Mamma morta d’infarto a 32 anni: il paramedico aveva dimenticato l’attrezzatura in auto

Mamma morta d'infarto a 32 anni: il paramedico aveva dimenticato l'attrezzatura in auto

di Alessia Stri­nati

Il para­medico che la soc­corre dimen­ti­ca parte dell’attrez­zatu­ra nel­la macchi­na e una gio­vane mam­ma muore d’infarto. Hay­ley Gas­coigne, 32 anni, di Scun­thor­pe, ha avu­to un arresto car­dia­co men­tre si trova­va in tri­bunale per una causa di famiglia. Imme­di­ata­mente sono sta­ti chia­mati i soc­cor­si, ma purtrop­po non è rius­ci­ta a sal­var­si.

La moti­vazione del deces­so potrebbe essere in una trag­i­ca dimen­ti­can­za, quel­la avu­ta dal para­medico che si è reca­to sul luo­go. L’uomo ha spie­ga­to al suo col­le­ga, men­tre prova­vano ad aiutare la don­na, di aver dimen­ti­ca­to il car­rel­lo del­la rian­i­mazione in auto. Il san­i­tario non pen­sa­va che potesse trat­tar­si di un arresto car­dia­co e non ha quin­di provve­du­to a pren­dere tut­to il mate­ri­ale nel­la vet­tura.

L’uomo è cor­so in auto, ha pre­so il mate­ri­ale e ha prova­to a sta­bi­liz­zare la don­na, sono pas­sati pochi minu­ti, ma in quel las­so di tem­po Hay­lay sem­bra­va essere peg­gio­ra­ta sen­si­bil­mente. Una vol­ta in ospedale per lei non c’è sta­to nul­la da fare, come ripor­ta anche Metro, e adesso si stan­no con­ducen­do delle indagi­ni per capire se ad essere sta­to fatale è sta­to pro­prio quel tragi­co ritar­do.

https://www.leggo.it/esteri/news/mamma_morta_infarto_32_anni_28_giugno_2018-3824495.html

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Joseph Jackson

Joseph Jackson Joe Jackson, padre e manager di Michael Jackson, è morto all’età di 89 anni. Il patriarca della famiglia era originario dell’Arkansas e aveva 11 figli. Nel 2012 aveva avuto un lieve infarto mentre si trovava nella sua abitazione a Las Vegas. Tre anni dopo, la figlia Janet aveva dovuto sospendere il suo tour mondiale Unbreakable a causa di un altro infarto nel giorno del suo 87mo compleanno. Oltre ai 10 figli avuti con la moglie Katherine, Jackson ha avuto una relazione extraconiugale di 25 anni con Cheryl Terrell e dalla quale ha avuto una figlia. Katherine ha chiesto due volte il divorzio senza tuttavia mai finalizzare.

http://www.totomorti.com/

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Agenzia dogane: gli indagati per truffa in concorso tutti promossi. Soltanto chi denuncia viene escluso dalle graduatorie

Agenzia dogane: gli indagati per truffa in concorso tutti promossi. Soltanto chi denuncia viene escluso dalle graduatorie

Domani il Con­siglio di Sta­to è chiam­a­to a decidere sul con­cor­so arcitruc­ca­to del 2015, dove ai can­di­dati veni­vano date le trac­ce in Gazzette “infarcite”. Dopo la chiusura indagi­ni si sco­pre che chi ha soll­e­va­to lo scan­da­lo è sta­to esclu­so dalle grad­u­a­to­rie (pur aven­do un pun­teg­gio altissi­mo) men­tre gli inda­gati han­no fat­to car­ri­era. I ver­ti­ci dell’Agenzia usa­vano il sis­tema Ser­pi­co a fini pri­vati per ver­i­fiche a cari­co di famil­iari, colf e affit­tuari

