Solo con quel­li citati, si arri­va già a 23 mil­iar­di. Ben più degli 10 mil­iar­di sog­nati dall’Inps.ww.ilgiornale.it/news

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Accertato: Protesi difettose provocano lesioni in pazienti di tutto il mondo

DI HILARY OSBORNE; HANNAH DEVLIN, CAELAINN BARR

theguardian.com

Le indagi­ni rel­a­tive a dossiers riguardan­ti le prote­si medico-san­i­tarie riv­e­lano l’esistenza di dan­ni este­si causati da una leg­is­lazione insuf­fi­ciente e da norme inadeguate sul­la sper­i­men­tazione.

Una ricer­ca ha riv­e­la­to che pazi­en­ti in tut­to il mon­do ripor­tano lesioni e molti sono dece­du­ti a causa di dis­pos­i­tivi medici difet­tosi che sono sta­ti immes­si sul mer­ca­to gra­zie a un sis­tema carat­ter­iz­za­to da una leg­is­lazione insuf­fi­ciente, da norme per­mis­sive e da man­can­za di trasparen­za.

Pace­mak­ers, prote­si per l’anca, con­trac­cettivi, prote­si per il seno sono tra i dis­pos­i­tivi medici che più han­no causato lesioni in pazi­en­ti che han­no dovu­to subire in con­seguen­za di esse inter­ven­ti chirur­gi­ci e a volte han­no per­so la vita.

In alcu­ni casi le prote­si non sono state tes­tate su pazi­en­ti pri­ma di essere introdotte sul mer­ca­to.

Solo nel Reg­no Uni­to, gli enti di vig­i­lan­za han­no rice­vu­to 62.000 denunce di “even­ti avver­si” provo­cati da dis­pos­i­tivi medico-san­i­tari tra il 2015 e il 2018. Un ter­zo degli inci­den­ti ha avu­to serie riper­cus­sioni sui pazi­en­ti e 1.004 di loro sono dece­du­ti.

Negli USA, la Food and Drug Admin­is­tra­tion (FDA) ha rac­colto 5,4 mil­ioni di denunce di “even­ti avver­si” solo nell’ultimo decen­nio, alcune pre­sen­tate da aziende pro­dut­tri­ci che han­no rifer­i­to prob­lem­atiche esisten­ti in altre par­ti del mon­do.

Tra le denunce, 1,7 mil­ioni riguardano lesioni e cir­ca 83,000 deces­si. Cir­ca 500.000 riferiscono di inter­ven­ti chirur­gi­ci di espianto.

Le cifre risul­tano da una ricer­ca, com­pi­u­ta da 252 gior­nal­isti apparte­nen­ti a 59 organi di infor­mazione in 36 pae­si, che ha riv­e­la­to una serie di prob­lem­atiche in un’industria che glob­al­mente fat­tura 400 mil­iar­di di euro (310 mil­iar­di di ster­line).

Esem­pi di dis­fun­zioni del mer­ca­to com­pren­dono:

  • Sos­ti­tuzione di prote­si dell’anca e di mesh intrav­agi­nali [reti sin­tetiche per la riparazione del pro­las­so vagi­nale N.d.T.] ven­dute agli ospedali sen­za alcu­na sper­i­men­tazione med­ica.
  • Rimozione di pace­mak­ers su seg­nalazione di prob­lem­atiche da parte delle aziende pro­dut­tri­ci.
  • Com­pli­cazioni con mesh erniarie che han­no tenu­to una delle più note atlete ingle­si fuori dalle com­pe­tizioni per anni.
  • Sos­ti­tuzione di dis­chi spinali approvati dalle autorità di vig­i­lan­za che in segui­to all’impianto si sono dis­in­te­grati o si sono spo­sta­ti.
  • Ammis­sione da parte dei chirurghi di non essere in gra­do di infor­mare i pazi­en­ti dei rischi con­nes­si agli impianti a causa del­la man­can­za di reg­istri cen­tral­iz­za­ti.
  • Impianto in pazi­en­ti aus­traliani di dis­pos­i­tivi medici approvati dagli enti di vig­i­lan­za sul­la mera base dell’approvazione degli stes­si da parte dei com­pe­ten­ti organi europei.

Tali evi­den­ze destano pre­oc­cu­pazione riguar­do all’efficacia degli stru­men­ti di con­trol­lo pri­ma e dopo l’immissione sul mer­ca­to nonché riguar­do alla sol­leci­tu­dine con la quale gli enti di vig­i­lan­za ril­e­vano dis­fun­zioni e provve­dono in propos­i­to.

L’informazione rel­a­ti­va a prob­lem­atiche riguardan­ti i dis­pos­i­tivi medico-san­i­tari è del tut­to man­cante in molti pae­si e ciò rende dif­fi­cile per i pazi­en­ti trovare notizie sui trat­ta­men­ti che sono sta­ti loro con­sigliati.

 

Inter­viste con pazi­en­ti e medici han­no riv­e­la­to i gravi difet­ti che inter­es­sano l’industria dei dis­pos­i­tivi medici

 

Il Prof. Derek Alder­son, pres­i­dente del Roy­al Col­lege of Sur­geons, ha dichiara­to che il numero degli inci­den­ti con­nes­si a dis­pos­i­tivi difet­tosi è abbas­tan­za ril­e­vante da “evi­den­ziare la neces­sità di dras­ti­ci cam­bi­a­men­ti nel­la rego­la­men­tazione”, ivi com­pre­sa l’introduzione di reg­istri nazion­ali obbli­ga­tori.

