LE LEGGI SPECIALI CONTRO I POVERI DI MATTEO SALVINI

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Quan­do sco­prire­mo il sig­ni­fi­ca­to di tut­ti i cav­il­li, pos­tille, riman­di del decre­to Salvi­ni, ci accorg­er­e­mo che esso è anco­ra peg­giore di quan­to uffi­cial­mente già appare. Il potere quan­do vuole essere par­ti­co­lar­mente feroce, anni­da nei det­tagli i suoi più vio­len­ti proposi­ti.
In ogni caso già così questo decre­to si pre­sen­ta come il più grave attacco alle lib­ertà e alla democrazia del nos­tro paese dal 1945 ad oggi. Cer­to c’è sta­to il prece­dente del­la legge Min­ni­ti, che ha aper­to la via al decre­to attuale, a perenne ver­gogna del PD. Ma quelle di Salvi­ni sono aut­en­tiche leg­gi spe­ciali, quelle che ogni regime autori­tario deve varare per con­sol­i­dar­si. In questo caso il decre­to non colpisce l’opposizione polit­i­ca, ma agisce sul piano sociale, impo­nen­do un apartheid civile che colpisce i migranti, i poveri e ogni for­ma di con­flit­to. In questo sen­so il decre­to Salvi­ni è pri­ma di tut­to estremo liberis­mo, con la cit­tad­i­nan­za ed i dirit­ti civili asseg­nati in base alla ric­chez­za e alla col­lo­cazione nel mer­ca­to del lavoro. E come ogni misura liberista che si rispet­ti, il decre­to è anche affari e pri­va­tiz­zazioni, con la sven­di­ta al mer­ca­to, mag­a­ri a prestanome degli stes­si pro­pri­etari espro­priati, dei beni seques­trati ai mafiosi.
Il razz­is­mo con­tro i migranti è l’anima del provved­i­men­to, ma in fon­do ne è anche la cop­er­tu­ra. Esso serve a costru­ire con­sen­so a tutte le altre mis­ure di selezione e vio­len­za sociale.
Salvi­ni dec­re­ta un regime spe­ciale, per gli stranieri e ver­so gli ital­iani con la pelle di una altro col­ore. Per essi non val­gano i dirit­ti, le garanzie cos­ti­tuzion­ali degli altri cit­ta­di­ni. Essi sono esseri umani di sec­on­da serie, devono solo subire, far­si schi­avi obbe­di­en­ti, sot­to­posti ai ricat­ti di chi li sfrut­ta e a con­trol­li buro­crati­ci e polizieschi oppres­sivi. Altri­men­ti pos­sono essere rinchiusi nei lager, cac­ciati nel­la clan­des­tinità o get­tati nei deser­ti libi­ci. Persi­no la cit­tad­i­nan­za, che in democrazia nes­suna legge può met­tere a dis­po­sizione del potere, che non può mai dichiarare non più tale un suo cit­tadi­no, persi­no la cit­tad­i­nan­za entra nel giro delle mis­ure repres­sive e ritor­sive. Ma questo trat­ta­men­to è solo per i delin­quen­ti, è per la nos­tra sicurez­za, procla­ma Salvi­ni. Per­ché non ci sono forse già leg­gi con­tro la delin­quen­za, la vio­len­za, il ter­ror­is­mo? Cer­to che ci sono, ma qui si trat­ta di stranieri, di migranti, di africani, che anche se fos­sero cit­ta­di­ni ital­iani non dovreb­bero più essere con­siderati come tali. Come chia­mare ques­ta se non dis­crim­i­nazione razz­iale?