Un best­seller così nep­pure sot­to l’ombrellone. Ci sono i can­di­dati che pas­sano un con­cor­so sen­za nep­pure aprire un libro, per­ché si pre­sen­tano con Gazzette e Rego­la­men­ti europei “infarci­ti” delle trac­ce d’esame dis­pen­sate dagli stes­si che l’hanno ban­di­to. E non ven­gono mica cac­ciati o retro­ces­si ben­sì pro­mossi, diver­sa­mente da chi li ha denun­ciati. Dalle anno­tazioni del­la polizia giudiziaria agli atti dell’inchiesta del­la Procu­ra di Roma si sco­pre anche che non una ma tutte e 18 le trac­ce che dove­vano andare a sorteg­gio era­no nel pc del seg­re­tario e del diret­tore dell’Agen­zia delle Dogane sicu­ra­mente già otto giorni pri­ma del­la pro­va. E di come il seg­re­tario par­ti­co­lare fos­se sovente “dis­trat­to” dal con­sultare il sis­tema Ser­pi­co a fini pri­vati per ver­i­fiche a cari­co di famil­iari, colf e affit­tuari del pro­prio diret­tore. Di sicuro è den­so di sor­p­rese l’ultimo capi­to­lo di quel­lo che qual­cuno ha già tito­la­to “Roman­zo doganale”, la sto­ria che gira attorno alla selezione che si è svol­ta nel 2014 per nom­inare 69 diri­gen­ti in una delle tre agen­zie fis­cali ital­iane, l’Agenzia delle dogane, appun­to. La direzione attuale, che pure conosce le 4mila pagine dell’inchiesta penale deposi­tate anche al Con­siglio di Sta­to, zeppe d’elementi inval­i­dan­ti, ha deciso di non annullare il con­cor­so in auto­tutela e chiede all’Avvocatura del­lo Sta­to di resistere a ricor­si e alle istanze di revo­cazione. Così, sarà domani pro­prio il Con­siglio di Sta­to a decidere su uno dei con­cor­si più far­loc­chi d’Italia. Ecco la sua sto­ria, com­p­rese le ultime per­le.

Il pri­mo capi­to­lo
La pro­ce­du­ra di selezione fu indet­ta (anche) per rego­lar­iz­zare il per­son­ale diri­gente assun­to sen­za con­cor­so, come sen­ten­zi­a­to dal­la Corte Cos­ti­tuzionale nel 2015. Nacque sot­to i peg­giori aus­pi­ci: già il 22 luglio 2015, vale a dire appe­na dieci giorni dopo gli scrit­ti, fioc­ca­vano inter­rogazioni par­la­men­tari per chiedere lumi su sospette irre­go­lar­ità, raf­forzate dal fat­to che le due trac­ce del con­cor­so fos­sero iden­tiche ad un cor­so di for­mazione e ad una cir­co­lare del com­mis­sario inter­no del­la com­mis­sione, il dot­tor Alber­to Libec­cio. Pri­ma anco­ra degli orali, alcu­ni con­cor­ren­ti ave­va già fat­to ricor­so. L’amministrazione doganale resiste, il Tar dà loro ragione e annul­la tut­to, ril­e­van­do come dalle carte emergesse che era sta­to vio­la­to il prin­ci­pio del­la cor­rezione col­le­giale: in prat­i­ca un solo com­mis­sario, pro­prio il com­mis­sario inter­no, ave­va cor­ret­to i com­pi­ti. Il Tar affer­ma­va già allo­ra che l’Agen­zia delle Dogane non “ave­va dato pro­va di affid­abil­ità”. Ma era solo l’antipasto. Le Dogane, nonos­tante già avesse la certez­za che alcu­ni ave­vano copi­a­to, come si evince dagli atti del Tar, fan­no ricor­so al Con­siglio di Sta­to che con­fer­ma la sen­ten­za, ma parzial­mente: bisogna ricor­reg­gere tut­ti i com­pi­ti dei non idonei. Fino al 21 set­tem­bre 2016, quan­do arri­va la Procu­ra di Roma.