Diver­sa­mente da quan­to accade per i far­ma­ci, molte inno­vazioni chirur­giche ven­gono introdotte sen­za i dati degli stu­di clin­i­ci o comunque sen­za le risul­tanze di un reg­istro cen­tral­iz­za­to”, ha det­to. “Questo è un ris­chio per la sicurez­za dei pazi­en­ti e per la fidu­cia dell’opinione pub­bli­ca”.

Il Guardian e organi di infor­mazione com­pren­den­ti la BBC, Le Monde e Süd­deutsche Zeitung, coor­di­nati dall’International Con­sor­tium of Inves­tiga­tive Jour­nal­ists (ICIJ), han­no setac­cia­to migli­a­ia di doc­u­men­ti, molti dei quali ottenu­ti attra­ver­so richi­este di acces­so (free­dom of infor­ma­tion – FoI,) per portare alla luce alcu­ni dei più impor­tan­ti prob­le­mi.

Uni­ta­mente a inter­viste con pazi­en­ti e medici, questi doc­u­men­ti han­no evi­den­zi­a­to lacune nel­la nor­ma­ti­va di set­tore che molto dif­fi­cil­mente potran­no essere sanate da norme des­ti­nate ad avere vig­ore in Europa.

Una delle pre­oc­cu­pazioni man­i­fes­tate dall’Implant Files Project è che le aziende pro­dut­tri­ci sono tenute a testare i loro stes­si prodot­ti dopo che ne sono emer­si i difet­ti e quin­di pos­sono sem­pre procu­rar­si l’approvazione alla com­mer­cial­iz­zazione sen­za fare men­zione dei dinieghi.

Il Guardian è anche a conoscen­za di medici che han­no chiu­so i rap­por­ti con l’industria o che preferiscono adottare per pri­mi i più recen­ti dis­pos­i­tivi al fine di aumentare la loro rep­utazione pro­fes­sion­ale.

Dal­la grande quan­tità di doc­u­men­ti por­tati alla luce dal prog­et­to è emer­so che il lob­by­ing indus­tri­ale ha depoten­zi­a­to molti ten­ta­tivi di intro­durre norme europee più strin­gen­ti.

Dag­mar Roth-Behrendt, la dep­u­ta­ta euro­pea tedesca che ha guida­to il movi­men­to per la revi­sione del­la rego­la­men­tazione dei dis­pos­i­tivi san­i­tari, ha affer­ma­to che il lob­by­ing dell’industria e delle asso­ci­azioni di cat­e­go­ria era “il più nero” che avesse mai vis­to.

Ha dichiara­to alla BBC: “Ne ho vista [di lob­by­ing] in grande quan­tità nei 25 anni che sono sta­ta nel Par­la­men­to europeo occu­pan­do­mi di rego­la­men­tazione del mer­ca­to inter­no ali­menta­re e di altri set­tori – auto­mo­bili, tabac­co e altro”.

Nel Reg­no Uni­to, una richi­es­ta di acces­so (FoI) pre­sen­ta­ta dal­la Med­i­cines and Health­care Prod­ucts Reg­u­la­to­ry Agency (MHRA) ha accer­ta­to che la stes­sa Agen­zia ave­va rice­vu­to negli ulti­mi tre anni una denun­cia riguardante “even­ti avver­si” in media ogni mezz’ora.

Il rap­por­to fa rifer­i­men­to a un’ampia gam­ma di prodot­ti com­pren­den­ti sedie a rotelle, let­ti e cate­teri, prote­si. Mesh vagi­nali, prote­si per anche e per ginoc­chia era­no tra i dis­pos­i­tivi citati in migli­a­ia di rap­por­ti.

La MHRA trasmette tutte le denunce alle aziende pro­dut­tri­ci e in alcu­ni casi pro­cede in pro­prio ad accu­rati accer­ta­men­ti, con­dot­ti dai suoi esper­ti.

 

Ma dai doc­u­men­ti acquisi­ti medi­ante richi­es­ta di acces­so emerge che c’è sta­to un crol­lo nel numero di accer­ta­men­ti super­vi­sion­ati dal­la MHRA men­tre nel­lo stes­so tem­po i recla­mi han­no avu­to un’impennata.

Fino a questo momen­to, nel 2018 soltan­to uno su cen­to recla­mi rice­vu­ti l’ha indot­ta ad avviare un’indagine mira­ta, men­tre nel 2008 la pro­porzione era di uno su tre.

Invece, la mag­gior parte delle denunce sono state trasmesse alle aziende pro­dut­tri­ci andan­do ad ali­menta­re il data­base “ten­den­ze e con­trol­lo” delle autorità di rego­la­men­tazione.

Graeme Tun­bridge, il respon­s­abile del grup­po del­la MHRA per le ques­tioni nor­ma­tive dei dis­pos­i­tivi san­i­tari, ha det­to che il crol­lo nel numero delle indagi­ni riflette un cam­bi­a­men­to nel loro modo di pro­cedere.

Ci siamo ori­en­tati ver­so un approc­cio più sofisti­ca­to e di ten­den­za”.