Sicurez­za è la paro­la usa­ta in malafede in un paese che ha per­so la sicurez­za del lavoro e la sicurez­za del­la vita quan­do si lavo­ra, che ha per­so la sicurez­za sociale e la sicurez­za di un futuro dig­ni­toso. Ma non è questo ciò che inten­dono i mass media come sicurez­za. No, la sicurez­za di cui si par­la nasce dalle emer­gen­ze inven­tate e ali­men­tate per coprire quelle vere. Tut­ti i delit­ti con­tro la per­sona, anche quel­li più odiosi, sono in calo ril­e­vante, eppure i leghisti ed i loro soci ci vogliono far vivere in un paese in cui sia urgente armar­si e sparare. I migranti che arrivano nel nos­tro paese sono sem­pre meno e quel­li che anco­ra lo fan­no vogliono andare altrove. Ben pochi sono attrat­ti dall’Italia di oggi. Non c’è alcu­na inva­sione in cor­so, sem­mai una eva­sione, di mil­ioni di ital­iani che son tor­nati ad emi­grare per­ché qui non trovano più niente da fare. Il gov­er­no si occu­pa forse di loro, che tra l’altro rischi­ano di subire in Ger­ma­nia, in Svezia, in tan­ti pae­si dove sono andati a cer­car lavoro, lo stes­so trat­ta­men­to che si vuole ris­er­vare a chi è migra­to qui? No.
Ma le mis­ure con­tro i migranti ser­vono anche a creare con­sen­so a quelle con­tro i poveri e con­tro chi lot­ta. È atro­ce­mente para­dos­sale, ma le leg­gi razz­iali ser­vono a sostenere quelle fas­ciste. Tor­nano i prin­cipi del Codice Roc­co. Un operaio che occu­pa la fab­bri­ca può essere con­dan­na­to fino a quat­tro anni di carcere, chi occu­pa una casa pure, se poi fa anche il bloc­co stradale può arrivare a sei anni di con­dan­na. È la garanzia del­la pro­pri­età pri­va­ta che Salvi­ni ha recen­te­mente proclam­a­to e che ora mil­i­ta­riz­za. I NOTAV in Valle Susa e i NOTAP in Puglia, ora rischi­ano di essere tra le prime vit­time delle leg­gi spe­ciali. Molti dei sosten­i­tori di quei movi­men­ti ave­vano vota­to per il M5S, che li ha rip­a­gati approvan­do le leg­gi di Salvi­ni. Altro che Rousseau, qui sono Scel­ba e Mus­soli­ni che ispi­ra­no il gov­er­no e i min­istri cinquestelle han­no per­so ogni cred­i­bil­ità polit­i­ca e morale in tema di democrazia e dirit­ti civili.
Infine i poveri, già ogget­to del­la ver­gog­nosa definizione di prob­le­mi per il deco­ro urbano, con­tenu­ta nel­la legge Min­ni­ti, sono col­pi­ti dal­la fero­cia del decre­to. I poveri non si devono vedere, devono essere espul­si, nascosti, rinchiusi. La guer­ra alla povertà è pri­ma di tut­to guer­ra ai poveri in carne ed ossa. E anche i vig­ili urbani avran­no migli­a­ia di micidi­ali taser a dis­po­sizione per con­durre ques­ta guer­ra.
Le leg­gi spe­ciali di Salvi­ni sono l’austerità che si arma con­tro i poveri men­tre li fa com­bat­tere tra loro. Esse cer­cano di creare con­sen­so ad un prog­et­to reazionario che dopo aver can­cel­la­to il dirit­to al lavoro, allo stu­dio, alla salute e alla sicurez­za sociale, ora can­cel­la anche il dirit­to ad una cit­tad­i­nan­za uguale. È una regres­sione otto­cen­tesca, ma è anche la con­clu­sione mostru­osa del­la fin­ta moder­nità del­la soci­età schi­av­iz­za­ta dal mer­ca­to.
Il decre­to Salvi­ni è una leg­is­lazione spe­ciale e razz­iale con­tro i poveri e gli sfrut­tati e la nos­tra Cos­ti­tuzione resterà sot­to seque­stro come la nave Diciot­ti, fino a che esse non saran­no abro­gate con dis­onore. Fino ad allo­ra il dovere di ogni demo­c­ra­ti­co è rifi­u­tar­le, boicot­tar­le, vio­lar­le.