Arri­va la Procu­ra
I cara­binieri di via Insel­ci, inviati dal procu­ra­tore Mario Palazzi, perqui­sis­cono la direzione gen­erale delle Dogane e dei monop­o­li a par­tire dal­la seg­rete­ria del diret­tore gen­erale. Le accuse? Quel­la prin­ci­pale di avere con­traf­fat­to Gazzette Uffi­ciali e Rego­la­men­ti europei al fine di inserire all’interno le prove già svolte da recap­itare a chi dove­va vin­cere quel con­cor­so. I Cara­binieri ricostru­is­cono, sul­la base delle prove acquisite, la vicen­da e con­seg­nano al mag­is­tra­to varie relazioni. Dai sequestri infor­mati­ci è risul­ta­to che nei com­put­er del seg­re­tario par­ti­co­lare del dg Giuseppe Pelag­gi, Pao­lo Rai­mon­di, ben pri­ma che le prove di esame si svolgessero vi era­no tutte, ma pro­prio tutte, le trac­ce (e rel­a­tivi svol­gi­men­ti) che i com­mis­sari han­no affer­ma­to d’aver tenu­to seg­rete (anche agli altri com­mis­sari) fino al giorno degli esa­mi; van­i­f­i­can­do di fat­to l’estrazione a sorteg­gio del­la trac­cia. Su pc e chi­avette sono sta­ti trovati anche i quiz delle prove pre­se­let­tive con le rel­a­tive risposte. Il 28 novem­bre 2017 ven­gono avvisati gli inda­gati del­la con­clu­sione delle indagi­ni. Han­no ruoli e nomi di peso. Le accuse sono gravi. Le prove schi­ac­cianti, come dimostra­no in par­ti­co­lare le anno­tazioni dei cara­binieri di mar­zo e di novem­bre 2017.

Tra gli inda­gati, tut­ti i com­mis­sari come quel com­mis­sario inter­no, diret­tore di liv­el­lo Gen­erale a capo delle Regioni Cam­pa­nia e Cal­abria delle Dogane e dei Monop­o­li, Alber­to Libec­cio e Enri­co Maria Puja, pres­i­dente del­la com­mis­sione, già Diret­tore Gen­erale per la vig­i­lan­za sulle Autorità por­tu­ali, le infra­strut­ture por­tu­ali ed il trasporto marit­ti­mo e per vie d’acqua interne viene pro­mosso a Diret­tore Gen­erale per le Infra­strut­ture ed il Trasporto Fer­roviario.

Ma il con­cor­so non viene annul­la­to. Tra le mura di via Caruc­ci inizia a far­si largo il sospet­to che la direzione attuale, sot­to la gui­da di Gio­van­ni Kessler, non voglia tagliare i pon­ti col pas­sato. Nel frat­tem­po, infat­ti, sono pros­e­gui­ti favoritis­mi ver­so alcu­ni inda­gati e dis­crim­i­nazioni con­tro altri e con­tro i ricor­ren­ti più esposti.

Pro­mozioni e rap­pre­saglie
A fine 2017 l’Agenzia delle Dogane avvia una pro­va selet­ti­va per la pro­mozione di 372 “svilup­pi eco­nomi­ci” sull’intero ter­ri­to­rio nazionale per pas­sare dal­la fas­cia ret­ribu­ti­va F5 alla F6. Bas­ta scor­rere i nomi per trovare una sfilza di inda­gati pro­mossi. Edoar­do Mazz­il­li, capo dell’Ufficio inves­tigazione cen­trale dell’Antifrode delle Dogane. Gio­van­ni Mosca a capo dell’Ufficio Aeo che rilas­cia il cer­ti­fi­ca­to di affid­abil­ità alle aziende che han­no rap­por­ti con le Dogane. Mar­co Fal­conieri, all’epoca all’Autorità Garante per la Con­cor­ren­za ed il Mer­ca­to. Francesco Natale, Ernesto Car­bone, Giuseppe Sabati­no, Save­rio Mar­rari.