Molti prob­le­mi sono a liv­el­lo di sis­tema, non lim­i­tati a un caso sin­go­lo, per esem­pio quan­do un intero lot­to viene prodot­to con un difet­to. Rag­grup­pare gli inci­den­ti ci per­me­tte di vedere il quadro d’assieme, di trovare le vere cause dei prob­le­mi e risolver­li.”

La MHRA sostiene che i recla­mi rice­vu­ti tramite il suo sis­tema online denom­i­na­to “yel­low card” (cartelli­no gial­lo) non indi­cano nec­es­sari­a­mente che c’è sta­to un difet­to in un dis­pos­i­ti­vo e che un “even­to avver­so” può essere il risul­ta­to di una con­dizione med­ica preesistente, oppure che il dis­pos­i­ti­vo non è sta­to usato in modo cor­ret­to.

La nor­ma­ti­va che ren­derà più dif­fi­cile l’approvazione dei dis­pos­i­tivi sarà introdot­ta in Europa nel 2020.

Sec­on­do Tun­bridge la MHRA è servi­ta a trovare un accor­do sul­la nuo­va dis­ci­plina e questo raf­forz­erà il quadro nor­ma­ti­vo. “La nos­tra prin­ci­pale pri­or­ità è assi­cu­rar­ci che i dis­pos­i­tivi san­i­tari disponi­bili nel Reg­no Uni­to fun­zion­i­no e siano accetta­bil­mente sicuri”.

Ma i crit­i­ci riman­gono scetti­ci.

Molti dis­pos­i­tivi sono autor­iz­za­ti attra­ver­so un per­cor­so che con­sente ai nuovi prodot­ti di ered­itare lo sta­tus autor­iz­za­ti­vo di “sostanzial­mente equiv­alen­ti” a quel­li già sul mer­ca­to, sen­za bisog­no di ulte­ri­ori pro­ce­dure.

In alcu­ni casi, dopo inter­minabili catene di approvazioni effet­tuate sul­la base di una sup­pos­ta equiv­alen­za, i nuovi dis­pos­i­tivi assomigliano ben poco alla ver­sione orig­i­nale, che nel frat­tem­po può essere sta­ta tol­ta dal­la cir­co­lazione.

Uno stu­dio del British Med­ical Jour­nal del­lo scor­so anno ha ricostru­ito l’albero genealogi­co di 61 prodot­ti di mesh chirur­gi­ca, risal­en­do a due dis­pos­i­tivi approvati nel 1985 e nel 1996.

Carl Heneghan, un pro­fes­sore di med­i­c­i­na basa­ta su prove di effi­ca­cia dell’Università di Oxford, ritiene che le caren­ze sis­tem­atiche nel­la rego­la­men­tazione dei dis­pos­i­tivi medici stiano a sig­nifi­care che “i pazi­en­ti fan­no parte di un grande esper­i­men­to e spes­so non lo san­no”.

Dice che le norme che saran­no introdotte in Europa non affron­ter­an­no prob­le­mi strut­turali. “Non è pos­si­bile avere la pro­va di come un dis­pos­i­ti­vo è costru­ito – è sem­pre lo stes­so”. “Sono sem­pre le orga­niz­zazioni com­mer­ciali che con­trol­lano il flus­so dei dati”.

Altre richi­este di acces­so pre­sen­tate alla MHRA evi­den­ziano quan­to sia dif­fi­cile ottenere infor­mazioni riguar­do a quel­lo che non va in questi dis­pos­i­tivi.

Il Guardian ha chiesto pre­cisazioni su inci­den­ti riguardan­ti il sis­tema di con­trac­cezione Essur, ma la richi­es­ta è sta­ta respin­ta per motivi di ris­er­vatez­za com­mer­ciale. Rispos­ta non insoli­ta, sec­on­do una recente relazione sci­en­tifi­ca.

 

Hilary OsborneHan­nah DevlinCae­lainn Barr

Fonte: www.theguardian.com/

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Ladri ”professionisti” in casa di Antonio Ingroia

ingroia antonio c imagoeconomica 4

di Loren­zo Bal­do
Rubate alcune pen­drive dell’ex pm (sen­za scor­ta) con doc­u­men­ti su impor­tan­ti inchi­este

