Forza, ditelo con noi, non è difficile: Moro è stato una vittima del Comunismo

La vera notizia su Moro è che non c’è nul­la di impor­tante da sco­prire: sem­plice­mente lo sta­tista è sta­to vit­ti­ma del Comu­nis­mo, che vol­e­va abbat­tere quel­lo “Sta­to borgh­ese” di cui Moro era ele­men­to chi­ave. Per­ché i Media – 40 anni dopo – non riescono anco­ra a dire quel­la paro­la che indi­ca il colpev­ole… “Comu­nis­mo”?

Moro è sta­to rapi­to e suc­ces­si­va­mente assas­si­na­to dalle Brigate Rosse, movi­men­to arma­to comu­nista. Che novità, direte voi. Sì, che novità. Per­ché in occa­sione del 40mo anniver­sario del­la morte del pres­i­dente del Con­siglio democris­tiano, noi abbi­amo sen­ti­to di tut­to, ma pro­prio di tut­to, ma mai la paro­la “comu­nista”, o “comu­nis­mo”. A dire il vero, abbi­amo sen­ti­to poco anche le parole Brigate Rosse.

Il caso Moro, anche a 40 anni dai tragi­ci even­ti, res­ta un clam­oroso caso di rimozione. Si sa che è sta­to ucciso, non si vuole dire da chi e per­ché è sta­to assas­si­na­to. La vicen­da è lin­eare e la ver­ità emer­sa dai pro­ces­si ha ben poco di mis­te­rioso. Sap­pi­amo chi fu l’esecutore, chi il man­dante e il suo movente. Moro venne rapi­to da un com­man­do di brigatisti rossi in via Fani, a Roma, in un aggua­to in cui cinque uomi­ni del­la sua scor­ta furono uccisi. Seguirono 55 giorni di pri­gio­nia, durante i quali i seques­tra­tori chiesero un cam­bio di pri­gion­ieri. Il gov­er­no decise di non trattare, una deci­sione con­di­visa anche dal Pci, all’opposizione, vista la grav­ità dell’atto ter­ror­is­ti­co che avrebbe potu­to desta­bi­liz­zare le isti­tuzioni repub­bli­cane. Moro venne proces­sato e con­dan­na­to a morte da un “tri­bunale del popo­lo” e la sen­ten­za fu ese­gui­ta il 9 mag­gio 1978. Il cor­po sen­za vita di Moro venne fat­to ritrovare dai brigatisti in via Cae­tani, a metà stra­da fra la sede del­la Dc e quel­la del Pci. Il movente è chiaro e dichiara­to: i brigatisti ave­vano già affer­ma­to di vol­er colpire al ver­tice del­lo Sta­to ed era­no con­trari all’accordo ven­ti­la­to fra Dc e Pci. Colpen­do Aldo Moro, uccis­ero il pres­i­dente del­la Dc, nonché un pri­mo min­istro vet­er­a­no pron­to a rias­sumere l’incarico di capo del gov­er­no, al tem­po stes­so lan­cia­rono un mes­sag­gio trasver­sale al Pci: non trattare con la Dc.

Scusate la sin­te­si con cui abbi­amo rias­sun­to gli even­ti, ma ci vuole. Per­ché sul caso Moro si sono ver­sa­ti fiu­mi di inchiostro, enfa­tiz­za­ti i det­tagli, sve­lati mis­teri, con­sumati decen­ni di indagi­ni e anni di udien­ze. Ma alla fine è emer­so solo quel­lo che era già sot­to gli occhi di tut­ti nel 1978: sono sta­ti i comu­nisti. Enfa­tiz­zare i det­tagli è utile, sem­mai, a capire qual­cosa di più su quel­lo che già si conosce. Si deve capire, per esem­pio, per­ché le indagi­ni siano state con­dotte male, chi abbia dato indizi a Romano Pro­di e per­ché anche questi siano sta­ti spre­cati. Da qui a pen­sare che “Moro è sta­to ucciso dal­la Dc” sul­la base di questo episo­dio (e sul­la non volon­tà di trattare con i brigatisti) occorre una bel­la dose di fan­ta­sia. Volete incrim­inare la Dc per l’attentato più grave del­la sto­ria d’Italia? Trovate le prove: ordi­ni, tes­ti­mo­ni­anze, doc­u­men­ti. Se non c’è nul­la di tut­to questo (e a 40 anni di dis­tan­za dagli even­ti, sarebbe pur emer­so qual­cosa, qual­cuno dis­pos­to a par­lare) vuol dire che il fat­to non sus­siste.

Incred­i­bile che anco­ra oggi ci si chie­da: “chi è il man­dante”. Le Brigate Rosse han­no fir­ma­to il rapi­men­to, han­no cel­e­bra­to il loro grottesco proces­so pro­le­tario, foto­copia dei pro­ces­si farsa sovi­eti­ci e han­no ese­gui­to la sen­ten­za di morte. Chi mai dovrebbe essere il man­dante, sec­on­do voi? Anche qui, in 40 anni, non è sta­to trova­to nul­la, né i brigatisti proces­sati, con­dan­nati e incar­cerati per decen­ni han­no mai riv­e­la­to l’esistenza di qualche agente ester­no alla loro orga­niz­zazione. Eppure sen­ti­amo decine di ipote­si sull’esistenza di un man­dante ester­no. Han­no accusato tut­ti: la Dc, i servizi seg­reti ital­iani, la Cia, i fascisti, la Glad­io (quin­di la Nato), il Kgb, il Mossad, la Mafia, la P2, la Mas­sone­r­ia. Ci man­cano solo gli alieni. Mag­a­ri qual­cuno ha coin­volto pure loro. Il Kgb era in con­tat­to con i brigatisti, non si sa quan­to e come abbia con­tribuito all’attentato ai ver­ti­ci del­lo Sta­to ital­iano. Da quel­lo che si sa, dal dossier Mitrokhin, pare che, una vol­ta appre­so dell’agguato di via Fani, a Mosca si siano mes­si le mani nei capel­li. Per­ché un’azione così ecla­tante non sarebbe sta­ta nep­pure negli inter­es­si dell’Urss. E in effet­ti la reazione fu la rap­i­da dis­truzione delle Brigate Rosse. Sul­la pre­sen­za di tut­ti gli altri, Glad­io, fas­ci, mas­soni, israeliani e chi più ne ha più ne met­ta, ci sono solo voci, zero prove.

Eppure ognuna di queste riv­e­lazioni “fa notizia”. Il fumo è den­so ed è inter­es­sato. Mai dire la cosa più sem­plice: che Moro fu una delle vit­time del comu­nis­mo in Italia. Lo vogliono ammet­tere in pochi, in pochissi­mi. Per­ché un ter­zo degli ital­iani (e la stra­grande mag­gio­ran­za degli ital­iani che scrivono e inseg­nano e for­mano l’opinione pub­bli­ca) era comu­nista fino a due decen­ni fa. Pochi vogliono ammet­tere le pro­prie colpe. Meglio pen­sare che le Brigate Rosse fos­sero “le sedi­cen­ti brigate” e che i comu­nisti che spar­a­vano fos­sero “sedi­cen­ti brigatisti”. Cioè sug­gerire che non fos­sero comu­nisti, ma agen­ti seg­reti camuf­fati, o altre fan­tasie malate del genere. Eppure nel nome del comu­nis­mo ven­nero assas­si­nati 100 mil­ioni di indi­vidui. Uno di questi fu Aldo Moro.

Forza, dite­lo con noi, non è dif­fi­cile: Moro è sta­to una vit­ti­ma del Comu­nis­mo

LePen71

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