Man­ca tra i pro­mossi il nome di Lucio Pas­cale, il can­dida­to che ave­va inizia­to a denun­cia­re i sis­te­mi di attribuzione degli incar­ichi diri­gen­ziali già dal 2015 e che si è auto­de­nun­ci­a­to (anche se lui non ave­va por­ta­to i testi con­traf­fat­ti all’esame) ren­den­do di pub­bli­co dominio i brogli effet­tuati nel con­cor­so. Anche Pas­cale ave­va parte­ci­pa­to alla pro­ce­du­ra inter­na per le pro­gres­sioni ma sebbene fos­se clas­si­fi­ca­to tra le prime posizioni (93esimo su 700) è sta­to esclu­so dalle grad­u­a­to­rie a mag­gio. La moti­vazione? Era coin­volto nel pro­ced­i­men­to penale lega­to al con­cor­so. Come gli altri inda­gati che però sono sta­ti pro­mossi tut­ti, ma pro­prio tut­ti; qua­si che il peso di una indagine a pro­prio cari­co valesse solo per chi ha denun­ci­a­to i fat­ti illeciti. Lo stes­so Pas­cale ha poi denun­ci­a­to di essere sta­to vit­ti­ma di altre ritor­sioni e di ben quat­tro pro­ced­i­men­ti dis­ci­pli­nari, nonos­tante la legge Anti­cor­ruzione esplici­ta­mente preve­da la sua tutela in qual­ità di denun­ciante. Non è l’unico caso.

Dagli atti dell’inchiesta si sco­pre, ad esem­pio, come un altro dipen­dente, uno dei fun­zionari sia sta­to ogget­to di una mail spedi­ta dal pro­prio diret­tore inter­re­gionale al suo diri­gente nel­la quale affer­ma per iscrit­to che sia per­sona “non affid­abile” e non deg­na di fidu­cia per avere fat­to ricor­so per il con­cor­so. Ed è la stes­sa che subisce dis­crim­i­nazioni ed un pro­ced­i­men­to dis­ci­pli­nare per aver par­la­to con la trasmis­sione Report. Sem­bra che chi denun­cia non deb­ba essere più con­sid­er­a­ta per­sona di fidu­cia per l’Agenzia delle Dogane e dei Monop­o­li e la minac­cia è chiara nel­la mail: se non ci si adegua chi vio­la il prin­ci­pio “se ne assumerà anche le con­seguen­ze”. Men­tre gli inda­gati man­ten­gono le loro posizioni di priv­i­le­gio nell’amministrazione e nem­meno ven­gono rimossi dagli incar­ichi come preved­erebbe la legge, i denun­cianti subis­cono pro­ced­i­men­ti dis­ci­pli­nari e altre ritor­sioni.

Usare Ser­pi­co e trovare la colf
Dall’indagine risul­ta anche altro. Fuori con­cor­so, dici­amo. Il seg­re­tario Rai­mon­di è inda­ga­to per­ché “con più azioni esec­u­tive del medes­i­mo dis­eg­no crim­i­noso, abu­si­va­mente si intro­duce­va con pluri­mi acces­si nel sis­tema infor­mati­co di inter­esse pub­bli­co denom­i­na­to Ser.Pi.Co, pro­tet­to da mis­ure di sicurez­za, con abu­so dei poteri e vio­lazione dei doveri iner­en­ti la fun­zione, al fine di reperire infor­mazioni di inter­esse pri­va­to”. Quali? In un’annotazione dei cara­binieri di mar­zo 2017 si dà con­to del mate­ri­ale reper­i­to nel suo pc. Emer­gono con­sul­tazioni “rel­a­tive ad adem­pi­men­ti fis­cali del­la famiglia Peleg­gi, altri rel­a­tivi alla sfera pri­va­ta di quest’ultimo come la ges­tione del con­do­minio, con­trat­ti di locazione”. Dal 2011 al 2015 spun­tano file di inter­rogazioni abu­sive, tra le quali visure di immo­bili pri­vati, ver­i­fiche del pos­ses­so del per­me­s­so di sog­giorno degli inquili­ni bul­gari affit­tuari di un’immobile di pro­pri­età del diret­tore, nonché del­la domes­ti­ca fil­ip­pina. Per queste cose, il riscon­tro di rego­lar­ità pare essere sta­to cer­tosi­no.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/25/agenzia-dogane-gli-indagati-per-truffa-in-concorso-tutti-promossi-soltanto-chi-denuncia-viene-escluso-dalle-graduatorie/4448756/

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Gli ritirano la patente, rappresentante si impicca a 39 anni

Gli ritirano la patente, rappresentante si impicca a 39 anni

di Domeni­co Zur­lo

Si è tolto la vita a 39 anni, ritrova­to mor­to nel­la mat­ti­na­ta di ieri nel­la sua casa: nel­la notte ave­va deciso di sui­ci­dar­si. Appar­ente­mente sen­za moti­vo, ma col pas­sare delle ore è emer­so un par­ti­co­lare che potrebbe spie­gare il ter­ri­bile gesto: la patente gli era infat­ti sta­ta riti­ra­ta per­ché era sta­to fer­ma­to in sta­to di ebbrez­za.

