Tragedia sul Gasherbrum IV: muore Maurizio Giordano

Mau­r­izio Gior­dano. Fonte: inter­net

Aggior­na­men­to del 12 luglio: Recu­per­a­to il cor­po di Gior­dano. La notizia

L’incidente causato dal crollo di un seracco

Ques­ta mat­ti­na, sul Gasher­brum IV, nell’ambito del­la spedi­zione ital­iana del­la SMAM – Sezione Mil­itare di Alta Mon­tagna dell’Esercito, ha per­so la vita il capo­ral mag­giore scel­to Mau­r­izio Gior­dano.

Il min­istro del­la Dife­sa, Elis­a­bet­ta Trenta, appre­sa la notizia dell’incidente, ha espres­so sol­i­da­ri­età alla famiglia del mil­itare e all’Esercito. “Ai famil­iari del Capo­ral Mag­giore Scel­to Mau­r­izio Gior­dano va il sen­ti­men­to di vic­i­nan­za di tut­to il per­son­ale del­la Dife­sa e mio per­son­ale. Sono vic­i­na all’Esercito, che sta viven­do questo tris­tis­si­mo momen­to di lut­to con­di­vi­so da tutte le Forze Armate”, è det­to in una nota.

Sec­on­do quan­to reso noto, l’incidente è avvenu­to alle 6 di ques­ta mat­ti­na (ora ital­iana) a causa del dis­tac­co di un ser­ac­co men­tre la squadra da quo­ta 7mila sta­va cer­can­do di ridis­cen­dere al cam­po base, a quo­ta 5mila.

La spedi­zione mil­itare era inizia­ta lo scor­so 10 giug­no. Del­la spedi­zione, oltre al Capo­ral Mag­giore Scel­to Mau­r­izio Gior­dano (nel­la foto), face­vano parte il Mag­giore Vale­rio Stel­la, il Capo­ral Mag­giore Capo Mar­co Majori, già autore di impor­tan­ti ascese in sud Amer­i­ca e nell’area pak­istana, il Capo­ral Mag­giore Scel­to Mar­co Fari­na, ‘vet­er­a­no’ del­la cate­na dell’Himalaya. Al team mil­itare era sta­to aggre­ga­to anche Daniele Bernasconi, gui­da alpina del CAI di Lec­co.

Per il Capo­ral Mag­giore Scel­to Mau­r­izio Gior­dano si trat­ta­va del­la pri­ma espe­rien­za in quest’area.

Trage­dia sul Gasher­brum IV: muore Mau­r­izio Gior­dano

Placidi71

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Silvano Campeggi è morto/ L’artista di Hollywood si è spento a 95 anni: disegnò la locandina di Casablanca

Sil­vano Campeg­gi è mor­to: il pit­tore e cartel­lonistà di Hol­ly­wood si è spen­to a 95 anni. E’ sta­to l’autore del­la locan­d­i­na dell’indimenticabile film “Casablan­ca”.

Locandina del film

Locan­d­i­na del film “Casablan­ca”

Sil­vano Campeg­gi, pit­tore e cartel­lonista, diven­ta­to famoso in tut­to il mon­do per aver mes­so il pro­prio tal­en­to artis­ti­co a dis­po­sizione di Hol­ly­wood, si è spen­to a 95 anni. Nato a Firen­ze il 23 gen­naio 1923, ered­i­ta la pas­sione per l’arte dal padre tipografo e stam­pa­tore che lo intro­duce alla grafi­ca e al design. Per per­fezionare il suo tal­en­to, Sil­vano Campeg­gi fre­quen­ta l’Istituto D’Arte di Por­ta Romana a Firen­ze e dopo la Sec­on­da Guer­ra Mon­di­ale si trasferisce a Roma dove si appas­siona alla cartel­lonis­ti­ca cin­e­matografi­ca. La sua fama è dovu­ta pro­prio alla col­lab­o­razione con le più impor­tati case cin­e­matogra­fiche di Hol­ly­wood durante il peri­o­do d’oro del cin­e­ma (1945/1970) nel cor­so del quale sono sta­ti creati dei veri cap­ola­vori le cui locan­dine por­tano tutte la fir­ma di Sil­vano Campeg­gi. Con la sua arte, l’artista riesce a trasfor­mare delle sem­pli­ci locan­dine in vere e pro­prie opere d’arte. Sil­vano Campeg­gi, infat­ti, ha real­iz­za­to il cartel­lone di veri cap­ola­vori come Casablan­ca, Via col ven­to, Can­tan­do sot­to la piog­gia, Un amer­i­cano a Pari­gi, West Side Sto­ry, La gat­ta sul tet­to che scot­ta, Vinci­tori e vin­ti, Exo­dus, Colazione da Tiffany.

SILVANO CAMPEGGI MORTO, IL CORDOGLIO DEL SINDACO DI FIRENZE

La morte di Sil­vano Campeg­gi rap­p­re­sen­ta una grossa perdi­ta per la cartel­lonis­ti­ca cin­e­matografi­ca. Le locan­dine real­iz­zate dall’artista rester­an­no per sem­pre nel­la sto­ria di Hol­ly­wood che ha sem­pre apprez­za­to l’incredibile tal­en­to del pit­tore ital­iano di trasfor­mare in arte quel­la che dove­va essere una sem­plice locan­d­i­na di pre­sen­tazione. Il sin­da­co di Firen­ze, Dario Nardel­la, con un tweet, ha così espres­so il pro­prio cor­doglio per la scom­parsa del cele­bre concit­tadi­no. “Ci ha las­ci­a­to Nano #Campeg­gi. Alla famiglia l’abbraccio di tut­ta la comu­nità. Un grande artista, geniale e sen­si­bile, che ha por­ta­to il nome di #Firen­ze nel mon­do con le sue locan­dine cin­e­matogra­fiche. Lui che ha dip­in­to tan­ti diavoli oggi tor­na tra i suoi angeli. Addio Nano”, si legge.