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Slået op af Gior­gio Cre­maschiOns­dag den 26. sep­tem­ber 2018

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SE NE VA VENENDO ILRE DEI VITELLONIROMAGNOLI, MAURIZIO ZANFANTI DETTOZANZA

1. SE NE VA VENENDO ILRE DEI VITELLONIROMAGNOLI, MAURIZIO ZANFANTI DETTOZANZA
2. FATALE UN AMPLESSO IN MACCHINA CON UNA 23ENNE DELLEST EUROPA — LA SUA LEGGENDA INIZIA NEGLI ANNI ’70 QUANDO LA RIVIERA PULLULAVA DI STRANIERE, SOPRATTUTTO TEDESCHE. PANTALONI DI PELLE, GILET BORCHIATI E COLLANE: IL RUBACUORI DELLA ROMAGNA FINIANCHE SULLABILD’…

Tom­ma­so Tor­ri per www.riminitoday.it

zanza zan­za

Un mal­ore fulim­i­nante quel­lo che nel­la notte tra mart­edì e mer­coledì ha col­pi­to Zan­za il “re” dei vitel­loni romag­no­li. Al sec­o­lo Mau­r­izio Zan­fan­ti, 63 anni, era noto in tut­to il mon­do per le sue con­quiste amorose sul­la Riv­iera.

Sec­on­do le prime indis­crezioni, Zan­za si era appar­ta­to in un’auto con una 23enne dell’est Europa, in via Pradel­la dove il play­boy possede­va un ter­reno agri­co­lo, per un rap­por­to ses­suale quan­do, improvvisa­mente, si è sen­ti­to male. Sarebbe sta­ta la stes­sa ragaz­za a dare l’allarme chia­man­do al cel­lu­lare un ami­co comune il quale, a sua vol­ta, ha fat­to accor­rere i mezzi del 118, coi san­i­tari che han­no cer­ca­to di rian­i­mare il “re” dei vitel­loni romag­no­li ma, nonos­tante tut­ti i dis­perati ten­ta­tivi, il suo cuore non ha ripreso a bat­tere. Il medico non ha potu­to fare altro che dichiararne il deces­so. Sul pos­to sono inter­venute anche le forze dell’ordine per gli accer­ta­men­ti del caso.

zanza zan­za

La leggen­da di Zan­fan­ti inizia negli anni ’70 quan­do la Riv­iera romag­no­la pul­lula­va di tur­is­mo e in par­ti­co­lar modo di bellezze straniere. Il lun­go­mare e i locali not­turni sono affol­lati da donne svedesi, france­si, ingle­si, tedesche. Tra questi, uno su tut­ti: il Blow Up, con il suo but­taden­tro Mau­r­izio Zan­fan­ti, det­to Zan­za. Noto per la sua fama di latin lover, giun­ta oltre i con­fi­ni ital­iani – tan­to che le straniere arriva­vano da tut­ta Europa per sper­i­menta­re lo spir­i­to dell’amore lati­no – Mau­r­izio ave­va un atteggia­men­to estrema­mente gen­tile e il look ide­ale, un mix gius­to per sedurre le donne. Era diven­ta­to tal­mente “famoso” per le sue doti al pun­to che la BILD, forse il più impor­tante quo­tid­i­ano tedesco – tan­to per inten­der­ci, siamo al liv­el­lo del nos­tro “La Repub­bli­ca” – decise di scri­vere un arti­co­lo su di lui.

Maurizio Zanfanti Zanza Mau­r­izio Zan­fan­ti Zan­za

Zan­za, il rubacuori del­la Riv­iera dal fisi­co prestante, con pan­taloni di pelle, sti­valet­ti e gilet borchiati, che face­vano impazz­ire le straniere. Pet­to mod­er­ata­mente vil­loso, grosse col­lane e brac­cialet­ti non era­no, però, l’unico ingre­di­ente per ammaliare le donne. Zan­fan­ti sostene­va di aver felice­mente por­ta­to a ter­mine atti ses­su­ali con migli­a­ia di tur­iste.