È accadu­to nel tre­vi­giano, a Mon­te­bel­lu­na, dove un uomo di 39 anni ha scel­to di toglier­si la vita dopo un peri­o­do buio: di lavoro face­va il rap­p­re­sen­tante, e quel­la patente riti­ra­ta sig­nifi­ca­va per lui avere prob­le­mi insor­montabili sul lavoro. Ex pro­pri­etario di un bar di Mon­te­bel­lu­na e molto conosci­u­to in paese, è descrit­to come una per­sona solare e dinam­i­ca, rac­con­ta il Cor­riere del Vene­to. Sposato e con due bam­bi­ni, ave­va deciso di mol­lare il bar per cam­biare lavoro e fare appun­to il rap­p­re­sen­tante.

Ma dopo una fes­ta con alcu­ni col­leghi per fes­teggia­re la nasci­ta del figli­o­let­to di uno di loro e qualche bic­chiere di trop­po, fer­ma­to da una pat­tuglia dei Cara­binieri, è sta­to bec­ca­to in sta­to di alter­azione: la goc­cia che ha fat­to tra­boc­care il vaso in un peri­o­do dif­fi­cile per lui. Si è impic­ca­to nel­la sua casa, scon­vol­gen­do ami­ci e conoscen­ti.

https://www.leggo.it/italia/cronache/patente_ritirata_suicidio_28_giugno_2018-3824167.html
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Casoria, incidente choc: donna investita e uccisa dalla spazzatrice dei rifiuti

di Mar­co Di Cateri­no

Choc in cit­tà. Ques­ta mat­ti­na poco dopo le 8:30, una spaz­za­trice di Caso­ria ambi­ente ha investi­to e ucciso una don­na in via Brin­disi. Sul pos­to i cara­binieri del­la com­pag­nia di Caso­ria, diret­ta dal cap­i­tano Francesco Fil­ip­po, che han­no avvi­a­to le indagi­ni. L’incidente di ques­ta mat­ti­na è il ter­zo in due anni. In un mese morirono due operai di Caso­ria ambi­ente per prob­le­mi legati alla sicurez­za dei mezzi uti­liz­za­ti per la rac­col­ta dei rifiu­ti.

https://www.leggo.it/italia/cronache/casoria_donna_investita_uccisa_spazzatrice_rifiuti_28_giugno_2018-3824208.html

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Mamma avvelena il latte del figlio di 2 mesi e lo uccide: “Le voci mi dicevano che non meritavo il bimbo”

di Fed­er­i­ca Macagnone

Per la 22enne Han­nah Tur­tle è arriva­ta la resa dei con­ti. Dopo aver ucciso il figlio James Hugh­es di appe­na 58 giorni avve­le­nan­do­lo con far­ma­ci anti­de­pres­sivi e sof­fo­can­do­lo tenen­dogli le mani sul­la boc­ca per dieci minu­ti, a un anno e mez­zo di dis­tan­za da quel­la fol­lia assas­si­na è com­parsa in tri­bunale, alla Mold Crown Court, sot­to il peso di sei accuse, tre di mal­trat­ta­men­ti, due di som­min­is­trazione di veleno e una di omi­cidio. Han­nah, che in prece­den­za si era dichiara­ta inno­cente e che all’epoca assume­va far­ma­ci con­tro la depres­sione, ha det­to di aver sen­ti­to delle voci che le dice­vano che era una madre cat­ti­va e che non mer­i­ta­va di avere quel bam­bi­no.