Dario Nardel­la

@DarioNardella

Ci ha las­ci­a­to Nano . Alla famiglia l’abbraccio di tut­ta la comu­nità. Un grande artista, geniale e sen­si­bile, che ha por­ta­to il nome di nel mon­do con le sue locan­dine cin­e­matogra­fiche. Lui che ha dip­in­to tan­ti diavoli oggi tor­na tra i suoi angeli. Addio Nano.

http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2018/8/29/Silvano-Campeggi-e-morto-L-artista-di-Hollywood-si-e-spento-a-95-anni-disegno-la-locandina-di-Casablanca/836697/

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Turista 20enne stuprata in hotel a Rimini: indagati due allievi poliziotti bresciani

Rimini, turista 20enne stuprata in hotel: indagati due allievi poliziotti bresciani

Pri­ma ha rac­con­ta­to tut­to alle amiche con­nazion­ali e poi al tito­lare dell’hotel in cui allog­gia­va in Riv­iera, che ha subito chiam­a­to la Polizia. A un anno esat­to dagli stupri di cui sono state ogget­to una tur­ista polac­ca e una trans­es­suale peru­viana — era la notte tra il 25 e il 26 agos­to del 2017 — Rim­i­ni tor­na a vivere l’incubo del­la vio­len­za ses­suale.

Vit­ti­ma una tur­ista tedesca di 20 anni che, dopo essere usci­ta dal­la stan­za di due gio­vani ital­iani conosciu­ti in vacan­za che l’avrebbero costret­ta ad un rap­por­to ses­suale di grup­po ha riv­e­la­to i fat­ti ad amiche e alber­ga­tore, facen­do scattare le indagi­ni Sul pos­to, ieri ver­so le 18, sono inter­venu­ti gli agen­ti del­la Squadra Mobile per iden­ti­fi­care i due ragazzi ital­iani, indi­cati dal­la gio­vane e, subito dopo, i poliziot­ti del­la sci­en­tifi­ca, per un sopral­lu­o­go nel­la cam­era dove sarebbe avvenu­to lo stupro. Gli inves­ti­ga­tori, coor­di­nati dal sos­ti­tu­to procu­ra­tore Davide Ercolani, han­no ascolta­to, fino a tar­da notte in Ques­tu­ra, i rac­con­ti delle tre amiche tedesche, denun­cian­do infine per vio­len­za ses­suale di grup­po i due ital­iani, allievi del­la Scuo­la agen­ti di Polizia di Sta­to di Bres­cia, di 23 e 21 anni, per i quali il diret­tore del­la scuo­la ha avvi­a­to la pro­ce­du­ra di sospen­sione, rat­i­fi­ca­ta dal­la direzione del per­son­ale di Roma, e qualo­ra dovessero essere accer­tate le respon­s­abil­ità dei due allievi, potreb­bero essere des­ti­tu­iti, espul­si dal­la scuo­la e non pren­dere mai servizio. Stan­do a quan­to ricostru­ito anche dall’albergatore, il pri­mo a rac­cogliere la ver­sione delle ragazze, il grup­po di gio­vani, le tre com­pagne tedesche e i due ital­iani, tut­ti in vacan­za a Rim­i­ni, si sareb­bero conosciu­ti nell’hotel dove allog­giano.

La gio­vane vit­ti­ma ha rac­con­ta­to di essere entra­ta nel­la stan­za dei due ital­iani per bere qual­cosa accom­pa­g­na­ta dalle due amiche. Poi queste han­no las­ci­a­to la cam­era, men­tre lei si è trat­tenu­ta da sola con i due che l’avrebbero costret­ta ad un rap­por­to ses­suale a tre. Non sarebbe sta­ta ubri­a­ca anche se ave­va bevu­to dell’alcolico. Le anal­isi cliniche chiari­ran­no meglio lo sta­to del­la vit­ti­ma. Una vol­ta dato l’allarme, la gio­vane è sta­ta accom­pa­g­na­ta dal­la polizia in pron­to soc­cor­so, dove i medici han­no ril­e­va­to par­ti­co­lari com­pat­i­bili con il rac­con­to del­la vit­ti­ma. Tut­ti, i due ragazzi ital­iani e le amiche tedesche, già ques­ta mat­ti­na ave­vano las­ci­a­to Rim­i­ni facen­do rien­tro a casa. Sull’accaduto è sta­ta dira­ma­ta in tar­da mat­ti­na una nota del Comune di Rim­i­ni. «Pur doven­do fare i con­ti con infor­mazioni anco­ra fram­men­tarie — si legge -, ques­ta Ammin­is­trazione aus­pi­ca che sia fat­ta in tem­pi rapi­di piena luce sul denun­ci­a­to episo­dio».

Totale vic­i­nan­za, sol­i­da­ri­età, sosteg­no e aiu­to «a ogni don­na che sia ogget­to e vit­ti­ma di qual­si­asi tipo di vio­len­za, a par­tire dal­la più bru­tale e vigli­ac­ca, quel­la ses­suale», è sta­to rib­a­di­to dal Comune rim­i­nese che ha spec­i­fi­ca­to che «qualo­ra i riscon­tri degli inves­ti­ga­tori con­fer­massero le prime ipote­si, il Comune di Rim­i­ni, dan­do voce alla sen­si­bil­ità dell’intera comu­nità rim­i­nese così come avvenu­to per casi analoghi in pas­sato, si cos­ti­tuirà parte civile nei con­fron­ti dei respon­s­abili».

https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/rimini_stupro_turista_poliziotti_26_agosto_2018-3934774.html

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LE FOTO E I VIDEO DEI MIGRANTI TORTURATI IN LIBIA SONO FALSE

LE FOTO E I VIDEO DEI MIGRANTI TORTURATI IN LIBIA SONO FALSELA RIVELAZIONE DELDEBUNKERDAVID PUENTE: IL FILMATO E LE IMMAGINI MOSTRATE DAAVVENIRE” E ”REPUBBLICAGIRANO SU INTERNET DA ANNI E PROVENGONO DA ALTRI PAESIIL QUOTIDIANO DEI VESCOVI SI DIFENDE: “ERRORE TECNICO, MA I FILMATI ESISTONO” (PERÒ SONO FALSI PURE QUELLI)

VIDEOLE PRESUNTE TORTURE AI MIGRANTI IN LIBIA VIENE DAL BRASILE: UN VIOLENTATORE VIENE PUNITO DA UN GRUPPO DI SPACCIATORI

https://www.liveleak.com/view?i=164_1412980084&safe_mode=off

Francesco Bor­gono­vo per “la Ver­ità”

falso fermo immagine dal video dei lager libiciFALSO FERMO IMMAGINE DAL VIDEO DEI LAGER LIBICI

Domeni­ca scor­sa, sul volo di ritorno dall’ Irlan­da, papa Francesco ha par­la­to con com­mozione dei migranti diret­ti in Italia che ven­gono ripor­tati in Lib­ia. «Io ho vis­to, ne ho un fil­ma­to clan­des­ti­no, cosa suc­cede a col­oro che sono man­dati indi­etro e sono ripresi dai traf­fi­can­ti», ha spie­ga­to.