Ladri all’opera. Che non han­no las­ci­a­to impronte, anzi, una sola, “guan­ta­ta”. Dei veri “pro­fes­sion­isti”, non si sa se del mestiere o se di altri “uffi­ci”. Cer­to è che ad Anto­nio Ingroia han­no por­ta­to via alcune pen­drive con­te­nen­ti atti proces­su­ali del peri­o­do in cui era mag­is­tra­to e di quel­li attuali da avvo­ca­to. Ma ci sono anche suoi appun­ti e con­sid­er­azioni su inchi­este del­i­cate. A dare la notizia è l’edizione odier­na del Fat­to Quo­tid­i­ano che sot­to­lin­ea alcune pecu­liar­ità di questo fur­to. Nel­la notte tra mart­edì e mer­coledì scor­so, dopo che Ingroia ave­va las­ci­a­to Roma alle due del pomerig­gio per una trasfer­ta di lavoro in Sicil­ia (di due giorni) assieme alla moglie, i ladri sono entrati da una ter­raz­za con­do­miniale sul tet­to. Non han­no forza­to nul­la, han­no uni­ca­mente sega­to le grate divi­sorie dell’appartamento all’ultimo piano. Una vol­ta entrati han­no mes­so a soqquadro la casa del legale di alcu­ni famil­iari di vit­time di mafia come Attilio Man­ca e Ange­lo Vas­sal­lo per poi portare via la preziosa refurti­va. Pro­prio in mer­i­to all’omicidio del sin­da­co pesca­tore, qualche giorno fa l’ex pm ave­va rilas­ci­a­to un’intervista spie­gan­do che nel suo ruo­lo di avvo­ca­to di parte civile nell’inchiesta bis sull’assassinio Vas­sal­lo sarebbe anda­to fino in fon­do per cer­care la ver­ità. Meno di una set­ti­mana fa al proces­so cal­abrese “’Ndrangheta strag­ista”, durante le audizioni dell’ex ambas­ci­a­tore Francesco Ful­ci e del Gen­erale dell’Arma, Giampao­lo Ganz­er, Anto­nio Ingroia (legale di parte civile dei famil­iari dei cara­binieri FavaGaro­fa­lo uccisi negli atten­tati), ave­va affronta­to i tan­ti mis­teri che ruotano attorno ai ruoli ambigui del Sis­de e del Sis­mi nelle stra­gi del ‘92 e del ‘93 arrivan­do a lam­bire il cam­po mina­to del­la man­ca­ta indi­vid­u­azione di Giuli­vo Con­ti, un ex apparte­nente a Glad­io, nonché accom­pa­g­na­tore fida­to del mares­cial­lo del Sis­mi Vin­cen­zo Li Causi, uffi­cial­mente ucciso nel ‘93 in uno stra­no aggua­to da miliziani soma­li men­tre era in Soma­lia con Con­ti. Tor­nano quin­di le trame nere a riac­cen­dere i riflet­tori sul­la trat­ta­ti­va tra Sta­to e mafia di cui la recente sen­ten­za del­la Corte di Assise di Paler­mo ha sanci­to la veridic­ità di una sua effet­ti­va esisten­za. Trame politi­co-crim­i­nali che attra­ver­so l’inchiesta con­dot­ta dal pm cal­abrese Giuseppe Lom­bar­do, si col­legano ad ulte­ri­ori fat­ti e cir­costanze. E’ del tut­to evi­dente che il prezioso lavoro di inves­tigazione di Anto­nio Ingroia in tut­ti questi anni spaven­ta mag­gior­mente quegli ambi­en­ti “ibri­di” — che sono cor­re­spon­s­abili assieme a mafia e ‘Ndrangheta di stra­gi e delit­ti eccel­len­ti — piut­tosto che le mere orga­niz­zazioni crim­i­nali. Ed è altret­tan­to evi­dente che in questo momen­to lo stes­so Ingroia è par­ti­co­lar­mente vul­ner­a­bile da quan­do gli è sta­ta revo­ca­ta la scor­ta. Sono solo coin­ci­den­ze? A non vol­er fare una spic­ci­o­la dietrolo­gia è pro­prio Ingroia che si limi­ta ad una aset­ti­ca con­sid­er­azione: “Non dico che sono tut­ti fat­ti col­le­gati tra loro, ma rasseg­no questi fat­ti, insieme alla con­sid­er­azione che chi ha agi­to lo ha fat­to da pro­fes­sion­ista, sceglien­do atten­ta­mente sia il momen­to per inter­venire, sia gli stru­men­ti utili al supera­men­to degli osta­coli per entrare nel mio appar­ta­men­to”. E cioè sola­mente quat­tro giorni dopo la revo­ca del­la pro­tezione che gli era rimas­ta: una“vig­i­lan­za dinam­i­ca a orari con­venu­ti”, gius­ti­fi­ca­ta dal­la fine del suo manda­to di ammin­is­tra­tore pub­bli­co del­la soci­età Sicil­ia & Servizi e dal­la man­ca­ta elezione alle Politiche. Poco impor­ta a questo Sta­to che l’impegno da avvo­ca­to di Anto­nio Ingroia pros­egua su ques­tioni del­i­catis­sime di cui si era già occu­pa­to da mag­is­tra­to. L’appello al “gov­er­no del cam­bi­a­men­to” di ripristi­nar­gli subito la scor­ta – al momen­to – è let­teral­mente cadu­to nel vuo­to. Da un min­istro dell’Interno come Salvi­ni – noto per i suoi procla­mi anti­mafia fini a se stes­si – c’è ben poco da aspet­tar­si. La con­dan­na nei con­fron­ti di Ingroia che pre­oc­cu­pa par­ti­co­lar­mente va oltre la sen­ten­za di morte dec­re­ta­ta da Cosa Nos­tra nei con­fron­ti di tut­ti i suoi nemi­ci – che non ha alcu­na sca­den­za tem­po­rale, ma che attende sola­mente il migliore momen­to per pot­er essere ese­gui­ta –, riguar­da preva­len­te­mente l’ignavia di uno Sta­to che attende sul­la riva del fiume che pas­si il cada­v­ere per pot­er poi recitare il mea cul­pa a favore di tele­cam­era. La sper­an­za che le indagi­ni su questo stra­no fur­to fac­ciano luce su quali siano quelle “manine” che han­no vio­la­to la casa di Ingroia e su ordine di chi, è decisa­mente ridot­ta. In un Paese di mis­teri come l’Italia, la sto­ria recente è satu­ra di fur­ti ad opera di appa­rati di Sta­to. Al di là del­la piena sol­i­da­ri­età ad Anto­nio Ingroia, res­ta l’obbligo morale, per quel­la che si definisce soci­età civile, di con­tin­uare a sostenere il lavoro di uomi­ni come lui pre­tenden­do che lo Sta­to fac­cia la sua parte: ripristi­nan­dogli imme­di­ata­mente la scor­ta.