La trage­dia, avvenu­ta nel giug­no 2016 a Shot­ton, nel Galles del nord, era sta­ta pre­ce­du­ta da alcu­ni episo­di che avreb­bero dovu­to met­tere in allarme le per­sone intorno a lei, a par­tire dal mar­i­to Ian Hugh­es, padre del bim­bo, la suo­cera Kath­leen e i medici dell’ospedale Count­ess of Chester in cui il pic­co­lo fu por­ta­to per ben tre volte tra il 31 mag­gio e il 9 giug­no. Il pri­mo episo­dio avvenne a casa di Kath­leen, quan­do Han­nah chi­amò i servizi san­i­tari dicen­do che James sta­va diven­tan­do cian­oti­co e non res­pi­ra­va. Quan­do i medici arrivarono il bim­bo res­pi­ra­va anco­ra e fu por­ta­to in ospedale per una serie di con­trol­li: il 2 giug­no fu dimes­so. Il giorno suc­ces­si­vo Han­nah portò James nel negozio dove lavo­ra­va la suo­cera e poi tornò a casa, ma poco dopo si ripresen­tò agi­tatis­si­ma da Kath­leen tenen­do in brac­cio il figlio che era nuo­va­mente cian­oti­co e non rius­ci­va a res­pi­rare: dopo una res­pi­razione boc­ca a boc­ca per rian­i­mar­lo, James fu por­ta­to nuo­va­mente in ospedale, dove i medici lo trovarono in con­dizioni peg­giori rispet­to al pri­mo ricovero. Recu­per­a­ta la situ­azione, il 6 giug­no venne dimes­so.

Il 9 giug­no, il giorno dopo il 21° com­plean­no di Han­nah, avvenne la trage­dia. La ragaz­za chiese alla suo­cera di preparare quat­tro bot­tiglie di lat­te per il bim­bo e Kath­leen, dopo aver­le preparate e aver con­trol­la­to il nipote men­tre dormi­va, rien­trò nel­la sua cam­era. Pochi minu­ti dopo sen­tì le urla dis­per­ate di Han­na che gri­da­va: «Sta succe­den­do di nuo­vo, James sta male». Por­ta­to in ospedale in con­dizioni dis­per­ate, il pic­co­lo fu dichiara­to mor­to il 13 giug­no: ave­va subito dan­ni irre­versibili al cervel­lo per man­can­za di ossigeno. Dopo la morte del figlio, Han­nah con­fessò a un assis­tente sociale che in tutte e tre le occa­sioni ave­va pre­mu­to le mani sul­la boc­ca di James men­tre dormi­va, anche per cinque, dieci minu­ti di segui­to: «Piange­va attra­ver­so la mia mano — rac­con­tò — era come un pianto attuti­to. Nes­suno pote­va sen­tir­lo, agi­ta­va le gambe in aria». Così come ha con­fes­sato di aver sci­olto nel lat­te del bim­bo i far­ma­ci anti­de­pres­sivi che usa­va per curar­si. Dietro quelle crisi che i medici non rius­ci­vano a spie­gar­si c’era lei, che ora si dis­pera e si dichiara pen­ti­ta di quel­lo che ha fat­to, soste­nen­do che non vol­e­va uccidere il figlio, ma solo addor­men­tar­lo. Per il giu­dice sarà dif­fi­cile cred­er­le: quan­do James era anco­ra vivo, Han­nah avrebbe avu­to tut­to il tem­po di spie­gare ai medici per­ché il pic­co­lo ave­va quelle crisi res­pi­ra­to­rie. Adesso è trop­po tar­di: il tem­po per sal­vare il bim­bo dal­la morte e lei dal­la pri­gione è già scadu­to.

https://www.leggo.it/esteri/news/mamma_hannah_turle_avvelena_figlio_james_huges_13_febbraio_2018-3546324.html

Placidi71

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Modella suicida a 24 anni: «Lasciata dal fidanzato perché faceva la escort». Sognava una vita nel lusso

Modella suicida a 24 anni: «Lasciata dal fidanzato perché faceva la escort». Sognava una vita nel lusso

di Domeni­co Zur­lo

Anas­ta­sia Tarasyuk, splen­di­da model­la rus­sa, ave­va solo 24 anni. Si è tol­ta la vita, pochi giorni fa, dopo che il suo fidan­za­to ave­va scop­er­to il suo ter­ri­bile seg­re­to: da qualche tem­po infat­ti Anas­ta­sia face­va la escort, per man­tenere il suo altissi­mo stile di vita e dopo che, fini­to il real­i­ty show che dove­va lan­cia­r­la nel mon­do del­lo spet­ta­co­lo, Dom 2, non era rius­ci­ta a sfon­dare nel­lo show­biz.