«È orri­bile, le cose che fan­no agli uomi­ni, alle donne e ai bam­bi­ni, li ven­dono, ma agli uomi­ni fan­no le tor­ture più sofisti­cate. C’ era uno lì che è sta­to capace, una spia, di fare quel fil­ma­to, che ho invi­a­to ai miei due sot­toseg­re­tari delle migrazioni.

Per questo, a man­dar­li indi­etro ci si deve pen­sare bene, bene, bene». In effet­ti, il pon­tefice ha vis­to dei rac­capric­cianti video di tor­ture. Pec­ca­to che non c’ entri­no prati­ca­mente nul­la con la Lib­ia.

A dif­fondere i fil­mati è sta­to Pietro Bar­to­lo, il cele­bre «medico di Lampe­dusa», trasfor­matosi da tem­po in un attivista pro migranti. Autore di lib­ri, spes­so pre­sente sui media, Bar­to­lo avrebbe ottenu­to video e fotografie dagli stranieri sbar­cati sul­la sua iso­la e dai loro par­en­ti.

foto non pubblicata da avvenire ma che usata spesso per mostrare le torture ai migrantiFOTO NON PUBBLICATA DA AVVENIRE MA CHE USATA SPESSO PER MOSTRARE LE TORTURE AI MIGRANTI

Questo mate­ri­ale lo ha poi gira­to a Francesco Mon­tene­gro, arcivesco­vo met­ro­poli­ta di Agri­gen­to. Quel­lo, per inten­der­si, che nel luglio scor­so dichiarò: «Non accogliere i migranti è non credere in Dio». Tramite Mon­tene­gro, i video sono giun­ti davan­ti agli occhi del Papa, il quale li ha com­men­tati di ritorno dall’ Irlan­da.

media scate­nati Appe­na udite le dichiarazioni del pon­tefice, alcu­ni media ital­iani si sono scate­nati, e ne han­no approf­itta­to per lan­cia­re fan­go con­tro il gov­er­no e con­tro Mat­teo Salvi­ni. La tesi era chiara: ai migranti riman­dati in Lib­ia toc­cano orri­bili sevizie, rispedirli indi­etro sig­nifi­ca con­seg­narli a spi­etati aguzzi­ni.

«Quelle mostrate set­ti­mane addi­etro a Bergoglio», ha scrit­to Avvenire, «sono pagine di spaven­tosa crudeltà. La con­fer­ma che la Lib­ia non è affat­to quel “por­to sicuro” dove si vor­rebbe ricac­cia­re indi­etro chi scap­pa da fame e guerre».

Repub­bli­ca, tramite la pen­na di Francesco Mer­lo, ci è anda­ta anco­ra più pesante. Ha tito­la­to sui «profughi mar­tiri» e ha pes­ta­to sul tas­to del­la com­pas­sione: «Abbi­amo vis­to, noi di Repub­bli­ca, i video dei lager libi­ci che han­no spaven­ta­to il Papa», ha scrit­to Mer­lo.

l'articolo di repubblica sui migranti torturatiL’ARTICOLO DI REPUBBLICA SUI MIGRANTI TORTURATI

«E forse per­ché è la pri­ma vol­ta nel­la Sto­ria che un mar­tirio, quel­lo dei profughi, viene fil­ma­to, abbi­amo chiu­so gli occhi men­tre i bas­toni e i coltel­li colpi­vano e trafiggevano un ragaz­zo nero».

L’ edi­to­ri­al­ista non si è risparmi­a­to: «E come pos­si­amo, adesso che abbi­amo vis­to, anco­ra pen­sare di riman­dare in quelle camere di tor­tu­ra i profughi che si sono guadag­nati con la fuga il des­ti­no di super­sti­ti?», ha aggiun­to. A corre­do degli arti­coli, e sul Web, Repub­bli­ca e Avvenire han­no pub­bli­ca­to alcune immag­i­ni.

Ed è pro­prio gra­zie a quelle foto che la bufala è sta­ta sve­la­ta. Avvenire ha ripor­ta­to due scat­ti. Nel pri­mo si vedono tre uomi­ni appe­si a tes­ta in giù, e costret­ti a reg­ger­si sulle mani.

L’ altro mostra un uomo lega­to e sof­fer­ente, pare sia sta­to vio­len­te­mente pic­chi­a­to. A corre­do delle foto, la didas­calia spie­ga: «Le due immag­i­ni a fian­co sono trat­te dai video che Bergoglio ave­va volu­to vedere alcune set­ti­mane fa, trovati nei cel­lu­lari di chi è rius­ci­to a fug­gire dai lager libi­ci».

falso fermo immagine dal video dei lager libici 1FALSO FERMO IMMAGINE DAL VIDEO DEI LAGER LIBICI 1

Repub­bli­ca ha pub­bli­ca­to le stesse foto, una sull’ edi­zione car­tacea, le altre online, sem­pre dicen­do che si trat­ta­va di fram­men­ti di fil­mati. «In quei video, ver­i­fi­cati pri­ma di essere sta­ti mostrati a Francesco e di cui vi ripor­ti­amo dei fer­moim­mag­i­ni, si vedono le smor­fie di dolore di chi viene tor­tu­ra­to, spes­so invo­can­dola morte piut­tosto che il pros­eguo di quei sup­plizi che pos­sono durare ore, perfi­no giorni», ha scrit­to il quo­tid­i­ano pro­gres­sista.

Tut­to fal­so. Per pri­ma cosa, le foto in ques­tione (che ripor­ti­amo in ques­ta pag­i­na) non sono trat­te dai video. Sono immag­i­ni che gira­no sul­la Rete da tem­po e che vari «cac­cia­tori di bufale» inter­net­tiani come David Puente, Francesca Toto­lo e il sito amer­i­cano Snopes.com han­no subito bol­la­to come false.