Foto © Ima­goe­co­nom­i­ca

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Montante, la maschera dell’Antimafia

palazzolo bolzoni c bassani imagoeconomicadi A. Bol­zoni e S. Palaz­zo­lo
E’ un’indagine che si è infi­la­ta in una sac­ca infet­ta, un pic­co­lo grande pez­zo d’Italia che si agi­ta o s’ingrassa in quel crim­ine pro­fu­ma­to che appar­ente­mente non tur­ba le “per­sone per­bene”. Intral­lazzi e ricat­ti, razz­ie di fon­di pub­bli­ci, cric­che molto somiglianti ai clan, alla bisogna anche una bru­tal­ità per far fuori (eco­nomi­ca­mente e civil­mente) ogni “dis­si­dente”. E tut­to sot­to gli occhi delle Isti­tuzioni. Min­istri dell’Interno (come la Can­cel­lieri e Alfano), alti mag­is­trati, gen­er­ali dei cara­binieri e del­la finan­za, fun­zionari del Vim­i­nale, diret­tori cen­trali e per­iferi­ci del­la Direzione Inves­tiga­ti­va Anti­mafia. E intel­let­tuali, scrit­tori, gior­nal­isti e famosi romanzieri, gov­er­na­tori di regione, sen­a­tori, espo­nen­ti di pri­mo piano del­la polit­i­ca nazionale e i soli­ti approf­itta­tori del sot­to­bosco, mag­gior­do­mi e lac­ché.
Tut­ti insieme appas­sion­ata­mente per almeno dieci anni al fian­co di Calogero Anto­nio Mon­tante det­toAntonel­lo, un sicil­iano nato nel 1963 in un paese nel cen­tro dell’isola — Ser­rad­i­fal­co — e diven­ta­to incred­i­bil­mente (nonos­tante con­ti­gu­i­tà con rap­p­re­sen­tan­ti di Cosa Nos­tra e prece­den­ti che non garan­ti­vano sul­la sua buona rep­utazione) uno degli uomi­ni più influ­en­ti d’Italia. Oggi Mon­tante. ex vicepres­i­dente di Con­find­us­tria, Cav­a­liere del­la Repub­bli­ca, impren­di­tore dalle moltepli­ci e mis­te­riose attiv­ità, è rinchiu­so in un carcere in atte­sa di giudizio per asso­ci­azione a delin­quere (sem­plice, inizial­mente era sta­to inda­ga­to con l’aggravante mafiosa), per cor­ruzione e per spi­onag­gio. Ave­va il viziet­to di reg­is­trare ogni suo col­lo­quio e poi di con­ser­varne il “ricor­do” in un bunker blinda­to che lui stes­so chia­ma­va “la stanza..diciamo…della legal­ità”. Face­va dossier.
In questi giorni ha chiesto di essere giu­di­ca­to subito, con il rito abbre­vi­a­to. A porte chiuse, con la sper­an­za di uno “scon­to” di un ter­zo del­la pena. Sen­ten­za pre­vista presto, già nelle prossime set­ti­mane.
Ma intorno a lui — dopo la speri­co­la­ta avven­tu­ra dai domi­cil­iari alla cel­la per avere dis­trut­to pen dri­ve e aver prova­to a dis­far­si di doc­u­men­ti car­ta­cei — è cala­to un silen­zio che è molto vici­no all’omertà. Tut­ti zit­ti. Nei palazzi del potere di Roma e di Paler­mo e negli appa­rati. Anche gran parte del­la stam­pa par­la malv­o­len­tieri dell’indagine sul “sis­tema Mon­tante”, ded­i­can­do alla vicen­da solo qualche arti­co­lo subito dopo la cat­tura — nel mag­gio scor­so — dell’imprenditore sicil­iano. I media non han­no diger­i­to bene ques­ta sto­ria.
Ecco per­ché des­tini­amo ques­ta serie del blog al Cav­a­liere di Ser­rad­i­fal­co e ai suoi com­pari. Ogni giorno — per più di un mese — pub­blicher­e­mo stral­ci dell’ordinanza di cus­to­dia caute­lare (giu­dice Maria Carmela Gian­naz­zo), del­la richi­es­ta di arresto (l’indagine è del pm Ste­fano Luciani e coor­di­na­ta dal procu­ra­tore aggiun­to Gabriele Paci) e spez­zoni di una preziosa infor­ma­ti­va del­la Squadra Mobile di Cal­tanis­set­ta (diri­gente Marzia Gius­tolisi) che ricostru­is­cono il cosid­det­to “sis­tema Mon­tante” che ha bril­la­to come una stel­la dal 2006 all’altro ieri.
A mag­gio ave­va­mo scrit­to su Repub­bli­ca che ques­ta è un’inchiesta che si è svilup­pa­ta con­tro­ven­to (per gli impu­tati coin­volti, a com­in­cia­re dal diret­tore del tem­po dei servizi seg­reti Arturo Espos­i­to e di un po’ di infor­ma­tori alla sua corte) e che ha smascher­a­to molti per­son­ag­gi che sul­la “legal­ità” han­no costru­ito for­tune. Non sono sen­za colpe molte asso­ci­azioni anti­mafia. E anche quelle antirack­et che, sino a poche set­ti­mane pri­ma del fer­mo di Mon­tante, sono rimaste accan­to al vicepres­i­dente di Con­find­us­tria definen­do come “riv­o­luzione coper­ni­cana” un grande ingan­no scop­er­to poi dal­la mag­i­s­tratu­ra. Ma, al di là delle risul­tanze inves­tiga­tive e di quel­li che potran­no essere gli esi­ti giudiziari, ciò che è accadu­to in Sicil­ia ha causato dan­ni spaven­tosi. Soprat­tut­to ha mina­to la fidu­cia ver­so le Isti­tuzioni.
Un veleno inni­et­ta­to dal “sis­tema Mon­tante”, un pez­zo di Sta­to al servizio di un fel­lone. E, prob­a­bil­mente, anco­ra non conos­ci­amo tut­ti i com­pli­ci che ha por­ta­to in alto, sem­pre più in alto il Cav. M.
Fonte: mafie.blogautore.repubblica.it