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http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/uomo-lsquo-zanza-rsquo-playboy-sostanza-ndash-se-ne-va-venendo-183860.htm

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DIBBA NON PUÒ ENTRAREALCUNI ATTIVISTI DEL CENTROAMERICA VOGLIONO CACCIARE DI BATTISTA

DIBBA NON PUÒ ENTRAREALCUNI ATTIVISTI DEL CENTROAMERICA VOGLIONO CACCIARE DI BATTISTA: “QUESTO SIGNORE SI PRESENTA COME COOPERANTE DI SINISTRA E FA FOTO E REPORTAGE SULLA RESISTENZA, MA IN REALTÀ È LEADER DEL M5S CHE SOSTIENE POSIZIONI FASCISTE E RAZZISTE. NON LO LASCIATE ENTRARE” – IN UN DISCORSO AD ALCUNI ATTIVISTI MESSICANI DIBBA AVEVA

Francesca Bernasconi per www.ilgiornale.it

VOLANTINO CONTRO DIBBA IN CENTRO AMERICA VOLANTINO CONTRO DIBBA IN CENTRO AMERICA

Con­tin­ua a rim­balzare sui social, dal Mes­si­co all’America Lati­na, il mes­sag­gio di allarme, che invi­ta Alessan­dro Di Bat­tista ad andarsene dal Cen­troamer­i­ca. Il pen­tastel­la­to sta viag­gian­do per il Cen­troamer­i­ca, facen­do foto e reportage sui pro­ces­si di resisten­za.

ALESSANDRO DI BATTISTA IN GUATEMALA ALESSANDRO DI BATTISTA IN GUATEMALA

Ma il volan­ti­no che sta facen­do il giro dei social avverte: “Atten­zione! Questo sig­nore si pre­sen­ta come un coop­er­ante di sin­is­tra, ma in realtà è il leader del M5S, par­ti­to ital­iano che sta al gov­er­no, che sostiene posizioni fas­ciste e razz­iste con­tro migranti africani, asi­ati­ci e lati­noamer­i­cani”.

La stret­ta mes­sa in atto dal gov­er­no ital­iano sull’accoglienza e i rim­pa­tri non è piaci­u­ta all’America Lati­na, che ha crit­i­ca­to anche il dis­cor­so fat­to da Di Bat­tista agli attivisti del Mes­si­co, pre­sen­tan­dosi come sem­plice coop­er­ante. Le parole del politi­co sareb­bero state costel­late da luoghi comu­ni e inesat­tezze.

di battista di bat­tista

di battista di bat­tista

L’invito per Di Bat­tista res­ta quel­lo di andarsene, sot­to­lin­eato dall’hashtag #dibat­tista­fuer­aya, Di Bat­tista via adesso. Il pen­tastel­la­to viene ritrat­to come in una foto seg­nalet­i­ca, bol­la­to come per­sona non gra­di­ta.

di battista di bat­tista alessandro di battista in messico alessan­dro di bat­tista in mes­si­co alessandro di battista in messico alessan­dro di bat­tista in mes­si­co di battista di bat­tista alessandro di battista e sahra in viaggio 5 alessan­dro di bat­tista e sahra in viag­gio 5 alessandro di battista e sahra in viaggio 1 alessan­dro di bat­tista e sahra in viag­gio 1 di battista di bat­tista le imperdibili cartoline di alessandro di battista dalla california 2 le imperdi­bili car­to­line di alessan­dro di bat­tista dal­la cal­i­for­nia 2 alessandro di battista e sahra in viaggio 4 alessan­dro di bat­tista e sahra in viag­gio 4 alessandro di battista e sahra in viaggio 3 alessan­dro di bat­tista e sahra in viag­gio 3 di battista liquidazione 1 di bat­tista liq­uidazione 1 di battista liquidazione di bat­tista liq­uidazione DI BATTISTA DI BATTISTA sahra e alessandro di battista a san francisco fa le foto ai piccioni sahra e alessan­dro di bat­tista a san fran­cis­co fa le foto ai pic­cioni alessandro di battista e sahra in viaggio 2 alessan­dro di bat­tista e sahra in viag­gio 2 di battista liquidazione sahra 2 di bat­tista liq­uidazione sahra 2 di battista di bat­tista