Prove­nien­za dub­bia

Vedi­amo di spie­gare pun­to per pun­to. La foto dell’ uomo lega­to e tor­tu­ra­to è di dub­bia prove­nien­za. Cir­co­la dal 2017 e alcu­ni siti l’ han­no attribui­ta al famoso fotografo Alessio Romen­zi. Con­tat­ta­to dal­la Ver­ità, Romen­zi ha smen­ti­to di essere l’ autore del­lo scat­to. Sem­plice­mente, non si sa da dove arrivi l’ immag­ine e chi raf­fig­uri.

david puenteDAVID PUENTE

La foto dei tre uomi­ni appe­si a tes­ta in giù, invece, è apparsa per la pri­ma vol­ta su un sito Web nige­ri­ano (che abbi­amo con­tat­ta­to sen­za avere rispos­ta). Pare si trat­ti di alcu­ni ladri sev­era­mente puni­ti dagli abi­tan­ti di un vil­lag­gio. Ma, anche qui, la prove­nien­za è dub­bia. Di sicuro, però, non si trat­ta di migranti detenu­ti in Lib­ia. Lo stes­so vale per altre immag­i­ni dif­fuse da Repub­bli­ca online, come quel­la in cui si vedono due uomi­ni gettare un cada­v­ere in una fos­sa comune.

Sec­on­do alcu­ni si trat­ta di una foto scat­ta­ta nel deser­to del Niger. Di nuo­vo: la Lib­ia non c’ entra. Insom­ma, si trat­ta di bufale. Le foto non sono finte, ma non si riferiscono alla situ­azione dei migranti ripor­tati in Lib­ia, e già ieri mat­ti­na tut­to il Web lo ave­va scop­er­to.

Nel pomerig­gio di ieri, Avvenire ha pub­bli­ca­to sul suo sito un arti­co­lo di pre­cisazione, inti­to­la­to: «Altro che fake: i fil­mati delle tor­ture ai migranti sono veri». Il gior­nale dei vescovi spie­ga che c’ è sta­to un errore tec­ni­co: «Nel creare la didas­calia delle foto abbi­amo erronea­mente scrit­to che era­no frame trat­ti dai fil­mati. Invece si trat­ta di foto, anche queste con­seg­nate da alcu­ni richieden­ti asi­lo. Cosa di cui ovvi­a­mente ci scu­si­amo.

DAVID PUENTE SMASCHERA BUFALA MIGRANTI TORTURATIDAVID PUENTE SMASCHERA BUFALA MIGRANTI TORTURATI

Ma i fil­mati esistono, sono dram­mati­ci e sono sta­ti con­seg­nati alla mag­i­s­tratu­ra inquirente. Ed è di questi che par­la il nos­tro arti­co­lo». Vero, i fil­mati esistono, e sono sta­ti effet­ti­va­mente con­seg­nati ai cara­binieri. Avvenire li ave­va dall’ inizio di luglio, ma ha prefer­i­to ten­er­li in archiv­io. Poi, quan­do il Papa li ha citati, ha deciso di descriver­li ai let­tori.

«Nell’ arti­co­lo», dice Nel­lo Sca­vo, nota fir­ma del gior­nale, «non abbi­amo par­la­to delle foto, ma dei fil­mati. E non abbi­amo mai scrit­to che fos­sero sta­ti real­iz­za­ti all’ inter­no di cen­tri gesti­ti dal gov­er­no libi­co: abbi­amo par­la­to di traf­fi­can­ti».

Che cosa si vede

Anche noi abbi­amo potu­to vedere quei video. Sono senz’ altro rac­capric­cianti, mostru­osi. Il sangue le botte che si vedono e si ascoltano non sono effet­ti spe­ciali. Ma che le scene si svol­gano in Lib­ia, beh, è tutt’ altro che cer­to.

migrantiMIGRANTI

In un fil­ma­to si vede un uomo bru­tal­mente pic­chi­a­to con una maz­za. Sec­on­do Repub­bli­ca e Avvenire si trat­terebbe di un migrante sevizia­to dai traf­fi­can­ti libi­ci. I pic­chi­a­tori, però, par­lano in por­togh­ese. Come mai? Sem­plice, per­ché il video non è sta­to gira­to in Lib­ia.

Già 9 mesi fa David Puente ave­va ricostru­ito l’ orig­ine del mate­ri­ale: si trat­ta di un fil­ma­to pub­bli­ca­to nel 2014 dal sito Liveleak.com. Le immag­i­ni ven­gono dal Brasile, e mostr­ereb­bero un vio­len­ta­tore seri­ale vio­len­te­mente puni­to da un grup­po di spac­cia­tori di dro­ga.

DAVID PUENTEDAVID PUENTE

In un altro fil­ma­to c’ è una ragaz­za. I suoi aguzzi­ni la costringono a reg­gere un mat­tone sul­la tes­ta, poi lo spac­cano con una bas­to­na­ta, sbri­ci­olan­do anche le ossa del­la poveretta. Una sce­na abominev­ole, ma non c’ è alcu­na pro­va che sia sta­ta ripresa in Lib­ia.

Repub­bli­ca, però, non ha mostra­to dub­bi: «Chissà se le tor­ture le han­no guadag­na­to un pos­to sul bar­cone», ha scrit­to Francesco Mer­lo rifer­en­dosi alla don­na mar­to­ri­a­ta.

L’ ulti­mo fil­ma­to che abbi­amo vis­to dura appe­na nove sec­on­di: c’ è un miliziano in mimet­i­ca con tan­to di mitra che decapi­ta con un machete un gio­vane uomo. La prove­nien­za, anco­ra una vol­ta, è incer­ta.

MIGRANTI MEDITERRANEOMIGRANTI MEDITERRANEO

Forse è sta­to gira­to in Lib­ia, ma durante il con­flit­to che ha por­ta­to alla fine di Gheddafi.

Riepi­lo­gan­do: sia le foto sia i video a cui ha fat­to rifer­i­men­to il Papa non sono indica­tivi del­la situ­azione libi­ca, anche se negli ulti­mi mesi vari siti Web (e attivisti come Oscar Camps, il fonda­tore del­la Ong Open Arms) li han­no spac­ciati per doc­u­men­ti esclu­sivi, tes­ti­mo­ni­anze dell’ orrore delle carceri nordafricane.