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IMMIGRATO SPACCA NASO AD AGENTE LUI LO AMMANETTA ALLA RUOTA

Profugo spacca naso ad agente: accusati di razzismo per averlo ammanettato alla ruota

Han­no spac­ca­to il naso ad un poliziot­to, un altro ha lesioni su tut­to il cor­po, ma i media  denun­ciano il fat­to che il ‘povero’ spac­cia­tore con pro­tezione uman­i­taria è sta­to ammanet­ta­to alla ruo­ta dell’auto di servizio.

I poliziot­ti non ci stan­no a far­si mas­sacrare sui media, dopo essere sta­ti mas­sacrati sul pos­to e cir­con­dati da un bran­co infe­roc­i­to di africani: “Stru­men­tal­iz­zare la vicen­da di Bor­go Mez­zanone, trasfor­man­do gli aggres­sori in vit­time e i poliziot­ti in carn­efi­ci, è tipi­co di chi cav­al­ca vicende sim­ili per andare con­tro le forze dell’ordine e mascher­are la dife­sa dei pro­pri inter­es­si con quel­la degli immi­grati”. Com­men­ta dura­mente Ste­fano Paoloni, Seg­re­tario Gen­erale del Sin­da­ca­to Autonomo di Polizia (Sap), il clam­ore medi­ati­co sus­ci­ta­to da alcu­ni video girati dai cel­lu­lari degli extra­co­mu­ni­tari res­i­den­ti nel ghet­to di Bor­go Mez­zanone, che “esclud­ereb­bero” le vio­len­ze ai dan­ni dei poliziot­ti che il Sap ha denun­ci­a­to tre giorni fa.

Quei video sono sta­ti girati dagli stes­si migranti, e in essi si vede­va che molti di loro sono dotati di tele­fono cel­lu­lare per le riprese. Questo risul­ta anche utile, per­ché è da anni che chiedi­amo a gran voce di essere dotati di tele­camere sulle divise per oper­are in trasparen­za. Trasparen­za però – pros­egue Paoloni – sig­nifi­ca las­cia­re i video nel­la pro­pria integrità e non tagliati o inter­rot­ti come sem­bra­no apparire quel­li dif­fusi dai comi­tati. Nei video dif­fusi in rete, manchereb­bero l’inizio e la fine però una cosa è evi­dente: la resisten­za a pub­bli­co uffi­ciale. La vio­len­za con­tro i poliziot­ti, che non si vede nelle immag­i­ni ma che con mol­ta prob­a­bil­ità gli inquiren­ti rius­ci­ran­no ad acquisire, è dimostra­ta nei refer­ti medici che par­lano di con­tu­sioni, frat­tura del set­to nasale e lesioni sul cor­po, guari­bili in 30 giorni sal­vo com­pli­cazioni, men­tre per l’altro poliziot­to lesioni guari­bili in 15 giorni. La cir­costan­za è sta­ta con­fer­ma­ta alla stam­pa anche dal Que­store di Fog­gia Mario Del­la Ciop­pa“.

Del resto, come han­no scrit­to le asso­ci­azioni, i migranti vol­e­vano ‘solo’ impedire l’arresto. Nul­la di male, insom­ma.

In mer­i­to all’ammanettamento del gam­biano alla ruo­ta dell’auto, Paoloni pre­cisa: “L’arresto è sta­to effet­tua­to da due agen­ti del­la stradale, com­ple­ta­mente accer­chiati da altri immi­grati. L’auto del­la stradale non è come una volante, non ha lo stes­so liv­el­lo di pro­tezione, avreb­bero potu­to acced­ervi o peg­gio, disthttps://politicaedintorni.it/2018

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Ci si prepara a una guerra “orrendamente devastante”?