 

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In malattia va a giocare a calcio, licenziato e reintegrato

Dipendente di una holding trasporti Campania, decisione del Tribunale di Napoli

Due scarpe da cal­cio accan­to ad un pal­lone, foto archiv­io

Era in malat­tia per una cefalea ma era sta­to sor­pre­so a gio­care a cal­cio e a fare la spe­sa nei super­me­r­cati. Dipen­dente dell’Eav, l’holding regionale dei trasporti del­la Cam­pa­nia, era sta­to licen­zi­a­to dall’azienda ma il Tri­bunale di Napoli gli ha dato ragione. E’ sta­to rein­te­gra­to, l’Eav con­dan­na­ta a pagare l’anno di man­ca­to stipen­dio. Il giu­dice — come riferisce Il Mat­ti­no — ha riconosci­u­to la slealtà ma ha ritenu­to ille­git­ti­mo il licen­zi­a­men­to. Il tut­to sul­la base di un regio decre­to, il numero 148 del 1931 che con­tem­pla la ‘sim­u­lazione di malat­tia’ come com­por­ta­men­to sleale ma che non com­por­ta la fine del rap­por­to di lavoro. L’Eav annun­cia che impugn­erà il provved­i­men­to men­tre il suo pres­i­dente, Umber­to De Gre­go­rio, par­la di sen­ten­za che “ali­men­ta il sen­so dell’impunità”.

(ANSA)

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E’ UNA GUERRA DI CLASSE DICHIARATA DA ANNI IN ITALIA

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Vil­la Gor­diani, per­ife­ria est di Roma. Pro­prio in queste ore la Polizia munic­i­pale sta sgomberan­do una casa popo­lare occu­pa­ta da una pen­sion­a­ta. Un’anziana sig­no­ra che ha sem­pre paga­to affit­to ed uten­ze, ma non è mai rius­ci­ta a sanare la sua posizione. Adesso, con una pen­sione di 500 euro men­sili, rischia di finire in mez­zo alla stra­da. Non aven­do altro pos­to in cui andare si è chiusa in casa, si è cosparsa di ben­z­i­na e minac­cia di but­tar­si dal ter­raz­zo.

Il vic­i­na­to che pro­va a sosten­er­la e ad impedire lo sfrat­to è sta­to allon­tana­to con lo spray urticante.

Ogni giorno ci sono sgomberi, sfrat­ti, per­sone but­tate in stra­da. Nes­suno ne par­la. Meglio par­lare del taser, del cro­ci­fis­so nelle scuole, del­la pro­tezione uman­i­taria da togliere. Nel frat­tem­po, tante per­sone diven­tano “abu­sive” per­ché con la crisi non riescono più a pagare l’affitto. Non è col­pa loro, come non è col­pa dei pro­pri­etari, che gius­ta­mente recla­mano un affit­to, ma lo Sta­to ital­iano se ne fre­ga sono­ra­mente. Anzi, peg­gio­ra la situ­azione. La rispos­ta del comune di Roma e del gov­er­no ital­iano è “but­tateli in stra­da”. Pun­to.

Nes­suna alter­na­ti­va, nes­sun per­cor­so sociale e di rein­ser­i­men­to al lavoro, nes­suna soluzione.