Per far­la breve, si trat­ta di una gigan­tesca fake news, uti­liz­za­ta al soli­to per sputare veleno sul gov­er­no ital­iano. Una bufala che è sta­ta servi­ta persi­no al Papa. E per cui nes­suno, immag­ini­amo, chiederà scusa.

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/foto-video-migranti-torturati-libia-sono-false-ndash-181894.htm

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L’INCHIESTA SUL CROLLO DEL PONTE MORANDI PUNTA ANCHE SU DELRIO

L’INCHIESTA SUL CROLLO DEL PONTE MORANDI PUNTA ANCHE SU DELRIO — LA FINANZA SEQUESTRA DOCUMENTI AL MINISTERO CHE ERA GESTITO DAL LEADER RENZIANO (FU PRODIANO) — IN TOTALE SOTTO TIRO 28 PERSONEGLI INVESTIGATORI NON SI SONO PRESENTATI SOLO AL MIT DI ROMA, MA ANCHE AL PROVVEDITORATO DELLE OPERE PUBBLICHE DELLA LIGURIA E ALLA SPEA ENGINEERING SPA, UNA SOCIETÀ DEL GRUPPO ATLANTIA

Gia­co­mo Amadori per la Ver­ità

Altra trasfer­ta romana degli uomi­ni del Pri­mo grup­po del­la Guardia di finan­za di Gen­o­va.

DELRIODELRIO

Dopo quel­la di mer­coledì scor­so, nel­la sede di Autostrade per l’ Italia, ieri le fiamme gialle, gui­date dal colon­nel­lo Ivan Bixio, han­no fat­to brec­cia nel min­is­tero delle Infra­strut­ture e trasporti di fronte a Por­ta Pia e al mon­u­men­to al bersagliere. Accolti da questo tweet del min­istro Dani­lo Toninel­li: «Sono ben felice che si fac­cia chiarez­za su quan­to suc­ces­so in pas­sato. Il min­is­tero è a totale dis­po­sizione delle autorità che stan­no inda­gan­do sul crol­lo del ponte Moran­di. Buon lavoro a Gdf e mag­is­trati».

Nel decre­to di seque­stro (il fas­ci­co­lo penale è anco­ra sen­za inda­gati) si legge che gli inves­ti­ga­tori si sono pre­sen­tati al dicas­t­ero, che nel peri­o­do sot­to osser­vazione era guida­to da Graziano Del­rio, per acquisire «ogni doc­u­men­tazione di natu­ra tec­ni­ca, ammin­is­tra­ti­va e con­tabile, appun­to, nota o sim­ili» rel­a­ti­va al ponte, «redat­ta da, o per­venu­ta a, qual­si­asi uffi­cio, cen­trale o per­iferi­co (provved­i­tora­to alle opere pub­bliche per la Lig­uria, uffi­cio ispet­tora­to ter­ri­to­ri­ale)» del min­is­tero. Gli inves­ti­ga­tori ave­vano il com­pi­to di seques­trare anche la doc­u­men­tazione dig­i­tale e la pos­ta elet­tron­i­ca del per­son­ale «avente com­pe­ten­za sul­la mate­ria delle autostrade in con­ces­sione».

Gli inves­ti­ga­tori non si sono pre­sen­tati solo al Mit di Roma, ma anche al provved­i­tora­to delle opere pub­bliche del­la Lig­uria e alla Spea engi­neer­ing spa, una soci­età del grup­po Atlantia (che a sua vol­ta con­trol­la Autostrade per l’ Italia) a cui è sta­to affida­to il prog­et­to di mes­sa in sicurez­za del viadot­to Moran­di che sarebbe dovu­to par­tire a set­tem­bre. La Spea ha 650 dipen­den­ti, 8 fil­iali estere e una con­trol­la­ta brasil­iana, la sede prin­ci­pale negli uffi­ci dell’ Aspi a Roma e un’ altra a Milano.

delrio prodiDELRIO PRODI

Gli uomi­ni delle fiamme gialle han­no quin­di fat­to dei sequestri anche nel capolu­o­go lom­bar­do e lavo­ra­to sui serv­er di pos­ta elet­tron­i­ca del­la Spea a Firen­ze. Alle Spea si sono occu­pati di por­tar via soprat­tut­to i report trimes­trali sul­la sicurez­za redat­ti sul­la salute del ponte. Al ter­mine del­la gior­na­ta di sequestri gli inves­ti­ga­tori han­no fat­to copia forense di 13 com­put­er e altret­tan­ti smart­phone in uso dalle fig­ure più coin­volte. Un numero a cui bisogna som­mare i 15 diri­gen­ti di Autostrade già pri­vati di pc e tele­foni­ni la set­ti­mana scor­sa.

In prat­i­ca, in vista dell’ inci­dente pro­ba­to­rio irripetibile, la Guardia di finan­za sta cer­can­do tutte le infor­mazioni che sono cir­co­late sul­lo sta­to del viadot­to e sta ricostru­en­do la cate­na di coman­do che ha avu­to con­tez­za dell’«ammaloramento» degli stral­li del Moran­di e che pote­va pren­dere provved­i­men­ti.

GRAZIANO DELRIOGRAZIANO DELRIO

Un ulte­ri­ore focus riguar­da l’ attiv­ità svol­ta dalle strut­ture di vig­i­lan­za e con­trol­lo, ossia provved­i­tora­to e Mit, dove è sta­to acquisi­to un carteg­gio inter­es­sante con Autostrade sul ponte. Tut­ti i pos­si­bili respon­s­abili di una sot­to­va­l­u­tazione del ris­chio potreb­bero essere iscrit­ti sul reg­istro degli inda­gati in vista dell’ inci­dente pro­ba­to­rio, in modo da dar loro la pos­si­bil­ità di difend­er­si e di nom­inare un con­sulente di parte.

I pri­mi diri­gen­ti su cui si sono con­cen­trate le indagi­ni pre­lim­i­nari sono quel­li di Autostrade e in par­ti­co­lare Pao­lo Berti, respon­s­abile cen­trale delle oper­azioni di Aspi, l’ architet­to Michele Don­fer­ri, a capo dell’ uffi­cio Manuten­zione e inter­ven­ti, il diret­tore del tron­co di Gen­o­va, Ste­fano Marigliano, e il respon­s­abile dell’ uffi­cio Affari rego­la­tori e con­ces­sori, Amedeo Gagliar­di.