Le navi ucraina detenute al porto di Kerch

Gli even­ti nel mare d’Azov, nelle imme­di­ate vic­i­nanze del Ponte di Kerch, che fun­ziona per­fet­ta­mente nonos­tante le pre­vi­sioni cat­a­stro­fiche di Kiev, han­no atti­ra­to i titoli di tut­ti i media occi­den­tali ver­so un’area marit­ti­ma su cui nes­suno ha mai sof­fer­ma­to la sua atten­zione.

Il main­stream — che igno­ra plateal­mente, per esem­pio, la san­guinosa guer­ra nel­lo Yemen — è diven­ta­to improvvisa­mente atten­tis­si­mo sul­la sorte dei mari­nai ucrai­ni, in dis­crete con­dizioni fisiche, cat­turati dal­la mari­na mil­itare rus­sa.

Siamo di fronte a una delle infi­nite “stranezze” che stan­no accen­tuan­do la “dis­so­ci­azione cog­ni­ti­va” di mil­ioni di lettori/spettatori dei gior­nali e delle tv occi­den­tali.  I quali non riescono più a spie­gar­si come mai quel­lo che viene rac­con­ta­to loro non cor­risponde più, qua­si per niente, alla log­i­ca e al buon sen­so.

Ne è esem­pio fulgi­do il fat­to che nes­sun gior­nale europeo, ma anche nes­sun gior­nale amer­i­cano, ha ripor­ta­to una notizia che — se fos­se sta­ta riferi­ta al grande pub­bli­co — avrebbe provo­ca­to scon­cer­to e ter­rore. In questo caso ha fun­zion­a­to un cri­te­rio diver­so da quel­lo del­la men­zogna. Ha fun­zion­a­to il cri­te­rio del silen­zio, che è ben più micidi­ale del­la men­zogna, in quan­to impedisce ogni pos­si­bile con­tes­tazione, reazione, emozione. La pau­ra, infat­ti, nasce solo insieme al timore.Sta di fat­to che pochi giorni fa, men­tre era in preparazione il fan­tas­ti­co “ven­erdì nero” glob­ale dei sal­di di fine sta­gione, una com­mis­sione bipar­ti­san del Con­gres­so degli Sta­ti Uni­ti ha vara­to un volu­mi­noso rap­por­to a sosteg­no delle richi­este del Pen­tagono che pre­ludono a una gigan­tesca guer­ra degli Sta­ti Uni­ti con­tro la Rus­sia, o la Cina, o con­tro entrambe.

Va nota­to che si è trat­ta­to di una com­mis­sione “bipar­ti­san”, cioè for­ma­ta da espo­nen­ti repub­bli­cani e demo­c­ra­ti­ci. Tut­ti con­cor­di ugual­mente nell’accettare la pro­pos­ta di ulte­ri­ori enor­mi inves­ti­men­ti mil­i­tari in preparazione, appun­to, di una tale guer­ra. Qual­cuno potrebbe pen­sare che si trat­ti delle abit­u­ali manovre lob­by­is­tiche per trovare una spie­gazione decente ai favori che i leg­is­la­tori amer­i­cani con­ce­dono ai loro finanzi­a­tori mil­i­tari.

Ma non è di questo che si trat­ta, per meglio dire non solo di questo. Il fat­to è che la nuo­va dot­t­ri­na del­la Strate­gia per la Sicurez­za Nazionale del Pen­tagono  rap­p­re­sen­ta una svol­ta rad­i­cale rispet­to alle teorie in vig­ore fino a ieri. Ora, dice il doc­u­men­to del Pen­tagono, “il cen­tro focale pri­mario non sarà più il ter­ror­is­mo ma la com­pe­tizione tra le gran­di poten­ze”. È sta­ta ques­ta l’autostrada attra­ver­so cui è tran­si­ta­to il più impo­nente aumen­to delle spese mil­i­tari amer­i­cane mai ver­i­fi­catosi negli ulti­mi 70 anni. ()

Cioè gli Sta­ti Uni­ti affer­mano che è in cor­so la preparazione per una guer­ra “immi­nente”, che “coin­vol­gerà l’intera soci­età” e che avrà effet­ti “dev­as­tan­ti” sul­la popo­lazione amer­i­cana. Il dis­cor­so è esplic­i­to: “sarebbe poco sag­gio e irre­spon­s­abile non atten­der­si che i nemi­ci cerchi­no di debil­itare le forze mobili, quelle cyber, con ogni tipo di attac­chi con­tro gli amer­i­cani sul­la loro ter­ra, men­tre cer­cano di scon­fig­gere il loro eserci­to all’estero”. È lo sce­nario di qualche cosa molto sim­i­le alla terza guer­ra mon­di­ale, che non sarà più com­bat­tuta tra eserci­ti, ma avrà come obi­et­ti­vo l’annientamento del­la popo­lazione nemica.Il doc­u­men­to si spinge a descrizioni di impres­sio­n­ante real­is­mo sug­li effet­ti mil­i­tari e civili di una tale guer­ra, dove gli Sta­ti Uni­ti “dovran­no fron­teggia­re com­bat­ti­men­ti di una dif­fi­coltà sen­za prece­den­ti e perdite immense, incon­frontabil­mente più gran­di di ogni espe­rien­za bel­li­ca già affronta­ta” e dove “non si può esclud­ere nem­meno che la guer­ra potrebbe anche essere per­du­ta”. Non res­ta, di fronte a queste val­u­tazioni, che por­si una doman­da: ma non sarebbe più sag­gio lavo­rare per non far­la, una guer­ra del genere? A quan­to pare nes­suno dei mem­bri del­la com­mis­sione è sta­to in gra­do di porsela.