E questo con­tin­ua ad avvenire nel silen­zio e nel­la rasseg­nazione, men­tre di riman­do assis­ti­amo alla rab­bia, all’odio sociale e alla strafot­ten­za di un Min­istro degli Interni che man­da cir­co­lari in giro per esasper­are gli sfrat­ti sen­za dare un’alternativa. Pagher­an­no sem­pre e soltan­to gli ulti­mi, qualunque sia il col­ore del­la loro pelle. Per­ché in realtà stan­no annien­tan­do i poveri, non la povertà. Pri­ma gli ital­iani un caz­zo.

Vil­la Gor­diani, per­ife­ria est di Roma. Pro­prio in queste ore la Polizia munic­i­pale sta sgomberan­do una casa popo­lare…

Slået op af Mar­co Fur­faroTors­dag den 27. sep­tem­ber 2018

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Ponte Morandi, Gino Paoli: “Toninelli? È un cretino, e il suo progetto è una stronzata”

Dev’essere bel­lis­si­mo man­gia­re men­tre pas­sano i camion col rimor­chio”, ha det­to il can­tau­tore a Un giorno da pec­o­ra. E su Toti e Buc­ci: “Mi fido di loro, spero vadano avan­ti sen­za ascoltare i bla bla bla di Roma”

“È una stron­za­ta“. Non usa giri di parole Gino Paoli, com­men­tan­do la pro­pos­ta del min­istro Dani­lo Toninel­li di ricostru­ire il ponte Moran­di come ponte mul­ti­liv­el­lo, con ris­toran­ti, negozi e altre attiv­ità. “Col ponte sopra la tes­ta deve essere pro­prio piacev­ole, deve essere bel­lis­si­mo man­gia­re men­tre pas­sano i camion col rimor­chio”, ha det­to alla trasmis­sione di Radio1 Un giorno da pec­o­ra. E anco­ra: “Quan­do uno si mette in com­pe­tizione col più grande architet­to del mon­do vuol dire che è un cretino”.

Il can­tau­tore, infat­ti, sostiene il prog­et­to “dona­to” alla cit­tà da Ren­zo Piano: “È fat­to con lo spir­i­to di un gen­ovese, con tan­ti piloni pic­coli, sarà un ponte che ha leg­gerez­za, per­ché Ren­zo cer­ca di dare all’opera lo spir­i­to del luo­go”. Paoli ha parole di sti­ma anche per il sin­da­co di Gen­o­va Mar­co Buc­ci e per il gov­er­na­tore lig­ure Gio­van­ni Toti. “Mi fido molto più di loro che di Toninel­li, non c’è paragone, loro due mi sem­bra­no decisi a fare alla svelta, spero molto in loro, se fos­si al pos­to loro andrei avan­ti sen­za ascoltare i bla bla bla e le varie cose che avven­gono a Roma”, ha dichiara­to l’artista gen­ovese.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/27/ponte-morandi-gino-paoli-su-toninelli-e-un-cretino-il-suo-progetto-e-una-stronzata/4651971/

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Leonor Fini exhibition

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Pres­so Muse­um of Sex.

Slået op af Ella Bel­laTors­dag den 27. sep­tem­ber 2018

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India depenalizza l’adulterio

Corte suprema: norma ‘offensiva’. Solo l’uomo poteva denunciare

<L’India ha com­pi­u­to oggi un altro impor­tante pas­so sul cam­mi­no dei dirit­ti civili: ques­ta mat­ti­na un col­le­gio di cinque giu­di­ci del­la Corte Supre­ma ha can­cel­la­to il reato di adul­te­rio, pre­vis­to dall’articolo 497 del Codice Penale Indi­ano. La legge, che risali­va a 157 anni fa, al peri­o­do vit­to­ri­ano, sta­bili­va che un uomo che avesse rap­por­ti ses­su­ali con una don­na sposa­ta com­met­te­va un reato e pote­va essere puni­to con una pena fino a cinque anni di carcere, con il paga­men­to di una mul­ta, o con entram­bi. Per la ‘tra­ditrice’, invece, nes­suna con­dan­na. L’articolo 497 era forte­mente squili­bra­to per­ché la pos­si­bil­ità di denun­cia­re l’adulterio e chiedere la con­dan­na del colpev­ole non era con­ces­sa a entram­bi i coni­u­gi, ma solo ai mar­i­ti.