Al cen­tro degli appro­fondi­men­ti anche i mem­bri del con­siglio d’ ammin­is­trazione pre­siedu­to da Fabio Cer­chi­ai e dall’ ammin­is­tra­tore del­e­ga­to, Gio­van­ni Castel­luc­ci, che han­no approva­to i lavori. Dopo il via lib­era, la stesura del prog­et­to viene affi­da­ta alla con­trol­la­ta di Autostrade, Spea engi­neer­ing. Per questo le fiamme gialle han­no acquisi­to pc e cel­lu­lari dell’ ammin­is­tra­tore del­e­ga­to, Antoni­no Galatà, del respon­s­abile del prog­et­to, Mas­si­m­il­iano Gia­cob­bie e dell’ autore del piano sicurez­za, l’ ingeg­n­er Mas­si­mo Baz­zarel­li. I pas­sag­gi suc­ces­sivi del prog­et­to coin­vol­go­no altri man­ag­er e tec­ni­ci.

Il pri­mo feb­braio il prog­et­to viene pre­sen­ta­to al comi­ta­to tec­ni­co del provved­i­tora­to del min­is­tero delle Infra­strut­ture, davan­ti a dieci com­mis­sari con dirit­to di voto e 17 esper­ti. L’ architet­to Rober­to Fer­raz­za, provved­i­tore inter­re­gionale da 155.000 euro l’ anno, lo pro­muove a mar­zo con alcu­ni rilievi.

ponte morandi genovaPONTE MORANDI GENOVA

Il 28 aprile Autostrade pub­bli­ca il ban­do di gara, con pro­ce­du­ra ristret­ta, per un appal­to da 20.159.344,69 euro, (24,6 mil­ioni con Iva), a cui segue una pre­se­lezione. La dura­ta pre­vista per i lavori è di 784 giorni «dall’ aggiu­di­cazione dell’ appal­to». Ossia più di due anni, evi­den­te­mente per non ral­lentare trop­po il traf­fi­co e gli affari. Il respon­s­abile uni­co del pro­ced­i­men­to è l’ ingeg­n­er Pao­lo Straz­zul­lo di Autostrade, che è chiam­a­to a val­utare le pro­poste.

L’ 11 giug­no è il ter­mine ulti­mo per la pre­sen­tazione delle offerte e lo stes­so giorno Vin­cen­zo Cinel­li, a capo del­la direzione gen­erale per la vig­i­lan­za sulle con­ces­sioni autostradali del Mit (poltrona con­quis­ta­ta gra­zie a un decre­to del pres­i­dente del Con­siglio dei min­istri fir­ma­to da Mar­i­an­na Madia in vece di Pao­lo Gen­tiloni), ha dato il via lib­era defin­i­ti­vo al prog­et­to. Ma Cinel­li è lau­re­ato in Scien­ze politiche e si è cer­ta­mente con­sul­ta­to con il respon­s­abile del­la Pri­ma divi­sione del Mit (Vig­i­lan­za tec­ni­ca e oper­a­ti­va del­la rete autostradale in con­ces­sione), l’ ingeg­n­er Bruno San­toro, con un pas­sato al Con­siglio supe­ri­ore dei lavori pub­bli­ci, il mas­si­mo organo tec­ni­co e con­sul­ti­vo del­lo Sta­to, e suc­ces­si­va­mente des­ti­na­to a incar­ichi di minor pres­ti­gio.

LOGO ATLANTIALOGO ATLANTIA

San­toro è sta­to nom­i­na­to da Cinel­li respon­s­abile del­la Pri­ma divi­sione a mar­zo e nel­la stes­sa infor­na­ta è diven­ta­to capo dell’ uffi­cio ispet­ti­vo ter­ri­to­ri­ale di Gen­o­va l’ ingeg­n­er Carmine Tes­ta. Tut­ti esper­ti che non sono rius­ci­ti a prevedere il col­las­so del Moran­di e a cui i finanzieri han­no clona­to pc e tele­foni. Gli inves­ti­ga­tori han­no anche spul­ci­a­to con cura gli uffi­ci del­la Divi­sione anal­isi e inves­ti­men­ti, gui­da­ta da Gio­van­ni Proi­et­ti.

In atte­sa delle prossime mosse del­la Procu­ra, i reper­ti del ponte, cat­a­lo­gati dai con­sulen­ti, saran­no cus­todi­ti in un hangar dell’ Amiu, la munic­i­pal­iz­za­ta dei rifiu­ti. «Come è sta­to fat­to per la trage­dia di Usti­ca», ha pun­tu­al­iz­za­to il procu­ra­tore Francesco Cozzi.

C’ è da sper­are che in questo caso la ver­ità affiori pri­ma.

GIOVANNI CASTELLUCCIGIOVANNI CASTELLUCCI

Toninelli di maioTONINELLI DI MAIO

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/39-inchiesta-crollo-ponte-morandi-punta-anche-delrio-181896.htm

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ORA TREMA ANCHE TONINELLI: IL MINISTERO FU AVVISATO DEL PERICOLO SUL PONTE DI GENOVA

ORA TREMA ANCHE TONINELLI: IL MINISTERO FU AVVISATO DEL PERICOLO SUL PONTE DI GENOVAIL DATO NEGLI ATTI SEQUESTRATI: L’OK AI LAVORI PREVISTI IN SETTEMBRE PER RINFORZARE GLI STRALLI DEL VIADOTTO ARRIVA SOLO L’11 GIUGNO DIECI GIORNI DOPO L’INSEDIAMENTO DEL NUOVO MINISTRONESSUNO AGÌ PER SOSPENDERE O RIDURRE IL TRAFFICO SUL PONTE — I PM SMENTISCONO L’ IPOTESI BOMBA: “DELIRANTE

DANILO TONINELLIDANILO TONINELLI

Lodovi­ca Balian per il Gior­nale

Le pos­si­bili respon­s­abil­ità del min­is­tero delle Infra­strut­ture e dei Trasporti nel crol­lo del ponte Moran­di. Sot­to la lente degli inquiren­ti finis­cono nuovi ele­men­ti utili a capire se e quan­to gli uffi­ci min­is­te­ri­ali fos­sero con­sapevoli del peri­co­lo sul viadot­to di Gen­o­va. E le even­tu­ali mis­ure che pote­vano essere atti­vate.