Giulietto Chiesa

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Settimana del Pianeta Terra, 7 giorni di eventi in tutta Italia tra bellezze naturalistiche e prevenzione

Settimana del Pianeta Terra, 7 giorni di eventi in tutta Italia tra bellezze naturalistiche e prevenzione

Sil­via Natel­la

Pre­venire cat­a­strofi nat­u­rali come frane, allu­vioni e ter­re­moti è pos­si­bile se si conosce il pat­ri­mo­nio geo­logi­co del nos­tro Paese e si sal­va­guar­da l’ambiente. La Set­ti­mana del Piane­ta Ter­ra, il Fes­ti­val delle Geo­scien­ze che si ter­rà dal 14 al 21 otto­bre in tut­ta Italia, si pone come obi­et­ti­vo prin­ci­pale quel­lo di accen­dere i riflet­tori sul­la pre­ven­zione e la ricer­ca sci­en­tifi­ca pro­po­nen­do una serie di “geo­even­ti” in centi­na­ia di local­ità sparse in tut­to il ter­ri­to­rio nazionale.

Man­i­fes­tazioni, sem­i­nari ed escur­sioni pro­mosse da enti pub­bli­ci e pri­vati mira­no a coin­vol­gere e sen­si­bi­liz­zare l’opinione pub­bli­ca in un Paese così bel­lo e al tem­po stes­so così fragile.«Gli even­ti, 162 in tutte le regioni, si pre­fig­gono lo scopo di portare al grande pub­bli­co di ogni fas­cia d’età — dai più pic­coli ai più gran­di — l’importanza delle scien­ze geo­logiche per miglio­rare la qual­ità del­la vita di tut­ti noi», pre­cisa Rodol­fo Coc­cioni, co-respon­s­abile del­la Set­ti­mana del Piane­ta Ter­ra e pro­fes­sore ordi­nario di Pale­on­tolo­gia pres­so l’Università degli Stu­di di Urbino.

Tra le inizia­tive anche un pic­co­lo viag­gio tra i 91 “geosi­ti” di Roma, un eco­sis­tema com­p­lesso in cui le carat­ter­is­tiche geo­logiche e mor­fo­logiche non pos­sono non aver risen­ti­to dell’urbanizzazione mil­lenar­ia.
«I geosi­ti — spie­ga Mau­r­izio Lanzi­ni, pres­i­dente Sigea Lazio — sono carat­ter­iz­za­ti da un’emergenza geo­log­i­ca sig­ni­fica­ti­va, spet­ta­co­lar­ità e rar­ità, ma la mag­gior parte stan­no den­tro parchi nat­u­rali. Nel caso di Roma sono stret­ta­mente legati alla sto­ria del­la cit­tà eter­na e cos­ti­tu­is­cono una memo­ria dell’evoluzione urban­is­ti­ca e mor­fo­log­i­ca. Roma non è una cit­tà fra­nosa, non ha prob­le­mi da un pun­to di vista geo­logi­co, ma di manuten­zione urbana per­ché sta scon­tan­do  trent’anni di tagli ai finanzi­a­men­ti e di aus­ter­ità… Il pat­ri­mo­nio geo­logi­co è impor­tan­tis­si­mo per­ché è nec­es­saria la memo­ria. Sen­za sapere com’era e com’è non pos­si­amo ipo­tiz­zare come sarà».

Real­iz­za­ta con il patrocinio dell’Ispra, l’Istituto Supe­ri­ore per la Pro­tezione e la Ricer­ca Ambi­en­tale e del Con­siglio Nazionale dei Geolo­gi, per la ses­ta edi­zione, la Set­ti­mana del Piane­ta Ter­ra sarà ded­i­ca­ta a “natu­ra e pae­sag­gio” come parte inte­grante del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale. Tes­ti­mo­ni­al dell’iniziativa anche quest’anno sarà l’attoreCesare Boc­ci, il Mimì di Mon­tal­bano, che in pochi conoscono in veste di geol­o­go.

Tra le attiv­ità con­sen­tite sarà pos­si­bile calar­si nelle miniere di Brus­son, o andare alla ricer­ca dei resti fos­sili dei gran­di mam­miferi nel Par­co Nazionale del­la Maiel­la in Abruz­zo. O anco­ra sarà pos­si­bile salire fino alla cima dell’Etna usan­do la realtà vir­tuale per arrivare lad­dove non si può cam­minare. Questo e molto altro al Fes­ti­val delle Geo­scien­ze.

Seg­na­liamo alcu­ni even­ti nel Lazio in un pro­gram­ma nazionale ric­co di pro­poste:

A Roma una mostra alla Sapien­za con la mete­orite marziana più grande del mon­do e una i-sense per vivere l’impatto con la Ter­ra.
Escur­sione tra i calanchi a Civi­ta di Bag­nore­gio, discese in canoa per sco­prire le anse nascoste del Tevere e passeg­giate al par­co dell’Inviolata di Mon­ti­cel­lo.

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