È tem­po di dire che la don­na non è una pro­pri­età del mar­i­to”, ha scrit­to nelle moti­vazioni il pres­i­dente del col­le­gio, il giu­dice Dipak Mis­ra che, con ques­ta ennes­i­ma deci­sione inno­v­a­ti­va dopo la depe­nal­iz­zazione dell’omosessualità e il divi­eto al talaq, il divorzio di rito islam­i­co ottenu­to con una sola paro­la del mar­i­to, a poche set­ti­mane dal suo prossi­mo pen­sion­a­men­to dall’Alta Corte avvic­i­na la leg­is­lazione indi­ana alla piena garanzia di uguali dirit­ti e dig­nità per donne e uomi­ni.

(ANSA)

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Nigeria: forti piogge, 199 morti

Rischio epidemia di colera

Qua­si 200 per­sone sono morte a causa del mal­tem­po in Nige­ria. Lo ripor­ta Al Jazeera. L’Agenzia Nazionale per la Ges­tione delle Emer­gen­ze (NEMA) del­la Nige­ria ha dichiara­to che 199 per­sone sono rimaste uccise dopo che i fiu­mi Niger e Benue han­no rot­to gli argi­ni a causa delle for­ti piogge. Ora si teme un’epidemia di col­era dopo che le Nazioni Unite han­no reso noto che nelle ultime due set­ti­mane vi sono sta­ti trem­i­la casi reg­is­trati di col­era nel nord est del Paese, di cui 97 letali.

(ANSA)

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Diplomazia russa accusa il Pentagono di usare i cittadini georgiani come “cavie”

Il ministero degli Esteri russo

Mak­sim Binov

Il min­is­tero degli Esteri rus­so ha com­men­ta­to il lavoro degli esper­ti del Pen­tagono con mate­ri­ale bio­logi­co in Geor­gia affer­man­do che sosten­zial­mente gli Sta­ti Uni­ti con­ducono esper­i­men­ti su esseri umani.

Il diret­tore del dipar­ti­men­to per la non pro­lif­er­azione ed il con­trol­lo delle armi del min­is­tero degli Esteri rus­so Vladimir Ermakov, par­lan­do in una con­feren­za stam­pa all’agenzia rus­sa di stam­pa inter­nazionale Rossiya Segod­nya, ha rifer­i­to che i diplo­mati­ci rus­si han­no noti­fi­ca­to ai loro col­leghi amer­i­cani che non avreb­bero per­me­s­so ai biolo­gi mil­i­tari prove­ni­en­ti dagli Sta­ti Uni­ti di fare “qual­cosa di non chiaro” pres­so il con­fine rus­so.

Quel­lo che sta acca­den­do in Geor­gia, sec­on­do le nos­tre stime, è il lavoro di una strut­tura mil­itare amer­i­cana sul ter­ri­to­rio del­la Geor­gia con mate­ri­ale bio­logi­co e lo sfrut­ta­men­to dei nos­tri vici­ni e part­ner geor­giani come cavie,” — ha aggiun­to.

Ermakov ha osser­va­to che l’accesso a deter­mi­nati locali non è nem­meno con­sen­ti­to agli spe­cial­isti geor­giani ed “i mate­ri­ali arrivano dagli Sta­ti Uni­ti come cor­rispon­den­za diplo­mat­i­ca”.

https://it.sputniknews.com/mondo/201809256545230-USA-Russia-Georgia-Caucaso-armi-biologiche-Lugar-Center-Tbilisi/

Putin71

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