L’ ulti­mo doc­u­men­to all’ atten­zione dei mag­is­trati è sta­to seques­tra­to insieme con molti altri due giorni fa dal­la Guardia di finan­za. È data­to 11 giug­no, dieci giorni dopo il giu­ra­men­to del nuo­vo gov­er­no gialloverde e l’ inse­di­a­men­to del neo min­istro Dani­lo Toninel­li. Si trat­ta del decre­to, come ha riv­e­la­to ieri il Cor­riere, con cui la Direzione di vig­i­lan­za sulle con­ces­sioni autostradali ha dato il via lib­era al prog­et­to esec­u­ti­vo di rin­for­zo degli stral­li del viadot­to, pre­sen­ta­to da Autostrade.

genova ponte morandiGENOVA PONTE MORANDI

I lavori sareb­bero dovu­ti par­tire a set­tem­bre, per sop­perire «alla pro­gres­si­va perdi­ta di fun­zion­al­ità rel­a­ti­va alle pile 9 (quel­la crol­la­ta, ndr) e 10 del Pol­cev­era», ripor­ta l’ uffi­cio del min­is­tero nel parere favorev­ole: «L’ inter­ven­to pro­pos­to allun­ga la vita degli stral­li, fon­da­men­tali per la sta­t­i­ca del ponte». Un rin­for­zo fon­da­men­tale. È pro­prio sull’ iter autor­iz­za­ti­vo di tale inter­ven­to, pas­sato al vaglio di min­is­tero e provved­i­tora­to per le opere pub­bliche, che si con­cen­tra­no le atten­zioni degli inquiren­ti per indi­vid­uare even­tu­ali falle nel­la val­u­tazione del peri­co­lo e del­la man­ca­ta chiusura del viadot­to.

toninelliTONINELLI

Nelle carte che sono rim­balzate tra Autostrade, il suo vig­i­lante, e il comi­ta­to tec­ni­co del provved­i­tora­to emer­gono tutte le crit­ic­ità ril­e­vate sul­lo sta­to del ponte. Il prog­et­to di rin­for­zo appro­da sul tavo­lo degli uffi­ci del min­is­tero il 13 mar­zo, dopo il nul­la osta rice­vu­to il 1° feb­braio dal comi­ta­to tec­ni­co. Un ver­bale seques­tra­to dagli inquiren­ti, per­ché nel dare via lib­era ai lavori il provved­i­tora­to si era anche sof­fer­ma­to sui meto­di «fal­laci» usati da Autostrade per val­utare la robustez­za e la tenu­ta del cal­ces­truz­zo. Las­cian­do pre­sa­gire che il dete­ri­o­ra­men­to del viadot­to potesse essere supe­ri­ore a quan­to ril­e­va­to. Ma è durante l’ atte­sa dell’ approvazione del prog­et­to dal min­is­tero, che arriverà solo quat­tro mesi dopo, che emerge l’«urgenza» di rin­forzare il ponte.

il ponte morandi a genovaIL PONTE MORANDI A GENOVA

È la stes­sa Autostrade a sol­lecitare un’ accel­er­azione buro­crat­i­ca per par­tire coi lavori: il 28 feb­braio, riv­ela l’ Espres­so, la con­ces­sion­ar­ia scrive­va al min­is­tero seg­na­lan­do l’«urgenza che riveste la con­clu­sione dell’ iter approv­a­ti­vo dell’ inter­ven­to» al fine di un «incre­men­to di sicurez­za nec­es­sario sul viadot­to Pol­cev­era». Una comu­ni­cazione ordi­nar­ia, sec­on­do Autostrade.

toninelliTONINELLI

Un allarme inascolta­to, sec­on­do altri. Eppure tra tutte queste mail, con­tat­ti e pareri non ci sarebbe trac­cia di pre­scrizioni rispet­to a sospen­sioni o riduzioni del traf­fi­co sul ponte che avreb­bero potu­to evitare la trage­dia.

Sulle ragioni del crol­lo, il procu­ra­tore capo Francesco Cozzi ha bol­la­to come «deli­rante» l’ ipote­si di un atten­ta­to rilan­ci­a­ta ieri da Enzo Siviero, 73 anni, un ingeg­nere padovano ed ex docente all’ Uni­ver­sità di Venezia: «La dinam­i­ca è com­pat­i­bile — ha dichiara­to il pro­fes­sore -. Se sono state messe delle micro­cariche di un cer­to tipo, in pochi sec­on­di salta. È un’ ipote­si che val­u­to sopra il 50%». «Nes­suna evi­den­za di esplo­sione, né trac­ce di bom­bole di aceti­lene — pre­cisa Cozzi — Si par­la di lampi e ful­mi­ni. Valu­ti­amo tut­to ma non le ipote­si fan­ta­siose».

ponte morandi genovaPONTE MORANDI GENOVAla famiglia benetton su vanity fairLA FAMIGLIA BENETTON SU VANITY FAIRGIOVANNI CASTELLUCCIGIOVANNI CASTELLUCCIFAMIGLIA BENETTONFAMIGLIA BENETTONFAMIGLIA BENETTONFAMIGLIA BENETTONponte morandiPONTE MORANDItoninelliTONINELLI

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ora-trema-anche-toninelli-ministero-fu-avvisato-pericolo-ponte-181912.htm

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Torino, imprenditore si toglie la vita: temeva il fallimento della sua azienda

L’autotrasportatore Egidio Calafiore, 69 anni, si è impic­ca­to nel capan­none che usa­va come depos­i­to per i suoi camion. E’ il ter­zo sui­cidio nel giro di una set­ti­mana tra pic­coli impren­di­tori.