Sog­nan­do una vita di lus­so, dietro la paro­la ‘model­la’ Anas­ta­sia ha inizia­to a vendere il suo cor­po. Ma il com­pag­no, Albert Ryezin, a cui si era lega­ta poco dopo la fine del real­i­ty, non era d’accordo: «Quan­do ha capi­to che non avrebbe fat­to stra­da nel mon­do del­lo spet­ta­co­lo ha inizia­to a bere e drog­a­r­si ed è entra­ta in depres­sione — ha rac­con­ta­to l’uomo — e ritrovan­dosi a cor­to di sol­di, mi ha det­to che lavo­ra­va come model­la».

In realtà non face­va affat­to la model­la ma la pros­ti­tu­ta di alto bor­do. «Per questo l’ho las­ci­a­ta — ha det­to anco­ra Albert — siamo sta­ti sep­a­rati per un anno, poi ci siamo rimes­si insieme ed è venu­ta a vivere con me». Ma è dura­ta poco: nel frat­tem­po la ragaz­za con­tin­u­a­va a pros­ti­tuir­si. Quan­do lui l’ha scop­er­ta, l’ha las­ci­a­ta, e lei ha reag­i­to lan­cian­dosi nel vuo­to dal 19° piano di un res­i­dence di lus­so. Sog­na­va una vita dora­ta, ma ha trova­to solo sof­feren­za.

https://www.leggo.it/esteri/news/anastasia_tarasyuk_modella_suicidio_escort_28_giugno_2018-3824329.html

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Tutto l’aereo vomita, morto il passeggero che puzzava: «L’igiene non c’entrava nulla, la verità è agghiacciante»

Tutto l'aereo vomita, morto il passeggero che puzzava: «L'igiene non c'entrava nulla, la verità è agghiacciante»

È mor­to Andrey Suchilin, il passeg­gero di un volo che, emanan­do un odore dis­gus­toso, ave­va causato mal­ori e vom­i­to tra le per­sone che gli siede­vano accan­to, costrin­gen­do anche i piloti ad un atter­rag­gio d’emergenza. Con la notizia del deces­so, è giun­ta una inqui­etante riv­e­lazione: quel fetore non era dovu­to ad una scarsa igiene per­son­ale, ben­sì alla malat­tia che ha con­dot­to l’uomo, di nazion­al­ità rus­sa, al coma e alla morte.

Come ripor­ta Metro.co.uk, Suchilin emana­va un odore for­tis­si­mo e poco grade­v­ole, ed ave­va costret­to i piloti del volo Transavia, da Gran Canaria a Ams­ter­dam, ad un atter­rag­gio d’emergenza a Faro, in Por­to­gal­lo. Molti passeg­geri, a causa dell’odore sgrade­v­ole, ave­vano inizia­to a sen­tir­si male e a dare di stom­a­co, men­tre il per­son­ale di volo cer­ca­va di iso­lare Suchilin in un bag­no. L’uomo, ricov­er­a­to in ospedale dopo l’atterraggio d’emergenza, era entra­to in coma solo due giorni dopo ed è mor­to ieri, dopo qua­si un mese di ago­nia.

