Nove colpi in banca in un mese durante il permesso premio: arrestato a 67 anni il ‘rapinatore gentiluomo’

Nove colpi in banca in un mese durante il permesso premio: arrestato a 67 anni il 'rapinatore gentiluomo'

di Enri­co Chillè

La pri­ma cosa che nota­vano i dipen­den­ti del­la ban­ca e i cli­en­ti era l’età, ma anche l’eleganza nel vestire e i modi corte­si: atten­de­va in fila, a vol­ta sen­za neanche coprir­si il volto, face­va pas­sare donne e anziani e poi, con fred­dez­za e tran­quil­lità, mostra­va la sua pis­to­la facen­dosi con­seg­nare il denaro disponi­bile nelle casse degli sportel­li. Quel­lo che nes­suno pote­va immag­inare è che quest’uomo di 67 anni, José Manuel Espa­da Pri­eto, ave­va commes­so ben nove rap­ine nel giro di un mese in varie cit­tà del­la Spagna, dopo essere eva­so durante un per­me­s­so pre­mio per buona con­dot­ta. Sull’uomo, infat­ti, pen­de­vano con­danne com­p­lessive per 80 anni di carcere, per rap­ina a mano arma­ta e il fer­i­men­to di un agente di polizia.

Un rap­ina­tore ‘sui gener­is’, comunque, che non usa­va mai mezzi pri­vati per spostar­si ma sceglie­va il taxi o l’auto­bus, anche dopo aver com­pi­u­to i suoi colpi. Conosci­u­to negli ambi­en­ti crim­i­nali e in quel­li di polizia con il sopran­nome di El Tar­ta (per via del­la sua bal­buzie), è con­sid­er­a­to uno degli ulti­mi espo­nen­ti di una gen­er­azione di crim­i­nali cresciu­ti in ambi­en­ti degra­dati e dedi­ti all’uso di eroina. Era usci­to dal carcere con un per­me­s­so tem­po­ra­neo nel mese di aprile, ma non vi ave­va mai fat­to ritorno ed era uffi­cial­mente ricer­ca­to. La polizia non era rius­ci­ta a fer­mar­lo, neanche quan­do ha com­pi­u­to quelle rap­ine con una fre­quen­za impres­sio­n­ante e con la sua fred­dez­za, tipi­ca di chi non ha niente da perdere.

La nuo­va car­ri­era crim­i­nale di questo rap­ina­tore, che non vol­e­va pro­prio sapere di ‘andare in pen­sione’, si è inter­rot­ta in un bed and break­fast di Getafe, alle porte di Madrid. Come ripor­ta El Pais, l’uomo è sta­to sor­pre­so nel son­no nel­la stan­za che ave­va preno­ta­to, con una pis­to­la con matri­co­la abrasa, las­ci­a­ta car­i­ca sul comodi­no. Agli agen­ti che lo han­no ammanet­ta­to, l’uomo, sen­za opporre alcu­na resisten­za, ha rispos­to con un sor­riso iron­i­co e un po’ bef­far­do: «Bene, alla fine siete rius­ci­ti a pren­der­mi, com­pli­men­ti».

Il pri­mo arresto di José Manuel Espa­da Pri­eto risale al 1978: ave­va rap­ina­to alcu­ni gio­vani in una dis­cote­ca. Le con­danne e il carcere non gli ave­vano però imped­i­to di pros­eguire la pro­pria car­ri­era crim­i­nale, fat­ta di almeno 35 rap­ine accer­tate e anche il fer­i­men­to di un agente di polizia che lo sta­va per arrestare, nel 2007. Negli ambi­en­ti crim­i­nali era con­sid­er­a­to un uomo d’onore, che non ave­va mai tra­di­to nes­suno dei suoi com­pli­ci. L’uomo ha anche due figli, che oggi sono due sti­mati pro­fes­sion­isti e che non han­no mai volu­to sapere nul­la di lui. Sec­on­do le ricostruzioni del­la polizia, da quan­do era usci­to di carcere El Tar­ta non ave­va fat­to altro che spendere i proven­ti delle ultime rap­ine in alcol e pros­ti­tute, sal­vo poi colpire di nuo­vo in altre banche del paese, da Ali­cante a Madrid pas­san­do per Tole­do, quan­do la liq­uid­ità a sua dis­po­sizione si esauri­va.

https://www.leggo.it/esteri/news/colpi_banca_mese_rapinatore_14_giugno_2018-3796954.html

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