di CARLOTTA ROCCI

Torino,  imprenditore si toglie la vita: temeva il fallimento della sua azienda Egidio Calafiore, 69 anni, si è sui­cida­to impic­can­dosi nel capan­none che usa­va come depos­i­to per i suoi camion, a Leinì. Non ha las­ci­a­to bigli­et­ti per spie­gare quel gesto estremo ma il sospet­to è che dietro si nascon­da la delu­sione per un’attività impren­di­to­ri­ale in piena crisi. L’uomo, che vive­va a San Benig­no Canavese, era il tito­lare di una pic­co­la azien­da di auto­trasporti, nel­la quale lavo­ra­va anche uno dei suoi due figli. Da qualche mese ave­va per­so commesse impor­tan­ti e teme­va il fal­li­men­to. Ne ave­va par­la­to con i col­leghi che con­di­vide­vano il depos­i­to nell’area ex MIl­lioil di Leinì, in via Lom­bar­dore 2018 dove è sta­to trova­to il cor­po mer­coledì sera. Sul sui­cidio indagano i cara­binieri.
E’ il ter­zo impren­di­tore che si toglie la vita in pochi giorni per motivi ricon­ducibili alla crisi e alle dif­fi­coltà pro­fes­sion­ali. A Riv­o­li si è tolto la vita Gae­tano Saviot­ti, 57 anni, dopo il fal­li­men­to del­la sua azien­da di demolizione auto. A Campiglione fenile si è invece sui­cida­to, per i trop­pi deb­iti dell’impresa, con un colpo di pis­to­la l’artigiano  Alessan­dro Davi­ci­no, 40 anni, padre di due figli

https://torino.repubblica.it/cronaca/2018/08/24/news/torino_imprenditore_si_toglie_la_vita_temeva_il_fallimento_della_sua_azienda-204847899/

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Illustrazione: Danilo Pergamo

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( Simona )

Illus­trazione: Dani­lo Perg­amo( Simona )

Slået op af MamAfricaTors­dag den 30. august 2018

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#BASTA TIRRENIASTOP CONVENZIONE CHE REGALA 73 MILIONI CON BIGLIETTI ALLE STELLE

SI CHIEDE LA REVOCA IMMEDIATA DELLA CONVENZIONE TRA LO STATO E LA COMPAGNIA NAVIGAZIONE TIRRENIA PER LE SEGUENTI RAGIONI:

  • la Tir­re­nia appli­ca costi dei bigli­et­ti da e per la Sardeg­na che han­no rag­giun­to liv­el­li scan­dalosi che ren­dono l’isola sem­pre più inac­ces­si­bile a res­i­den­ti, tur­isti, oper­a­tori eco­nomi­ci; un nucleo famil­iare, due adul­ti e due bam­bi­ni, nel­la trat­ta Gen­o­va — Olbia, anda­ta e ritorno sono costret­ti a pagare oltre 1000 euro;
  • le navi del­la Tir­re­nia sono vetuste, han­no oltre 40 anni alcune impeg­nate nelle rotte da e per la Sardeg­na;
  • sono numerosi i black out che si sono ver­i­fi­cati a bor­do delle navi in piena nav­igazione cos­tituen­do un vero e pro­prio peri­co­lo per il trasporto di passeg­geri e non solo;
  • la Tir­re­nia riceve indeb­ita­mente con­tribu­ti del­lo Sta­to per 73 mil­ioni di euro sen­za alcu­na ver­i­fi­ca del servizio e sen­za alcu­na gius­ti­fi­cazione, con­sid­er­a­to che tale con­trib­u­to non svolge alcu­na fun­zione calmier­a­trice del mer­ca­to, sem­mai l’esatto con­trario;
  • il grup­po Tir­re­nia-Moby guadagna a piene mani con bigli­et­ti alle stelle sulle rotte da e per la Sardeg­na, non solo incas­sa 73 mil­ioni di euro all’anno, ma a tut­to questo si aggiunge che il grup­po Ono­ra­to non sta pagan­do nem­meno allo Sta­to le rate d’acquisto di Tir­re­nia;
  • la Moby, pro­pri­etaria di Tir­re­nia, non sta pagan­do nem­meno le rate dell’acquisto del­la com­pag­nia statale di nav­igazione come emerge dal­la relazione divul­ga­ta dal­la più grande agen­zia di rat­ing Moody’s che ha declas­sato pesan­te­mente Moby e le sue col­le­gate;
  • il gov­er­no prece­dente ha  con­sen­ti­to ad Ono­ra­to di non pagare le rate d’acquisto del­la Tir­re­nia con il dif­fer­i­men­to del paga­men­to di 180 mil­ioni di euro anco­ra in sospe­so per l’acquisto di Tir­re­nia;
  • il paga­men­to è sta­to dif­fer­i­to e sud­di­vi­so in tre rate: 55 mil­ioni di euro nell’aprile 2016, 60 mil­ioni di euro nell’aprile 2019 e 65 mil­ioni di euro dovu­to nell’aprile del 2021. Ono­ra­to non ha paga­to nem­meno la pri­ma rata di 55 mil­ioni di euro pre­vista per aprile 2016;
  • il grup­po Ono­ra­to con­tin­ua a guadagnare a piene mani con le navi che gestisce prati­ca­mente gratis vis­to che non ha nem­meno paga­to allo Sta­to quan­to dovu­to per l’acquisto di Tir­re­nia;
  • l’Autorità per la con­cor­ren­za ha sta­bil­i­to a mar­zo che Moby ave­va abusato del­la sua posizione dom­i­nante nel trasporto di mer­ci su tre rotte tra l’Italia con­ti­nen­tale e la Sardeg­na, e suc­ces­si­va­mente ha impos­to una mul­ta di 29 mil­ioni di euro;
  • nel­la deci­sione dell’Antitrust emer­gono com­por­ta­men­ti che con­trastano total­mente con l’interesse pub­bli­co e violano i prin­cipi ele­men­tari del­la con­cor­ren­za.

Con ques­ta petizione SI INVITA:

  • il Min­istro delle infra­strut­ture e Trasporti, alla luce di quan­to det­to, A REVOCARE con som­ma urgen­za la con­ven­zione con Tir­re­nia e ad avviare imme­di­ate pro­ce­dure per impedire l’illegittimo eser­cizio del monop­o­lio del grup­po Tir­re­nia — Moby nelle rotte da e per la Sardeg­na con l’illegittimo uti­liz­zo di denaro pub­bli­co;
  • il Gov­er­no A REVOCARE la con­ven­zione in base all’art.15 e con­nes­si;
  • il Gov­er­no A PREDISPORRE con som­ma urgen­za sulle rotte da e per la Sardeg­na una vera e pro­pria con­ti­nu­ità ter­ri­to­ri­ale al servizio del­lo svilup­po eco­nom­i­co e sociale dell’isola che can­cel­li monop­o­li e dis­crim­i­nazioni.

https://www.change.org/p/danilotoninelli-basta-tirrenia-stop-convenzione-che-regala-73-milioni-di-euro-e-biglietti-con-prezzi-alle-stelle

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