L’odore emana­to dall’uomo non era altro che la con­seguen­za del­la grave malat­tia che ha col­pi­to l’uomo: un bat­te­rio capace di dis­trug­gere inter­na­mente la pelle e i tes­su­ti gli ave­va infat­ti causato una necrosi molto grave, sfo­ci­a­ta poi in una vera e pro­pria can­cre­na, il pre­lu­dio alla morte.

https://www.leggo.it/esteri/news/transavia_morto_passeggero_puzza_andrey_suchilin_28_giugno_2018-3824196.html

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Gli invitati non apprezzano la sua cucina, padrona di casa avvelena i commensali e li uccide

di Alessia Stri­nati

Orga­niz­za una fes­ta per inau­gu­rare la sua nuo­va casa, ma prob­a­bil­mente tra le sue qual­ità migliori non c’era quel­la di cucinare. Gli invi­tati alla cena han­no pre­so così in giro la padrona di casa per quel­lo che ave­va servi­to a tavola, uno scher­zo, che però Prad­nya Sur­vase non ha pre­so molto bene tan­to da arrivare ad uccidere i suoi ospi­ti.

La don­na rischia la con­dan­na a morte per aver ammaz­za­to 5 dei 120 invi­tati alla sua fes­ta nel vil­lag­gio di Mahad, nel dis­tret­to di Raigad, nel­lo sta­to indi­ano di Maha­rash­tra. La 23enne avrebbe prova­to ad uccidere anche il mar­i­to, le cog­nate, la suo­cera e la sorel­la di sua suo­cera, tut­ti per lo stes­so moti­vo: i com­men­sali ave­vano avu­to da ridire sulle pietanze servite. Sur­vase ha così mes­so del pes­ti­ci­da nei piat­ti cau­san­do qua­si una strage: 88 per­sone sono finite in ospedale, 5 sono morte, tra cui quat­tro minori tra i 7 e i 13 anni.

Come ripor­ta anche Metro, la don­na avrebbe usato una pol­vere per uccidere i ser­pen­ti, molto velenosa, che avrebbe dato ai piat­ti un sapore par­ti­co­lar­mente amaro. «Veni­va rego­lar­mente insul­ta­ta per la sua car­na­gione e per­ché non era in gra­do di cucinare bene», ha affer­ma­to l’ispettore di polizia, questo avrebbe esasper­a­to la don­na spin­gen­dola a com­piere un gesto tan­to estremo.

https://www.leggo.it/esteri/news/invitati_non_apprezzano_la_cucina_uccisi_27_giugno_2018-3822456.html

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La modella nuda davanti al Muro del Pianto: «Vado oltre i confini». E infuria la polemica Foto

Com­ple­ta­mente nuda, sdra­ia­ta su una seg­gi­o­la di plas­ti­ca in una ter­raz­za con vista sul Muro del Pianto. Ha desta­to scal­pore in Israele la divul­gazione oggi sul web di una fotografia che mostra la stu­pen­da model­la bel­ga Marisa Papen, 26 anni, davan­ti al prin­ci­pale luo­go sacro dell’ebraismo.

La Papen ha spie­ga­to nel suo sito web di aver inte­so così «spin­gere oltre i con­fi­ni del­la reli­gione e del­la polit­i­ca». Ma la sua inizia­ti­va ha desta­to coster­nazione e scan­da­lo fra i respon­s­abili reli­giosi: «Si trat­ta di un episo­dio grave e riprovev­ole», ha affer­ma­to allo Yediot Ahronot il rab­bi­no del Muro del Pianto, Shmuel Rabi­novic. «Sono sta­ti vio­lati la san­tità del pos­to e i sen­ti­men­ti dei fedeli».

Non è la pri­ma vol­ta che la Papen finisce nel­la bufera per ques­tioni sim­ili: in Egit­to era sta­ta in carcer­a­ta dopo un altro servizio sen­za veli vici­no a Lux­or, nel tem­pio di Kar­nak, e ha posato nuda anche in Etiopia tra i mem­bri del­la tribù Sur­ma. Insom­ma, la 26enne non ha pau­ra delle polemiche. Alcu­ni media han­no anche nota­to, comunque, che il fotografo del­la Papen, Math­ias Lam­brecht, ha fat­to atten­zione a non inquadrare in quel­la immag­ine il Duo­mo del­la Roc­cia e la moschea al-Aqsa, che sono sac­ri al mon­do islam­i­co.

https://www.leggo.it/esteri/news/modella_nuda_davanti_al_muro_pianto_27_giugno_2018-3822710.html

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